Governo provvisorio della Siberia autonoma

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Localizzazione delle aree sottoposte al Governo provvisorio della Siberia autonoma (Repubblica di Siberia)

Il Governo provvisorio della Siberia autonoma (PGAS), o in totale Governo social-rivoluzionario-menscevico provvisorio della Siberia autonoma, è stato un governo fantoccio instaurato in Siberia, creato dal movimento bianco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È entrato in vigore il 29 giugno 1918 durante la guerra civile russa dopo un colpo a Vladivostok e dopo che le Legioni Cecoslovacche ebbero preso il controllo del territorio all'inizio di giugno, ed il 7 entrarono a Omsk che divenne la sede del Governo. Il 17 luglio il Governo proclama la Repubblica di Siberia, la quale però sarà sciolta il 3 novembre per ordine del generale e Capo di Stato Aleksandr Vasil'evič Kolčak e del Governo provvisorio panrusso, che non intendevano attuare una secessione dalla Russia ma lottare per una Russia unita antibolscevica. Il 22 dicembre durante una breve rivolta a Omsk, Kolčak allontanò i menscevichi dal governo e governò con poteri dittatoriali fino alla fine, il 7 febbraio 1920 quando con la morte del dittatore bianco il governo fu sciolto e la Siberia conquistata dai bolscevichi dopo la breve esperienza del Governo provvisorio del Priamurye.

Ad est nei territori protetti dall'esercito giapponese vi erano due Stati, uno cosacco e uno Ucraino, lo Stato cosacco di Transbaikalia dell'Atamano Grigorij Michailovič Semënov con capitale Čita, e l'Ucraina Verde di Roman von Ungern-Sternberg, con lo stato cuscinetto di Buriazia, che furono però in cattivi rapporti con il Governo provvisorio della Siberia autonoma in quanto essi volevano la secessione dalla Russia.

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