Calendario Atlante De Agostini

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Calendario Atlante De Agostini
Copertine della Prima Edizione 001.jpg
Copertina della prima edizione (1904)
Autoreautori vari
1ª ed. originale1904
Genereenciclopedia geografica
Sottogenereatlante, statistiche e calendario
Lingua originaleitaliano

Il Calendario Atlante De Agostini è un annuario geografico-statistico pubblicato per l'appunto annualmente (fatto salvo il volume unico biennale 1945-1946) dall'Istituto Geografico De Agostini a partire dal 1904. Caratterizzato dal colore rosso, ha tuttora grande successo, anche per il formato tascabile oltre che per la ricchezza di notizie che riguardano il mondo intero. Nel campo dell'editoria è un vero e proprio longseller[1].

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione, una brochure in cartoncino verde oppure rosso mattone di piccolo formato (15,7 × 7,5 cm), era un calendario annuale che rispondeva alla moda ed aveva una funzione di promozione commerciale sia pur al prezzo di L. 0,60. Contava 64 pagine: calendario dei mesi con disegni liberty, alcune pagine di notizie astronomiche e geografiche con un atlantino, disegnato da Achille Dardano (1904-1907)[2] ed inciso da A. Hoppe e G. Cipriani, costituito da 11 doppie tavole cartografiche, alternate ai mesi dell'anno 1904, di Europa, Italia, continenti, con una doppia pagina di bandiere dei 57 principali Stati, e con catalogo editoriale dell'allora Istituto Geografico Italiano del dott. G. De Agostini & C.

Già nell'edizione per il 1908, a cura di Carlo Maranelli, le pagine erano diventate 90. Nel 1910 venne aggiunto un indice dei nomi geografici contenuti nelle tavole e venne elevato il prezzo a L. 0,80, pur mantenendo il numero complessivo delle pagine. Rinnovate furono le edizioni per il 1911, a cura di Albino Machetto, per il 1912, in cui Machetto inserì la divisione amministrativa dell'Italia con le colonie italiane in concomitanza con la guerra di Libia intrapresa l'anno prima, l'edizione per il 1913 in occasione del decennale, sempre curata dal Machetto[3], e l'edizione per il 1914, a cura di Luigi Filippo De Magistris[4], che ne fu redattore fino all'edizione per il 1919. Questa si apriva con una Nota d'Esultanza per la fine della guerra, e riportava anche il Bollettino di Guerra di Armando Diaz del 4 novembre 1918.

La direzione di Luigi Visintin[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Importanti novità vennero introdotte a partire dall'edizione per il 1920, la diciassettesima, per merito del geografo e cartografo prof. dott. Luigi Visintin, che ne fu redattore dal 1919 e ne assunse poi la direzione fino all'anno della morte (1958). La prosa breve e densa, che ne caratterizza le opere, era particolarmente adatta al Calendarietto, frutto di un lavoro molto impegnativo, a cui peraltro si dedicava nei ritagli di tempo, avendo però sempre in mente le bozze del Calendario qualunque fosse la notizia che trovava.

Visintin, diventato nel 1920 direttore scientifico dell'Istituto Geografico novarese, continuò ad occuparsi personalmente dell'opera che considerava il proprio biglietto da visita e chiamava Calendarietto. Lo descriveva così proprio nel 1920: minuscolo libriccino tascabile, che si stampa annualmente a migliaia di copie e che, oltre all'Atlante Geografico di 24 tavole circa, contiene una quantità di notizie interessanti gli uomini d'affari e ogni persona colta, offrendo dati statistici tra i più recenti e attendibili, tratti dalle fonti migliori con rigorosa unità di metodo[5].

Nell'edizione elaborata nel 1919 per il 1920 vennero ripensate le carte in seguito ai trattati della prima guerra mondiale, ad esempio quella del Nuovo Confine Franco-Belga-Tedesco, quelle riguardanti l'Europa centrale, quella ancora in parte incerta sulla Venezia Giulia. Fu aggiunta una sezione sull'Africa in considerazione degli interessi italiani. Fu introdotta per l'occasione un'ampia parte storica sulla prima guerra mondiale riguardo all'Italia (del prof. dott. T. Celotti), riguardo alla pace con l'Austria e alla questione di Fiume (prof. dott. Mario Baratta). Fu aggiunta la cronologia della guerra mondiale nei suoi vari scacchieri, dichiarazioni di guerra comprese con evidenziazione grafica di potenze centrali e rottura di relazioni diplomatiche, redatta dal Visintin (pp. 55–66). Questi per l'occasione tolse le carte sull'America, ridimensionò la sezione a carattere generale su universo e terra, eliminò la sezione su geografi ed esploratori contemporanei presente nell'edizione per il 1919, per lasciare spazio a due pagine di Baratta sui geografi morti in guerra, compreso Cesare Battisti, che era stato collaboratore esterno dell'Istituto. Accurata la veste tipografica che riporta sul verso della copertina la comoda misura dei dieci centimetri, con l'equivalenza del centimetro alla scala cartografica (1 cm. = 1 km alla scala di 1:100000).

A partire dal 1921[6], sotto la direzione del Visintin, fu aggiunto, come negli altri atlanti, l'indice dei nomi contenuti nelle tavole geografiche, estremamente laborioso, ma indispensabile per l'utilizzo del materiale[7]. La ricerca dei nomi è quindi agevolata dai numeri arabi corrispondenti alle singole tavole e dai richiami in rosso sui margini (lettere maiuscole e minuscole) che contrassegnano i trapezi creati da meridiani e paralleli. Questo sistema divenne tradizionale negli atlanti De Agostini, come la scelta armoniosa dei colori dei singoli stati (si trattava infatti di carte politiche, con l'aggiunta di una carta delle comunicazioni mondiali, di due carte astronomiche e di una tavola delle bandiere mercantili).

La svolta del '24[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione per il 1924 (cioè nel ventennale della prima) è ispirata ad un nuovo indirizzo, per il quale si era saggiato l'interesse nelle edizioni precedenti, e prende l'aire la vocazione economica del Calendarietto. La prefazione sottolinea che, per il favore con cui era stato accolto il Calendario-Atlante[8], autore ed editore, sempre più attenti alla minuscola ma pur così utile pubblicazione, hanno introdotto numerosi cambiamenti nel ventunesimo volumetto della serie, che dalle 169 pagine del 1923 è passato a 230, sia per l' arricchimento della sezione di geografia generale, sia per l'aggiunta di dati e notizie di ordine economico (agricoltura, industria, commercio) riguardo ai continenti, agli stati europei ed ai paesi più importanti. L'organizzazione interna e l'impianto generale rendevano facile l'accesso e la consultazione. Fra le aggiunte si devono annoverare la carta degli Stati Uniti, la carta sull'Argentina del Nord, meta di emigrazione italiana, e il doppio della carta d'Italia, di cui il pubblico aveva suggerito di aumentare la scala.

Dell'anno successivo, il 1925, edito in occasione dell' Anno Santo, è da considerare a sé un atlantino speciale (copertina di color seppia con stemma pontificio), il Calendario Atlante delle missioni cattoliche. Pubblicato in occasione dell'Esposizione Missionaria Vaticana, pur mantenendo il nome ed il formato del Calendario, è molto diverso dalla sua versione tradizionale perché di essa conserva solo il calendario e le carte, che presentano però in questo caso i confini di diocesi, prefetture, vicariati, oltre ad una pianta di Roma e dell'Esposizione. Il testo è sostituito da una trattazione su apostolato cattolico e stato delle missioni in quattro lingue (italiano, francese, inglese, tedesco), con l'elenco delle missioni ed alcuni dati statistici. Esso anticipa il Testo-atlante illustrato delle missioni del 1932[9].

Nell'edizione del trentennale (1934), in ciascun capitolo dedicato all'Italia, un paragrafo riguardò le realizzazioni del regime, cosa che contribuì alla diffusione ed all'apprezzamento del calendarietto. Esso uscì poi anche in un'edizione speciale per le forze armate e nel listino delle pubblicazioni del '34 si legge che era particolarmente utile in Esercito, Marina, Aeronautica e non doveva mancare in nessuna biblioteca dopolavoristica, in quanto adatto a diffondere la passione per la geografia. Nel '36 i militari impegnati nell'impresa etiopica ricevettero in dono alcune copie del Calendario Atlante, cosa di cui ringraziarono caldamente.

Con l'edizione per il 1937 fu aggiunta la rappresentazione cartografica dell'Abissinia recentemente assoggettata nonché i discorsi del duce per l'inizio della guerra e la proclamazione dell'Impero, soddisfacendo così la vocazione storica del Calendarietto.

Durante la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Naturalmente il periodo della seconda guerra mondiale, al di là degli aggiornamenti, rese necessaria l' introduzione di innovazioni per rappresentare la situazione contingente oltre che lo stato del mondo. Il Calendario, che dagli anni Trenta aveva 60.000 lettori, uscì nel suo quarantennale (1943) modernizzato nella veste esterna, con pagine e copertina ad angolo e non più arrotondate. La carta usata per il testo era diventata a poco a poco molto sottile, pur conservando la solidità e la resistenza. Naturalmente la carta era ormai autarchica.

Nel testo erano state aggiunte a poco a poco a partire dal '39 (Calendario definito in grigio-verde con l'aggiunta degli avvenimenti dell'anno previsti dal regime) ottanta pagine, che comprendevano le date memorabili della nuova Europa dal '39 alla fine del '41 e le date della rottura o della sospensione delle ralazione diplomatiche dell' Italia[10]. Fu inoltre spostato all' inizio e quindi meglio evidenziato l'Indice Analitico delle Materie. Nel '40 si parlava del protettorato su Boemia e Moravia e delle conseguenze della guerra recentissima tedesco-polacca. Una carta dell'Albania evidenziava l'unione della Corona Reale d'Albania alla Corona d'Italia.

Oltre al testo, il Visintin dovette cimentarsi con i mutamenti della carta politica dell'Europa determinati dalla guerra. Le tavole geografiche nel '41 rimasero trenta, ma ridotte nel numero per Italia e Europa centrale[11] con l'aggiunta di tre cartine del Mediterraneo, di una tavola delle isole Maltesi, di una dell'Egitto, di una dell'Atlantico settentrionale riguardante i cavi telegrafici, di tre cartine dell'America centrale e meridionale.

Il tipo di lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Visintin, cercando di superare le lentezze burocratiche, aggiornava di anno in anno col massimo scrupolo[12], con grande impegno di lavoro ed attenzione scientifica, sia pur nei ritagli di tempo, il Calendario Atlante sia nelle sezioni generali (soprattutto le statistiche riguardanti la terra in generale e l'economia, i consumi, la produzione) sia nelle parti dedicate ad ogni singolo Stato del mondo (descrizione politico-amministrativa, superficie e popolazione, religione, capitale e città principali, risorse economiche, commercio, navigazione e comunicazioni, ferrovie, statistiche sociali). A poco a poco fece del "libretto rosso" una vera enciclopedia geografica (alcune centinaia di pagine di testo, una trentina di tavole cartografiche, prevalentemente politiche, indici dei nomi), che raggiungeva la tiratura di 60 000 copie.

Una valutazione significativa[modifica | modifica wikitesto]

"Dans un format de poche, richesse incomparable de données géographiques et statistiques. Prix abordable même pour élèves... Éditions en d'autres langues seraient désirables..."[13]: questo il giudizio di I. B. F. Kormoss, geografo del Collège d'Europe di Bruges sul Calendario del 1956, anno 52°, pp. 525 + 30 doppie pagine di carte politiche.[14]

Le varie edizioni italiane e straniere[modifica | modifica wikitesto]

Oggi le vecchie edizioni hanno grande interesse storico, anche per ricostruire i mutamenti della carta geografica mondiale, ad esempio durante la seconda guerra mondiale, per la politica coloniale o per l'Est europeo. L'importanza del Calendario divenne tale che fu tradotto in parecchie delle lingue più diffuse nel mondo (tedesco[15], francese[16], spagnolo[17], portoghese, sloveno, ebraico, cosa di cui Visintin era fiero). Le singole edizioni straniere erano corredate da più ampie trattazioni riguardanti i rispettivi Stati, poste in bell'evidenza all'inizio e create appositamente, come la particolarmente informata sezione dedicata all'Italia nel calendario italiano.

Dal 1958 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Le successive direzioni furono di Umberto Bonapace (fino al 1974), quindi di Giuseppe Motta (fino al 1998), entrambe con la collaborazione di Achille Soldani (per la parte geo-economica) e Franco Casabianca (per la cronologia e gli ordinamenti politici dei vari Paesi). Alla sezione geografica (testo, statistiche, carte, indici) erano infatti stati aggiunti col tempo una sezione storico-cronologica ed un compendio delle organizzazioni internazionali. Nel 1970 anche le carte furono rifatte sotto la direzione di Giuseppe Motta.

Nel 1999, con la direzione di Paolo Boroli e sulla base di un progetto di Giovanni Baselli, venne fatto un passo decisivo verso la contemporaneità e si costituì all'interno della redazione una banca dati elettronica che portò alle edizioni più recenti, con allegato un CD-ROM.

Nel 2004, in occasione del centenario[18] si raggiunsero le 1072 pagine di testo con 44 tavole geografiche, cui vanno aggiunte otto tavole con le bandiere. Maggiore spazio fu dato all'Italia ed alle organizzazioni internazionali

Oggi le pagine sono più di mille, i dati statistici sono oltre un milione e ci sono quasi un centinaio di cartine geografiche: tutto quello che occorre per comprendere il mondo. Oltre all'edizione a stampa, dal 2011 ci si può anche collegare a un sito specifico (il codice per l'accesso è contenuto in ogni copia del libro). Dal 2011 è stata aggiunta anche un'accurata edizione in Inglese. Per qualche anno fu pubblicato anche in polacco.

Naturalmente l'aumento significativo delle pagine comportò un cambiamento della struttura, che all'inizio era più semplice ed essenziale. In particolare si evidenzia la disposizione delle nazioni in ordine alfabetico invece che nell'ambito dei rispettivi continenti. Inoltre di anno in anno fu modificata la scelta degli argomenti delle statistiche mondiali, alcune delle quali vennero ridotte. Si può dire che nel complesso fu accresciuta la parte a carattere storico, soprattutto nella sezione d'inizio a carattere generale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ per informazioni si segnalano le introduzioni ad alcune edizioni, come quella del 1924 e quella del 2004
  2. ^ fu capocartografo dell'Istituto (capotecnico era Bernardo Rössing), cfr. a pag. 14, Domenico Maggiore, Nel 15 anno della fondazione dell'Istitutografico De Agostini, Napoli 1946 di pagg. 26: Tale opuscolo rende omaggio a tutte le maestranze, che cita singolarmente per il loro contributo allo sviluppo dell'Istituto, di cui ricorda le iniziative editoriali
  3. ^ 24 tavole a colori, indice di ca. 3500 nomi geografici, e 100 pagine di testo con notizie cronologiche e geografico-statistiche
  4. ^ A De Magistris si deve anche un Atlantino Geografico Mondiale con notiziario statistico-storico-geografico edito per i tipi del De Agostini durante la prima guerra mondiale come omaggio della Società anonima Bianchi Automobili-Velocipedi Milano, abbastanza simile al Calendario Atlante tranne che per la disposizione delle tematiche e la mancanza del calendario e dell'annata
  5. ^ cfr. Prof. Luigi Visintin, Nuovo Atlante per Tutti, IGDA, 1920, parte conclusiva dell'introduzione
  6. ^ 21 tavole redatte dal cav. A. Dardano e dal prof. L. Visintin
  7. ^ cfr. in proposito le osservazioni di Giuseppe Dalla Vedova in Scritti geografici
  8. ^ Vennero dell'edizione del 1924 pubblicati anche due atlantini speciali, del tutto simili al calendario-atlante per dimensioni ed ideazione, uno per l'Ansaldo ed uno promosso dal Commissariato Generale dell'Emigrazione per i membri della Conferenza Internazionale dell'emigrazione di Roma, datata maggio 1924
  9. ^ in cui il Visintin disegnò sulle cartine (IGDA) i limiti delle circoscrizioni ecclesiastiche.
  10. ^ pp. 10-14
  11. ^ una sola tavola era dedicata all'Italia e una sola tavola riguardava Germania e stati limitrofi
  12. ^ cfr. Commemorazione del Gr. Uff. Prof. Luigi Visintin di S. E. Amb. Vittorio Cerruti in B.S.P.N. 1958: Il perfezionamento continuo del prezioso volumetto rosso fu opera quotidiana del Prof. Visintin, che ad esso dedicava quelle che chiamava le sue ore di riposo, quelle ore durante le quali consultando ogni sorta di pubblicazioni ne traeva sempre notizie nuove ed interessanti con cui aggiornare o completare l'atlantino
  13. ^ "In un formato tascabile, ricchezza incomparabile di dati geografici e statistici. Prezzo abbordabile anche per alunni. Desiderabili le edizioni in altre lingue"
  14. ^ I.B.F. Kormoss, Atlas Scolaires Européens - Essai de bibliographie critique , Bruxelles, 1957, p. 8
  15. ^ Globus-Jahrbuch des Deutschen Verlages, Deutsche autorisierte ausgabe des Calendario Atlante De Agostini, Die Welt und ihre Länder in politischer und wirtschaftlicher darstellung, mit 35 fabrigen karten, stampato in Italia, tutti i diritti riservati al De Agostini
  16. ^ Encyclopédie géographique de poche, stampato in Italia, tutti i diritti riservati al De Agostini
  17. ^ Enciclopedia geográfica manual, redacción del Profesor Dr. L. Visintin, Luis Miracle Editor, Barcelona. Titulo de la edición original italiana, publicado por el "instituto Geografico De Agostini" de Novara: Calendario Atlante De Agostini. Traducción directa según la LIII edición italiana de 1957 corregida y puesta al día por Fernando G. Velasco. Con mapas impresas por el "Instituto Geografico De Agostini" e testo stampato ad Andorra
  18. ^ cfr. a pagg. 4 e 5 una breve storia del Calendarietto e a pag. 3 le intenzioni dei numerosi redattori e cartografi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Bianucci, Quando votava lo 0,9 per cento Il Calendario Atlante De Agostini, il libretto rosso in cui da sei generazioni si rispecchia il Paese, in Tuttolibri, La Stampa, 3 aprile 2010
  • Calendario Atlante De Agostini, prefazione dell'edizione del 1924
  • Calendario Atlante De Agostini, prefazione del Centenario, 2004 a pp. 3,4,5
  • I.B.F. Kormoss, Atlas Scolaires Europėens, Essai de biblkiographie critique, Commission Belge de bibliographie critique, sottocommissione della Commissione Nazionale per l'UNESCO, Bruxelles 1957
  • Domenico Maggiore, Nel 15 anno della fondazione dell'Istitutografico De Agostini, Napoli 1946
  • Christian Sartori, tesi di laurea presso l'Università Bocconi sostenuta nel 1997, relatori E. Borruso e F. Amatori, L'istituto Geografico De Agostini di Novara dal 1901 al 1940, passim

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [1][collegamento interrotto] Un articolo di Giuseppe Motta per i cento anni della pubblicazione
  • [2] Storia dell'Istituto Geografico De Agostini