Stepan Bandera

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Stepan Andrijovič Bandera
SBandera.jpg
NascitaStaryj Uhryniv, 1º gennaio 1909
MorteMonaco di Baviera, 15 ottobre 1959
Cause della morteAvvelenamento
EtniaUcraino
ReligioneCattolico di rito orientale
Dati militari
Paese servitoUcraina Governo Nazionale Ucraino (1941)
Forza armataOUN-r Flag 1941.svg Esercito Insurrezionale Ucraino
Anni di servizio1929-1959
GuerreSeconda guerra mondiale
Comandante diOUN-r Flag 1941.svg Esercito Insurrezionale Ucraino
DecorazioniEroe dell'Ucraina (revocata nel 2011)
Altre carichePolitico, militare
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Stepan Andrijovič Bandera
Stamp of Ukraine Stepan Bandera 100 years cropped.jpg
Francobollo commemorativo ucraino per il centenario della nascita.

Leader dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini

Dati generali
Partito politico Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini
Università Università Politecnica Nazionale di Leopoli
Firma Firma di Stepan Andrijovič Bandera

Stepan Andrijovič Bandera (in ucraino: Степан Андрійович Бандера?; Staryj Uhryniv, 1º gennaio 1909Monaco di Baviera, 15 ottobre 1959) è stato un politico ucraino, leader dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN) e fondatore dell'Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA).

Pur in seno ad una politica collaborazionista, per Bandera fu imprescindibile l'indipendenza dell'Ucraina, per proclamare la quale parve occasione propizia l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica nel 1941. La Germania nazista risultò invece infastidita dal tentativo di restaurazione, nel territorio appena occupato, di uno Stato ucraino indipendente, anche se dichiaratamente allineato al progetto nazista. Il rapporto con i tedeschi fu perciò complicato e segnato da arresti che costarono a Bandera anche l'internamento nel lager di Sachsenhausen. Nel 1944 fu liberato affinché conducesse azioni di sabotaggio contro l'Armata Rossa.

A guerra finita, riparò in Germania Ovest con moglie e figli, sotto protezione alleata. Fu assassinato a Monaco di Baviera da un agente del KGB nel 1959.

Figura controversa della storia ucraina contemporanea, nell'ovest del paese Bandera è esaltato da alcuni come eroe nazionale, mentre a sud-est, tra la minoranza russa, è ricordato come traditore fascista e alleato di Hitler.[1][2][3] Nel 2010, il presidente ucraino Viktor Juščenko gli conferì l'onorificenza postuma di Eroe dell'Ucraina, revocata nel 2011 sulla base di una sentenza della Corte amministrativa distrettuale di Donec'k.

Nonostante si ritenga che, insieme ai suoi seguaci, abbia forti responsabilità nel massacro di civili polacchi[4] e nell'Olocausto in Ucraina,[5] si tratta di una figura centrale del nazionalismo ucraino. La sua famiglia subì pesanti ritorsioni dai sovietici e dai polacchi, oltre che dagli stessi tedeschi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e adolescenza[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel 1909 a Staryj Uhryniv, nell'allora distretto di Kaluš della Galizia austroungarica, figlio di Andrij e di Myroslava Glodzins'ka. A Staryj Uhryniv il padre, sacerdote uniate cattolico, esercitava le funzioni di parroco, nelle quali era succeduto al suocero Volodymyr Glodzins'kyj.[6]

Il giovane Bandera nel 1923, in divisa scout

Trascorse l'infanzia nel paese natale, divenuto al termine della prima guerra mondiale parte della Seconda Repubblica di Polonia, in casa dei genitori e dei nonni, che lo crebbero in un clima di patriottismo e cultura nazionale ucraina, e maturò un forte interesse personale per la politica sociale, nella primavera del 1922, la madre morì di tubercolosi. Dal 1919 al 1927 studiò nello Stryi gymnasium e nel 1922 divenne un membro di Plast, un'organizzazione ucraina giovanile di ispirazione scautistica, diventando poi un affiliato ad una organizzazione studentesca giovanile clandestina; proseguì quindi gli studi presso l'Higher Polytechnical School di Leopoli dal 1928 al 1932, in questo periodo nel 1928 divenne un membro della sezione propaganda e spionaggio del Ukrainian Military Organization.[7]

Adesione all'OUN e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1931 entra nell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), Bandera vi fece rapidamente carriera, diventandone capo-propaganda nel 1931 nella divisione territoriale occidentale e vicecomandante. Nella conferenza dello OUN a Berlino avvenuta nel giugno 1933 viene confermato al comando dell'organizzazione per l'Ucraina occidentale, nello stesso anno organizza una campagna studentesca antipolacca. Per protesta contro l'Holodomor, che aveva stremato la Repubblica Popolare Ucraina, pianifica l'assassinio del console sovietico a Leopoli e nel 1934, a seguito di una risoluzione della conferenza berlinese programma l'assassinio del ministro degli interni polacco Bronisław Pieracki, incaricato della campagna di "pacificazione della Galizia"[8], provocando la risposta governativa polacca con arresti di massa del 1934, tra cui lo stesso Bandera[9] e la sua condanna a morte (13 gennaio 1936), con pena poi convertita in ergastolo in una seconda sentenza a Leopoli[10]. Imprigionato in Polonia nel carcere della Santa Croce di Wronki e poi a Brėst, da cui evase il 13 settembre 1939, poco dopo l'invasione tedesca della Polonia.[11]

Collaborazione con i nazisti[modifica | modifica wikitesto]

"Gloria a Hitler! Gloria a Bandera! Lunga vita allo Stato Indipendente ucraino! Lunga vita al nostro leader S. Bandera", Castello Zhovkva nell'Ucraina occidentale luglio-agosto 1941.

Dopo l'evasione, si spostò a Cracovia, sede del Governatorato generale tedesco; lì entrò in contatto con Andriy Atanasovich Melnyk, leader dell'OUN. La divergenza di idee e strategie portò però i due ad un aperto conflitto, che ebbe come conseguenza la spaccatura all'interno del movimento indipendentista, con una fazione denominata OUN-M (capitanata da Melnyk e di indirizzo più conservatore) ed una denominata OUN-B (capitanata da Bandera e più rivoluzionaria).[12]

Prima della proclamazione dell'indipendenza del 30 giugno 1941, Bandera organizzò e supervisionò i cosiddetti "Gruppi mobili" (in ucraino, мобільні групи), piccoli gruppi di 5-15 persone che avrebbero avuto il compito di seguire l'avanzata tedesca verso l'Ucraina orientale, di cercare supporto per le attività dell'OUN-B e di collocare propri militanti nelle nuove autorità locali. Il numero complessivo di coloro che parteciparono a questi gruppi di propaganda fu di circa 7.000 persone, reclutate anche nei circoli intellettuali, e tra questi ultimi troviamo lo scrittore Ivan Bahrianyi ed il poeta Vasyl Barka.[senza fonte]

Dichiarazione d'indipendenza e arresto[modifica | modifica wikitesto]

Nell'imminenza dell'Operazione Barbarossa, i tedeschi, diffidando della lealtà di Bandera e preferendogli il capo del Comitato centrale, Volodymyr Kubijovyč,[13] ne prevennero l'ingresso in Ucraina da Cracovia.[14] Il capo dell'OUN-B perse così la possibilità di effettuare di persona la proclamazione con cui la sera del 30 giugno 1941, a Leopoli, l'organizzazione dichiarò la nascita di un'Ucraina indipendente e apertamente impegnata a collaborare con la Germania.[15] Con l'ingresso a Leopoli, i tedeschi e la milizia ucraina organizzata dall'OUN-B diedero avvio al primo dei due violenti pogrom del luglio 1941.[16]

Il 3 luglio 1941, il sottosegretario di stato al Governatorato generale Ernst Kundt incontrò a Cracovia Bandera e altri quattro esponenti del governo ucraino autoproclamato. I tedeschi si imponevano come "conquistatori", intimavano di desistere dall'iniziativa di instaurazione dello Stato e, pur riconoscendo la legittimità delle aspirazioni ucraine, negavano la loro approvazione da parte di Hitler. Bandera tentò invano di sostenere l'esistenza di un qualche benestare tedesco, finché riconobbe di aver agito senza di esso e, in un tentativo di conciliazione, si adeguò verbalmente alla pretesa tedesca.[17] Il 5 luglio fu comunque arrestato e tradotto a Berlino in Ehrenhaft ("prigionia onorevole"). L'11-12 luglio lo raggiunse Jaroslav Stec'ko, autoproclamato capo del governo ucraino; entrambi furono poi rilasciati con obbligo di presentazione alla polizia. Bandera tornò libero il 14 luglio.[18]

Nel corso del mese, il rapporto tra i tedeschi e l'organizzazione fu segnato dall'insanabilità del dissidio sull'indipendenza, che frustrò le reciproche offerte di cooperazione e produsse in settori dell'OUN-B la tentazione di resistere agli occupanti in nome dello stesso Bandera. I vertici restavano però collaborativi, nonostante l'irriducibile pretesa di sovranità. Il 19 luglio Bandera e Stec'ko, di fronte allo smembramento dell'Ucraina tra Governatorato e Commissariato del Reich, indirizzarono garbate lettere di protesta a Hitler.[19]

A sciogliere l'ambiguità di queste relazioni, scatenando la reazione tedesca, fu a fine agosto l'assassinio di Mykola Scibors'kij dell'OUN-M. Bandera, Stec'ko e altri esponenti di spicco dell'OUN-B, previo ordine di Heydrich, furono arrestati il 15 settembre.[19] Da questo momento e fino all'autunno 1944, Bandera restò prigioniero dei tedeschi, a Berlino e nella prigione (Zellenbau) del campo di Sachsenhausen. Vi sono in proposito testimonianze discordi su quando e quante volte sia transitato da Berlino al lager.[20]

Rilascio e nuova collaborazione con i nazisti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 1944 Bandera e Stec'ko furono avvicinati da un funzionario del RSHA, l'ufficiale delle SS Otto Skorzeny, per discutere attività di sabotaggio ai danni dell'Armata Rossa.[21] Il 28 settembre Bandera uscì dallo Zellenbau e fu messo agli arresti domiciliari a Berlino, ma ebbe libertà di movimento e contatti in città. Il 14 novembre l'OUN annunciò ufficialmente la sua liberazione. Con il rilascio del capo dell'OUN e di altri prigionieri politici il regime nazista, di fronte alla sconfitta imminente, sperava di sollevare le popolazioni dell'Europa orientale contro i sovietici in avanzata.[22]

I tedeschi sovvenzionarono sia l'OUN-B di Bandera sia l'Esercito insurrezionale ucraino con armi e munizioni, inviando agenti addestrati ad azioni di sabotaggio per agire con l'OUN-B dietro le linee sovietiche.[senza fonte]

Bandera, a causa delle sue posizioni razziste e nettamente antisemite, è stato associato anche ai crimini compiuti dall'OUN-B e dall'UPA ai danni di polacchi ed ebrei, molti dei quali deportati o fucilati. Tuttavia la maggior parte di essi avvenne mentre Bandera era impossibilitato a partecipare e a dirigere i due gruppi, in quanto si trovava prigioniero a Berlino e a Sachsenhausen.[23][fonte dubbia]

Ritorsioni tedesche e sovietiche sulla famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Bandera aderiva a un'ideologia fascista[24], antisemita e anti-polacca, ed era sostenitore della superiorità della razza ucraina, ma si opponeva anche all'occupazione dell'Ucraina da parte della Germania nazista, collaborando però con i tedeschi per combattere i sovietici.[25]

Questo gli fruttò sia accuse di collaborazionismo da parte dei sovietici, sia di ambiguità da parte dei tedeschi. Oltre al suo arresto, la famiglia di Bandera subì diverse e pesanti ritorsioni da tedeschi, polacchi e sovietici, durante e dopo la guerra. Nel 1941, suo padre, il reverendo Andrij, è condannato a morte da un tribunale militare sovietico e fucilato; dei sei fratelli e sorelle, Marta-Maria e Oksana vengono arrestate e imprigionate in un gulag sempre nel 1941, per essersi rifiutate di fornire informazioni sul fratello e di cooperare con i sovietici (furono poi liberate nel 1960 ma non poterono ritornare, Marta morì in Siberia nel 1962, Oksana poté tornare in Ucraina solo nel 1989), Aleksandr e Vasilij muoiono invece nel lager di Auschwitz nel 1942, assassinati da prigionieri polacchi nel reparto dei prigionieri di guerra, mentre Bogdan muore al fronte combattendo contro i tedeschi; nel 1946, con l'annessione piena dell'Ucraina all'URSS, Volodymyra, altra sorella, e suo marito, il reverendo Volodymyr Davydjuk, sono arrestati dalle autorità sovietiche e imprigionati in un gulag (Volodymyra fu liberata nel 1956 e tornò nel suo Paese).[26] [27]

Stepan Bandera, che dal 1945 risiedette a Monaco di Baviera con la moglie ed il figlio, fu invece oggetto di una lunga serie di intimidazioni e attentati di matrice sovietica, fino a quello fatale del 1959.[senza fonte]

Morte, indagini e disinformazione postuma[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 ottobre 1959, all'ingresso della casa in Kreittmayrstraße n. 7 a Monaco di Baviera, fu trovato in una pozza di sangue, caduto dalle scale, ma ancora vivo; morì poco dopo. In seguito all'autopsia fu comunicato che la sua morte era dovuta ad avvelenamento da cianuro, di cui tenue tracce erano state rivenute sul corpo. Bandera, che per prudenza aveva sei appartamenti a disposizione e li cambiava quasi ogni giorno, aveva una guardia del corpo che era appena andata via dopo la fine del turno ed era armato. Tuttavia l'assassino lo attese proprio sul pianerottolo e non ebbe tempo di estrarre la pistola per difendersi. Il 20 ottobre 1959 fu sepolto nel cimitero di Waldfriedhof a Monaco di Baviera. Sul luogo dell'omicidio non furono trovate tracce dell'assassino, e si arrivò perfino a ipotizzare che Bandera fosse stato avvelenato con una capsula ingerita col cibo dell'ultimo pranzo, o si fosse suicidato, mentre la stampa sovietica suggerì che fosse stato assassinato da Theodor Oberländer, che era il ministro per le persone espulse, i rifugiati e le vittime di guerra del governo Konrad Adenauer della Repubblica Federale Tedesca, insinuando che Bandera fosse a conoscenza di presunte responsabilità di Oberländer nel pogrom di Leopoli del 1941. Due anni più tardi, Bohdan Stachynskyi agente del KGB, di origine polacco-ucraina, disertò mentre era nella DDR e si consegnò alle autorità della Germania ovest, confessando di essere sia l'assassino di Bandera, che di Lev Rebet un altro nazionalista ucraino, ucciso due anni prima, entrambi ammazzati con la stessa modalità: spruzzo del veleno sul viso tramite una pistola particolare (in dotazione ai servizi segreti sovietici), caricata con due fiale di vetro contenenti cianuro di potassio. Stachynskyi, nato nel 1931 nel villaggio di Borshchovychi, a circa 20 km da Leopoli, nel 1948 da giovane accettò di essere reclutato dai servizi segreti russi, dopo esser stato arrestato, temendo altrimenti conseguenze per la sua famiglia che era simpatizzante con il movimento nazionalista ucraino clandestino ed il primo incarico che ebbe fu quello di scoprire l'assassino dello scrittore comunista Iaroslav Halan, ucciso nel 1949 a Leopoli. Stachynskyi, fu premiato a Mosca nel dicembre 1959 con l'ordine della Bandiera Rossa per l'assassinio di Bandera, ottenendo anche il permesso di sposare una ragazza conosciuta a Berlino, permesso difficilmente ottenibile per un agente segreto[28].

Tuttavia i frequenti viaggi in Germania ovest di Stachynskyi, durante le preparazioni degli attentati, gli fecero sorgere dubbi sulla validità della sua scelta e lo convinsero a disertare assieme alla moglie. Mentre Stachynskyi era trattenuto e interrogato dai servizi segreti occidentali, il suo ex superiore nella DDR organizzò a Berlino est una conferenza stampa con 130 giornalisti durante la quale Gerhard Kehl, tenente colonnello della Stasi, spiegò che Bandera era stato ucciso non in conseguenza dei suoi crimini ma per impedire che venissero resi noti i crimini del generale Gehlen, capo dei servizi di controspionaggio della Germania ovest (BND), che secondo Kehl era il mero successore dello spionaggio nazista, e Bandera sarebbe stato ucciso da un membro del OUN, obbligato a ciò dal BND e poi deceduto per cause naturali.[29]

Il 17 novembre, dietro richiesta di Kennedy, il cancelliere tedesco Adenauer formalmente annunciò la diserzione in agosto di Stachynskyi e la sua responsabilità nei due omicidi, a cui immediatamente seguirono le contestazioni da parte sovietica con l'accusa che in realtà si intendesse coprire il passato nazista di Theodor Oberländer; ne seguì un'accesa campagna contro il ministro accusato di un passato di crimini nazisti. Dopo un'indagine approfondita da parte delle autorità tedesco-occidentali, si svolse il processo a Stachynskyi tra l'8 e il 15 ottobre 1962 a Karlsruhe e il 19 ottobre costui fu condannato a soli 8 anni di reclusione, in quanto rese una piena confessione ricca di dettagli e rivelò i mandanti, per l'imputazione di omicidio colposo. La Corte suprema tedesca di Karlsruhe affermò inoltre che Shelepin, capo del KGB e Khrushchev fossero i principali responsabili dell'omicidio di Bandera, pur senza esprimere parole di condanna nei loro confronti e in accordo alla retorica della guerra fredda l'URSS fu paragonata alla Germania Nazista e Stachynskyi ad Adolf Eichmann. Stachynskyi scontò due terzi della pena prima di essere liberato[30].

La moglie e i figli di Bandera poco dopo emigrarono in Canada, a Toronto, dove oggi vivono ancora i discendenti.

Manifestanti di Svoboda, partito che con Settore Destro si rifà all'ideologia del politico nazionalista, con immagine di Bandera (Kiev, 2009)
Sepoltura di Bandera a Monaco, aprile 2014

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Effigie di Stepan Bandera a Dubno

Bandera e l'OUN, analogamente ai nazisti, sostenevano pratiche di riproduzione selettiva volte alla creazione di una razza ucraina "pura"[24] e, tramite operazioni di pulizia etnica ai danni di ebrei, polacchi, russi e ungheresi,[31] volevano creare uno Stato monoetnico gestito da una dittatura dai leader dell'OUN.[32]

Secondo Grzegorz Rossoliński-Liebe l'OUN sentiva un'affinità ideologica con il fascismo italiano e il nazionalsocialismo. La visione del mondo di Bandera sarebbe stata "plasmata da numerosi valori e concetti di estrema destra tra cui l'ultranazionalismo, il fascismo, il razzismo e l'antisemitismo; dal fascino per la violenza; dalla convinzione che solo la guerra potesse stabilire uno Stato ucraino; e dall'ostilità nei confronti di democrazia, comunismo e socialismo. Come altri giovani nazionalisti ucraini, ha combinato l'estremismo con la religione e ha usato la religione per sacralizzare la politica e la violenza".[33]

Secondo Per Anders Rudling "L'OUN condivideva gli attributi fascisti dell'antiliberalismo, dell'anticonservatorismo e dell'anticomunismo, del partito armato, il totalitarismo, l'antisemitismo, il Führerprinzip e l'adozione dei saluti fascisti. I suoi leader hanno sottolineato con entusiasmo a Hitler e Ribbentrop di condividere la Weltanschauung nazista e l'impegno per una Nuova Europa fascista."[34]

Eredità politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2010 fu insignito, postumo, dell'onorificenza di Eroe dell'Ucraina dal presidente Viktor Juščenko,[35] alla presenza del nipote Stepan Bandera jr, con la condanna del Parlamento europeo,[36] e le proteste del governo russo, oltre che della comunità ebraica. Il Consiglio di Stato della Repubblica di Crimea ha annunciato ricorso alla Corte costituzionale dell'Ucraina contro la decisione, ma tale ricorso è stato dichiarato inammissibile il 5 aprile 2010.[37]

Il 2 aprile 2010, la Corte amministrativa distrettuale di Donec'k ha dichiarato nullo il decreto d'intitolazione, in quanto Bandera non ebbe mai ufficialmente la cittadinanza ucraina poiché fu un cittadino dell'Impero Austro-Ungarico, della Seconda Repubblica Polacca e poi un apolide, ma non ebbe mai la cittadinanza della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, predecessore legale dell'attuale Stato Ucraino; un ricorso contro questa sentenza è stato respinto dal Tribunale Amministrativo Superiore dell'Ucraina nel gennaio 2011, rendendo la decisione definitiva.[38][39] La sentenza fu supportata dal presidente ucraino di allora Viktor Janukovyč.[40][35]

Numerose piazze e vie sono a lui intitolate in Ucraina, inoltre sono state innalzate anche delle statue che lo ritraggono. Oltre i monumenti nell'Ucraina occidentale, a Bandera è anche dedicato un piccolo museo a Londra.[25] Nonostante sia una figura rimasta controversa e la minoranza russo-polacca lo consideri un criminale di guerra, dopo l'indipendenza ucraina del 1991 e, in particolar modo, dopo la rivoluzione arancione del 2004 e la guerra dell'Ucraina orientale, conseguenza della crisi della Crimea del 2014, Bandera è assurto a livello di eroe nazionale, sulla spinta del movimento Euromaidan, dei movimenti di destra e anti-russi, che si oppongono all'influenza della Russia di Putin sull'Ucraina.[senza fonte]

Nel marzo 2019 il Presidente ucraino Petro Porošenko ha ufficialmente riconosciuto ai volontari dell'Esercito Insurrezionale Ucraino lo status di veterani di guerra, al pari dei veterani dell'Armata Rossa.[41]

In polemica con questi riconoscimenti, il Senato polacco nel 2016 ha definito “genocidio” i massacri dei polacchi di Volynija, sterminati dall'OUN-UPA, fondato da Bandera, nel 1943-1944 e ha invitato la Sejm, la camera bassa, a stabilire l'11 luglio quale ricorrenza nazionale in ricordo delle “vittime del genocidio”.[42]

Nell'agosto 2019 la Verchovna Rada ha respinto una mozione che chiedeva d'insignire nuovamente Bandera del titolo di Eroe dell'Ucraina.[43]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Stepan Bandera a Ternopil'
Eroe dell'Ucraina - Ordine della Stella d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Ucraina - Ordine della Stella d'Oro
«per aver difeso le idee nazionali e combattuto per uno stato ucraino indipendente; concessione postuma per iniziativa del presidente dell'Ucraina Viktor Juščenko[44]»
— Ucraina, 1939-1945, 2010 (annullata dalla Corte Amministrativa Distrettuale di Donetsk nello stesso anno)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ukraine vs. Russia: inside the divisive myth of Stepan Bandera, su thestar.com. URL consultato il 6 maggio 2022.
    «To Russians and ethnic Russians in eastern Ukraine, Bandera is a villain, a vile betrayer who allied himself with Adolf Hitler in the worst years of the Second World War.»
  2. ^ A ghost of World War II history haunts Ukraine’s standoff with Russia, su washingtonpost.com. URL consultato il 19 dicembre 2019.
    «But if Bandera is idolized by some in the capital and western Ukraine, he is reviled as a fascist in much of the heavily ethnic-Russian east and south as well as in Russia itself»
  3. ^ A Fascist Hero in Democratic Kiev, su nybooks.com (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2021).
  4. ^ Grzegorz Motyka, Wołyń'43 Ludobójcza czystka - fakty, analogie, polityka historyczna, Cracovia, Wydawnictwo Literackie, 2016, p. 83, ISBN 978-83-08-06207-4.
  5. ^ Arad Yitzhak, Holocaust in the Soviet Union, University of Nebraska Press, 2009, p. 89, ISBN 978-0-8032-2270-0.
  6. ^ (UK) Galina Hordasevyč, Dytynstvo Stepana Bandery, in Stepan Bandera: ljudyna i mif. URL consultato il 28 maggio 2022 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2011).
    «Батько його, Андрій Бандера, був одружений з Мирославою Глодзінською, батько якої, Володимир Глодзінський, був священиком у вже згаданому Старому Угринові, де потім його змінив зять.»
  7. ^ Historical dictionary of Ukraine, p. 37.
  8. ^ Historical dictionary of Ukraine, p. 37.
  9. ^ Rossoliński, pp. 70-71.
  10. ^ Historical dictionary of Ukraine, p. 37.
  11. ^ Rossoliński, p. 147.
  12. ^ Enciclopedia Britannica Online
  13. ^ Rossoliński, p. 194.
  14. ^ Rossoliński, p. 198.
  15. ^ Державний архів Львівської області, su archivelviv.gov.ua. URL consultato il 19 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2017).
  16. ^ Rossoliński, p. 200.
  17. ^ Rossoliński, pp. 246-247.
  18. ^ Rossoliński, p. 247.
  19. ^ a b Rossoliński, pp. 248-249.
  20. ^ Rossoliński, p. 285.
  21. ^ (UK) D. V. Vjedjenjejev e O. Je. Lysenko, Organizacija Ukraïns'kych Nacionalistiv i zarubižni specslužby (1920-1950-ti rr.) (PDF), p. 137. URL consultato il 29 maggio 2022 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2012).
    «Завдання підривної діяльності проти Червоної армії обговорювалися на нараді під Берліном у квітні того ж року між керівником таємних операцій вермахту О. Скорцені й лідерами Організації української націоналістів С. Бандерою та Я. Стецьком.»
  22. ^ Rossoliński, p. 286.
  23. ^ Ulderico Rinaldini, Julija Tymošenko, la conquista dell'Ucraina, pag. 43
  24. ^ a b A ghost of World War II history haunts Ukraine’s standoff with Russia, su washingtonpost.com. URL consultato il 19 dicembre 2019.
    «An adherent of fascist ideology [...] “He and his followers, similarly to the Nazis, advocated selective breeding to create ‘pure’ Ukrainians.”»
  25. ^ a b Russia e Ucraina non potranno mai amarsi: lo insegna la storia di Bandera
  26. ^ The Frankfurt Auschwitz trial, 1963–1965: genocide, history, and the limits Devin Owen Pendas Cambridge University Press, p.190
  27. ^ Бандерштадт: місто Бандер №4 (231) 28 січня 2010р. http://www.gk-press.if.ua/node/512 Archiviato il 5 novembre 2011 in Internet Archive. http://www.gk-press.if.ua/node/512 Archiviato il 5 novembre 2011 in Internet Archive.
  28. ^ Rossoliński, Cap 7. Paragrafo Stashyns’kyi, Oberländer, Lippolz, and the Assassination of Bandera.
  29. ^ Rossoliński, Cap 7. Paragrafo Stashyns’kyi, Oberländer, Lippolz, and the Assassination of Bandera.
  30. ^ Rossoliński, Cap 7. Paragrafo Stashyns’kyi, Oberländer, Lippolz, and the Assassination of Bandera.
  31. ^ Ukraine celebrates nazi collaborator Stepan Bandera's birthday, su morningstaronline.co.uk.
    «Though Bandera demanded the “destruction” of Jews, Poles, “Moskali” — as he termed Russians in Ukraine — and Hungarians and the OUN’s programme pledged to “combat the Jews as the prop of the Muscovite-Bolshevik regime,” Kiev now states he was “an outstanding figure and theorist of the Ukrainian national liberation movement.”»
  32. ^ Ivan Katchanovski, Terrorists or National Heroes? Politics of the OUN and the UPA in Ukraine (PDF), su Cpsa-acsp.ca.
    «The Simon Wiesenthal Center, a leading US-based Jewish organization, expressed its “deepest revulsion at the recent honor awarded to Stepan Bandera, who collaborated with the Nazis in the early stages of World War II, and whose followers were linked to the murders of thousands of Jews and others.” [...] The OUN envisioned a creation of an independent Ukrainian state that was allied with Nazi Germany and run as a dictatorship by OUN leaders. This monoethnic state, similar in many ways to Ustashi Croatia, was supposed to include parts of modern day Russia, Poland, and Byelorussia. The OUN regarded such minorities in Ukraine as Jews, Poles, and Russians, as hostile»
  33. ^

    «The OUN especially in the 1930s and earlym 1940s, had felt an idelogical affinity with Italian Fascism, National Socialism [...] Bandera's worldview was shaped by numerous far-right values and concepts including ultranationalism, fascism, racism, and antisemitism; by fascination with violence; by the belief that only war could establish a Ukrainian state; and by hostility to democracy, communism, and socialism. Like other young Ukrainian nationalists he combined extremism with religion and used religion to sacralize politics and violence.»

    (Rossoliński, Stepan Bandera: The Life and Afterlife of a Ukrainian Nationalist: Fascism, Genocide, and Cult)
  34. ^ The OUN, the UPA and the Holocaust: A Study in the Manufacturing of Historical Myths, su carlbeckpapers.pitt.edu.
    «The OUN shared the fascist attributes of antiliberalism, anticonservatism, and anticommunism, an armed party, totalitarianism, anti-Semitism, Führerprinzip, and an adoption of fascist greetings. Its leaders eagerly emphasized to Hitler and Ribbentrop that they shared the Nazi Weltanschauung and a commitment to a fascist New Europe.»
  35. ^ a b In Ukraine, Stepan Bandera’s legacy becomes a political football... again, su euronews.com.
  36. ^ European Parliament resolution of 25 February 2010 on the situation in Ukraine, su europarl.europa.eu, 25 febbraio 2010.
  37. ^ Constitutional Court refuses to consider case on Bandera's title of Hero of Ukraine, su Kyiv Post, 12 aprile 2010.
  38. ^ Court: Ruling on Bandera legal, su Kyiv Post, 12 gennaio 2011.
  39. ^ Update: Stepan Bandera is no longer a Hero of Ukraine, su Kyiv Post, 12 gennaio 2011. URL consultato il 7 marzo 2022.
  40. ^ Yanukovych to strip nationalists of hero status, su Kyiv Post, 5 marzo 2010. URL consultato il 7 marzo 2022.
  41. ^ Former WWII nationalist guerrillas granted veteran status in Ukraine, su Kyiv Post, 26 marzo 2019.
  42. ^ Lo schiaffo dei nazionalisti polacchi ai neonazisti ucraini
  43. ^ Офіційний портал Верховної Ради України, su w1.c1.rada.gov.ua. URL consultato il 9 marzo 2022.
  44. ^ Stepan Bandera becomes Ukrainian hero, Kyiv Post (22 January 2010)

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