Partito Nazista Americano

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Partito Nazista Americano
(EN) World Union of Free Enterprise National Socialists
(EN) American Nazi Party
(EN) National Socialist White People's Party
LeaderGeorge Lincoln Rockwell (1959–1967)
Matt Koehl (1967–1983)
Martin Kerr[1](1983–2014)
Rocky Suhayda[2] (dal 2014)
PresidenteAxl Hess[3]
VicepresidenteDan Schneider[3]
StatoStati Uniti Stati Uniti
SedeWestland
AbbreviazioneWUFENS (1959–1960)
ANP (1960–1966; 1967)[4]
NSWPP (1966; 1967–1983)
Fondazionemarzo 1959
IdeologiaNeonazismo
Antisemitismo
Segregazionismo
Nazionalismo bianco
Nazionalismo statunitense
Suprematismo bianco
CollocazioneEstrema destra
Affiliazione internazionaleWorld Union of National Socialists
Seggi Camera
0 / 435
Seggi Senato
0 / 100
TestataThe Stormtrooper[5]
Organizzazione giovanileFronte di Liberazione Nazionalsocialista (1969–1974)
Iscritti500 (1967)
Colori     Nero
     Bianco
     Rosso
Sito webwww.americannaziparty.com/
Flag of the American Nazi Party.svg
Bandiera del partito

Il Partito Nazista Americano (in inglese American Nazi Party, ANP) è un partito politico statunitense.

Il partito ha un'organizzazione e un'ideologia politica molto simile a quella del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori e fa esplicitamente riferimento all'azione di Adolf Hitler nel tentativo di instaurare negli Stati Uniti un regime di stampo nazionalsocialista.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne fondato nel febbraio del 1959 da George Lincoln Rockwell, che immediatamente si fregiò del titolo di "Comandante" rifiutando quello di "Segretario". La prima sede centrale del partito, ubicata a Arlington in Virginia, conteneva un centro per visitatori situato al numero 2507 della North Franklin. Dopo l'assassinio di Rockwell nel 1967 il movimento neonazista passò nelle mani di Matt Koehl che lo ribattezzò Partito Nazionalsocialista del popolo bianco.

Scissioni e nuovi gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 il NSWPP subì una scissione guidata da Frank Collin che si staccò dal movimento originario in quanto giudicava i successori di Rockwell troppo moderati e fondò il Partito Nazionalsocialista d'America.

Nel 1974 Robert Brannen e Cliff Herrington, due membri del NSWPP si distaccarono dal gruppo e fondarono il National Socialist American Workers Freedom Movement, successivamente divenuto noto come Movimento Nazionale Socialista. Il gruppo divenne col tempo il più grande e popolare a raccogliere l'influenza di Rockwell e l'unico ad aderire al World Union of National Socialists. Promulgandone inoltre al suo interno le ideologie nazionalsocialiste e antisemitiche, mediante una sorta di "culto satanico"; basato principalmente sul pensiero del noto giornalista complottista David Icke e di Zecharia Sitchin[6]. Nel 2019 il partito passò sotto la guida di James Stern il quale chiese ad giudice di riconoscere i reati compiuti dall'NSM ed affermò l'intenzione di trasformare il sito del movimento in un memoriale della storia dell'olocausto.

Nel 1974 William Luther Pierce, studente di fisica che nel 1966 era stato scelto da Rockwell come editor di un periodico di partito, si staccò per fondare gruppo suprematista e terrorista National Alliance, ispirato al National Youth Alliance di Willis Carto, che fu tra i numerosi gruppi che si posero come successori del partito di Rockwell. Lo stesso Pierce inoltre fu il fondatore della religione cosmoteista.

Sempre 1974 il giovane Joseph Tommasi fondò il National Socialist Liberation Front dopo essere stato espulso dal NSWPP l'anno precedente 1973 in quanto giudicato troppo estremista. Nel 1969, Tommasi aveva creato il NSLF come ala giovanile dell'American Nazi Part (in cui nel 1970 lo stesso David Duke si era iscritto al movimento). Il nuovo partito acquistò grande successo nell'ambito dell'estrema destra americana prima dell'improvvisa morte di Tommasi nel 1975[7]. Agli inizi degli anni '80 James Mason, anch'esso ex membro del NSWPP, riaprì il NSLF insieme ad alcuni supporter del criminale Charles Manson col nome di Universal Order[7][8]. Lo stesso Mason successivamente ebbe un ruolo chiave nella formazione dell'Atomwaffen Division, gruppo terroristico neonazista ispirato alle idee di Rockwell, Tommasi e di Manson.

Alla fine degli anni '90 un nuovo gruppo d'ispirazione nazista nel 2014 ha assunto il nome di American Nazi Party, tale gruppo, guidato da Rocky Suhayda, si propone come autentico erede del pensiero di Rockwell affermando di essere connesso al partito originale[9] ma in realtà sono due entità diverse senza correlazione[10]. Il nuovo partito si pone come ancora più estremista dell'originale perché propugna con ogni mezzo la nascita di un nuovo ordine sociale d'impronta nazista. La sua sede principale si trova a Eastpointe, in Michigan.

Questo movimento politico partecipa ogni anno al convegno chiamato "Orgoglio bianco" e il suo motto principale si può riassumere con il programma delle quattordici parole: "Noi dobbiamo assicurare l'esistenza della nostra gente e un futuro per i bambini bianchi".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://boundarystones.weta.org/2013/01/02/nazis-arlington-george-rockwell-and-anp
  2. ^ Peter Holley, Top Nazi leader: Trump will be a 'real opportunity' for white nationalists, in The Washington Post, 6 agosto 2016.
  3. ^ a b https://www.americannaziparty.com/news/
  4. ^ Rockwell, George Lincoln. From Ivory Tower to Privy Wall: On The Art of Propaganda, su americannaziparty.com (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2014). c.1966
  5. ^ “The Stormtrooper Magazine [American Nazi Party publication],” Social Welfare History Image Portal, accessed June 17, 2020, https://images.socialwelfare.library.vcu.edu/items/show/266.
  6. ^ The National Socialist Movement Implodes, su splcenter.org.
  7. ^ a b Jeffrey S. Kaplan, Encyclopedia of White Power: A Sourcebook on the Radical Racist Right, Rowman & Littlefield, 2000.
  8. ^ Nicholas Goodrick-Clarke, Black Sun: Aryan Cults, Esoteric Nazism, and the Politics of Identity, NYU Press, 2003.
  9. ^ "The New Lexicon of Hate: The Changing Tactics, Language and Symbols of America's Extremists", Simon Wiesenthal Center, p. 15.
  10. ^ "A Guide to the American Nazi Party Recruiting Materials, c.1966, Virginia Polytechnic Institute and State University, 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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