Guerra di secessione americana

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Guerra di secessione americana
In alto a sx: Rosecrans a Stones River, Tennessee; In alto a dx: prigionieri confederati a Gettysburg; in basso: battaglia di Fort Hindman, Arkansas.
In alto a sx: Rosecrans a Stones River, Tennessee; In alto a dx: prigionieri confederati a Gettysburg; in basso: battaglia di Fort Hindman, Arkansas.
Data 12 aprile 1861 – 9 aprile 1865 (l'ultima battaglia terminò il 22 giugno 1865)
Luogo Stati Uniti d'America
Casus belli Incidente di Fort Sumter
Esito Vittoria dell'Unione
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
2.200.000 1.064.000
Perdite
140.414 morti in battaglia[3]
365.000 morti totali[3]
275.200 feriti
72.524 morti in battaglia[3]
260.000 morti totali
137.000 feriti
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Storia degli Stati Uniti d'America


La guerra di secessione americana, nota negli Stati Uniti come la guerra civile, fu combattuta dal 12 aprile 1861 al 9 aprile 1865 fra gli Stati Uniti d'America e gli Stati Confederati d'America (CSA), entità politica sorta dalla riunione confederale di Stati secessionisti dall'Unione.

In risposta alla elezione di Abraham Lincoln come Presidente degli Stati Uniti d'America, 11 stati del sud dichiararono la propria secessione e formarono la Confederazione degli Stati d'America. Dopo quattro anni di guerra la Confederazione si arrese e lo schiavismo fu abolito in tutta la nazione. Le questioni che portarono alla guerra furono in parte risolte durante la cosiddetta era della ricostruzione.

Ogni anno negli Stati Uniti si tengono numerose rievocazioni storiche delle battaglie della guerra civile. Anche in Europa ci sono numerosi gruppi di re-enactors di reggimenti nordisti o sudisti, i quali tengono campi storici e simulano intere battaglie.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Cause sostanziali della guerra[modifica | modifica wikitesto]

Le ragioni della guerra civile americana furono complesse e oggetto di dibattito sin dall'inizio della guerra. Il dibattito è stato ulteriormente complicato dall'intento revisionista di taluni scrittori volto a sminuire, nelle motivazioni della secessione, il ruolo della lotta di principio allo schiavismo[4] per dare maggior enfasi agli aspetti legati ad un conflitto di economie, differenti tra nord e sud della nazione.[5]

Sebbene non tutti i sudisti lottassero per preservare la schiavitù, la maggior parte degli ufficiali e oltre un terzo della truppa dell'esercito del generale Robert Edward Lee avevano interessi direttamente legati ad essa. Per i nordisti, al contrario, la motivazione era principalmente quella di preservare l'Unione, piuttosto che l'abolizione della schiavitù.[6]

Secondo alcuni storici per Abraham Lincoln la preservazione dell'unità dell'Unione era l'obiettivo della guerra; l'abolizione della schiavitù, che Lincoln vide sempre come una questione cruciale, sarebbe divenuta un ulteriore obiettivo finale.[7] La decisione di Lincoln di emettere la proclamazione di emancipazione contrariò sia i Democratici (Copperheads) favorevoli alla pace, sia i Democratici fautori della guerra, ma diede maggiore vigore ai Repubblicani.[8] Affermando che i neri liberi avrebbero inondato il nord, i democratici crebbero nelle elezioni del 1862, ma non ottennero il controllo del Congresso. Le contro-argomentazioni dei Repubblicani guadagnarono però consenso e i Democratici furono sconfitti nelle elezioni del 1863 in Ohio, quando provarono a rianimare l'ostilità per la popolazione di colore.[9]

Una delle cause scatenanti fu anche la decisione da parte degli stati sudisti di staccarsi dall'Unione nel 1860 e di eleggere un loro presidente, Jefferson Davis[10].

La schiavitù[modifica | modifica wikitesto]

La questione della schiavitù riguardava non solo il modo eticamente inaccettabile di trattare gli schiavi, ma anche il fatto che la schiavitù stessa risultava un anacronismo incompatibile con i valori americani e con il sistema economico protetto dalla Costituzione. La strategia del movimento antischiavista, che riguardava principalmente il trattamento degli schiavi, era quella di fermare l'espansione dello schiavismo e di portarlo così alla graduale estinzione.

Il movimento antischiavista negli Stati Uniti aveva le proprie radici nella Dichiarazione d'Indipendenza. La schiavitù fu vietata nei territori del nordovest, con un'apposita ordinanza del 1787. Dal 1804, tutti gli Stati del Nord, ovvero quelli a nord della linea Mason-Dixon, avevano approvato leggi volte ad abolire gradualmente la schiavitù. Nel 1807, il Congresso abolì la tratta internazionale degli schiavi. La schiavitù cominciò a scomparire nella maggior parte degli Stati e nei centri urbani, ma continuava ad espandersi negli Stati del profondo sud, che fondavano la propria economia sulle coltivazioni come quelle del cotone.

Nonostante i compromessi raggiunti tra il 1820 e il 1850, la questione della schiavitù esplose nel 1854 con il Kansas-Nebraska Act e la formazione del nuovo Partito Repubblicano, che chiedeva la fine della schiavitù nei nuovi territori. Abramo Lincoln, nel suo discorso del 1858, lanciò un appello per fermarne l'ulteriore diffusione.[11] La maggior parte della battaglia politica di quegli anni verté sulla espansione della schiavitù nei nuovi territori.[12][13] Sia il Nord che il Sud sapevano bene che, se la schiavitù non si fosse più espansa, avrebbe perso la sua linfa vitale e sarebbe scomparsa.[14][15][16]

La paura dei sudisti di perdere il controllo del governo federale in favore delle forze abolizioniste e il risentimento nordista per l'influenza che gli schiavisti esercitavano sullo stesso governo, caratterizzò la crisi della fine degli anni cinquanta dell'Ottocento. I disaccordi tra abolizionisti ed altri gruppi sugli aspetti morali della schiavitù, gli scopi della democrazia e i successi economici del free labor portarono il Whig Party e il Know-Nothing al collasso e contemporaneamente alla nascita di nuovi partiti, quali il Free Soil Party nel 1848, i Repubblicani nel 1854 ed i Constitutional Union nel 1860. Nel 1860 l'ultimo partito politico nazionale, il Partito Democratico si divise lungo linee settoriali.

Tabella demografica degli stati schiavisti alla vigilia della guerra (marzo 1861):

  • l'Unione aveva 27.477.090 uomini liberi e 3.952.801 uomini ridotti in schiavitù
  • Alabama: 529.164 liberi e 435.132 schiavi
  • Arkansas: 324.323 liberi e 111.104 schiavi
  • Carolina del Nord: 661.586 liberi e 331.081 schiavi
  • Carolina del Sud: 301.271 liberi e 402.541 schiavi
  • Columbia (distretto): 71.895 liberi e 3.181 schiavi
  • Delaware: 110.420 liberi e 1.798 schiavi
  • Florida: 78.686 liberi e 61.753 schiavi
  • Georgia: 595.097 liberi e 462.30 schiavi
  • Kentucky: 930.223 liberi e 225.490 schiavi
  • Louisiana: 376.913 liberi e 332.520 schiavi
  • Mississippi: 354.699 liberi e 436.696 schiavi
  • Missouri: 1.058.352 liberi e 114.965 schiavi
  • Nebraska (territorio): 28.832 liberi e 10 schiavi
  • Nuovo Messico (territorio): 93.517 liberi e 24 schiavi
  • Tennessee: 834.063 liberi e 275.784 schiavi
  • Texas: 420.651 liberi e 180.388 schiavi
  • Utah (territorio): 40.266 liberi e 29 schiavi
  • Virginia: 1.105.196 liberi e 490.887 schiavi

Le differenze economiche[modifica | modifica wikitesto]

Situazione degli Stati nel 1861

__ Gli Stati Confederati prima del 15 aprile 1861

__ Gli Stati Confederati dopo il 15 aprile 1861

__ Stati dell'Unione che permettevano la schiavitù

__ Stati dell'Unione che avevano abolito la schiavitù

__ Territori non ancora suddivisi in stati, sotto il controllo dell'Unione

Tra il 1800 e il 1860 il campanilismo e le differenze tra economia, struttura sociale, usi e valori politici del Nord e del Sud crebbero;[17][18] Se il Nord industrializzato, prospero e urbanizzato volgeva verso l'abolizione della schiavitù, il Sud basava la propria economia sull'agricoltura (in particolar modo sulla produzione di cotone) e quindi sull'uso degli schiavi, il cui impiego era sempre più diffuso anche nei territori colonizzati da poco tempo (dall'Alabama al Texas).[19]

Il timore di rivolte degli schiavi creò negli Stati del sud un sempre più diffuso clima di diffidenza, se non di aperta ostilità, verso la propaganda abolizionista. I politici del sud iniziarono ad accusare il nord di abbandonare i veri valori repubblicani dei padri fondatori, molti dei quali (come ad esempio George Washington, Thomas Jefferson e James Madison) avevano avuto schiavi al proprio servizio.

La questione dell'accettazione della schiavitù provocò inoltre scissioni tra le principali fedi religiose (soprattutto nelle chiese presbiteriane, battiste e metodiste), che si divisero tra quelle del nord e del sud. L'industrializzazione comportò una forte crescita demografica degli Stati del nord, provocata sia dal fatto che la stragrande maggioranza dei nuovi immigrati provenienti dall'Europa decisero di stabilirsi nelle grandi città del nord (circa l'85%), sia dalla migrazione dei cittadini americani del sud.

Lo svolgimento della guerra[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Svolgimento della Guerra di secessione americana e Operazioni navali nella guerra di secessione americana.

La guerra di secessione americana vide impegnati in modo attivo sia l'esercito, sia la marina; lo svolgimento dettagliato delle operazioni è descritto nelle due voci dedicate.

Geograficamente si possono individuare quattro fronti di guerra:

  • Il Teatro Orientale, che comprendeva Virginia, Virginia Occidentale, Maryland, Pennsylvania, il Distretto di Columbia, e la costa della Carolina del Nord;
  • Il Teatro Occidentale in origine comprendeva l'area a est del fiume Mississippi e a ovest della catena montuosa degli Appalachi, per poi essere ridefinita nel 1864, con l'inclusione della Georgia e della Carolina;
  • Il Teatro Trans-Mississippi, comprendente il Dipartimento Trans-Mississippi (Missouri, Arkansas, Texas, Territorio Indiano e parte della Louisiana) e la parte del Territorio del Nuovo Messico a sud del 34º parallelo;
  • Il Teatro della Costa Pacifica, costituito dagli Stati di Nevada, California e Oregon e dai Territori di Washington, Utah e Idaho.

Billy Yank, soldato unionista[modifica | modifica wikitesto]

Soldato dell'Unione, 1865

Non fu sulla questione della schiavitù che si mobilitò l'omologo nordista del soldato confederato, soprannominato “Billy Yank”. La proporzione di coloro che si batterono sotto l'uniforme azzurra per la libertà dei neri era meno di uno su mille: gli yankees si arruolarono per vendicare l'insulto fatto alla bandiera dalla “ribellione” confederata e per mantenere la coesione dell'Unione. Non avevano nulla in contrario a che si mettesse fine alla schiavitù, ma ciò che li sosteneva nella battaglia era in primo luogo la sopravvivenza degli Stati Uniti.

La vittoria del 1865, Billy Yank la deve al coraggio ed alla determinazione di cui diede prova nonostante le ripetute sconfitte, l'inadeguatezza dei generali, un'opinione pubblica contraria alla guerra e le spaventose perdite di vite umane.

Elementi a vantaggio delle Forze Confederate[modifica | modifica wikitesto]

La società del sud era assai più aristocratica e militarista di quella del nord. Proprio a causa della minore industrializzazione, gran parte della popolazione di Dixieland era impegnata nell'agricoltura. I grandi proprietari ed i piccoli agricoltori erano abituati, già nella vita civile, ad utilizzare armi e a spostarsi a cavallo (ad esempio, per la caccia). Inoltre, le famiglie dei grandi piantatori (soprattutto della Virginia) erano sempre state uno dei maggiori bacini di reclutamento per gli ufficiali.

Gli Stati Uniti all'epoca avevano già una loro storia militare, seppur breve. Molti dei veterani della guerra del 1812, della guerra d'indipendenza del Texas e della guerra contro il Messico vivevano al Sud. I sudisti avevano una migliore tradizione militare dei nordisti. Ciò spiega perché, per la prima metà del conflitto, i sudisti ebbero un netto vantaggio. Potevano contare in gran parte su equipaggiamento britannico, all'epoca considerato il migliore del mondo. Disponevano inoltre di una buona artiglieria francese: i cannoni di tipo napoleonico causarono gravi perdite alle truppe nordiste. Gli Inglesi parteggiarono ufficiosamente per i Sudisti[senza fonte], forse per vendicare la guerra d'indipendenza e la guerra del 1812, per quanto la Gran Bretagna fosse antischiavista. I Sudisti disponevano del Corpo dei Ranger, un'ottima unità di cavalleria nata durante la guerra d'indipendenza del Texas, e d'una fanteria assai tenace.

Un problema, avvertito in particolare in West Virginia (all'epoca Virginia occidentale) e in Tennessee, era la presenza in quasi tutte le società del sud di più o meno ampie porzioni della popolazione bianca leali con l'unione, in parte anche perché contrarie alla schiavitù, ma più spesso perché ostili alla secessione e alle élite aristocratiche di schiavisti che gestivano la politica. Le leggi (come anche nell'unione) permettevano di evitare il servizio militare in cambio del pagamento di un'elevata tassa. Questo faceva ricadere sul popolo minuto il costo della guerra, creando una pesante frattura di classe. Dovendo combattere spesso sul proprio territorio questi fattori determinarono l'insorgenza di piccole bande partigiane filo unioniste e di grandi gruppi di disertori e renitenti alla leva, in crescita negli ultimi anni del conflitto, con piccole guerre civili all'interno dei singoli stati, soprattutto lungo gli Appalachi.[20] Il disfattismo era più forte tra la popolazione civile che tra i militari, anche perché molti civili erano rimasti unionisti nel loro cuore da prima del conflitto, ma dopo il 1862 sentimenti di questo tipo sorsero in tutta la popolazione bianca del sud, come conseguenza dei primi gravi rovesci militari, a partire dall'armata del Missisippi-Tennessee, dove era attiva la propaganda del gruppo filo unionista "Peace society", ma ammutinamenti di truppe divennero comuni su tutti i fronti nel 1864, e determinanti per il crollo della confederazione (come ammesso anche da Lee) nel 1865. Nei Piney woods dell'Alabama e del Mississippi, come in altre zone del paese crescevano movimenti anti-secessionisti come la Peace society, la banda dei Newton Knight, gli Heroes of America della Carolina del Nord, ecc. Inoltre migliaia di bianchi confederati scelsero di combattere per l'unione, oppure disertarono a favore dell'unione, oppure si arruolarono dopo essere stati fatti prigionieri. Persino il generale Sherman aveva vissuto la maggior parte della sua vita adulta nel sud (ed aveva posseduto schiavi) eppure fu il più spietato paladino dell'unione. In totale circa 100.000 bianchi del sud servirono negli eserciti del nord nel corso del conflitto, alcuni dopo essere stati ribelli alla ribellioni e partigiani lealisti nei loro stati. Combatterono per il nord: 5.000 bianchi del nord Carolina, 3.000 dell'Alabama, 7.000 della Luisiana, 10.000 dell'Arkansas, 30.000 della Virginia (soprattutto della parte occidentale, filo unionista), 42.000 del Tennessee ecc.[21]

Il più grande svantaggio della confederazione era però proprio uno dei motivi del conflitto: lo schiavismo. L'inizio della guerra significò un aumento del timore di ribellioni e una minore propensione dei padroni bianchi ad abbandonare le loro fattorie, gli schiavi, soprattutto dopo 6-9 mesi dall'inizio del conflitto, iniziarono ad appoggiare l'unione in molti modi, anche fuggendo e unendosi ai suoi eserciti. I padroni furono estremamente restii a concedere i propri schiavi per i lavori militari e lo sforzo bellico, cosa che incise ancor di più nella frattura di classe e nella mancanza di solidarietà sociale che contrassegnò la fine della confederazione. Verso la fine della guerra il governo confederato avanzò la possibilità di reclutare schiavi neri nell'esercito, sia pure solo dopo l'approvazione dei loro padroni, in cambio della libertà individuale alla fine del servizio militare. Questa norma, pesantemente impopolare e contraria al sentire suprematista bianco di molti confederati, non sortì grandi effetti. I neri "volontari" furono pochissimi (forse meno di 500), anche per la contrarietà dei padroni, nel corso del 1863-1864 questi schiavi si addestrarono tra gli scherni dei soldati regolari, per poi non essere mai impiegati in azione, molti anzi disertarono a favore degli unionisti, come già avevano fatto alcuni battaglioni della milizia della Luisiana reclutati tra i neri liberi e i mulatti liberi. Liberare alcuni schiavi per mantenere l'istituzione della schiavitù si dimostrò una politica fallimentare.[22]

Strategie della Confederazione[modifica | modifica wikitesto]

La disparità economica fra i due campi ebbe un'influenza decisiva sulla strategia. L'obiettivo degli Stati Confederati d'America non era tanto quello di conquistare il Nord - cosa che era manifestamente al di sopra delle loro risorse - ma di battersi fino all'esaurimento del Nord, o fino a che un intervento europeo mettesse fine alla guerra. Il presidente della Confederazione, Jefferson Davis, dovette scegliere tra una strategia offensiva, volta ad ottenere qualche importante vittoria sul territorio nemico, oppure una strategia difensiva, volta a mantenere lo status quo. Questa seconda linea fu quella adottata, anche se non escludeva eventuali manovre offensive verso Washington, per tentare di umiliare il Nord e fiaccarne lo spirito combattivo. Inoltre era interessante verificare se i quattro stati schiavisti del nord (Maryland, Kentucky e Missuri in particolare) avrebbero defezionato in favore della confederazione; l'idea si dimostrò sbagliata, anche perché questi stati, pur schiavisti, erano convinti membri dell'unione e al loro interno avevano un'atteggiamento meno rigido verso la schiavitù.

La strategia difensiva della Confederazione era più facile da perseguire rispetto a quella necessariamente offensiva dell'Unione: il Nord per vincere doveva occupare il Sud, al Sud per vincere bastava resistere. Davis doveva anche bilanciare due priorità strategiche contraddittorie: se il teatro orientale era d'una importanza evidente, in quanto dava immediato accesso ad alcune capitali nemiche, la cui eventuale conquista poteva avere delle ripercussioni enormi, anche il teatro occidentale, più vasto, era vitale per l'alimentazione delle forze e per le manovre fra i diversi fronti, dato che le principali strade ferrate della Confederazione attraversavano la regione di Chattanooga - Atlanta.

Jefferson Davis e Alexander Stephens preferirono la difesa delle frontiere, convinti della possibilità di ottenere per vie diplomatiche il diritto alla sopravvivenza della Confederazione: peccarono così di imprudenza e si fecero ingenuamente ingannare da Lincoln che, promise la propria disponibilità a trattare, rinforzò il proprio strumento militare e predispose strategie di soffocamento della Confederazione. In considerazione della migliore preparazione militare del Sud, della capacità indiscussa della maggior parte dei suoi Generali, dell'entusiasmo della popolazione, una strategia iniziale più spregiudicata e più offensiva avrebbe forse potuto garantire alla Confederazione alcuni eclatanti successi e quindi la possibilità di trattare un armistizio da posizioni di forza.[senza fonte]

Elementi a vantaggio delle Forze Unioniste[modifica | modifica wikitesto]

Il Nord, ben industrializzato, disponeva di cospicue risorse economiche e di abili uomini d'affari. Era inoltre legato da numerosi contratti con alcuni paesi europei per via degli scambi commerciali. Gli ingegneri del Nord fecero un eccellente lavoro per lo sviluppo di un armamento efficace. Il Nord ebbe i primi treni blindati e le mitragliatrici Gatling, equipaggiò alcuni soldati con fucili a ripetizione Spencer ed Henry (antenato del Winchester) e a retrocarica come lo Sharp, e così via.

In cifre brute il Nord disponeva di una riserva di uomini superiore al Sud, che poterono essere sottoposti ad un addestramento più lungo, cosa che il Sud non si poteva permettere. Il Nord poté quindi schierare un esercito professionale composto di volontari ben addestrati e ben equipaggiati.

La marina del Nord era stata originariamente concepita per tener testa al suo vecchio nemico, la Gran Bretagna. Benché di taglia media all'inizio delle ostilità, con solo 90 navi a vela e a vapore, essa si sviluppò rapidamente, a fine 1862 aveva 386 natanti con 3.027 cannoni, e svolse le sue missioni di blocco e di sostegno alle forze terrestri in maniera soddisfacente. Durante la guerra si videro i primi combattimenti fra corazzate e l'uso dei primi sottomarini (il confederato H.L. Hunley fu il primo ad entrare in azione), i quali, pur essendo estremamente pericolosi per i loro equipaggi, affondarono o danneggiarono 28 natanti federali.

Alle truppe sudiste mancarono spesso i rifornimenti (munizioni, cibo, tessuti per le uniformi, ecc.) a causa dei blocchi navali organizzati dagli unionisti. Ciò portò alla malnutrizione dei soldati, all'uso di un vestiario comune fra i soldati e di uno troppo ricercato per gli ufficiali, arrivando addirittura ad utilizzare moschetti napoleonici per mancanza di munizioni.

All'inizio del conflitto la guerra fu pensata come uno scontro tra bianchi unionisti e bianchi confederati, il cui destino era riconfermare o sciogliere l'unione, ma, man mano che la guerra inghiottiva migliaia di vite, fu impossibile non accorgersi che migliaia di afro-americani liberi e schiavi chiedevano di unirsi alle truppe dell'unione, vincendo le resistenze dei quattro stati schiavisti dell'unione. In un primo momento furono soprattutto gli schiavi del sud ad essere utilizzati come ausiliari dai reparti al fronte (per il foraggiamento e come guide e spie), che furono reclutate su iniziativa dei singoli comandanti unionisti nel biennio 1861-62, anche contro i desiderata di Lincoln. Molto presto l'unione scoprì di poter contare su decine di migliaia di reclute, forse prive di qualunque preparazione militare e in molti casi analfabete (era infatti proibito per uno schiavo imparare a leggere), ma volenterose e pronte a combattere per un obbiettivo molto concreto: la loro libertà. Dopo il proclama di emancipazione del gennaio 1863 (ma già dopo il confiscational act e il militia act dell'anno precedente, che, rispettivamente, permettevano l'emancipazione dei neri schiavi dei ribelli e il reclutamento di reparti di colore) questo rivolo costante di reclute si ingrossò a livelli insperati, permettendo il reclutamento di interi divisioni di truppe di colore. La "logica degli eventi" spinse il governo unionista verso provvedimenti rivoluzionari, contro i quali i sudisti non potevano fare nulla. Anche gli afroamericani liberi del nord si arruolarono in gran numero, a partire dal 55° reggimento del Massachusetts e del 54° battaglione di colore del medesimo Stato, che in breve divennero dei reparti d'èlite. I confederati di solito non prendevano prigionieri di colore, e spesso assassinavano gli ufficiali (bianchi) dei reparti neri (il primo colonnello del 54° Massachusetts fu seppellito in una fossa comune con i suoi soldati di colore come gesto di sfregio), questo rese i reparti afroamericani ancora più determinati e coesi, e fece ulteriormente infuriare gli ufficiali unionisti (spesso, in precedenza, piuttosto solidali con le loro controparti meridionali).[23]

Complessivamente, ed in maggioranza utilizzando ex schiavi fuggiaschi, furono formati oltre 175 reggimenti di USCT (United states colored troops) o di state volounters (colored) per circa 179.000 uomini (circa il 10% delle forze unioniste), cui vanno sommati gli almeno 200.000 schiavi fuggiaschi (uomini, donne e bambini) che aiutarono gli eserciti unionisti con compiti di foraggiamento o nell'edificazione delle fortificazioni e delle strade (stima prudenziale). Se si sommano questi uomini ai circa 100.000 bianchi del sud che combatterono negli eserciti dell'unione (oltre ai partigiani), e al numero eccezionale di disertori (entro il 1864 quasi il 50%) che funestò la confederazione, appare chiaro come la confederazione si sia corrosa dall'interno, e che lo schiavismo fu uno dei suoi principali punti deboli (oltre all'idea che si stesse facendo una guerra al nord con il sangue dei bianchi poveri, per difendere i diritti dei ricchi piantatori, proprietari di schiavi, del sud), permettendo all'unione di tenere una politica di guerra rivoluzionaria ed emancipazionista.[24]

Strategie dell'Unione[modifica | modifica wikitesto]

I leader dell'Unione compresero di non poter sconfiggere il Sud, se non conquistandolo. Alle prime operazioni di guerra il tenente generale Winfield Scott presentò il suo piano Anaconda, destinato ad asfissiare il Sud mediante un blocco navale (la quasi totalità dell'US Navy era rimasta nelle mani del governo federale alla dichiarazione di guerra) accompagnato da una manovra da attuare al di sotto del fiume Mississippi per dividere la Confederazione. Questo approccio, lento ma sicuro, tuttavia non ottenne l'approvazione dei politici né quella del popolo, per i quali la parola d'ordine era: «A Richmond!». Essi prendevano più in considerazione l'opinione di Lincoln, che faceva pressione sui suoi generali perché portassero a termine la guerra il più rapidamente possibile. Il suo atteggiamento energico spinse i suoi subordinati ad imbarcarsi in progetti verso i quali nutrivano fondati dubbi: distruggere un'armata nelle condizioni geostrategiche dell'America settentrionale era meno facile di quanto Lincoln non volesse ammettere.[senza fonte]

La scelta di una strategia che puntava contro un solo obiettivo potrebbe essere stata causata dall'assenza di ufficiali generali capaci poiché l'enorme numero di nuovi arruolati aveva provocato una serie di promozioni ai gradi di ufficiali di soldati privi dell'esperienza necessaria. Gli uomini meritevoli ebbero bisogno di tempo per emergere tra i ranghi ma, grazie alla flessibilità del sistema nordista, uomini come Ulysses Simpson Grant poterono arrivare al grado di generale in pochi anni e, in particolare, Emory Upton (primo ad aver applicato tattiche usate poi nella prima guerra mondiale) che divenne generale all'età di 24 anni.

Ci volle del tempo al Nord per mettere in campo tutta la sua potenza e per riconoscere che sarebbero state necessarie azioni di forza per sconfiggere il Sud. Il Nord deve molto a Grant che prese il comando delle armate dell'Unione nel marzo 1864 ed annunciò immediatamente la sua intenzione di esercitare la massima pressione contro un unico obiettivo nei territori della Confederazione. Durante gli ultimi dodici mesi di guerra, la strategia dell'Unione diede prova d'una grande modernità, soprattutto nel prendere coscienza che la forza di un belligerante deriva molto dalle sue risorse umane ed economiche.

Risorse economiche e militari[modifica | modifica wikitesto]

Forze presenti e mobilitazione[modifica | modifica wikitesto]

Unione Confederazione
Popolazione 22 milioni 9 milioni
di cui 3,5 milioni di schiavi neri
Popolazione in età da portare le armi
(Bianchi, da 18 a 45 anni)
~ 3 500 000
più i Neri affrancati
~ 1 000 000
Mobilitazione: 1861-1865 2 778 304
(compresi gli arruolamenti multipli)
750 000
(stima ufficiale)
  • Benché rimasti nell'Unione, quattro stati rimangono neutrali: Kentucky, California, Minnesota e Oregon.

Effettivi delle Forze armate:

L'esercito regolare degli Stati Uniti nel 1860 era composto da 16 637 militari attivi; nel 1876 i suoi effettivi erano 27 442 uomini.

Unione Confederazione Rapporto
entrata in guerra 186.000 150.000 1,24: 1
fine 1861 575.917 326.768 1,76: 1
fine 1862 918.191 449.439 2,04: 1
fine 1863 860.737 464.646 1,85: 1
fine 1864 959.460 400.787 2,39: 1
1865 1.000.516 358.692 2,79: 1

Queste cifre rappresentano il totale degli effettivi; le diserzioni talvolta raggiunsero il 35% fra gli unionisti e più del 50 % fra i confederati. L'esercito dell'Unione era affiancato dalle Armate del Potomac, la cavalleria del Kentucky, i volontari del Kentucky e dell'Ohio. L'esercito della Confederazione era affiancato dall'Armata del Mississippi, Armata della Virginia del Nord, volontari del Kentucky e della Georgia. Parte dell'opinione pubblica era favorevole ai sudisti: latifondisti cotonieri, aristocratici, parte del Maryland e Baltimora, S. Louis e fino al 1862 il Nuovo Messico, le fazioni prevalenti all'interno delle nazioni Cherokee, Creek, Chickasaw, Choctaw, Natchez, Seminole deportate nell'Oklahoma, le nazioni Comanche e Kiowa, il governo inglese e il governo imperiale messicano di Massimiliano d'Asburgo.

I democratici americani erano riluttanti ad autorizzare la coscrizione in tempo di pace. La guerra d'indipendenza americana aveva istituito la tradizione d'un esercito misto: una milizia di cittadini rinforzata da un piccolo esercito regolare. Ma durante questa guerra i volontari furono troppo poco numerosi per sostenere le Forze armate tanto della Confederazione quanto dell'Unione, fatto che obbligò il ricorso alla coscrizione per la prima volta nell'aprile 1862 e per la seconda nel marzo 1863.

Il "Conscription Act" non riuscì a fornire all'Unione che il 6% dei suoi effettivi, ma la minaccia della coscrizione, alla quale si aggiungeva la prospettiva dei premi suscitò un arruolamento massiccio di volontari: più d'un milione d'uomini si arruolò nel corso dei due ultimi anni del conflitto.[senza fonte]

Presso i Confederati la coscrizione rappresentò il 20% degli effettivi, ma anche in quel caso la paura del reclutamento spinse molti Sudisti ad arruolarsi.[senza fonte]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Questa guerra fu una delle prime a mettere in opera in grande scala le risorse e i mezzi di trasporto dell'era industriale. Essa prefigurò le guerre del XX secolo con una mobilitazione nazionale che impoverì profondamente le risorse della società civile, tanto che le esigenze del conflitto, sia militari sia economiche, fiaccarono il Nord e prostrarono il Sud. Il Nord disponeva d'un vantaggio considerevole sul suo nemico perché possedeva il 72% delle ferrovie che attraversavano il paese.

Inoltre la sua rete era meglio elaborata, meglio costruita e meglio mantenuta di quella del Sud. Per la prima volta le ferrovie furono impiegate per vasti movimenti di truppe fra i fronti. La superiorità della rete ferroviaria era la prova delle formidabili risorse industriali dell'Unione, e la sua capacità di sostituire immediatamente il materiale perduto si incaricava di annullare le vittorie riportate dalle Armate confederate.

TRASPORTI (1860) Unione Confederazione Totale
Ferrovie (km) 35.420 13.680 49.100
Cavalli 4.417.130 1.698.328 6.115.548
Animali da tiro 1.712.320 1.657.308 3.369.628

Gli arsenali dell'Unione, nazionali e privati, produssero circa 50.000 armi leggere da fuoco nel 1860 contro i 2.500.000 durante tutta la guerra. Quanto al Sud, ne importò 600.000 malgrado il blocco, ne fabbricò una parte e ne raccolse una buona parte sul campo di battaglia.

Industria (1860) Unione Confederazione Totale
Stabilimenti industriali 110.274 10.026 120.300
Investimenti di capitali ($) 949.335.000 100.665.000 1.050.000.000
AGRICOLTURA (1860) Unione Confederazione Totale
Terre coltivate 106.171.756 acri
(429.662 km²)
57.089.633 acri
(231.034 km²)
163.261.389 acri
(660.696 km²)
Terre non coltivate 106.486.777 acri
(430.937 km²)
140.021.467 acri
(566.647 km²)
246.508.244 acri
(997.584 km²)

Miseria del Sud e prosperità del Nord[modifica | modifica wikitesto]

Banconote confederate da 10 e 20 dollari.

Al livello economico, oltre alla debolezza della sua industria e della sua logistica, che impedirono un buon approvvigionamento delle sue forze armate e della sua popolazione, la quale conobbe gravi situazioni di penuria sia materiale sia alimentare, la Confederazione commise un errore strategico enorme bloccando l'esportazione del "Re Cotone" per tentare di fare pressione sul Regno Unito e sulla Francia. In effetti l'industria tessile faceva vivere all'epoca rispettivamente cinque milioni e un milione di persone in questi paesi.

La Confederazione infatti non solo non ottenne un forte appoggio politico dall'Europa, ma perse completamente i propri mercati oltreoceano, che si rivolsero ad altre fonti, principalmente l'India ed il Brasile. Tale perdita avrebbe avuto poi conseguenze pressoché irreparabili anche nel dopoguerra. Un severo blocco della Marina USA che catturò 1.551 bastimenti commerciali e ne distrusse 355, combinato con la perdita dei collegamenti terrestri con il Messico, a seguito della caduta di Vicksburg, fece sì che il paese dovesse vivere quasi in autarchia.

Il prezzo dell'articolo di lusso o di manifattura era proibitivo. Nel 1864, quando la paga mensile di un soldato era di 18 $ e quella di un generale di 200 $, uno spazzolino da denti costava 8 $, un coltello tascabile o una libbra di caffè 18 $ e un paio di guanti da signora 33 $. L'economia alla fine del conflitto era compromessa ed era tornato in voga un sistema di baratto.

Nella società meridionale vi furono diverse sommosse per il pane, capeggiate dalle donne bianche delle città, rimaste schiacciate dal carovita e prive del sostegno dei mariti, andati a fare la guerra, il risentimento fu molto forte anche perché molti ricchi erano riusciti a evadere i loro doveri della coscrizione pagando un sostituto, oppure erano stati nominati ufficiali e "oziavano" in allegre compagnie in sfarzosi stati maggiori, che caratterizzavano la vita sociale delle grandi città del sud.

Il Nord vide invece rinforzarsi la sua industria per soddisfare lo sforzo di guerra e proseguire l'opera di sviluppo del paese avviato prima della guerra e i vasti campi di grano degli Stati del Midwest avevano salvato la bilancia commerciale moltiplicando per 30 le loro esportazioni verso l'Europa passando da 90.000 quarter (circa 19.500 tonnellate) nel 1859 a più di 3 milioni (circa 650.000 tonnellate) nel 1863. Le sommosse contro al guerra furono poche, anche se fu particolarmente clamorosa quella di New York.

Costo complessivo della guerra[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un recente studio (aprile 2006) del Center for Strategic and Budgetary Assessment, centro di ricerca indipendente, la spesa complessiva, in valore attualizzato, sostenuta dalle due parti per la guerra fu di 69 miliardi di dollari, pari a circa 13 miliardi l'anno: per confronto, la prima guerra mondiale, durata per gli Stati Uniti solo due anni, costò 106 miliardi di dollari l'anno e la guerra del Vietnam, durata nove anni, 61 miliardi di dollari l'anno.

Organizzazione militare[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Organizzazione militare della guerra di secessione americana.

Esercito dell'unione[modifica | modifica wikitesto]

Esercito confederato[modifica | modifica wikitesto]

Formatosi nel 1861, vide nelle proprie file soprattutto uomini della Virginia, che in buona parte non erano militari di professione. Il tenente generale Lagat era però un uomo di grande esperienza militare. Nonostante la mancanza di equipaggiamenti standardizzati, ufficialmente l'equipaggiamento era il seguente:

  • giubba grigia, pantaloni celesti, berretto grigio con una fascia azzurra;
  • fucili:
  • furono impiegate anche molte armi civili, come fucili da caccia a due canne e fucili Kentucky a canna rigata. E ovviamente tutte le armi moderne catturate ai nordisti.
  • ghette in cuoio, portate sotto i pantaloni;
  • cannoni napoleonici a canna liscia;

Le divise degli ufficiali erano composte da:

  • giubba grigia con bordature in oro alle maniche;
  • cappello nero a larga falda (stile cowboy) con una piuma sulla parte sinistra, ma non era infrequente l'uso di chepì;
  • guanti bianchi;
  • stivali e pantaloni neri.
  • gli ufficiali sudisti erano armati con revolver come quelli nordisti, ma i modelli spesso differivano
  • le copie sudiste dei revolver Colt modello 1851 "Navy" erano molto comuni
  • il revolver Le Mat, progettato da un americano ma costruito in Francia, aveva un tamburo a nove colpi e una seconda canna caricata a pallini
  • i revolver inglesi Kerr, Adams e Tranter furono anch'essi diffusi

Come già detto, spesso i soldati non vestivano le uniformi regolamentari, perché poche navi riuscirono a superare il blocco dalle imbarcazioni nordiste. D'altra parte gli ufficiali vestivano abiti di tipo ottocentesco, confezionati dai loro sarti privati.

Considerazioni conclusive[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo della ricostruzione, 1865-1877, il sud fu occupato dal nord vincitore. Gli Stati meridionali subirono una vera e propria occupazione militare, degna conclusione di una guerra straordinariamente sanguinosa che durò fino agli inizi del XX secolo, tanto da essere stata talora considerata uno dei primi casi di "guerra totale", in cui cioè si investe ogni risorsa non solo industriale e umana, ma anche ideologica e psicologica. Il numero di soldati era infatti molto superiore a quello di qualsiasi guerra precedente (nella guerra di indipendenza erano poche migliaia), e come si è detto le due parti aumentarono gli effettivi con ogni mezzo.

Sempre in chiave di guerra totale può essere letta l'introduzione di un elemento ideologico come l'abolizionismo, piuttosto strumentale, la cui presenza comunque non è stata leggera. C'era da liquidare il ceto imprenditoriale schiavista, che, pur non essendo maggioritario, qualificava l'economia e caratterizzava la società. C'era da riconvertire la popolazione nera ma, dopo il 1877, per essa i problemi si sono ripresentati.

Con il ritiro dei Nordisti, gli ex-schiavi hanno a lungo subito le ritorsioni di una corposa parte dell'opinione pubblica degli Stati meridionali che, in linea di massima, è rimasta fedele anche al principio della gelosa difesa della "riservata legislazione" statale, diffidente verso le ingerenze federali, in linea di massima interpretato dal Partito Democratico. L'abolizione della schiavitù non s'è pertanto accompagnata a un coerente processo di valorizzazione delle energie della componente afro-americana che, infatti, è rimasta per oltre un secolo ancora fortemente discriminata, fino alla stagione delle lotte per i diritti civili dell'età di Martin Luther King e di John Fitzgerald Kennedy.

Nell'uso comune e nella vasta letteratura dedicata a questa guerra ci si riferisce ai contendenti con le espressioni più varie, tra le quali citeremo le più comuni:

  • Unione, Unionisti, Nord, Nordisti, Giacche blu, Federali o Yankees per gli Stati Uniti;
  • Confederazione, Confederati, Sud, Sudisti, Giacche grigie, Secessionisti, Ribelli o Dixies per gli Stati Confederati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Altrimenti detta "Unione".
  2. ^ Altrimenti detta "Confederazione".
  3. ^ a b c John W. Chambers, The Oxford Companion to American Military History. Oxford University Press, II edizione, 1999, ISBN 978-0-19-507198-6, p. 849.
  4. ^ (EN) Riportato da David A. Walsh, Highlights from the 2011 Annual Meeting of the Organization of American Historians in Houston, Texas, autori: Elizabeth R. Varon, Bruce Levine, Marc Egnal e Michael Holt in un congresso il 17 marzo 2011.
  5. ^ Raimondo Luraghi, La Guerra civile americana. Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale, Milano, BUR, 2013, ISBN 978-88-17-06305-0.
  6. ^ (EN) Eric Foner, Politics and Ideology in the Age of the Civil War, 1981, ISBN 978-0-19-502926-0.
  7. ^ Foner, Eric. "The Fiery Trial: Abraham Lincoln and American Slavery". p. 74.
  8. ^ McPherson pp 506-508.
  9. ^ McPherson p 686.
  10. ^ Guerra civile americana nell'Enciclopedia Treccani, treccani.it. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  11. ^ (EN) Citato da Eric Foner, The Fiery Trial: Abraham Lincoln and American Slavery, 2010, p. 100.
  12. ^ (EN) Glenn M. Linden, Voices from the Gathering Storm: The Coming of the American Civil War, United States, Rowman & Littlefield, 2001, p. 236, ISBN 978-0-8420-2999-5.
    «Prevent, as far as possible, any of our friends from demoralizing themselves, and our cause, by entertaining propositions for compromise of any sort, on slavery extension. There is no possible compromise upon it, but which puts us under again, and leaves all our work to do over again. Whether it be a Mo. Line, or Eli Thayer's Pop. Sov. It is all the same. Let either be done, & immediately filibustering and extending slavery recommences. On that point hold firm, as with a chain of steel. – Abraham Lincoln rivolto a Elihu B. Washburne, 13 dicembre 1860».
  13. ^ Let there be no compromise on the question of extending slavery. If there be, all our labor is lost, and, ere long, must be done again. The dangerous ground—that into which some of our friends have a hankering to run—is Pop. Sov. Have none of it. Stand firm. The tug has to come, & better now, than any time hereafter. – Abraham Lincoln rivolto a Lyman Trumbull, 10 dicembre 1860.
  14. ^ McPherson, Battle Cry, pp. 241, 253.
  15. ^ Declarations of Causes for: Georgia, Adopted on January 29, 1861; Mississippi, Adopted in 1861 (no exact date found); South Carolina, Adopted on December 24, 1860; Texas, Adopted on February 2, 1861.
  16. ^ The New Heresy, Southern Punch, editore John Wilford Overall, 19 settembre 1864; una delle maggiori fonti la quale indica che la speranza dei Repubblicani di abolire la schiavitù era la paura degli Stati meridionali. "Our doctrine is this: we are fighting for independence that our great and necessary domestic institution of slavery shall be preserved."
  17. ^ Charles S. Sydnor, The Development of Southern Sectionalism 1819–1848, 1948.
  18. ^ Robert Royal Russel, Economic Aspects of Southern Sectionalism, 1840–1861, 1973.
  19. ^ Adam Rothman, Slave Country: American Expansion and the Origins of the Deep South, 2005.
  20. ^ Bruce Levine, La Guerra civile americana Una nuova storia, Torino, Einaudi, 2015, pp. 103 e ss (problemi di arruolamento, malcontento), pp. 250 e ss. pp. 264 e ss., ISBN 978-88-06-22590-2.
  21. ^ Bruce Levine, La Guerra civile americana. Una nuova storia., Torino, Einaudi, 2015, pp. 263-271, ISBN 978-88-06-22590-2.
  22. ^ Bruce Lavine, La Guerra civile americana. Una nuova storia, Torino, Einaudi, 2015, pp. 312 e ss. soprattutto pp. 318-327, ISBN 978-88-06-22590-2.
  23. ^ Bruce Levine, La Guerra civile americana, Una nuova storia, Torino, Einaudi, 2015, pp. 155 e ss., pp. 162 e ss., pp. 168-172, pp. 190 e ss., pp. 199 e ss.soprattutto p. 201, 209 e ss. per il trattamento verso i soldati di colore che si arrendevano e lo shock culturale dei sudisti nei confronti del coraggio dimostrato dagli ex schiavi..
  24. ^ Dudley Taylor Cornish, The Sable Arm, Black troops in Union Army, 1861-1865, New York, Norton, 1965, ISBN 978-0-7006-0328-2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Eidem, The Elements of Confederate Defeat: Nationalism, War Aims, and Religion, 1988, versione ridotta.
  • Cassani, Emanuele, Italiani nella guerra civile Americana (1861-1865), Prospettiva, Siena, 2006. ISBN 978-88-7418-410-1.
  • Catton, Bruce, The Civil War, American Heritage, 1960, ISBN 0-8281-0305-4.
  • Donald, David et al., The Civil War and Reconstruction, ultima edizione, 2001.
  • Eicher, John H., and Eicher, David J., Civil War High Commands, Stanford University Press, 2001, ISBN 0-8047-3641-3.
  • Eicher, David J., The Longest Night: A Military History of the Civil War, 2001, ISBN 0-684-84944-5.
  • The End of the Blues: a 10-page Special Report on the American South, "The Economist", March 3rd, 2007.
  • Fellman, Michael et al., This Terrible War: The Civil War and its Aftermath, 2ª ed., 2007.
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  • Katcher, Philip, The History of the American Civil War 1861–5, 2000, ISBN 0-600-60778-X.
  • Levine, Bruce, La guerra civile americana. Una nuova storia, Torino, Einaudi, 2015
  • Luraghi, Raimondo (a cura di), La guerra civile americana, Il Mulino, Bologna, 1978.
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  • McPherson, James M., Battle Cry of Freedom: The Civil War Era, 1988 (Premio Pulitzer).
  • McPherson, James M., Ordeal By Fire: The Civil War and Reconstruction, 2nd ed., 1992.
  • Roberto Maccarini, La guerra civile americana. Storia del conflitto tra Nord e Sud, Genova, Il Portolano, 2012. ISBN 978-88-95051-21-5

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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