Pax americana
Con la locuzione pax americana si vuole indicare il periodo di pace in Occidente iniziato alla fine della seconda guerra mondiale e che dura ancora oggi. Il termine trae origine dal latino pax romana, con cui gli storici indicano il periodo di pace causato dall'assoluta superiorità militare (e forza dello Stato) dell'Impero romano durante la prima metà dell'età imperiale.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'originario termine Pax Romana venne molte volte usato per definire altre paces imposte da stati preponderanti in fatto di forza sugli altri. Oltre che di pax romana si parla infatti di Pax Hispanica, la pace imposta dal dominio degli eserciti spagnoli durante i primi decenni del Seicento; Pax Mongolica, la pacificazione di quasi tutta l'Asia al tempo dell'Impero mongolo, ma il caso più simile a quello americano è la cosiddetta Pax Britannica, cioè il periodo successivo alle guerre napoleoniche durante il quale l'Impero britannico era divenuto arbitro di tutte le contese mondiali ed in particolare del primo decennio del Novecento durante il quale la flotta britannica (la Royal Navy) era superiore in fatto di forza alla flotta combinata della seconda e della terza grande potenza.
Alla fine della seconda guerra mondiale l'Europa era distrutta, sei anni di combattimenti sul suo suolo ne avevano annientato il potenziale militare ed industriale, il peso relativo degli Stati Uniti, che non avevano subito distruzioni sul loro territorio ma anzi per i quali la guerra era stata un incentivo al progresso scientifico, divenne preponderante: nel 1945 ad esempio gli USA erano responsabili di metà della produzione industriale mondiale, possedevano l'80% delle riserve auree del pianeta, erano la sola potenza nucleare ed essendo anche il più grande mercato mondiale possedevano la forza economica per alimentare quella che era la più grande flotta ed esercito del mondo. Il varo del piano Marshall ebbe molteplici effetti: se da un lato aiutò l'Europa a risollevarsi dalla crisi economica in cui era caduta dall'altro lato portò grandi vantaggi agli USA creando un grande mercato capitalista che avrebbe rafforzato l'economia statunitense. Il piano ebbe anche l'effetto di sbarrare il passo all'espansionismo sovietico verso ovest, creando dei fedeli alleati per gli USA.
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]Fra le paces del passato e la pax americana esistono varie differenze: se come in passato si ha la supremazia militare sugli altri Paesi, essa non è schiacciante come in passato; per decenni ad esempio l'Unione Sovietica è stata in grado di sfidare gli Stati Uniti sul piano militare, mentre oggi, caduta l'URSS, emergono nuove potenze come Cina ed India. Altre differenze riguardano l'ingerenza politica statunitense che (almeno in Occidente) non è sboccata in regimi colonialisti o semi-colonialisti.
Il predominio economico americano è particolare: la globalizzazione ha creato una co-dipendenza fra USA e resto dell'Occidente, per cui i mercati e gli investimenti in entrambe le direzioni sono oggi irrinunciabili; nel contempo, l' unilateralismo economico della seconda presidenza Trump sta mettendo a rischio la natura biunivoca di questo rapporto[1].
Il dibattito storiografico e le critiche
[modifica | modifica wikitesto]Le critiche alla pax americana sono molteplici. Durante l'epoca della guerra fredda, gli Stati Uniti d'America venivano accusati di esercitare un controllo imperialistico sul pianeta: controllo economico sull'Occidente e controllo politico su molti paesi tramite azioni militari o d’intelligence (come, per esempio, i colpi di stato organizzati dalla CIA nell’America meridionale).
Anche dopo la caduta del muro di Berlino, le guerre in Iraq e in Afghanistan venivano collocate dagli alleati all'interno delle necessità derivanti dalla vastità degli interessi, strategici ma anche e soprattutto economici, dell'unica potenza globale rimasta.
Con la seconda amministrazione Trump si sta sviluppando la percezione di un mutamento anche in questo modulo operativo[3].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Matin, Atiqullah & Yawar, Mohammad Ekram. (2025). Donald Trump: International Economics and Economic Globalization (Economic Policy). EuroGlobal Journal of Linguistics and Language Education. 2. 4-16. 10.69760/egjlle.2504001.
- ↑ Thomas Moller-Nielsen, ‘You’re crossing red lines’: Belgian PM slams Trump over Greenland, Euractiv, 21 gennaio 2026
- ↑ Marco Overhaus, “The End of Pax Americana Under Trump 2.0”, Salzburg Global, 28 novembre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Doug Bandow: Foreign Follies: America's New Global Empire., Xulon Press, October 14, 2006 (ISBN 1-59781-988-3 (10); ISBN 978-1597819886)
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- "Pax Americana vs. Pax Britannica", Herbert London 8 gennaio, 2004
- "I pericoli ed i costi della pax americana (di Richard M. Ebeling), dicembre 2002
- "Immaginando la Pax Americana", (di Graham Barrett), The Age, 17 aprile, 2003
- "Pax Americana is over" (di Immanuel Wallerstein)
- L'impero americano: pax americana o pox americana? (articolo su Monthly Review di John Bellamy Foster e Robert W. McChesney)
- "U.S. Egemonia: continuo declino, continuo pericolo" di Richard B. Du Boff
- La pax americana secondo Bush" di Gail Russell Chaddock
- "Pax Americana" - articolo su SourceWatch
- Militarized Globalism and Empire -- advocates, skeptics, and critics, su comw.org.
- Martin Jacques, Imperial overreach is accelerating the global decline of America ("The Guardian", 28 marzo 2006 - vgl. The Great Game)
- Laura Carlsen and Tom Barry, U.S. Hegemony or Global Good Neighbor Policy? (International Relations Center, 7 febbraio 2006 - vgl. )
- William Arkin, Not Just A Last Resort? A Global Strike Plan, With a Nuclear Option Washington Post 15 maggio 2005
- Thomas Donnelly, Brave New World - An Enduring Pax Americana, su aei.org. URL consultato il 3 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2009).