Linciaggio negli Stati Uniti d'America

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Emmett Till prima e dopo il linciaggio avvenuto il 28 agosto del 1955. Era un quattordicenne di Chicago che andò a trascorrere l'estate assieme allo zio Moses Wright a Money nel Mississippi; fu massacrato da un branco di uomini bianchi infeociti per aver rivolto un fischio di apprezzamento nei confronti di una donna bianca.

« "le fotografie accrescono la nostra incredulità, addirittura intorpidiscono le nostre menti e sensi fino all'estremità dell'orrore, ma devono essere esaminate se vogliamo comprendere come uomini e donne comuni possano vivere, partecipare e difendere tali atrocità, persino reinterpretarle in modo da non vedere se stessi o venire percepiti come esseri incivili: uomini e donne che torturavano, smembravano e uccidevano in questo modo capirono perfettamente quello che stavano facendo e ciò nonostante pensavano a se stessi come ad esseri umani perfettamente normali" »

(- Leon Litwack, Prefazione a Without Sanctuary (2000), libro che raccoglie 145 "cartoline-ricordo" dei linciaggi composto da James Allen[1].)

Il linciaggio è la pratica dell'omicidio mediante azione extra-giudiziale o "esecuzione sommaria". Il linciaggio negli Stati Uniti d'America cominciò per la prima volta a crescere di numero dopo la fine della guerra di secessione americana a seguito dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America; è drasticamente diminuito dopo il 1930, ma è stato registrato fino agli anni sessanta. Il linciaggio storicamente si è rivolto in misura maggiore contro donne e uomini afroamericani negli Stati Uniti meridionali.

Linciaggio di Frank Embree a Fayette Missouri (1899).

Fu più frequente tra il 1890 e il 1920, con un picco nel 1892. Partendo da grandi azioni di folla a cui partecipavano centinaia e, a volte, fino a migliaia di osservatori, i linciaggi del XX secolo cominciarono ad essere condotti in segreto da piccoli gruppi di persone; fu comune nel West dove nativi americani, messicano-statunitensi e cinesi furono tra le vittime principali[2].

Dopo l'era della Ricostruzione (1865-77) la maggior parte del profondo Sud era dominato politicamente dal partito democratico. La legge del linciaggio applicò ed impose la supremazia del potere bianco ed intimidì i neri con un'opera di autentico terrorismo razziale[3]. Il tasso di linciaggi nel Sud fu fortemente associato a pressioni economiche[4], anche se il nesso causale di questo legame rimane poco chiarao[5]; i bassi prezzi del cotone (fibra), l'inflazione, e lo stress economico si associarono a frequenze più elevate di linciaggio.

La concessione dei diritti costituzionali ai neri liberati dopo il 1865 venne respinta da molti bianchi americani del meridione; alcuni accusarono i neri di tutti i loro guai bellici, della crisi economica del dopoguerra e della perdita dei privilegi sociali e politici. Durante la ricostruzione coloro che si battevano per i diritti civili furono aggrediti e talvolta linciati. Il voto dei neri venne soppresso a causa della violenza generalizzata; i Democratici bianchi ripresero il controllo delle legislature statali nel 1876 ed un compromesso nazionale condusse alla rimozione delle truppe federali dal Sud l'anno seguente.

Nel corso dei decenni successivi gli atti di violenza continuarono nei periodi attorno alle elezioni, questo almeno fino a quando i neri non subirono la segregazione razziale negli Stati Uniti d'America; questo in tutti gli Stati sudisti tra il 1890 e il 1908. I Democratici bianchi adottarono la segregazione razziale e le Leggi Jim Crow per far mantenere uno status sociale di seconda classe ai neri; nel corso di questo periodo i linciaggi raggiunsero il loro picco al Sud.

La Florida guidò la classifica di linciaggi pro capite, mentre la Georgia (Stati Uniti d'America) ebbe il maggior numero in assoluto di incidenti tra il 1900 e il 1930[6][7], ben 302, questo almeno secondo la Tuskegee University. I linciaggi raggiunsero il loro culmine in molti settori quando giungeva il momento per i proprietari di terreni di risolvere i propri conti con i coltivatori sottoposti ad un contratto di mezzadria[8].

Non esiste un conteggio esatto dei linciaggi registrati, pertanto la precisione sul loro numero è variabile a seconda della fonte che si voglia utilizzare, degli anni considerati e della definizione utilizzata per definire un incidente L'"Istituto Tuskegee" ha registrato in 3466 neri e 1297 bianchi le vittime di linciaggio tra il 1882 e il 1968, con un picco annuale verificatosi negli anni 1890, in un periodo di profondo stress economico per il Sud e di oppressione politica dei neri[9]. Uno studio del 2015 di "Equal Justice Initiative" (EJI) ha scoperto che nei 12 Stati sudisti tra il 1877 e il 1950 sono stati linciati 3959 uomini, donne e bambini neri; durante questo periodo nella sola Georgia vennero eseguiti 586 linciaggi[10][11][12].

"Un uomo è stato linciato ieri": motto della National Association for the Advancement of Colored People.

Gli afroamericani resistettero a tali atti criminosi in numerosi modi; gli intellettuali e i giornalisti incoraggiarono l'educazione pubblica, protestando attivamente e facendo opera di lobby contro la violenza assassina dei linciatori e giungendo fino ad accusare di complicità il governo federale. Vennero prodotte opere letterarie e teatrali anti-linciaggio. La National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) e gruppi correlati organizzarono il sostegno alla loro azione d'informazione pubblicando i casi più eclatanti di ingiustizia, indagando sugli incidenti ed attivandosi per la promulgazione di una legislazione federale.

I club afroamericani affiliati al femminismo raccolsero fondi, si attivarono in campagne pubblicitarie e letterarie, petizioni, incontri e manifestazioni per evidenziare le questioni e combattere il linciaggio[13]. Nel corso della grande migrazione afroamericana, soprattutto dal 1910 al 1940, 1,5 milioi di afroamericani abbandonarono il profondo Sud, con destinazione soprattutto verso le cità settentrionali e medio-occidentali; questo sia per ottenere migliori posti di lavoro ed istruzione sia per sfuggire all'alto tasso di violenza razziale. Dal 1910 al 1930 in particolare la maggioranza dei neri migrarono proprio a partire dalle contee con un più elevato numero di linciaggi[14].

Dal 1882 al 1968 vennero fatte depositare al Congresso degli Stati Uniti d'America quasi 200 proposte di legge anti-linciaggio, tre di queste riuscirono a passare alla Camera per la discussione; sette presidenti degli Stati Uniti d'America tra il 1890 e il 1952 invitarono il Congresso a promulgare una legge federale[15]. Nessuna riuscì mai ad essere votata, questo a causa della ferrea opposizione del Solid South, la delegazione dei bianchi Democratici installata al Senato degli Stati Uniti d'America[15].

Durante tutti gli anni cinquanta e sessanta i militanti neri del movimento per i diritti civili degli afroamericani vennero ripetutamente aggrediti e fatti assassinare in tutto il Sud; l'assassinio degli attivisti per i diritti civili del Mississippi avvenuto nel 1964 galvanizzò il sostegno pubblico a favore di una legislazione per i diritti civili la quale si concretizzò poco dopo con il Civil Rights Act (1964).

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo di George Meadows, linciato vicino alle miniere di Pratt nella Contea di Jefferson (Alabama) il 15 gennaio del 1889.

Il termine "Legge del linciaggio" ha le sue orgini all'epoca della rivoluzione americana (1765-83) quando Charles Lynch, giudice di pace della Virginia, ordinò punizioni extralegali per i lealisti (rivoluzione americana); nacque così la cosiddetta "Legge di Lynch". Nel profondo Sud, prima della guerra di secessione americana, i membri del movimento per l'abolizionismo negli Stati Uniti d'America ed altre persone che si opponevano allo schiavismo divennero talvolta obiettivi della violenza omicida della massa[16].

Caratteristiche sociali[modifica | modifica wikitesto]

Il linciaggio di Jim Redmond, Gus Roberson e Bob Addison (ed uno spettatore); Contea di Habersham. 17 maggio del 1892.

Durante la guerra civile le unità di guardia confederate a volte linciarono i bianchi Dixie sospettati di essere unionisti o disertori; un esempio di questo fu l'impiccagione del ministro del metodismo William "Bill" Sketoe a Newton (Alabama) nel dicembre del 1864.

Una motivazione importante per i linciatori, specialmente nel Sud, fu data dall'impegno della società bianca nel mantenere la supremazia dopo l'emancipazione degli schiavi a seguito della guerra di secessione (1861-65). Punirono le violazioni percepite dei "confini razziali", più tardi istituzionalizzate come Leggi Jim Crow, con conseguente segregazione razziale negli Stati Uniti d'America la quale diede uno status di seconda classe ai neri. La concorrenza economica fu un altro fattore importante; i contadini indipendenti o gli imprenditori furono a volte licenziati od ebbero le loro proprietà distrutte.

Nel profondo Sud il numero di linciaggi fu maggiore nelle aree con una concentrazione di neri in certe zone e contee, con il malcontento accresciuto dal momento di deprezzamento del cotone (fibra), dall'inflazione in aumento, dal dominio del partito Democratico (Stati Uniti d'America) e dalla concorrenza tra gruppi religiosi.

I bianchi a volte linciarono i neri per un mero interesse finanziario e talvolta per stabilire un dominio pubblico ed economico; tali atti criminali sottolinearono il nuovo ordine sociale costruito sotto le legislazioni "Jim Crow" in quanto contribuirono a creare un senso identitario collettivo tra i bianchi americani; i ruoli sociali ineguali tra bianchi e neri furono rafforzati attraverso gli atti di violenza[17]. In gran parte del Sud i linciaggi raggiunsero il loro picco nel tardo XIX secolo e nei primi anni del XX, in quanto i razzisti bianchi si rivolsero al terrorismo psicologico e fisico per dissuadere i neri dal voto in un periodo di forte interdizione legale.

Nella regione del Delta del Mississippi in Louisiana i linciaggi dei neri aumentarono a partire alla fine del XIX secolo, quando i piantatori bianchi tentarono di controllare gli ex schiavi che nel frattempo erano diventati a loro volta proprietari di terreni o coltivatori; il linciaggio ebbe un suo modello stagionale nel Delta, con una frequenza maggiore verso la fine dell'anno, quando i coltivatori e gli affittuari cercavano di risolvere i loro conti semplicemente ammazzando il "negro".

Nel 1890 la giornalista afroamericana esponente del femminismo negli Stati Uniti d'America Ida B. Wells condusse una delle prime ricerche approfondite sui casi di linciaggio; scoprì così che le vittime nere erano accusate di stupro o tentativo di aggressione di una donna bianca per 1/3 dei casi, mentre l'accusa più diffusa rimase l'omicidio o il delitto tentato, seguito da un elenco d'infrazioni comprendenti: a) aggressione verbale e fisica; b) vigorosa concorrenza economica; c) indipendenza spirituale e autonomia di pensiero.

Solitamente la politica della "Legge di Lynch" condusse folle bianche ad uccidere persone sospettate di crimini od infrazioni casuali. Il linciaggio si verificò anche nelle aree di frontiera occidentali, dov'era assai raro fare ricorso ad un tribunale; i "baroni del bestiame" assunsero la legge nelle proprie mani facendo impiccare tutti coloro che percepivano per essere ladri di cavalli o di bestiame. Ciò rimase collegato anche ad una lotta politico-sociale tra le diverse classi sociali.

Il cadavere di John Heath appeso ad un palo del telegrafo a Tombstone (Arizona) dopo essere stato linciato il 22 febbraio 1884.

West[modifica | modifica wikitesto]

Gli storici hanno discusso sull'evoluzione della "Legge di Linch" nella frontiera occidentale, che stata oscurata dalla mitologia del "Vecchio West". Nei territori non organizzati o scarsamente popolati la presenza delle forze dell'ordine rimase assai limitata e speso fornita solo da un appartenente dell'United States Marshals Service, nonostante la nomina di deputati a volte lontani ore o giorni di marcia a cavallo.

Le persone eseguirono spesso linciaggi contro i criminali già prigionieri; il linciaggio non sostituì tanto un sistema giuridico assente, ma costituì bensì un sistema alternativo dominato da una particolare classe sociale o gruppo razziale. Lo storico Michael J. Pfeifer scrive: "contrariamente alla consapevolezza popolare, il linciaggio territoriale non è scaturito da un'assenza o da una distanza dell'applicazione della legge, ma piuttosto dall'instabilità sociale delle prime comunità stanziali e dalla loro concorrenza per proprietà, status e definizione di ordine sociale"[18].

Al tempo della corsa all'oro californiana (1848) almeno 25.000 messicani erano residenti di lunga data in California, già dai tempi del periodo coloniale spagnolo. Il trattato di quell'anno ampliò il territorio statunitense di un terzo dopo la Guerra Messico-Stati Uniti (1846-48); per concludere il conflitto il Messico cedette tutto o in parte il territorio dell'Arizona, della California, del Colorado, del Kansas, del Nuovo Messico, del Nevada, dell'Oklahoma, del Texas, dello Utah e dello Wyoming. Nel settembre del 1850 la California divenne il 31° degli Stati federati degli Stati Uniti d'America.

Molti dei messicano-statunitensi nativi che rimasero erano dei minatori esperti ed ebbero un grande successo nell'estrazione dell'oro[19]; questo fatto suscitò l'animosità dei cercatori bianchi, che cominciarono così ad intimidire i minatori messicani con minacce ed atti di vera e propria violenza. Tra il 1848 e il 1860 i bianchi americani linciarono almeno 163 messicani nella sola California[19]. Il 5 luglio del 1851 una folla a Downieville (California) linciò una messicana, Josefa Segovia[20], accusata di aver ucciso un bianco che aveva tentato di aggredirla dopo essere penetrato in casa sua[21].

Il linciaggio di Charles Cora e James Casey avvenuto nel 1856 e sponsorizzato dal "San Francisco Committee of Vigilance" (California).

Il "San Francisco Committee of Vigilance" (fondato nel 1851) venne tradizionalmente rappresentato come risposta positiva alla corruzione governativa e alla criminalità diffusa; ma gli storici revisionisti hanno sostenuto ch'esso creò più illegalità di quanta non ne abbia mai eliminata[22]; quattro uomini furono giustiziati in quello stesso 1851 dal Comitato a seguito del suo scioglimento. Un secondo Comitato fu istituito nel 1856 in risposta all'omicidio del giornalista James King of William, rendendosi responsabile dell'impiccagione di quattro uomini - tutti accusati del crimine - ma senza alcuna prova processuale[23].

Il 24 ottobre del 1871 una folla di facinorosi bianchi si scatenò a Chinatown (Los Angeles) e ammazzò almeno 18 cinesi d'oltremare, dopo che un imprenditore bianco era stato ucciso involontariamente nel bel mezzo di una battaglia interna tra bande rivali di cinesi Tong.

Un altro episodio ben documentato nella storia dell'occidente americano è quello inerente alla "Johnson County War" (1889-93), una controversia nata sull'utilzzo delle terre nello Wyoming; un gran numero di proprietari di ranch assoldarono mercenari per far linciare i piccoli proprietari.

Un fumetto del 1868 pubblicato nel quotidiano The Independent Monitor di Tuscaloosa (in Alabama), che minaccia il linciaggio dei carpetbaggers da parte del Ku Klux Klan.

Ricostruzione (1865-77)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra di secessione americana quasi 4 milioni di schiavi vennero emncipati nel Sud; essi finirono così per costituire una maggioranza in alcuni Stati e in numerose conteee di diversi Stati. Il primo Ku Klux Klan venne fondato nel 1866 da veterani confederati del Tennessee; esso di associò immediatamente alla violenza insorgente nei confronti dei liberali e dei loro alleati la quale includeva anche i linciaggi, ma più spesso consistettero in attacchi diretti e isolati da parte di gruppi segreti contro individui.

Il primo grave periodo di violenza nel Sud si verificò tra il 1868 e il 1871, con i Democratici bianchi che aggredirono i Repubblicani bianchi e neri[24]. Per evitare la ratifica di nuove costituzioni stilate durante l'era della Ricostruzione l'opposizione utilizzò vari mezzi per intimidire e molestare i potenziali elettori; le aggressioni in parte fallite esacerbarono gli animi portando direttamente ad un massacro durante le Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1868 con l'omicidio di circa 1.300 elettori in vari stati meridionali (dalla Carolina del Sud all'Arkansas).

Membri del Ku Klux Klan del Mississippi nei travestimenti in cui sono stati catturati nel 1872; furono arrestati nella Contea di Tishomingo per tentato omicidio. Incisione su legno dalla fotografia di Harper's Weekly (Biblioteca del Congresso)[25]

I linciatori spesso uccisero le loro vittime, ma talvolta si limitarono solo a frustrarli a sangue, tanto per fargli rammemorare il loro precedente status di schiavitù[26]. I terroristi bianchi attuarono incursioni notturne nelle case degli afroamericani per confiscare eventuali armi da fuoco; il linciaggio fu un modo estremo per impedire agli ex schiavi e ai loro alleati di portare armi e per far rispettare il precedente sistema di dominanza sociale e i "Black Codes", invalidati nel 1868 dal XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America e ancora nel 1870 dal XV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America.

Sebbene alcuni Stati intrapresero azioni sanzionatorie contro il Klan, il profondo Sud continuava ad aver bisogno dell'aiuto federale in tale questione; il presidente degli Stati Uniti d'America Ulysses S. Grant e il Congresso degli Stati Uniti d'America fecero approvare l'"Enforcement Acts" nel 1870 e subito dopo il Civil Rights Act (1871) con l'intenzione di sopprimere la vigilanza violenta del Klan. Queste disposizioni autorizzarono il governo a perseguire i crimini commessi, nonché l'utilizzo di truppe armate federali per reprimere e sedare i tentativi di violenza razzista[27].

L'amministrazione iniziò ad eleggere Grand jury con l'espresso intento di processare e condannare i membri del Klan; iniziò inoltre anche ad applicare la legge marziale in alcune contee della Carolina del Sud, là dove il Klan era più forte, con la conseguenza che venne con la forza represso. L'azione federale vigorosa e l'apparente dissoluzione del Klan ebbero un grande effetto nel ridurre temporaneamente il numero di omicidi commessi contro i neri[28].

Dalla metà degli anni 1870 in poi la violenza risorse quando organizzazioni paramilitari s'impegnarono in tutto il profondo Sud per impedire con la forza il voto nero e far cambiare direzione politica al Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America). In particolare in Louisiana, in Carolina del Nord e del Sud e in Florida il partito Democratico (Stati Uniti d'America) si appoggiò principalmente su gruppi paramilitari "White Line", come i "Knights of the White Camelia", la "White League" e le "Red Shirts" con lo scopo precipuo di terroizzare, intimidire e assassinare i repubblicani afroamericani e bianchi americani in un tentativo organizzato di riconquistare il potere[29].

In Mississippi e nelle due Caroline i gruppi paramilitari delle "Camice Rosse" condussero operazioni di disturbo e violenza durante le elezioni; in Louisiana la "Lega Bianca" ebbe numerosi gruppi attivi e tutti perseguirono con forza gli obiettivi dei Democratici di far annullare e sopprimere il voto nero. Il desiderio di Grant di mantenere l'Ohio all'interno della zona d'influenza dei Repubblicani e le manovre attuate in questo senso portarono al fallimento del sostegno al governatore del Mississippi con il mancato invio di truppe armate federali per controllare l'ordine pubblico[30].

La campagna terroristica continuò a lavorare a pieno regime; nella Contea di Yazoo ad esempio, con una popolazione afroamericana di 12.000 persone, nel 1874 riuscirono ad esprimersi liberamente solo 7 voti repubblicani. Nell'anno seguente i Democratici assunsero la maggioranza nell'assemblea legislativa statale del Mississippi[31].

Una volta che i Democratici riconquistarono il potere, anche altri Stati a maggioranza democratica adottarono il "Mississippi Plan" (1875) per controllare le Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1876; questo usando milizie armate informali per far assassinare i leader politici, sconfiggere i gruppi di minoranza della comunità, intimidire e respingere gli elettori e sopprimere efficacemente il suffragio afroamericano e i diritti civili. Stato dopo Stato i Democratici ripresero in mano le redini del potere: dal 1868 al 1876 vi furono tra i 50 e i 100 linciaggi all'anno[32].

Da sinistra a destra: il linciaggio del "killer su commissione" Jim Miller (bianco) e di altri tre uomini verificatosi ad Ada (Oklahoma) il 19 aprile del 1909.

Privazione dei diritti civili e segregazione (1877-1917)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver riconquistato il potere politico ala fine del 1870 i bianchi Democratici aumentarono progressivamente le restrizioni al voto nelle legislazioni Statali, soprattutto tramite statuti. Dal 1890 al 1908 la maggior parte degli Stati sudisti crearono nuove costituzioni con ulteriori disposizioni: sondaggi d'imposta, test di alfabetizzazione e comprensione della lingua inglese ed un aumento dei requisiti di residenza. Tutte queste misure privarono efficacemente dei diritti elettorali la maggioranza dei neri e molti bianchi poveri.

I nuovi elenchi di registrazione elettorali impedirono inoltre agli esclusi di poter servire nelle giurie popolari, i cui membri furono rigorosamente limitati agli elettori. Anche se le contestazioni di tali costituzioni giunsero fino alla Corte suprema degli Stati Uniti d'America con "Williams contro Mississippi (1898) e successivamente con Giles contro Harris (1903) le disposizioni statali rimesero inalterate.

Il linciaggio di Will James (un "negro" accusato di aver assalito un'adolescente bianca) avvenuto a Cairo (Illinois) l'11 novembre del 1909 in mezzo ad una folla esultante[33]

La maggior parte dei linciaggi a cavallo tra i due secoli furono per la stragrande maggioranza di afroamericani del Sud[9][34]. Le altre vittime compresero gli immigrati bianchi e, negli Stati Uniti sud-occidentali, i Latinos. Delle 468 vittime di linciaggio in Texas tra il 1885 e il 1942 339 erano nere, 77 bianche, 53 ispaniche e 1 dei nativi americani[35].

Gli omicidi riflettevano le tensioni presenti nel mercato del lavoro e i mutamenti sociali, in quanto i bianchi imponevano le Leggi Jim Crow, la legalizzazione della segregazione razziale negli Stati Uniti d'America e la supremazia del potere bianco. I linciaggi costituirono anche un indicatore della lunga pressione economica causata dal calo dei prezzi del cotone (fibra), così come la depressione finanziaria degli anni 1890 (con un picco dato dal "Panico del 1893"), Nelle zone inferiori del Mississippi ad esempio i linciaggi aumentarono quando i pagamenti per i raccolti dovevano essere distribuiti[36].

Il linciaggio di Laura Nelson (accusata di furto e omicidio) a Okemah (Oklahoma): 25 maggio del 1911. La donna fu rapita assieme al figlio quattordicenne dalla prigione dove si trovava detenuta in attesa di un equo processo (vedi Linciaggio di Laura e Lawrence Nelson)[37][38].

La fine del XIX secolo e l'inizio del XX nel Delta del Mississippi rivelarono sia l'influente presenza della "frontiera americana" sia le azioni dirette atte alla repressione degli afroamericani. Dopo il 1865 il 90% della regione era ancora del tutto sottosviluppata[36]; sia i bianchi che i neri migrarono fin lì per poter avere la possibilità di acquistare i terreni posti ai margini delle contee. Era un territorio selvaggio in gran parte boschivo e privo di strade di accesso e di uscita[36]. Prima dell'inizio del XX secolo i linciaggi rappresentarono spesso una forma di "Giustizia di frontiera" rivolta sia contro i lavoratori precari e stagionali sia contro gli stessi residenti[36].

Migliaia di lavoratori vennero fatti arrivare sul Delta dai coltivatori per la produzione di legname e per lavorare sugli argini dei fiumi e alla manutenzione delle dighe. I bianchi furono linciati ad un tasso del 35,5% superiore alla loro effettiva percentuale abitativa, spesso accusati di reati contro la proprietà, soprattutto di furto. Per tutta l'epoca della "Frontiera del Delta" i neri vennero linciati ad un tasso inferiore rispetto alla loro percentuale di popolazione, a differenza che nel resto del profondo Sud: nella metà dei casi accusati di omicidio o tentato omicidio e per il 15% di stupro[36].

Esiste un chiaro modello stagionale del linciaggio, con i mesi più freddi che furono anche i più letali. Il costante deprezzamento del cotone per tutti gli anni 1880 e 1890 accrebbe di molto le pressioni economiche: "da settembre a dicembre si sceglieva e raccoglieva il cotone, i debiti venivano rivelati e gli utili (o le perdite) realizzati... Sia la conclusione di vecchi contratti o la discussione di nuovi accordi [tra i proprietari e gli inquilini] condussero spesso ad aperti conflitti proprio in questi mesi e, a volte, esplosero in atti di violenza incontrollabile""[36].

Proprio durante l'inverno venne citato maggiormente l'omicidio come causa scatenante del linciaggio. Dopo il 1901, mentre l'economia si sviluppava ed un sempre maggior numero di neri divennero affitturari e mezzadri nel Delta, tranne poche eccezioni solo gli afromericani furono sottoposti a linciaggio. La frequenza aumentò dal 1901 al 1908, dopo che i neri subirono la segregazione razziale e la perdita dei diritti civili: "All'inizio del XX secolo il vigilantismo del Delta si praticò infine congiuntamente al potere bianco"[39].

Conclusioni di numerosi studi svolti fin dalla metà del XX secolo trovarono le seguenti variabili che influenzarono il tasso di linciaggi nel Sud: "i linciaggi erano più numerosi dove la popolazione afroamericana era relativamente grande, dove l'economia agricola era basata prevalentemente sul cotone, dove la popolazione bianca era economicamente stressata, dove il Partito Democratico era più forte e dove molte congregazioni religiose cominciarono ad entrare in aperta competizione"[40].

Illustrazione del 1912 che mostra il linciaggio di New Orleans scatenato nel 1891 contro gli italoamericani.

Altre etnie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Linciaggio di New Orleans.

A seguito della loro sempre più massiccia immigrazione a partire dalla fine del XIX secolo gli italoamericani cominciarono ad essere assunti nel Sud per mansioni di fatica. Il 14 marzo del 1891 11 di questi immigrati italiani vennero linciati a New Orleans per il loro presunto ruolo svolto nell'assassinio di David Hennessy, uno dei capi della polizia cittadina di origini irlandesi[41]: questo incidente costituisce a tutt'oggi uno dei più gravi episodi di linciaggio di massa dell'intera storia statunitense[42].

Nel corso di tutti gli anni 1890 venti italiani subirono il linciaggio; anche se la maggior parte di questi avvenne nel profondo Sud gli italiani non rappresentarono la maggioranza degli immigrati né una parte considerevole della popolazione nel suo complesso. Altri episodi isolati di linciaggio di italiani si verificarono a New York (Stato), in Pennsylvania e in Colorado.

In modo particolare nel West le minoranze composte dai cinesi, dagli indo-americani e dagli orientali in generale, assieme ai nativi americani e ai messicani, furono vittime di linciaggio; i crimini commessi contro i messicano-statunitensi negli Stati Uniti sud-occidentali sono stati molto trascurati dalla storiografia ufficiale la quale ha concentrato la maggior parte della propria attenzione sul trattamento degli afroamericani nel Sud.

La Tuskegee University, che ha prodotto le documentazioni più complete, ha registrato le vittime come negro, bianco, cinese e solo occasionalmente come messicano o indiano, ma li ha riuniti in due solo categorie, ovvero "nero" e "bianco" nei conteggi pubblicati: le vittime di linciaggio messicane, cinesi e nativo americane sono state tutte classificate nella categoria "bianco"[43][44].

I ricercatori contemporanei hanno stimato in 597 il numero dei messicani fatti linciare tra il 1848 e il 1928, ad un tasso di 27,4 linciaggi per ogni 100.000 abitanti tra il 1880 e il 1930; questa statistica è seconda solo a quella della comunità afroamericana, che ha sopportato una media di 37,1 linciaggi per ogni 100.000 abitanti nel corso dello stesso periodo[45].

I cadaveri di Ernest Harrison, Sam Reed e Frank Howard appesi a una trave nella segheria di Wickliffe (Kentucky) l'11 settembre del 1911.

Applicazione delle "Leggi Jim Crow" (1876-1965)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il 1876 la frequenza del linciaggio diminuì fino al termine del secolo. I bianchi Democratici avevano ripreso il pieno controllo politico delle legislazioni statali in tutto il Sud; il linciaggio divenne una forma di punizione extragiudiziale utilizzato dalla società nel suo insieme per terrorizzare i liberali. I Repubblicani meridionali tentarono al Congresso degli Stati Uniti d'America di proteggere il diritto di voto dei neri mettendo in campo le truppe federali per la sua piena esecuzione.

Ma l'impegno preso dal Congresso per far eleggere alla carica di presidente degli Stati Uniti d'America Rutherford Hayes, repubblicano dell'Ohio, nel 1876 (nonostante la sua sconfitta nei voti popolari contro Samuel Tilden) incluse anche la promessa di porre fine alla militarizzazione del Sud. La coalizione dei "Redeemers", molti dei quali erano già stati membri di gruppi paramilitari come "White Cappers", i "Knights of the White Camelia", la "White League" e le "Red Shirts" che sostenevno i bianchi Democratici, usarono i mezzi della violenza e dell'assassinio terroristico per impedire ai neri e ai Repubblicani del Sud di votare al fine di riprendere il controllo degli Stati.

Linciaggio di Jesse Washington: il cadavere penzolante da un albero dopo essere stato gravemente ustionato in mezzo alla folla compiaciuta. Waco (Texas), 16 maggio del 1916.

Il linciaggio rappresentò una manifestazione pubblica del potere bianco, oltre che un mezzo per esercitare il controllo sociale; le tensioni razziali ebbero eminentemente basi economiche. Nel tentativo di ricostruire l'economia delle piantagioni i proprietari terrieri si rivelarono ansiosi di controllare la forza lavoro; inoltre la depressione economica si acuì ed il deprezzamento del cotone continuò per tutti gli anni 1890.

Una forte carenza di manodopera si verificò in molte parti del profondo Sud, soprattutto nel Delta fluviale del Mississippi il quale venne rapidamente trasformato per l'agricoltura. I tentativi di reclutare lavoratori immigrati non riuscirono, in quanto la maggior parte di loro abbandonò poco dopo essere stati assunti; i linciaggi si verificarono quando gli agricoltori tentarono di terrorizzare i lavoratori - specialmente quando sopraggiungeva il tempo della paga e questi non furono in grado di distribuire i salari - e di impedir loro di andarsene.

Più dell'85% delle licenze concesse nel primo periodo post-1865 furono per terreni negli Stati sudisti. Con la pressione economica ed il prezzo basso del cotone il 1892 rappresenò un anno di punta, con 161 afroamericani linciati; l'applicazione delle Leggi Jim Crow a partire dagli anni 1890 completò la ripresa della suremazia bianca in tutto il Sud. Il terrore e il linciaggio furono utilizzati per far rispettare sia le legislazioni ordinarie che tutta una serie di regole di condotta non scritte intese a sostenere la supremazia bianca.

La frequenza dei linciaggi aumentò durante gli anni di carestia e di profonda depressione economica, dimostrando che le tensioni sociali generarono i catalizzatori per la persecuzione delle classi sociali più basse e di strato popolare[46]. I ricercatori hanno studiato diversi modelli per determinare le motivazioni dei linciaggi; uno studio sui tassi di linciaggio dei neri nelle contee meridionali tra il 1889 e il 1931 ha trovato una correlazione con la concentrazione di neri in certe zone specifiche del profondo Sud: dove la popolazione nera era più concentrata vi erano anche tassi di linciaggio più alti. Tali aree avevano anche un particolare mix di condizioni socioeconomiche, con un'alta dipendenza dalla coltivazione del cotone[47].

L'ideologia del linciaggio da parte dei bianchi fu direttamente connessa alla negazione dell'uguaglianza politica e sociale e alle paure sessuali degli uomini bianchi; ciò fu ben espresso da Benjamin Tillman, governatore della Carolina del Sud e senatore democratico, quando declamò nel'aula del Senato degli Stati Uniti d'America nel 1900:

« "noi del Sud non abbiamo mai riconosciuto il diritto del negro di governare gli uomini bianchi e non vogliamo che questo accada mai. Non abbiamo mai creduto di essere uguali a loro e non sottostiamo alla gratificazione della sua lussuria sulle nostre mogli e le nostre figlie senza linciarli"[48]. »

Il linciaggio pubblico del diciassettenne afroamericano Henry Smith nel 1893 a Paris, Texas.

Henry Smith, un adolescente tuttofare afroamericano con problemi di alcolismo, venne accusato di aver ucciso Myrtle Vance - figlia di tre anni di un poliziotto texano - e divenne così una delle vittime più note della "Legge di Lynch", a causa della ferocia dell'aggressione e del particolare accanimento che si usò contro di lui[49]. Fu linciato a Paris, Texas nel 1893 dopo che il poliziotto lo aveva assalito[50]; Smith non fu mai giudicato da un legittimo tribunale. Una folla enorme si radunò per assistere al linciaggio, come era allora uso comune, in uno stile perfetto da esecuzione pubblica. Venne incatenato ad una piattaforma di legno, subendo per 50 minuti una tortura con sbarre di ferro incandescente e bruciato vivo, mentre più di 10.000 spettatori applaudirono[49].

La stragrande maggioranza dei partecipanti alla folla assassina dei linciatori non è mai stata condannata dai tribunali locali e molto raramente perseguita o processata. Verso la fine del XIX secolo le giurie popolari nella maggior parte degli Stati Uniti meridionali erano composte esclusivamente da bianchi perché gli afroamericani erano stati esclusi e segregati dal voto e solo i votanti registrati potevano servire da giurati. Spesso le giurie non lasciarono mai proseguire l'inchiesta oltre i primi accertamenti.

Taluni casi si verificarono anche nel Nord. Nel 1892 un ufficiale di polizia a Port Jervis (New York (Stato) si provò ad impedire il linciaggio di un uomo nero che era stato accusato di aver assalito una donna bianca; la folla infeocita reagì mettendo un nodo scorsoio intorno al collo del poliziotto per intimidirlo completò l'uccisione del "negro". Anche se all'inchiesta l'ufficiale riuscì ad identificare otto delle persone che avevano partecipato al linciaggio, incluso l'ex capo della polizia, la giuria stabilì che l'omicidio era stato compiuto "da una o più persone rimaste sconosciute"[51].

Linciaggio di Duluth del 1920. Cartolina commemorativa che mostra la folla soddisfatta in mezzo ai tre afroamericani impiccati a Duluth (Minnesota) il 15 giugno del 1920.

A Duluth (Minnesota) il 15 giugno del 1920 tre giovani operai afroamericani di un circo itinerante vennero linciati dopo essere stati accusati di aver violentato una donna bianca ed essere stati imprigionati in attesa di un'audizione della giuria; l'esame medico non trovò alcuna prova di stupro o aggressione sessuale. Il presunto "motivo" e l'azione seguente condotta dalla folla omicida furono pienamente coerenti con il modello di "polizia comunitaria". Il libro The Lynchings in Duluth (2000) di Michael Fedo ha documentato con esattezza gli eventi[52].

Sebbene la retorica che circondò i linciaggi suggerì pesso e volentieri di voler ergersi a protezione della "virtù" e della sicurezza delle donne bianche, le azioni fondamentalmente nacquero sempre dai tentativi dei bianchi americani di mantenere il dominio in una società in rapida evoluzione e dalle loro paure nei confronti degli inevitabili cambiamenti sociali[53]. Le vittime furono i capri espiatori della folla di "razza bianca" intenta ferocemente a controllare l'agricoltura, il lavoro e l'educazione, nonché una reazione alle sollecitazioni economiche durante le crisi quando i prezzi del cotone diminuirono drasticamente.

Secondo un articolo della rivista Time del 2 aprile 2000:

« "c'erano linciaggi negli Stati Uniti d'America medio-occidentali e negli Stati Uniti d'America occidentali, soprattutto contro gli asioamericani, i messicano-statunitensi e i nativi americani, ma è stato nel profondo Sud che la pratica si è trasformata in un'istituzione semi-ufficiale di terrore razziale nei confronti degli afroamericani: in tutti gli ex Stati Confederati d'America i neri sospettati di aver commesso un qualche crimine contro i bianchi - o addirittura "reati" come quello di aver abbandonato l'auto di un uomo bianco o aver protestato contro un linciaggio - furono torturati, impiccati e bruciati a morte davanti a migliaia di persone soddisfatte. Nel suo saggio intitolato Without Sanctuary lo storico Leon Litwack scrive che tra il 1882 e il 1968 almeno 4.742 persone sono state barbaramente ammazzate in questo modo"[54]. »

Linciaggio di Jesse Washington: la parte anteriore e posteriore di una cartolina postale che mostra il cadavere carbonizzato del ragazzo in mostra a Robinson (Texas), dopo che era stato linciato nella vicina Waco, il 16 maggio del 1916.

Registrazioni fotografiche e cartoline ricordo[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inizio del XX secolo il linciaggio divenne uno sport fotografico; la gente cominciò ad inviare cartoline con le immagini dei linciaggi a cui aveva assistito. Un giornalista della rivista Time ebbe a rilevare nel 2000 che:

« "neppure i nazisti ebbero tanta fretta di vendere i propri souvenir di Auschwitz, invece le scene di linciaggio si sono sviluppate presto in un sottogenere in rapida espansione dell'industria della cartolina. Nel 1908 il commercio era cresciuto così tanto e la pratica di inviare cartoline con le vittime degli assassini di massa era diventata talmente repulsiva da costringere il Direttore generale delle poste degli Stati Uniti d'America a vietarle dalla corrispondenza"[55]. »

Cartolina ricordo del linciaggio del sedicenne Lige Daniels avvenuto a Center (Texas) il 3 agosto del 1920.

Nel periodo post-Ricostruzione in tutto il Sud le foto dei linciaggi vennero stampate per vari scopi, tra cui farne cartoline postali, immagini per i giornali e "ricordi dell'evento"[56]. Generalmente tali immagini rappresentarono una vittima afroamericana e parte della folla che aveva assistito o partecipato all'assassinio; tra gli spettatori s'inclusero spesso anche donne e bambini. Ma anche così gli autori dei crimini non vennero mai né identificati né tanto meno perseguiti[57]; ad uno di questi episodi criminali si dice che abbiano presenziato più di 15.000 persone[56].

Spesso la volontà di linciare fu pubblicizzata sui giornali prima dell'evento, così da dare ai fotografi la possibilità di giungere in anticipo per preparare le proprie attrezzature[58]; dopo i linciaggi i fotografi avrebbero potuto vendere le proprie immagini come illustrazioni e cartoline, che costarono fino a 50 cent. al pezzo: a partire dal 2016 il loro valore di mercato è di 9 dollari l'una[57].

Anche se alcune delle fotografie vennero vendute come semplici stampe, altre contennero anche delle didascalie; queste costituirono o semplici dettagli, come l'ora, la data e le ragioni del linciaggio, ma altre contennero polemiche o poesie con commenti razzisti o altrimenti minacciosi[58]. Un esempio di ciò è dato da una cartolina allegata al poemetto spritual-religioso Dogwood Tree[59], che dice: "il negro ora/con grazia eterna/deve imparare a rimanere nel posto del negro./Nel Sud soleggiato, la terra del libero-affitto, la SUPREMAZIA BIANCA durerà per sempre"[60].

Sei uomini afroamericani linciati nella Contea di Lee, Georgia (Stati Uniti d'America), il 20 gennaio del 1916.

Tali cartoline con retorica esplicita vennero tipicamente fatte circolare in privato o fatte inviate dentro una busta sigillata[61]. Altre volte tali immagini inclusero semplicemente la parola "AVVERTIMENTO"[58].

Nel 1873 fu approvato e promulgato il primo "Comstock Act", atto legislativo che vietò la pubblicazione di "materiale osceno e la sua circolazione attraverso il mezzo postale"[58]; nel 1908 venne aggiunta la sezione 3893 la quale affermava che il divieto includeva anche materiale "tendente ad incitare l'incendio doloso, la tortura e l'omicidio"[58]. Anche se non si vietò esplicitamente la diffusione di foto o cartoline dei linciaggi, vennero proibiti i testi e le poesie esplicitamente razziste scritte in alcune di queste stampe. Secondo alcuni tali testi furono ritenuti maggiormente incriminanti e causarono la loro rimozione dal servizio postale, più della foto stessa, poiché il testo rese "troppo esplicito ciò che doveva invece rimanere implicito nei linciaggi" (ossia il razzismo)[58].

Alcune città s'imposero un'autocensura sulle foto dei linciaggi, ma la sezione 3893 fu la prima tappa che condusse verso una censura nazionale[58]. Nonostante l'imposizione di divieto la distribuzione di fotografie e cartoline proseguì; sebbene non venissero venute apertamente, la censura rimase inorata quando la gente inviò il materiale in buste ricoperte da una copertina postale[61]. In Without Sanctuary (2000)[62], un libro che raccoglie 145 "cartoline ricordo" dei linciaggi composto da James Allen, il Premio Pulitzer per la storia Leon Litwack ha scritto:

« "non si trattava dell'esplosione di uomini impazziti o barbari incontrollati, ma del trionfo di un sistema di credenze che definiva un popolo meno umano di un altro: per gli uomini e le donne che compongono queste folle, come per coloro che rimasero in silenzio e indifferente o che ha fornito spiegazioni erudite e scientifiche, questo è stato l'ideale più alto nel servizio della loro razza: si devono solo vedere le espressioni pienamente soddisfatte di sé sui loro volti, che posano sotto il negro impiccato o accanto ai resti carbonizzati di un negro che era stato bruciato vivo.

Ciò che rimane più inquietante di queste scene è la scoperta che gli autori dei reati erano persone ordinarie, non così diverse da noi stessi: mercanti, contadini, lavoratori, operatori di macchina, insegnanti, medici, avvocati, poliziotti, studenti; erano uomini e donne di famiglia, gente buona che andava in chiesa, che credeva che tenere i neri al loro posto non era altro che il controllo dei parassiti, un modo per combattere un'epidemia o un virus che, se non controllato, si sarebbe rivelato dannoso per la salute e la sicurezza dell'intera comunità"[1]. »

Il linciaggio di Bennie Simmons[63], imbevuto di olio di catrame prima di essere dato alle fiamme. 13 giugno del 1913, Anadarko (Oklahoma).

Resistenza[modifica | modifica wikitesto]

Gli afroamericani emersero dalla guerra di secessione americana con l'esperienza politica e la statura per resistere gli attacchi omicidi, ma la segregazione razziale negli Stati Uniti d'America e l'imposizione delle Leggi Jim Crow in tutto il profondo Sud fino ad oltre la metà del XX secolo li esclusero in una maniera che sembrò essere definitiva sia dal sistema politico che da quello giudiziario. Le organizzazioni di appoggio compilarono statistiche e pubblicizzarono le atrocità commesse, oltre all'impegno a favore dei diritti civili e per la promulgazione di una legge federale anti-linciaggio.

Fin dai primi anni del 1880 Chicago Tribune pubblicò le classifiche dei linciaggi con statistiche annuali; questo lavoro fornì la fonte principale delle raccolte di documentazione della Tuskegee University: il linciaggio fu una pratica che continuò fino al 1968.[64].

Già nel 1892 la giornalista afroamericana ed esponente di punta del femminismo negli Stati Uniti d'America Ida B. Wells rimase letteralmente sconvolta quando tre suoi amici di Memphis (Will Stewart e Calvin McDowell)[65] subirono il linciaggio; il negozio di alimentari di cui erano proprietari aveva fatto concorrenza con successo contro un negozio di proprietà bianca. Indignata Wells iniziò una campagna globale anti-linciaggio la quale ebbe il merito di accrescere la consapevolezza di questi crimini.

Fece anche un'opera d'indagine sui linciaggi e rovesciò l'idea comune che li voleva basarsi su presunti crimini sessuali commessi dai neri; scoprì invece che si trattava molto più di uno sforzo fatto nel tentativo di sopprimere i neri che potevano oramai competere economicamente con i bianchi. Come risultato della sua opera di informazione le donne nere inziarono ad attivarsi nella crociata anti-linciaggio, spesso sotto forma di associazioni che raccolsero fondi per pubblicizzare gli abusi. Quando si costituì la National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) nel 1909 Wells entrò a far parte della sua leadership multirazziale: il NAACP iniziò così a pubblicare le statistiche dei linciaggi dalla loro sede a New York[66].

Nel 1898 il giornalista afroamericano Alexander Manly di Wilmington (Carolina del Nord) contestò direttamente le idee popolari sul linciaggio in un editoriale del suo quotidiano The Daily Record (allora ritenuto essere l'unico quotidiano nero della nazione); osservò che le relazioni che svolgevano tra donne bianche e uomini neri erano consensuali, oltre al fatto che molti di questi ultimi avevano padri bianchi. I suoi riferimenti alla mescolanza razziale sollevarono il velo della negazione e del rifiuto; i bianchi si sentirono oltraggiati ed una folla di delinquenti distrusse la sede del giornale, scacciò i leader neri dalla città e ne uccise molti altri rovesciando, in un'autentica insurrezione armata, il governo repubblicano guidato da un consiglio di maggioranza bianco. Manly fu costretto a fuggire e andare a rifugiarsi a Filadelfia[67].

Nel 1903 il principale scrittore dell'Ohio, Charles Waddell Chesnutt, pubblicò il suo articolo intitolato Disfranchisement of the Negro; esso descrisse in dettaglio tutti gli abusi contro i diritti civili perpetrati dai bianchi americani: tutti gli Stati sudisti approvarono leggi e costituzioni le quali nella loro essenza discriminavano fortemente i neri dal tessuto civile della società, escludendoli dal sistema politico e negando loro il diritto allo studio. Chesnutt pubblicizzò la necessità di radicali cambiamenti nel Sud; molti altri scrittori ne seguirono l'esempio facendo appello al pubblico letterato[68].

Nel 1904 Mary Church Terrell, prima presidentessa della "National Association of Colored Women Clubs" (NACWC) fece pubblicare un proprio articolo nell'influente rivista North American Review per rispondere al Dixie Thomas Nelson Page (futuro capo dell'ambasciata statunitense in Italia); analizzò e confutò con dati alla mano la sua tentata giustificazione del linciaggio come risposta alle immaginarie aggressioni a sfondo sessuale compiute da uomini neri su donne bianche. Teller mostrò come gli apologi alla Page avessero cercato di razionalizzare le reazioni bestiali delle folle bianche, che assai raramente basarono il loro odio razziale su accuse di aggressione[69].

Nel gennaio del 1912 il linciaggio di una donna e di tre uomini neri avvenuta ad Hamilton (Georgia), sede della Contea di Harris (Georgia), attirò l'attenzione nazionale della stampa la quale espresse un sentimento di offesa diffusa. Dusky Crutchfield, Eugene Harrington, Burrell Hardaway e Johnnie Moore[70] erano stati trattenuti dalla polizia per essere interrogati sulla morte di un proprietario terriero bianco; non furono mai neppure arrestati e si accertò in seguito la loro completa estraneità ai fatti[71]. La copertura mediatica data dalla maggior parte dei giornali locali bianchi però fin dall'iniziò condannò i quattro senza appello; l'inserzionsta di Montgomery Advertiser, il giornale di Montgomery (Alabama), non riuscì neppure a riportare correttamente i loro nomi[72].

Grande migrazione[modifica | modifica wikitesto]

In quello che è stato interpretato come un atto di resistenza di massa, decine di migliaia di afroamericani abbandonarono il profondo Sud ogni anno, soprattutto dal 1910 al 1940, alla ricerca di posti di lavoro e di migliori condizioni di vita nelle città industriali degli Stati Uniti d'America nord-orientali e degli Stati Uniti d'America medio-occidentali in un enorme movimento che è stato battezzato "Grande migrazione afroamericana"[53].

Più di un milione e mezzo di persone si spostò verso Nord; rifiutarono di vivere sotto le regole della segregazione e la continua minaccia della violenza e molti di loro riuscirono ad assicurare una migliore educazione e futuro sia per se stessi che per i propri figli, adattandosi alle esigenze drasticamente diverse delle città industriali. Società come la Pennsylvania Railroad, i magazzini per gli imballaggi della carne di Chicago e Omaha (Nebraska), assunsero massiciamente i migranti. Nel 1923 la "Pennsylvania Railroad" aveva assunto 10.000 uomini neri provenienti dalla Florida e dalla Georgia (Stati Uniti d'America) per lavorare nei loro cantieri e piste ferroviarie in piena espansione[73].

Azione federale contrastata dal "Solid South"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1900, quando il 56° Congresso degli Stati Uniti d'America considerò le proposte per la ripartizione dei suoi seggi tra i 45 Stati a seguito del Censimento degli Stati Uniti d'America del 1900, il rappresentante Edgar D. Crumpacker dell'Indiana presentò una relazione indipendente la quale esortava a non concedere i seggi ai membri degli Stati sudisti a causa del gran numero di elettori a cui aveva annullato i diritti civili. Egli osservò che ciò era previsto nella 2ª sezione del XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America il quale prevedeva la perdita della rappresentanza da parte di quegli Stati che riducevano il suffragio per cause razziali[74]; ciò suscitò l'opposizione concertata del blocco Democratico del Sud e il tentativo fallì.

Tra il 1896 e il 1900 la Camera dei rappresentanti (Stati Uniti d'America) a maggioranza Repubblicana agì in più di 30 casi nel tentativo di far annullare i risultati elettorali in tutti quegli Stati sudisti in cui il comitato elettorle aveva concluso che "gli elettori neri erano stati esclusi a causa i frodi, violenze o intimidazioni". Ma nei primi anni del 1900 la proposta cominciò a recedere; i Democratici ottennero infatti la maggioranza la quale includeva anche tutte o quasi le delegazioni meridionali che rimanevano solidamente nelle mani Democratiche.

Il presidente degli Stati Uniti d'America Theodore Roosevelt fu uno dei più noti politici anti-linciaggio.

Il presidente Theodore Roosevelt (1901-1909) rese delle dichiarazioni pubbliche fortemente anti-linciaggio nel 1903, dopo l'omicidio di George F. White[75] avvenuto in Delaware, oltre che nel suo sesto Discorso sullo stato dell'Unione (Stati Uniti)annuale nel 1906. Quando il presidente insinuò che il linciaggio fosse un'attività attraente nelle Filippine i senatori meridionali (tutti bianchi democratici) dimostrarono tutto il proprio potere di ostruzionismo durante la revisione del Philippines Bill. Nel 1903 Roosevelt si astenne dal commentare il linciaggio durante le sue campagne politiche al Sud.

Roosevelt fece però pubblicare una lettera scritta al governatore dell'Indiana Winfield T. Durbin nell'agosto del 1903 la quale dichiarava:

« "mio caro governatore Durbin... mi permetto di ringraziarti come cittadino americano per il modo ammirevole in cui hai giustificato la maestà della legge con la tua recente azione in riferimento al linciaggio... Tutti gli uomini pensanti devono sentire la gravità dell'allarme sulla crescita del linciaggio in questo paese, e soprattutto sulle forme particolarmente sconvolgenti così spesso prese dalla violenza di massa quando gli uomini neri sono le vittime - occasioni in cui la folla sembra dare molto più peso non al crimine ma al colore della pelle del criminale... Ci sono alcuni spaventosi punti di vista che, una volta intesi, non possono mai più essere completamente cancellati dalla retina mentale. Il semplice fatto di averli ascoltati implica il degrado... Chiunque, in qualsiasi parte del nostro paese, abbia mai partecipato alla morte di un criminale tramite la terribile tortura del fuoco, deve sempre - dopo - avere il terribile spettacolo del suo lavoro compiuto con le sue stesse mani dentro il suo cervello e anima. Non può più essere lo stesso uomo"[76]. »

Durbin aveva utilizzato con successo la National Guard of the United States per disperdere i linciatori; egli affermò pubblicamente che un qualsiasi afroamericano accusato di omicidio aveva il pieno diritto ad un processo equo. Gli sforzi compiuti da Roosevelt gli costarono il sostegno politico tra i bianchi, specialmente nel profondo Sud; le minacce contro di lui aumentarono tanto che il United States Secret Service gli rinforzò la scorta con numerosi bodyguard[77].

Dalla prima alla seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Atti di resistenza[modifica | modifica wikitesto]

Gli scrittori afroamericani utilizzarono i loro talenti in numerosi modi per pubblicizzare e protestare contro il linciaggio. Nel 1914 la giornalista e insegnante Angelina Weld Grimké aveva già scritto la sua interpretazione sui modi per affrontare la violenza razziale nell'opera teatrale Rachel; venne messa in scena per la prima volta nel 1916. Nel 1915 William Edward Burghardt Du Bois, noto studioso e capo della NAACP di recente costituzione, richiese più drammi di autori neri. Le drammaturghe afroamericane risposero in maniera vigorosa scrivendo ben 10 delle 14 opere anti-linciaggio prodotte tra il 1916 e il 1935; il NAACP istituì un "Comitato Drammatico" per incoraggiare tale lavoro. Inoltre la Howard University, il principale collegio storico nero, istituì un reparto teatrale nel 1920 per incoraggiare i drammaturghi afroamericani. A partire dal 1924 le maggiori pubblicazioni del NAACP, Crisis e Opportunity sponsorizzarono concorsi per incoraggiare la produzione letteraria nera[78].

Una scena del film del 1915 Nascita di una nazione, che mostra il personaggio afroamericano Gus (interpretato dall'attore bianco Walter Long in blackface), mentre sta per essere ucciso dal Ku Klux Klan.

Nuovo Klan[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1915 tre eventi fondamentali evidenziarono le tensioni razziali e sociali presenti: la distribuzione del film muto di David Wark Griffith intitolato Nascita di una nazione; il linciaggio di Leo Frank, gestore di una fabbrica ebreo americano, avvenuto a Marietta (Georgia); la rinascita del Ku Klux Klan nei pressi di Atlanta.

Il film di Griffith del 1915 glorificò l'originale Klan come associazione per la protezione delle donne meridionali durante l'era della Ricostruzione, che rappresentò come un momento di violenza e di corruzione, a seguito dell'interpretazione storica datane dalla Dunning School. La pellicola suscitò grandi controversie; risultò assai popolare tra i bianchi del Sud, venne invece attaccato dal NAACP e da altri gruppi dei diritti civili il che portò alla sua proibizione in alcune città, ma raccogliendo anche molta pubblicità nazionale.

Il linciaggio di Leo Frank avvenuto a Marietta (Georgia) all'alba del 17 agosto del 1915.

Leo M. Frank, un ebreo americano, venne linciato in Georgia (Stati Uniti d'America); era stato condannato nel 1913 per l'omicidio di una ragazza tredicenne impiegata nella sua fabbrica di matite. Vi furono una serie di appelli, ma tutti fallirono. Dopo che il governatore della Georgia John M. Slaton commutò la condanna dall'impiccagione all'ergastolo un gruppo di uomini - la sera del 16 agosto - rapì Frank dal carcere di Milledgeville (Georgia) dopo aver fatto tagliare tutti i cavi telefonici della prigione. Lo trasportarono per 175 miglia fino a Marietta, dove lo linciarono davanti ad una folla di curiosi.

Il 25 novembre, due mesi dopo che Frank era stato linciato, un gruppo guidato da William Joseph Simmons bruciò una grande croce sulla cima di Stone Mountain, inaugurando in tal maniera una rinascita del Ku Klux Klan. All'evento parteciparono 15 membri più alcuni superstiti invecchiati del Klan originale[79].

Il Klan crebbe a causa delle ansie e delle paure degli appartenenti alla "razza bianchi" nei confronti del rapido ritmo dato al cambiamento sociale, della concorrenza economica e delle "pretese" di uguaglianza cvile; si promosse come un'organizzazione fraterna rivolta ai bianchi dei nuovi ambienti urbani. Sia i migranti rurali bianchi che quelli neri si spostarono rapidamente nelle città industrializzate del Sud. Inoltre molti migranti meridionali bianchi e afroamericani si trasferirono a Nord con la "Grande migrazione afroamericana"[80].

Questo brusco cambiamento provocò una grave carenza di manodopera in alcuni Stati del Sud e a ciò si aggiunse un rapido cambiamento di popolazione nelle grandi città industriali degli Stati Uniti d'America nord-orientali e degli Stati Uniti d'America medio-occidentali; essi ricevettero anche un notevole aumento dell'immigrazione proveniente dall'Europa meridionale e dall'Europa orientale.

Una scena del film del 1919 Within Our Gates che mostra il linciaggio dei personaggi del film, Jasper Landry e sua moglie.

Il Klan si sviluppò rapidamente ed ebbe un sempre maggior successo e forza in quelle città che avevano subito il più rapido ritmo di crescita tra il 1910 e il 1930, ad esempio Atlanta; Birmingham (Alabama); Dallas; Detroit; Indianapolis; Chicago; Portland e Denver. Raggiunse un picco di affiliati e di influenza verso la metà degli anni 1920. In alcune città le azioni di vari leader politici volte a pubblicare i nomi dei membri e farli così uscire dal segreto fornì abbastanza pubblicità per farne ridurre drasticamente l'appartenenza[80].

Prosecuzione della resistenza[modifica | modifica wikitesto]

Il NAACP si mise alla testa di una forte campagna nazionale di proteste e di educazione pubblica contro il film Nascita di una nazione, tanto che alcuni governi cittadini ne vietarono la distribuzione; ma questo, come sua conseguenza diretta, non fece altro che pubblicizzare ancor più la produzione e contribuì a creare un ancor maggior numero di pubblico durante le proiezioni del 1919 del successivo The Birth of a Race, ma anche di Within Our Gates, film diretto da Oscar Micheaux. che mostrarono immagini più positive dei neri.

Leonidas C. Dyer fu promotore di un disegno di legge anti-linciaggio e si attivò a favore dei diritti civili a partire dal 1918.

Il 1º aprile del 1918 il rappresentante Repubblicano Leonidas C. Dyer di Saint Louis (Missouri) propose la sua Dyer Anti-Lynching Bill alla Camera; Dyer si preoccupò soprattutto per il fatto che il linciaggio e la violenza di massa violavano palesemente la "regola del diritto" in tutto il Sud. Il disegno di legge avrebbe trasformato il linciaggio in un crimine federale e coloro che vi partecipavano sarebbero dovuti essere perseguiti dal governo.

Disordini razziali di Omaha in Nebraska del 28-29 settembre del 1919. Il corpo oramai carbonizzato di Will Brown dopo essere stato mutilato e bruciato vivo da una folla di linciatori bianchi, qui in "posa-ricordo"[81].

Nel 1920 la comunità nera riuscì ad ottenere che la propria più importante priorità fosse inserita nella piattaforma del Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America) alla sua "National Convention"; il sostegno ad un disegno di legge contro il linciaggio. La comunità nera appoggiò Warren G. Harding alle Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1920, ma rimase delusa quando notò che l'amministrazione si muoveva assai lentamente su questo tema[82].

Dyer rivide ed apportò modifiche alla propria proposta legislativa e la presentò nel 1921 alla Camera; ottenne il via libera il 22 gennaio seguente a causa della "richiesta insistente proveniente a livello nazionale"[82] e fu favorevolmente segnalata dalla "Commissione Giustizia" del Senato degli Stati Uniti d'America; ma l'azione venne ritardata e, in ultima analisi, l'ostruzionismo da parte del fronte Democratico Solid South riuscì a sconfiggerlo a dicembre[83].

Nel 1923 Dyer si recò in un tour per tutti gli Stati Uniti d'America medio-occidentali e gli Stati Uniti d'America occidentali per promuovere la "Legge anti-linciaggio"; lodò il lavoro compiuto fino ad allora dal NAACP nella sua denuncia dei linciaggi al Sud e nel sostegno alla legge federale. Il motto di Dyer fu: "abbiamo appena cominciato a combattere"; la sua operazione contribuì a generale un ulteriore sostegno nazionale. Il suo disegno di legge fu sconfitto due volte al Senato; i Repubblicani non furono in grado di farlo passare per tutti gli anni venti[84].

I disordini razziali di Tulsa scoppiati nel 1921: l'inera citta data alle fiamme.

La resistenza afroamericana al linciaggio condusse anche a fatti assai gravi. Nel 1921 a Tulsa in Oklahoma un gruppo di neri tentò di impedire ad una folla di linciatori di catturare il diciannovenne Dick Rowland dalla prigione ov'era detenuto; in uno contro tra un uomo bianco e un veterano armato afroamericano il primo ebbe la peggio. I bianchi americani come rappresaglia scatenarono una serie di tumulti durante i quali diedero alle fiamme 1.246 abitazioni e ben 200 imprese nel solo distretto di Greenwood, distruggendo interamente quella che era stata fino ad allora una zona fiorente di attività.

I morti confermati furono 39, 26 afroamericani e 13 bianchi; indagini svolte recentemente suggeriscono che il numero dei decessi di afroamericani potrebbe essere stato molto più alto: nonostante ciò Rowland fu salvato e più tardi completamente scagionato (vedi disordini razziali di Tulsa).

La suffragetta Mary Burnett Talbert partecipò alla campagna anti-linciaggio.

Le reti associative di donne afroamericane crebbero costantemente e contribuirono a raccogliere fondi per sostenere le campagne pubbliche di educazione e di gruppo di pressione del NAACP; costituirono anche organizzazioni comunitarie. Nel 1922 la suffragetta e riformatrice sociale Mary Burnett Talbert diresse la "crociata anti-linciaggio" con l'intento di creare un movimento integrato al femminismo contro il linciaggio[69]; si associò col NAACP il qule fece partire una campagna multilivello: per anni utilizzò petizioni, lettere i giornali, articoli, manifesti, la lobby del Congresso degli Stati Uniti d'America e le marce per protestare contro gli abusi i quali continuavano a verificarsi in tutto il profondo Sud e per mantenere il problema all'attenzione dell'opinione pubblica.

Mentre il secondo Ku Klux Klan crebbe rapidamente nelle città che avevano subito grandi cambiamenti sociali ed arrivò ad ottenere un certo peso politico molti leader statali e cittadini, tra cui i capi religiosi bianchi come Reinhold Niebuhr a Detroit, agirono con decisione e parlarono pubblicamente contro l'organizzazione. Alcuni gruppi anti-Klan fecero pubblicare i nomi degli affiliati e, grazie ai loro sforzi, ne ridussero rapidamente la forza propulsiva. Di conseguenza dopo il 1925 nella maggior parte delle aree urbane l'adesione e le organizzazioni correlate al Klan diminuirono rapidamente: le città approvaroro leggi contro l'uso dei mascheramenti e si attivarono in un'opera congiunta di repressione[85].

Nel 1930 le donne bianche del Sud risposero in gran numero all'appello dell'attivista per i diritti civili Jessie Daniel Ames, formando così l'"Association of Southern Women for the Prevention of Lynching" (ASWPL); riuscirono ad ottenere le firme di 40.000 donne a favore dell'impegno contro il linciaggio e per un drastico cambiamento del Sud. La promessa associativa includeva l'affermazione: "alla luce dei fatti non dobbiamo più... permettere a coloro che si propongono la selvaggia vendetta personale di commettere atti di violenza e di illegalità in nome delle donne"[86].

Nonostante le minacce fisiche ricevute e l'opposizione apertamente ostile le leader femministe persistettero con le petizioni, le campagne letterarie, le riunioni e le dimostrazioni pubbliche con l'intento di evidenziarne le questioni[13]. Nel corso degli anni trenta il numero dei linciaggi scese a circa 10 per anno negli Stati sudisti.

Ozie Powell, uno degli "Scottsboro Boys", poco prima di essere operato nel tentativo di rimuovergli la pallottola dalla testa dopo essere stato preso a revolverate dallo sceriffo in Alabama.

In quello stesso periodo anche le organizzazioni comuniste, tra cui un'organizzazione di difesa legale chiamata "International Labor Defense" (ILD), si attivò a sostegno degli sforzi compiuti per far arrestare gli episodi di linciaggio (questo soprattutto ad opera del "The Communist Party USA and African Americans"). L'ILD difese gli "Scottboro boys" e altri tre uomini neri accusati di stupro a Tuscaloosa (in Alabama) nel 1933; in quest'ultimo caso due degli accusati vennero linciati in circostanze che hanno suggerito l'attiva complicità della polizia[26].

Gli avvocati dell'ILD si lasciarono scoraggiare dal linciaggio. Molti sudisti li percepirono come un'"interferenza negli affari locali" e covarono risentimento; in un'osservazione fatta da un investigatore un abitante bianco affermò: "vedere gli ebrei americani di New York diffondere e propagandare le idee comuniste è davvero troppo"[26].

Azione federale e opposizione del Sud[modifica | modifica wikitesto]

Il senatore Edward P. Costigan redasse una proposta di legge anti-linciaggio nel 1934.

I difensori anti-linciaggio come Mary McLeod Bethune e Walter Francis White nel 1932 fecero campagna elettorale a favore del candidato alla presidenza Franklin Delano Roosevelt, sperando che avrebbe prestato il proprio sostegno pubblicamente ai loro sforzi contro il linciaggio. I senatori democratici Robert F. Wagner e Edward P. Costigan redassero un disegno di legge nel 1934 per imporre alle autorità locali di proteggere i prigionieri vittime delle folle dei linciatori; così come la proposta di Dyer anche questa fece del linciaggio un crimine federale, per farlo uscire dall'amministrazione esclusivamente statale.

I senatori sudisti continuarono a mantenere il loro pugno di ferro sul Congresso degli Stati Uniti d'America. A causa della segregazione razziale e delle restrizioni elettorali contro gli afroamericani del Sud da parte dei Democratici all'inizio del XX secolo, i bianchi meridionali per decenni si videro quasi duplicata la rappresentanza al Congresso, rispetto all'effettiva popolazione del Sud. I rappresentanti sudisti sostennero sempre e solo i problemi dei bianchi. A causa dell'anzianità raggiunta attraverso il dominio dei Democratici nella regione, controllarono molti importanti comitati in entrambe le aule parlamentari; si opposero accanitamente a qualsiasi legislazione che collegasse il linciaggio alla supervisione federale. I Democratici bianchi meridionali costituirono un potere formidabile in Congresso fino agli anni sessanta.

Nel corso degli anni trenta praticamente tutti i senatori del Sud bloccarono la proposta di Wagner-Costigan, utilizzando l'ostruzionismo per impedirne la votazione. Alcuni senatori Repubblicani, come il conservatore William Borah dell'Idaho, si opposero al disegno di legge per ragioni costituzionali; sentì che così i aggirava la sovranità statale e, nel 1930, pensò che le condizioni sociali erano ormai mutate tanto da rendere la legge meno necessaria[87]. Vi si oppose ancora nel 1935 e nel 1938; nel frattempo vi furono 22 linciaggi nel 1935 (15 afroamericani), 8 nel 1936 e 2 nel 1939.

Il 26 ottobre del 1934 Claude Neal[88] venne accusato di aver rapito e assassinato la diciannovenne bianca Lola Cannady il 18 ottobre a Greenwood (Florida)[89]; arrestato per il delitto malgrado la mancanza di prove sufficienti per dimostrare la propria colpa oltre un dubbio ragionevole, gruppi di linciatori cominciarono a formarsi con l'intento dichiarato di ucciderlo[90]. Fu rapito dalla prigione in cui si trovava, tortuato, ucciso ed infine mutilato a Marianna (Florida)[90][91]. Il cadavere fu poi appeso davanti al tribunale cittadino prima di essere fatto a pezzi e bruciato[91]: vi furono aggressioni contro i neri in tutta la zona e rivolte[91] .

Un linciaggio avvenuto a Fort Lauderdale in Florida, cambiò sostanzialmente il clima politico a Washington[92]. Il 19 luglio del 1935 Rubin Stacy, un agricoltore affittuario afroamericano senzatetto, bussò alle porte delle case chiedendo cibo; dopo i reclami dei residenti i delegati cittadini misero Stay sotto custodia; una folla di criminali assassini lo rapì dalla prigione e lo ammazzò[93]. Sebbene i volti poterono essere ben identificati in una foto presa sul sito del linciaggio, lo Stato non perseguì mai l'omicidio[94].

L'omicidio di Stacy galvanizzò gli attivisti anti-linciatori, ma il presidente degli Stati Uniti d'America Roosevelt non sostenne la legge federale contro il linciaggio; temette che la sua approvazione gli potese costare i voti del Sud alle Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1936: credette di accontentare la maggiornaza facendosi rieleggere.

Nel 1939 Roosevelt creò l'"United States Department of Justice Civil Rights Division"; fece avviare azioni giudiziarie per combattere il linciaggio, ma queste non produssero alcuna condanna definitiva; almeno fino al 1946[95].

Dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Seconda "Grande migrazione "[modifica | modifica wikitesto]

L'incremento industriale dovuto principalmente alla seconda guerra mondiale agì come fattore trainante nella seconda fase della Grande migrazione afroamericana, a partire dal 1940 e fino al 1970. Complessivamente nella prima metà del XX secolo 6,5 milioni di afroamericani migrarono dal profondo Sud lasciandosi alle spalle i linciatori e la segregazione razziale negli Stati Uniti d'America.

A differenza della prima grande ondata, composta principalmente da lavoratori agricoli rurali, la seconda ondata comprese lavoratori maggiormente istruiti assieme alle loro famiglie; molti migrarono ad ovest dalla Louisiana, il Mississippi e il Texas in direzione della California (stabilendosi a Los Angeles, San Francisco e Oakland), oltre alle grandi città del Nord e centro-occidentali, laddove l'industria bellica reclutò migliaia di operai qualificati.

Azioni federali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1946 la sezione del "Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America sui diritti civili ottenne il primo verdetto di colpevolezza secondo le leggi federali contro un linciaggio: il conestabile della Florida Tom Crews fu condannato ad una multa di 1.000 dollari e a un anno di carcere per violazione dei diritti civili nell'uccisione di un lavoratore agricolo afroamericano.

Un manifesto dell'FBI che chiede informazioni al pubblico sul linciaggio avvenuto nella Contea di Walton (Georgia) offrendo una ricompensa di 12.500 dollari.

In quello stesso anno, il 25 luglio, una marmaglia di uomini bianchi si divertì con il tiro a segno uccidendo due giovani coppie afroamericane nella Contea di Walton (Georgia); questo linciaggio di quattro mezzadri, tra cui un veterano di guerra, scosse l'intera nazione. Questa aggressione omicida fu un fattore chiave nella decisione del presidente Harry Truman di rendere i diritti civili una priorità della sua amministrazione; anche se l'FBI investigò sul delitto, non fu in grado di far avviare alcun processo[95]. Si tratta dell'ultimo linciaggio documentato dalla presenza di una folla di curiosi.

Nel 1947 l'amministrazione Truman pubblicò una relazione intitolata To Secure These Rights la quale sostenne l'opinione di fare del linciaggio un crimine federale, di abrogare i sondaggi patrimoniali sulla concessione del diritto di voto ed altre riforme inerenti i diritti civili; il blocco dei senatori e dei membri del Congresso degli Stati Uniti Democratici del Sud continuò però ad ostacolare i tentativi di promulgazione di una legislazione federale[96].

Nel corso degli anni quaranta il Ku Klux Klan criticò apertamente Truman per i suoi sforzi in direzione della promozione dei diritti civili. In seguito gli storici hanno documentato che il presidente aveva compiuto un breve tentativo di unirsi al Klan nel 1924, quando cioè si trovava al suo picco d'influenza sociale nella sua promozione di "organizzazione fraterna". Quando un funzionario del Klan impose che Truman si impegnasse a non assumere cattolici se fosse stato rieletto come giudice di contea, egli rifiutò; la sua quota d'iscrizione venne restituita e non aderì mai[97].

Linciaggio e "Guerra fredda"[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inizio della Guerra fredda l'Unione Sovietica cominciò a criticare gli USA per la frequenza dei linciaggi dei neri. In un incontro con Truman avvenuto nel 1946 Paul Robeson lo sollecitò ad agire con fermezza contro il linciaggio. Nel 1951 lo stesso Robeson assieme al "Civil Rights Congress" (CRC) fece presentare all'Organizzazione delle Nazioni Unite una relazione intitolata "We Charge Genocide". Essa sostenne che il governo statunitense si era reso colpevole di genocidio a norma dell'art. II della Convenzione sul genocidio in quanto non agì mai sufficientemente duramente contro i linciatori.

Albert Einstein venne sospettato di essere un simpatizzante del comunismo solo perché si schierò a favore del movimento anti-linciaggio.

Negli anni successivi l'FBI si preoccupò più di possibili connessioni comuniste tra i gruppi anti-linciaggio che dello stesso crimine; Albert Einstein fu segnalato come simpatizzante comunista per la semplice ragione che aveva aderito all'"American Crusade Against Lynching" (ACAL) di Robeson[98]. John Edgar Hoover, capo dell'FBI per decenni, rimase sempre particolarmente preoccupato degli effetti del comunismo negli USA; rivolse maggior attenzione alle indagini svolte sui gruppi per i diritti civili - per le loro presunte connessioni comuniste - che alle attività terroristiche del Ku Klux Klan contro i loro membri e i singoli uomini neri.

"Movimento per i diritti civili"[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni cinquanta il movimento per i diritti civili degli afroamericani guadagnò sempre più slancio e visibilità; l'adesione al NAACP aumentò in tutti gli Stati federati degli Stati Uniti d'America e raggiunse una vittoria significativa alla Corte suprema degli Stati Uniti d'America nel 1954, con la sentenza che dichiarò l'istruzione pubblica sottoposta a segregazione razziale come anticostituzionale.

Un linciaggio particolarmente feroce avvenuto nel 1955 scatenò l'indignazione pubblica contro la palese ingiustizia perpetrata contro Emmett Till, un quattordicenne di Chicago che era andato a trascorrere con i parenti le vacanze estive a Money (in Mississippi) e che fu torturato e ucciso solo perché aveva avuto l'ardire di fischiare il proprio apprezzamento nei confronti di una donna bianca. Picchiato con brutalità, gli venne strappato un occhio dalle orbite, sparato in testa ed infine gettato nel fiume Tallahatchie, non prima di avergli attaccato al collo con del filo spinato la pala di una Sgranatrice di cotone pesante 70 libbre. Il cadavere fu ripescato solo dopo tre giorni.

La madre insistette per avere un funerale pubblico con la cassa da morto aperta, affinché tutti potessero vedere bene con i propri occhi in quali condizioni avevano ridotto un ragazzo appena adolescente; volle mostrare alla gente quanto il corpo di Till fosse stato sfigurato dagli "anonimi" criminali. Le notizie e relative fotografie circolarono velocemente per tutto il paese attirando una forte reazione pubblica; l'intera nazione apparve seriamente sconvolta per il fatto che un semplice ragazzino avesse potuto essere stato ucciso per colpa di un incidente tanto banale. La Corte statale incriminò inizialmente due persone le quali furono però rapidamente assolte.

Il poster di "persona scomparsa" creato dall'FBI per aiutare nelle ricerche di Andrew Goodman, James Chaney e Michael Schwerner.

Nel corso degli anni sessanta il Movimento attirò studenti a Sud provenienti da tutto il paese per lavorare all'integrazione dei documenti di registrazione elettorali; l'intervento di persone provenienti da fuori e la minaccia di cambiamenti sociali suscitò paura e risentimento in molti bianchi. Nel giugno del 1964 avvenne l'Assassinio degli attivisti per i diritti civili del Mississippi nella Contea di Neshoba (un nero e due bianchi); si stavano occupando delle indagini per scoprire gli autori dell'incendio di una chiesa nera utilizzata come "Freedom Schools".

Ci vollero sei settimane per rinvenire i corpi nel fondo di una diga costruita solo parzialmente a Philadelphia (Mississippi); James Earl Chaney (21 anni) di Meridian (Mississippi), Michael Schwerner (25 anni) e Andrew Goodman (20 anni) di New York erano stati membri del Congress of Racial Equality (CORE) dedicandosi all'azione diretta non violenta contro la discriminazione razziale. Durante l'inchiesta che ne seguì vennero rinvenuti anche i corpi di numerose vittime anonime di linciaggi degli anni precedenti.

Il governo federale perseguì 18 uomini del Ku Klux Klan per cospirazione con l'intenzione diretta di privare le vittime dei loro diritti civili (secondo la legge del XIX secolo), questo al fine di poter giudicare il triplice delitto alla Corte federale; sette uomini furono condannati ricevendo però solo pene lievi, due furono liberati a causa dell'ostruzione posta dalla giuria e tutti gli altri vennero assolti. Nel 2005 l'ottantenne Edgar Ray Killen, uno degli organizzatori del crimine, è stato nuovamente arrestato in Mississippi e accusato di altri tre omicidi preterintenzionali; ha ottenuto così una condanna a 60 anni di carcere.

Il memoriale dedicato a Viola Liuzzo, attivista bianca per i diritti civili degli afroamericani fatta linciare dal Ku Klux Klan il 25 marzo del 1965 (Contea di Lowndes (Alabama)).

A causa dell'ostilità di John Edgar Hoover e di altri alti esponenti governativi e dei servizi segreti nei confronti del Movimento per i diritti civili degli afroamericani gli agenti dell'FBI vennero utilizzati per diffamare ed accusare falsamente gli attivisti per i diritti civili e gli altri oppositori del linciaggio; un esempio fu la diffusione di false informazioni a mezzo stampa su Viola Liuzzo, vittima di linciaggio nel 1965 a Montgomery (Alabama) per opera del Klan. Si affermò che Viola era stato membro del Partito Comunista degli Stati Uniti d'America, che aveva abbandonato i suoi cinque figli ed infine che era coinvolta in relazioni sessuali extraconiugali con gli afroamericani del Movimento[99].

Dopo il "Movimento per i diritti civili"[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1882 al 1968 quasi 200 proposte di legge anti-linciaggio vennero esaminate dal Congresso degli Stati Uniti d'America e tre di esse passarono la soglia della Camera dei rappresentanti (Stati Uniti d'America); Sette presidenti degli Stati Uniti d'America tra il 1890 e il 1952 invitarono espressamente il Congresso a promulgare una chiara ed esplicita legge federale in tal senso[15]. I disegni di legge non furono mai approvati dal Senato degli Stati Uniti d'America a causa della potente opposizione frapposta dal blocco sudista del partito Democratico (Stati Uniti d'America)[15].

Anche se i linciaggi si diradarono notevolmente per merito del Movimento e grazie al mutamento delle usanze e abitudini sociali, continuarono nonostante ciò sporadicamente a verificarsi. Nel 1981 due appartenenti al Klan a Mobile (Alabama) scelsero casualmente il diciannovenne afroamericano Michael Donald e lo assassinarono tagliandogli la gola; questo come atto di ritorsione per l'assoluzione concessa ad un uomo nero accusato di aver ucciso un ufficiale di polizia. Gli autori dell'efferato delitto, due fratelli, sono stati catturati, perseguiti e condannati.

Un'ingiunzione per 7 milioni di dollari in un procedimento civile contro il Klan è riuscito infine a spazzare via il sottogruppo locale "United Klans of America"[100].

Il presidente degli Stati Uniti d'America (afroamericano) Barack Obama con le due sorelle di James Byrd Jr. e la madre di Matthew Shepard ad un ricevimento dopo il voto del Matthew Shepard Act del 28 ottobre 2009.

Nel 1998 Shawn Allen Berry, Lawrence Russell Brewer e l'ex galeotto John William King hanno assassinato James Byrd Jr. a Jasper (Texas), un afroamericano quarantanovenne padre di un bambino di tre anni che aveva dato loro un passaggio di prima mattina; lo hanno aggredito investendolo con il suo stesso camion[101]: i tre assassini hanno quindi gettato i resti straziati della loro vittima nel cimitero afroamericano cittadino e sono poi andati a farsi un barbecue[102].

Le autorità locali hanno trattato immediatamente l'omicidio come un crimine d'odio ed hanno chiesto l'assistenza dell'FBI. I criminali, due dei quali si sono rivelati essere membri di una gang del potere bianco, sono stati catturati e processati; Brewer e King condannati alla pena di morte e Berry all'ergastolo

Il 13 giugno del 2005 il Senato degli Stati Uniti d'America si è formalmente scusato per il fatto di non aver adottato una legge federale anti-linciaggio all'inizio del XX secolo "quando ciò era più necessario"; prima della votazione la senatrice della Louisiana Mary Landrieu ha osservato: "non può esservi un'ingiustizia simile in tutta la storia americana come questa per la quale il Senato si ritrova ad avere l'unica responsabilità"[103].

La risoluzione, co-sponsorizzata da 80 senatori, è stata approvata con un voto a chiamata nominale, con Thad Cochran Trent Lott del Mississippi tra i venti che hanno invece eccepito delle obiezioni[103]. La risoluzione ha espresso "le simpatie più profonde e i più solenni rimpianti del Senato ai discendenti delle vittime del linciaggio, i cui antenati sono stati privati della vita, della dignità umana e delle protezioni costituzionali concesse a tutti i cittadini degli Stati Uniti"[103].

Scultura eseguita in onore di James Howard Meredith.

Apparizione di nodi scorsoi nel 2017[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado il fatto che lo strumento non fosse del tutto sconosciuto in precedenza - difatti già nel febbraio del 2014 era stato posto un nodo scorsoio al collo della statua dedicata a James Howard Meredith, il primo allievo afroamericano dell'Università del Mississippi[104] - un certo numero di cappi, intesi come minacce o promemoria dei linciaggi degli afroamericani, sono comparsi nel 2017, principalmente nei pressi di Washington[105]:

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Le statistiche attualmente esistenti sui linciaggi sono tradizionalmente provenienti da tre fonti, nessuna delle quali ha riguardato l'intero periodo storico del linciaggio negli Stati Uniti d'America. Prima del 1882 non sono state raccolte statistiche affidabili a livello nazionale; solo in quell'anno il Chicago Tribune cominciò a fare un'operazione sistematica di catalogazione dei linciaggi.

Nel 1908 la Tuskegee University ha iniziato una raccolta accurata dei rapporti sul linciaggio sotto la direzione del sociologo Monroe Work presso il suo "Department of Records", tratta principalmente dalle relazioni pubblicate sui giornali. Work ha fatto circolare le sue prime schede indipendenti nel 1910, anche se la sua raccolta è tornata fino all'inizio dell'anno 1882[116].

Infine, nel 1912, la National Association for the Advancement of Colored People ha avviato una schedatura indipendente dei linciaggi. I numeri di ogni fonte variano leggermente, mentre i dati del "Tuskegee Institute" sono considerati da alcuni sorici come assai prudenti"[53].

L'Istituto Tuskegee ha definito le condizioni che costituivano un linciaggio riconosciuto, una definizione che divenne generalmente accettata anche da altri compilatori dell'epoca: "deve avere prove legali che una persona sia stata uccisa; che deve aver incontrato la morte in modo illegale; che un gruppo di tre o più persone doveva aver partecipato all'uccisione; che il gruppo deve aver agito sotto il pretesto di aver reso un servizio alla causa della giustizia, della razza o della tradizione".

I dati di Tuskegee rimangono la fonte più completa di statistiche e registrazioni su questo crimine a partire dal 1882 per tutti gli Stati federati degli Stati Uniti d'America, anche se la ricerca moderna ha fatto luce su nuovi incidenti nei suoi studi incentrati su Stati specifici rimasti maggiormente isolati[117]. Nel 1959, l'ultima volta che è stata pubblicata la relazione annuale dell'Istituto Tuskegee, a partire dal 1882 avrebbero dovuto essere state uccise un totale di 4.733 persone.

""Fatta eccezione che per il 1955, quando sono stati segnalati tre linciaggi in Mississippi, non ne è stato più registrato nessuno a partire dal 1951. Nel 1945, nel 1947 e nel 1951 ne è stato segnalato uno: il caso più recente segnalato dall'Istituto come linciaggio era quello di Emmett Till, 14 anni, un "negro" che è stato picchiato, colpito a morte e gettato in un fiume a Greenwood (Mississippi) il 28 agosto 1955... Per un periodo di 65 anni, che termina nel 1947, è stato segnalato almeno un linciaggio ogni anno, con il record annuale di 231 omicidi avvenuti nel 1892. Dal 1882 al 1901 i linciaggi sono stati mediamente più di 150 all'anno e, dal 1924 poi si è verificato un netto declino, con non più di 30 casi, avvenuti nel 1926"[118].

Gli oppositori della legislazione anti-linciaggio spesso giustificarono i linciaggi asserendo che essi impedivano l'omicidio e lo stupro ma, come documentato da Ida B. Wells, le accuse di stupro erano presenti in meno di un terzo dei casi; tali voci erano spesso pretesti per linciare i neri che violavano le Leggi di Jim Crow o che erano impegnati in concorrenza economica con i bianchi.

Altre tra le ragioni più comuni fornite includono l'incendio, il furto, l'ggressione e la rapina; trasgressioni sessuali (mescolanza razziale, adulterio, convivenza (relazione interpersonale)); "pregiudizio razziale", "odio di razza", "disturbo razziale" sono tra le altre cause; infine "minacce contro i bianchi" e "violazioni della linea di condotta dei negri" ("prestare attenzione alla ragazza bianca", "fare proposte alla donna bianca")[119].

Il metodo dell'Istituto Tuskegeedi classificare le vittime esclusivamente come "bianco" o "nero" nelle pubblicazioni e nelle sintesi dei dati ha significato che gli omicidi di alcuni gruppi minoritari e di immigrati sono rimasti del tutto oscuri o ignorati. Nel West, per esempio, i messicano-statunitensi, i nativi americani e i cinesi d'oltremare rimasero sempre obiettivi più frequenti dei linciaggi rispetto agli afroamericani, ma le loro morti sono tutte state incluse nella categoria "bianco".

Allo stesso modo sebbene gli immigrati italiani fossero al centro della violenza in Louisiana quando hanno cominciato ad arrivare in numero sempre maggiore, le loro morti non sono state classificate separatamente dai bianchi. Negli anni precedenti i bianchi che erano stati sottoposti al linciaggio furono spesso sospettati di "attività politica sovvervisa" o di essersi schierati dalla parte del liberto, ma rimasero - nella generalità dei casi - considerati membri della comunità in quanto non si trattava di nuovi immigrati[120].

Rappresentazioni nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura e film[modifica | modifica wikitesto]

  • Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, un romanzo del 1885 che rappresenta un tentativo di linciaggio come un episodio minore della trama.
  • Il virginiano (romanzo) di Owen Wister, un romanzo del 1902 sul genere dei romanzi western, si occupa della "Johnson County War" avvenuta nella Contea di Johnson (Wyoming) tra il 1889 e il 1893 e dei linciaggi nel West.
  • L'opera teatrale Rachel di Angelina Weld Grimké (1914) è stato il dramma messo in scena che parla della violenza razziale diretta contro le famiglie afroamericane; è stato pubblicato per la prima volta nel 1916.
  • Seguendo il successo commerciale e critico del film Nascita di una nazione di David Wark Griffith (1915), che ha glorificato il Ku Klux Klan per la sua violenza durante l'era della Ricostruzione, il regista e scrittore afroamericano Oscar Micheaux rispose nel 1919 con il film Within Our Gates. Il punto culminante della pellicola è il linciaggio di una famiglia nera dopo che uno dei suoi membri viene erroneamente accusato di omicidio. Pur essendo stato un completo fallimento commerciale il film è considerato storicamente significativo ed è stato selezionato per la conservazione nella National Film Registry (NFR).
  • L'opera teatrale Climbing Jacob's Ladder di Regina M. Anderson è tutta incentrata sul linciaggio.
  • La breve storia di William Faulkner intitolata Dry September (1931) narra la vicenda di una folla di linciatori che si formava in risposta ad un presunto reato commesso contro una donna bianca.
  • Il libro di Lynd Ward del 1932 intitolato Wild Pilgrimage (si tratta di una serie di stampe in legno senza testo) include tre stampe di linciaggio di diversi uomini neri.
  • Nel musical di Irving Berlin del 1933 intitolato As Thousands Cheer Ethel Waters ha cantato una ballata sul linciaggio, Supper Time. Ella ha scritto nella sua autobiografia del 1951 His Eye Was on the Sparrow che "se una canzone avesse potuto raccontare la storia di un'intera razza, ebbene era quella".
  • Murder in Harlem (1935) del regista Oscar Micheaux è stato uno dei tre film che ha prodotto sulla base degli eventi scaturiti a seguito del controverso processo contro Leo Frank, un ebreo americano settentrionale condannato per l'omicidio di una ragazza di fabbrica di Atlanta. Ha rappresentato il personaggio protagonista come fosse realmente colpevole ed ha ambientato il film a New York, rimuovendo il conflitto Nord-Sud che fu presente in realtà come uno dei pesi maggiori durante il processo. La prima versione era invece un film muto, The Gunsaulus Mystery (1921), mentre Lem Hawkins Confession (1935) è stata anch'essa una pellicola che si ricollegava al processo Frank[121].
  • La storia di John Steinbeck The Vigilante (1936) è retrospettivamente interessata ad un linciaggio a cui ha assistito uno dei personaggi principali. La narrazione si basa su eventi storici, vale a dire i linciaggi avvenuti nel 1933 di John Maurice Holmes e Thomas Harold Thurmond a San Jose, in California, il 16 novembre del 1933[122].
  • Il film Vendetta (film 1937) è stato ispirato anch'esso dal caso Frank; presentava però il personaggio come un cristiano.
  • In Furia (film 1936) l'espatriato tedesco Fritz Lang rappresenta una folla di linciatori che brucia una prigione in cui Joe Wilson (interpretato da Spencer Tracy) è stato detenuto in quanto sospettato di sequestro di persona. Anche questa storia si basa sul linciaggio del 1933 a San Jose. L'allora governatore della California James Rolph si rifiutò di partecipare alla prima proiezione.
  • Nel romanzo del 1940 di Walter Van Tilburg Clark The Ox-Bow Incident (da cui viene tratto Alba fatale nel 1943) si forma un gruppo per trovare l'assassino di un uomo locale; dopo il primo sospetto incentratosi su tre innocenti ladri di bestiame (Abigeato), questi vengono linciati con una palese ingiustizia che colpisce profondamente i due protagonisti. Simboleggiava una difesa in tempo di guerra dei valori degli Stati Uniti, visto che questi si basava sulla legge, contro la caratterizzazione della Germania nazista come ingiustizia di massa.
  • Il romanzo di Harper Lee Il buio oltre la siepe (romanzo) (1960), presenta un uomo nero, Tom Robinson, che è accusato e condannato per violenza sessuale; poco a poco si giunge al linciaggio. Dopo essere stato condannato ingiustamente da una giuria totalmente bianca, Robinson viene ucciso più tardi mentre cerca di scappare dalla prigione. Il romanzo è stato adattato cinematograficamente nel 1962, Il buio oltre la siepe (film), interpretato da Gregory Peck.
  • Going to Meet the Man" (1965) è un racconto di James Baldwin che include il resoconto di un linciaggio particolarmente terribile.
  • Il film Impiccalo più in alto del 1968 è ambientato nel West e include la partecipazione di Clint Eastwood.
  • Il film Mississippi Burning - Le radici dell'odio del 1988 include anche la rappresentazione di un uomo nero che viene linciato.
  • Peter Matthiessen ha descritto numerosi linciaggi nella sua trilogia Killing Mr. Watson (primo volume pubblicato nel 1990), ambientati in Florida alla fine del XIX secolo[123].
  • A Party Down at the Square" (prima pubblicazione nel 1997) è un racconto di Ralph Ellison che descrive un linciaggio dal punto di vista di un ragazzo bianco di Cincinnati[124].
  • Vendetta, un film HBO del 1999 interpretato da Christopher Walken e diretto da Nicholas Meyer, si basa sugli eventi che si sono svolti a New Orleans nel 1891. Dopo l'assoluzione di 18 uomini italoamericani accusati falsamente dell'assassinio del capo della polizia David Hennessy, una folla di linciatori li ha aggrediti, uccidendone 11 a colpu di pistola o tramite impiccagione; il linciaggio di New Orleans è stato uno dei più grandi linciaggi di massa della storia americana.
  • Parade (musical) di Jason Robert Brown racconta la storia di Leo Frank, ebreo americano che è stato linciato in Georgia (Stati Uniti d'America) nel 1915 dopo essere stato condannato per l'omicidio di una giovane operaia in un processo gravemente inficiato da parzialità.
  • Il film The Hateful Eight (2015) di Quentin Tarantino, ambientato nell'Era della Ricostruzione, presenta un finale con una descrizione dettagliata del linciaggio di una donna bianca identificata come una sfuttatrice della classe operaia del profondo Sud, con grafica focalizzata sulla sua sofferenza, provocando qualche dibattito tra i critici. Si tratta di un commento politico sul razzismo e l'odio in America o semplicemente sullo sfruttamento sensazionalistico del sessismo exploitation[125][126][127].

Legislazione[modifica | modifica wikitesto]

Leggi statali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Prefazione
  2. ^ Gonzales-Day, Ken, Lynching in the West, 1850–1935, Durham, NC, Duke University Press, 2006, ISBN 0-8223-3781-9.
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  • Wright, George C. Racial Violence in Kentucky 1865–1940 by George C. Wright. Baton Rouge: Louisiana State University Press, 1990 ISBN 0-8071-2073-1.
  • Wyatt-Brown, Bertram. Southern Honor: Ethics & Behavior in the Old South. New York: Oxford University Press, 1982.
  • Zinn, Howard. Voices of a People's History of the United States; New York: Seven Stories Press, 2004 ISBN 1-58322-628-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]