Era della Ricostruzione

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Rovine di Richmond, in Virginia a seguito della guerra di secessione americana, afro americani liberati che votano per la prima volta nel 1867,[1] Ufficio dell'agenzia dei liberti a Memphis, rivolta di Memphis del 1866

L'Era della Ricostruzione comprese il periodo intercorso tra il 1863 (il 1° termine legale della schiavitù negli Stati Uniti d'America) e il 1877. Nel contesto globale della storia statunitense il termine ha due applicazioni: la 1° riferita al lasso di tempo vissuto dall'intera nazione tra il 1865 e il 1877 in seguito alla guerra di secessione americana (1861-65); la 2° al tentativo di trasformazione socio-economica e politica degli Stati Uniti meridionali dal 1863 al 1877 così come fu stabilito dalle disposizioni adottate dal Congresso[2].

La Ricostruzione pose fine ai resti del nazionalismo confederato e allo schiavismo, donando ai cittadini afroamericani i diritti civili apparentemente garantiti dai 3 nuovi emendamenti costituzionali (inseriti nel più ampio alveo degli Atti di Ricostruzione).

La presidenza di Abraham Lincoln prima e la presidenza di Andrew Johnson poi assunsero ufficialmente delle posizioni moderate volte a ricondurre il profondo Sud nell'Unione il più rapidamente possibile, mentre i parlamentari Radical Republicans ricercarono misure più forti per migliorare la situazione dei liberti, compreso il XIV emendamento, con una contemporanea riduzione dei diritti degli ex confederati, ad esempio con le disposizioni prescritte dalla Wade-Davis Bill.

Andrew Johnson, ex senatore del Partito Democratico e governatore del Tennessee - nonché proprietario di schiavi - seguirà una politica decisamente indulgente nei confronti di quelli che erano stati i "ribelli secessionisti"; gli ultimi discorsi di Abraham Lincoln dimostrano che si stava preparando a sostenere la concessione egualitaria dei diritti civili nei confronti di tutti gli schiavi liberati, mentre a ciò il suo successore rimase fermamente contrario[3].

Le interpretazioni date da Johnson alle politiche di Lincoln prevalsero almeno fino alle elezioni di metà mandato del 1866, a cui seguirono subito dopo esplosioni di violenza contro i neri in molti tra gli ex Stati Confederati d'America tra i quali i disordini razziali di Memhis e il massacro di New Orleans. Nel frattempo la tornata elettorale diede al Partito Repubblicano la maggioranza congressuale, permettendo in tal modo alle frange più Radical di assumere il completo controllo della politica di Ricostruzione con la conseguente rimozione dei sudisti dal potere e la loro sostituzione coni liberti.

Coalizioni Repubblicane bi-razziali conquistarono il governo in quasi tutti gli Stati del Sud, proponendosi di trasformare la sconfitta società agricola dei grandi piantatori creando al suo posto un sistema economico fondato sul lavoro libero, usando il Freedmen's Bureau e facendo un largo impiego dell'United States Army. Si cercò di proteggere i diritti legali dei liberti, negoziando contratti d'impiego e fondando appositamente per loro sia scuole che chiese.

Migliaia di settentrionali giunsero al Sud come missionari, insegnanti, uomini d'affari e politici. I bianchi ostili iniziarono a riferirsi a loro con il nomignolo di Carpetbagger. L'Assemblea, approvate le leggi sui diritti civili, le inviò al presidente per la controfirma; il 1° disegno di legge estendeva l'operatività del "Bureau" - originariamente costituito come organizzazione temporanea incaricata di assistere i rifugiati e gli schiavi liberati -, mentre il 2° definiva tutte le persone nate sul suolo nazionale come naturalmente cittadini con totale parità di fronte alla legge.

Dopo che Johnson pose il veto il parlamento glielo annullò, facendo del Civil Rights Act (1866) la prima importante legislazione della storia americana entrata in vigore attraverso il superamento di un veto presidenziale. I Radical, sempre più frustrati dall'opposizione pregiudiziale attuata da Johnson, presentarono un'accusa formale contro di lui: l'impeachment di Andrew Johnson, ma l'azione fallì per un risicatissimo scarto di voti.

La richiesta di nuove leggi nazionali per la Ricostruzione, innanzitutto il diritto di voto per i liberti, scatenò l'ira dei razzisti bianchi del Sud e dando così origine al Ku Klux Klan: tra il 1867 e il 1869 i "Klansmen" assassinarono Repubblicani dichiarati e liberti in tutto il Sud, compreso il deputato dell'Arkansas James M. Hinds.

La presidenza di Ulysses S. Grant sostenne fortemente la Ricostruzione portata avanti dai Radical e impose la protezione degli afroamericani del Sud attraverso le Enforcement Acts, leggi usate efficacemente per combattere il Klan il quale venne presto sostanzialmente spazzato via; anche se una sua rinnovata incarnazione sarebbe tornata alla ribalta nazionale negli anni 1920.

Il presidente tuttavia non fu in grado di risolvere le crescenti tensioni interne ai Repubblicani, tra i nordisti da una parte e quelli originariamente provenienti dal Sud dall'altra (quest'ultimo gruppo sarebbe stato etichettato come Scalawag da parte degli avversari). Nel frattempo i Redeemers, sedicenti conservatori e in stretta collaborazione con una corrente politica Democratica, si distinsero per la loro fiera opposizione alla Ricostruzione[4].

Si cominciò a denunziare la diffusa corruzione dei "Carpetbagger", l'eccessiva spesa statale e la rovinosa tassazione; intanto il sostegno pubblico alle politiche di Ricostruzione le quali richiedevano una continua supervisione del Sud svanì nel Nord dopo che i Democratici riguadagnarono il controllo della Camera dei rappresentanti (Stati Uniti d'America) a partire dal 1874.

Nel 1877, come parte di un accordo bilaterale per eleggere il Repubblicano Rutherford Hayes alla carica di presidente a seguito delle controverse ed assai dibattute elezioni presidenziali del 1876, le truppe militari non poterono più sostenere i governi statali Repubblicani nel Sud. La Ricostruzione fu un capitolo significativo nella storia del movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896).

Indice

Datazione[modifica | modifica wikitesto]

Nei diversi Stati la Ricostruzione ebbe iniziò e terminò in tempi diversi; la Ricostruzione federale si concluse con il Compromesso del 1877. Negli ultimi decenni la maggior parte degli storici seguì Eric Foner nel datarla a partire dal 1863 (con l'emancipazione e l'esperimento Port Royal) piuttosto che nel 1865[5].

La sua conclusione è invece sempre stata considerata il 1877. Le prime politiche di Ricostruzione furono discusse nel Nord già quando cominciò la guerra di secessione americana, ma inizieranno seriamente subito dopo che venne emesso il Proclama di emancipazione di Abraham Lincoln, entrato in vigore il 1º gennaio del 1863[6].

Tre visioni memorialistiche della guerra civile apparvero nel corso della Ricostruzione:

  1. la visione riconciliatrice, radicata nel proposito di far fronte il prima possibile alle morti e alle devastazioni causate dal conflitto;
  2. la visione suprematista del potere bianco, che incluse il terrore e la violenza sia civile che politica (vedi Storia del Ku Klux Klan);
  3. ed infine la visione emancipazionista la quale ricercò la libertà, la cittadinanza e la piena uguaglianza sociale e costituzionale per tutti gli ex schiavi.

Lo storico Eric Foner sostiene: "ciò che rimane certo è che la Ricostruzione fallì e che per i neri il suo fallimento fu un disastro le cui conseguenze non possono venire bilanciate dai reali successi che inizialmente parvero conseguire[7].

Panoramica[modifica | modifica wikitesto]

Mentre parti sempre più ampie di territorio degli Stati Confederati d'America tornavano sotto il controllo effettivo dell'Union Army la presidenza di Abraham Lincoln prese ad istituire governi "ricostruiti" in Tennessee, nell'Arkansas e nella Louisiana già durante il conflitto in corso. Si cominciarono inoltre a sperimentare nuove soluzioni concedendo il possesso delle terre agli afroamericani nella Carolina del Sud.

Nell'autunno del 1865 la nuova presidenza di Andrew Johnson dichiarò alfine raggiunti gli obiettivi di guerra: la preservazione dell'unità nazionale, la messa al bando definitiva della schiavitù negli Stati Uniti d'America e finanche la Ricostruzione completata. I leader del Partito Repubblicano al Congresso, rifiutando di accettare i termini assai clementi adottati da Andrew Johnson, respinsero i nuovi membri sudisti dell'Assemblea, alcuni dei quali erano stati degli alti funzionari confederati solo pochi mesi prima.

Il presidente ruppe con i Repubblicani dopo aver posto il proprio diritto di veto su due disegni di legge chiave i quali avrebbero dovuto supportare attivamente il "Freedmen's Bureau" e fornito i diritti civili federali ai liberti. Le elezioni di metà mandato del 1866 misero in primo piano nelle discussioni politiche la questione della Ricostruzione, producendo un'ampia vittoria Repubblicana in tutto il Nord e fornendo agli esponenti più Radical un sufficiente controllo congressuale atto a scavalcare i veti di Johnson ed iniziare la loro "Radical Reconstrution" nel 1867[8].

In quello stesso anno l'Assemblea congressuale rimosse i governi civili nel Sud e mise l'ex Confederazione sotto il dominio militare. Gli apparati dell'United States Army fecero condurre nuove elezioni in cui gli schiavi liberati potevano votare (Tranne che nel Tennessee, dove i Repubblicani anti-Johnson erano già al potere.), mentre i bianchi che avevano ricoperto posizioni di primo piano sotto la presidenza di Jefferson Davis vennero temporaneamente esclusi dal diritto di voto e non ebbero il permesso di candidarsi.

In 10 Stati Uniti meridionali - esclusa la Virginia - coalizioni composte da liberti, nuovi arrivati bianchi e neri dal Nord (Carpetbagger) e sudisti bianchi sostenitori della Ricostruzione (Scalawag) cooperarono per creare governi statali bi-razziali Repubblicani. Essi introdussero vari programmi di Ricostruzione, tra cui: finanziare scuole pubbliche statali per gli afroamericani, creare istituzioni caritatevoli per i più bisognosi, aumentare le tasse nei confronti dei possidenti e promuovere i miglioramenti delle infrastrutture pubbliche come il trasporto ferroviario e la navigazione interna.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Ku Klux Klan § Primo KKK e Storia del Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America) § Era della ricostruzione.

Gli oppositori conservatori definirono i regimi Repubblicani corrotti e cominciarono ad istigare alla violenza nei confronti dei liberti e di tutti quei bianchi che li appoggiavano; la maggior parte degli atti violenti di questo periodo venne condotta da membri del Ku Klux Klan, una società segreta finalizzata al terrorismo strettamente alleata con il Partito Democratico meridionale.

Il deputato James M. Hinds dell'Arkansas venne fatto assassinare dal Ku Klux Klan nel 1868. Aveva 35 anni.

Gli affiliati al Klan aggredirono ed intimidirono i neri che cercavano di esercitare i loro nuovi diritti civili, così come i politici Repubblicani del Sud che favorivano l'estensione d quegli stessi diritti. Una delle vittime del Klan assassinate alla vigilia delle elezioni presidenziali del 1868 fu il deputato Repubblicano dell'Arkansas James M. Hinds.

La violenza diffusa in tutto il profondo Sud portò ad un deciso intervento federale nel 1871 durante la presidenza di Ulysses S. Grant il quale riuscirà a sopprimere il Klan. Ciononostante i Democratici bianchi, che si auto-definirono "Redeemers" (redentori) riusciranno a riacquistare il pieno controllo delle istituzioni di tutto il Sud, uno Stato dopo l'altro, facendo un largo uso di brogli elettorali e azioni di aggressione fisica per assicurarsi la vittoria alle tornate elettorali statali.

Una profonda recessione economica nazionale seguita al panico del 1873 (la Grande depressione (1873-1895)) condusse ad importanti guadagni di consensi Democratici anche nel Nord, alla rovina di molti progetti ferroviari nel Sud e ad un sempre più crescente senso di frustrazione in tutto il Nord.

La fine della Ricostruzione fu un processo scaglionato ed il periodo del controllo Repubblicano ebbe a terminare in tempi e con modalità differenti nei vari Stati federati. Con il Compromesso del 1877 l'intervento militare nella politica meridionale cessò ed il controllo Repubblicano crollò anche negli ultimi 3 governi statali del Sud.

Questo stato di cose fu seguito da un periodo che i sudisti bianchi etichettarono come "Redemption", durante il quale le assemblee legislative statali dominate dai bianchi imposero le Leggi Jim Crow e, a partire dal 1890, privarono dei loro legittimi diritti la maggioranza dei neri e finanche dei bianchi poveri; tutto ciò attraverso una combinazione di emendamenti costituzionali statali e di leggi elettorali le quali richiesero una "tassa elettorale" e "test d'istruzione" per poter accedere agli uffici pubblici.

Il disaffrancamento degli afroamericani dopo l'Era della Ricostruzione, la segregazione razziale negli Stati Uniti d'America e le Leggi contro la mescolanza razziale proseguirono di pari passo, debolmente contrastate dal movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896); il linciaggio e il razzismo si fecero vieppiù pratiche quasi comuni di "giustizia sommaria".

La memoria della Ricostruzione da parte dei Democratici del Sud svolgerà un ruolo preponderante nell'imporre l'ideale suprematista del potere bianco e della "cittadinanza di seconda classe" innanzitutto per i neri, ma poco dopo anche nei riguardi dell'immigrazione dall'Europa meridionale: irlandesi americani, ispanici, asioamericani e italoamericani vivranno sulla loro pelle l'esperienza del "razzismo scientifico" in auge e divenuto di gran moda a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

Contemporaneamente anche le prime espressioni del femminismo, dell'eugenetica e del movimento per il controllo delle nascite si troveranno coinvolte nella complessa situazione socio-economica vigente. La cosiddetta "Era Jim Crow" proseguirà fino ad oltre la metà degli anni 1950, per essere debellata solamente dagli atti della presidenza di Lyndon B. Johnson alla vigilia del Sessantotto[9].

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

La Ricostruzione si trovò a dover affrontare il modo in cui gli 11 ex Stati federati ribelli secessionisti del profondo Sud avrebbero recuperato ciò che la Costituzione definisce "una forma di governo fondata sul repubblicanesimo":

  1. come cioè si sarebbero reintegrati politicamente all'interno del Congresso;
  2. se fosse ritenuta preferibile o meno la riconferma dello "status civile" per i leader confederati rimasti maggiormente coinvolti nella secessione;
  3. ed infine la questione inerente lo status costituzionale e legale dei liberti - in particolar modo i loro diritti civili- e se avrebbe dovuto esser loro concesso il diritto di voto.

Su questi temi in tutti gli Stati Uniti meridionali scoppiarono immediatamente vaste e durature polemiche, scatenando dibattiti che spesso sfociarono in azioni di vera e propria lotta armata. Un processo di "Ricostruzione" in qualche modo simile avrà luogo anche negli Stati di confine del Missouri, del Kentucky e della Virginia Occidentale, ma questi non avevano mai lasciato l'Unione e non erano mai controllati dal Congresso.

Gli Atti legislativi e gli emendamenti costituzionali che getteranno le basi per la fase più "Radical" della Ricostruzione vennero adottati tra il 1866 e il 1871, durante la presidenza di Andrew Johnson e al principio della presidenza di Ulysses S. Grant. Nel corso degli anni 1870 saranno ufficialmente forniti ai liberti "uguali diritti" ai sensi della Carta Costituzionale; gli afroamericani cominciarono quindi a votare e ad assumere incarichi politici e responsabilità negli uffici pubblici.

Le legislature statali Repubblicane, composte da coalizioni bi-razziali di bianchi e neri, istituirono i primi sistemi scolastici pubblici aperti a tutti oltre che numerose istituzioni a sfondo caritatevole in molte regioni del Sud. Le organizzazioni paramilitari riservate ai bianchi americani, specialmente il Ku Klux Klan - ma anche la White League e le Red Shirts - si vennero a formare con lo specifico obiettivo politico di cacciare con la forza i Repubblicani[10].

Tali gruppi illegali e terroristici sconvolsero il sistema politico da poco instauratosi e organicamente rappresentato da una multi-razzialità, terrorizzando i neri con l'intento d'impedir loro di recarsi alle urne[11]. L'amministrazione presidenziale di Ulysses S. Grant utilizzò efficacemente il potere federale per bloccare e disperdere il Klan già nella prima metà degli anni 1870; questo sebbene le altre associazioni razziste, seppur minoritarie, continueranno a funzionare e ad operare attivamente[12].

Dal 1873 al 1877 i bianchi conservatori, che si chiamarono "Redeemers", riguadagnarono via via il potere negli Stati meridionali unendosi rapidamente alla corrente politica denominata "Bourbon" del Partito Democratico nazionale. Per tutti i decenni 1860 e 1870 i termini "radicale" e "conservatore" avranno dei significati eminentemente distintivi; "Conservative" fu difatti il nome di una fazione spesso guidata dalla classe dei piantatori[13].

Quelli che invece erano stati membri del Partito Whig risultarono fortemente impegnati nella via della modernizzazione economica costruita tutt'attorno alle reti ferroviarie, alle imprese e alle fabbriche, agli istituti bancari e alle grandi conformazioni urbane[14].

La maggior parte dei Repubblicani Radical presenti nel Nord furono uomini che credevano fortemente alla possibile prospettiva di un'integrazione completa degli afroamericani, fornendo loro i diritti civili come quello della cittadinanza, assieme alla libertà d'impresa; molti di loro erano anche modernizzatori ed ex Whig[15].

I "Liberal Republicans" costituitisi in occasione delle elezioni presidenziali del 1872 condivisero per lo più lo stesso identico progetto, tranne il fatto che si dimostrarono particolarmente ostili nei riguardi della corruzione che avevano sempre più iniziato a vedere attorno al presidente; credettero inoltre che gli obiettivi prefissatisi dalla guerra civile fossero ormai stati raggiunti, di modo che l'intervento militare federale potesse e dovesse ora avere termine.

Il passaggio dei 3 fondamentali "emendamenti della Ricostruzione", il XIII emendamento, il XIV emendamento ed il XV emendamento rappresentano l'eredità costituzionale di quest'epoca.

Tali emendamenti hanno stabilito i diritti che hanno portato alla sentenza della Corte Suprema emessa nel 1954 (sul caso Brown contro Board of Education) la quale ha colpito la segregazione scolastica negli Stati Uniti d'America. Una "Seconda Ricostruzione", sviluppatasi dal movimento per i diritti civili degli afroamericani, portò infine alla promulgazione della Civil Rights Act (1964) e della Voting Rights Act subito dopo le quali posero fine alla segregazione razziale negli Stati Uniti d'America riaprendo i seggi elettorali ai neri.

Rovine di Charleston (Carolina del Sud) nel 1865.

Devastazione materiale del Sud nel 1865[modifica | modifica wikitesto]

La Ricostruzione si svolgerà prevalentemente su un'economia ridotta alla rovina. Gli Stati Confederati d'America nel 1861 contavano 297 centri urbani con una popolazione totale di 835.000 abitanti; di questi 162 - corrispondenti a 681.000 persone - verranno ad un certo punto occupati militarmente dalle forze unioniste[16].

La distruzione dell'arsenale di Richmond (Virginia).

Saranno infine 11 le città che risulteranno interamente distrutte o gravemente danneggiate dalle operazioni belliche, tra cui Atlanta (con una popolazione nel 1860 ammontante a 9.600 unità), Charleston e Columbia nella Carolina del Sud e Richmond nella Virginia (con popolazioni prebelliche rispettivamente di 40.500, 8.100 e 37.900)[16].

Quelle che subirono le maggiori devastazioni nel Censimento del 1860 rappresentavano il 14% dell'intero Sud urbano; il totale di persone che vivevano nelle città distrutte rappresentava poco più dell'1% delle popolazioni urbane e rurali della Confederazione[16].

Atlanta dopo la Campagna di Atlanta del 1864.

Il tasso di danni materiali nei centri minori fu molto più basso; solo 45 palazzi di giustizia erano stati dati alle fiamme su un totale di 830[16].

Le fattorie risulteranno invece essere in uno stato di completa rovina e la quantità di merce in magazzino d'anteguerra e costituita da cavalli, muli e bestiame si era molto impoverito; almeno il 40% del parco-bestiame del Sud era stato abbattuto[17].

Esse non erano mai state altamente meccanizzate, ma il valore degli attrezzi agricoli e dei macchinari nel censimento dl 1860 era pari a 81 milioni di dollari statunitensi e sarà ridotto di almeno il 40% entro il 1870[18].

L'infrastruttura, vie di comunicazione (strade, ponti, binari) e il trasporto (imbarcazioni) verranno per lo più annientati, con un minimo servizio ferroviario e fluviale rimasto disponibile per trasportare le colture e gli animali nei mercati[19].

Il chilometraggio ferroviario era localizzato soprattutto nelle aree rurali ed oltre i 2/3 delle rotaie, dei ponti, dei cantieri ferroviari, delle officine e del materiale rotabile del Sud si trovò in aree raggiunte dalle Armate dell'Union Army, che sistematicamente distrussero tutto ciò che potevano.

Persino in certe aree rimaste risparmiate dai fronti bellici, la cronica carenza di manutenzione e riparazioni, la mancanza di nuove attrezzature, il loro pesante sovra-utilizzo e il trasferimento deliberato delle attrezzature da parte dei confederati dalle aree remote alle zone di guerra assicurarono ancor più che l'intero sistema sarebbe risultato rovinato e del tutto inservibile al termine del conflitto[16].

Il ripristino delle infrastrutture di base, in particolare degli snodi ferroviari, divenne quindi in brevissimo tempo un'altra delle priorità per i governi statali della Ricostruzione.

L'enorme costo dello sforzo bellico sudista gravò pesantemente sul sistema economico meridionale. I costi diretti nel capitale umano, nelle spese amministrative e nell'apparato fisico militare ammonterà a 3,3 miliardi. A partire dal 1865 il dollaro confederato diverrà inservibile e fu ridotto a carta straccia a causa dell'alta inflazione e le persone del Sud dovranno ricorrere a servizi di scambio delle merci tramite il baratto, oppure utilizzare le scarse valute presenti provenienti dal Nord.

Con l'emancipazione degli schiavi l'economia del Sud nella sua totalità avrebbe dovuto essere ricostruita partendo quasi da zero; avendo definitivamente perduto il loro enorme investimento rappresentato dallo schiavismo e dal suo relativo commercio, i piantatori bianchi si ritrovarono improvvisamente con un minimo capitale disponibile per pagare la manodopera per i raccolti ed introdurre nuove coltivazioni.

Conseguentemente venne sviluppato un sistema di mezzadria in cui i proprietari terrieri suddivisero le grandi piantagioni affittandone piccoli lotti di terra ai liberti e alle loro famiglie: il Sud si ritroverà così trasformato da una minoranza d' élite di proprietari terrieri di schiavi fondiari in un sistema di agricoltura contadina.

La fine della guerra civile fu inoltre accompagnata da una vasta emigrazione di nuove persone liberate in direzione delle città[20]; qui gli afroamericani vennero relegati ai lavori meno retribuiti come manodopera non qualificata e nel settore dei servizi. Lavoreranno come ferrovieri, operai nei laminatoi, tagliaboschi e impiegati d'albergo; l'ampia popolazione dedita all'artigianato durante il periodo antebellico non si tradusse in un gran numero di artigiani liberi[21].

Le donne nere erano in gran parte limitate all'impiego nel lavoro domestico come cuoche, serve ed infermiere; altre si occuparono negli alberghi, un gran numero di esse divennero lavandaie. Le dislocazioni ebbero un grave impatto negativo sulla popolazione nera, con alte percentuali di malattie contratte e di decessi[22].

Più di 1/4 degli uomini bianchi meridionali in età militare - la spina dorsale della forza-lavoro bianca del Sud - morì nel corso del conflitto, lasciando in uno stato di completa indigenza innumerevoli famiglie. Il reddito pro capite per i bianchi meridionali decrebbe da 125 dollari nel 1857 a meno di 80 nel 1879[17].

Verso la fine del XIX secolo e fino agli inizi del XX secolo il Sud rimase bloccato in un sistema endemico di povertà. Quanto di questo fallimento sia stato causato dalla guerra e dalla precedente dipendenza dalla monocoltura affidata agli schiavi rimane oggetto di un ampio dibattito sia tra gli economisti che tra gli storici[23].

Vignetta satirica su Andrew Johnson e Abraham Lincoln del 1865 intitolata "Lo snodo ferroviario al lavoro per riparare l'Unione". La didascalia dice (Johnson): "prendila tranquillamente Zio Abe e io lo attirerò più vicino che mai". (Lincoln): "Alcuni altri punti Andy e la buona vecchia Unione sarà riparata".

Ristabilimento del Sud nell'Unione[modifica | modifica wikitesto]

Durante la guerra civile i maggiori leader Radical Republican sostennero che lo schiavismo e il potere negriero dovessero essere definitivamente annientati.

I moderati dichiararono che questi due obiettivi avrebbero potuto essere più facilmente realizzati non appena il Confederate States Army si fosse arreso e gli Stati sudisti avessero abrogato l'ordine di secessione e nel contempo accolto le disposizioni contenute nel XIII emendamento[24]. Ciò accadde per la maggior parte dei casi entro il dicembre del 1865.

Il presidente Abraham Lincoln fu il capo riconosciuto dei Repubblicani moderati e avrebbe fortemente desiderato accelerare l'opera di Ricostruzione e riunificare la nazione in una maniera rapida e per quanto più possibile indolore. Egli le dette il via formalmente già verso la fine del 1863 con il suo "Piano del 10%" il quale - pur entrando in funzione in diversi Stati - si scontrò con la vivace opposizione inscenata dai Radical[8].

Poco tempo dopo porrà il proprio veto al disegno di legge progettato dei Radical, la Wade-Davis Bill del 1864, che si sarebbe voluta dimostrare essere assai più rigorosa rispetto al piano presidenziale del 10%[25].

Verso la fine del 1866 la corrente politica estrema dei Radical, fazione in aperta contrapposizione con la neo-amministrazione della presidenza di Andrew Johnson, risulterà oramai altamente scettica nei confronti delle autentiche intenzioni meridionali. Le reazioni bianche inclusero spesso e volentieri anche focolai di violenze di massa contro i neri, come ad esempio i disordini razziali di Memphis del 1866 e il massacro di New Orleans.

I Radical a questo punto reclamarono una pronta e forte risposta federale per proteggere i nuovi cittadini appena liberati e frenare il razzismo assassino sudista; il deputato Thaddeus Stevens della Pennsylvania e il senatore Charles Sumner del Massachusetts guidarono la frangia radicale. Quest'ultimo sostenne che, seppur l'Atto di secessione avesse distrutto la legittimità del sistema statale del Sud, la Cara Costituzionale aveva purtuttavia continuato ad estendere la propria autorità e protezione verso gli individui, così come accadeva negli attuali territori organizzati incorporati.

Stevens e i suoi seguaci considerarono la secessione come se avesse lasciato gli ex Stati federati del profondo Sud in una condizione pari a quella presente nei territori del West. I Repubblicani cercarono d'impedire ai politici meridionali di "restaurare la subordinazione storica del negro"; poiché la schiavitù era stata abolita il "Compromesso dei 3/5" (un schiavo nero vale i 3/5 di un uomo bianco) non venne più applicato al conteggio della popolazione meridionale.

A seguito del Censimento del 1870 il Sud avrebbe ottenuto numerosi rappresentanti supplementari al Congresso degli Stati Uniti d'America basandosi essenzialmente sulla popolazione residente dei liberti: tutti i neri sarebbero pertanto stati conteggiati, indipendentemente dal fatto che fossero o meno cittadini.

Un Repubblicano dell'Illinois espresse il timore comune che se al Sud fosse stato concesso semplicemente di ripristinare i suoi precedenti poteri stabiliti il risultato si sarebbe rivelato essere "una ricompensa dell'alto tradimento tramite una maggiore rappresentanza"[26].

Dopo l'assassinio di Abraham Lincoln avvenuto nell'aprile del 1865 Andrew Johnson del Tennessee, che era stato il candidato vincente alla Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1864 in qualità di Vicepresidente degli Stati Uniti d'America, dovette succedergli assumendone l'ufficio. Questi respinse il programma radicale di Ricostruzione, nominando invece i governatori degli Stati meridionali cercando di completarne le fasi all'anno in corso.

T. Stevens si oppose con veemenza a questi piani presidenziali volti ad una brusca fine della Ricostruzione, insistendo sul fatto ch'essa avrebbe invece dovuto "rivoluzionare le istituzioni, le abitudini e i modi del Sud... Le fondamenta stesse delle loro istituzioni... debbon essere demolite e rimesse in circolazione rinnovate: o tutto il nostro sangue e denaro son stati spesi invano!"[27].

Il presidente romperà in maniera definitiva con i congressisti Repubblicani a partire da quando volle porre il proprio diritto di veto alla legge sui diritti civili all'inizio del 1866 (la Civil Rights Act (1866). Mentre i Democratici applaudivano i Repubblicani si compattarono, ripassarono il progetto all'Aula parlamentare facendolo approvare e rovesciando così il veto ripetuto di Johnson[28]. La guerra politica su più vasta scala esplose così in maniera dirompente tra il presidente (alleatosi con gli ex compagni di partito democratici) e i Repubblicani Radicali[29].

Il Congresso respinse la tesi di Johnson secondo cui egli possedeva il potere riservato al periodo bellico di decidere cosa fosse meglio fare, considerando il caso che la guerra era oramai giunta alla sua conclusione; l'Assemblea decise che era ella stessa l'autorità primaria atta a decidere come far procedere la Ricostruzione, in quanto la Carta Costituzionale affermava che gli Stati Uniti dovevano garantire ad ognuno dei propri Stati una forma di governo in linea con i principi espressi dal repubblicanesimo negli Stati Uniti d'America.

I Radical insistettero molto su questo punto, su come cioè dovesse venire realizzata l'opera di Ricostruzione. Le questioni erano molteplici[30]:

  1. chi doveva decidere? Il Congresso o il presidente ?
  2. in che modo avrebbe dovuto operare il repubblicanesimo nel Sud ?
  3. qual'era lo status degli ex Stati confederati?
  4. qual'era lo status di cittadinanza dei leader della Confederazione?
  5. qual'era lo status di cittadinanza e di suffragio dei liberti?
Mappa dei risultati elettorali per il 40º Congresso del 1866: in rosso i Repubblicani; in blu i Democratici.

Le Elezioni di metà mandato negli Stati Uniti d'America del 1866 cambiarono in una maniera significativa gli equilibri di potere, dando ai Repubblicani la maggioranza dei 2/3 sia alla Camera dei Rappresentanti che al Senato e quindi un numero sufficiente di voti per oltrepassare gli eventuali veti presidenziali previsti[31].

Si mossero per mettere in difficoltà Johnson, a causa dei suoi costanti tentativi di contrastare le misure di "Ricostruzione Radical", utilizzando la Tenure of Office Act. Il presidente verrà assolto dal tentativo di "messa in stato d'accusa" (l'impeachment di Andrew Johnson) ma perse definitivamente qualsiasi capacità d'influenza per modellare la politica di Ricostruzione secondo le proprie idee.

Il nuovo Congresso a maggioranza Repubblicana istituì quindi dei distretti militari nelle regioni del Sud ed usò il personale dell'United States Army per amministrare il territorio fino a quando nuovi governi fedeli all'Unione - che avessero accettato il XIV emendamento e il diritto dei liberti ad esprimere il loro voto - non potessero essere stabiliti.

L'Assemblea congressuale sospese inoltre temporaneamente la possibilità di votare nei confronti di circa 10-15.000 ex ufficiali secessionisti ribelli, mentre gli emendamenti costituzionali diedero la piena cittadinanza a tutti gli afroamericani e il suffragio agli uomini adulti[32].

Con il potere di votare i liberti cominciarono a partecipare alla vita politica. Mentre molti degli ex schiavi rimanevano analfabeti molti neri istruiti (compresi gli ex schiavi fuggitivi) si spostarono dal Nord per cercare di aiutarli; iniziarono a farsi avanti anche molti leader naturali. Elessero quindi uomini sia bianchi che neri per rappresentarli nelle Convention costituzionali statali.

Una vignetta che ritrae un Carpetbagger.

Una coalizione Repubblicana composta da liberti, meridionali rimasti favorevoli all'Unione (derisoriamente denominati Scalawag dai bianchi Democratici) e gente del Nord emigrata verso Sud (i Carpetbagger) - alcuni dei quali stavano tornando da nativi, a per lo più si trattava di veterani dell'Union Army - venne organizzata per istituire delle Convention costituzionali. Crearono così nuove Carte Costituzionali statali per imprimere un deciso cambiamento nella direzione che gli Stati sudisti avrebbero dovuto prendere[33].

Fedeltà[modifica | modifica wikitesto]

La questione della lealtà alle istituzioni federali emerse per la prima volta nei dibattiti sorti a proposito della Wade-Davis Bill del 1864. Il disegno di legge richiedeva infatti agli elettori di pronunciare il "giuramento di ferro", testimoniando di non aver mai sostenuto la Confederazione o di essere stato uno dei suoi soldati.

Perseguendo una politica di "malizia verso nessuno" annunciata nel suo secondo discorso inaugurale[34] Abraham Lincoln chiese agli elettori solamente di continuare a sostenere l'Unione[35]. I Radical persero il loro sostegno di base dopo il veto emesso dal presidente sulla legge, ma riacquisteranno tutta la loro forza subito dopo l'assassinio di Abraham Lincoln avvenuto nell'aprile del 1865.

Suffragio[modifica | modifica wikitesto]

L'Assemblea congressuale dovette considerare su quali modalità ripristinare a pieno regime la rappresentanza all'interno dell'Unione da parte di quegli Stati del Sud che avevano dichiarato unilateralmente la loro indipendenza dagli Stati Uniti ritirando di conseguenza le proprie rappresentanze parlamentari. Il suffragio da concedere o meno agli ex confederati - macchiatisi di Alto tradimento - fu una delle due maggiori preoccupazioni principali.

Si dovette prendere una rapida e chiara decisione sulla questione inerente al fatto se autorizzare solamente alcuni o tutti gli ex comandanti secessionisti a votare e quindi anche ad essere assunti in carica. I moderati furono dell'opinione di concedere il voto praticamente a tutti, ma i radicali misero in atto una forte resistenza; imposero ripetutamente l'applicazione del cosiddetto "giuramento di ferro", il solo che avrebbe potuto permettere ai sudisti di accedere al diritto di voto; che nei fatti l'avrebbe fortemente impedito.

Lo storico della guerra civile Harold Hyman afferma che nel 1866 i maggiori membri del Congresso ""descrissero il giuramento come l'ultimo baluardo contro il ritorno degli ex ribelli al potere, la barriera dietro la quale si proteggevano gli unionisti e i negri del Sud"[36]. Il leader Repubblicano Radical Thaddeus Stevens propose, senza però avere successo, che tutti gli ex confederati perdessero il diritto di voto per almeno 5 anni: il compromesso che venne raggiunto sfavorì in ogni molto gran parte dei capi civili e militari della secessione[37].

Non si è conoscenza di quante persone abbiano temporaneamente perduto il diritto di esprimersi nelle urne, ma una stima - seppur approssimativa - fatta le fa variare tra i 10 e i 15.000 cittadini su una popolazione bianca totale di circa 8 milioni di abitanti[38].

In secondo luogo, e strettamente collegato alla succitata questione, vi fu la seguente considerazione: se i circa 4 milioni di liberti dovessero cioè venire autorizzati a votare. Il problema fu essenzialmente rappresentato dal modo in cui accoglierli in quanto liberi cittadini; se avessero dovuto essere pienamente considerati come tali occorreva pertanto stabilire una sorta di rappresentanza per la ripartizione di seggi congressuali.

Prima dell'esplosione del conflitto la popolazione schiava era stata conteggiata secondo un valore individuale di 3/5 rispetto ad un bianco libero. Avendo ora 4 milioni di liberti contati come cittadini a pieno titolo il Sud avrebbe guadagnato dei seggi supplementari alla Camera dei Rappresentanti; se invece ai "negri" fosse stato negato il voto e il relativo diritto di assumere un qualsiasi ufficio pubblico, allora in tal caso soltanto i bianchi avrebbero goduto di una rappresentanza.

Monumento in onore della "Grand Army of the Republic", associazione di veterani unionisti organizzatasi al termine del conflitto.

Molti conservatori, tra cui la maggior parte dei sudisti bianchi, i Democratici del Nord e finanche alcuni Repubblicani si opposero al "voto nero"; alcuni Stati nordisti giunsero ad indire dei referendum sull'argomento con un risultato che vide limitata la capacità delle loro comunità nere - una discreta minoranza - di votare.

Lincoln aveva sempre sostenuto una posizione intermedia a proposito per consentire ad alcuni uomini di colore liberi di potersi esprimere politicamente, in special modo rivolta ai veterani dell'Union Army; la presidenza di Andrew Johnson ritenne inoltre inizialmente che un tale servizio dovesse essere sicuramente premiato con la cittadinanza. Lincoln propose a suo tempo di dare il voto a "i molto intelligenti, e specialmente a quelli che hanno combattuto con coraggio nelle nostre file"[39].

Già nel 1864 l'allora governatore del Tennessee Andrew Johnson dichiarerà che "la classe migliore di loro andrà al lavoro e si sosterrà, e a quella classe dovrebbe essere permesso di votare, sulla base del fatto che un negro fedele è molto più degno di un uomo bianco che ha tradito la propria patria"[40].

Appena dopo aver assunto il ruolo di presidente nel 1865 Johnson scrisse all'uomo che aveva nominato in qualità di governatore del Mississippi raccomandando:

« Se potessi estendere il suffragio elettorale a tutte le persone di colore che hanno la capacità di leggere la Carta costituzionale in lingua inglese e scrivere correttamente i loro nomi, e a tutte le persone di colore che possiedono dei beni immobili del valore di almeno duecentocinquanta dollari e che pagano le tasse dovute su di essi, riuscirei a disarmare completamente gli avversari [i Radicali al Congresso], oltre che dare un esempio valido che potrebbe venire presto seguito anche da tutti gli altri Stati[41]. »

Charles Sumner assieme ad Henry Wadsworth Longfellow nel 1863 in una foto di Alexander Gardner.

Charles Sumner e Thaddeus Stevens, leader riconosciuti dei "Radical Republican" inizialmente si mostreranno riluttanti ad affrancare i "Freedmen" rimasti in larga parte analfabeti; il primo anzi dimostrerà di preferire le proposte originarie di richiesta di requisiti imparziali i quali avrebbero imposto delle restrizioni - basandosi sull'alfabetizzazione - sia ai neri che ai bianchi[42].

Credette però di non poter riuscire a far promulgare una legislazione atta a privare ai bianchi analfabeti che già godevano del diritto di voto il suffragio e quindi l'accesso alle relative cariche pubbliche[43].

Nel Sud molti poveri bianchi rimanevano analfabeti in quanto non esisteva prima della guerra quasi nessuna forma d'istruzione pubblica. Nel 1880 il tasso di analfabetismo bianco si trovava ancora al livello del 25% in Tennessee, Kentucky, Alabama, Carolina del Sud e nella Georgia; arrivando fino al 33% nella Carolina del Nord[44].

Questo dato si può confrontare col tasso nazionale che era del 9% e con la percentuale di analfabetismo nero che superava il 70% in tutto il profondo Sud[45]. Nel 1900 tuttavia, grazie alla grande enfasi posta all'interno della comunità nera nei riguardi dell'istruzione, la stragrande maggioranza degli afroamericani aveva oramai raggiunto la piena alfabetizzazione[46].

Sumner arrivò presto a concludere che "non esisteva una protezione sostanziale per il liberto se non nell'affrancamento". Ciò risultava fortemente necessario, affermerà:

« per la sua stessa protezione; per la protezione dei bianchi unionisti e per la pace durature nel paese; abbiamo messo il moschetto nelle sue mani perché ciò era necessario: per lo stesso motivo dobbiamo dargli il diritto di potersi esprimere seguendo la via imposta dalla democrazia. »

Il completo sostegno al diritto di voto da concedere agli afroamericani fu il risultato di un compromesso in sede parlamentare tra Repubblicani moderati e Radical[47].

Soldati combattenti dell'"United States Colored Troops" a Dutch Gap (Contea di Chesterfield (Virginia)) nel 1864.

Essi credettero che la maniera migliore per gli uomini di ottenere la giusta esperienza politica fosse quella di poter essere liberi di votare e quindi di partecipare all'evoluzione del sistema fondato sul repubblicanesimo: approveranno pertanto delle legislazioni le quali consentirono a tutti i liberti di votare[48].

Illustrazione dei "Freedmen" che votano a New Orleans nel 1867.

Nel 1867 i neri voteranno per la prima volta. Nel corso della Ricostruzione più di 1.500 afroamericani detennero incarichi pubblici nel Sud; in alcuni casi si trattò di ex schiavi fuggiti precedentemente al Nord e che, dopo aver ottenuto un'adeguata istruzione, erano tornati nel meridione[49].

Non entreranno in carica seguendo il numero rappresentativo della loro proporzione all'interno della popolazione totale, ma spesso eleggeranno dei bianchi (Repubblicani e unionisti del Sud) con l'impegno di rappresentarli[50].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Femminismo negli Stati Uniti d'America ed Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1872 § Suffragio femminile.

In quest'occasione emergerà per la prima volta anche la questione inerente il suffragio femminile la quale venne discussa ma alla fine respinta: il voto, principale tra i diritti delle donne reclamati ed inseriti nel programma della prima ondata femminista si realizzerà solamente nel 1919 - al termine della prima guerra mondiale - a livello federale[51].

Dal 1890 al 1908 praticamente gli Stati Uniti meridionali approveranno nuove Carte costituzionali statali e legislazioni che privarono la maggior parte dei neri e di decine di migliaia di bianchi poveri dei loro diritti civili attraverso nuove registrazioni e regole elettorali (i test di alfabetizzazione e la tassa elettorale fra tutte)[52].

Quando vennero stabiliti tali requisiti amministrativi in alcuni tra gli Stati federati cominceranno ad essere utilizzate le cosiddette "clausole sul nonno" (o "leggi sull'ereditarietà") per poter consentire anche ai bianchi analfabeti di continuare a votare[53].

Trattati con le tribù indiane[modifica | modifica wikitesto]

Le Cinque Tribù Civilizzate che erano state trasferite nel territorio indiano (ora parte dell'Oklahoma) detenevano schiavi neri e firmarono dei trattati a sostegno della Confederazione. Durante la guerra era infuriatolo scontro anche tra indiani pro- e anti-Unione.

Il Congresso approvò uno statuto che autorizzò il Presidente a sospendere gli stanziamenti di qualsiasi tribù se in essa vi si fosse riscontrato "uno stato di effettiva ostilità nei confronti del governo degli Stati Uniti... e, per proclamazione, se e quando dichiarasse che tutti i trattati con tale tribù fossero stati abrogati"(25 USC Sec. 72)[54].

Come componente della Ricostruzione il Dipartimento degli Interni ordinò un incontro di rappresentanti di tutte le tribù indiane affiliate alla Confederazione[55]. Il Consiglio, la "Commissione per il Trattato del Sud", fu tenuto per la prima volta a Fort Smith (Arkansas) nel settembre del 1865, venne frequentato da centinaia di indiani che rappresentavano dozzine di tribù.

Nel corso degli anni immediatamente successivi la Commissione negozierà diversi altri trattati con le tribù il che comporterà ulteriori trasferimenti nel Territorio indiano e la creazione di fatto (inizialmente per trattato) di un Territorio dell'Oklahoma non organizzato.

Presidenza Lincoln[modifica | modifica wikitesto]

A Ride for Liberty - The Fugitive Slaves di Eastman Johnson (1862 circa).
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Abraham Lincoln § Presidenza e Presidenza di Abraham Lincoln § Abolizione della schiavitù.

Eventi preliminari[modifica | modifica wikitesto]

La presidenza di Abraham Lincoln adotterà e tramuterà in legge 2 Confiscation Acts, la 1° il 6 agosto del 1861 e la 2° il 17 luglio del 1862; con esse si salvaguardarono gli schiavi fuggiaschi dai territori degli Stati Confederati d'America e che avevano trovato scampo raggiungendo le linee dell'Unione, concedendo loro l'emancipazione indiretta se i loro padroni avessero continuato nel portare avanti l'insurrezione contro gli Stati Uniti. Gli schiavi erano cioè "confiscati" e liberati[56][57][58].

Tali disposizioni premetteranno inoltre la confisca delle terre per la successiva colonizzazione nei confronti di tutti coloro che aiutavano e sostenevano attivamente la ribellione; questi Atti legislativi ebbero tuttavia un effetto alquanto limitato soprattutto per colpa dei bassi finanziamenti approvati dal Congresso oltre che per la sua applicazione in un modo del tutto insufficiente e finanche gravemente carente da parte del Procuratore generale Edward Bates[59][60][58].

Nell'agosto del 1861 il maggior generale John Charles Frémont, comandante unionista del "Dipartimento dell'Ovest", dichiarò la legge marziale nel Missouri, confiscò tutte le proprietà confederate e liberò i loro schiavi. Il presidente ordinò immediatamente al comandante di rescindere la sua dichiarazione di emancipazione affermando:

« penso che si possa presentare il grande pericolo che... la liberazione degli schiavi di proprietari traditori arrivi ad allarmare gli amici dell'Unione presenti nel Sud e che quindi li trasformino in avversari - forse in tal modo giungiamo a rovinare la nostra migliore prospettiva per il Kentucky. »

Dopo che Frémont si rifiutò di far revocare l'ordinanza il 2 novembre seguente il presidente lo solleverà dal servizio attivo. Lincoln fu principalmente preoccupato per il fatto che gli Stati cuscinetto avrebbero potuto decidersi ad uscire a loro volta dall'Unione se agli schiavi fosse stata concessa l'immediata libertà[61].

Il 26 maggio dell'anno seguente il generale unionista David Hunter emancipò gli schiavi nella Carolina del Sud, in Georgia e nella Florida dichiarando ufficialmente che tutte le "persone... fino ad ora detenute come schiave... sono da considerarsi per sempre libere". Ancora una volta imbarazzato dall'ordine il presidente fece annullare la dichiarazione e le relative emancipazioni[62].

Ritratto del presidente con il testo del Proclama di emancipazione.

Nel frattempo però già il 16 di aprile Lincoln controfirmò un disegno di legge che bandiva definitivamente la schiavitù a Washington, portando in tal modo alla liberazione di circa 3.500 schiavi ancora presenti in città; mentre il 19 di giugno seguente firmò una legislazione che proibiva di fatto la schiavitù in tutti i territori del West[58].

Il 17 di luglio, sotto l'autorità degli Atti di confisca e grazie ad un emendamento atto a modificare la Force Bill del 1795, autorizzerà il reclutamento degli schiavi liberati nell'Union Army e il sequestro giudiziario di qualsiasi proprietà confederata avente chiari scopi militari[58][63][64].

Emancipazione graduale e compensazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel tentativo volto a mantenere gli Stati di confine nell'Unione fin dal 1861 il presidente progettò programmi graduali di emancipazione compensati che avrebbero dovuto essere pagati dai titoli di Stato. Lincoln in tal modo sperò che il Delaware, il Maryland, il Kentucky e il Missouri:

« Giungessero ad adottare un sistema di graduale emancipazione che -secondo i piani - avrebbe funzionato come modalità per l'estinzione della schiavitù entro un termine di vent'anni"[65]. »

The Peacemakers di George Peter Alexander Healy illustra la riunione sulla "River Queen", a cui parteciparono William Tecumseh Sherman, Ulysses S. Grant e David Dixon Porter.

Il 26 marzo del 1862 il presidente s'incontrerà con il senatore Radical Charles Sumner e raccomandò la convocazione di una speciale sessione congiunta del Congresso per discutere dell'aiuto finanziario da concedere a tutti gli Stati di confine che avessero avviato un piano di emancipazione graduale[65].

In aprile vi fu la prima riunione, tuttavia i diretti interessati non sembrarono in alcun modo recettivi tanto che non diedero alcuna risposta a Lincoln né tanto meno accolsero alcuna proposta di emancipazione sorta dall'Aula[65].

Ancora nel 1865 il presidente sosterrà l'emancipazione compensata durante la conferenza svoltasi a bordo del piroscafo "River Queen" sul fiume Potomac[66][67].

Progetti di colonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto dl 1862 Lincoln incontrò i leader afroamericani esortandoli a dare il via alla colonizzazione di vaste porzioni di territorio dell'America centrale; pianificò di liberare tutti gli schiavi del Sud attraverso il Proclama di emancipazione, preoccupato per il fatto che i liberti non sarebbero stati trattati alla pari né dai bianchi del Nord né tanto meno da quelli del Sud. Sebbene abbia assicurato che il Governo federale avrebbe comunque sostenuto e protetto le colonie i massimi esponenti neri declinarono l'offerta[58][65][68].

Molti neri liberi si erano difatti anche in passato opposti ad eventuali piani di colonizzazione, desiderando per lo più rimanere negli Stati Uniti. Il presidente provò ad insistere nel suo progetto credendo che la colonizzazione e l'emancipazione facessero parte essenzialmente dello stesso programma. Lincoln ebbe un qualche successo nell'aprile del 1863 con l'invio di coloni neri ad Haiti ed altri 453 nella Provincia di Chiriquí nell'odierna Panama; tuttavia nessuna delle colonie fu in grado di rimanere autosufficiente[58][65][68].

Un ritratto di Frederick Douglass risalente agli anni 1860.

Frederick Douglass, uno dei più importanti attivisti del movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896) non mancherà di criticare il fatto che il presidente stava su questo punto "mostrando tutte le sue incoerenze, il suo orgoglio nei riguardi della "razza" e del sangue proveniente dai bianchi americani, il suo disprezzo implicito per i negri e la sua opinione viziata in conclusione da un grande sentimento di ipocrisia"[58][65][68].

Gli afroamericani, secondo Douglass, pretendevano l'uguaglianza sociale che garantisse i diritti per tutti i cittadini piuttosto che diventare a loro volta dei colonizzatori. Gli storici continuano a discutere sulla questione se Lincoln abbia rinunciato alle proposte di colonizzazione afroamericana alla fine del 1863 oppure se avesse in realtà programmato di proseguire sulla via di questa politica ancora fino al 1865[58][65][68].

Installazione di governatori militari[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal marzo del 1862, nel tentativo di prevenire la Ricostruzione da parte del Radical del Congresso, il presidente installò dei governatori militari in alcuni degli Stati ribelli, ponendoli in tal modo sotto il diretto controllo dell'Union Army[69].

Anche se questi non sarebbero stati riconosciuti come legittimi dall'Aula congressuale per un certo lasso di tempo l'azione portò a tenere le diverse amministrazioni locali sotto la vigilanza presidenziale piuttosto che lasciarle sottoposte alla stretta dei Radical divenuti nel frattempo sempre più aggressivi. Il 3 di marzo il senatore Andrew Johnson, un esponente Democratico unionista, divenne il nuovo governatore del Tennessee - il proprio Stato di origine - con il grado di brigadier generale[70].

A maggio Edward Stanly venne nominato governatore militare della regione costiera della Carolina del Nord; egli sarà costretto a dimettersi quasi un anno dopo quando provocò lo sdegno di Lincoln per aver fatto chiudere due scuole riservare ai bambini afroamericani a New Bern.

Dopo aver incaricato George Foster Shepley in qualità di governatore della Louisiana nel maggio de 1862 il fedelissimo del presidente elesse due sue rappresentanti anti-schiavisti, Benjamin Franklin Flanders e Michael Hahn (a loro volta futuri governatori), inviandoli immediatamente alla Camera dei rappresentanti della Louisiana la quale interruppe formalmente la propria opposizione a dicembre votando la conferma delle nomine e facendoli quindi sedere nei seggi loro assegnati.

A luglio nel frattempo il colonnello John Smith Phelps sarà scelto come governatore dell'Arkansas, sebbene dovette dimettersi dopo brevissimo tempo a causa delle cattive condizioni di salute.

Caricatura editoriale di Henry Louis Stephens che mostra uno schiavo appena liberato mentre legge il Proclama di emancipazione.

Proclama di emancipazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Abraham Lincoln § Emancipazione degli schiavi.

Nel luglio del 1862 Lincoln finalmente sembrò convincersi di aver bisogno di uno "sbocco militare" favorevole che lo inducesse ad infliggere il definitivo colpo mortale alla schiavitù per poter vincere la guerra civile assicurandosi conseguentemente anche le simpatie straniere. I precedenti "Atti di confisca" stavano avendo difatti solo un effetto minimale nell'abolizione effettiva della pratica schiavista.

Il giorno 22 di quello stesso mese scrisse una prima bozza di stampa di quello che sarebbe di lì a poco divenuto il Proclama di emancipazione il quale libererà in via definitiva tutti gli schiavi negli Stati in rivolta. Dopo aver fatto prendere visione del documento al proprio Gabinetto saranno fatte approvare delle leggere modifiche al testo.

Un soldato afroamericano in divisa unionista assieme alla famiglia; è stato identificato come il Sergente Samuel Smith del 119th USCT[71]

Appoggiandosi a questo punto di forza "ideale" il presidente decise che la sconfitta del tentativo d'invasione confederata del Nord - bloccata con la battaglia di Antietam - sarebbe stata sufficiente per ottenere un pieno successo sul campo consentendogli così di emettere ufficialmente il proclama preliminare il quale avrebbe concesso ai ribelli 100 giorni di tempo per scegliere di rientrare nell'Unione; in caso contrario sarebbe stato pubblicato il documento vero e proprio in tutta la sua interezza.

La medaglia conferita alle "United States Colored Troops" da parte di Benjamin Butler.

Il 1° di gennaio seguente entrerà in vigore in via definitiva, specificando che nei 10 Stati rimasti degli Stati Confederati d'America da quel momento in poi gli schiavi sarebbero diventati "per sempre liberi" (Forever Free).

Il testo (Testo completo su Wikisource) però non farà alcuna menzione a proposito nei riguardi del Tennessee (occupato), del Kentucky, del Missouri, del Maryland e del Delaware (i 4 Stati cuscinetto) ed in particolare escluse anche numerose contee in altri Stati entrate direttamente a far parte della zone di occupazione nell'orbita militare.

In seguito, mano a mano che i Corpi d'armata unionisti avanzarono in territorio nemico, milioni di schiavi furono liberati. Un gran numero di questi liberti si uniranno agli eserciti federali finendo presto con l'essere arruolati[72] - nelle "United States Colored Troops" (USCT)[73] a partire dal 23 di maggio - e combattendo in diverse battaglie contro le forze del Confederate States Army[58].

Vessillo del "22nd United States Colored Infantry" che mostra un soldato afroamericano puntare la baionetta contro un confederato.

Ciò accadde soprattutto al seguito di Ulysses S. Grant a partire dalla Campagna di Vicksburg e di William Tecumseh Sherman nella Campagna di Atlanta.

Durante la Marcia verso il mare di Sherman si intonerà a più riprese la canzoncina dedicata alla memoria di John Brown: "il corpo J. B. marcisce nella tomba, ma il suo spirito avanza. Oh, Oh!"[68]. Le truppe di colore saranno tra le prime ad entrare a Richmond (Virginia) nell'aprile del 1865[74].

In molti moriranno a causa delle malattie che devastarono i reggimenti dell'esercito; esplosero difatti autentiche epidemie di vaiolo e febbre gialla: non da ultimo patiranno la grave situazione generale di malnutrizione[75].

Piano del 10% per la Louisiana[modifica | modifica wikitesto]

Festeggiamenti per il Proclama di emancipazione nel Massachusetts.

Lincoln non mancò di preoccuparsi di effettuare una rapida e - per quanto più possibile - indolore restaurazione degli ex Stati confederati in seno all'Unione, da realizzarsi appena le armi avessero smesso di sparare.

Già nel 1863 il presidente propose un piano moderato per mettere in atto la Ricostruzione della Louisiana. Il progetto avrebbe concesso l'amnistia ai ribelli che avessero prestato il relativo giuramento di fedeltà nei confronti dell'Unione. Gli agricoltori neri divenuti oramai liberi sarebbero rimasti inoltre legati al lavoro di piantagione per almeno un anno ricevendo in cambio obbligatoriamente 10 dollari mensili di paga[76].

La regola impose che solamente il 10% dell'elettorato statale avrebbe dovuto prestare il proprio giuramento di lealtà perché l'intero Stato potesse venire riammesso nell'Assemblea congressuale. I legislatori statali erano infine tenuti ad abolire la schiavitù nella nuova Carta costituzionale.

Dei piani di Ricostruzione per lo più identici avrebbero dovuto venire adottati anche nell'Arkansas e in Tennessee. Nel dicembre del 1864 il progetto presidenziale di Ricostruzione era già stato promulgato in Louisiana tanto che la sua legislatura aveva mandato 2 senatori e 5 rappresentanti a prendere posto al Congresso[77].

Celebrazione del 150º anniversario del Proclama di emancipazione .

Quest'ultimo tuttavia rifiuterà di conteggiare uno qualsiasi dei voti provenienti da Louisiana, Arkansas e Tennessee; respingendo così nella sostanza il piano moderato di Ricostruzione adottato dalla presidenza di Abraham Lincoln[77].

In quel momento fortemente sotto il controllo dei suoi membri più radicali l'Assemblea congressuale propose al suo posto la Wade-Davis Bill - dal nome dei suoi promotori Benjamin Wade e Henry Winter Davis - la quale avrebbe invece richiesto che fosse la maggioranza degli elettori statali ad accettare il giuramento di fedeltà per poter essere riammessi in Aula. Lincoln utilizzò quindi il suo diritto di porre il veto[77].

La spaccatura tra i moderati che volevano salvare l'Unione e vincere la guerra e i radicali che avevano invece l'intenzione di realizzare un rivolgimento più completo all'interno della società meridionale si allargò a dismisura[77][78].

La lotta tra i Radical e il presidente prese così una via di aperta contrapposizione. Lo stesso Frederick Douglass denunciò il programma elettorale del 10% tacciandolo di essere anti-democratico, dal momento che la riammissione e la lealtà dello Stato dipendevano soltanto da un voto di minoranza[79].

Tra i massimi capi e portavoce dei Radical si distinsero in questa prima fase e nelle successive:

Vignetta del giornale illustrato di Frank Leslie: "L'ultimo oltraggio di Ulysses S. Grant commesso contro il popolo della Louisiana; come, con la nazione stanca della Ricostruzione, ha dato vita al presidente solitario che protegge i diritti civili dei negri". 23 gennaio del 1875.

Legalizzazione del matrimonio tra schiavi[modifica | modifica wikitesto]

Un Atto di matrimonio rilasciato dal "Bureau of Refugees, Freedmen and Abandoned Lands" nella Contea di Wilson (Tennessee), 1866.

Precedentemente al 1864 il matrimonio contratto dagli schiavi non venne mai riconosciuto legalmente ed in questo caso l'emancipazione non ebbe alcun effetto immediato[20].

Quando furono liberati molti però si sposarono ufficialmente. Prima del 1863 gli schiavi non potevano stipulare contratti, veniva pertanto loro precluso pertanto anche quello matrimoniale; in ogni caso non tutti i liberti formalizzarono le loro unioni. Alcuni continuarono a disporre di matrimoni o rapporti Common law, riconosciuti solamente all'interno della propria comunità di appartenenza[80].

Il riconoscimento matrimoniale da parte delle istituzioni statali contribuirà in ogni modo di pari passo a far aumentare anche il riconoscimento da parte dello Stato degli ex schiavi in qualità di persone libere come attori legali e alla fine aiutò in maniera notevole il caso dei diritti dei genitori sui figli nell'ambito professionale, contrastando quindi la pratica dell'apprendistato forzoso dei bambini neri[81].

Bambini afroamericani nella Carolina del Sud (anni 1870).

Inizialmente molti di loro furono legalmente strappati alle loro famiglie con il pretesto di fornire loro "protezione, vitto e alloggio nelle abitazioni della cosiddetta buona società" fino al raggiungimento della maggiore età a 21 anni.

Questo stato di cose si concretizzò specialmente in Georgia con la Apprentice Act del 1866 e secondo la quale si sarebbe trattato di adozione temporanea: nella realtà dei fatti era invece uno sfruttamento del lavoro infantile, con i bambini utilizzati massicciamente come fonte di lavoro non pagato e di conseguenza assai redditizia per i piantatori bianchi[82].

Freedmen’s Bureau[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente mentre parla ai "Freedmen" durante la sua visita a Richmond (Virginia) avvenuta nei primi giorni di aprile del 1865.

Il 3 marzo del 1865 venne sottoscritta la Freedmen's Bureau Bill, un provvedimento legislativo sponsorizzato dai Repubblicani per aiutare i liberti e i rifugiati bianchi americani.

Si creò un ufficio federale appositamente istituito per fornire, cibo, vestiti, carburante e consigli sulla negoziazione dei contratti di lavoro; esso cercò di sorvegliare le nuove relazioni instauratesi tra i liberti e i loro ex padroni all'interno di un mercato del lavoro divenuto libero.

La legge, senza avere alcun ossequio nei riguardi del colore della pelle umana, autorizzò il "Bureau" ad affittare i terreni confiscati per un periodo di 3 anni e a venderli in porzioni fino a 40 acri (corrispondenti a circa 16 ettari) per acquirente[83].

I compiti dell'ufficio avrebbero dovuto scadere un anno dopo la fine della guerra; l'assassinio di Abraham Lincoln avvenne però prima che il presidente avesse il tempo di nominare un commissario d'ufficio.

Nel mito popolare si sostenne che l'Atto avrebbe permesso di offrire "40 acri e un mulo" a chiunque ne avesse fatto richiesta, compresi tutti gli schiavi che avessero promesso di occuparsene.

Molti insegnanti del nord si trasferiranno a Sud per fornire un'istruzioneelementare e la necessaria formazione professionale alla popolazione ners appena liberata.

Con l'apporto sostanziale di questo stesso ufficio presidenziale gli schiavi recentemente liberati vennero aiutati a poter esprimere autonomamente il proprio voto, oltre che a formare veri e propri partiti politici e ad assumere il controllo del mercato del lavoro in molte aree del paese occupate.

Esso inoltre sostenne l'avvio di un cambio di potere in tutto il profondo Sud, inaugurando oltretutto il sistema delle storiche università afroindiane, tanto da attirare l'attenzione nazionale sia dei Repubblicani del Nord (interessati) che dei Democratici conservatori meridionali (per lo più spaventati dai possibili effetti)[84].

Ciò risulterà esser particolarmente evidente nelle Elezioni prsidenziali del 1868 svoltesi sull'accesa competizione tra Ulysses S. Grant e Horatio Seymour (il presidente incumbent Andrew Johnson non riuscirà difatti ad ottenere la nomina Democratica), dove quasi 700.000 elettori afroamericani votarono influenzando così in maniera decisiva la tornata elettorale la quale vedrà la vittoria finale di Grant con quasi 300.000 voti di scarto.

Ma anche con i benefici che distribuì ai liberti il Freedmen's Bureau non sarà in grado di operare efficacemente in alcune delle maggiori aree depresse del Sud; terrorizzando gli ex schiavi che avevano tentato di votare, ottenere un ufficio politico o di ottenere per sé una porzione di terra coltivabile, gli incappucciati notturni del Ku Klux Klan assunsero rapidamente la rilevanza di essere l'antitesi militante e terrorista del "Freedmen's"[85].

Divieto della discriminazione basata sul colore della pelle[modifica | modifica wikitesto]

In concomitanza con il "Freedmen's" venne controfirmata anche un'altra legislazione atta ad ampliare i diritti per gli afroamericani. Lincoln fece personalmente vietare una qualsiasi forma di discriminazione basata sul colore della pelle nell'ambito del servizio postale, dei trasporti pubblici a Washington e, non da ultimo, nelle retribuzioni disposte per i soldati[86].

Conferenza di pace del febbraio 1865[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Abraham Lincoln § Ricostruzione.
La "Conferenza di Hampton Roads" si tenne a bordo della "River Queen" a Fort Monroe.

Il 3 febbraio del 1865 nella regione di Hampton Roads - in Virginia - il presidente, assieme al Segretario di Stato William Seward, incontrerà 3 rappresentanti sudisti per discutere della ricostituzione dell'unità nazionale e della cessazione definitiva delle ostilità da parte confederata.

La delegazione meridionale comprese il vicepresidente secessionista Alexander Hamilton Stephens, l'ex giudice associato della Corte suprema degli Stati Uniti d'America John Archibald Campbell e dall'ex Segretario di Stato nonché presidente del Senato confederato Robert Mercer Taliaferro Hunter.

Questi si arroccarono però sulla proposta di un riconoscimento formale degli Stati Confederati d'America, con in più un'aggressione congiunta contro il Messico per estromettere il neo-dittatore fantoccio stabilito fin dal 1863 dal Secondo Impero francese, Massimiliano I del Messico; ed infine uno status subordinato alternativo di servitù debitoria per i neri al posto della schiavitù[87].

Lincoln respinse categoricamente una qualsiasi forma di riconoscimento della Confederazione dei "ribelli traditori" e disse che tutti gli esseri umani liberati dal suo proclama di emancipazione non sarebbero mai più ridotti in schiavitù, in nessuna delle forme in cui questa poteva trasformarsi attraverso un fasullo cambio di nome[88].

Dichiarò inoltre che gli Stati dell'Unione stavano per far approvare il XIII emendamento il quale avrebbe bandito per sempre la schiavitù negli Stati Uniti d'America[89]

Il presidente esortò quindi il futuro governatore della Georgia a rimuovere il più presto possibile le truppe secessioniste dal proprio territorio e a "sottoporre a ratifica questo emendamento costituzionale in prospettiva, in modo da farlo entrare in vigore - diciamo - entro un periodo di tempo massimo di 5 anni: la schiavitù è storicamente condannata!"[90].

Lincoln solleciterà anche la riproposizione di un'emancipazione compensata per rifondere in parte i proprietari di schiavi, poiché pensava che il Nord dovesse essere disposto a condividere i costi della "libertà" sul suolo nazionale. Sebbene l'incontro sia sia espresso in una maniera complessivamente cordiale le parti non si accordarono per la risoluzione di nessuna delle questioni poste sul tavolo delle trattative[91].

La cerimonia d'inaugurazione dell'amministrazione statale del governatore della Florida Marcellus Lovejoy Stearns alla presenza di Harriet Beecher Stowe nel 1874.

Dibattito sull'eredità storica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Abraham Lincoln § Reputazione storica, Presidenza di Abraham Lincoln § Ricostruzione e Presidenza di Abraham Lincoln § Reputazione storica e eredità.

Il presidente continuerà a sostenere il suo "piano del 10%" per la Louisiana come modello da applicare anche a tutti gli altri Stati secessionisti, questo fino al suo assassinio avvenuto il 14-15 aprile del 1865. Il progetto contribuirà alfine ad avviare con successo il processo di Ricostruzione attraverso la ratifica del XIII emendamento.

Lincoln viene generalmente interpretato dagli studiosi della storia statunitense come colui che assunse per se stesso la posizione più moderata, affermando che sarebbe stato pronto a combattere a viso aperto contro le posizioni dei Radical Republicans. Sussiste nonostante ciò un considerevole dibattito sul modo in cui il presidente, se avesse avuto la ventura di sopravvivere, avrebbe gestito il Congresso durante il processo di Ricostruzione avviato subito dopo la fine della guerra civile[77].

Un ampio campo di studi storici sostiene che la flessibilità, il pragmatismo e le capacità politiche decisamente superiori alla media di Lincoln in ambito congressuale avrebbero risolto il traumatico periodo post-bellico con molta meno difficoltà rispetto a quanto in realtà poi accadde[77].

L'altra versione invece crede che i radicali avrebbero comunque provato a bloccarlo in tutti i modi possibili a loro disposizione e quindi di renderlo totalmente impotente di fronte ai fatti e ai diversi nodi situazionali venutesi via via a creare, proprio come fecero con il suo successore nel 1868 tentando l'impeachment di Andrew Johnson[92].

Presidenza Johnson[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Andrew Johnson § Ricostruzione.

La rabbia del Nord esplosa prepotentemente a seguito dell'omicidio del loro presidente perpetrato da quella che venne definita come "una cospirazione di fanatici sudisti a difesa di posizioni divenute oramai completamente antistoriche e condannate dall'intera società civile" - ed alimentata ulteriormente dall'immenso costo umano di "una guerra fratricida voluta e scatenata esclusivamente dal Sud" - portò all'immediata richiesta di politiche fortemente punitive[93].

Il Vicepresidente in carica Andrew Johnson assunse fin da subito una linea dura parlando dell'impiccagione di tutti i confederati ribelli; ma quando si trovò costretto a succedere a Lincoln in qualità di Presidente prese rapidamente una posizione molto più morbida, concedendo il perdono a molti dei leader secessionisti[94].

Gli ultimi preparativi prima dell'impiccagione di Henry Wirz, il comandante della prigione di Andersonville.

Jefferson Davis rimase detenuto in un carcere-fortezza per quasi 2 anni, mentre altri non lo furono mai. Sostanzialmente non vi erano prove su un presunto alto tradimento messo in atto consapevolmente; solamente una persona, il capitano Henry Wirz, comandante della prigione di Andersonville (un autentico campo di concentramento), verrà fatto giustiziare per aver commesso crimini di guerra.

Il punto di vista eminentemente conservatore di Johnson sulla Ricostruzione non incluse in alcun modo il coinvolgimento degli afroamericani o di ex schiavi nei governi statali, rifiutandosi oltretutto di prestare la minima attenzione alle preoccupazioni espresse dal Nord quando le Assemblee legislative del Sud implementarono i cosiddetti codici neri i quali stabilivano per i liberti uno status civile di molto inferiore rispetto a quello goduto da tutti gli altri cittadini[8].

L'autore J. D. Smith sostiene che "Johnson tentò in ogni caso di portare avanti quelli che considerava i piani di Lincoln per la Ricostruzione"[95]. E. L. McKitrick afferma che per tutto il 1865 il neo-presidente sostenne fortemente e con estrema decisione l'operato del Partito Repubblicano: ""era naturalmente rivolto - ne faceva anzi parte integrante - verso il grande settore moderato dell'opinione unionista nel Nord, da cui ne poteva trarre il suo più grande conforto"[96].

R. A. Billington dice che "una corrente politica, quella dei Repubblicani posti sotto la guida dei presidenti Abraham Lincoln prima e di Andrew Johnson poi, favorì una linea espressamente moderata nei riguardi del Sud"[97]. I biografi di Lincoln Randall e Current hanno sostenuto:

« È assai probabile che se fosse vissuto Lincoln avrebbe seguito una politica del tutto simile a quella attuata poi da Johnson, si sarebbe quindi scontrato con i Radicali del Congresso, ed avrebbe prodotto un risultato migliore per i liberti di quanto poi accadde in realtà; le sue abilità politiche lo avrebbero inoltre aiutato ad evitare i gravi errori di valutazione compiuti da Johnson[98]. »

Gli storici concordano sul fatto che Johnson fosse un politico largamente incapace ed incompetente, che perse tutti i vantaggi a lui favorevoli in partenza con le sue mosse maldestre. Ruppe i rapporti con l'Assemblea congressuale all'inizio del 1866 diventando sempre più provocatorio e insolente nei riguardi dei delegati popolari, sperimentando il muro contro muro alla cocciuta ricerca di far bloccare l'applicazione delle leggi sulla Ricostruzione approvate dall'Aula. Visse in un costante conflitto con i Radical Republicans sullo status da assegnare ai liberti e ai bianchi del Sud sconfitto[99].

Sebbene rassegnatisi all'abolizione della schiavitù molti ex confederati non saranno invece in alcun modo disposti ad accettare né i cambiamenti sociali loro imposti né tanto meno il predominio politico degli ex schiavi. Usando le parole di Benjamin Franklin Perry, la scelta presidenziale provvisoria di Governatore della Carolina del Sud:

« In primo luogo il negro deve essere investito di tutto il potere politico; quindi come sua diretta conseguenza va elaborato il risultato dell'antagonismo vigente tra gli interessi del capitale e quelli della forza-lavoro."[100]. »

I timori dell'élite dei piantatori ex schiavisti - per lo più conservatori - e di altri importanti cittadini bianchi vennero tuttavia attenuati grazie alle azioni intraprese dal presidente il quale si assicurò che non si verificasse una ridistribuzione massiccia della terra dai grandi proprietari ai liberti.

Illustrazione raffigurante un ufficio del Freedmen's Bureau a Memphis nel 1866.

Johnson ordinerà che i terreni sottoposti a confisca o abbandonati ed amministrati dal Freedmen's Bureau non fossero consegnate agli ex schiavi che vi avevano fino ad allora lavorato, ma che venissero invece restituite ai proprietari legittimi "perdonati".

Fu quindi restituita un'ampia porzione di terreni che erano stati incamerati in seguito agli Atti di confisca approvati dal Congresso nel 1861 e nel 1862.

Uomini liberi e codici neri[modifica | modifica wikitesto]

Un poster del 1866 che attacca il Freedmen's Bureau: il "negro" pigro e fannullone osserva compiaciuto le dure fatiche a cui è costretto il lavoratore bianco.

I governi dei paesi del Sud misero rapidamente in atto le restrizioni costituite dai cosiddetti Codici neri; essi vennero però già fatti abolire in larga parte nel 1866, ed in più raramente ebbero degli effetti significativi in quanto fu sempre il Freedmen's Bureau e non i tribunali bianchi locali a gestire gli affari legali degli schiavi liberati.

I Black Codes avranno tuttavia la forza e capacità d'indicare quali fossero le intenzioni dei bianchi meridionali nei confronti degli ex schiavi, indirizzando con decisione verso una pratica di segregazione razziale negli Stati Uniti d'America[101].

I liberti avrebbero avuto più diritti rispetto agli stessi afroamericani liberi nel periodo prebellico, ma ancora una serie limitata di diritti civili che li ponevano in una posizione di fatto inferiore: formalmente residenti, ma soltanto "esseri umani di seconda classe", privi del diritto di voto e della cittadinanza[102].

Non avrebbero inoltre potuto possedere armi da fuoco (come peraltro garantito invece dal II emendamento per la difesa personale, servire in un Grand jury che si occupasse di un caso giudiziario coinvolgente i bianchi: infine non si sarebbero potuti trasferire in altre regioni senza prima aver ottenuto la garanzia data da un'occupazione retribuita garantita[103].

I Codici neri indigneranno - ancora una volta - l'opinione pubblica del Nord. Saranno abrogati grazie alla promulgazione della prima Civil Rights Act (1866) la quale conferirà a tutti i liberti la piena uguaglianza di fronte alla legge e quindi il diritto ad un equo processo (anche se non ancora il dritto di voto)[104].

I "Freedmen" - gli "uomini liberi" - con il forte sostegno del Freedmen's Bureau respinsero i modelli di lavoro di gruppo che erano sempre stati utilizzati durante la lunga epoca schiavista; al suo posto preferirono le associazioni di impieghi professionali basati sul nucleo familiare allargato. Costrinsero quindi i piantatori a contrattare per ottenere la loro manodopera[105].

Tale contrattazione condusse presto all'istituzione del sistema della mezzadria, la quale diede ai liberti una maggiore indipendenza economica ed autonomia sociale rispetto al lavoro di gruppo. Tuttavia poiché mancavano di capitale mentre i piantatori continuavano a possedere i mezzi di produzione (attrezzi, animali da tiro e terra) si trovarono costretti a produrre principalmente colture da reddito (principalmente cotone) per i proprietari terrieri e i commercianti; entrarono così in un sistema di credito completamente vincolato al raccolto realizzato[106].

La diffusa povertà, l'interruzione di un'economia prevalentemente agricola troppo dipendente dalla monocoltura cotonifera ed il calo del suo prezzo nel mercato porteranno nel giro di pochi decenni all'abituale indebitamento della maggioranza dei "freedmen", oltre che all'estrema indigenza di molti coltivatori[107].

I funzionari provenienti dal Nord stilarono vari rapporti inerenti alle condizioni d vita a cui si ritrovarono costretti gli afroamericani rimasti nel Sud. Una delle valutazioni più severe provenne da Carl Schurz, che riferì approfonditamente della situazione esistente lungo tutto il territorio degli Stati Uniti meridionali della costa del Golfo del Messico (Florida, Alabama, Mississippi, Louisiana e Texas).

Razzismo, segregazione, violenza sessuale, linciaggio e terrorismo[modifica | modifica wikitesto]

Un agente del Freedmen's Bureau si trova tra gruppi armati di bianchi e Freedmen in questo disegno del 1868 di Harper's Weekly.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Razzismo negli Stati Uniti d'America, Segregazione razziale negli Stati Uniti d'America, Linciaggio negli Stati Uniti d'America § Ricostruzione (1865-77) e Storia del Ku Klux Klan.

Il suo resoconto documentò inoltre dozzine di esecuzioni extra-giudiziarie: la relazione sostenne che migliaia di afroamericani vennero barbaramente fatti assassinare[108]:

« il numero di omicidi e aggressioni volte alla violenza fisica perpetrati sui negri è molto grande; possiamo formulare solo una stima approssimativa di ciò che sta accadendo in quelle parti del Sud che non sono strettamente presidiate dalle forze armate - e dalle quali non vengono ricevute delle relazioni regolari - da ciò che avviene sotto gli stessi occhi delle nostre autorità militari.

Per quanto riguarda la mia esperienza personale menzionerò solo il fatto che durante i miei due giorni di soggiorno ad Atlanta, un negro è stato pugnalato con effetti fatali per la strada, che tre di loro sono stati avvelenati, uno dei quali è morto. Mentre mi trovavo a Montgomery (Alabama) un negro è stato gravemente ferito alla gola con un coltello, evidentemente con l'intenzione dichiarata di assassinarlo, mentre un altro è stato ucciso.

Diversi documenti allegati a questo rapporto forniscono un resoconto del numero di casi capitali che si sono verificati in determinati luoghi durante un certo periodo di tempo. È triste venire a sapere che la perpetrazione di tali atti criminosi non sia limitata a quella classe di persone che potrebbe essere chiamata la "marmaglia delinquenziale"[109]. »

Il rapporto incluse anche testimonianze giurate di soldati e funzionari sia bianchi che neri del Freedmen's Bureau. A Selma (Alabama) il maggior J. P. Houston fece osservare come i bianchi avessero ammazzato almeno 12 afroamericani nel distretto di propria competenza: nessuno dei criminali venne mai processato.

Il 24 ottobre 1874 il fumetto di Harper's Magazine di Thomas Nast denuncia gli omicidi di innocenti neri da parte del Ku Klux Klan e della White League coalizzatisi.

Accadde anche che un numero rilevante di altri si questi omicidi a sfondo razziale non divennero mai dei casi ufficiali. Il capitano Piollon ebbe modo di descrivere le "pattuglie dei vigilantes bianchi" operanti nell'Alabama Sud-occidentale:

« A bordo di alcune barche; dopo che le barche se ne sono andate, appendono, sparano o annegano le vittime che possono trovare su di loro, e tutti quelli che si trovano sulle strade o scendono lungo i fiumi sono quasi invariabilmente assassinati.

I liberti così disorientati e terrorizzati non sanno più cosa fare: partire equivale alla morte; rimanere significa subire l'aumento del peso imposto loro dal crudele sorvegliante - il cui unico interesse è l'esecuzione del lavoro - rinchiudendoli in un sistema che soltanto un'ingegnosità disumana può escogitare.

Da qui la pratica illegale della fustigazione e finanche l'omicidio i quali vengono commessi per intimidire ancor più coloro che temono di rimanere vittime di una morte terribile, mentre le cosiddette pattuglie di vigilantes con i cani da caccia, i traditori negri e le spie, travestiti da yankee, sorvegliano costantemente queste persone estremamente sfortunate[21]. »

Gran parte degli atti di violenza perpetrati contro gli afroamericani venne modellata da vasti e radicati pregiudizi di genere; le donne nere si ritrovarono in una situazione particolarmente vulnerabile: convincere un uomo bianco del fatto che aggredire le donne di colore fosse un reato in questo periodo risultò estremamente difficoltoso. La violenza sessuale nei loro confronti si fece largamente comune: la colpevolezza era dalla loro parte in quanto "provocatrici"![21]

Il sistema giudiziario di tutto il Sud verrà velocemente interamente ridisegnato per fare di uno dei suoi scopi primari la coercizione degli afroamericani, volta a conformarli alle abitudini sociali segregazioniste e razziste e alle richieste di lavoro dei bianchi il quale era per lo più una forma di sfruttamento palese della forza-lavoro nera.

I procedimenti penali che tentarono di denunciare un tale stato di cose furono ampiamente scoraggiati - utilizzando le minacce sia per via indiretta che diretta se necessario - e dall'altra parte gli avvocati difensori chiamati a proteggere i neri dalle accuse di reati minori (generalmente contro il patrimonio e la proprietà) furono sempre difficili da trovare.

In questi casi l'obiettivo primario dei tribunali di contea era un processo rapido e semplice, con conseguente condanna del "negro" all'unanimità da parte di Grand jury composti esclusivamente da bianchi. La maggioranza dei neri non fu in grado di pagare né multe né tanto meno cauzioni e pertanto la pena più comune era da 9 mesi a un anno in una miniera o in un campo di legname, ridotti nei fatti nuovamente alla schiavitù[110].

L'intero sistema legale meridionale risultò essere falsificato per generare nuovi tipi iniqui di tassazione e chiedere ricompense ai privati bianchi che volevano ottenere un certo tipo di verdetto a loro favorevole: la presenza di una diffusa corruzione dell'apparato giudiziario si rivelerà un fatto del tutto comune. Le leggi in tal modo non vennero prodotte per garantire la sicurezza pubblica di tutti, ma per mantenere la supremazia della "razza bianca"[111].

Le donne nere in particolar modo furono "socialmente costruite" - nel pregiudizio e nella discriminazione - come "sessualmente avide" e affette da ninfomania e, dal momento che vennero raffigurate con ben poca "virtù" naturale, la società viziata da una forma di razzismo intrinseco sostenne con forza il luogo comune che esse non potevano in alcun caso rimanere vittime di violenza: se erano violentate era solo perché lo volevano![111]

Illustrazione dei disordini razziali di Memphis avvenuti nel 1866[112] i quali ebbero un bilancio finale di 46 neri e 2 bianchi uccisi, 75 neri feriti, oltre 100 persone nere derubate, 5 donne nere violentate e 91 case, 4 chiese e 8 scuole bruciate nella comunità nera[113].

Un rapporto indica 2 liberte, Frances Thompson e Lucy Smith, descrivendo la violenza sessuale scatenatasi contro di loro nel corso dei disordini razziali di Memphis[114] scoppiati del 1866[115]; rimarranno tuttavia assai vulnerabili anche in tempi di relativa normalità.

Le aggressioni sessuali contro le donne afroamericane saranno talmente pervasive - in particolare da parte dei loro datori di lavoro bianchi - da indurre gli uomini di colore a tentare di ridurre quanto più possibile i contatti tra i maschi bianchi e le femmine nere, facendo in modo ce le donne della propria famiglia evitassero di svolgere un'attività lavorativa strettamente sorvegliata dai bianchi[116].

Ma anche gli uomini afroamericani saranno presto "interpretati" come pericolosamente aggressivi in ambito sessuale e le dicerie sulle loro supposte minacce alla "purezza virtuosa delle giovani donne bianche" verranno rapidamente utilizzate come un pretesto sempre valido per dare il via ad un linciaggio di massa o alla castrazione forzata, eseguita non da medici competenti bensì dai "protettori" delle donne bianche riuniti in gruppi auto-nominatisi "cavalieri": le Red Shifts, i Cavalieri della Camelia bianca, la White League e, non da ultimi, i terroristi incappucciati del Ku Klux Klan e i fautori suprematisti del potere bianco[21].

Risposte dei moderati[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'autunno del 1865 i Radical Republicans bloccarono la riammissione degli ex Stati ribelli al Congresso, in risposta ai codici neri e ai preoccupanti segnali di riavvicinamento alla pratica schiavista - tramite sfruttamento e violenza generalizzata - in corso d'opera in tutto il profondo Sud[117].

La presidenza di Andrew Johnson tuttavia si accontenterà di permettere agli ex Stati Confederati d'America di rientrare nell'Unione fintanto che i loro governi statali potessero adottare il XIII emendamento il quale rendeva esecutivo l'abolizionismo negli Stati Uniti d'America[117].

Il 6 dicembre l'emendamento fu sottoposto a ratifica e il presidente cominciò a prendere in considerazione i successivi passi volti alla Ricostruzione; Johnson stava nei fatti seguendo la politica - rimasta sempre moderata - di Ricostruzione presidenziale diretta dalla presidenza di Abraham Lincoln le cui premesse si erano già iniziate a vedere a partire dal 1863. Lo scopo ultimo sarebbe stato quello di ottenere la riammissione degli Stati sudisti nell'Unione il prima possibile[117].

L'Assemblea congressuale tuttavia, controllata stabilmente dai Radical guidati da Charles Sumner al Senato e da Thaddeus Stevens alla Camera dei Rappresentanti, parve avere fin da subito ben altri piani[117].

Il giorno 4 di dicembre respinse il programma moderato di Ricostruzione presidenziale presentato da Johnson ed organizzò la "Commissione mista per la ricostruzione" (United States Congress Joint Committee on Reconstruction) composta da 15 membri, per definire i requisiti di Ricostruzione per gli Stati del Sud da ripristinare[117].

Nel gennaio seguente il Congresso rinnovò le prerogative del Freedmen's Bureau; già a febbraio Johnson, attraverso il suo ufficio di presidenza, pose il veto alla Freedmen’s Bureau Bill. Sebbene egli dimostrasse una qualche simpatia nei riguardi delle condizioni dei liberti rimase fermamente contrario all'assistenza federale verso di loro. Un 1° tentativo di ignorare il veto fallì il giorno 20; con la conseguente indignazione da parte dei Radical[117].

Come risposta entrambe le Aule parlamentari approveranno una risoluzione congiunta per non consentire ad alcun senatore o rappresentante sudista l'ammissione al proprio seggio fino a quando l'Assemblea non avesse deciso quando la Ricostruzione avrebbe dovuto essere considerata completata[117].

Una foto di Lyman Trumbull.

Ma anche lo stesso senatore Lyman Trumbull dell'Illinois, leader acclarato dei Repubblicani moderati, si considerò gravemente offeso di fronte ai codici neri tanto da proporre la 1° legge sui diritti civili in quanto "l'abolizione della schiavitù era niente più che una scatola vuota se":

« devono esser messe in atto delle leggi le quali costringono a privare le persone di discendenza africana di privilegi che sono essenziali per gli uomini liberi... Una legge che non consente ad una persona di colore di andare da una contea all'altra, ed un'altra che non gli consente di detenere proprietà, insegnare, predicare, sono certamente leggi in violazione dei diritti primari di un uomo libero... Lo scopo di questo disegno di legge è pertanto quello di distruggere tutte queste discriminazioni[118]. »

Il punto legislativo focale fu costituito dalla sezione di apertura:

« Tutte le persone nate negli Stati Uniti... sono dichiarate cittadine degli Stati Uniti; e tali cittadini di ogni razza e colore, senza riguardo a precedenti condizioni di schiavitù... avranno lo stesso diritto in ogni Stato... di fare e far rispettare i contratti, di intentare cause penalmente rilevanti, essere parti dell'apparato sia difensivo che giudicante e di fornire prove d'accusa o di difesa, ereditare, acquistare, affittare, vendere, detenere e trasmettere proprietà reali e personali...

ed il pieno ed uguale beneficio di tutte le leggi e i procedimenti per la sicurezza della persona e della proprietà, come goduto dai cittadini bianchi, e sarà soggetto a punizione, pena e sanzioni come tutti gli altri, senza nessuna legge, statuto, ordinanza, regolamento o consuetudine che invece vogliano proporre il contrario[119]. »

Tale progetto legislativo non contemplò in un primo tempo anche il diritto di voto; la legge sui diritti civili venne in ogni caso rapidamente approvata dall'Assemblea: l'Aula senatoriale il 2 di febbraio votò 33 contro 12, la Camera il 13 di marzo 111 contro 38.

Il presidente grazie all'uso del proprio diritto di veto getta il "Freedmen's Bureau" a calci fuori dalla Casa Bianca. Illustrazione di Thomas Nast.

Veti presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Andrew Johnson § Scontro con il Congresso.

Sebbene fortemente sollecitato dai moderati a favore della controfirma del progetto legislativo sui diritti civili il presidente ruppe definitivamente con l'intera Assemblea congressuale ponendo su di esso il proprio diritto di veto il 27 marzo del 1866.

Nel massaggio di risposta inviato alle Camere spiegò di opporsi alla misura da adottare in quanto avrebbe conferito la piena cittadinanza ai liberti in un momento in cui 11 Stati federati non venivano adeguatamente rappresentati in Aula, mentre i rimanenti cercavano di fissare una legge federale attraverso la quale sarebbe divenuta effettiva "una perfetta uguaglianza delle razze bianche e nere in ogni Stato dell'Unione".

Johnson affermò che si trattava di un'invasione da parte dell'autorità federale dei "diritti degli Stati", che ciò non trovava alcun mandato di riferimento all'interno della Costituzione degli Stati Uniti d'America ed era inoltre contrario a tutti i precedenti presi in esame: si trattava pertanto di un "passo verso la centralizzazione e a concentrazione del potere legislativo nella sua interezza nelle mani del Governo federale"[120].

Il Partito Democratico, auto-proclamatosi "partito degli uomini bianchi", sia a Nord che a Sud sostenne i rilievi fatti da Johnson e lo appoggiò[121]. I Repubblicani tuttavia annullarono il suo veto, il Senato con il voto stretto di 33 contro 15, mentre la Camera con 122 contro 41; la 1° legge sui diritti civili venne così promulgata.

Subito dopo il Congresso approvò anche una nuova Freedmen’s Bureau Bill modificata; ed anche questa volta il presidente rapidamente pose il veto; ma, come già era accaduto in precedenza, le due Aule parlamentari ebbero abbastanza sostegno per farlo annullare[122].

L'ultima proposta dei moderati fu quella inerente il XIV emendamento, il cui principale relatore fu il deputato John Bingham dell'Ohio. Esso fu inizialmente progettato per inserire le disposizioni chiave del Civil Rights Act (1866) nella Carta costituzionale; ma al termine del suo passaggio allo studio delle Camere si ritrovò ad andare ben oltre.

Estese difatti il diritto della cittadinanza a tutti coloro che nascevano all'interno del territorio degli Stati Uniti d'America (norma rimasta poi sempre valida), ad esclusione dei turisti e degli abitanti della riserva indiana, penalizzando di fatto quegli Stati che non avevano ancora concesso il diritto di voto ai liberti e soprattutto creò nuovi diritti civili federali che avrebbero quindi potuto essere protetti dalle corti giudiziarie.

Garantì inoltre il pagamento del debito di guerra federale e promettendo che il debito confederato non sarebbe mai stato pagato. Johnson utilizzò tutta la sua influenza nel tentativo di far bloccare l'emendamento nelle Assemblee legislative statali in quanto per la sua ratifica ne veniva richiesta l'accettazione di almeno 3/4 degli Stati: alla fine l'emendamento venne ratificato.

Lo sforzo di compromesso con il presidente messo in atto dai moderati fallì, di conseguenza scoppiò un'accesa lotta politica tra i Repubblicani (sia radicali che moderati) da una parte e Johnson con i suoi alleati Democratici del Nord dall'altra, con l'aggiunta dei vari raggruppamenti conservatori - che utilizzavano nomi diversi - ben presenti in ognuno degli Stati Uniti meridionali.

Composizione del 40º Congresso degli Stati Uniti d'America in percentuale per Stato

     80,1-100% Democratici

     80,1-100% Repubblicani

     60,1-80% Democratici

     60,1-80% Repubblicani

     Fino al 60% Democratici

     Fino al 60% Repubblicani

Radical al potere[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Andrew Johnson § Ricostruzione dei Radical.

Preoccupati per il fatto che il presidente iniziasse a considerare il Congresso "un corpo illegale" e volesse provare a rovesciarne il governo decisionale i Repubblicani presero saldamente nelle proprie mani il controllo delle politiche della Ricostruzione subito dopo le elezioni di metà mandato del 1866[123]. Johnson ignorò bellamente il mandato politico uscito dalle urne ed ani incoraggiò apertamente gli Stati del Sud a negare la ratifica del XIV emendamento.

Tranne che per il Tennessee, tutti gli ex Stati confederati si rifiutarono di ratificarlo, così come gli Stati di confine del Delaware, del Maryland e del Kentucky.

I Radical guidati da Thaddeus Stevens e da Charles Sumner aprirono la strada al suffragio per tutti gli uomini ex schiavi; nella generalità dei casi riuscirono ad avere il completo controllo dell'Assemblea congressuale, anche se in alcuni casi dovettero scendere a compromessi con la corrente politica più moderata del Partito: i Democratici non ebbero invece quasi alcun potere. Gli storici si riferiscono a questo periodo come "Radical Reconstruction" o "Congressional Reconstruction"[124].

I capi bianchi sudisti, che detennero il potere nell'immediata era del dopoguerra prima del voto, ne persero molto venendo questo assegnato - in qualità d'incarichi d'ufficio e 'amministrazione - sempre più frequentemente ai liberti; avevano rinunciato alla secessione e alla schiavitù, ma non sembrarono voler cedere sull'idea della "naturale supremazia razziale dei bianchi".

Alle elezioni presidenziali del 1868 i sostenitori del candidato Democratico Horatio Seymour vennero identificati con gli ex secessionisti divenuti membri del Ku Klux Klan.

Quei bianchi che avevano precedentemente detenuto la totale esclusiva dei poteri nel 1867, quando si tennero nuove tornate elettorali locali, cominciarono a manifestare in modi sempre più accesi tutta la loro rabbia, giungendo rapidamente a scatenare atti di violenza diffusa. I nuovi legislatori Repubblicani furono eletti da una coalizione di unionisti bianchi, liberti e nordisti che si erano trasferiti per stabilirsi nel Sud. Alcuni ex leader meridionali cercarono di adattarsi alle nuove condizioni.

Emendamenti costituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Vennero presto adottati 3 emendamenti costituzionali, noti come Emendamenti della Ricostruzione:

  1. il XIII emendamento, che abolì in via definiva la schiavitù negli Stati Uniti d'America (il trionfo dell'Abolizionismo);
  2. il XIV emendamento, proposto nel 1866 e ratificato due anni dopo, che garantì la cittadinanza statunitense a tutte le persone nate in territorio americano o che avevano ottenuto lo status di naturalizzazione e concesse loro tutti i diritti civili federali;
  3. ilXV emendamento, proposto alla fine di febbraio del 1869 e approvato all'inizio di febbraio del 1870, il quale decretò che il diritto di voto non poteva essere negato a causa della razza, del colore della pelle umana o della precedente condizione di servitù.

Quest'ultimo emendamento non dichiarò il voto un diritto incondizionato, proibì altresì espressamente i succitati tipi di discriminazione. Gli Stati avrebbero pertanto continuato a determinare la registrazione degli elettori e le leggi elettorali in ambito locale.

Gli emendamenti furono diretti a porre fine alla schiavitù e a fornire la piena cittadinanza ai liberti. I membri nordisti del Congresso ritennero quindi che fornire agli afroamericani il diritto di voto sarebbe stato il mezzo più sicuro e rapido d'istruzione e formazione politica.

Molti neri poterono in tal modo partecipare attivamente al voto e alla vita politica e proseguirono con rapidità a costruire chiese ed istituire organizzazioni comunitarie. Subito dopo la fine dell'Era della Ricostruzione i Democratici bianchi e gruppi di insurrezionalisti o insorgenti utilizzarono ampiamente la forza per riacquistare il potere nelle legislature statali, facendo approvare disposizioni che privarono nella pratica dei diritti appena acquisiti alla maggioranza dei neri e di molti poveri bianchi del Sud: si trattò di una vera e propria interdizione legale che condusse velocemente alle Leggi Jim Crow, alle Leggi contro la mescolanza razziale negli Stati Uniti d'America e alla pratica acquisita della Segregazione razziale negli Stati Uniti d'America.

Gli Stati federati per data di abrogazione delle Leggi contro la mescolanza razziale negli Stati Uniti d'America:

     Mai introdotte

     Abrogate prima del 1887

     Abrogate tra il 1948 e il 1967

     Abolite a partire dal 12 giugno del 1967 a seguito della sentenza sul caso Loving contro Virginia[125]

Dal 1890 al 1910 praticamente tutti gli Stati meridionali fecero approvare nuove Carte costituzionali le quali completarono il disaffrancamento degli afroamericani dopo l'Era della Ricostruzione. La sentenze espresse dalla Corte suprema su tali disposizioni legislative confermeranno molte di queste nuove costituzioni e leggi sudiste; alla maggior parte degli afroamericani venne pertanto impedito di votare nel Sud fino agli anni 1960 inoltrati.

La piena applicazione federale del XIV e del XV emendamento non si realizzò se non dopo la promulgazione della legislazione sui diritti civili a metà degli anni 1960 per opera della presidenza di Lyndon B. Johnson, come risultato dell'attivismo svolto dal Movimento per i diritti civili degli afroamericani (1954-1968).

Per ulteriori dettagli vedi:

Composizione del 39º Congresso degli Stati Uniti d'America in percentuale politica per Stato

     80,1-100% Democratici

     80,1-100% Republicani

     60,1-80% Democratici

     60,1-80% Republicani

     Fino al 60% Democratici

     Fino al 60% Republicani

Statuti[modifica | modifica wikitesto]

Gli Atti di Ricostruzione (Testi completi su Wikisource), così come originariamente approvati, furono inizialmente denominati "Atti per provvedere al governo più efficiente degli Stati ribelli" ("An act to provide for the more efficient Government of the Rebel States"); la legislazione venne quindi fatta promulgare dal 39º Congresso degli Stati Uniti d'America il 2 marzo del 1867 (2 giorni prima della sua scadenza naturale).

Il presidente aveva ancora una volta posto il veto, ma questo sarà largamente oltrepassato dalla maggioranza dei 2/3 richiesta sia alla Camera dei Rappresentanti che al Senato lo stesso giorno. L'Assemblea congressuale chiarì anche la portata della legge federale dell'habeas corpus per consentire alle corti giudiziarie federali di rilasciare condanne o emettere sentenze contrarie a quelle recepite dai tribunali statali resi illegali a partire dal 1867 (28 U.S.C. §2254).

Mappa dei 5 distretti militari istituiti dalla Presidenza di Ulysses S. Grant

     1° - Virginia Virginia

     2° - Carolina del Nord Carolina del Nord - Carolina del Sud Carolina del Sud

     3° - Florida Florida - Georgia Georgia - Alabama Alabama

     4° - Mississippi Mississippi - Arkansas Arkansas

     5° - Texas Texas - Louisiana Louisiana

Ricostruzione militare[modifica | modifica wikitesto]

Completamente dominato dai radicali il Congresso approvò gli Atti di Ricostruzione il 19 luglio del 1867: il 1°, firmato dal senatore dell'Oregon George Henry Williams - uno dei più eminenti Radical Republicans -, venne a collocare 10 degli ex Stati Confederati d'America (tutti tranne il Tennessee) sotto il diretto e stretto controllo militare, raggruppandoli i 5 distretti[126]:

Saranno schierati 20.000 soldati per far rispettare la legge. I 4 Stati di confine che non avevano aderito alla secessione non furono soggetti alla Ricostruzione militare; la Virginia Occidentale - separatasi dalla Virginia nel 1863 - ed il Tennessee - già riammesso a partire dal 1866 - non vennero inclusi nei distretti militari.

I 10 governi statali del Sud furono quindi ricostruiti sotto il diretto controllo delle forze armate; uno degli obiettivi principali risulterà essere quello di riconoscere e proteggere il diritto degli afroamericani al voto[127].

Vi fu assai poco o quasi nessuno scontro aperto, ma piuttosto una situazione di costante legge marziale attraverso cui l'esercito sorvegliava da vicino il governo locale, supervisionava le elezioni e cercava di difendere i detentori di uffici pubblici e i liberti dalla violenza delle varie bande criminali sudiste costituitesi in associazione per delinquere[128].

I neri vennero quindi accolti come elettori, mentre di contro gli ex dirigenti confederati vennero esclusi per un periodo di tempo limitato[129]. Nessuno Stato risulterà in tali condizioni interamente rappresentativo. L'autore Randolph Campbell descrive in dettaglio quello che accadde nel Texas[130]:

« Il primo passo fondamentale... è stata la registrazione degli elettori secondo le linee guida stabilite dal Congresso e interpretate dai generali Sheridan e Charles Griffin. Gli "Atti di Ricostruzione" richiedevano la registrazione di tutti i maschi adulti, bianchi e neri, eccetto quelli che non avevano giurato di mantenersi fedeli ai dettami costituzionali e quindi impegnati nella ribellione...

Sheridan interpretò queste restrizioni in modo rigoroso, facendo partire la proscrizione non solo di tutti funzionari pre-1861 di governi statali e locali che avevano sostenuto la Confederazione, ma anche di tutti i funzionari delle città e finanche di addetti minori come i guardiani dei cimiteri sudisti. A maggio Griffin... nominò un consiglio di amministrazione di tre persone per ogni contea, facendo le sue scelte su consiglio di noti scalawags e agenti locali del Freedmen's Bureau.

In ogni contea - dove questo fu praticabile - un liberto era uno dei tre conservatori del registro... La registrazione finale degli aventi diritto ammontava a circa 59.633 bianchi e a 49.479 neri. È impossibile dire quanti bianchi sono stati rifiutati o venne negato loro di registrarsi (le stime variano da 7.500 a 12.000), ma i neri, che costituivano solo circa il 30% della popolazione dello Stato, erano significativamente sovra-rappresentati al 45% di tutti gli elettori[131]. »

Convention costituzionali statali[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1867 e il 1869 gli 11 Stati meridionali tennero delle Convention costituzionali le quali diedero per la 1ª volta ai neri la possibilità di esprimere le proprie preferenze elettorali[132]; i delegati si divisero per lo più tra le correnti politiche dei Radical, dei moderati e degli "intermedi"[133].

Una vignetta che minaccia il linciaggio di scalawag (a sinistra) e Carpetbagger (destra) da parte del Ku Klux Klan a partire dal 4 marzo del 1869, il giorno in cui il Democratico Horatio Seymour sarebbe dovuto presumibilmente diventare presidente. Tuscaloosa, Independent Monitor, 1º settembre 1868. Una ricerca accademica su vasta scala analizza il fumetto: Guy W. Hubbs, Searching for Freedom after the Civil War: Klansman, Carpetbagger, Scalawag, and Freedman ̈(2015) estratto.

I Radical Republicans costituirono una coalizione ben estesa: il 40% erano rappresentati da bianchi del Sud (scalawag); all'incirca il 25% Carpetbagger ed il restante 34% afroamericani[134]. I primi avrebbero desiderato sdoganare tutta la tradizionale classe dirigente bianca, ma i capi moderati del Nord non mancheranno di metterli in guardia; mentre i delegati neri in genere richiesero il diritto al suffragio universale per tutti[135][136].

I "carpetbaggers" inserirono disposizioni volte a promuovere la crescita economica, in particolare gli aiuti finanziari indispensabili per la ricostruzione del sistema ferroviario ridotto in macerie[137][138]. Le diverse Convention istituirono anche un sistema d'istruzione pubblica istituendo scuole gratuite finanziate con i prelievi fiscali; non chiederanno però che fossero integrate razzialmente[139].

Almeno fino al 1872 la maggior parte degli ex detentori di cariche ufficiali federali del Sud rimasero esclusi sia dal voto che dall'assunzione di cariche governative; tutti e 500 i principali dirigenti confederati furono graziati dall'"Amnesty Act" promulgato in quell'anno[140].

La "proscrizione" fu la politica di squalificare quanti più ex confederati possibile e fu un appello rivolto soprattutto all'elemento Scalawag; ad esempio nel 1865 il Tennessee aveva privato di ogni diritto civile almeno 80.000 ex secessionisti[141]. La proscrizione venne tuttavia saggiamente rigettata proprio dall'elemento nero il quale insistette invece sull'introduzione del suffragio universale[142].

Il problema sarebbe ripetutamente venuto a galla in diversi Stati, in particolare nel Texas e nella Virginia; in quest'ultima fu compiuto uno sforzo per apporre l'interdizione legale da ogni incarico pubblico contro ogni uomo che avesse prestato servizio nel Confederate States Army anche solo come privato (ossia a qualsiasi agricoltore civile che avesse venduto approvvigionamenti ai miliari sudisti[143][144].

I bianchi unionisti del Sud si opposero anche ai Repubblicani moderati del Nord i quali ritenevano che porre fine alla proscrizione avrebbe aiutato ad avvicinare il Sud ad una forma di governo fondata sul repubblicanesimo, ossia sul consenso dei governati, così come richiesto d'altra parte sia dalla Costituzione degli Stati Uniti d'America che dalla Dichiarazione d'indipendenza.

Le forti misure che furono richieste per prevenire ogni eventualità di ritorno ai defunti Stati Confederati d'America cominciarono ad apparire sempre più fuori luogo; mentre il ruolo assunto dall'United States Army ed il controllo della politica nazionali nei confronti delle singole legislature statali risultò essere quantomai problematico. Sempre più spesso, afferma lo storico Mark Summers:

« Coloro i quali vennero privati dei diritti civili hanno dovuto ricorrere alla tesi secondo cui la negazione del voto nei loro riguardi era da intendersi come una punizione, ed una punizione permanente per il proprio Stato di appartenenza... mese dopo mese, il carattere non repubblicano del nuovo regime sembrava farsi sempre più eclatante[145]. »

La presidenza di Ulysses S. Grant durerà dal 1869 al 1877 (foto di Mathew B. Brady).

Presidenza Grant[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Ulysses S. Grant § Operato riformista e avvicendamenti.

Durante la guerra civile molti nel Nord credettero fermamente che prestare il proprio servizio tra le fila dell'Unione costituisse una nobile causa: il voler preservare l'unità nazionale e al contempo combattere per dare il colpo di grazia allo schiavismo[146].

Con la conclusione del conflitto e il Nord risultato vittorioso su tutti i fronti il timore maggiore presente tra i Radical sarà quello che il presidente Johnson accettasse troppo rapidamente l'idea secondo cui la pratica schiavista e il nazionalismo confederato fossero completamente morti e che quindi gli Stati Uniti meridionali potessero immediatamente rientrare in seno allo Stato federale[147].

Vignetta di Thomas Nast: "perché il negro non è adatto a votare" (tiene in mano una scheda di preferenza per Grant).

I radicali cominceranno pertanto a ricercare un candidato alla presidenza che potesse rappresentare al meglio il loro punto di vista nella prospettiva dell'immediato futuro.

In occasione delle elezioni presidenziali del 1868 i Repubblicani scelsero all'unanimità Ulysses S. Grant come candidato ufficiale; egli ottenne il favore dei radicali dopo aver aiutato fattivamente Edwin McMasters Stanton ad essere reintegrato in qualità di Segretario alla Guerra e schierandosi su tale questione in contrapposizione alle opinioni presidenziali nella disputa Stanton-Johnson.

Già nel 1862 Grant aveva nominato il capitano John Eaton per dare il via all'opera di protezione e graduale incorporazione nei quadri militari degli schiavi rifugiatisi nel Tennessee Occidentale entrato a far parte del territorio sotto il diretto controllo unionista; in seguito arruolerà gli afroamericani presenti anche nel settentrione del Mississippi nel corso della Campagna di Vicksburg. Utilizzati per rafforzare lo sforzo bellico vennero retribuiti per i lavori compiuti[148].

Questa sua visione volta all'integrazione razziale anche nei campi di battaglia fu la stessa che darà di lì a poco il via all'operato del Freedmen's Bureau. Al termine della guerra Grant si opporrà a Johnson sostenendo con decisione gli Atti di Ricostruzione fatti approvare dai radicali[149][150].

Immediatamente dopo la cerimonia inaugurale e il relativo discorso d'insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America nel marzo del 1869 il neo-presidente rafforzò i propositi di Ricostruzione sollecitando il Congresso a riammettere la Virginia, il Mississippi e il Texas non appena ci si fosse assicurati che le loro nuove rispettive Carte costituzionali avessero in modo chiaro e definitivo salvaguardato il diritto di voto ad ogni cittadino[151].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Ulysses S. Grant § Ricostruzione e diritti umani e civili.

Grant avrà modo d'incontrare e consultarsi con svariati ed importanti leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896) e controfirmerà un disegno di legge atto a garantire uguali diritti sia ai neri che ai bianchi nel distretto federale di Washington[151].

Per tutto il corso della presidenza di Ulysses S. Grant vennero implementate le capacità legali del Governo federale di poter intervenire direttamente per proteggere i diritti di cittadinanza anche se i singoli Stati avessero ignorato il problema[152].

Il presidente lavorò assiduamente con le Aule parlamentari per creare il Dipartimento di Giustizia e l'ufficio del Sollicitor General, guidato dal Procuratore generale Amos Tappan Akerman e dal 1° Sollicitor Benjamin Helm Bristow. L'Assemblea congressuale approverà 3 decisive legislazioni di applicazione (le Enforcement Acts) nel biennio 1870-71, tra cui anche la Civil Rights Act (1871).

Si trattò di codificazioni penali volti a garantire il diritto dei "Freedmen's" di votare, di ricoprire cariche pubbliche, di prestare il proprio servizio nei Grand jury e di ricevere pari protezioni legali; ma ancora più importante si rivelerà l'autorizzazione data al governo nazionale per poter intervenire quando gli Stati avessero disatteso tali garanzie o non fossero intervenuti in merito[153].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Ku Klux Klan § Resistenza.

Il nuovo "Dipartimento di Giustizia" si trovò a perseguire migliaia di affiliati al Ku Klux Klan, considerato fin da subito una società segreta improntata al terrorismo; le nuove disposizioni permetteranno di giudicare e condannare i "Klansmen". Grant fece inviare le truppe federali in 9 contee della Carolina del Sud per sopprimere legalmente con la forza le violenze messe costantemente in atto dagli incappucciati del Klan nel 1871[154].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Ulysses S. Grant § Seguito della Ricostruzione e dei diritti umani e civili.
Manifesto celebrativo per la promulgazione del XV emendamento nel 1870.

Il presidente sostenne inoltre fortemente il passaggio del XV emendamento, affermando che nessuno Stato poteva negare il diritto di voto sulla base della "razza". Il Congresso da parte sua promulgò la Civil Rights Act (1875) la quale concesse il pieno accesso alle strutture pubbliche indipendentemente dalla razza di appartenenza[155].

Per contrastare i tentativi fraudolenti di brogli elettorali nella roccaforte Democratica di New York Grant invierà decine di migliaia di ufficiali federali armati e in divisa, affiancandoli ai funzionari addetti allo spoglio delle schede per rendere quanto più regolari possibili le tornate elettorali locali del 1870 e finanche di quelle successive[156].

A questo punto i Democratici di tutto il Nord si mobilitarono per difendere la propria base ed iniziarono a sferrare duri attacchi all'intera serie di politiche adottate dal presidente[157]; ma ancora il 21 ottobre del 1876 Grant farà dispiegare le truppe per proteggere l'incolumità degli elettori Repubblicani sia bianchi che neri a Petersburg (Virginia)[158].

Il sostegno iniziale da parte del Congresso e dell'opinione pubblica diminuirà prevalentemente a causa degli innumerevoli scandali scoppiati all'interno dell'Amministrazione presidenziale, ma anche per colpa della rinascita politica Democratica sia nel Nord che nel Sud. A partire dal 1870 la maggior parte dei Repubblicani presumette che gli obiettivi di guerra fossero oramai stati saldamente raggiunti, cominciando conseguentemente a concentrarsi su altre questioni spinose come le politiche economiche[159].

Illustrazione di Theodore R. Davis raffigurante il massacro di New Orleans verificatosi nel 1866.

Commissione d'indagine congressuale[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 aprile del 1871 l'Assemblea congressuale istituì una commissione parlamentare d'inchiesta composta da 21 membri per indagare approfonditamente sulla situazione vigente della Ricostruzione negli Stati Uniti meridionali della Carolina del Nord, della Carolina del Sud, della Georgia, del Mississippi, dell'Alabama e infine della Florida: vi furono inclusi il deputato Benjamin Butler e i senatori Zachariah Chandler e Francis Preston Blair[160].

Cartello indicatore storico commemorante il massacro di Colfax avvenuto nel 1873.

I membri della sottocommissione viaggiarono nel Sud con l'obiettivo di sottoporre a colloquio le persone che vivevano nei rispettivi distretti rimasti ancora sotto occupazione militare.

Tra gli intervistati vi saranno funzionari sudisti di alto livello come Wade Hampton III, l'ex governatore della Carolina del Sud James Lawrence Orr e Nathan Bedford Forrest, un ex generale confederato e (presunto) prominente leader del Ku Klux Klan (quest'ultimo negherà nella sua testimonianza data al Congresso di esserne uno dei membri fondatori)[161].

Illustrazione di Harper's Weekly che descrive il massacro di Hamburg avvenuto nel 1876.

Tra gli altri interpellati vennero inclusi agricoltori, medici, impiegati in attività mercantili, educatori e finanche ministri del culto[162].

La commissione ascoltò innumerevoli denunce di violenza commesse dai bianchi contro i neri, mentre da par loro molti bianchi negarono la loro appartenenza al Klan o anche solo di essere a conoscenza di attività violente perpetrate ai danni degli ex schiavi[163].

Il rapporto stilato dalla maggioranza dei Repubblicani concluse i propri lavori avvertendo che il Governo federale non avrebbe in alcuna maniera tollerato nessuna forma di "attività atta alla cospirazione" proveniente dagli ambienti sudisti più reattivi per resistere violentemente alla Ricostruzione attuata dal Congresso. Il comitato completò il suo rapporto in 13 volumi nel febbraio dl 1872[164].

Mentre la presidenza di Ulysses S. Grant era stata in grado di sopprimere le azioni terroriste del KKK grazie alla promulgazione delle Enforcement Acts altre tipologie di insorgenti associati in organizzazione paramilitare a scopo d'insurrezione, compresa la White League attiva a partire dal 1874 nella Louisiana e le Red Shirts con "capitoli" attivi nel Mississippi e nelle 2 Caroline, si svilupparono rapidamente[165].

Tali aggregazioni illegali - composte da sbandati, ex militari secessionisti, banditi e delinquenti comuni - utilizzarono in massa i metodi dell'intimidazione, della coercizione e dell'aggressione fisica con l'intento di allontanare i Repubblicani dai loro uffici e reprimere l'espressione del voto afroamericano, portando i Democratici bianchi a riconquistare il potere con le tornate elettorali della seconda metà degli anni 1870[166].

Blanche Bruce, senatore afroamericano per il Mississippi tra il 1875 e il 1881[167][168] in una foto di Mathew B. Brady e Levin Corbin Handy.

Afroamericani titolari di uffici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896) § Ricostruzione.

I Repubblicani presero il controllo di tutti i governatorati degli Stati del Sud e delle legislature statali ad eccezione della Virginia[169].

La coalizione così realizzata giunse ad eleggere numerosi afroamericani agli uffici locali, statali e finanche nazionali; anche se non dominarono in nessuna circoscrizione elettorale i neri, nella loro qualità di rappresentanti delle elezioni statali e federali, segneranno un drastico cambiamento sociale[170].

All'inizio del 1867 ancora nessun afroamericano del Sud deteneva incarichi politici, ma nel giro di 3 o 4 anni"circa il 15% degli impiegati in uffici pubblici nel Sud erano afroamericani, una percentuale maggiore rispetto a quella che vi sarà nel 1990". La maggior parte di questi incarichi rimasero comunque a un livello locale[170].

Nel 1860 gli schiavi costituivano la maggioranza assoluta delle popolazione residente nel Mississippi e nella Carolina del Sud, il 47% nella Louisiana, il 45% in Alabama, il 44% in Georgia e nella Florida[171]; pertanto la loro influenza politica era ancora di molto inferiore alla loro effettiva percentuale sulla popolazione totale.

All'incirca 137 impiegati in incarichi pubblici neri erano vissuti fuori dal Sud prima dello scoppio della guerra civile. Alcuni di loro, che erano fuggiti dalla schiavitù al Nord e che si erano istruiti tornarono in meridione per aiutare la Ricostruzione del Sud nell'epoca del dopoguerra. In altri casi si trattava di neri liberi già prima del 1861 e che erano riusciti ad ottenere istruzione e posizioni di comando altrove.

Robert Carlos De Large, deputato per la Carolina del Sud tra il 1871 e il 1873[172].

Altri uomini afroamericani eletti a cariche pubbliche erano già dei leader riconosciuti all'interno delle proprie comunità d'appartenenza, tra cui anche un certo numero di predicatori religiosi; come ebbe ad accadere anche nelle comunità bianche, non tutta la leadership sorta in questi anni dipese solamente dalla ricchezza accumulata o dall'acquisizione di un buon livello di alfabetizzazione[173].

Benjamin Sterling Turner, deputato per l'Alabama tra il 1871 e il 1873[174].

Vi saranno ampie sacche in cui prevarranno in gran parte fattori sia carismatici che populisti[175].

Delegati alle Convention costituzionali statali nel 1867 (su basi razziali)[176]
Stato Bianchi Neri % di bianchi Popolazione totale
di bianchi
(% del 1870)[177]
Virginia Virginia 80 25 76 58
Carolina del Nord Carolina del Nord 107 13 89 63
Carolina del Sud Carolina del Sud 48 76 39 41
Georgia Georgia 133 33 80 54
Florida Florida 28 18 61 51
Alabama Alabama 92 16 85 52
Mississippi Mississippi 68 17 80 46
Louisiana Louisiana 25 44 36 50
Texas Texas 81 9 90 69

Vi saranno assai pochi afroamericani eletti in un qualche ufficio nazionale; gli elettori della comunità voteranno per candidati sia bianchi che neri. L'applicazione del XV emendamento garantì solo che il voto espresso non potesse essere limitato sulla base della definizione razziale, del colore della pelle o delle precedenti condizioni di servitù.

Dal 1868 in poi la campagna elettorale e i relativi appuntamenti con le urne furono segnati da una violenza diffusa, mentre i ribelli bianchi e i paramilitari cercavano di sopprimere il voto nero; brogli elettorali e scorrettezze di vario genere circondarono praticamente ogni tornata elettorale, aggravati da una pesante e dilagante corruzione.

Molte delle elezioni congressuali nel Sud subirono forti contestazioni; persino quegli Stati in cui la maggioranza della popolazione era afroamericana elessero spesso solamente uno o due deputati in rappresentanza della comunità nera. Una delle eccezioni più notevoli incluse la Carolina dl Sud: al termine dell'Era della Ricostruzione 4 dei suoi 5 membri dell'Assemblea congressuale risultarono essere afroamericani.

Afroamericani in carica tra il 1870 e il 1876[178]
Stato Legislatura
statale
Senatori Deputati
Alabama Alabama 69 0 4
Arkansas Arkansas 8 0 0
Florida Florida 30 0 1
Georgia Georgia 41 0 1
Louisiana Louisiana 87 0 1*
Mississippi Mississippi 112 2 1
Carolina del Nord Carolina del Nord 30 0 1
Carolina del Sud Carolina del Sud 190 0 6
Tennessee Tennessee 1 0 0
Texas Texas 19 0 0
Virginia Virginia 46 0 0
Totali 633 2 15

Fattori socio-economici[modifica | modifica wikitesto]

The Lord is My Shepherd di Eastman Johnson che rappresenta un afroamericano intento a leggere la Bibbia.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Segregazione razziale negli Stati Uniti d'America § Ricostruzione nel Sud.

Organizzazione religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896) § Religione.

I liberti si dimostreranno molto attivi nel formare le loro "chiese negre", per lo più affiliate al Battismo e al Metodismo, e delegando ai loro ministri ruoli di leadership sia morale che politica. In un precoce processo di auto-segregazione razziale praticamente tutti gli afroamericani abbandonarono le "chiese dei bianchi", in maniera tale che rimarranno ben presto assai poche congregazioni razzialmente integrate (a parte alcune parrocchie della Chiesa cattolica statunitense nella Louisiana.

Diedero così vita a numerose nuove chiese battiste nere e, ben presto, anche ad associazioni statali a loro riservate. Furono 4 i gruppi principali che gareggiarono tra loro in tutto il profondo Sud per formare comunità metodiste composte esclusivamente da ex schiavi: la Chiesa episcopale metodista africana"; la Chiesa episcopale metodista africana di Sion" (entrambe denominazioni nere indipendenti create rispettivamente a Filadelfia e a New York); la "Colored Methodist Episcopal Church" (sponsorizzata dalla bianca "Methodist Episcopal Church, South"; ed infine la "Chiesa episcopale metodista" (unica confessione bianca ad accogliere i neri liberi del Nord)[179].

Il vescovo Henry McNeal Turner contribuì attivamente alla costruzione dell'orgoglio afroamerican proclamando a gran voce nei propri sermoni che "Dio è un Negro"[180][181].

La Chiesa metodista si era frantumata prima della guerra civile proprio a causa dei disaccordi interni sulla questione della schiavitù[182]. Nel 1871 i Metodisti del Nord ebbero 88.000 membri neri nel Sud ed avevano già aperto per loro numerosi istituti d'istruzione primaria e professionale[183].

I neri nel Sud vennero inoltre a costituire uno degli elementi centrali del Partito Repubblicano; i loro ministri religiosi assunsero ruoli politici di potere i quali erano distintivi in quanto non dipendevano in alcun modo dal sostegno dei bianchi; ciò al contrario d'insegnanti, politici, uomini d'affari ed affittuari[184].

Agendo secondo il principio affermato da Charles H. Pearce, un reverendo metodista nero della Florida: "un uomo in questo Stato non può fare tutto il suo dovere di ministro se non accettando anche di cercare e sviluppare gli interessi politici del suo popolo"[185]. Più di un centinaio di religiosi neri risulteranno eletti nelle varie legislature statali nel corso dell'Era della Ricostruzione, oltre a diversi membri entrati a far parte del Congresso ed uno di loro, Hiram Rhodes Revels, al Senato[186].

In un'azione rimasta molto controversa nel corso dell'impegno bellico i Metodisti del Nord utilizzarono l'assistenza offerta loro dall'Union Army per prendere il possesso e controllare le chiese metodiste in tutte le grandi città, scatenando le veementi proteste dei metodisti meridionali. Lo storico Ralph Morrow riporta[187]:

« Un ordine emanato dal Dipartimento della Guerra e datato al novembre del 1863, applicabile agli Stati Sud-occidentali della Confederazione, autorizzò i metodisti del nord ad occupare tutte le case di culto appartenenti alla Chiesa episcopale metodista del Sud in cui non vi fosse stato insediato ad officiare un ministro fedele all'Unione[188][189]. »

Il vescovo metodista Matthew Simpson in una foto di Mathew B. Brady.

In tutto il Nord la maggior parte delle denominazioni rifacentesi all'Evangelicalismo, in particolare il Metodismo ma anche il Congregazionalismo e il Presbiterianesimo - così come il Quaccherismo - sostennero fortemente le politiche punitive dei Radical. L'attenzione crescente nei riguardi dei problemi sociali spalancherà la strada al movimento dei "Social Gospel" (il "Vangelo sociale").

Matthew Simpson, un vescovo metodista, svolse un ruolo di primo piano nella mobilitazione dei fedeli del Nord per la "causa"; il suo biografo lo definisce con l'appellativo di "Sommo sacerdote dei Radical Republicans"[190]. La "Methodist Ministers Association of Boston", riunitasi due settimane dopo l'assassinio di Abraham Lincoln, chiese una linea di massima durezza contro la leadership confederata[191]:

« Dato per assodato il fatto che nessun accordo dovrebbe essere condotto e stipulato con i traditori, nessun compromesso con i ribelli... riteniamo l'autorità nazionale vincolata dall'obbligo più solenne a Dio e all'uomo di portare tutti i leader civili e militari della ribellione in tribunale per processarli secondo il diritto degli Stati Uniti d'America e, una volta che fossero chiaramente condannati, sottoporli ad impiccagione[192]. »

Tutte le maggiori congregazioni inviarono i loro missionari, educatori e attivisti alla volta degli Stati Uniti meridionali per portare soccorso ed aiuti - sia morali che materiali - ai liberti; i metodisti da soli riuscirono ad ottenere una gran quantità di convertiti[193].

Gli attivisti sponsorizzati dalla "Northern Methodist Church" svolsero un ruolo di notevole importanza anche nel Freedmen’s Bureau, in particolar modo negli obiettivi d'istruzione pubblica generale, creando sovrintendenti statali dell'Ufficio e assistenti all'educazione nella Virginia, oltre che in Florida, Alabama e Carolina del Sud[194].

La maggioranza degli americani si ritrovò ad interpretare gli eventi in termini religiosi e finanche fortemente apocalittici. Lo storico Wilson Follin contrappone l'interpretazione mistica data alla guerra civile prima e alla Ricostruzione poi nei sermoni battisti bianchi e neri in Alabama: i bianchi espressero il parere che

« Dio li aveva castigati e dato loro una missione speciale: mantenere l'ortodossia, il rigoroso biblico, la devozione personale e le relazioni razziali tradizionali. La schiavitù, insistevano, non era stata peccaminosa. Piuttosto, l'emancipazione era una tragedia storica e la fine della Ricostruzione era un chiaro segno del favore di Dio[195]. »

In netto contrasto i battisti neri interpretarono il conflitto, l'emancipazione e la conseguente Ricostruzione come

« Il dono di Dio della libertà. Hanno apprezzato le opportunità di esercitare la loro indipendenza, di adorare a modo loro, di affermare il loro valore e la loro dignità e di proclamare la paternità di Dio e la fraternità universale dell'uomo. Soprattutto, potevano formare le proprie chiese, associazioni e dare vita a proprie Convention.

Queste istituzioni offrirono l'auto-aiuto e l'innalzamento della razza e fornirono luoghi in cui il Vangelo della liberazione poteva essere proclamato ad alta voce. Di conseguenza i predicatori neri continuarono ad insistere sul fatto che Dio avrebbe continuato a proteggerli e ad aiutarli, così come fece con gli ebrei durante l'Esodo; Dio sarebbe stato la loro roccia in una terra burrascosa[196]. »

Una "scuola per negri" nella Carolina del Sud (1878).

Scuole pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896) § Istruzione.

Lo storico James D. Anderson sostiene che gli schiavi liberati furono i primi uomini del Sud "a fare un assidua campagna per creare un sistema d'istruzione pubblica rivolta a tutti, donne comprese, che avrebbe dovuto essere supportata dallo Stato"[197]; i neri presenti nella coalizione Repubblicana giocarono un ruolo fondamentale nello stabilire un tale principio nelle Carte Costituzionali statali per la prima volta durante la Ricostruzione affidata all'Assemblea congressuale.

Molti schiavi avevano imparato a leggere dai coetanei compagni di gioco bianchi quand'erano ancora bambini, o da altri schiavi prima che la loro istruzione formale venisse consentita per vie legislative. Gli afroamericani iniziarono pertanto a fondare "scuole native" già prima del termine dello scontro armato. Le "Sabbath schools" saranno un altro dei mezzi diffusi che i liberti svilupparono per dare un'alfabetizzazione alla massa dei loro "fratelli"[198].

Quando ottennero il suffragio i primi politici neri presero su di sé l'impegno per fornire un'educazione pubblica nel corso delle Convention costituzionali statali. I Repubblicani crearono quindi un sistema scolastico pubblico accessibile a tutti, il quale rimase però segregato per razza ovunque tranne che a New Orleans[199].

Generalmente gli istituti elementari e alcuni di quelli secondari vennero aperti nella maggior parte delle città e, occasionalmente, anche nelle campagne. Ma il Sud continuò ad aver ben poche città vaste quanto quelle del Nord[200].

Le aree rurali dovettero pertanto affrontare molte difficoltà sia nell'apertura che successivamente nel mantenimento delle scuole pubbliche; nei piccoli paesi l'edificio scolastico consistette in nient'altro che in una stanza approntata alla bell'e meglio e riusciva ad attirare circa la metà dei bambini più piccoli. Gli insegnanti furono malpagati e la paga stessa risultò essere spesso e volentieri giungere in forte arretrato[201].

I conservatori cominciarono a sostenere che le scuole rurali erano troppo costose e del tutto inutili per una regione in cui la stragrande maggioranza delle persone era costituita da coltivatori di cotone e di tabacco; non ebbero quindi alcuna visione di un futuro migliore per i residenti. Lo storico Franklin ha scoperto che le scuole furono meno efficaci di quanto avrebbero potuto essere perché

« la povertà, l'incapacità degli Stati di riscuotere le tasse e l'inefficienza e la corruzione presente in molti luoghi hanno impedito il buon funzionamento delle scuole[202]. »

Dopo che la Ricostruzione bruscamente terminò nel 1877 i bianchi diedero il via ad un'operazione sistematica di privazione dei diritti appena acquisiti dai neri - il disaffrancamento degli afroamericani dopo l'Era della Ricostruzione - ed imposero le Leggi Jim Crow, sottostimando costantemente le istituzioni nere, compreso anche il servizio scolastico.

Dopo la guerra i missionari provenienti dal Nord fondarono numerose accademie private e college per i liberti del Sud; ogni Stato inoltre fondò scuole statali, come la Alcorn State University (1871, una delle storiche università afroindiane) nel Mississippi. Le università produssero generazioni di insegnanti i quali si distinsero per essere parte integrante dell'educazione dei bambini afroamericani sottoposti alla segregazione razziale negli Stati Uniti d'America: alla fine del XIX secolo la maggior parte degli afroamericani era letterata.

Verso la fine del secolo il Governo federale istituì una legislazione sulla concessione di terre atta a fornire finanziamenti per l'istruzione superiore; appurando il fatto che i neri venivano esclusi dai sussidi territoriali per l'ammissione nei college nel 1890 insistette a che gli Stati meridionali istituissero "scuole superiori di Stato" per i neri tramite sovvenzioni se volevano continuare a ricevere i fondi per le loro scuole bianche già stabilite[203].

Una foto di John Roy Lynch.

Alcuni Stati classificarono i loro "college per negri" come istituti nati dalla concessione di terreni. L'ex membro dell'Assemblea congressuale John Roy Lynch (un afroamericano) avrà l'occasione di scrivere:

« Vi sono molti Democratici liberali, leali ed influenti del Mississippi che sono fortemente favorevoli a far sì che lo Stato provveda all'educazione liberale di entrambe le razze[204]. »

Sovvenzioni e pagamenti ferroviari[modifica | modifica wikitesto]

Politica fiscale[modifica | modifica wikitesto]

Tassi d'imposta sulla proprietà statale durante la Ricostruzione
Anno Carolina del Sud Carolina del Sud Mississippi Mississippi
1869 5 per mille (0.5%) 1 per mille (0.1%) (il tasso più basso tra il 1822 e il 1898)
1870 9 per mille 5 per mille
1871 7 per mille 4 per mille
1872 12 per mille 8,5 per mille
1873 12 per mille 12,5 per mille
1874 10,3/10,8 per mille 14 per mille (1.4%) "un tasso che praticamente equivaleva alla confisca" (il più alto tra il 1822 e il 1898)
1875 11 per mille
1876 7 per mille
Fonti J. S. Reynolds, Reconstruction in South Carolina, 1865–1877 (Columbia, SC: The State Co., 1905), p. 329. J. H. Hollander,Studies in State Taxation with Particular Reference to the Southern States (Baltimore: Johns Hopkins Press, 1900), p. 192.

Conclusione[modifica | modifica wikitesto]

Democratici sudisti[modifica | modifica wikitesto]

Redeemers[modifica | modifica wikitesto]

Panico del 1873[modifica | modifica wikitesto]

New Departure[modifica | modifica wikitesto]

Violenze[modifica | modifica wikitesto]

Vignetta politica del 1877 di Thomas Nast che raffigura il controllo del Partito Democratico del Solid South.

Elezioni presidenziali del 1876[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Linciaggio negli Stati Uniti d'America § Privazione dei diritti civili e segregazione (1877-1917).

Eredità e storiografia[modifica | modifica wikitesto]

Dunning School[modifica | modifica wikitesto]

Revisionisti[modifica | modifica wikitesto]

Storici afroamericani[modifica | modifica wikitesto]

Neo-abolizionisti[modifica | modifica wikitesto]

Ruolo economico razziale[modifica | modifica wikitesto]

La questione del fallimento[modifica | modifica wikitesto]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il giornalista Joel Chandler Harris, scrivendo come "Joe Harris" per l'"Atlanta Constitution" (soprattutto dopo la Ricostruzione), ha cercato di promuovere la riconciliazione razziale e sezionale alla fine del XIX secolo.

Sostenne la visione di Henry Woodfin Grady di un "Nuovo Sud" durante il periodo che lo vide come redattore (dal 1880 al 1889); Harris scrisse molti editoriali incoraggiando l'accettazione da parte del Sud delle mutate condizioni e di una qualche influenza del Nord, sebbene affermò anche che avrebbe dovuto procedere sotto la linea suprematista del potere bianco[205].

Nell'ambito della letteratura popolare due romanzi dell'inizio del XX secolo opera di Thomas Frederick Dixon, The Clansman: A Historical Romance of the Ku Klux Klan (1905) e The Leopard's Spots (1902) sviluppò l'idea della "resistenza bianca" alla coercizione nordista/negra, propagandando l'azione vigilante promossa ed intrapresa dal Ku Klux Klan[206].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Ku Klux Klan § Secondo KKK: 1915-44 e Linciaggio negli Stati Uniti d'America § Dalla prima alla seconda guerra mondiale.

David Wark Griffith adatterà The Clansman di Dixon per lo schermo del suo film anti-repubblicano Nascita di una nazione (1915) stimolando in tal modo la formazione della 2ª versione del KKK targata XX secolo.

Molti altri autori hanno donato di un'aura intrisa di romanticismo la cosiddetta "benevolenza della schiavitù" e il mondo dell'élite terriera delle piantagioni antebelliche in memorie e storie pubblicate tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo; mentre le "United Daughters of the Confederacy" promossero opere di donne risultate poi assai influenti in questo campo[207].

[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione in ciascuno degli
Stati federati del Profondo Sud
Dichiarazione
di secessione
Ammissione agli
Stati Confederati d'America
Rientro
nel Congresso
Ritorno al potere
del Partito Democratico
Carolina del Sud Carolina del Sud 20 dicembre 1860 4 febbraio 1861 0 luglio 1868 11 aprile 1877
Mississippi Mississippi 9 gennaio 1861 4 febbraio 1861 23 febbraio 1870 4 gennaio 1876
Florida Florida 10 gennaio 1861 4 febbraio 1861 25 giugno 1868 2 gennaio 1877
Alabama Alabama 11 gennaio 1861 4 febbraio 1861 14 luglio 1868 16 novembre 1874
Georgia Georgia 19 gennaio 1861 4 febbraio 1861 15 luglio 1870 1º novembre 1871
Louisiana Louisiana 26 gennaio 1861 4 febbraio 1861 25 giugno (o 9 luglio) 1868 2 gennaio 1877
Texas Texas 1º febbraio 1861 2 marzo 1861 30 marzo 1870 14 gennaio 1873
Virginia Virginia 17 aprile 1861 7 maggio 1861 26 gennaio 1870 5 ottobre 1869
Arkansas Arkansas 6 maggio 1861 18 maggio 1861 22 giugno 1868 10 novembre 1874
Carolina del Nord Carolina del Nord 20 maggio 1861 21 maggio 1861 4 luglio 1868 28 novembre 1870
Tennessee Tennessee 8 giugno 1861 16 maggio 1861 24 luglio 1866 4 ottobre 1869

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Per anno[modifica | modifica wikitesto]

Giornali e riviste[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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