Suffragio femminile

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Sfilata a sostegno del suffragio femminile a New York, 1912

Il termine suffragio femminile indica un movimento di riforma economico e politico avente come obiettivo quello di estendere il suffragio — cioè il diritto di voto — alle donne. Le origini moderne del movimento vanno ricercate nella Francia del XVIII secolo.[1] Dei Paesi attualmente indipendenti, la Nuova Zelanda fu la prima a riconoscere alle donne il diritto di voto. Tuttavia, quando ciò avvenne, nel 1893, la Nuova Zelanda non era uno stato indipendente, ma una colonia britannica per lo più autogovernantesi.[1] Luoghi con uno status simile che concessero alle donne il voto comprendono il Territorio del Wyoming (1869). Altri possibili candidati alla carica di primo "stato" a riconoscere il suffragio femminile sono la Repubblica Corsa, l'Isola di Man (1881), le Isole Pitcairn, Franceville e Tavolara, ma alcuni di questi stati hanno avuto una breve esistenza e altri non sono mai stati chiaramente indipendenti. Una candidata a prima nazione indipendente a concedere il diritto di voto fu la Svezia, dove ad alcune donne fu concesso il diritto di voto durante l'età della libertà (1718-1771), anche se questo diritto fu lungi dall'essere concesso a tutte le donne.

Il diritto di voto alle donne fu introdotto nella legislazione internazionale nel 1948 quando le Nazioni Unite adottarono la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. come stabilito dall'articolo 21 “(1)Chiunque ha il diritto di prendere parte al governo del proprio paese, direttamente o attraverso rappresentanti liberamente scelti. (3)La volontà del popolo dovrà costituire la base dell'autorità di governo; questa sarà espressa mediante elezioni periodiche e genuine che si svolgeranno a suffragio universale e paritario e che saranno tenute mediante voto segreto o mediante procedure libere di voto equivalenti.”

Il suffragio femminile viene anche esplicitamente considerato un diritto sotto la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna, adottata dalle Nazioni Unite nel 1979.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime donne elette al parlamento finlandese nel 1907

Il suffragio femminile è stato concesso nei vari paesi del mondo in tempi diversi. In molti paesi il suffragio femminile fu riconosciuto prima del suffragio universale, così a donne di certe razze e classi sociali non fu concesso il diritto di voto.

Nella Francia medievale e altri paesi Europei, il voto per assemblee e riunioni di città e paesi era aperto ai capi delle famiglie, indipendentemente dal sesso. Il suffragio femminile fu concesso dalla Repubblica Corsa del 1755 la cui Costituzione prevedeva un'assemblea rappresentativa nazionale eletta da tutti gli abitanti sopra i 25 anni d'età, sia donne (se nubili o vedove) che uomini.[senza fonte] Il suffragio femminile fu revocato quando la Francia annesse l'isola nel 1769. Le origini del moderno movimento a favore del suffragio femminile vanno ricercate nella Francia degli anni tra il 1780 e il 1790 negli scritti di Antoine Condorcet e Olympe de Gouges, che lo sostennero come un diritto nelle elezioni nazionali.

Nel 1756, Lydia Chapin Taft, nota anche come Lydia Taft, divenne la prima donna votante legale in America.[2] Ella votò in almeno tre occasioni in una Assemblea Cittadina del New England, ad Uxbridge (Massachusetts), con il consenso dell'elettorato. Ciò si verificava tra il 1756 e il 1768, durante il periodo coloniale americano.[3] Il New Jersey concesse il voto alle donne (con le stesse qualifiche proprietarie degli uomini, benché, dato che le donne sposate non possedevano proprietà per loro diritto, solo le donne nubili e le vedove avevano questo diritto) sotto la Storia della Costituzione dello Stato del New Jersey del 1776, nella quale la parola "abitanti" fu usata senza distinzioni di sesso o razza. Le donne del New Jersey, insieme a "persone di diverso colore, o negri", persero il diritto di voto nel 1807, quando la franchigia fu ristretta a maschi bianchi, in parte, dichiaratamente almeno, per combattere le frodi elettorali semplificando le condizioni di eleggibilità.

Francobollo emesso nel cinquantesimo anniversario del voto alle donne USA

Le Isole Pitcairn concessero il suffragio alle donne nel 1838, cui fece seguito Norfolk nel 1856. Diversi paesi, colonie e stati concessero un suffragio limitato alle donne nella seconda metà del XIX secolo, iniziando con l'Australia Meridionale nel 1861. La Comune di Parigi del 1871 riconobbe il diritto di voto alle donne, ma esso venne ritirato con la caduta della Comune e sarebbe stato concesso nuovamente nel luglio del 1944 da Charles de Gaulle. Nel 1886 il piccolo regno di Tavolara divenne una repubblica ed introdusse il suffragio femminile.[4][5] Tuttavia, nel 1899 la monarchia fu ristabilita, ed il regno fu qualche anno dopo annesso dall'Italia. La colonia di Franceville, dichiarando l'indipendenza nel 1889, divenne la prima nazione autogovernantesi ad introdurre il suffragio universale senza distinzione di sesso o colore,[6] tuttavia, essa tornò presto sotto il dominio coloniale di Francia e Regno Unito.

Il suffragio femminile illimitato in termini di diritti di voto (alle donne inizialmente non fu permesso di presentarsi come candidate alle elezioni) in una colonia autogovernantesi fu concesso dalla Nuova Zelanda nei primi anni novanta del XIX secolo. A seguito di un movimento condotto da Kate Sheppard, l'editto per il suffragio femminile fu adottato appena qualche mese prima delle elezioni generali del 1893.

La colonia autogovernantesi dell'Australia Meridionale concesse sia il suffragio universale e concesse alle donne di presentarsi come candidate al parlamento coloniale nel 1895.[7] Il Commonwealth d'Australia garantì questo stato di cose per le donne nelle elezioni Federali dal 1902 (tranne le donne Aborigene). Il primo paese europeo ad introdurre il suffragio femminile fu il Granducato di Finlandia. Le riforme amministrative successive all'insurrezione del 1905 concessero alle donne finniche il diritto di votare (suffragio universale e egualitario) e di presentarsi come candidate alle elezioni del 1906. I primi membri femminili di un parlamento furono anch'esse finniche, quando nel 1907, 19 donne presero il loro posto al Parlamento di Finlandia come risultato delle elezioni parlamentari del 1907.

Negli anni precedenti la Prima guerra mondiale, la Norvegia (1913) e la Danimarca diedero anch'esse il voto alle donne, ed esso venne esteso a tutti gli altri stati dell'Australia. La Russia Sovietica concesse il diritto nel 1918 così come il Canada (tranne il Québec, dove esso venne posposto al 1940). Le donne britanniche di oltre 30 anni d'età e tutte le donne tedesche e polacche ebbero il voto nel 1918, le donne olandesi nel 1919, e alle donne statunitensi negli stati che precedentemente si erano visto rifiutare il suffragio, esso fu concesso nel 1920. Le donne in Turchia ebbero il diritto di voto nel 1926. Nel 1928, il suffragio fu esteso a tutte le donne britanniche con gli stessi diritti degli uomini, cioè, a tutte le persone con almeno 21 anni d'età, senza distinzione di sesso. Una delle più recenti giurisdizioni a concedere alle donne uguali diritti è stato il Bhutan nel 2008.

In Italia il suffragio universale venne istituito dall'effimera Repubblica Romana del 1849: non venne escluso il voto alle donne, che però ne restarono fuori per consuetudine. Furono fatti diversi tentativi di introduzione tra il 1861 e il 1919. Il voto femminile fu altresì legittimato nel 1920, durante la Reggenza Italiana del Carnaro, la città stato di breve durata fondata da Gabriele D'Annunzio a Fiume.[8] Nel 1925 una legge fascista concesse il suffragio femminile alle sole elezioni amministrative, che verranno però abolite nel 1926, senza che la norma avesse applicazione.[9] Nel 1945 il Regno d'Italia istituì il suffragio femminile e le donne votarono alle amministrative. Nel 1946 avvenne il primo voto su scala nazionale, al referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica italiana e alle contemporanee elezioni politiche dell'Assemblea costituente.

Movimenti pro-suffragio[modifica | modifica wikitesto]

Nessun movimento pro-suffragio fu così ampio da comprendere uomini e donne. Una grossa suddivisione, specialmente in Gran Bretagna, fu tra suffragisti, che cercavano una via costituzionale al mutamento, e le suffragette, che erano invece più militanti. Esisteva anche una diversità di vedute sul "posto della donna". Alcuni che portavano avanti campagne a favore del suffragio femminile, ritenevano che le donne fossero naturalmente più buone, gentili e più comprensive verso i membri più deboli della società, specialmente i bambini. si riteneva spesso che le donne votanti potessero esercitare un potere civilizzante sulla politica e tendessero a sostenere il controllo sull'alcool, per esempio. Si riteneva che benché il posto della donna fosse in casa, ella potesse influenzare le leggi che avevano effetto su quella casa. Altri fautori di queste campagne ritenevano che uomini e donne dovessero essere uguali sotto ogni aspetto e che non esistesse il cosiddetto "ruolo naturale" delle donne.

Esistevano altresì differenze d'opinione circa gli altri votanti. Alcuni propugnatori di campagne sociali ritenevano che tutti gli adulti avessero diritto al voto, ricchi e poveri, maschi e femmine, e indipendentemente dalla razza. Altri vedevano il suffragio femminile come un modo di cancellare i voti delle classi basse e dei non-bianchi. Il più attuale movimento attivo a favore del suffragio femminile opera in Arabia Saudita. L'argomento si intreccia con il complesso ruolo delle donne saudite moderne. (Vedi Diritti delle donne in Arabia Saudita e Diritti Umani in Arabia Saudita)

Quadro sinottico del suffragio femminile[modifica | modifica wikitesto]

La data indicata indica l'anno in cui per la prima volta alle donne fu concesso di partecipare (come votanti) alle elezioni, non la data in cui alle donne fu concesso il suffragio universale senza restrizioni.

N. Paese Anno Età di voto
1

Afghanistan Afghanistan

1963

6 anni

2

Albania Albania

1946

3 Algeria Algeria

1962

62 anni

4

Andorra Andorra

1970

18 anni

5

Angola Angola

1975

18 anni

6

Anguilla Anguilla

1951

18 anni

7

Antigua e Barbuda Antigua e Barbuda

1951

18 anni

8

Antille Olandesi Antille Olandesi

N/D

18 anni

9

Argentina Argentina

1947

18 anni

10

Armenia Armenia

1921

18 anni

11

Aruba Aruba

N/D

18 anni

12

Australia Australia

1902

18 anni

13

Austria Austria

1918

18 anni

14

Azerbaigian Azerbaigian

1921

18 anni

15

Bahamas Bahamas

1960

18 anni

16

Bahrein Bahrein

2002

18 anni

17

Bangladesh Bangladesh

1972

18 anni

18

Barbados Barbados

1950

18 anni

19

Belgio Belgio

1919

18 anni

20

Belize Belize

1954

18 anni

21

Benin Benin

1956

18 anni

22

Bermuda Bermuda

1944

18 anni

23

Bhutan Bhutan

1953

18 anni

24

Belgio Belgio

1919

18 anni

25

Birmania Birmania

1922

18 anni

26

Bolivia Bolivia

1938

18 anni

27

Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina

1949

18 anni

28

Botswana Botswana

1965

18 anni

29

Brasile Brasile

1932

16 anni

30

Brunei Brunei

1959

18 anni (solo elezioni locali)

31

Bulgaria Bulgaria

1938

18 anni

32

Burkina Faso Burkina Faso

1958

universali

33

Burundi Burundi

1961

N/D

34

Cambogia Cambogia

1955

18 anni

35

Camerun Camerun

1946

20 anni

36

Canada Canada

1917

18 anni

37

Capo Verde Capo Verde

1975

18 anni

38

Isole Cayman Isole Cayman

N/D

18 anni

39

Ciad Ciad

1958

18 anni

40

Cile Cile

1931

18 anni

41

Cina Cina

1949

18 anni

42

Cipro Cipro

1960

18 anni

43

Isole Cocos (Keeling) Isole Cocos (Keeling)

N/D

ND

44

Colombia Colombia

1954

18 anni

45

Comore Comore

1956

18 anni

46

Rep. del Congo Rep. del Congo

1963

18 anni

47

RD del Congo RD del Congo

1967

18 anni

48

Isole Cook Isole Cook

1893

ND

49

Corea del Nord Corea del Nord

1946

17 anni

50

Corea del Sud Corea del Sud

1948

19 anni

51

Costa d'Avorio Costa d'Avorio

1952

19 anni

52

Costa Rica Costa Rica

1949

18 anni

53 Croazia Croazia 1945 18 anni
54

Cuba Cuba

1934

16 anni

55

Danimarca Danimarca

1915

18 anni

56

Dominica Dominica

1951

18 anni

57

Ecuador Ecuador

1929

18 anni (facoltativo a partire dai 16, obbligatorio dai 18)

58

Egitto Egitto

1956

18 anni

59

El Salvador El Salvador

1939

18 anni

60

Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti

2006

N/D

61

Eritrea Eritrea

1955

18 anni

62

Estonia Estonia

1918

18 anni

63

Etiopia Etiopia

1955

80 anni

64

Fær Øer Fær Øer

N/D

18 anni

65

Isole Falkland Isole Falkland

N/D

18 anni

66

Figi Figi

1963

21 anni

67

Filippine Filippine

1937

18 anni

68

Finlandia Finlandia

1906

18 anni

69

Francia Francia

1944

18 anni

70

Gabon Gabon

1956

21 anni

71

Gambia Gambia

1960

18 anni

72

Georgia Georgia

1918

18 anni

73

Germania Germania

1918

18 anni

74

Ghana Ghana

1954

18 anni

75

Giamaica Giamaica

1944

18 anni

76

Giappone Giappone

1945

20 anni

77

Gibilterra Gibilterra

N/D

18 anni

78

Gibuti Gibuti

1946

18 anni

79

Giordania Giordania

1974

18 anni

80

Grecia Grecia

1952

18 anni

81

Grenada Grenada

1951

18 anni

82

Groenlandia Groenlandia

N/D

18 anni

83

Guam Guam

N/D

18 anni

84

Guatemala Guatemala

1946

18 anni

85

Guernsey Guernsey

a

18 anni

86

Guinea Guinea

1958

12,43 anni

87

Guinea-Bissau Guinea-Bissau

1977

18 anni

88

Guinea Equatoriale Guinea Equatoriale

1963

18 anni

89

Guyana Guyana

1953

18 anni

90

Haiti Haiti

1950

18 anni

91

Honduras Honduras

1955

18 anni

92

Hong Kong Hong Kong

1949

18 anni

93

India India

1947

18 anni

94

Indonesia Indonesia

1945

17 anni (persone coniugate indipendentemente dall'età)

95

Iran Iran

1963

16 anni

96

Iraq Iraq

1980

18 anni

97

Irlanda Irlanda

1918

18 anni

98

Islanda Islanda

1915

18 anni

99

Israele Israele

1948

18 anni

100

Italia Italia

1946

18 anni (tranne che nelle elezioni per il Senato, dove l'età minima è di 25 anni)

101

Jersey Jersey

N/D

16 anni

102

Kazakistan Kazakistan

1924

18 anni

103

Kenya Kenya

1963

18 anni

104

Kirghizistan Kirghizistan

1918

18 anni

105

Kiribati Kiribati

1967

18 anni

106

Kosovo Kosovo

1945

18 anni

107

Kuwait Kuwait

2005

NArs

108

Laos Laos

1958

18 anni

109

Lesotho Lesotho

1965

18 anni

110 Lettonia Lettonia

1918

18 anni

111

Libano Libano

1952

21 anni (donne a 21 anni, con educazione elementare dal 1952 fino al 1957)[10]

112

Liberia Liberia

1946

18 anni

113

Libia Libia

1964

18 anni

114

Liechtenstein Liechtenstein

1984

18 anni

115

Lituania Lituania

1918

18 anni

116

Lussemburgo Lussemburgo

1919

18 anni

117

Macao Macao

N/D

18 anni

118

Macedonia Macedonia

1946

18 anni

119

Madagascar Madagascar

1959

18 anni

120

Malawi Malawi

1961

18 anni

121

Maldive Maldive

1932

21 anni

122

Malesia Malesia

1957

21 anni

123

Mali Mali

1956

18 anni

124

Malta Malta

1947

18 anni

125

Isola di Man Isola di Man

1881

16 anni

126 Isole Marianne Settentrionali Isole Marianne Settentrionali

N/D

18 anni

127

Marocco Marocco

1963

18 anni

128

Isole Marshall Isole Marshall

1979

18 anni

129

Mauritania Mauritania

1961

18 anni

130

Mauritius Mauritius

1956

18 anni

131

Mayotte Mayotte

N/D

18 anni

132

Messico Messico

1947

18 anni

133

Micronesia Micronesia

1979

18 anni

134

Moldavia Moldavia

1978

18 anni

135 Monaco Monaco

1962

18 anni

136

Mongolia Mongolia

1924

18 anni

137

Montenegro Montenegro

a

18 anni

138

Montserrat Montserrat

N/D

18 anni

139

Mozambico Mozambico

1975

18 anni

140

Namibia Namibia

1989

18 anni

141

Nauru Nauru

1968

20 anni

142

Nepal Nepal

1951

18 anni

143

Nuova Caledonia Nuova Caledonia

a

18 anni

144

Nuova Zelanda Nuova Zelanda

1893

18 anni

145

Nicaragua Nicaragua

1955

16 anni

146

Niger Niger

1948

18 anni

147 Nigeria Nigeria

1958

18 anni

148 Niue Niue

a

18 anni

149 Isola Norfolk Isola Norfolk

N/D

18 anni

150

Norvegia Norvegia

1913

18 anni

151

Oman Oman

2003

21 anni

152

Paesi Bassi Paesi Bassi

1919

18 anni

153

Pakistan Pakistan

1947

18 anni

154

Palau Palau

1979

18 anni

155 Panamá Panamá

1941

18 anni

156 Papua Nuova Guinea Papua Nuova Guinea

1964

18 anni

157

Paraguay Paraguay

1961

18 anni

158

Perù Perù

1955

18 anni

159 Isole Pitcairn Isole Pitcairn

1838

18 anni

160

Polinesia Francese Polinesia Francese

N/D

18 anni

161

Polonia Polonia

1918

18 anni

162

Portogallo Portogallo

1976

18 anni

163

Porto Rico Porto Rico

1929

18 anni

164 Qatar Qatar

1997

18 anni

165

Regno Unito Regno Unito

1918

18 anni (era di 30 anni per donne sposate fino al 1928)

166

Rep. Ceca Rep. Ceca

1920

18 anni

167 Rep. Centrafricana Rep. Centrafricana

1986

21 anni

168

Rep. Dominicana Rep. Dominicana

1942

18 anni

169 Slovacchia Slovacchia

1920

18 anni

170

Romania Romania

1929

18 anni

171

Ruanda Ruanda

1961

18 anni

172

Russia Russia

1918

18 anni

173

Saint-Barthélemy Saint-Barthélemy

a

18 anni

174

Saint Kitts e Nevis Saint Kitts e Nevis

1951

18 anni

175 Santa Lucia Santa Lucia

1924

18 anni

176

Santa Lucia Santa Lucia

N/D

18 anni

177 Saint-Pierre e Miquelon Saint-Pierre e Miquelon

N/D

18 anni

178 Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine

1951

18 anni

179 Isole Salomone Isole Salomone

1974

21 anni

180

Samoa Samoa

1990

21 anni

181 Samoa Americane Samoa Americane

1990

18 anni

182

San Marino San Marino

1959

18 anni

183

Sant'Elena, Ascensione e Tristan da Cunha Sant'Elena, Ascensione e Tristan da Cunha

N/D

ND

184 São Tomé e Príncipe São Tomé e Príncipe

1975

18 anni

185

Seychelles Seychelles

1948

17 anni

186 Senegal Senegal

1945

18 anni

187

Serbia Serbia

1945

18 anni

188 Sierra Leone Sierra Leone

1961

18 anni

189

Singapore Singapore

1947

21 anni

190

Siria Siria

1949

18 anni

191 Slovenia Slovenia

1945

18 anni

192

Somalia Somalia

1956

18 anni

193

Spagna Spagna

1931

18 anni

194 Sri Lanka Sri Lanka

1931

18 anni

195

Stati Uniti Stati Uniti

1920

18 anni

196

Sudafrica Sudafrica

1930 (donne bianche) 1994 (donne nere)

18 anni

197

Sudan Sudan

1964

17 anni

198 Suriname Suriname

1948

18 anni

199

Svezia Svezia

1919

18 anni

200

Svizzera Svizzera

1971

18 anni

201

Swaziland Swaziland

1968

18 anni

202

Tagikistan Tagikistan

1924

18 anni

203

Taiwan Taiwan

1947

20 anni

204

Tanzania Tanzania

1952

18 anni

205

Thailandia Thailandia

1932

18 anni

206

Timor Est Timor Est

a

17 anni

207

Togo Togo

1945

N/D

208

Tokelau Tokelau

N/D

21 anni

209

Tonga Tonga

1960

21 anni

210

Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago

1946

18 anni

211

Tunisia Tunisia

1959

18 anni

212 Turchia Turchia

1930

18 anni

213

Turkmenistan Turkmenistan

1924

18 anni

214

Turks e Caicos Turks e Caicos

N/D

18 anni

215

Tuvalu Tuvalu

1967

18 anni

216

Ucraina Ucraina

1919

18 anni

217

Uganda Uganda

1962

18 anni

218

Ungheria Ungheria

1918

18 anni

219

Uruguay Uruguay

1927

18 anni

220

Uzbekistan Uzbekistan

1938

18 anni

221

Vanuatu Vanuatu

1975

18 anni

222

Città del Vaticano Città del Vaticano

b

limitato ai cardinali inferiori a 80 anni d'età

223

Venezuela Venezuela

1946

18 anni

224

Isole Vergini americane Isole Vergini americane

a

18 anni

225

Isole Vergini britanniche Isole Vergini britanniche

N/D

18 anni

226

Vietnam Vietnam

1946

18 anni

227

Wallis e Futuna Wallis e Futuna

a

18 anni

228

Yemen Yemen

1967

18 anni

229

Zambia Zambia

1962

18 anni

230

Zimbabwe Zimbabwe

1957

18 anni

Nota: (a) Dati non disponibili (b) Il voto è limitato ai Cardinali, le donne non possono diventare Cardinali.

Il suffragio femminile paese per paese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Suffragio femminile in Italia.
I diritti delle donne australiane furono satireggiati in questa vignetta del Melbourne Punch del 14/04/1897: Un ipotetico membro femminile lascia il suo bambino alla cura del Presidente della Camera


Paesi in cui il suffragio femminile è negato o limitato[modifica | modifica wikitesto]

  • Brunei — Alle donne (e anche agli uomini) è negato il diritto di voto attivo e passivo dal 1962.[11]
  • Libano — Suffragio parziale. Ci deve essere prova di istruzione di base per le donne ma non per gli uomini. Il voto è obbligatorio per gli uomini ma opzionale per le donne.[12]
  • Arabia Saudita — Non c'è ancora ufficialmente il suffragio femminile. Nel 2011 il sovrano annuncia che a partire dalle successive consultazioni, il voto sarà aperto anche alle donne. Molto probabilmente questo avverrà non prima del 2015.[13]
  • Città del Vaticano — Non c'è suffragio femminile e il diritto di voto è limitato anche per gli uomini. Nel conclave gli elettori sono cardinali e dunque maschi.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Colin Campbell Aikman, ‘History, Constitutional'in McLintock, A.H. (ed),An Encyclopaedia of New Zealand, 3 vols, Wellington, NZ:R.E. Owen, Government Printer, 1966, vol 2, pp.67-75.
  2. ^ Judge Henry Chapin, Address Delivered at the Unitarian Church in Uxbridge; 1864, Worcester, Mass., Charles Hamilton Press (Harvard Library; from Google Books), 2081, p. 172, ISBN.
  3. ^ "Uxbridge Breaks Tradition and Makes History: Lydia Chapin Taft by Carol Masiello", The Blackstone Daily. URL consultato il 29 settembre 2007.
  4. ^ "Smallest State in the World," New York Times, 19 June 1896, p 6
  5. ^ "Tiny Nation to Vote: Smallest Republic in the World to Hold a Presidential Election," Lowell Daily Sun, Sep 17, 1896
  6. ^ "Wee, Small Republics: A Few Examples of Popular Government," Hawaiian Gazette, Nov 1, 1895, p1
  7. ^ "Constitution (Female Suffrage) Act 1895 (SA)", National Archives of Australia. URL consultato il 10 dicembre 2007.
  8. ^ «I cittadini della Repubblica entrano nel pieno possesso di tutti i diritti civili e politici non appena compiuto il ventesimo anno di età, diventando perciò elettori ed eleggibili per tutte le cariche pubbliche senza distinzione di sesso.» (Carta del Carnaro, art. 12)
  9. ^ Il voto alle donne
  10. ^ (FR) Dieter Nohlen, Florian Grotz e Christof Hartmann, Elections in Asia and the Pacific: A Data Handbook : Volume I: Middle East, Central Asia, and South Asia: Volume I: Middle East, Central Asia, and South Asia, OUP Oxford, 15 novembre 2001, pp. 174–, ISBN 978-0-19-153041-8.
  11. ^ Brunei sultan amends Constitution, eyes council elections | Asian Political News
  12. ^ CIA - The World Factbook - Lebanon
  13. ^ Women voters will have to wait until 2009
  14. ^ In Which Countries are Women Not Allowed to Vote?

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]