Rimozione dei memoriali e monumenti confederati

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
La rimozione della statua dedicata a Robert Edward Lee a New Orleans avvenuta il 19 maggio del 2017

Sulla scia di indignazione scaturita da buona parte dell'opinione pubblica statunitense a seguito della sparatoria e relativo massacro di Charleston avvenuto all'interno della "Emanuel African Methodist Episcopal Church" di Charleston (Carolina del Sud) per mano del 21enne Dylann Roof nel giugno del 2015 (con un conteggio di 9 morti afroamericani compreso il reverendo che stava celebrando il culto) diversi contee e centri urbani comunali degli Stati Uniti d'America hanno preso la decisione di rimuovere tutti i memoriali e monumenti dedicati agli Stati Confederati d'America situati in terreni di proprietà pubblica.

Lo slancio di questa scelta, seppur in certi casi specifici provocando vasti dibattiti e serrate polemiche di parte - allargando il caso a livello nazionale - è stato accelerato nell'agosto del 2017 dopo l'"Unite the Right rally", un raduno accompagnato da tutta un serie di manifestazioni organizzato dall'estrema destra politica ed extraparlamentare americana a Charlottesville (nella Virginia)[1][2][3].

La massiccia rimozione dei memoriali e monumenti confederati era guidata dalla convinzione che tali opere all'imperituro ricordo glorificassero in realtà la presunzione di supremazia del potere bianco e commemorassero un governo - quello della presidenza di Jefferson Davis in aperta antitesi alla presidenza di Abraham Lincoln posta in essere dal neonato Partito Repubblicano - il cui principio fondante fu eminentemente quello non solo della perpetuazione ma anche dell'espansione della schiavitù negli Stati Uniti d'America[4][5][6][7][8].

Molti tra coloro che si oppongono alle rimozioni sostengono invece che simili manufatti facciano oramai parte del patrimonio culturale della nazione, dell'intera cultura degli Stati Uniti d'America: si tratta in ogni modo di una questione che pare lasciar aperta una ferita ancora non del tutto facilmente rimarginata nella storia degli Stati Uniti d'America[9].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cronologia degli eventi principali che hanno portato alla guerra di secessione americana.
Emblema del Ku Klux Klan - Una croce bianca all'interno di un cerchio con la "goccia di sangue" al centro; inscritta talvolta in un quadrato girato di 45°

La maggior parte di questi monumenti inneggianti alla guerra civile furono costruiti nel corso del lungo periodo in cui rimasero in vigore le Leggi Jim Crow - subito dopo il termine dell'Era della Ricostruzione - le quali misero nei fatti in atto una rigida segregazione razziale negli Stati Uniti d'America, amplificando il razzismo americano e dando il via alla storia del Ku Klux Klan e allo scatenamento della politica del linciaggio negli Stati Uniti d'America in aperta e feroce contrapposizione nei confronti del movimento per i diritti civili degli afroamericani.

Ulteriori dedicazioni ai presunti eroi della parte risultata irrimediabilmente sconfitta della guerra di secessione americana saranno inaugurate durante l'epoca del successivo movimento per i diritti civili degli afroamericani con l'intento - e come mezzo - dichiarato d'intimidire gli afroamericani e riaffermare il suprematismo socio-biologico della cosiddetta "razza bianca"[10][11][12].

I diversi monumenti Sudisti sono così rapidamente diventati altamente politicizzati; seguendo le considerazioni che ne ha tratte Eleanor Harvey, curatrice senior dello Smithsonian American Art Museum e studiosa dello svolgimento della guerra di secessione americana "se i fautori più fanatici del nazionalismo bianco, del neocolonialismo e finanche del neonazismo ora li rivendicano come parte del loro patrimonio, hanno essenzialmente cooptato quelle immagini e quelle statue oltre ogni capacità di neutralizzarle nuovamente in un senso il più possibile obiettivamente storico"[4].

In alcuni degli Stati Uniti meridionali la legislazione statale continua a proibire o limita fortemente la rimozione o l'alterazione dei monumenti pubblici confederati. Secondo Stan Deaton, uno degli storici anziani della "Georgia Historical Society" di Savannah (Georgia): "queste disposizioni non rappresentano altro che il Vecchio e profondo Sud il quale impone la sua morale preordinata e le proprie settarie opinioni politiche su tutti noi e per sempre. Ma questo è propriamente ciò che ha condotto direttamente alla guerra civile, ed è una cosa che ci divide ancora come paese. Abbiamo visioni in competizione non solo sul futuro, ma perfino sul passato. È ancora una volta la stessa identica storia"[13].

Grafico dei simboli pubblici della Confederazione e dei suoi leader, esaminati dal Southern Poverty Law Center, per anno di costituzione[14]

Excursus storico[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei monumenti confederati interessati dalla controversia odierna vennero costruiti in periodi di forte conflittualità interrazziale (ed in cui vigeva legalmente il razzismo negli Stati Uniti d'America, quando non anche le diverse forme criminali del linciaggio negli Stati Uniti d'America), come ad esempio quando cominciarono ad essere introdotte le prime Leggi Jim Crow tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo prima e nel corso dell'epoca del movimento per i diritti civili degli anni 1950-1960 poi[15].

Questi 2 particolari lassi temporali coincisero anche con il 50° (1910) e il 100° (1960) anniversario della crisi finale che condusse di lì a poco direttamente allo scoppio della guerra di secessione americana; l'"American Civil War Centennial" fu ufficialmente istituita nel 1957 per preparare adeguatamente la ricorrenza[16].

Il picco nelle commemorazioni e nella costruzione di monumenti a ricordo dei combattenti tra le file degli Stati Confederati d'America si ebbe a verificare tra la fine degli anni 1890 e il 1920, con un secondo picco - seppur di minore entità - tra la fine degli anni 1950 e la prima metà degli anni 1960[17].

Tutto ciò proprio quando maggiori erano le tensioni razziali (basti solo ricordare il boicottaggio dei bus a Montgomery nato dalla discriminazione attuata contro Rosa Parks nel 1955, la Sommossa all'Università del Mississippi del 1962, la Marcia su Washington per il lavoro e la libertà del 1963, l'Assassinio degli attivisti per i diritti civili del Mississippi del 1964 ed infine l'Assassinio di Martin Luther King del 1968).

Secondo la storica Jane Dailey dell'Università di Chicago in molti casi lo scopo precipuo dei monumenti non era tanto quello di celebrare il passato, il ricordo e la memoria dei caduti, ma piuttosto quello di promuovere una linea di ideologia assimilabile al suprematismo del "potere bianco" rivolto ai tempi presenti ma soprattutto al futuro[18].

Un altro storico, Karyn Cox dell'Università della Carolina del Nord a Charlotte, ha scritto con espressioni di estrema chiarezza che tali monumenti e memoriali sono "un'eredità diretta dell'era brutalmente razzista di Jim Crow"[19].

Schiavi del generale sudista Thomas F. Drayton nel 1862

Ancora un altro storico, James Leloudis dell'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill, ha dichiarato che "i finanziatori di allora e i sostenitori di oggi di questi monumenti raffigurano di per sé un intento molto esplicito: una legittimazione politica per l'era segregazionista e razzista di Jim Crow e la richiesta esplicita di un presunto diritto a ricevere un'educazione poggiante sulla legge razzista e segregazionista dei bianchi americani"[20], quella stessa che ha prodotto le Leggi contro la mescolanza razziale negli Stati Uniti d'America, la segregazione scolastica negli Stati Uniti d'America.

L'autore di saggi sulla guerra civile nonché direttore dello Starr Center al Washington College Adam Goodheart ha affermato in un'intervista concessa alla National Geographic Society che tali manifestazioni definite artistiche sono nella realtà della prova storica degli

«artefatti del XX secolo, nel senso che molti di essi hanno a che fare con una visione distorta dei presunti diritti degli Stati alla secessione che ha abbracciato tutti i sudisti così come un ideale di unità nazionale meridionale fino a quel momento appartenente e per lo più appannaggio della gran parte degli Yankee, ma ancora e soprattutto rappresenta una forma di esclusione implicitamente dichiarata dell'esistenza stessa degli afroamericani e della storia afroamericana"[4]

Una veglia di preghiera presso la Chiesa episcopale metodista africana di Morris Brown dopo il massacro di Charleston

Opinioni e commenti accademici[modifica | modifica wikitesto]

In una dichiarazione rilasciata nell'agosto del 2017, quando il caso inerente alle controversie su memoriali e monumenti negli Stati Uniti d'America si trovava al suo primo apice ed in una fase prospettica di piena espansione polemica, l'American Historical Association (AHA) poi disse che rimuovere un monumento "non significa però conseguentemente anche cancellare la storia sotterranea relativa ad esso, ma piuttosto si tratta di un sua sottesa evoluzione o quantomeno il desiderio di richiamare l'attenzione su una precedente interpretazione dello stesso evento"[21].

L'AHA non ha mancato quindi di far notare che la maggior parte dei monumenti considerati e sottoposti a contenzioso sono stati eretti senza che vi fosse attorno nulla di simile ad un processo di accettazione democratica degli stessi ed ha quindi raccomandato che fosse "giunto infine il momento di riconsiderare a mente più fredda le decisioni allora assunte".

La presidenza di Ulysses S. Grant s'impegnerà fortemente nella lotta contro il nascente Ku Klux Klan

Sempre secondo l'AHA la maggior parte dei monumenti confederati sono stati innalzati tra la fine del XIX e il principio del XX secolo e questa impresa è stata "una parte integrante dell'avvio della segregazione razziale negli Stati Uniti d'America legalmente autorizzata e della diffusa privazione del diritto di voto in tutto il profondo Sud ad una parte cospicua dei suoi concittadini a seguito del disaffrancamento degli afroamericani a partire dalla conclusione dell'Era della Ricostruzione".

I memoriali filo-secessionisti eretti in questo lasso di tempo "erano quindi intesi, almeno in parte, ad occultare il terrorismo vigente della prima storia del Ku Klux Klan; un atto necessario per rovesciare i principi della Ricostruzione (dal XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America in poi nati grazie alla presidenza di Ulysses S. Grant), e per intimidire politicamente (e non solo) gli afroamericani con l'intento di isolarli sempre più dalla corrente principale della vita pubblica".

Una successiva ondata di monumenti ha coinciso in parallelo con l'espansione del grande movimento dei diritti civili guidato da Martin Luther King Jr. e, nella disamina fattane dall'AHA, "questi simboli di supremazia bianca vengono ancora oggi invocati per scopi del tutto simili", appaiandoli nella gran parte dei casi alle espressioni più diffuse di discriminazione, pregiudizio, razzismo, violenza e crimini d'odio contro tutte le minoranze etniche.

Seguendo Adam Goodheart le statue dovevano rappresentare dei simboli della supremazia bianca ed il raduno attorno ad esse da parte dei fautori e dei maggiori propugnatori dell'ideologia dell'estrema destra statunitense, del neonazismo ed in generale dei nemici dei diritti civili con buone probabilità non ha fatto altro alla fine che accelerarne la loro "giusta" rimozione[22].

Elijah Anderson, professore di sociologia ed etnografia all'Università Yale, ha affermato che le statue in questione "contribuiscono davvero e seriamente ad incidere negativamente sulla psiche dei cittadini afroamericani"[23].

Harold Holzer, direttore del "Roosevelt House Public Policy Institute at Hunter College di New York, ha concordato sul fatto che le statue inneggianti alla secessione sono state apertamente progettate per sminuire la comunità afroamericana[24].

Dell Thayer Upton, studioso della storia dell'architettura e presidente del "Department of Art History" all'Università della California, Los Angeles, ha scritto che "quei monumenti non sono mai stati intesi come una manifestazione di arte pubblica", ma piuttosto vennero installati "come un atto di affermazione del fatto che la politica americana fosse una questione riservata agli uomini bianchi (protestanti, sposati ed eterosessuali)" e che, a causa del loro palese intento suprematista, la loro rimozione dagli spazi pubblici è diventata una questione di "giustizia, equità, di valori nazionali e senso civico"[12].

In un suo libro datato 1993 Frank McKenney argomentava invece diversamente, affermando che: "questi monumenti erano il risultato degli sforzi comuni intrapresi dall'opinione pubblica sudista per dare a loro stessi un'arte della memoria e una storia sociale radicata nelle vicende passate"[25].

Gli ex militari e politici secessionisti ebbero serie difficoltà nella raccolta dei fondi necessari per erigere tali monumenti, pertanto il compito sarà principalmente assegnato e rivolto in maniera preponderante alle donne: "alle madri, alle vedove e agli orfani, alle fidanzate e alle sorelle rimaste in uno stato di lutto stretto nei riguardi dei soldati che avevano perduto la vita per una causa"[26]; una "causa" la quale si dimostrerà però alla prova del tempo completamente antistorica e in definitiva errata (intrisa com'era della colpa rappresentata dallo schiavismo).

Lapide ad un milite Ignoto confederato a Beechgrove, nella contea di Coffee (Tennessee)

Innumerevoli associazioni commemorative femminili si vennero a formare nei decenni immediatamente successivi alla conclusione della guerra civile, la maggior parte delle quali si riunirono nelle "United Daughters of the Confederacy" a partire dal 1894. Le donne furono avvertite altresì che stavano comprando "arte sociale schierata politicamente", non semplice metallo o pietra[27].

Arguisce ancora Upton che la storia celebrata da questi monumenti s'impegnerà tuttavia a raccontare solamente una versione degli eventi storici, quella apertamente pro-confederata e filo-secessionista; in aggiunta tali memoriali vennero eretti senza aver prima ottenuto il preventivo consenso degli afroamericani del Sud, addirittura invece grazie ai contributi dei loro più feroci avversari: la popolazione nera rammenta per lo più la guerra civile in modo molto diverso da quello disegnato idealmente da tali statue e non ebbe mai alcun interesse ad onorare coloro che combatterono per mantenerli ridotti in uno stato di schiavitù[12].

Secondo la storica della guerra civile Judith Giesberg, professoressa di storia contemporanea alla Villanova University: "il potere terroristico della supremazia bianca è ciò che davvero queste statue rappresentano"[28].

Robert Seigler, nel suo studio saggistico sui monumenti confederati presenti nella Carolina del Sud, ha scoperto che degli oltre 170 che è riuscito a documentare, ne sono stati rinvenuti solamente 5 dedicati agli afroamericani che erano stati utilizzati dalla dirigenza politico-militare confederata per i lavori forzati sulle fortificazioni o che avevano servito in qualità di musicisti, ingaggiati a tempo per svolgere particolari attività "non idonee alla razza bianca", come servi personali o per altre loro capacità: "quattro di questi erano commemorazioni di schiavi ed uno per un musicista, Henry Brown"[29].

Altresì venne ricordata solennemente la figura dell'unica vittima afroamericana del raid di John Brown contro Harpers Ferry, a rimarcare il fatto che l'abolizionismo negli Stati Uniti d'America non era poi così esente da colpe come invece veniva generalmente lasciato intendere.

Cheryl Benard, presidentessa dell"Alliance for the Restoration of Cultural Heritage"[30], ha però discusso schierandosi contro la rimozione dei monumenti di guerra confederati in un editoriale per la rivista specializzata in relazioni internazionali The National Interest, scrivendo: "dal mio punto di vista l'idea che il modo di trattare con la storia sia quello di distruggere qualsiasi reliquia che ti ricordi qualcosa che non ti piace, è altamente allarmante"[31].

Benard paragona la rimozione addirittura alla "pulizia storica effettuata in altri popoli e paesi" affermando che "la visita alle rovine archeologiche di ogni civiltà precedentemente grande ti farà invariabilmente incontrare iscrizioni che sono state scolpite ad uso e consumo del potere instaurato e la relativa cancellazione delle cause perdenti; facce che sono state cancellate, teste che sono state decapitate dalle loro statue; azioni messe in atto da qualcuno che è venuto dopo e che ha rovesciato o assassinato un suo predecessore, ordinando infine la cancellazione e la damnatio memoriae sul suo nome e la stessa immagine figurativa... Ciò che sarebbe potuto rimanere è la loro storia - differente da quella dei vincitori - e qualsiasi lezione attraverso cui gli umani del futuro avrebbero ben potuto trarne una qualche fonte d'ispirazione"[31].

Eric Foner, uno dei maggiori storici della guerra civile nonché celebrato biografo di Abraham Lincoln, ha sostenuto che avrebbero allora dovuto venire costruite ed innalzate anche altre statue di afroamericani, portando l'esempio della figura dello schiavo ribelle Nat Turner[23].

Alfred L. Brophy, professore di giurisprudenza all'Università dell'Alabama, sostiene a sua volta che la rimozione delle statue confederate avrebbe condotto ad un'estrema "facilità alla dimenticanza", sebbene fosse indubbio che queste stesse statue fossero "immagini riscritte a favore della successiva convinzione della supremazia bianca"[23].

La rimozione pianificata della statua equestre ritraente Robert Edward Lee a Charlottesville nello Stato federato della Virginia ha scatenato proteste e contro-proteste, con una conta finale di tre morti ammazzati negli scontri esplosi tra le diverse fazioni[32]

Brophy ha anche dichiarato però che la statua di Robert Edward Lee situata a Charlottesville dovrebbe in ogni modo venire rapidamente smantellata[23].

Avvio della "guerra delle statue"[modifica | modifica wikitesto]

La cronaca di tali operazioni di rimozione è stata contrassegnata da eventi a catena succedutisi sia nella Louisiana che in Virginia nell'arco di due anni a partire dal 2017. Nel primo di questi Stati, a seguito del Massacro di Charleston, una strage perpetrata contro la chiesa afroamericana locale del 2015, la città di New Orleans ha deciso di far rimuovere i propri memoriali confederati due anni più tardi[33].

link=File:Charlottesville_%22Unite_the_Right%22_Rally_(35780274914).jpg

Solo alcuni mesi dopo, nell'agosto del 2017, venne dichiarato lo Stato di emergenza in Virginia a seguito di una manifestazione organizzato dall'associazione "Unite the Right" (il Unite the Right rally) per protestare contro la rimozione della statua di Lee si trasformò in uno scontro violento con danneggiamenti alle proprietà e finanche alle persone (3 morti, decine di feriti, veicoli dati alle fiamme e usati a mò di ariete per sfondare vetrine e serrande dei negozi)[34].

Il senatore Democratico Tim Kaine omaggia un memoriale improvvisato dedicato a Heather D. Heyer (32 anni) sul luogo della sua morte

Altri eventi simili si aggiunsero praticamente in tutti gli Stati Uniti d'America. A Baltimora ad esempio le statue confederate ospitate dalla città sono state rimosse nella notte tra il 15 e il 16 di agosto; il sindaco di Baltimora, la Democratica afroamericana Catherine E. Pugh ha dichiarato di aver ordinato gli smantellamenti notturni per preservare la sicurezza pubblica[35][36].

Allo stesso modo a Lexington (Kentucky) in quello stesso 16 agosto in una seduta del consiglio comunale il sindaco Democratico Jim Gray ha richiesto ufficialmente all'assemblea municipale di far approvare il trasferimento di due "state sudiste" dall'edificio del tribunale penale circoscrizionale[37][38].

Parlando nel corso di una sua visita nel New Jersey, il presidente Donald Trump condanna con fermezza la violenza omicida che si è scatenata durante la manifestazione del Unite the Right rally

Un altro evento si è verificato a Durham (Carolina del Nord), dove una folla di manifestanti ha rovesciato con la forza il monumento in onore dei soldati confederati posizionato all'ingresso dell'Aula giudiziaria federale della contea di Durham (Carolina del Nord) nella giornata di ferragosto: otto di questi attivisti sono stati tratti in arresto in relazione all'azione commessa[39].

Legislazioni che ostacolano le rimozioni[modifica | modifica wikitesto]

  • In Alabama (2017),
  • Carolina del Nord (2015),
  • Carolina del Sud (2000),
  • Georgia (inizio 20 ° secolo)[40],
  • Mississippi (2004),
  • Tennessee (2013, aggiornato 2016)
  • ed infine anche nella Virginia (1902), le assemblee statali hanno fatto promulgare delle legislazioni ad hoc nel tentativo di impedire, o nel caso dell'Alabama per proibire esplicitamente[41], la rimozione o una qualsiasi forma di alterazione o manomissione dei monumenti pubblici confederati.

Nel caso della Carolina del Nord la rimozione richiede l'approvazione legislativa ed è consentita solo se essa si renda necessaria quale mossa per preservare l'oggetto artistico in questione o per l'eventuale costruzione di altri edifici ad uso pubblico[42].

I tentativi di abrogare queste leggi non hanno avuto alcun successo. La legge dell'Alabama, l'"Alabama Memorial Preservation Act", è stata approvata nel maggio del 2017, nella Carolina del Nord nel 2015[43]. Il Tennessee ha approvato il suo "Tennessee Heritage Protection Act" nel 2016; richiede una maggioranza dei 2/3 da parte della "Commissione Storica del Tennessee" per rinominare, rimuovere o spostare qualsiasi statua pubblica, monumento o memoriale[44].

Secondo quanto riporta il New York Times, l'atto del Tennessee mostra con chiarezza "un esplicito intento di impedire ai comuni del Tennessee di abbattere i memoriali confederati"[45].

La rimozione della bandiera degli Stati Confederati d'America dalla capitale della Carolina del Sud richiedeva un voto di 2/3 per entrambe le aule parlamentari, così come la rimozione di ogni altro monumento confederato[46].

I monumenti confederati si trovano in gran parte nelle città, che, come altri grandi centri urbani americani, nel corso del XX secolo sono diventate più "nere" e più politicamente liberali rispetto al resto degli Stati in cui si trovano.

Opinione pubblica[modifica | modifica wikitesto]

Un sondaggio d'opinione commissionato della Reuters del 2017 ha rilevato che il 54% degli adulti americani ha dichiarato che i monumenti dovrebbero rimanere in tutti gli spazi pubblici, mentre il 27% ha espresso l'idea che dovrebbero essere rimossi, mentre il 19% ha ammesso di non sapere[47].

I risultati sono stati suddivisi lungo linee sia razziali che politiche, con Repubblicani e bianchi americani che preferivano mantenere i monumenti sul posto, mentre i progressisti del Partito Democratico e le minoranze etniche propendevano per la loro rimozione[48]. Un altro sondaggio sempre del 2017, condotto da "HuffPost/YouGov", ha rilevato che il 33% degli intervistati ha preferito la rimozione, mentre il 48% si è opposto, con circa il 18% di dubbiosi[49][50].

Rimozioni[modifica | modifica wikitesto]

Foto di Nathan Bedford Forrest, uno dei co-fondatori del Ku Klux Klan

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Washington D. C.[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Washington nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Distretto di Columbia.

Distretto di Columbia Distretto di Columbia

Alabama[modifica | modifica wikitesto]

Alabama Alabama

Il 24 giugno del 2015, in seguito al massacro di Charleston del giorno 17 precedente, per ordine del governatore dell'Alabama Robert J. Bentley le quattro bandiere sudiste e le loro aste sono state rimosse dal monumento commemorativo confederato[55].

Nell'agosto del 2017 il sindaco afroamericano William A. Bell, assieme a svariati altri manifestanti, ha drappeggiato un memoriale confederato con materie plastiche e lo ha circondato di compensato con la scritta: "questo paese non dovrebbe tollerare in alcun modo il razzismo che il Ku Klux Klan, il neonazismo, il neofascismo e altri gruppi di odio hanno vomitato".

Il procuratore generale dell'Alabama Steve Marshall ha citato in giudizio Bell e la città per aver violato una nuova legge statale (2017) che vieta il "trasferimento, la rimozione, l'alterazione o una qualsiasi altra forma di danneggiamento rivolto contro ogni tipo di monumento esistente sulla proprietà pubblica che è in esposizione da 40 anni o più"[56].

Interno del "Confederate Park"

Il Parco di Demopolis Town Square; ribattezzato "Confederate Park" nel 1923 su richiesta delle "United Daughters of the Confederacy.

Una statua del soldato confederato vi fu eretta nel 1910 all'incrocio tra North Main Avenue e West Capital Street adiacente al parco: è stata quasi distrutta il 16 luglio del 2016 quando un poliziotto ha accidentalmente investito il monumento con la sua auto di pattuglia. La statua è precipitata dal suo piedistallo rimanendo gravemente danneggiata[57].

Nel 2017 il consiglio governativo della città di Demopolis ha votato 3-2 per spostare il monumento confederato danneggiato all'interno di in un museo locale ed installare al suo posto un nuovo memoriale a forma di obelisco che onora sia l'Unione che i soldati confederati[58].

Arkansas[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Arkansas nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Arkansas.

Arkansas Arkansas

Uno dei vari Johnny Reb

La Southside High School: fino al 2016 il soprannome dell'istituto era "Rebels"; la sua mascotte era Johnny Reb, personificazione nazionale fittizia di un soldato confederato. La scuola ha anche interrotto l'uso di Dixie come sua "canzone di lotta"[59].

Poster di un ritrovo di veterani confederati a Little Rock nel 1911

La Confederate Boulevard è stata ribattezzata Springer Boulevard nel 2015; il nuovo nome onora una famiglia afroamericana di rilievo presente nella zona sin dai tempi della guerra civile[60].

California[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Memoriali e monumenti unionisti § California.

California California

La scuola elementare Robert E. Lee: ribattezzata Olivia Herrera Elementary School il 1º agosto del 2016[61].

Il "Confederate Monument" all'Hollywood Forever Cemetery[62]: coperto con una tela cerata e portato via nel bel mezzo della notte dopo che gli attivisti hanno chiesto la sua rimozione e verniciato a spruzzo la parola "No" sul suo retro il 15 agosto del 2017[63][64].

La Robert E. Lee Elementary School, fondata nel 1959; inominata Pacific View Leadership Elementary School il 22 maggio del 2016[65].

Il marcatore finale in pietra della "Jefferson Davis Highway, installato ad Horton Plaza nel 1926 e trasferito sul marciapiede occidentale della piazza in seguito a una ristrutturazione avvenuta nel 2016[66]: dopo il raduno di "Unite the Right" in Virginia il consiglio comunale di San Diego ha rimosso la targa il 16 agosto del 2017[67].

La "San Lorenzo High School". Fino al 2017 il soprannome dell'istituto era "Ribelli" - un tributo al soldato confederato nella Guerra Civile. La sua mascotte, "The Rebel Guy", è stata ritirata dal commercio e sostituita nel 2016; la mascotte originale della scuola, il colonnello Reb, era un uomo bianco con un bastone e un pizzetto che era "andato in pensione" nel 1997[68].

La Quartz Hill High School; fino al 1995 l'istituto aveva una mascotte chiamata "Johnny Reb", la quale sventolava una bandiera degli Stati Confederati d'America alle partite di calcio.

L'originaria bandiera degli Stati Confederati d'America a stelle e barre

Johnny Reb aveva sostituito un'altra mascotte a tema confederato, Jubilation T. Cornpone (con il ritratto di Li'l Abner), che sventolava la bandiera "Stars and Bars" alle partite di football americano. Le raccolte di fondi "Slave Day" sono state ritirate gradualmente nel corso degli anni 1980[69].

Carolina del Nord[modifica | modifica wikitesto]

Carolina del Nord Carolina del Nord Una legge statale, la Historic Artifact Management and Patriotism Act (2015), impedisce ai governi locali di rimuovere o spostare i monumenti senza un apposito permesso governativo.

Nel 2017 il governatore della Carolina del Nord Roy Cooper ha chiesto all'Assemblea parlamentare di abrogare la legge, affermando: "non pretendo di sapere cosa possa significare per una persona di colore passare davanti ad uno di questi monumenti e considerare quello che quei commemorati in pietra e metallo hanno fatto. Non apprezzo abbastanza la mia libertà o umanità: ma a differenza di un padre afroamericano non dovrò mai spiegare alle mie figlie perché esiste un monumento opera di esaltati dedicato a coloro che desideravano tenere lei e i suoi antenati in catene"[70].

Ha anche ha chiesto al "Dipartimento delle risorse naturali e culturali" di "determinare il costo e la logistica di rimozione dei monumenti confederati dalle proprietà dello Stato"[71][72].

La ex "Saunders Hall"

Un edificio del 1923 all'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill prese il nome da William Laurence Saunders, colonnello dell'esercito confederato e capo del Ku Klux Klan nella Carolina del Nord. Nel 2014 l'edificio è stato ribattezzato "Carolina Hall"[73].

"La University of North Carolina a Chapel Hill" nel 2005 ha cancellato il Cornelia Phillips Spencer Bell Award, il premio più prestigioso della scuola per le donne, dopo che le opinioni scritte di Spencer favorevoli alla segregazione razziale negli Stati Uniti d'America sono venute alla luce[74].

Un monumento del 1977 eretto dalla "Confederate Memorial Association" di Charlotte e situato sul terreno del vecchio municipio è stato danneggiato e successivamente rimosso dal luogo per la pulizia di rito nel luglio del 2015. Più tardi nello stesso mese, la "Legge sul Manufatto e il Patriottismo" entrò in vigore mentre il monumento era ancora situato in un magazzino di proprietà della città[75].

Approfittando dell'aspetto tecnico il consiglio comunale ha votato per spostare l'opera al cimitero di Elmwood, di proprietà della città, accanto a tombe confederate e ad un obelisco di granito già esistente in onore dei soldati confederati[76].

Il Confederate Soldiers Monument di Durham (Carolina del Nord): distrutto

Il monumento dei soldati confederati, di fronte all'Old Courthousewas della contea di Durham (Carolina del Nord) è stato abbattuto dai manifestanti il 14 agosto del 2017.

Sette presunti colpevoli sono stati successivamente arrestati e accusati di distruzione di proprietà, atti criminali e "incitamento alla rivolta"[70]. Tutte le accuse sono state ritirate[77]. Quel che ne rimane è conservato in un magazzino della contea[78].

Dopo l'atto di vandalismo, la statua dedicata a Robert Edward Lee è stata rimossa dalla cappella dell'Università Duke il 19 agosto seguente[79].

Dal 1910 al 2011 il monumento dedicato si trovava nel centro cittadino. In quell'anno un automobilista lo investì mandando in frantumi il soldato di granito che si trovava in cima ad esso. Riportare il monumento nel centro della città ha scatenato un dibattito tra funzionari locali, vicini di casa e amici, che ha portato alla sua collocazione nel suo attuale sito: il Cimitero di Greenview[80].

Carolina del Sud[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Carolina del Sud nella guerra di secessione americana.

Carolina del Sud Carolina del Sud

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Charleston nella guerra di secessione americana.

La bandiera confederata fu issata nel 1962 nel Campidoglio (Columbia). Nell'anno 2000 l'assemblea legislatura votò per rimuoverla e sostituirla con una bandiera su un'asta di fronte all'edificio[81]; nel 2015 la rimozione completa è stata approvata dalla maggioranza richiesta dei 2/3 di entrambe le camere del parlamento statale[46].

La bandiera è stata consegnata al "South Carolina Confederate Relic Room & Military Museum".

Nel 2017 la bandiera confederata e le relative immagini di Thomas Jonathan Jackson e Robert Edward Lee sono state definitivamente rimosse dal tribunale della contea di York (Carolina del Sud)[82].

Florida[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Memoriali e monumenti unionisti § Florida.

Florida Florida Un incontro del "Florida League of Mayors" tenutosi nel mese di agosto del 2017 è stato dedicato al seguente tema: come comportarsi nei riguardi dei monumenti confederati della guerra civile e cosa sarebbe meglio farne[83].

Il 22 agosto del 2017 la Commissione della contea di Manatee ha votato 4-3 per spostare il monumento confederato posizionato proprio di fronte al tribunale distrettuale federale, eretto nel 1924 dalle "Figlie della Confederazione": messo in deposito[84].

Il giorno 24 seguente, mentre veniva spostato (alle 3 del mattino), la guglia ─ con incisi i nomi di Robert E. Lee, Jefferson Davis e Stonewall Jackson ─ crollò andando in frantumi. Il danno è stato considerato riparabile, ma la Contea raccomanda che non venga aggiustata fino a quando non sia trovata per esso una nuova e maggiormente adeguata destinazione[85].

Nell'agosto del 2017 il sindaco della città ha preso la decisione di rimuovere tre targhe da Riverfront Park che onoravano i veterani confederati[86][87].

Il "Confederate monument": trasferito su suolo privato

Il monumento confederato chiamato "Old Joe", eretto sul prato del palazzo di giustizia della contea di Alachua e inaugurato il 20 gennaio del 1904[88]: rimosso dal terreno governativo e messo all'interno di in un cimitero privato, con la partecipazione delle "Figlie della Confederazione"[89].

I cartelli stradali denominati Confederate Generals sono stati rimossi nell'aprile del 2018[90].

Forrest Street, dal nome di uno dei generali degli Stati Confederati d'America, Nathan Bedford Forrest (co-fondatore del Ku Klux Klan), è diventata Freedom Street.

Hood Street, dal nome di John Bell Hood, è diventata Hope Street.

Lee Street, dal nome del comandante secessionista Robert E. Lee, è diventata Liberty Street.

A seguito di una petizione che ha raccolto più di 160.000 firme, la Nathan Bedford Forrest High School è stata ribattezzata Westside High School nel 2014[91][92].

Monumento confederato "Johnny Reb", al Lake Eola Park. Eretto nel 1911 su Magnolia Avenue; trasferito al Lake Eola Park nel 1917: rimosso dal parco in un sito privato nel 2017[93].

La pietra marcatrice per la Stonewall Jackson Memorial Highway, eretta il 22 gennaio 1939: rimossa il 15 agosto del 2017[94][95].

Nel 1997 i commissari preposti rimossero la bandiera degli Stati Confederati d'America dal sigillo ufficiale della Contea di Hillsborough (Florida); come via di compromesso, hanno poi votato per appendere una versione della stessa bandiera nel Country Center. I nuovi commissari hanno votato nel 2015 per depennarla.

A partire del 2007 la contea ha inoltre smesso di celebrare il "Confederate History Month (il "Mese storico della Confederazione").

Nel giugno del 2017 il consiglio scolastico della contea di Hillsborough ha iniziato una revisione generale, iniziando un sondaggio su come avrebbe dovuto essere cambiato il nome della "scuola elementare Robert E. Lee" a Est di Tampa[96].

Memoria in Aeterna, all'Old Hillsborough County Courthouse, a partire dal 2017 annesso all'attuale Courthouse. "Il monumento è composto da due soldati confederati: uno rivolto a Nord, eretto e diretto verso la battaglia, e l'altro a Sud, con i vestiti laceri mentre si dirige verso casa umiliato dalla guerra. Tra di loro c'è un obelisco alto 32 piedi con l'immagine di una bandiera confederata incisa in esso"[97]. Viene definito "uno dei simboli più controversi esistenti nella contea di Hillsborough"[98].

Fu eretto per la prima volta nel 1911 nelle vie Franklin e Lafayette e nel 1952[96] si trasferì nella sua sede attuale, di fronte all'allora nuovo tribunale della contea. Dopo aver votato a luglio 2017 per spostare la statua nel piccolo cimitero della famiglia Brandon nel sobborgo che porta il suo nome (Brandon (Florida), la County Commission ha annunciato il 16 di agosto che il monumento sarebbe stato spostato solo se i privati avessero raccolto $ 140.000, il costo del lavoro, entro 30 giorni. I fondi sono stati raccolti entro 24 ore.

La giornata successiva "Save Southern Heritage, Veterans' Monuments of America" e "United Daughters of the Confederacy" hanno intentato un processo civile per impedire il trasferimento della statua[99]. Il 5 di settembre seguente un giudice amministrativo di Hillsborough ha negato la loro richiesta di un'ingiunzione. La rimozione del monumento, che è proseguita per diversi giorni, ha iniziato l'operazione quello stesso giorno[98]. È stato tagliato in 26 pezzi per consentirne più agevolmente la rilocazione[98].

La bandiera della Confederazione è stata rimossa dal sigillo ufficiale dell'Aula senatoriale statale; veniva mostrata nelle sue stanze di lavoro ed uffici oltre che sulla carta intestata del Senato: si è deciso di depennare il simbolo a partire dal 19 agosto del 2015[100]. Il nuovo stemma a forma di scudo è in vigore dal 2016[101].

Il Sigillo del Senato dello Stato comprendeva la bandiera di battaglia confederata già dal 1972 e fino al 2016; i parlamentari hanno votato nell'ottobre del 2015 per sostituire il simbolo confederato con la bandiera della Florida sulla scia delle polemiche scaturite dal massacro di Charleston e dal dibattito da esso motivato[102].

Lo "Stainless Banner": rimosso

La bandiera della Confederate Stainless Banner ha sventolato sopra l'entrata Ovest del Campidoglio (Tallahassee) dal 1978 fino al 2001, quando il governatore della Florida Jeb Bush non ne ordinò la rapida rimozione[103].

Monumento confederato, al Woodlawn Cemetery (1941), situato davanti al cancello, direttamente dietro una bandiera degli Stati Uniti d'America: "l'unico esistente a sud di St. Augustine, probabilmente l'unica statua confederata presente nella contea di Palm Beach e nella contea di Broward", ha asserito la storica Janet DeVries, che guida le tournée organizzate del cimitero[104].

Vandalizzato più volte. Rimosso e messo in deposito per ordine del sindaco Jeri Muoio il 22 agosto del 2017, dal momento che il suo proprietario, le Figlie Unite della Confederazione, non l'aveva rivendicato nonostante la notifica a loro indirizzata[105]. Viene ritenuto dagli storici locali l'ultimo monumento confederato esistente nella contea di Palm Beach[106][107].

Jefferson Davis Middle School: ribattezzata Palm Springs Middle School nel 2005[108].

Georgia[modifica | modifica wikitesto]

Georgia Georgia

Un ritratto di Robert E. Lee è stato rimosso dalla Demosthenian Literary Society da un edificio nel campus dell'Università della Georgia[109].

Il rosso scuro indica gli Stati federati degli Stati Uniti d'America quasi sempre inclusi nelle definizioni moderne di Dixie; il rosso - a volte incluso (vedi Stati Uniti meridionali per la definizione del Censimento degli Stati Uniti d'America); mentre il rosso pallido - occasionalmente incluso a causa delle loro connessioni storiche con il Sud[110][111][112][113]

L'ateneo lasciò cadere la parola "Dixie" dal nome della sua Redcoat Marching Band nel 1971 dopo che alcuni studenti ebbero a dichiarare che risultava offensivo. Il gruppo musicale smise di suonare la melodia che porta lo stesso nome - Dixie's Land - in quel lasso di tempo[114].

Confederate Memorial Day - Giornata della Confederazione: La Georgia ha rimosso il riferimento confederato nel 2015. L'ultimo lunedì di aprile è ora noto come "State Holiday"[115].

Kansas[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Memoriali e monumenti unionisti § Kansas.

Kansas Kansas

Tra il 1855 e il 1862 la Contea di Lyon fu anche conosciuta come "Contea di Breckinridge", dal nome di John C. Breckinridge, Vicepresidente degli Stati Uniti d'America durante la Presidenza di James Buchanan nonché generale confederato[116].

Confederate Flag Bicentennial Memorial (del 1962, rimosso 2015). La bandiera di battaglia confederata era stata esposta presso il padiglione John S. Stevens al Veterans Memorial Plaza vicino al centro cittadino a partire dal 1976, quando fu collocata lì in una mostra di bandiere storiche come parte del bicentenario della nazione. La bandiera è stata rimossa il 2 luglio del 2015 per ordine diretto del sindaco Jeff Longwell[117].

Kentucky[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Kentucky nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Kentucky.

Kentucky Kentucky

Boone County High School. La mascotte della scuola era il signor Rebel, un generale confederato che si erge in uniforme azzurra, berretto di piume e baffi inglesi. È stata sostituita nel 2017[118].

Il sindaco di Lexington, Jim Gray, ha proposto la rimozione di due statue pubbliche che commemorano rispettivamente John Hunt Morgan e John C. Breckinridge. Il consiglio comunale ha approvato la rimozione il 17 agosto del 2017, dando al sindaco 30 giorni di tempo per determinare un nuovo sito ove collocarle[119][120].

Sono state rimosse il 17 ottobre del 2017 e saranno conservate in deposito in attesa del completamento di un accordo per riposizionare le statue al cimitero privato di Lexington[121].

Il completamento dei lavori di demolizione del Confederate Monument di Louisville.

Il Confederate Monument in Louisville fu dedicato nel 1895 e venne collocato accanto all'università di Louisville su una proprietà comunale. È stato rimosso e ri-localizzato in un parco sul lungofiume a Brandenburg (Kentucky) nel dicembre del 2016[122]. Il costo dello spostamento è stato di $ 600.000[123].

Louisiana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Louisiana nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Louisiana.

Louisiana Louisiana

I primi monumenti confederati fatti demolire nel 2017 sono stati quelli di New Orleans, sebbene già nel 2015 il consiglio municipale ne abbia ordinato la rimozione; le varie contestazioni legali contro una tale decisione non hanno avuto successo[124].

Gli operai che hanno spostato i monumenti erano vestiti con giubbotto antiproiettile, elmetti e maschere per nascondere le loro identità a causa delle preoccupazioni riguardanti la loro sicurezza ed incolumità personale[125].

Il sindaco di New Orleans Democratico Mitch Landrieu.

Secondo il sindaco di New Orleans Democratico Mitch Landrieu "la ditta originale che avevamo ingaggiato per rimuovere i monumenti si è ritirata dopo aver ricevuto minacce di morte e aver subito l'incendio di uno dei suoi mezzi"[126].

"I criminali ad un certo punto si sono intrufolati nell'accesso di una delle nostre macchine e hanno versato sabbia nel serbatoio del gas. Altri manifestanti hanno fatto volare dei droni presso gli appaltatori per ostacolarne il lavoro"[127].

"Shut it down" durante il sit-in indetto per far togliere la statua dedicata a Pierre Gustave Toutant de Beauregard.

L'amministrazione cittadina ha dichiarato che stava valutando le opzioni inerenti la collocazione e relativa visualizzazione delle opere in modo che potessero essere "collocate nel loro contesto storico più appropriato a causa del periodo buio della Storia degli Stati Uniti d'America che rappresentano"[128].

Il 19 maggio del 2017 il Monumental Task Committee[129], un'organizzazione che mantiene monumenti e targhe in tutta la città, ha commentato la rimozione delle statue nella maniera seguente: "il sindaco Landrieu e il Consiglio comunale hanno spogliato Orleans di monumenti storici riconosciuti a livello nazionale; con la rimozione di quattro dei monumenti più antichi del secolo scorso, a 299 anni di vita, New Orleans ora entra nel suo Tricentenario più divisa che mai e assai meno storicamente riconoscibile".

Landrieu ha replicato in quella stessa giornata: "queste statue non sono solo pietra e metallo, non sono solo ricordi innocenti di una storia benevola e benvoluta. Questi monumenti celebrano intenzionalmente una Confederazione secessionista immaginaria e santificata, ignorando la morte, ignorando la schiavitù e il terrore che in verità stava per realizzare"[130].

Il monumento filo-razzista di Liberty Place: rimosso.

Battle of Liberty Place Monument - Eretto nel 1891 per commemorare il tentativo di insurrezione conosciuto col nome di battaglia di Liberty Place e avvenuto nel 1874 durante l'Era della Ricostruzione; celebra la White League, un'organizzazione razzista e segregazionista. Rimosso il 24 aprile del 2017. Gli operai erano protetti a vista da ufficiali di polizia e sorvegliati da un vicino hotel[131].

Il Jefferson Davis Monument: rimosso.

Jefferson Davis Monument - Costo $ 35.000, venne inaugurato il 22 febbraio del 1911, il 50º anniversario della sua inaugurazione come Presidente degli Stati Confederati d'America, a cura della "Jefferson Davis Monument Association" costituitasi nel 1898.

"La presentazione... è stata preceduta da un'impressionante parata militare guidata dal maggiore Allison Owen, dai veterani dell'Armata confederata del Tennessee, del 141st Field Artillery Regiment, dell'Armata Confederata della Virginia Settentrionale, oltre che dai veterani della "Casa dei soldati", della National Guard of the United States e dei boy scout. Le studentesse formavano una bandiera degli Stati Confederati d'America vivente"[132]. Rimosso l'11 maggio del 2017[133].

Statua equestre del generale Beauregard - eretto nel 1913. Rimosso il 17 maggio del 2017.

Monumento a Robert E. Lee - Eretto nel 1884. Statua in cima ad una colonna alta 18 m e su un tumulo di terra di 3,7 m. Statua rimossa il 19 maggio del 2017.

Rinominare le scuole pubbliche: nel 1992 il consiglio scolastico annunciò dei progetti atti a ribattezzare gli istituti d'istruzione pubblica intitolati ai proprietari degli schiavi, sempre che i genitori, gli insegnanti e gli stessi alunni interessati lo avessero preventivamente approvato.

Altre scuole pubbliche ribattezzate, non direttamente rilevanti per la guerra, furono originariamente intitolate a Marie Couvent (un'afroamericana proprietaria di schiavi neri dedita alla filantropia cattolica), George Washington, William C. C. Claiborne (il primo governatore della Louisiana, Samuel J. Peters, Étienne de Boré (proprietario di piantagione creolo-francese), William O. Rogers ("un direttore scolastico nonché generale sovrintendente che non credeva che i neri dovessero essere educati dopo il 5º grado elementare"), e Edward Douglass White, Jr., il presidente della Corte suprema degli Stati Uniti d'America che votò per sostenere la sentenza "separati ma uguali" nel caso Plessy contro Ferguson[134].

Jefferson Davis Elementary School ribattezzata nel 1993 in onore di Ernest Nathan Morial, sindaco di New Orleans nonché avvocato del movimento per i diritti civili degli afroamericani.

La scuola media Beauregard: ribattezzata in onore di Thurgood Marshall, il primo afroamericano ad essere nominato giudice associato della Corte suprema degli Stati Uniti d'America nel corso della presidenza di Lyndon B. Johnson.

L'astronauta Ronald McNair.

Robert E. Lee Elementary School: ribattezzata in onore di Ronald McNair, l'astronauta nero ucciso nel disastro dello Space Shuttle Challenger nel 1986.

Judah Philip Benjamin School, dal nome del segretario della guerra secessionista, è stata ribattezzata in onore dell'educatrice afroamericana e attivista per i diritti civili Mary McLeod Bethune.

Charles Gayarré Elementary School, dal nome del politico Democratico, suprematista del potere bianco e sostenitore finanziario della Confederazione, è stata ribattezzata con il nome della leader dei diritti civili di New Orleans Oretha Castle Haley.

La scuola superiore Francis T. Nicholls, dal nome del generale confederato e governatore della Louisiana, è stata ribattezzata in onore del leader dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America Frederick Douglass.

La scuola Adolph Meyer, dal nome dell'ufficiale confederato e successivamente membro del Congresso degli Stati Uniti d'America: ribattezzata in onore dell'attivista dell'Underground Railroad Harriet Tubman.

La scuola Benjamin Morgan Palmer, dal nome del pastore e teologo presbiteriano filo-schiavista il quale influenzò la decisione della Louisiana di separarsi e unirsi alla Confederazione: ribattezzata Lorraine Hansberry Elementary School in onore della drammaturga afroamericana che scrisse A Raisin in the Sun.

Maine[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Memoriali e monumenti unionisti § Maine.

La "targa confederata" del Bowdoin College: installata nel 1965, rimossa nell'agosto del 2017[135].

Maryland[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Maryland nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Maryland.

Maryland Maryland

La statua del Presidente della Corte Suprema Roger Brooke Taney al Campidoglio (Annapolis), risalente al 1872 (rimossa il 18 agosto del 2017).

Il giudice marylandese rimase nonostante tutto fedele all'Unione e, in qualità di capo della Corte Suprema, presiedette alla solenne cerimonia d'insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America con il relativo giuramento da parte di Abraham Lincoln in qualità di 16º Presidente USA.

Taney rimase "Chief Justice" fino alla sua morte avvenuta nel 1864; tuttavia fu anche il principale autore della sentenza filo-schiavista nel caso Dred Scott contro Sandford del 1857 la quale contribuirà potentemente a condurre direttamente alla Guerra Civile.

I monumenti a lui dedicati vengono quindi rimossi allo stesso tempo, e per le stesse ragioni, dei corrispettivi monumenti confederati. Come è accaduto anche per i monumenti di Baltimora smantellati due giorni prima, essa è stata tolta nel cuore della notte sotto il controllo e la scorta armata della polizia[136][137].

  • Baltimora

Il "Confederate Soldiers and Sailors Monument" (Spirit of the Confederacy) a Mount Royal Avenue. Deturpato con vernice rossa il 13 agosto del 2017. Nel 2015 deturpato da una vernice gialla che recitava: "Black Lives Matter"[138]. Rimosso il 16 agosto del 2017[139].

Il "Confederate Women's Monument": rimosso.

Il "Confederate Women's Monument" posizionato tra Charles Street e University Parkway, opera dell'artista marylandese Joseph Maxwell Miller: installato nel 1917, rimosso il 16 agosto del 2017[139].

Lo "Stonewall Jackson and Robert E. Lee Monument": rimosso e sostituito con l'opera non autorizzata di un'artista afroamericana due giorni dopo la demolizione della statua (la scritta dice "Honor History").

Lo "Stonewall Jackson and Robert E. Lee Monument" posizionato sul lato nord-occidentale del Wyman Park Dell, a Charles Village, di fronte al Baltimore Museum of Art e appena a sud del Homewood Campus della Università Johns Hopkins. Opera di Laura Gardin Fraser, installato nel 1948 e rimosso il 16 agosto del 2017.

La "Roger B. Taney". Una rifusione e copia della omonima statua di Annapolis, risalente al 1871. Opera di William Henry Rinehart: statua rimossa il 16 agosto del 2017.

Il monumento confederato del tribunale della contea di Howard (Maryland): dedicato nel 1948, rimosso il 22 agosto del 2017[140].

Statua di Roger B. Taney, rimossa nell'agosto del 2017.

Monumento confederato; è stato rimosso nel luglio del 2017 dalla sua posizione originale al di fuori della Rockville Court House in un terreno privato. Fu originariamente donato nel 1913[141].

Massachusetts[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Massachusetts nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Massachusetts.

Massachusetts Massachusetts

La presidenza di Barack Obama è durata dal 2009 al 2017.

Mississippi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mississippi nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Mississippi.

Mississippi Mississippi

La Jefferson Davis Magnet IB School: ribattezzata "Barack Obama Magnet IB School" nel 2017[143][144].

Missouri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Missouri nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Missouri.

Missouri Missouri

Il memoriale delle donne confederate su Ward Parkway, un dono del 1934 delle Figlie della Confederazione, è stato deturpato da graffitismo il 18 agosto del 2017 e imbragato e recintato due giorni dopo in preparazione della sua rimozione: rimosso il 25 seguente[145][146].

Memorial to the Confederate Dead, rimosso nel giugno del 2017 da Forest Park, attende una nuova ubicazione al di fuori dei confini della città e della contea di St. Louis (Missouri) (per un accordo sopravvenuto tra l'amministrazione e il museo della guerra civile del Missouri nella "Jefferson Barracks Military Post")[147].

Confederate Memorial Fountain: rimosso.

Montana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Memoriali e monumenti unionisti § Montana.

Montana Montana

Confederate Memorial Fountain (1916). Il consiglio comunale ha votato il 17 agosto del 2017 per rimuoverlo: è stato rimosso il giorno seguente[148][149]. Sulla sua storia, vedi il "Mito della causa persa confederata"[150].

Nevada[modifica | modifica wikitesto]

Nevada Nevada

Università del Nevada, Las Vegas (UNLV): fino agli anni 1970 la mascotte della scuola era "Beauregard", un lupo abbigliato con una giacca da campo militare grigia ed un cappello confederato[151][152].

New York[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stato di New York nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § New York.

New York New York

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: New York nella guerra di secessione americana.

Brooklyn Il 16 agosto 2017 la diocesi della Chiesa episcopale degli Stati Uniti d'America a Long Island ha rimosso una targa risalente del 1912 da un albero piantato tra il 1842 e il 1847 da Robert E. Lee. Hanno anche rimosso una seconda pietra marcatrice fatta erigere dalle Figlie Unite della Confederazione nel 1935[153].

Il Governatore di New York Andrew Cuomo ha ordinato il cambio di nome delle strade intitolato a Lee e Jackson a Fort Hamilton, uno dei borghi di New York a Brooklyn[154].

The Bronx Il busto di Thomas Jonathan Jackson e quello di Robert Edward Lee nella Hall of Fame for Great Americans al Bronx Community College dell'Università di New York. Il Governatore A. Cuomo ne ha ordinato l'immediata rimozione.

Il Confederate Soldier Memorial di Columbus (Ohio).

Ohio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ohio nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Ohio.

Ohio Ohio

Targa stradale confederata intitolata a Robert E. Lee: rimossa dal 16 al 17 agosto 2017[155][156].

Memoriale del soldato confederato del cimitero di Camp Chase. Dedicato nel 1902. La statua in bronzo posta sulla cima è stata abbattuta e decapitata per opera di vandalismo organizzato il 22 agosto del 2017[157][158]. Il Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti d'America si è impegnato nell'opera di riparazione[159].

Un marcatore storico statale posizionato all'esterno della casa in cui nacque il sudista Roswell Sabine Ripley è stato rimosso il 18 agosto del 2017[160].

Willoughby South High School: nel 2017 la scuola ha lasciato depennare la propria mascotte "Ribelle" - un uomo vestito con un completo militare confederato grigio - ma ha mantenuto il soprannome di "Rebel"[161].

Tennessee[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tennessee nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Tennessee.

Tennessee Tennessee

La South Cumberland Elementary School: una bandiera confederata dipinta su un muro è stata cancellata, mentre la bandiera confederata e un'immagine simile ad un linciaggio sono state rimosse da un murale[162].

Tre parchi cittadini "a tema" filo-confederati sono stati ribattezzati rapidamente prima del passaggio della Tennessee Heritage Protection Act del 2013[163]. Il Confederate Park (1908) è stato rinominato Memphis Park; il Jefferson Davis Park (1907) è diventato il Mississippi River Park; ed il Forrest Park (1899) cambiato in Health Sciences Park[164][165].

Il voto del consiglio comunale è stato unanime[166]. All'epoca in cui furono dedicati gli afroamericani non potevano liberamente utilizzare quegli spazi[167].

Il "Jefferson Davis Monument": rimosso.

Il Jefferson Davis Monument a Memphis Park a partire dal 1904: rimosso.

Il Nathan Bedford Forrest Monument: rimosso.

Il Nathan Bedford Forrest Monument commissionato nel 1901 e dedicato a partire dal 1905, situato nello Health Sciences Park. I funzionari del consiglio cittadino erano unanimi nel cercare di rimuovere le statue, ma sono stati bloccati dalla "Tennessee Historical Commission"[168].

Dopo aver esplorato le possibili ed eventuali risoluzioni legali[169] la città di Memphis ha deciso di vendere i due parchi ad un nuovo ente non profit, il Memphis Greenspace - il cui presidente è un commissario della contea - per $ 1.000 ciascuno. La statua è stata rimossa in quello stesso giorno, il 20 dicembre del 2017[168][169][170][171].

I Sons of Confederate Veterans dicono che faranno causa alla municipalità[172].

La Forrest Hall (ROTC building) alla Middle Tennessee State University: nel 2006 il fregio raffigurante il generale Forrest a cavallo che aveva adornato il lato di questo edificio è stato rimosso tra le proteste, ma una spinta importante volta a cambiarne il nome non è andata a buon fine.

Inoltre la mascotte atletica della Blue Raiders dell'università fu trasformata in un pegaso da un cavaliere che era, al fine di evitare l'associazione con l'ufficiale confederato[173].

L'ex Confederate Memorial Hall dell'Università Vanderbilt.

La Confederate Memorial Hall dell'Università Vanderbilt è stata ribattezzata Memorial Hall il 15 agosto del 2016. Poiché l'edificio è stato costruito in seguito ad una donazione di $ 50.000 effettuata dalle United Daughters of the Confederacy nel 1933 l'istituto ha restituito loro l'equivalente del 2017, $ 1,2 milioni[174].

Prima di questa soluzione concordata la Vanderbilt è stata coinvolta in una causa legale, risalente almeno al 2005, con le "Figlie della Confederazione". Michael Schoenfeld, vice cancelliere di Vanderbilt per gli affari pubblici, ha detto che lui e altri funzionari universitari hanno ricevuto minacce di morte per la decisione assunta dalla sua scuola[114].

Texas[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Texas nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Texas.

Texas Texas

Al Parco tematico Six Flags Over Texas: nell'agosto 2017 ha rimosso la bandiera confederata a stelle e barre dopo averla lasciata sventolare per 56 anni insieme a quelle degli altri Stati. Nel corso degli anni 1990 il parco ha ribattezzato la sezione della Confederazione in "Sezione del Vecchio Sud" e rimosso tutte le bandiere di battaglia confederate[175].

Robert E. Lee Elementary School (1939) è stata ribattezzata in onore del fotografo di spicco locale Russell Lee nel 2016[176]; fu un associato della Farm Security Administration nonché il primo professore di fotografia all'Università del Texas ad Austin.

Nel maggio 2015 la rappresentanza studentesca ha votato quasi all'unanimità per rimuovere una statua dedicata a Jefferson Davis che era stata eretta nel campus di South Mall[177][178].

Poco dopo il massacro di Charleston del giugno del 2015 la frase "le vite nere contano" (Black Lives Matter) è stata scritta ripetutamente in grosse lettere evidenziate di rosso sul suo basamento; i messaggi precedenti includevano "Davis deve cadere" e "Liberate U. T." (l'Università del Texas)[179].

I funzionari universitari hanno convocato una task force per decidere se onorare la petizione degli studenti la quale richiedeva la rapida rimozione del monumento. Seguendone le raccomandazioni il preside Gregory L. Fenves ha annunciato il 13 di agosto che la statua sarebbe stata trasferita per servire come mostra educativa nel "Dolph Briscoe Center for American History" Museum[180].

Il funzionario ha dichiarato: "non è nel migliore interesse dell'Università continuare a commemorarlo [Davis] sul nostro Main Mall"[181]. L'azione legale intrapresa dai Son Confederate Veterans non ha ottenuto alcun successo[181]. La statua è stata infine rimossa il giorno 30 seguente[182].

Esistevano tuttavia ancora tre statue confederate (opere di Pompeo Coppini) rimaste nel South Mall dell'Università del Texas, che ritraggono rispettivamente i generali Robert E. Lee, Albert Sidney Johnston ed il Segretario alle Poste del governo secessionista John Henninger Reagan. Erano state dedicate tutte nel 1933.

Tra il 20 e il 21 agosto del 2017 l'Università ha rimosso le tre statue confederate dai terreni del campus e le ha trasferite in un museo[183][184]. La decisione è stata assunta come diretta conseguenza dell'Unite the Right rally del 10-11 precedente avvenuto a Charlottesville[185].

Nel 2016 la John Bell Hood Middle School si è ribattezzata, con il concorso del Board of Trustees del District of Dallas Independent School, in Piedmont Global Academy[144].

Statua di R. E. Lee: rimossa.

Statua di Robert E. Lee (1936) situata nel Lee Park lungo Turtle Creek Boulevard. Dedicata nel 1936 per celebrare l'Esposizione del Centenario del Texas. Rimossa il 14 settembre del 2017 dopo che il consiglio comunale ha votato 13 contro 1 per farla togliere immediatamente[186][187][188].

Robert E. Lee Park: è stato temporaneamente ribattezzato "Oak Lawn Park" fino a quando un nome definitivo non venga approvato[189][190].

Lee, Richard Montgomery Gano, Stonewall, Beauregard e William Lewis Cabell (sindaco di Dallas) sono attualmente altri luoghi pubblici dedicati ai rispettivi generali confederati. Verranno rinominati in una data futura[191].

La South Garland High School ha rimosso vari simboli confederati nel 2015. Un mosaico di piastrelle per pavimento donato dalla Classe del 1968 e un segno in granito davanti alla scuola sono stati sostituiti; entrambi avevano incorporato la bandiera confederata, che faceva parte dello stemma originale della scuola. Inoltre il distretto ha lasciato cadere "Dixie" come motivo per la canzone di lotta scolastica[192].

L'istituto cambiò inoltre l'uniforme della mascotte - un colonnello - dal grigio confederato al rosso e blu nel 1991[193].

Dowling Street. Chiamata in onore del comandante confederato Richard William Dowling: rinominata Emancipation Avenue nel 2017[194].

Lee High School (1962). Originariamente conosciuta come la scuola superiore Robert E. Lee, i leader distrettuali lasciarono cadere "Robert E." dal nome dell'istituto per allontanare la scuola dal generale confederato[195]. I funzionari scolastici ne hanno cambiato definitivamente il nome in Margaret Long Wisdom High School nel 2016.

La Westbury High School ha cambiato il soprannome delle sue squadre atletiche dai "Ribelli" agli "Husky"[196].

Il Confederate Soldiers' Monument, dedicato il 28 aprile 1899 e situato al Travis Park, nei pressi del sito della battaglia di Alamo[197]: rimosso il 1º settembre del 2017[198][199][200].

Robert E. Lee High School si è ribattezzata scuola superiore LEE (Legacy of Education Excellence), secondo quanto riferito, per preservare la storia dell'istituto e ridurre al minimo le spese di ri-denominazione, nel 2017[144].

Vermont[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Memoriali e monumenti unionisti § Vermont.

Vermont Vermont

Brattleboro Union High School. Fino al 2004 la mascotte della scuola era il colonnello Reb, il proprietario di una piantagione confederata[201].

La mascotte "capitano Rebel" della South Burlington High School (1961); l'uso della bandiera confederata e la riproduzione di Dixie's Land suscitarono quasi subito controversie durante l'era del movimento per i diritti civili degli afroamericani e nei decenni successivi. Il consiglio scolastico ha votato per mantenere il nome nel 2015 ma per cambiarlo nel 2017.

"The Rebel Alliance", un gruppo di comunità contrarie al cambiamento della mascotte ha condotto due sforzi riusciti nello sconfiggere il bilancio scolastico in votazioni pubbliche come protesta[202][203]: gli studenti scelgono però la nuova denominazione "Lupi" e l'operazione di rinomina procede[204].

Virginia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Virginia nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Virginia.
Una riunione dei veterani confederati della 53rd Virginia Volunteer Infantry Regiment nel 1910.

Virginia Virginia

  • In tutto lo Stato:

la canzone Carry Me Back to Old Virginny (scritta nel 1874 dal menestrello afroamericano James Alan Bland) viene depennata dal suo ruolo di inno ufficiale statale nel 1997 a causa del suo testo improntato ad un esplicito e quantomai scoperto contenuto razziale (narra di un ex schiavo che cerca di tornare a lavorare nella piantagione di cotone del suo vecchio padrone)[205].

L'ultimo "Confederate History Month" viene celebrato nell'aprile del 2000[205].

Foto del generale sudista James Ewell Brown Stuart.

La J. E. B. Stuart High School (1958), dal nome del generale sudista James Ewell Brown Stuart. A seguito delle veementi proteste espresse sia dagli studenti che da un certo numero di genitori e professori - iniziate queste nel giugno 2015 - il consiglio d'istituto ha votato nel luglio del 2017 per ribattezzare la scuola con il nome di "Justice High" a partire dall'inizio dell'anno scolastico 2019[144]. Il nuovo nome diventa effettivo il 1º luglio del 2018[206].

Il "Lee Park", sede di una statua equestre raffigurante Robert Edward Lee, è stato ribattezzato "Emancipation Park" il 6 febbraio del 2017. In quello stesso giorno il consiglio comunale ha anche votato a favore della veloce rimozione del monumento; ad aprile si è scelto di porre in vendita la statua.

A maggio un'ingiunzione giudiziaria della durata di sei mesi - che ha provveduto a bloccare la rimozione - è stata emessa a seguito di un'azione legale intrapresa da parte dei Sons of Confederate Veterans e di altri. A giugno il piedistallo è stato verniciato a spruzzo con le parole "Black Lives Matter"[207] e durante la notte tra il 7 e l'8 luglio seguenti è stato nuovamente danneggiato con una vernice rossa corrosiva e soggetto ripetutamente a vandalismo[208].

Robert Edward Lee: coperto e impacchettato.

Il 20 agosto del 2017 il consiglio comunale ha votato all'unanimità per avvolgere la statua, assieme a quella gemella che rappresenta Thomas Jonathan Jackson, con un enorme sacchetto di plastica nero.

Foto di Thomas Jonathan Jackson, scattata sette giorni prima che morisse alla battaglia di Chancellorsville.

Si "decise anche di indirizzare il sindaco e gli assessori competenti a fare un ulteriore passo amministrativo che avrebbe reso alla fine più facile rimuovere definitivamente anche la statua di Jackson"[209]. Le due opere sono infine state coperte e legate con robuste sartie il 23 seguente[210].

Il 6 di settembre l'amministrazione cittadina ha votato la rimozione della statua di T. "Stonewall" Jackson dall'Emancipation Park[211].

Il "Jackson Park" è stato ribattezzato "Justice Park"[212].

Il "Board of Visitors" dell'Università della Virginia (l'amministrazione fiduciaria) ha votato all'unanimità per rimuovere due lapidi dalla Rotonda universitaria che onoravano studenti e alunni che combatterono e morirono per gli Stati Confederati d'America durante la guerra di secessione americana. Il rettorato ha anche concordato "di devolvere una donazione di $ 1.000 ricevuta nel 1921 dal Ku Klux Klan e con tale somma, corretta dall'inflazione, di contribuire ad una causa adeguata"[213].

Il grande parco di divertimento "Kings Dominion" ha gestito le famose montagne russe "Rebel Yell" dal giorno di apertura del parco nel 1975 fino al 2017. Il nome faceva un chiaro riferimento al Rebel yell, un grido di battaglia utilizzato dai soldati sudisti durante la guerra civile.

Il 2 febbraio del 2018 l'amministrazione del parco ha annunciato che l'attrazione sarebbe stata ribattezzata "Racer 75" a partire dalla stagione 2018, sebbene non abbia in alcuna maniera commentato la relazione tra il cambiamento di denominazione né le radici confederate del precedente nome nel proprio comunicato stampa[214].

L'accademia privata segregazionista John S. Mosby Academy, intitolata a John Singleton Mosby, fu fondata nel 1959 come scuola completamente riservata alla "razza bianca"; venne costretta a chiudere nel 1969 a seguito dell'abolizione della segregazione scolastica negli Stati Uniti d'America.

Nel 2011 il Consiglio comunale ha approvato un'ordinanza per vietare lo sbandieramento di vessilli differenti dalla bandiera degli Stati Uniti d'America, dalla bandiera della Virginia e da una bandiera cittadina - non ancora disegnata - e dal loro fissaggio sui pali della luce. Diverse bandiere sudiste erano state fatte sventolare in precedenza e attaccate sui lampioni della città per commemorare il Lee-Jackson Day, che è stato osservato il venerdì precedente alla festività federale del Martin Luther King Day[215].

Circa 300 sostenitori della bandiera degli Stati Confederati d'America, compresi i membri dei "Figli dei veterani confederati", radunatisi sia prima della riunione dell'assemblea cittadina[216] che dopo il voto, hanno promesso di contestare la nuova ordinanza locale in tribunale a colpi di carta bollata[215]. Le rimostranze non hanno ottenuto alcun successo e l'ordinanza rimane in vigore.

La municipalità ha cercato anche di impedire ai privati di issare bandiere confederate sulle proprie proprietà, ma un'ingiunzione federale risalente al 1993 ne ha bloccato il tentativo[216].

Nel campus della Washington and Lee University, un college privato, una grande bandiera di battaglia confederata e una serie di altri vessilli correlati sono stati rimossi dalla Lee Chapel nel 2014[217][218].

Nei pressi della stessa Lee Chapel esiste la più antica "Grace Episcopal Church", nella quale l'ex generale sudista partecipava assiduamente alle funzioni religiose. Nel 1903 la chiesa fu ribattezzata in suo onore "R. E. Lee Memorial Church"; nel 2017 ha cambiato nuovamente il suo nome ritornando a essere la "Grace Episcopal Church".

Una statua del veterano confederato George Morgan Jones è stata ritirata dal terreno del Randolph College il 25 agosto del 2017[109][219].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Richmond nella guerra di secessione americana.

Nel febbraio 2000 il consiglio comunale ha votato per cambiare i nomi dei ponti "J. E. B. Stuart" e "Thomas J. Stonewall Jackson", che attraversano il James, ribattezzandoli alla memoria del giurista Samuel Wilbert Tucker e dell'attivista Curtis J. Holt, due notabili locali del movimento per i diritti civili degli afroamericani[220].

Virginia Occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Virginia Occidentale nella guerra di secessione americana e Memoriali e monumenti unionisti § Virginia Occidentale.

Virginia Occidentale Virginia Occidentale

Stonewall Jackson High School, aperta nel 1940 e chiusa nel 1989, quando si consolidò con la Charleston High School per diventare la Capital High School.

Washington[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Memoriali e monumenti unionisti § Washington.

Washington Washington

Pickett Bridge, che ricorda un precedente ponte di legno costruito a suo tempo da George Edward Pickett su Whatcom Creek. Il segno commemorativo eretto nel 1920 fu rimosso il 18 agosto 2017, insieme ai cartelli che guidavano alla Pickett House[221].

Pietra stradale commemorativa: rimossa.

Un contrassegno di pietra all'estremità settentrionale dello Stato che designa la "Washington State Route 99" come "Jeff Davis Highway" venne fatto erigere negli anni 1930 dalle Figlie della Confederazione, con l'autorizzazione governativa: rimosso nel 2002 grazie agli sforzi condotti dal Rappresentante Democratico Hans M. Dunshee e dai funzionari cittadini dopo che fu scoperto che non era mai stata ufficialmente designata per commemorare Davis[222].

La pietra segnaletica fu spostata nel Jefferson Davis Park, un parco privato gestito dai Figli dei Veterani Confederati appena fuori Ridgefield (Washington), proprio accanto alla "Interstate 5 in Washington"[223].

Robert E. Lee Elementary School (1955). Il distretto scolastico ha rifiutato un cambio di nome nel 2015[224] e di nuovo nel 2017[225]. Nel 2018 ha votato per cambiare il nome in Lee Elementary School[226].

Il Robert E. Lee Tree era uno dei tanti alberi del Ravenna Park dedicato a persone considerate rilevanti. Sia l'albero che la placca furono rimossi nel 1926[227][228].

Nel 1998 i funzionari della città hanno rimosso un marcatore segnaletico stradale della Jefferson Davis Highway (Washington State Route 99) e lo hanno collocato in un cimitero in un'azione che alcuni anni dopo è diventata controversa, quando le questioni relative al Blaine stavano per essere messe in discussione dall'Assemblea legislativa nel 2002[229].

Successivamente il segnalatore è stato spostato altre due volte, per poi essere collocato accanto all'Interstate 5 su terreni privati acquistati allo scopo di dare a questo marcatore una sede permanente nel 2007[230][231].

Nel 2002 la Camera dei rappresentanti di Washington approvò all'unanimità un disegno di legge (proposto da Hans Dunshee, il quale guidò anche lo sforzo di ri-denominazione negli anni successivi[232]) che avrebbe rimosso il nome di Davis dalla strada. Tuttavia un comitato del Senato statale successivamente ha bloccato la proposta[233][234].

Nel marzo 2016 il parlamento dello Stato ha approvato all'unanimità una risoluzione congiunta che ha chiesto alla commissione per i trasporti di designare la strada come "William P. Stewart Memorial Highway", per onorare un volontario afroamericano durante la guerra civile che in seguito divenne un pioniere della città di Snohomish (Washington)[235]. A maggio del 2016 viene deciso di rinominare la strada[232][236].

Wisconsin[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Memoriali e monumenti unionisti § Wisconsin.

Wisconsin Wisconsin

Sezione confederata del Forest Hill Cemetery. Questa parte del cimitero contiene i resti di oltre 100 soldati sudisti morti in qualità di prigionieri di guerra nel vicino Camp Randall. Nel 2015 un palo portabandiera è stato rimosso dalla sezione; esso era stato utilizzato per far sventolare la bandiera confederata nella settimana del Memorial Day[237][238].

Foto del sindaco di Madison (Wisconsin) Paul Soglin.

Il 17 agosto del 2017 una lapide dedicata ai soldati confederati sepolti fu rimossa per ordine del sindaco di Madison Paul Soglin. È stato anche ordinato di togliere un monumento di pietra più grande che elenca tutti i nomi dei defunti, ma ciò è stato rinviata fino a quando la logistica dell'operazione non venga risolta[237][239][240].

Canada[modifica | modifica wikitesto]

Canada Canada

Nel 1957 le United Daughters of the Confederacy fecero installare una targa sul muro esterno di un negozio della compagnia della Baia di Hudson per commemorare il breve soggiorno di Jefferson Davis in città; la placca è stata rimossa in seguito all'Unite the Right rally di Charlottesville dell'agosto 2017, sotto la pressione dell'opinione pubblica[241][242].

Accampamento sudista a Pensacola nel 1861.
Il sergente sudista sedicenne virginiano William T. Biedler.
Un caduto confederato alla battaglia di Aldie.
Il "Confederate Monument" al Salisbury Park di Columbus (Georgia) nel 1904.
Particolare della statua dedicata ad Albert Pike, opera di Gaetano Trentanove.
Il memoriale in onore del colonnello Robert A. Smith al Victorian Dean Cemetery di Edimburgo.
Cimitero confederato nella Contea di Shelby (Alabama).
Tombe confederate a Gainesville (Alabama).
Scultura raffigurante Alexander Hamilton Stephens, opera di Gutzon Borglum.
L'American Civil War Museum di Richmond (Virginia).
Statua bronzea raffigurante Joseph Wheeler al National Statuary Hall Collection.
Scultura dedicata al senatore virginiano John Edward Kenna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Natalie Schachar, Jindal seeks to block removal of Confederate monuments in New Orleans, in Los Angeles Times, 15 agosto 2015. URL consultato il 17 agosto 2017.
  2. ^ Chris Kenning, Confederate Monuments Are Coming Down Across the United States, in The New York Times, 15 agosto 2017.
  3. ^ U.S. cities step up removal of Confederate statues, despite Virginia, in Reuters, 16 agosto 2017.
  4. ^ a b c Why the U.S. Capitol Still Hosts Confederate Monuments, su News.nationalgeographic.com, 17 agosto 2017. URL consultato il 20 agosto 2017.
  5. ^ What Confederate Monument Builders Were Thinking (Bloomberg News), 20 agosto 2017. URL consultato il 21 agosto 2017.
  6. ^ Confederate Statues Were Built To Further A 'White Supremacist Future', su NPR.org. URL consultato il 21 agosto 2017.
  7. ^ (EN) The History of Blaming 'Both Sides' and Why Language Matters. URL consultato il 21 agosto 2017.
  8. ^ Kevin Drum, The real story behind all those Confederate statues, in Mother Jones, 15 agosto 2017. URL consultato il 27 agosto 2017.
  9. ^ Julia Zorthian, Trump: It's 'Sad' to See U.S. Culture 'Ripped Apart' by Removing Statues, su Time. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  10. ^ (EN) Miles Parks, Why Were Confederate Monuments Built? : NPR, NPR, 20 agosto 2017. URL consultato il 28 agosto 2017.
  11. ^ (EN) Striking graphic reveals the construction of Confederate monuments peaked during the Jim Crow and civil rights eras, The Week, 15 agosto 2017. URL consultato il 28 agosto 2017.
  12. ^ a b c Confederate Monuments and Civic Values in the Wake of Charlottesville. Dell Upton, Society of American Historians, 13 September 2017
  13. ^ Jessica Bliss e Holly Meyer, In the South, Confederate monuments often protected, hard to remove thanks to state laws, in The Tennessean, 17 agosto 2017.
  14. ^ Booth Gunter e Jamie Kizzire, Whose heritage? Public Symbols of the Confederacy, su Booth Gunter (a cura di), Southern Poverty Law Center, 21 aprile 2016. URL consultato il 6 ottobre 2017.
    «In an effort to assist the efforts of local communities to re-examine these symbols, the SPLC launched a study to catalog them. For the final tally [of 1,503], the researchers excluded nearly 2,600 markers, battlefields, museums, cemeteries and other places or symbols that are largely historical in nature.».
  15. ^ (EN) David A. Graham, Why Are There Still So Many Confederate Monuments?, in The Atlantic, 26 aprile 2016. URL consultato il 15 agosto 2017.
  16. ^ Whose Heritage? Public Symbols of the Confederacy, Southern Poverty Law Center, 21 aprile 2016. URL consultato il 15 settembre 2017.
    «The second spike began in the early 1950s and lasted through the 1960s, as the civil rights movement led to a backlash among segregationists. These two periods also coincided with the 50th and 100th anniversaries of the Civil War».
  17. ^ (EN) Whose Heritage? Public Symbols of the Confederacy, su Southern Poverty Law Center, 21 aprile 2016. URL consultato il 18 agosto 2017.
  18. ^ Confederate Statues Were Built To Further A 'White Supremacist Future', su npr.org. URL consultato il 23 settembre 2017.
  19. ^ Karen L. Cox, Analysis – The whole point of Confederate monuments is to celebrate white supremacy, su washingtonpost.com, 16 agosto 2017. URL consultato il 23 settembre 2017. Ospitato su www.washingtonpost.com.
  20. ^ Durham Confederate statue: tribute to dying veterans or political tool of Jim Crow South?, su heraldsun.com. URL consultato il 23 settembre 2017.
  21. ^ American Historical Association, AHA Statement on Confederate Monuments (August 2017)
  22. ^ Regime Change in Charlottesville, su politico.com. URL consultato il 18 agosto 2017.
  23. ^ a b c d Neil Munshi, Trump says it is 'foolish' to remove Confederate symbols, in Financial Times, 17 agosto 2017. URL consultato il 17 agosto 2017.
  24. ^ Helen Stoilas e Victoria Stapley-Brown, Charlottesville riot hastens removal of Confederate monuments throughout the US, in The Art Newspaper, 17 agosto 2017. URL consultato il 17 agosto 2017.
  25. ^ McKenney, Frank M., The Standing Army: History of Georgia's County Confederate Monuments, WH Wolfe Associates, Alpharetta, Georgia, 1993 p. ix
  26. ^ McKenney, 1993.
  27. ^ McKenney, 1993.
  28. ^ Confederate monuments: What to do with them?. Grier, Peter. Christian Science Monitor, 22 August 2017
  29. ^ Seigler, Robert S., A Guide to Confederate Monuments in South Carolina: Passing the Cup, South Carolina Department of Archives and History, 1997 p. 10
  30. ^ (EN) Team - ARCH International, ARCH International. URL consultato il 29 marzo 2018.
  31. ^ a b (EN) Cheryl Benard, Destroying Confederate Monuments Hurts Us All—and Accomplishes Nothing, The National Interest. URL consultato il 29 marzo 2018.
  32. ^ Charlottesville covers Confederate statues with black shrouds, su foxnews.com, 23 agosto 2017. URL consultato il 27 settembre 2017. Ospitato su www.foxnews.com.
  33. ^ Darran Simon, New Orleans removes Gen. Robert E. Lee statue, CNN, 19 maggio 2017. URL consultato il 17 agosto 2017.
  34. ^ (EN) Sheryl Gay Stolberg e Brian M. Rosenthal, Man Charged After White Nationalist Rally in Charlottesville Ends in Deadly Violence, in The New York Times, 12 agosto 2017, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 20 agosto 2017.
  35. ^ Nicholas Fandos e Russell Goldman, Baltimore Removes Confederate Statues; Mayor Cites Public Safety, in The New York Times, 16 agosto 2017. URL consultato il 16 agosto 2017.
  36. ^ Colin Campbell, Talia Richman and Luke Broadwater, Confederate monuments taken down in Baltimore overnight, su baltimoresun.com, 16 agosto 2017.
  37. ^ Jessica Suerth, Here are the Confederate memorials that will be removed after Charlottesville (CNN), 16 agosto 2017. URL consultato il 16 agosto 2017.
  38. ^ Jesse J. Holland, Deadly rally accelerates ongoing removal of Confederate statues across U.S., in The Chicago Tribune, 15 agosto 2017.
  39. ^ Janell Ross, Eight people charged for toppling Confederate statue in Durham as scores line up to confess, Washington Post (August 17, 2017).
  40. ^ Jacob Reynolds, Georgia State Law Makes It Difficult to Completely Remove or Hide Confederate Monuments, in WMAZ, 17 agosto 2017. URL consultato il 10 novembre 2017.
  41. ^ Ivana Hrynkiw, AG, Birmingham attorneys argue over Confederate memorial, in Birmingham News, 13 aprile 2018.
  42. ^ Martha Waggoner, Historians: Civil War statues need context, should be moved, in Washington Post, 13 aprile 2018.
  43. ^ (EN) Nicholas Fandos, Richard Fausset e Alan Blinder, Charlottesville Violence Spurs New Resistance to Confederate Symbols, in The New York Times, 16 agosto 2017, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 10 ottobre 2017.
  44. ^ Holly Meyer, Why removing Confederate monuments in Tennessee is not an easy process, in The Tennessean, 17 agosto 2017.
  45. ^ Margaret Renkl, A Monument the Old South Would Like to Ignore, in New York Times, 29 gennaio 2018.
  46. ^ a b (EN) Amanda Holpuch, Confederate flag removed from South Carolina capitol in victory for activists, in The Guardian, 10 luglio 2015, ISSN 0261-3077 (WC · ACNP). URL consultato il 10 ottobre 2017.
  47. ^ A majority of Americans want to preserve Confederate monuments: Reuters/Ipsos poll, su reuters.com, 21 agosto 2017. Ospitato su Reuters.
  48. ^ Reuters/Ipsos Data: Confederate Monuments, su ipsos.com.
  49. ^ Ariel Edwards-Levy, Polls Find Little Support For Confederate Statue Removal -- But How You Ask Matters, su huffingtonpost.com, 23 agosto 2017. Ospitato su Huff Post.
  50. ^ HuffPost: Confederate Flag, August 15 - 16, 2017 - 1000 US Adults (PDF), su big.assets.huffingtonpost.com.
  51. ^ Associated Press, Confederate general's name removed from Army's road, in Deseret News, 1º agosto 2000. URL consultato il 23 febbraio 2018.
  52. ^ Dwight Eisenhower, Letter to Leon W. Scott, 9 agosto 1960. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  53. ^ (EN) Matt Ford, Why Are Confederate Statues Still Displayed in the Capitol?, in The Atlantic. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  54. ^ Michelle Boorstein, Washington National Cathedral to remove stained glass windows honoring Robert E. Lee, Stonewall Jackson, su The Washington Post, 6 settembre 2017. URL consultato l'11 settembre 2017.
  55. ^ Dean Charles, Alabama Gov. Bentley removes Confederate flags from Capitol grounds, 24 giugno 2015, The Birmingham News. URL consultato il 24 giugno 2015.
  56. ^ Jessica Suerth, Confederate statues and memorials to be removed across US, Amp.cnn.com. URL consultato il 17 agosto 2017.
  57. ^ (EN) Erin Edgemon, Alabama police officer crashes into Confederate Monument while on patrol, su AL.com, 16 luglio 2016. URL consultato il 16 agosto 2017.
  58. ^ David Montgomery, A car crash topples a Confederate statue – and forces a Southern town to confront its past, in The Week, 6 agosto 2017. URL consultato il 16 agosto 2017.
  59. ^ (EN) Fort Smith Educators Target 'Dixie,' Rebel Mascot, in Southwest Times Record. URL consultato il 31 agosto 2017.
  60. ^ Steve Barnes, Arkansas capital renames street long known as Confederate Boulevard (Reuters), 20 ottobre 2015. URL consultato il 31 agosto 2017.
  61. ^ Jennifer Rice Epstein, Long Beach to Rename Three Schools, in The Grunion (Long Beach, California), 19 luglio 2016. URL consultato il 16 agosto 2017.
  62. ^ Steve Harvey, Southern California does indeed have a Civil War history, in The Los Angeles Times, 29 maggio 2010. URL consultato l'11 luglio 2017.
    «So will Hollywood Forever Cemetery, where the Long Beach chapter of the United Daughters of the Confederacy maintains a Confederate monument.».
  63. ^ Julie Bosman, Battle Over Confederate Monuments Moves to the Cemeteries, in New York Times, 21 settembre 2017.
  64. ^ (EN) FOX, Confederate monument at Hollywood Forever Cemetery to be removed, su KTTV. URL consultato il 16 agosto 2017.
  65. ^ Maureen Magee, Robert E. Lee school name changed, in The San Diego Union-Tribune, 23 maggio 2016. URL consultato il 16 agosto 2017.
  66. ^ J. D. Highway, su Rootsweb.ancestry.com, 16 agosto 2017. URL consultato il 19 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2017).
  67. ^ Christopher Ward, Christopher Ward on Twitter: "This morning we removed plaque in @HortonPlazaPark honoring Jefferson Davis. Monuments to bigotry have no place in #SanDiego – or anywhere!", Twitter.com, 1º giugno 2013. URL consultato il 17 agosto 2017.
  68. ^ Otis R. Taylor Jr., Bay Area isn't above the Confederacy fray: High school scrubs Rebel mascot, in The San Francisco Chronicle, 18 agosto 2017. URL consultato il 31 agosto 2017.
  69. ^ (EN) Chris McCormick, My California high school had a Confederate mascot, in The Los Angeles Times, 24 agosto 2017, ISSN 0458-3035 (WC · ACNP). URL consultato il 31 agosto 2017.
  70. ^ a b Amanda Jackson, Durham, North Carolina: Seven arrested in toppling of Confederate statue, CNN. URL consultato il 17 agosto 2017.
  71. ^ Governor Roy Cooper, North Carolina Monuments, su Medium, 15 agosto 2017. URL consultato il 20 agosto 2017.
  72. ^ Janell Ross, Mark Berman e Joel Achenbach, Mayors taking swift action to avoid becoming the next Charlottesville, in The Washington Post, 16 agosto 2017, ISSN 0190-8286 (WC · ACNP). URL consultato il 26 agosto 2017.
  73. ^ William L. Saunders (1835–1891) and Carolina Hall, University of North Carolina at Chapel Hill. URL consultato il 20 febbraio 2018.
  74. ^ Cameron McWhirter, Colleges suffer identity crisis, in Atlanta Journal-Constitution, 12 febbraio 2005. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2006).
  75. ^ Steve Harrison, Charlotte uses technicality to move Confederate monument, in The Charlotte Observer, 24 novembre 2015. URL consultato il 20 febbraio 2018.
  76. ^ LaVendrick Smith, Charlotte police are keeping an eye on the city’s Confederate monuments, in The Charlotte Observer, 16 agosto 2017. URL consultato il 20 febbraio 2018.
  77. ^ Associated Press, All Charges Dropped in Case of Toppled Confederate Monument, in New York Times, 20 febbraio 2018.
  78. ^ Jonathan M. Katz, 4 Surrender in Toppling of Confederate Statue in North Carolina, su NYTimes.com, 17 agosto 2017. URL consultato il 20 agosto 2017.
  79. ^ Jonathan Drew, Duke University removes Robert E. Lee statue from chapel (Associated Press), 19 agosto 2017. URL consultato il 19 agosto 2017. Ospitato su Winston-Salem Journal.
  80. ^ New Confederate statue goes up in Reidsville, su myfox8.com, 12 dicembre 2013. URL consultato il 18 agosto 2017.
  81. ^ (EN) David Firestone, South Carolina Votes to Remove Confederate Flag From Dome, in The New York Times, 19 maggio 2000, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 10 ottobre 2017.
  82. ^ (EN) Terace Garnier, South Carolina judge dismisses case to keep Confederate flag in courtroom, su Fox News, 24 agosto 2017. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  83. ^ Dave Elias, Fort Myers mayor considering options for removing Civil War pieces, su WBBH, 18 agosto 2017. URL consultato il 19 ottobre 2017.
  84. ^ Hannah Morse, Commission votes to move Confederate monument from courthouse, in Bradenton Herald, 22 agosto 2017. URL consultato il 23 agosto 2017.
  85. ^ (EN) While moving it in the middle of the night, crews break Confederate monument, su Bradenton.com. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  86. ^ Mike Spring, Daytona Beach: Confederate plaques removed from Riverfront Park, su WFTV.com, WFTV 9 ABC, 18 agosto 2017. URL consultato il 13 settembre 2017.
  87. ^ Brian Scott, Daytona Beach removes Confederate monuments - Story | WOFL, su Fox35Orlando.com, 18 agosto 2017. URL consultato il 12 ottobre 2017.
    «Three Confederate monuments were removed from a city park in Daytona Beach Friday morning.».
  88. ^ (EN) Cleveland Tinker, County votes to offer 'Old Joe' to United Daughters of Confederacy, in Gainesville Sun. URL consultato il 20 agosto 2017.
  89. ^ Confederate statue removed from downtown Gainesville, su gainesville.com.
  90. ^ (EN) Susannah Bryan, Hollywood's Confederate street signs finally coming down, Sun-Sentinel.com. URL consultato il 24 aprile 2018.
  91. ^ Valerie Strauss, School named after KKK grand wizard to be renamed — finally, in Washington Post, 16 dicembre 2013. URL consultato il 22 febbraio 2018.
  92. ^ Michael Pearson, Florida school will drop Confederate Nathan B. Forrest's name, in CNN, 17 dicembre 2013. URL consultato il 22 febbraio 2018.
  93. ^ Jason Kelly, Watch: Crews remove Confederate statue from Lake Eola Park, su Wftv.com, 4 luglio 2017. URL consultato il 20 agosto 2017.
  94. ^ (EN) Charlie Frago, Kriseman removes Confederate marker from St. Pete's waterfront, su Tampa Bay Times, 15 agosto 2017. URL consultato il 16 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2017).
  95. ^ (EN) St. Pete Mayor Orders Removal Of Confederate Marker, su WUSF, 16 agosto 2017. URL consultato il 16 agosto 2017.
  96. ^ a b Steve Contorno, For Tampa's Confederate monument, racist history clouds claims of heritage, 17 giugno 2017, Tampa Bay Times. URL consultato il 15 agosto 2017.
  97. ^ Tony Marrero, How to move a 14-ton, century old Confederate monument, in Tampa Bay Times, 4 settembre 2017. URL consultato il 20 marzo 2018.
  98. ^ a b c Tony Marrero, Hillsborough judge denies request for injunction to halt removal of Confederate monument in Tampa, in Tampa Bay Times, 5 settembre 2017. URL consultato il 4 ottobre 2017.
  99. ^ Sara DiNatale, Southern heritage groups sue to keep Confederate monument at old Tampa courthouse, 19 agosto 2017, Tampa Bay Times. URL consultato il 22 agosto 2017.
  100. ^ Associated Press, "Florida Senate plans to remove Confederate flag from seal", Sun-Sentinel, October 19, 2015.
  101. ^ Flsenate Archive: Information Center > About the Legislature, su archive.flsenate.gov. URL consultato il 23 agosto 2017.
  102. ^ (EN) Kristen M. Clark, Florida Senate jettisons Confederate battle flag from seal, su Tampa Bay Times, 19 ottobre 2015. URL consultato il 19 agosto 2017.
  103. ^ These 5 states still use Confederate symbols in their flags, su MSNBC. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  104. ^ Eliot Kleinberg, West Palm removes Confederate monument from city cemetery, in Palm Beach Post, 23 agosto 2017.
  105. ^ Maxine Bentzai, "Confederate Monument Removed from Cemetery in West Palm Beach," Sun-Sentinel, August 22, 2017.
  106. ^ Lisa J. Hunash, "Confederate statue to be removed from West Palm Beach cemetery," Sun-Sentinel, August 21, 2017.
  107. ^ (EN) WPTV Webteam, Confederate monument removal begins in West Palm Beach, su WPTV, 22 agosto 2017. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  108. ^ Sonja Isger, PBC board dropped Jeff Davis' name from school 10 years ago this week | Extra Credit, 30 giugno 2015, The Palm Beach Post. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  109. ^ a b Nick Roll, Confederate Round-Up, in Inside Higher Ed, 28 agosto 2017. URL consultato il 28 agosto 2017.
  110. ^ Soo Oh, Which states do you think belong in the South?, su Vox. URL consultato il 5 ottobre 2016.
  111. ^ Wilson, Charles & William Ferris Encyclopedia of Southern Culture ISBN 978-0-8078-1823-7; Univ. of Pennsylvania Telsur Project Telsur Map of Southern Dialect
  112. ^ Vance, Rupert Bayless, Regionalism and the South, Univ. of North Carolina Press, 1982, p. 166 "West Virginia is found to have its closest attachment to the Southeast on the basis of agriculture and population."
  113. ^ David Williamson, UNC-CH surveys reveal where the ‘real’ South lies, su unc.edu, 2 giugno 1999. URL consultato il 22 febbraio 2007.
  114. ^ a b Cameron McWhirter, Colleges suffer identity crisis, in Atlanta Journal-Constitution, 12 febbraio 2005. URL consultato il 12 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2006).
  115. ^ (EN) Confederate Memorial Day is still celebrated in these states, in USA Today. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  116. ^ Kansas Counties: Breckinridge County, Kansas [defunct], The Kansas Historical Society. URL consultato il 13 agosto 2017.
  117. ^ Confederate flag permanently out of Veterans Memorial Park, su Kansas.com. URL consultato il 17 agosto 2017.
  118. ^ (EN) Melissa Reinert, New 'Rebels' logo replaces Confederate mascot at Boone Co. High School, su Cincinnati.com, 21 agosto 2017. URL consultato il 31 agosto 2017.
  119. ^ (EN) Lexington, Ky. approves plan to move Confederate monuments. URL consultato il 20 agosto 2017.
  120. ^ Confederate Monuments Are Coming Down Across the United States. Here's a List., in The New York Times, 28 agosto 2017. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  121. ^ In a surprise move, Lexington removes controversial Confederate statues, su kentucky.com.
  122. ^ Confederate statue removed from University of Louisville campus rededicated in Kentucky, su foxnews.com, 30 maggio 2017. URL consultato il 18 agosto 2017.
  123. ^ Beth Musgrave, Lexington mayor says Confederate statues at courthouse will be moved, in Lexington Herald-Leader, 12 agosto 2017. URL consultato il 5 marzo 2018.
  124. ^ (EN) Christopher Mele, New Orleans Begins Removing Confederate Monuments, Under Police Guard, in The New York Times, 24 aprile 2017, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 15 agosto 2017.
  125. ^ (EN) Campbell Robertson, From Lofty Perch, New Orleans Monument to Confederacy Comes Down, in The New York Times, 19 maggio 2017, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 15 agosto 2017.
  126. ^ (EN) Bill Turque, Confederate statue moved from Rockville courthouse over the weekend, in The Washington Post, 24 luglio 2017, ISSN 0190-8286 (WC · ACNP). URL consultato il 15 agosto 2017.
  127. ^ Mitch Landrieu, What I learned from my fight to remove Confederate monuments, in The Guardian, 24 marzo 2018.
  128. ^ (EN) A monumental challenge: What to do about statues of the heroes of Dixie – and defenders of slavery [unsigned editorial], in The Los Angeles Times, 4 maggio 2017, ISSN 0458-3035 (WC · ACNP). URL consultato il 28 maggio 2017.
  129. ^ (EN) Monumental Task Committee, su monumentaltask.org. URL consultato il 28 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2017).
  130. ^ (EN) Peter Applebome, New Orleans Mayor's Message on Race, in The New York Times, 24 maggio 2017, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 15 agosto 2017.
  131. ^ (EN) Christopher Mele, New Orleans Begins Removing Confederate Monuments, Under Police Guard, in The New York Times, 24 aprile 2017, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 15 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2017).
  132. ^ Alicia Serrano, Who Are the other Confederate Soldiers Honored with Statues on Jefferson Davis Parkway in Mid-City?, in Midcity Messenger, 29 giugno 2015. URL consultato il 22 marzo 2018.
  133. ^ Jefferson Davis statue coming down overnight, parents at nearby school told, su NOLA.com.
  134. ^ Richard Rainey, Before Lee Circle, New Orleans schools soul-searched their own ties to slavery, in Times-Picayune, 29 giugno 2015. URL consultato il 22 marzo 2018.
  135. ^ Scott Jaschik, Off the Pedestal, 21 agosto 2017, Inside Higher Ed. URL consultato il 21 agosto 2017.
  136. ^ Taney statue removed from Maryland state house grounds overnight, in The Washington Post. URL consultato il 20 agosto 2017.
  137. ^ Mary Bowerman, Baltimore removes Confederate statues in wake of Charlottesville, in The Tennessean, 16 agosto 2017.
  138. ^ (EN) Tim Prudente, Confederate monument in Baltimore drenched with red paint, in The Baltimore Sun, 14 agosto 2017. URL consultato il 16 agosto 2017.
  139. ^ a b (EN) Jamie Grierson, Baltimore takes down Confederate statues in middle of night, in The Guardian, 16 agosto 2017, ISSN 0261-3077 (WC · ACNP). URL consultato il 16 agosto 2017.
  140. ^ (EN) Saliqa A. Khan, Confederate memorial outside Howard County courthouse removed, su WBAL, 22 agosto 2017. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  141. ^ (EN) Bill Turque e Bill Turque, Confederate statue moved from Rockville courthouse over the weekend, in The Washington Post, 24 luglio 2017, ISSN 0190-8286 (WC · ACNP). URL consultato il 15 agosto 2017.
  142. ^ (EN) Massachusetts Is Finally Removing Its Confederate Monument, in Boston Magazine. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  143. ^ (EN) This Mississippi school named for Jefferson Davis is being renamed after Obama, in Mother Jones. URL consultato il 18 ottobre 2017.
  144. ^ a b c d Melinda D. Anderson, Attending a School Named for a Confederate General, in The Atlantic, 7 novembre 2017. URL consultato il 14 novembre 2017.
  145. ^ (EN) 41 Action News Staff , Charlie Keegan, Lisa Benson, Watch: City crews remove Confederate monument on Ward Parkway, su KSHB, 25 agosto 2017. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  146. ^ Confederate Monuments Are Coming DownAcross the United States. Here's a List, in New York Times, 28 agosto 2017. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  147. ^ Celeste Bott, Remaining pieces of Confederate Monument removed from Forest Park, in St. Louis Post-Dispatch, 28 giugno 2017. URL consultato il 13 agosto 2017.
  148. ^ Protesters arrested as city of Helena removes Confederate fountain, su Billingsgazette.com. URL consultato il 20 agosto 2017.
  149. ^ Statue defaced as U.S. Confederate monument protests grow, su Reuters.com, 18 agosto 2017. URL consultato il 20 agosto 2017. Ospitato su Reuters.
  150. ^ Rick Hampson, Confederate monuments, more than 700 across USA, aren't budging, in USA Today, 22 maggio 2017. URL consultato il 24 novembre 2017.
  151. ^ (EN) University of Nevada Las Vegas Official Athletic Site, su www.unlvrebels.com. URL consultato il 31 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2017).
  152. ^ (EN) Hey Reb! and "Rebels" Nickname | Campus Life | University of Nevada, Las Vegas, su www.unlv.edu. URL consultato il 31 agosto 2017.
  153. ^ (EN) Religious leaders remove Brooklyn plaques honoring Robert E. Lee, in NY Daily News. URL consultato il 21 agosto 2017.
  154. ^ Max Jaeger, Cuomo orders Confederate busts removed from CUNY Hall of Fame, in New York Post. URL consultato il 27 agosto 2017.
  155. ^ Dan Sewell, Little Ohio city swept into national battle over monuments, su APNews.com, Associated Press, 26 agosto 2017. URL consultato il 27 agosto 2017.
    «It brought sudden attention to Franklin's 90-year-old rock marker, depicting Lee astride his horse, Traveller, and situated aside the “Dixie Highway,” a roads network running from Miami to Michigan.».
  156. ^ Passer-by snags makeshift sign placed at former Franklin Confederate monument, su Daytondailynews.com. URL consultato il 20 agosto 2017.
  157. ^ https://twitter.com/i/web/status/899974698964058112 . Retrieved August 22, 2017.
  158. ^ Camp Chase Confederate Cemetery--Civil War Era National Cemeteries: A Discover Our Shared Heritage Travel Itinerary, su www.nps.gov. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  159. ^ (EN) Beth Burger e Mark Ferenchik, Vandals decapitate Confederate soldier statue at Camp Chase cemetery, in The Columbus Dispatch, 22 agosto 2017. URL consultato il 1º settembre 2017.
    «'... [The U.S. Department of Veterans Affairs] is committed to maintaining our cemeteries as national shrines, and that includes repairing this statue,' Jessica Schiefer, public affairs officer for the National Cemetery Administration, said in a statement.».
  160. ^ Gearino, Dan. Confederate general's historic marker removed in Worthington. Columbus Dispatch August 19, 2017. [1] Accessed August 24, 2017.
  161. ^ (EN) Ohio high school getting rid of Confederate mascot, su Cincinnati.com, 18 agosto 2017. URL consultato il 31 agosto 2017.
  162. ^ Eli Rosenberg, A school’s Confederate flag gym mural appeared to depict a lynching, until it got painted over, in Washington Post, 7 marzo 2018. URL consultato il 7 marzo 2018.
  163. ^ SB2138 - Tennessee 2015-2016 - Historical Sites and Preservation - As enacted, enacts the "Tennessee Heritage Protection Act of 2016." - Amends TCA Title 4, Chapter 1, Part 4. - TrackBill, su trackbill.com.
  164. ^ Johnson, Eugene J. and Robert D. Russell, Jr., Memphis: An Architectural Guide, The University of Tennessee Press, Knoxville, 1990 pp. 50–51
  165. ^ Doug Stanglin, Memphis Changes Names of 3 Confederate-Themed Parks, 6 febbraio 2013, USA Today.
  166. ^ Adrian Sainz, Memphis renames 3 parks that honored Confederacy, in Associated Press, 5 febbraio 2013. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  167. ^ WREG Staff, Memphis City Council votes on ordinance to remove Confederate statues, in WREG, 5 settembre 2017.
  168. ^ a b Ryan Poe, Strickland: 'No place' for hate groups in Memphis; city expects to sue state over Confederate monuments, in The Tennessean, 14 agosto 2017. URL consultato il 19 ottobre 2017.
  169. ^ a b Yolanda Jones, Nathan Bedford Forrest statue in Memphis draws protesters overnight, in The Tennessean, 15 agosto 2017. URL consultato il 19 ottobre 2017.
  170. ^ (EN) Ryan Poe, Memphis to remove Confederate statues overnight following sale of public parks, 20 dicembre 2017, USA TODAY. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  171. ^ Fred Barbash, Memphis to Jefferson Davis: 'Na na na na, hey, hey, goodbye', in Washington Post, 21 dicembre 2017. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  172. ^ Ryan Poe, Removing Confederate statues 'only the beginning' for Memphis Greenspace, in Memphis Commercial Appeal, 21 dicembre 2017. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  173. ^ Court Carney, The Contested Image of Nathan Bedford Forrest (PDF) [collegamento interrotto], in Journal of Southern History, vol. 67, nº 3, agosto 2001. URL consultato il 9 marzo 2018.
  174. ^ (EN) Adam Tamburin, Daughters of the Confederacy reluctantly accepts Vanderbilt deal, in The Tennessean, 16 agosto 2016. URL consultato il 17 agosto 2017.
  175. ^ How Six Flags Over Texas overreacted to the Confederate controversy, su dallasnews.com, 23 agosto 2017. URL consultato il 24 agosto 2017.
  176. ^ A Guide to Confederate Monuments in Austin, in Austin Chronicle, 18 agosto 2017. URL consultato il 24 novembre 2017.
  177. ^ UT student government votes to remove Jefferson Davis statue, KXAN.com.
  178. ^ Tom McCarthy, "Drive to call time on Confederate flag sweeps south – 150 years after civil war", The Guardian, 23 June 2015.
  179. ^ Associated Press, "'Emancipate UT': Confederate statue defaced at University of Texas", The Guardian, May 9, 2015.
  180. ^ Jefferson Davis Statue to be Relocated to Educational Exhibit at History Center, UT News – The University of Texas at Austin.
  181. ^ a b Sons of Confederate Veterans take UT statue case to Texas high court, su statesman.com.
  182. ^ Associated Press, "Texas university removes Confederate president statue from campus," The Guardian, August 30, 2015.
  183. ^ Ralph K.M. Haurwitz, UT removing Confederate statues from South Mall, in Austin American-Statesman, 17 agosto 2017. URL consultato il 21 agosto 2017.
  184. ^ (EN) Andrew Weber, The Long, Controversial History of UT's Confederate Statues, su KUT 90.5 (Moody College of Communication at the University of Texas at Austin), 12 agosto 2015. URL consultato il 21 agosto 2017.
  185. ^ Jonah Engel Bromwich, University of Texas at Austin Removes Confederate Statues in Overnight Operation, in The New York Times, 21 agosto 2017. URL consultato il 25 agosto 2017.
  186. ^ (EN) Robert E. Lee Park – TX | The Cultural Landscape Foundation, su tclf.org. URL consultato il 17 agosto 2017.
  187. ^ (EN) Court halts Robert E. Lee statue's removal in Dallas after near-unanimous City Council vote, in The Dallas Morning News, 6 settembre 2017. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  188. ^ https://twitter.com/NBCNews/status/908476613808893952 . Retrieved 15 September 2017.
  189. ^ Matthew Haag, Dallas Can Remove Robert E. Lee Statue, Judge Rules (New York Times), 7 settembre 2017. URL consultato l'8 settembre 2017.
  190. ^ (EN) Dallas Task Force Votes to Keep Fair Park Confederate Images, su NBC 5 Dallas-Fort Worth. URL consultato il 22 settembre 2017.
  191. ^ (EN) Lee Park Renamed, Task Force Recommends Same for Streets, NBC 5 Dallas-Fort Worth. URL consultato il 22 settembre 2017.
  192. ^ (EN) Ray Leszcynski, Superintendent removes Confederate symbols from South Garland High, in The Dallas Morning News, 11 agosto 2015. URL consultato il 31 agosto 2017.
  193. ^ (EN) Corbett Smith, High school mascots are a point of pride, su The Dallas Morning News. URL consultato il 31 agosto 2017.
  194. ^ (EN) Associated Press, Houston's Dowling Street To Be Renamed Emancipation Avenue | Houston Public Media, su Houston Public Media, 12 gennaio 2017. URL consultato il 31 maggio 2017.
  195. ^ (EN) Matthew Watkins, Mallory Busch e Annie Daniel, At Majority-Minority Schools, Confederate Names Remain (Nexstar Broadcasting, Inc.), 1º luglio 2015, Big Country Homepag. URL consultato il 31 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2017).
  196. ^ Ericka Mellon, Four Houston schools get new, non-offensive mascots, in Houston Chronicle, 15 aprile 2014. URL consultato il 31 agosto 2017.
  197. ^ Paula Allen, Who paid to have the Confederate statue in Travis Park made and then placed in the park?, in San Antonio Express-News, 14 agosto 2017. URL consultato il 16 agosto 2017.
  198. ^ (EN) Confederate statue removed from Travis Park, 1º settembre 2017, KSAT. URL consultato il 5 settembre 2017.
  199. ^ Kelsey Bradshaw, San Antonio removes Confederate statue in Travis Park, in San Antonio Express-News, 1º settembre 2017. URL consultato il 6 settembre 2017.
  200. ^ Sarah Ravani, San Antonio removes Confederate statue in Travis Park, su MySanAntonio.com, San Antonio Express-News, 1º settembre 2017. URL consultato il 7 settembre 2017.
  201. ^ (EN) Emma Carmichael, The Ugly, Racially Charged Fight Over A Confederate Mascot. In Vermont, su Deadspin, 25 ottobre 2010. URL consultato il 31 agosto 2017.
  202. ^ South Burlington's Rebel debate goes back decades, su burlingtonfreepress.com. URL consultato il 31 agosto 2017.
  203. ^ South Burlington school budget fails, again, su burlingtonfreepress.com. URL consultato il 31 agosto 2017.
  204. ^ Alexandra Leslie, Wolves Logo, Name Unleashed at SBHS Athletic Facilities, su mychamplainvalley.com, 14 agosto 2017. URL consultato il 5 settembre 2017.
  205. ^ a b Avis Thomas-Lester, From the archives: State Lives With a Legacy of Terror as Nation Pays Tribute to Victims’ Descendants, in Washington Post, 7 luglio 2005. URL consultato il 20 aprile 2018.
  206. ^ Erik Brady, A Confederate general makes last stand with high school teams, in USA TODAY, 27 aprile 2018.
  207. ^ Jacey Fortin, The Statue at the Center of Charlottesville's Storm, su Nyrimes.com, 13 agosto 2017. URL consultato il 20 agosto 2017. Ospitato su NYTimes.com.
  208. ^ Lee Statue Vandalized Ahead of KKK Rally in Charlottesville, su Nbc29.com. URL consultato il 20 agosto 2017.
  209. ^ Emma Brown, Charlottesville City Council votes to shroud Confederate statues in black, in The Washington Post, 22 agosto 2017. URL consultato il 23 agosto 2017.
  210. ^ FOX, Charlottesville's Confederate statues shrouded in black, su fox5ny.com. URL consultato il 24 agosto 2017.
  211. ^ (EN) Charlottesville Council votes to remove Confederate statue after tense hearing, su NBC News. URL consultato il 6 settembre 2017.
  212. ^ Sarah Ellison, Why Charlottesville, Liberal College Town, Became Ground Zero for White Supremacy, su vanityfair.com. URL consultato il 20 agosto 2017.
  213. ^ Joe Heim, U-Va. board votes to remove Confederate plaques, ban open flames, in The Guardian, 15 settembre 2017.
  214. ^ (EN) Megan Woo, Kings Dominion changes name to beloved roller coaster. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  215. ^ a b Associated Press, Va. city bans public Confederate flag displays, su CBS News. URL consultato il 14 giugno 2012.
  216. ^ a b Duncan Adams, Rebel flags barred from Lexington poles, in Roanoke Times. URL consultato il 14 giugno 2012.
  217. ^ Virginia university to remove Confederate flags from chapel (CNN Wire), 9 luglio 2014. URL consultato il 6 settembre 2017.
  218. ^ T. Rees Shapiro, Washington and Lee University to remove Confederate flags following protests (Washington Post), 8 luglio 2014.
  219. ^ (EN) Randolph College removes statue of Confederate solider, su WSLS, 25 agosto 2017. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  220. ^ W. Fitzhugh Brundidge, The Southern Past: A Clash of Race and Memory, Belknap Press of Harvard University Press, 2005, ISBN 0-674-01876-1, Quoted at https://civilwartalk.com/threads/after-the-war-memorials-to-forrest-went-up-while-ft-pillow-victims-were-ignored.134174/, retrieved March 6, 2018.
  221. ^ Denver Pratt, Bellingham removes signs on bridge named for Confederate general, in The Bellingham Herald, 18 agosto 2017.
  222. ^ (EN) Knute Berger, Confederate symbols also blight the Northwest, su Crosscut.com, 22 giugno 2015. URL consultato il 20 agosto 2017.
  223. ^ (EN) Jefferson Davis Park, su Sons of Confederate Veterans Pacific NW Division, 27 giugno 2014. URL consultato il 20 agosto 2017.
  224. ^ Steve Hair, Eastmont School Board Receives Input on Robert E Lee School Name Change, su ncwlife.com, 22 agosto 2017. URL consultato il 23 agosto 2017.
  225. ^ (EN) Daniel Walters, Why East Wenatchee has a "Robert E. Lee Elementary School" – and why it won't be changing its name, su Inlander, 15 agosto 2017. URL consultato il 17 agosto 2017.
  226. ^ (EN) Madison Meyer, Robert E. Lee Elementary changed to Lee Elementary, su ifiberone.com, 9 gennaio 2018. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  227. ^ (EN) Feliks Banel, Wrestling with the ghosts of Confederate monuments, su MYNorthwest, 19 maggio 2017. URL consultato il 19 maggio 2017.
  228. ^ (EN) Gary Horcher, Washington State Confederate monuments face controversy, again, su Kiro 7 News, 19 agosto 2017. URL consultato il 19 agosto 2017.
  229. ^ Road Named for Jefferson Davis Stirs Spirited Debate, 14 febbraio 2002, The New York Times. URL consultato l'8 maggio 2009.
    «Another granite marker proclaiming the road's designation as the Jefferson Davis Highway was erected at the time in Vancouver, Wash., at the highway's southern terminus. It was quietly removed by city officials four years ago and now rests in a cemetery shed there, but publicity over the bill has brought its mothballing to light and stirred a contentious debate there about whether it should be restored.».
  230. ^ History of the Jefferson Davis Park, su scvportland.org. URL consultato il 30 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2008).
  231. ^ Jefferson Davis Park, su scvportland.org. URL consultato il 30 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2008).
  232. ^ a b Julie Muhlstein, Highway 99 renamed in honor of Snohomish settler William P. Stewart (Everett (Washington), Everett Herald and Sound Publishing, Inc.), 21 maggio 2016, HeraldNet. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2016).
  233. ^ Sam Howe Verhovek, Road Named for Jefferson Davis Stirs Spirited Debate, in The New York Times, 14 febbraio 2002. URL consultato il 13 ottobre 2013.
  234. ^ Senate Committee Kills Plan To Rename Jefferson Davis Highway (Seattle, Washington, Sinclair Interactive Media), 30 agosto 2006, KOMOnews.com. URL consultato l'8 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2013).
  235. ^ (1) House Joint Memorial 4010: As Amended by the Senate (PDF), Washington State Legislature, 8 marzo 2016, 64th Legislature: 2016 Regular Session. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2016).
    (2) History of the Bill as of Tuesday, September 20, 2016, Washington State Legislature, HJM 4010 – 2015–16: Requesting that state route number 99 be named the "William P. Stewart Memorial Highway". URL consultato il 20 settembre 2016.
    (3) Stewart, William P. (1839–1907), BlackPast.org, 2015, African American History in the American West: Online Encyclopedia of Significant People and Places. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2016).
  236. ^ Jerry Cornfield, SR 99 to be renamed for Snohomish black Civil War soldier (Everett (Washington), Everett Herald and Sound Publishing, Inc.), 17 maggio 2016, HeraldNet. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2016).
  237. ^ a b Dan Plutchak, Soglin orders removal of Confederate monuments from Forest Hill Cemetery, su Wkow.com. URL consultato il 20 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2017).
  238. ^ Battle over Confederate history hits Madison, su Isthmus.com, 16 agosto 2017. URL consultato il 20 agosto 2017.
  239. ^ Madison Mayor Paul Soglin orders removal of Confederate monuments at Forest Hill Cemetery, su Host.madison.com. URL consultato il 20 agosto 2017.
  240. ^ Statement of Madison Mayor Paul Soglin on Removal of Confederate Memorials, su Cityofmadison.com, City of Madison, Wisconsin. URL consultato il 20 agosto 2017.
  241. ^ Plaque honouring Confederate leader Jefferson Davis removed from Montreal building, su thestar.com, Toronto Star. URL consultato il 17 agosto 2017.
  242. ^ Confederate plaque on Montreal Hudson's Bay store removed, su Cbc.ca. URL consultato il 20 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]