Habeas corpus

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Nel sistema anglosassone di common law si indica con la locuzione latina habeas corpus (traduz. "che (l'accusa) abbia sostanza (cioè corpo)" oppure "che tu abbia il corpo") l'ordine emesso da un giudice di portare un prigioniero al proprio cospetto, per verificarne le condizioni personali ed evitare una detenzione senza concreti elementi di accusa.

Il diritto di habeas corpus nel corso della storia è stato un importante strumento per la salvaguardia della libertà individuale contro l'azione arbitraria dello stato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Habeas Corpus è un diritto importante, già timidamente sancito nella Magna Charta Libertatum, imposta dai Baroni inglesi nel 1215 al Re Giovanni Senza Terra (King John "the Lackland"): "No free man shall be taken, imprisoned [...] or in any way destroyed, except by the lawful judgement of his Equals, and by the Law of the Land"[1] (Magna Charta, N. 39, linea 40). È ancora citato nelle fonti del diritto inglese (William Blackstone) fin dal 1305, sotto il regno di Edoardo I d'Inghilterra, ma la consuetudine di emettere writs analoghi era evidentemente precedente e, in qualche misura, può essere fatto risalire alle Quaestiones (giurie) di diritto romano, dalle quali fu recepito poi nel corpus legislativo inglese.

L'Habeas Corpus Act[modifica | modifica wikitesto]

L'Habeas Corpus Act emanato il 27 maggio 1679, ha codificato l'emissione del writ, ripristinandone la piena efficacia, che nel tempo si era parzialmente affievolita nella pratica delle corti giudiziarie.

L'incipit dell'Act è:
WHEREAS great delays have been used by sheriffs, gaolers and other officers, to whose custody, any of the King's subjects have been committed for criminal or supposed criminal matters, in making returns of writs of habeas corpus to them directed, by standing out an alias and pluries habeas corpus, and sometimes more, and by other shifts to avoid their yielding obedience to such writs, contrary to their duty and the known laws of the land, whereby many of the King's subjects have been and hereafter may be long detained in prison, in such cases where by law they are bailable, to their great charges and vexation.

Il diritto all'"H.C." fu una volta per tutte consacrato grazie al Bill of Rights della Gloriosa rivoluzione inglese del 1688-89; da qui è poi passato in tutte le costituzioni liberali occidentali (vfr. ad esempio Il "Bill of Rights" allegato alla costituzione americana, articoli 7 e 8, c. d. 5° e 6° emendamento)[2].

Il writ come strumento di tutela[modifica | modifica wikitesto]

Comunemente con habeas corpus ci si riferisce a un particolare tipo di ordine (in inglese: writ) denominato, in forma completa, habeas corpus ad subjiciendum; esistevano tuttavia altri tipi di writ dello stesso tipo, quale il writ habeas corpus ad testificandum.

Il writ di habeas corpus è detto anche Great writ per la sua importanza fondamentale nel sistema di diritto inglese. La sua importanza può meglio essere compresa se si considera che nel diritto delle origini ogni suddito poteva essere soggetto a una pluralità di giurisdizioni locali e signoriali, le quali tutte potevano disporre fisicamente del soggetto, imprigionandolo e spesso torturandolo senza accuse concrete (che si volevano ottenere con la tortura). Con l'emissione del writ di habeas corpus una corte reale poteva ordinare a qualsiasi altra giurisdizione la consegna del prigioniero garantendolo dall'arbitrio signorile. Si tenga presente che l'arresto o la cattura di chiunque, per il Common law nel medioevo o nella prima parte dell'era moderna, erano disposte e attuate immediatamente dalla stessa autorità amministrativa (Sceriffi, "gaolers" e altri ufficiali...), senza motivazione esplicita, spesso a fini non penali (tributari, debiti privati, ordine pubblico...). Il ricorso al giudice della Corona (cioè un emissario diretto del Re), costituì così la prima e più importante garanzia verso gli abusi, potendosi scavalcare così l'Ufficiale che aveva eseguito l'arresto.

Lo strumento di tutela vale in senso stretto, poiché di solito con H.C. si fa riferimento all'atto legale o al diritto in base al quale una persona può ricorrere per difendersi dall'arresto illegittimo di sé stessa o di un'altra persona.

L'habeas corpus è, quindi, il diritto di richiedere a un giudice l'emissione di un ordine (writ), diretto a un'autorità pubblica che ha eseguito un arresto, per rendere ragione della detenzione di quella persona, ed è considerato uno dei più efficienti sistemi di salvaguardia della libertà individuale contro detenzioni arbitrarie ed extragiudiziali.

Su richiesta della persona arrestata, con il writ il magistrato ne ordina l'esibizione avanti a sé in udienza ("Habeas corpus, ad subjiciendum judicium!": ne sia esibito il corpo, per sottoporlo a giudizio!), per verificare se egli sia ancora vivo, l'accusa e le circostanze dell'arresto. L'Habeas Corpus è un appello al giudice contro una detenzione ingiustificata: da esso è scaturita la necessità, affermata in via pretoria in tutto il Common law, della legalità della detenzione, nel senso di apprestare una motivazione che riconduca l'esercizio coercitivo della forza ad un modello legale, preesistente, di persecuzione dei reati.

La convalida ed il riesame[modifica | modifica wikitesto]

Nel diritto continentale una delle prime formulazioni importanti a livello legislativo del principio, affermatosi in alcune zone d'Europa dal tardo medioevo, è la dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789: da essa discende la formulazione poi recepita, a livello del diritto internazionale moderno, dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 - che ha sancito tale diritto mediante il suo articolo 9: Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato - e dal Patto sui diritti civili e politici delle Nazioni Unite del 1966.

In Italia, il diritto alla legalità della restrizione della libertà personale fu sancito dall'articolo 26 dello Statuto Albertino (1848), ripreso dagli articoli 13, 24, 25 della Costituzione repubblicana. La conseguenza, in termini di riscontro della legalità del mandato di cattura o di custodia cautelare, fu sin dal secondo dopoguerra tratta mediante le modifiche del Codice di procedura penale italiano, in virtù delle quali la convalida dell'arresto (oggi art. 391 c.p.p.) avviene nell'arco di 48 ore (e salvo il potere dell'ufficiale di P.G. o del P.M. di disporre la liberazione immediata dell'arrestato, ove non ne esistano i presupposti).

Un'ulteriore conseguenza fu tratta nel 1982 con l'istituzione del Tribunale della libertà: oggi esso viene regolato dagli art. 309 e 310 del codice Vassalli (riesame o appello avverso misure cautelari, che hanno tempi strettissimi per il giudizio sulla liberà personale dell'indagato o imputato).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Nessun uomo libero può essere preso, imprigionato [...] o distrutto in alcun modo, se non tramite il legale giudizio dei suoi Pari e la Legge del Paese".
  2. ^ Cary Lederman, The Body and the State: Habeas Corpus and American Jurisprudence [annotated edition], 0791467031, 9780791467039, 9781429411790 State University of New York Press 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]