Movimento per i diritti civili degli afroamericani (1896-1954)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il movimento per i diritti civili degli afroamericani (1896-1954) negli Stati Uniti d'America è stata una lunga serie di eventi, basati principalmente sulla resistenza nonviolenta volti ad introdurre i pieni diritti civili e l'uguaglianza sociale per tutti i cittadini americani senza alcuna distinzione fondata sul gruppo etnico, la nazionalità, il sesso (biologia) ecc. Il movimento ha avuto un duraturo impatto sulla società civile, nelle politiche statunitensi, nell'accoglienza socio-giuridica dei diritti garantiti e nella prevalenza e nei costi che il razzismo negli Stati Uniti d'America comporta.

Il moto iniziale si è avuto subito dopo il termine della guerra di secessione americana attraverso il movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896), con le sue battaglie verso un'evoluzione della storia afroamericana in direzione dell'integrazione e della parità con i bianchi americani, contro il linciaggio negli Stati Uniti d'America, la segregazione razziale negli Stati Uniti d'America e le Leggi contro la mescolanza razziale negli Stati Uniti d'America.

Il moto conclusivo si è avuto con il movimento per i diritti civili degli afroamericani (1954-1968) il quale ha condotto a termine e realizzato in ogni ordine e grado le istanze precedenti, utilizzando l'azione politica e con il supporto delle associazioni acenti capo al riformismo e al pacifismo per porre termine alla discriminazione presente soprattutto negli Stati Uniti meridionali.

Due decisioni adottate dalla Corte suprema degli Stati Uniti d'America: Plessy contro Ferguson del 1896 (163 US 537) la quale ha sostenuto la linea razzista del "separati ma uguali" come dottrina implicita della Costituzione degli Stati Uniti d'America e Brown contro Board of Education del 1954 la quale ha ribaltato il giudizio di 58 anni prima, dichiarando del tutto incostituzionale la segregazione scolastica, servirono come pietre miliari[1].

Questa fu un'epoca di nuovi inizi in cui alcuni movimenti come l'Universal Negro Improvement Association and African Communities League di Marcus Garvey hanno avuto un grande successo, ma lasciando al contempo un'eredità di non lunga durata laddove invece altri come la National Association for the Advancement of Colored People con il suo legale attacco frontale contro il sistema segregazionista sponsorizzato dal governo, sono riusciti ad ottenere risultati modesti nei primi anni ma con un moto progressivo costante ui diritti degli elettori, costruendo gradualmente le fondamenta per la vittoria fondamentale del 1954.

Subito dopo il 1865 hanno cominciato ad essere ampliati i diritti legali degli afroamericani. Il Congresso degli Stati Uniti d'America approvò il XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America, che poneva fine una volta per tutte alla schiavitù negli Stati Uniti d'America; non venivano però ancora forniti né la cittadinanza né i pieni diritti. Il XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America ha concesso nel 1868 la cittadinanza agli afroamericani. A tutte le persone nate all'interno dei confini federali vennero estese pari protezione secondo le leggi.

Il XV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America, ratificato nel 1870, afferma che la "razza (categorizzazione umana)" non poteva essere utilizzata come condizione per privare gli uomini del loro diritto di voto. Durante l'era della Ricostruzione le truppe settentrionali occuparono militarmente il Sud e, con la collaborazione del "Freedmen's Bureau", cercarono di amministrare e far applicare i nuovi emendamenti. Molti dirigenti neri vennero per la prima volta eletti negli uffici locali e statali; la maggioranza di loro si organizzò in gruppi comunitari, in particolar modo per sostenere l'istruzione pubblica.

La Ricostruzione si è conclusa con il Compromesso del 1877 tra le élite bianche del Nord e quelle meridionali[2], in cambio del quale vi fu la piena accettazione dell'esito delle contestate Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1876 a favore del candidato del partito Repubblicano (Stati Uniti d'America) Rutherford B. Hayes sostenuto dagli stati nordisti sul suo avversatìrio Samuel J. Tilden: il compromesso ha richiesto il ritiro delle truppe federali dal Sud. Ciò è seguito agli atti di violenza e alle frodi commesse nelle elezioni degli Stati federati degli Stati Uniti d'America meridionali le quali hanno ridoto l'affluea degli elettori neri, permettendo il tal modo ai bianchi americani di riconquistare il potere nelle legislazioni statali di tutto il profondo Sud.

Il "Compromesso" e il ritiro delle truppe federali hanno permesso al partito Democratico (Stati Uniti d'America) di avere più libertà d'imporre e far applicare pratiche di palese discriminazione razziale. Molti afroamericani hanno risposto a questo stao di cose abbandonando il Sud in quello che è passato alla storia come Exoduster, l'esodo dei neri in direzione del Kansas nel 1879 (la prima grande migrazione afroamericana della storia degli Stati Uniti d'America.

I Repubblicani radicali, che avevano guidato tutta la fase della "Ricostruzione", hanno tentato di eliminare sia la legislazione razzista che le discriminazioni governative e private. Un tal sforzo si è in gran parte esaurito a seguito della decisione della Corte suprema nei Casi dei iritti civili del 1883 (109 US 3) in cui ha dichiarato che il XIV Emendamento non concedeva al Congresso il potere di mettere fuorilegge la discriminazione razziale da parte di privati o imprese[3].

Segregazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Segregazione razziale negli Stati Uniti d'America.

Il verdetto del 1896 sostenne la discriminazione statale nei trasporti pubblici sotto la dottrina dei "separati ma uguali". L'unico membro della Corte suprema degli Stati Uniti dissenziente, il giudice John Marshall Harlan, predisse: "se uno Stato può prescrivere, come regola di condotta civile, che i bianchi e i neri non si possano muovere come passeggeri nello stesso treno della ferrovia, perché non potrebbe regolare l'uso delle strade delle sue città e paesi per costringere i cittadini bianchi a rimanere da un lato di una strada e i cittadini neri d'all'altra parte? Perché, per motivi diversi, non potrebbe punire i bianchi e i neri che si recano in auto o in bicicletta su una certa strada o area pubblica?".

La decisione in Plessy contro Ferguson non ha affrontato un caso precedente, quello di Yick Wo contro Hopkins del 1886 ([4]) il quale coinvolgeva la discriminazione nei confronti degli immigrati cinesi; si ritenne che una legge aprovata con motivazioni pregiudizievoli fosse una violazione dell"Equal Protection Clause" inserito nel XIV Emendamento[5]. Mentre nel corso del XX secolo la Corte coinciò a ribaltare gli statuti statali contro gli afroamericani, come ad esempio in Guinn contro United States del 1915[6][7], nel 1896 approvarono la segregazione razziale che gli Stati Uniti meridionali si erano imposti in quasi tutte le sfere della vita pubblica e privata: non fece altro che prorogare il proprio sostegno alla discriminazione fondata sulla segregazione scolastica.

In Berea College contro Kentucky del 1908 la Corte confermò lo statuto del Kentucky il quale impediva al Berea College, un'istituzione privata, di insegnare a studenti bianchi e neri in un contesto integrato[8]. Molti degli stati sudisti interpretarono la decisione come una conferma e un'approvazione nei confronti delle loro legislazioni restrittive, generalmente conosciute come Leggi Jim Crow; esse hanno creato uno status di seconda classe per gli afroamericani.

In molte città e paesi i neri non furono autorizzati a condividere un taxi con i bianchi o ad entrare in un edificio attraverso lo stesso ingresso; dovettero bere da fontane separate, usufruire di servizi igienici separati, frequentare scuole separate, essere sepolti in cimiteri separati e giurare su bibbie separate. Rimasero perlopiù esclusi dai ristoranti e dalle biblioteche pubbliche; molti parchi avevano affissi cartelli del tenore: "Negri e cani non ammessi". Uno zoo comunale elencò gli orari di visita separati.

Il "galateo" segregazionista fu particolarmente duro al Sud. Gli afroamericani si dovevano spostare da parte per lasciar passare una persona bianca e gli uomini neri non osavano guardare una donna bianca negli occhi; il "negro" venivano usualmente chiamato con familiarità per nome e assai raramente col titolo di Mr. o Mrs. Il sistema fu ampiamente utilzzato. I bianchi si riferivano ai neri di qualsiasi età come "ragazzo" ed erano etichettati come "nigger" o "colored".

La segregazione sociale meno formale del Nord cominciò un poco per volta a cedere al cambiamento. Ancora nel 1941 tuttavia la United States Naval Academy, con sede nel Maryland segregato, si rifiutò di partecipare ad una partita di lacrosse con l'università di Harvard in quanto la squadra studentesca includeva un giocatore nero[9].

Debutto di Jackie Robinson alla Major League Baseball[modifica | modifica wikitesto]

Jackie Robinson (giocatore di baseball) fu un pioniere sportivo del movimento per i diritti civili, meglio conosciuto per essere diventato il primo afroamericano a svolgere attività sportive nei campiomati nazionali; ha debuttato con i Brooklyn Dodgers (AAFC) nella Major League Baseball il 15 aprile del 1947. La sua prima grande partita di campionato si svolse un anno prima dell'integrazione nell'United States Army, sette anni prima della sentenza Brown contro Board of Education e otto anni prima di Rosa Parks e dell'avvio del nuovo movimento per i diritti civili degli afroamericani (1954-1968) sotto la guida del pastore del Battismo Martin Luther King[10].

Opposizione politica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896).

Movimento Lily-White[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la guerra di secessione americana i leader neri realizzarono notevoli progressi nella creazione di rappresentanze all'interno del partito Repubblicano (Stati Uniti d'America).

Tra i suoi rappresentanti più eminenti vi fu Norris Wright Cuney, presidente dei repubblicani per il Texas nel tardo XIX secolo. Queste conquiste condussero ad un grave disagio in molti degli elettori bianchi i quali nella generalità dei casi sostenevano i Democratici. Dutante la "Convention" repubblicana in Texas nel 1888 Cuney coniò il termine "Lily-White Movement" per descrivere gli sforzi compiuti dai conservatori bianchi per scalzare i neri dalle posizioni di leadership nel partito ed incitare disordini atti a dividerlo dall'interno[11].

Gli sforzi sempre più organizzati da parte del movimento riuscirono gradualmente ad eliminare i leader neri dal partito. Lo scrittore Michael Fauntroy sostiene che tale impegno è stato coordinato con i democratici come parte di un più ampio tentativo di "disaffrancamento" (perdita dei diritti civili) dei neri nel Sud trala fine del XIX e l'inizio del XX secolo, facendo aumentare le restrizioni nelle regole di registrazione degli elettori[12].

Dopo le iniziali vittorie bi-razziali da parte di una lista populista-repubblicana in diversi Stati, i democratici erano riusciti a riprendere il controllo della maggior parte delle legislazioni statali nel Sud verso la fine del XIX secolo. Dal 1890 al 1908 essi avevano compiuto un completo disaffrancamento dei neri e, in alcuni Stati, anche di molti bianchi poveri. Nonostante le ripetute sfide legali e alcuni successi conseguiti grazie all'apporto della National Association for the Advancement of Colored People i democratici continuarono a sviluppare nuovi modi per limitare quanto più possibile la partecipazione elettorale nera, come ad esempio le "White primaries" degli anni 1890.

A livello nazionale i Repubblicani cercarono di rispondere agli interessi neri. Theodore Roosevelt, presidente degli Stati Uniti d'America dal 1901 al 1908, ottenne dei risultati in contrapposizione sulle "relazioni di razza"; si affidò ampiamente al consiglio di Booker T. Washington per quanto riguardava gli appuntamenti di patrocinio in tutto il Sud. Lo invitò pubblicamente a cena alla Casa Bianca, sfidando in tal modo apertamente gli atteggiamenti più impregnati di razzismo.

D'altra parte avviò anche il sistema di separazione dei dipendenti federali e sconvolse i soldati neri che si rifiutarono di testimoniare l'uno contro l'altro durante l'"affare Brownsille"[13][14] scoppiato nel 1906[15].

Nel tentativo di sconfiggere il suo avversario William Howard Taft alla "nomination" presidenziale repubblicana Roosevelt nel 1912 perseguì la politica "Lily-White" in tutto il Sud. Questo nuovo "partito progressista" sostenne i diritti dei neri al Nord, ma nel contempo escluse tutti i membri afroamericani al Sud[16].

Gli esponenti Repubblicani al Congresso degli Stati Uniti d'America proposero ripetutamente l'introduzione di una legislazione federale che vietasse il linciaggio negli Stati Uniti d'America, ma questa venne sempre sconfitta dl blocco sudista. Ancora nel 1920 i Repubblicani fecero dell'opposizione al linciaggio una parte precipua della loro piattaforma alla "Convention nazionale"; questo crimine, rivolto soprattutto contro gli uomini neri del Sud, aumento nei decenni a cavallo del XX secolo.

Leonidas C. Dyer, rappresentante Repubblicano bianco di St. Louis (Missouri), lavorò fianco a fianco con la National Association for the Advancement of Colored People per proporre un disegno di legge anti-linciaggio alla Camera dei rappresentanti (Stati Uniti d'America), ove riuscì ad ottenerne l'approvazione nel 1922; ma il suo tentativo venne sconfitto dal blocco Democratico sudista al Senato (Stati Uniti d'America) il quale attuò la tattica dell'ostruzionismo fino al 1924.

Disaffrancamento[modifica | modifica wikitesto]

Gli oppositori ai diritti civili deli afroamericani utilizzarono la carta delle ripercussioni economiche e spesso la violenza negli scrutini degli anni 1870-1880 per scoraggiare i neri a registrarsi e a votare. Vere e proprie organizzazioni paramilitari come le "Red Shirts" nel Mississippi, nella Carolina del Nord e nella Carolina del Sud e la "White League" in Louisiana praticarono esplicite intimidazioni a nome dei Democratici. All'inizio del XX secolo le legislature democratiche del Sud condussero al disaffrancamento di quasi tutti gli elettori afroamericani ammissibili, attraverso una combinazione di statuti e disposizioni costituzionali.

Mentre i requisiti vennero in teoria applicati a tutti i cittadini, nella pratica si rivolsero quasi esclusivamente ai neri e i poveri bianchi (e furono destinati anche ai messicano-statunitensi nel Texas) e furono amministrati con una grande arbitrarietà. La ricerca Turnout in Presidential and Midterm Elections condotta dall'università del Texas e la conseguente relazione fatta pubblicare sul suo sito web dedicato alla politica mostra il drastico calo del voto dopo che tali disposizioni vennero rese effettive in tutti gli Stati Uniti meridionali, rispetto al resto della nazione e la longevità delle misure[17] intraprese.

Il Mississippi approvò una nuova carta costituzionale nel 1890 la quale includeva le disposizioni sui sondaggi d'imposta (la Capitazione), le prove di alfabetizzazione (dipendenti in gran parte dalle decisioni arbitrarie assunte dagli ufficiali di stato civile bianchi) e una complicata conservazione dei registri per stabilire la residenza, il che ridusse ulteriormente in maniera notevole il numero di neri che avevano la possibilità di registrarsi. Tutto questo produsse una causa davanti alla Corte suprema degli Stati Uniti d'America. Nel 1898 in William contro Mississippi la Corte confermò le attuazioni statali[18].

Altri Stati del profondo Sud adottarono rapidamente il "piano Mississippi" e dal 1890 al 1908 ben 10 Stati adottarono nuove costituzioni condisposizioni atte a sconfiggere la maggioranza numerica degli afroamericani e dei molti bianchi poveri; questi Stati continuarono la pratica per decenni giungendo quasi fino alla metà degli anni sessanta, quando la legislazione federale ha previsto la vigilanza e garantito l'applicazione costituzionale del diritto di voto.

I neri sono stati il gruppo maggiormente colpito e in molti Stati sudisti la presenza di votanti afroamericani scese praticamente a zero. Anche i poveri bianchi risultarono essere disaffrancati; in Alabama ad esempio nel 1941 ben 600.000 bianchi in una condizione di povertà più o meno accentuata furono disaffrancati, assieme a 520.000 neri[19].

Fu solamente nel XX secolo avanzato che i contenziosi contro tali disposizioni cominciarono ad incontrare un qualche successo davanti alla Corte suprema. Nel 1915 in Guinn contro United States la corte proclamò la clausola d'anteriorità (Grandfather clause) adottata dall'Oklahoma anticostituzionale; anche se la decisione colpì tutti gli stati che la utilizzavano le legislature statali introdussero rapidamente nuovi dispositivi per far proseguire il disaffrancamento. Ogni disposizione e statuto dovette essere contestato separatamente e la National Association for the Advancement of Colored People, creata nel 1909, si mantenne in primo piano contro molti di questi statuti.

Un dispositivo che il partito Democratico (Stati Uniti d'America) cominciò ad utilizzare in maniera sempre più massiccia negli Stati Uniti meridionali fu quello delle "White primaries", che servì per decenni a sconfiggere quei pochi neri che erano riusciti a superare le barriere di registrazione elettorali. Il cosiddeto "blocco nero" nelle elezioni primarie a competizione nominale non ebbe mai alcuna possibilità di successo in quanto i Repubblicni risultavano essere assai più deboli nel Sud. Le "primarie bianche" non vennero stroncate dalla Corte suprema fino alla sentenza Smith contro Allwright del 1944[20].

Diritto penale e linciaggio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Linciaggio negli Stati Uniti d'America.

Nel 1880 la Corte suprema degli Stati Uniti d'America ha sentenziato in Strauder contro Virginia Occidentale che gli afroamericani non potevano essere esclusi dai Grand jury popolari (Testo integrale; ma a partire dal 1890 con le nuove costituzioni statali e le leggi elettorali modificate il Sud ha a tutti gli effetti disaffrancato i neri, che vennero regolarmente interdetti al dovere di giuria (limitato ai soli elettori). Questo fatto li lasciò alla mercé di un sistema giudiziario esclusivamente bianco altamente prevenuto nei loro confronti.

In alcuni Stati, in particolare in Alabama, si utilizzò ampiamente il mezzo della giustiza penale per ristabilire una forma di "peonage" (lavoro forzato o lavoro subordinato) attraverso il sistema della [servitù debitoria]]; lo Stato conannò i maschi neri ad anni di carcere da scontare tramite il lavoro non retribuito, affittando i detenuti a datori di lavoro privati (ad esempio la "Tennessee Coal, Iron and Railroad Company", una filiale subordinata dell'United States Steel) i quali pagavano direttamente lo Stato per il loro lavoro. Poiché lo Stato ci guadagnava il sistema creò incentivi per la carcerazione di un maggior numero di uomini, che erano sempre in quantità sproporzionata neri; creò anche un metodo in cui il trattamento dei prigionieri riceveva una ben scarsa vigilanza.

La punizione extragiudiziale fu invece più brutale. Nel corso dell'ultimo decennio del XIX secolo e nei primi decenni del XX gli autonominatisi "vigilantes bianchi" aizzarono le folle scalmanate dei bianchi americani al linciaggio di migliaia di maschi neri, talvolta con l'aiuto attivo degli stessi funzionari statali, soprattutto nel profondo Sud. Nessun bianco è mai stato accusato a seguito di questi omicidi; essi furono talmente fiduciosi sulla loro immunità conseguente che non solo fotografavano i morti ammazzati al di fuori di ogni legge, ma dalle immagini del crimine ne trassero perfino delle cartoline postali.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Ku Klux Klan.

Il Ku Klux Klan, scomparso in gran parte dopo un breve carriera di violenze del tutto gratuite nei primi anni dell'era della Ricostruzione, riapparve nel 1915. Crebbe soprattutto nelle città industrializzate del Sud e degli Stati Uniti d'America medio-occidentali, regioni che subirono la crescita più rapida tra il 1910 e il 1930. La forte instabilità sociale contribuì alle tensioni razziali, dovute alla forte concorrenza per l'occupazione e l'alloggio.

La gente comune si unì ai gruppi del Klan in quanto estremamente ansiosi e preoccupati di mantenere la propria posizione di privilegio all'interno della società civile, poiché le grandi città mutarono rapidamente a causa di una combinazione di industrializzazione, a seguito della grande migrazione afroamericana oltre che di bianchi dal meridione rurale e dalle successive ondate di maggior immigrazione proveniente da buona parte dell'Europa meridionale e dell'Europa centrale[21].

Inizialmente il KKK si presentò come una delle tante "organizzazioni fraterne" dedicata al miglioramento dei suoi membri. Questo revival fu ispirato in parte anche dall'uscita nelle sale del film Nascita di una nazione, che glorificò il primo Klan e drammatizzò gli stereotipi sugli afroamericani a maggior impatto razzista di quell'epoca. Il Klan si concentrò sulla mobilitazione politica il che gli permise di ottenere il potere in Stati come l'Indiana fondandosi su una piattaforma che combinava il razzismo con la retorica dell'opposizione ai migranti, dell'antisemitismo, del rifiuto della Chiesa cattolica negli Stati Uniti d'America e dell'anti-sindacalismo; sostenne infine anche il linciaggio. Raggiunse il suo picco di appartenenza ed influenza verso il 1925, per poi diminuire rapidamente grazie alla massiccia mobilitazione e attivismo dei suoi avversari[22].

Il partito Repubblicano (Stati Uniti d'America) preentò ripetute richieste di legge alla Camera dei rappresentanti (Stati Uniti d'America) per trasformare il linciaggio in un delitto federale, ma venne sempre sconfitto dal blocco sudista. Nel 1920 fecero propria la riforma anti-linciaggio, entrata nella loro piattaforma politica, riuscendo a raggiungere un ampio margine alla Camera; ma i democratici sudisti al Senato (StatiUniti d'America) contrattaccarono con un ripetuto ostruzionismo per impedire un voto sul disegno di legge e riuscendo a bloccarlo in quanto mantennero in ostaggio tutto il resto del programma legislativo.

Coltivatori e operai a cielo aperto[modifica | modifica wikitesto]

La società bianca cercò anche di mantenere i nei in una posizione di sottomissione economica e marginalità. La maggior parte degli agricoltori afroamericani del Sud all'inizio del XX secolo lavorò in mezzadria e come coltivatori affittuari. I proprietari terrieri furono reltivamente pochi.

I datori di lavoro e le stesse associazioni del movimento operaio limitarono nella generalità dei casi gli afroamericani alle occupazioni sottopagate e meno desiderabili. A causa della carenza i posti di lavoro fissi e meglio retribuiti, posizioni relativamente distinte come quelle di facchino portabagagli per i pulmann a lunga percorrenza o di portiere d'albergo divennero delle posizioni prestigiose tra le comunità nere del Nord.

L'espansione sempre più massiccia delle reti ferroviarie si tradusse nel reclutamento di decine di migliaia di operai neri i quali si traferirono direttamente a Nord per lavorare con la Pennsylvania Railroad, questo specialmente durante il periodo della grande migrazione afroamericana.

L'età d'oro dell'imprenditoria afroamericana[modifica | modifica wikitesto]

Il nadir delle relazioni interrazziali venne raggiunto all'inizio del XX secolo, in termini di diritti politici e legali; i neri si trovarono in una condizione estrema di segregazione razziale. Tagliati fuori dalla più grande comunità bianca tuttavia gli imprenditori neri riuscirono a stabilire fiorenti attività le quali si adattarono ad una clientela specificatamente nera, inclusi i professionisti.

Nelle aree urbane, sia a Nord che a Sud, le dimensioni e il reddito medio della popolazione afroamericana crebbero, offrendo possibilità per un'ampia gamma d'imprese, dai parrucchieri[23] alle compagnie assicurative[24]. Gli impresari di pompe funebri ebbero una nicchia speciale all'interno delle proprie comunità e spesso svolsero un ruolo politico, in quanto ampiamente noti e con una conoscenza approfondita di molti dei loro componenti[25].

La storica Juliet Walke battezza il periodo 1900-1930 come "l'età d'oro dell'imprenditoria nera"[26]. Secondo la "National Negro Business League" il numero di aziende di proprietà afroamericana raddoppiò rapidamente passando da 20.000 nel 1900 a 40.000 nel 1914; ad inizio secolo esistettero 450 imprenditori, numero che salì a mille alla vigilia della prima guerra mondiale. Il numero di supermaket di proprietà nera salì da 250 a 695. I commercianti locali di vendita al dettaglio, la maggior parte dei quali piuttosto piccoli, aumentarono da 10 a 25.000[27][28].

Una delle imprenditrici più famose fu Madam C. J. Walker la quale impiantò un'attività di franchising nazionale denominata "Madame C.J. Walker Manufacturing Company", basata sullo sviluppo del primo procedimento di successo di allisciamento dei capelli[29].

Booker T. Washington, che diresse e gestì la "National Negro Business League" e che fu presidente della Tuskegee University, si rivelò il più importantepromotore del business nero; viaggiò da città a città per far entrare gli imprenditori locali nella "Lega nazionale"[30][31].

Charles Clinton Spaulding, uno dei più stretti collaboratori di Washington, fu il più importante leader commerciale afroamericano dei suoi tempi. Fu consigliere "dietro le quinte" del presidente degli Stati Uniti d'America Franklin Delano Roosevelt nel corsoo degli anni trenta, con l'obiettivo di promuovere una classe politica nera leadership. Fondò la "North Carolina Mutual Life Insurance Company", divenuta ben presto la più grande compagnia imprenditoriale afroamericana riconosciuta, con attivi di olte 40 milioni di dollari nel 1950[32].

Sebbene il business nero fiorisse nelle aree urbane esso venne gravemente ostacolato nel meridione rurale in cui continuava ancora a vivere la maggior parte degli afroamericani. Qui si trovarono ad essere perlopiù agricoltori dipendenti da un certo tipo di coltivazione, generalmente cotone o tabacco; principalmente comerciarono con bianchi locali. La ragione di ciò fu quella che i negozi locali fornivano il credito, cioè le forniture necessarie per la fattoria e la famiglia, compresi attrzzi, semi, cibo e abbigliamento su base creditizia fino a quando il conto non fosse stato pagato al momento della raccolta: ma gli uomini d'affari neri ebbero sempre un ben scarso accesso al credito per poter entrare competitivamente in questo business[33][34].

In meridione ci fu solo una ristreta minoranza di neri ricchi; in gran parte speculatori immobiliari nelle città a più rapida crescita, esemplificati dalla figura di Robert Reed Church a Memphis[35][36].

"Division of Negro Affairs" nel Dipartimento del commercio[modifica | modifica wikitesto]

L'imprenditoria minoritaria entrò a far parte dell'agenda nazionale nel 1927 quando il segretario al Commercio degli Stati Uniti d'America Herbert Hoover istituì una "Division of Negro Affairs" per fornire consulenza e diffondere informazioni agli imprenditori bianchi e neri su come raggiungere il consumatore afroamericano. L'imprenditoria non fu el'agenda del New Deal tuttavia, quando si volse alla preparazione bellica nel 1940 Roosevelt si rivolse a quest'agenzia per assumere gli uomini d'afari neri con i "contratti di difea sicura". Le imprese nere però non furono orientate alla produzione e generalmente erano troppo piccole per potersi assicurare contratti importanti. Nel 1953 Dwight Eisenhower sciolse l'agenzia[37].

Ordini esecutivi per l'assunzione non discriminatoria da parte dei contraenti della difesa[modifica | modifica wikitesto]

Roosevelt emise due ordini escutivi che iresero i contraenti della difesa ad assumere e promuovere le imprese nere ed aggredire senza alcun riguardo alla discriminazione razziale. In settori come i cantieri navali della West Coast (Stati Uniti d'America) ed in altre industrie i neri cominciarono ad ottenere un maggior numero di posti di lavoro qualificati e ben retribuiti oltre che a posizioni di supervisione.

Sviluppo delle congregazioni religiose nere[modifica | modifica wikitesto]

Questo periodo vide la maturazione di innumerevoli chiese nere indipendenti. i cui leader erano i solito anche i leader comunitari. I neri lasciarono le chiese bianche e la Southern Baptist Convention per crearne di proprie prive di supervisione bianca durante e immediatamente dopo la guerra di secessione americana. Con l'aiuto delle associazioni settentrionali iniiarono rapidamente ad istituir convenzioni statali e nel 1895 si unirono a numerose altre congregazioni nella "National Baptist Convention", la prima denominazione afroamericana.

Altre congregazioni indipendenti come la Chiesa episcopale metodista africana e la Chiesa episcopale metodista di Sion fecero centinaia di migliaia di convertiti nel Sud, fondando chiese in tutta la regione; esse furono centri di attività comunitaria, in particolare per l'organizzazione dell'istruzione.

Crescita educativa[modifica | modifica wikitesto]

Continuando a vedere l'istruzione come una delle vie primarie in direzione dell'avanzamento sociale e della critica al razzismo negli Stati Uniti d'America molti afroamericani di talento intrapresero la carriera di docente, professione che godette di un alto senso di rispetto. Le scuole sottoposte a segregazione scolastica rimasero ampiamente sottofinanziate negli Stati Uniti meridionali e poterono realizzare solamente dei programmi ridotti nelle zone rurali

Nonostante la segregazione razziale negli Stati Uniti d'America nel distretto della capitale Washington per contro, in quanto dipendenti federali, gli insegnanti neri furono pagati paritariamente ai bianchi; molti docenti neri del Nord riuscirono ad ottenere la laurea avanzata e s'impiegarono in istituti molto apprezzati; ciò poté in una qual certa misura addestrare la futura generazione di leader in città come Chicago, Washington e New York, le cui popolazioni di colore aumentarono nel corso del XX secolo a causa della Grande migrazione afroamericana.

L'educazione fu uno dei maggiori risultati ottenuti dalla comunità durante il XIX secolo. I neri all'interno dei governi statali nell'era della Ricostruzione sostennero la creazione di un apparato d'istruzione pubblica in tutto il profondo Sud. Nonostante le notevoli difficoltà, con l'enorme desiderio degli ex schiavi d'istruirsi, nel 1900 la comunità afroamericana era riuscita ad addestrare e ad inserire nel mondo del lavoro 30.000 insegnanti neri nel Sud; in quel momento per la prima volta la maggioranza della popolazione nera era riuscita a raggiungere l'alfabetizzazione[38].

Non tutti gl'insegnanti ebbero un diploma universitario quadriennale, ma i termini più brevi adottati dal sistema scolastico furono parte della modalità formativa dei docenti sia nel Nord che nel Sud, per poter giungere a servire i numerosi nuovi centri urbani sorti con l'espansione della frontiera in direzione del West. Molti bambini e adulti riuscirono in tal modo ad intraprendere il proprio cammino d'istruzione.

Le alleanze settentrionali contribuiono a finanziare la nascita e lo sviluppo di scuole e college in cui insegnarono gli afroamericani, nonché a produrre altre classi professionali. L'"American Missionary Association", supportata in gran parte dalla Chiesa congregazionalista e dal Presbiterianesimo, fu in grado di aprire numerose scuole e collegi privati nel Sud, aiutando le comunità nere a formare nuove generazioni di insegnanti. Alcuni tra i più grandi industriali del XX secolo, come George Eastman (imprenditore), agirono nella filantropia e promossero campagne di donazione sostanziali a favore degli istituti scolastici neri, ad esempio la Tuskegee University.

Già nel 1862 il Congresso degli Stati Uniti d'America approvo le Morrill Land-Grant Acts le quali istituirono un finanziamento federale al fine di garantire una "Land-grant university" in ognuno degli Stati federati degli Stati Uniti d'America; ben 17 Stati però rifiutarono di far ammettere studenti neri nei propri college. Come risposta venne adottato il 2° Morrill Act del 1890, che richiesero agli Stati che escludevano i neri dagli istituti preesistenti di aprire nuove istituzioni separate e di garantire l'equa distribuzione dei fondi.

I college fondati a seguito di questa seconda legislazione sono divenute oggi le Storiche università afroindiane; queste, insieme agli istituti privati e alle scuole non segregate del Nord e dell'Ovest, offrirono notevoli opportunià educative. Grazie al "Cooperative State Research, Education, and Extension Service" Vennero diffuse le conoscenze sull'agricoltura scientifica e l'economia domestica nelle aree rurali, concentrandosi sui contadini neri e le loro famiglie.

A partire dalla seconda metà del XIX secolo i neri forarono oganizzazioni fraterne, tra cui vi fu un numero crescente di club femminili. Crearono e sostennero istituzioni che accrebbero l'istruzione, la salute e il benessere tra le varie comunità nere. Nel XX secolo anche gli uomini e le donne afroamericani iniziarono a creare i propri gruppi universitari i quali agirono come reti supplementari per il servizio e la collaborazione comunitaria[39]; questo rafforzò una vita indipendente seppur segregata.

La "Tuskegee" prese il omando nella diffusione dell'istruzione professionale nel continente africano, tipicamente in piena collaborazione con gli sforzi compiuti dalle missioni religiose[40].

Chiesa nera[modifica | modifica wikitesto]

In quanto centro vitale dell'intera vita comunitaria le chiese nere si rivelarono essere organizzatrici integrali e leader del movimento per i diritti civili. La loro storia, come funto focale per la comunità afroamericana e legame tra il mondo nero e quello bianco, le rese naturalmente dominanti nella ricerca di tali obiettivi. Martin Luther King fu solamente uno dei ministri neri coinvolti nel movimento; Ralph Abernathy, Bernard Lee (attivista), Fred Shuttlesworth e C. T. Vivian sono alcuni dei maggiori attivisti religiosi[41]. Essi furono particolarmente importanti negli anni del movimento per i diritti civili degli afroamericani (1954-1968).

Niagara Movement e creazione del NAACP[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del XX secolo Booker T. Washington venne considerato, in particolare dai bianchi, come il portavoce ufficiale degli afroamericani; egli, che diresse la "Tuskegee", predicò un mesaggio di autostima. Invitò i neri a concentrarsi sul miglioramento della loro posizione economica piuttosto che impegnarsi sulla parità sociale, questo almeno finché non avessero dmostrato di meritarsela. Pubblicamente accettò la prosecuzione delle Leggi Jim Crow e la segregazione razziale a breve termine; mentre contribuì privatamente a finanziare casi guidiziari nazionali che contestavano le legislazioni vigenti.

William Edward Burghardt Du Bois e altri all'interno della comunità rigettarono l'accettazione di Washington nei riguardi della segregazione. Uno dei suoi più stretti collaboratori, William Monroe Trotter, venne fatto arrestare dopo aver sfidato Washington quando giunse a tenere un discorso a Boston nel 1905; in quello stesso anno Du Bois e Trotter convocarono una riunione di attivisi neri sul lato canadese delle Cascate del Niagara.

Essi emisero un manifesto che richiese il suffragio universale maschile, l'eliminazione di tutte le forme segregazioniste e l'estensione dell'istruzione - non limitata a quella professionale che Washington sottolineava - su una base priva di discriminazione. Il "Movimento del Niagara" gli si oppose attivamente fino al 1908, quando crollò di fatto a causa delle divisioni interne[42].

Du Bois si unì allora ad altri leader neri e attivisti bianchi come la suffragetta Mary White Ovington, il giornalista Oswald Garrison Villard, l'esponente del movimento operaio William English Walling, Henry Moskowitz, l'ebreo americano Julius Rosenthal, l'infermiera infantile Lillian Wald, il Rabbino Emil G. Hirsch dell'ebraismo riformato e il leader del sionismo Stephen Samuel Wise per creare l'National Association for the Advancement of Colored People nel 1909.

Du Bois divenne anche redattore capo della rivista intitolata The Crisis. Nei suoi primi anni la nuova associazione si concentrò sull'uso del mezzo giudiziario per scalfire le Leggi Jim Crow e disaffrancare le disposizioni costituzionali statali; contestò con succeso l'ordinanza di Louisville nel Kentucky la quale aveva imposto la segregazione residenziale con la sentenza Buchanan contro Warley del 1917. Ottenne inoltre un giudizio della Corte suprema degli Stati Uniti d'America la quale colpì la "clausola d'anteriorità" dell'Oklahoma, che esentava la maggior parte degli elettori bianchi analfabeti da una legge che invece segregava i cittadini afroamericani (Guinn contro United States, 1915)[43].

La segregazione nel servizio civile federale prese il via sotto il presidente degli Stati Uniti d'America Theodore Roosevelt e continuò con William Howard Taft; Thomas Woodrow Wilson permise al suo gabinetto di intensificare il processo, ignorando completamente i reclami del NAACP[44]. L'associazione si preoccupò anche della messa in servizio degli afroamericani in qualità di ufficiali nel corso della prima guerra mondiale; Du Bois non riuscì però a predisporre un'apposita commissione dell'United States Armed Forces.

Nel 1915 il NACCP organizzò manifestazioni e pubbliche proteste in tutte le maggiori città contro l'uscita nelle sale del film di David Wark Griffith Nascita di una nazione, pellicola che esaltò il Ku Kluk Klan; molti distretti lo rifiutarono e ne proibirono la proiezione.

Comunità ebraica e movimento per i diritti civili[modifica | modifica wikitesto]

Molti ebrei americani tacitamente o attivamente sostennero il movimento per i diritti civili; un buon numero dei co-fondatori della National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) furono ebrei. Nell'ultima parte del XX secolo gran parte dei suoi membri bianchi e attivisti principali provenivano direttamente dalla comunità ebraica.

La filantropia ebraica sostenne attivamente la NAACP e vari altri gruppi dei diritti civili, oltre che a finanziare le scuole nere. Julius Rosenwald supportò la costruzione di migliaia di istituti per l'istruzione primaria e per l'istruzione secondaria rivolti ai giovani nei del meridione rurale; il sistema pubblico rimase sottoposto alla segregazione scolastica e le strutture nere rimasero storicamente sempre sottofinanziate. In collaborazione con Booker T. Washington e la Tuskegee University Rosenwald creò un fondo specifico ben fornito rivolto all'educazione il quale permise la costruzione delle scuole.

Gli architetti della Tuskegee progettarono una struttura modello. Le comunità nere a loro volta si auto-tassarono per contribuire alla raccolta fondi per tali scuole. Spesso la maggior parte dei residenti delle zone rurali erano neri; i fondi publici s'impegnarono nelle scuole e i fondi aggiuntivi vennero raccolti da eventi comunitari, talvolta ottenuti con secondi mutui dalle abitazioni di proprietà; con donazioni di terre e conseguente creazione di posti di lavoro.

Sperando d'incoraggiarne la collaborzione Rosenwald fece un'aperta richiesta ai sistemi scolastici bianchi perché sostenessero le nuove scuole approvandole ufficialmente. Ad un certo punto il 40% dei neri meridionali rurali si ritrovarono insieme per imparare nelle scuole elementari di Rosenwald; ne vennero costruite in totale quasi 5.000[45]. Rosenwald contribuì anche all'istituzione delle Storiche università afroindiane come l'Hovard University, la Dillard e la Fisk.

Il film documentario della PBS (azienda) intitolato From Swastika to Jim Crow del 2000 ha ben rappresentato l'attivismo degli ebrei americani nel movimento per i diritti civili, raccontando che gli studiosi ebrei che fuggirono o sopravvissero alla Shoah finirono con l'andare ad insegnare in molte scuole meridionali rivolte agli studenti neri.

"Così negli anni trenta quaranta, quando i professori ebrei rifugiati arrivarono nei College neri del Sud, si verificò una sorta di estrema empatia tra gli afroamericani e gli ebrei e la possibilità di una collaborazione veramente efficace. Il professor Ernst Borinski organizzò cene in cui i neri e i bianchi avrebbero dovuto sedersi accanto all'altro, un atto molto semplice ma del tutto rivoluzionario. Gli studenti neri si immedesimarono con questi studiosi che avevano dovuto sopportare la crudeltà europea e si affidarono a loro più che a qualsiasi altro bianco. Infatti, spesso gli studenti neri, così come i membri della comunità del Sud bianca, videro questi rifugiati come «una specie di gente colorata»"[46].

Dopo la seconda guerra mondiale l'"American Jewish Committee", l'"American Jewish Congress" e l'Anti-Defamation League si attivarono nel promuovere i diritti civili.

"The New Negro"[modifica | modifica wikitesto]

L'esperienza di combattimento nella prima guerra mondiale e l'esposizione a differenti atteggiamente razziali in Europa influenzarono profondamente i veterani afroamericani, creando una domanda diffusa di libertà e uguaglianza sociale, valori per cui si erano battuti. Ritrovarono però condizioni come sempre volte al peggio; alcuni rimasero vittime di aggresioni mentre indossavano le proprie uniformi in pubblico[47].

Questa generazione rispose con uno spirito molto più militante di quella precedente, giungendo ad esortare i neri a rispondere quando i bianchi li attaccavano. Asa Philip Randolph introdusse il termine "New Negro" nel 1917; divenne immediatamente la parola utilizzata per descrivere il nuovo spirito di militanza e impazienza del periodo interbellico.

Un gruppo conosciuto come "African Blood Brotherhood", tendente al socialismo e con un gran numero di membri immigrati caraibici nella sua leadership, venne organizzato verso il 1920 per richiedere la stessa forma di autodeterminazione per i neri americani che l'amministrazione di Woodron Wilson prometteva ai popoli dell'Europa orientale alla Conferenza di pace di Parigi (1919). I capi della "Fratellanza", molti dei quali in seguito aderirono al Partito Comunista degli Stati Uniti d'America, furono anche ispirati al programma antimperialista della nuova Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche[48].

Nel corso della grande migrazione afroamericana centinaia di migliaia di afroamericani si trasferirono nelle città industriali degli Stati Uniti d'America Nord-orientali e degli Stati Uniti d'America medio-occidentali dal 1915 fino al 1940. Un'altra ondata migrtoria si svolse per tutti gli anni quaranta in dirzione di molte città delle West Coast (Stati Uniti d'America). Fuggirono dalla violenza e dalla segregazione e cercarono impieghi sicuri, poiché la mancanza di manodopera nelle industrie belliche promise un facile sbocco.

Le condizioni di continua depressione in cui versva l'economia agricola del Sud durante gli anni venti rese il Nord più attrante. Le comunità settentrionali in piena espansione si ritrovarono però d affrontare problemi del tutto familiari: il razzismo negli Stati Uniti d'America, la condizione di povertà, la brutalità poliziesca e l'ostilità ufficiale; ma si trovarono altresì in un uovo contesto dove gli uomini poterono votare) le donne dopo il 1920) e la possibilità di un'azione politica si rivelò essere molto più ampia di quanto non fosse mai stata al Sud.

Marcus Garvey e l'UNIA[modifica | modifica wikitesto]

Movimento operaio e diritti civili[modifica | modifica wikitesto]

Scottsboro Boys[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1931 la National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) e il Partito Comunista degli Stati Uniti d'America (CP) organizzarono anche il sostegno per gli "Scottsboro Boys", nove adolescenti afroamericani fatti arrestare dopo una colluttazione con un gruppetto di bianchi americani su un treno ed in seguito condannati alla pena di morte a seguito di un'accusa di violenza sessuale rivolta loro da due prostitute bianche.

Il NAACP e il CP però ben presto si scontrarono sulla gestione del caso e sulla strategia da perseguire; alla fine prevalse la linea del braccio operativo del CP, l'"International Labor Defense" (ILD). La campagna legale produsse due importanti sentenze da parte della Corte suprema degli Stati Uniti d'America (in Powell contro Alabama e Norris contro Alabama) le quali estesero i diritti degli imputati ad una maggior garanxia; il suo attivismo politico - aiutato in ciò dall'avvocato ebreo americano della difesa - li salvò tutti dalla sedia elettrica e, infine, lì portò alla libertà per l'impossibilità palese di comprovare le accuse mossegli contro.

La presa a cuore della sorte degli "Scottsboro Boys" fu solamente uno dei tanti casi di cui si occuupò l'ILD nel Sud, per un periodo che va dall'inizio alla seconda metà degli anni trenta; si rivelò essere il difensore più attivo dei diritti civili degli afroamericani tanto che il partito attrasse molti membri tra gli attivisti neri. Le sue campagne in difesa dei diritti dei neri contribuirono significativamente ad attrarre l'attenzione dell'opinione pubblica nazionale sulle situazioni estremamente razziste e discriminatorie entro cui la giustizia penale degli Stati Uniti meridionali viveva e operava.

NAACP[modifica | modifica wikitesto]

Regional Council of Negro Leadership[modifica | modifica wikitesto]

Pressioni esterne[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Brown v Board of Education Decision ~ Civil Rights Movement Veterans
  2. ^ America: A Narrative History, Chapter 18-19
  3. ^ Civil Rights Cases, su The Free Online Law Dictionary, Farlex. URL consultato il 23 ottobre 2013.
  4. ^ caso= Yick Wo v. Hopkins, 118 U.S. 356 (1886) Caso; Sentenza
  5. ^ caso=Yick Wo v. Hopkins, 118 U.S. 356 (1886), Caso[collegamento interrotto]; Sentenza
  6. ^ Richard M. Valelly, The Two Reconstructions: The Struggle for Black Enfranchisement, Chicago, University of Chicago Press, 2004, pp. 141, ISBN 0-226-84528-1.
  7. ^ caso=Guinn v. United States, 238 U.S. 347 (1915) Caso; Sentenza
  8. ^ caso=Berea College v. Kentucky, 211 U.S. 45 (1908) Caso; Sentenza
  9. ^ Lurita Doan, On race, Harvard still must learn (Newspaper editorial), su Los Angeles Times, 2 agosto 2009. URL consultato l'11 agosto 2009. Formato sconosciuto: Newspaper editorial (aiuto)
  10. ^ Joseph Dorinson, and Joram Warmund, Jackie Robinson: Race, Sports and the American Dream (2015).
  11. ^ Myrdal, Gunnar e Bok, Sissela, An American dilemma: the Negro problem and modern democracy, Transaction Publishers, 1995, p. 478, ISBN 978-1-4128-1510-9.
  12. ^ Fauntroy, Michael K., Republicans and the Black Vote, Lynne Rienner Publishers, 2007, p. 43, ISBN 978-1-58826-470-1.
    «"... lily whites worked with Democrats to disenfranchise African Americans."».
  13. ^ Christian, Garna L. (June 12, 2010). "Brownsville Raid of 1906". The Handbook of Texas Online. Texas State Historical Association. Retrieved July 22, 2012.
  14. ^ Wormser, Richard (2002). "The Brownsville Affair (1906)". The Rise and Fall of Jim Crow. Jim Crow Stories. PBS, Educational Broadcasting Corporation. Retrieved July 22, 2012.
  15. ^ Adam D. Burns, "President Roosevelt, African Americans and the South" in Serge Ricard, ed., A Companion to Theodore Roosevelt (2011) pp 198-215.
  16. ^ George E. Mowry, "The South and the Progressive Lily White Party of 1912." Journal of Southern History 6.2 (1940): 237-247. in JSTOR
  17. ^ [1] Archiviato il 2 aprile 2008 in Internet Archive.
  18. ^ Williams v. Mississippi - 170 U.S. 213 (1898), justia.com.
  19. ^ Glenn Feldman, The Disfranchisement Myth: Poor Whites and Suffrage Restriction in Alabama, Athens: University of Georgia Press, 2004, p. 136
  20. ^ caso=Smith v. Allwright, 321 U.S. 649 (1944) Caso; Sentenza
  21. ^ Kenneth T. Jackson, The Ku Klux Klan in the City, 1915–1930, New York: Oxford University Press, 1967; reprint, Chicago: Elephant Paperback, 1992, pp.242–243
  22. ^ Kenneth T. Jackson, The Ku Klux Klan in the City, 1915–1930, New York: Oxford University Press, 1967; reprint, Chicago: Elephant Paperback, 1992
  23. ^ Quincy T. Mills, Cutting along the Color Line: Black Barbers and Barber Shops in America (2013) online
  24. ^ Robert E. Weems, Jr., Black Business in the Black Metropolis: The Chicago Metropolitan Assurance Company, 1925–1985 (1996)
  25. ^ Robert L. Boyd, "Black undertakers in northern cities during the great migration: The rise of an entrepreneurial occupation." Sociological Focus 31.3 (1998): 249-263. in JSTOR
  26. ^ Juliet E.K. Walker, The History of Black Business in America: Capitalism, Race, Entrepreneurship (2009) p 183.
  27. ^ August Meier, "Negro Class Structure and Ideology in the Age of Booker T. Washington." Phylon (1962) 23.3 : 258-266. in JSTOR
  28. ^ August Meier, Negro Thought in America, 1880–1915: Racial Ideologies in the Age of Booker T. Washington, University of Michigan Press (1963/2nd edition 1966), p 140.
  29. ^ A'Lelia Bundles, On Her Own Ground: The Life and Times of Madam C.J. Walker (2002) excerpt
  30. ^ Michael B. Boston, The Business Strategy of Booker T. Washington: Its Development and Implementation (2010) online
  31. ^ Louis R. Harlan, "Booker T. Washington and the National Negro Business League" in Raymond W. Smock, ed. Booker T. Washington in Perspective: Essays of Louis R. Harlan (1988) pp. 98-109. online
  32. ^ William S. Powell, Dictionary of North Carolina Biography: Vol. 5, P-S, Univ of North Carolina Press, 2000, pp. 408–9, ISBN 978-0-8078-6700-6.
  33. ^ Jacqueline P. Bull, "The General Merchant in the Economic History of the New South." Journal of Southern History 18.1 (1952): 37-59. in JSTOR
  34. ^ Glenn N. Sisk, "Rural Merchandising in the Alabama Black Belt, 1875–1917." Journal of Farm Economics 37.4 (1955): 705-715. in JSTOR
  35. ^ Meier, Negro thought in America, 1880–1915 p 140.
  36. ^ Jessie Carney Smith (a cura di), Encyclopedia of African American Business, Greenwood, 2006, pp. 164–67, ISBN 978-0-313-33110-7.
  37. ^ Robert E. Weems Jr., Business in Black and White: American Presidents and Black Entrepreneurs (2009).
  38. ^ James D. Anderson, Black Education in the South, 1860–1935, Chapel Hill: University of North Carolina Press, 1988, pp.244–245
  39. ^ For example, Alpha Phi Alpha the first black intercollegiate fraternity was founded at Cornell University in 1906. Wesley, Charles H. (1950). The History of Alpha Phi Alpha: A Development in Negro College Life (6th ed.). Chicago, IL: Foundation.
  40. ^ Andrew E. Barnes, Global Christianity and the Black Atlantic: Tuskegee, Colonialism, and the Shaping of African Industrial Education (Baylor University Press, 2017).
  41. ^ We Shall Overcome: The Players, su cr.nps.gov. URL consultato il 29 maggio 2007 (archiviato il 7 June 2007).
  42. ^ Elliott M. Rudwick, "The Niagara Movement." Journal of Negro History 42#3 (1957): 177-200. in JSTOR
  43. ^ Benno C. Schmidt, "Principle and prejudice: The Supreme Court and race in the progressive era. Part 3: Black disfranchisement from the KKK to the grandfather clause." Columbia Law Review 82#5 (1982): 835-905. in JSTOR
  44. ^ August Meier and Elliott Rudwick. "The Rise of Segregation in the Federal Bureaucracy, 1900–1930." Phylon (1960) 28.2 (1967): 178-184. in JSTOR
  45. ^ James D. Anderson, Black Education in the South, 1860–1935, Chapel Hill: University of North Carolina Press, 198
  46. ^ From Swastika to Jim Crow. PBS website
  47. ^ Rawn James, Jr., The Double V: How Wars, Protest, and Harry Truman Desegregated America's Military, Bloomsbury Publishing, 22 gennaio 2013, pp. 77–80, ISBN 978-1-60819-617-3. URL consultato il 16 maggio 2013.
  48. ^ African Blood Brotherhood documents

Bibliografia generale[modifica | modifica wikitesto]

  • Avery, Sheldon. Up from Washington: William Pickens and the Negro Struggle for Equality, 1900–1954 (U of Delaware Press, 1989), on NAACP.
  • Bates, Beth Tompkins, Pullman Porters and the Rise of Protest Politics in Black America, 1929–1945 (2001) ISBN 0-8078-2614-6.
  • Brooks, F. Erik and Glenn L. Starks. Historically Black Colleges and Universities: An Encyclopedia (Greenwood, 2011).
  • Carle, Susan D. Defining the Struggle: National Racial Justice Organizing, 1880–1915 (Oxford UP, 2013). 404pp. covers NAACP and also Urban League.
  • Carson, Clayborne; Garrow, David J.; Kovach, Bill; Polsgrove, Carol, eds. Reporting Civil Rights: American Journalism 1941–1963 and Reporting Civil Rights: American Journalism 1963–1973. New York: Library of America, 2003. ISBN 1-931082-28-6 and ISBN 1-931082-29-4.
  • Richardson, Christopher M. e Ralph E. Luker (a cura di), Historical Dictionary of the Civil Rights Movement (2nd ed.), Rowman & Littlefield, 2014, ISBN 978-0-8108-8037-5.
  • Dagbovie, Pero Gaglo, "Exploring a Century of Historical Scholarship on Booker T. Washington," Journal of African American History, 92 (Spring 2007), 239–64.
  • Du Bois, W.E.B. The Negro in business: report of a social study made under the direction of Atlanta University (1899) online
  • Egerton, John, Speak Now Against the Day: The Generation Before the Civil Rights Movement in the South (Knopf, 1994). ISBN 0-679-40808-8.
  • Finkelman, Paul. ed. Encyclopedia of African American History, 1896 to the Present (5 vol. 2009) excerpt
  • Gatewood, Willard B., Aristocrats of color: the Black elite, 1880-1920, University of Arkansas Press, 2000, ISBN 978-1-61075-025-7.
  • Gershenhorn, Jerry. "Double V in North Carolina: The Carolina Times and the Struggle for Racial Equality during World War II." Journalism History 32.3 (Fall 2006): 156-167.
  • Gershenhorn, Jerry. "A Courageous Voice for Black Freedom: Louis Austin and the Carolina Times in Depression-Era North Carolina." North Carolina Historical Review 87 (January 2010): 57-92.
  • Jerry Gershenhorn, Louis Austin and The Carolina Times: A Life in the Long Black Freedom Struggle, Chapel Hill, NC, University of North Carolina Press, 2018.
  • Hahn, Steven. A Nation under Our Feet: Black political struggles in the rural South, from slavery to the great migration (2003); Pulitzer prize. Highly detailed narrative of black politics.
  • Harlan, Louis R. Booker T. Washington: Volume 2: The Wizard Of Tuskegee, 1901–1915 (1986).
  • Honey, Maureen. Bitter Fruit: African American Women in World War II (U of Missouri Press, 1999).
  • McGuire, Phillip. "Desegregation of the armed forces: Black leadership, protest and World War II." Journal of Negro History 68.2 (1983): 147-158. in JSTOR
  • Meier, August, and Elliott Rudwick. "The Boycott Movement Against Jim Crow Streetcars in the South, 1900–1906," Journal of American History 55#4 (1969), pp. 756–775 in JSTOR
  • Meier, August, and Elliott M. Rudwick. CORE; a study in the civil rights movement, 1942–1968 (1973).
  • Meier, August, and Elliott Rudwick. "The Rise of Segregation in the Federal Bureaucracy, 1900–1930." Phylon (1960) 28.2 (1967): 178-184. in JSTOR
  • Mullenbach, Cheryl. Double Victory: How African American Women Broke Race and Gender Barriers to Help Win World War II (2013).
  • Norrell, Robert J. Up from history: The life of Booker T. Washington (2009).
  • Norrell, Robert J. "Booker T. Washington: Understanding the Wizard of Tuskegee," Journal of Blacks in Higher Education 42 (2003-4) pp. 96–109 in JSTOR
  • Parker, Christopher S., "When Politics Becomes Protest: Black Veterans and Political Activism in the Postwar South," Journal of Politics, 71 (January 2009), 113–31. post 1945
  • Putney, Martha S. When the Nation was in Need: Blacks in the Women's Army Corps During World War II (Scarecrow Press, 1992).
  • Roark, James L. "American Black Leaders: The Response to Colonialism and the Cold War, 1943–1953." African Historical Studies 4#2 (1971): 253-270.
  • Sitkoff, Harvard. "Harry Truman and the Election of 1948: The Coming of Age of Civil Rights in American Politics," Journal of Southern History Vol. 37, No. 4 (November 1971), pp. 597–616 in JSTOR
  • Smith, Jessie Carney, ed. Encyclopedia of African American Business (2 vol. Greenwood 2006). excerpt
  • Strickland, Arvarh E., and Robert E. Weems, eds. The African American Experience: An Historiographical and Bibliographical Guide (Greenwood, 2001). 442pp; 17 topical chapters by experts.
  • Tuck, Stephen. We Ain't What We Ought To Be: The Black Freedom Struggle from Emancipation to Obama (2011).
  • Walters, Ronald W. e Smith, Robert Charles, African American leadership, SUNY Press, 1999, ISBN 978-0-7914-4145-9.
  • Williams, Chad L. Torchbearers of democracy: African American soldiers in the World War I era. (2010). online

Studi di diritto costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Studi Statali e locali[modifica | modifica wikitesto]

  • Bayor, Ronald H. Race and the shaping of twentieth-century Atlanta (U of North Carolina Press, 2000).
  • Broussard, Albert S. Black San Francisco: The struggle for racial equality in the West, 1900–1954 (1993).
  • Brown-Nagin, Tomiko. Courage to Dissent: Atlanta and the Long History of the Civil Rights Movement (2011) online; since 1940s
  • Daniels, Douglas H. Pioneer urbanites: A social and cultural history of black San Francisco (1980).
  • De Graaf, Lawrence B. "The city of black angels: Emergence of the Los Angeles ghetto, 1890–1930." Pacific Historical Review 39.3 (1970): 323-352. in JSTOR
  • Dittmer, John. Black Georgia in the Progressive Era, 1900–1920 (1977)
  • Ferguson, Karen. Black Politics in New Deal Atlanta (2002) online
  • Jerry Gershenhorn, Louis Austin and The Carolina Times: A Life in the Long Black Freedom Struggle, Chapel Hill, NC, University of North Carolina Press, 2018.
  • Godshalk, David Fort. Veiled Visions: The 1906 Atlanta Race Riot and the Reshaping of American Race Relations (2006). online
  • Goings, Kenneth, and Raymond Mohl, eds. The New African American Urban History (Sage Publications, 1996), 10 articles by scholars
  • Green, Adam. Selling the race: Culture, community, and black Chicago, 1940–1955 (2007).
  • Grossman, James R. Land of hope: Chicago, black southerners, and the great migration (1991).
  • Hornsby, Jr., Alton. A Short History of Black Atlanta, 1847–1993 (2015).
  • Hornsby, Jr., Alton, ed. Black America: A State-by-State Historical Encyclopedia (2 vol 2011) excerpt
  • Kusmer, Kenneth L. A ghetto takes shape: Black Cleveland, 1870–1930 (1978).
  • Meier, August, and David Lewis. "History of the Negro upper class in Atlanta, Georgia, 1890–1958." Journal of Negro Education 28.2 (1959): 128-139. in JSTOR
  • Nelson, Bruce. "Organized Labor and the Struggle for Black Equality in Mobile during World War II." Journal of American History 80.3 (1993): 952-988. in JSTOR
  • Osofsky, Gilbert. "A Decade of Urban Tragedy: How Harlem Became A Slum." New York History 46#4 (1965): 330-355. in JSTOR; on 1910–1920
  • Osofsky, Gilbert. Harlem: The Making of a Ghetto: Negro New York, 1890–1930 (1971).
  • Osofsky, Gilbert. "The Enduring Ghetto." Journal of American History 55.2 (1968): 243-255. in JSTOR
  • Sartain, Lee. Borders of Equality: The NAACP and the Baltimore Civil Rights Struggle, 1914–1970 (2013). 235pp.
  • Spear, Allan H. Black Chicago: The making of a Negro ghetto, 1890–1920 (1967).
  • Taylor, Quintard. The forging of a black community: Seattle's central district from 1870 through the civil rights era (2011).
  • Trotter, Joe William. Black Milwaukee: The making of an industrial proletariat, 1915–45 (University of Illinois Press, 1985).

Studi di genere[modifica | modifica wikitesto]

  • Hine, Darlene Clark, ed. Black Women in America (3 Vol. 2nd ed. 2005; several multivolumeeditions). Short biographies by scholars.
  • Jones, Jacqueline. Labor of love, labor of sorrow: Black women, work, and the family, from slavery to the present (2009).
  • Nahal, Anita, and Lopez D. Matthews Jr., "African American Women and the Niagara Movement, 1905–1909," Afro-Americans in New York Life and History, 32 (July 2008), 65–85. in JSTOR
  • Reid, Debra A. Reaping a greater harvest: African Americans, the extension service, and rural reform in Jim Crow Texas (Texas A&M University Press, 2007).
  • Summers, Martin. Manliness and its discontents: The Black middle class and the transformation of masculinity, 1900–1930 (Univ of North Carolina Press, 2005). online

Cultura popolare, film, musica, sport[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

  • Bass, Travesheia Rashel. "When the silver screen fades to black: an analysis of black faces in film." (MA thesis, U of Louisville, 2016). online
  • Berry, S. Torriano, and Venise T. Berry. Historical dictionary of African American cinema (Rowman & Littlefield, 2015).
  • Cripps, Thomas. Making Movies Black: The Hollywood Message Movie from World War II to the Civil Rights Era (Oxford UP, 1993).
  • Cripps, Thomas. Slow Fade to Black: The Negro in American Film 1900–1942 (Oxford UP, 1993).
  • Guerrero, Ed. Framing blackness: The African American image in film (Temple University Press, 1993). online
  • Lupack, Barbara, ed. Early Race Filmmaking in America (Routledge, 2016)
  • Musser, Charles, Jane Marie Gaines, and Pearl Bowser, eds. Oscar Micheaux and His Circle: African-American Filmmaking and Race Cinema of the Silent Era (Indiana UP, 2016).
  • Scott, Ellen C. Cinema Civil Rights: Regulation, Repression, and Race in the Classical Hollywood Era (Rutgers UP, 2015).

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Burns, Ken, and Geoffrey C. Ward. Jazz—A History of America's Music 2000.
  • Driggs, Frank, and Harris Lewine. Black beauty, white heat: A pictorial history of classic jazz, 1920–1950 (Da Capo Press, 1982).
  • Neal, Mark Anthony. What the music said: Black popular music and black public culture (Routledge, 2013).
  • Riis, Thomas Laurence. Just before jazz: Black musical theater in New York, 1890–1915 (Smithsonian Inst Press, 1989).
  • Schuller, Gunther. Early Jazz: Its Roots and Musical Development (1968).
  • Schuller, Gunther. The Swing Era: The Development of Jazz, 1930–1945 (1991)

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • Blackman, Dexter Lee, "'The Negro Athlete and Victory': Athletics and Athletes as Advancement Strategies in Black America, 1890s–1930s," Sport History Review, 47 (May 2016), 46–68.
  • Carroll, Brian. When to Stop the Cheering?: The Black Press, the Black Community, and the Integration of Professional Baseball (Routledge, 2006).
  • Chalk, Ocania. Pioneers of Black Sport: The Early Days of the Black Professional Athlete in Baseball, Basketball, Boxing, and Football (1975).
  • Drake, Robert. "Joe Louis, the Southern Press, and the 'Fight of the Century.'." Sport History Review 43 (2012): 1-17. Joe Louis defeated German boxer Max Schmeling. online
  • Madden, Bill. 1954: The Year Willie Mays and the First Generation of Black Superstars Changed Major League Baseball Forever. (Da Capo Press, 2014).
  • Martin, Charles. Benching Jim Crow: The Rise and Fall of the Color Line in Southern College Sports, 1890–1980 (2010) excerpt
  • Ross, Charles K. Outside the lines: African Americans and the integration of the National Football League (NYU Press, 1999).
  • Simon, Scott. Jackie Robinson and the integration of baseball (2002).
  • Wiggins, David K. "'Black Athletes in White Men's Games': Race, Sport and American National Pastimes." International Journal of the History of Sport 31.1-2 (2014): 181-202.
  • Wiggins, David K. and Ryan A. Swanson, eds. Separate Games: African American Sport behind the Walls of Segregation (University of Arkansas Press, 2016). 272 pp.

Fonti primarie e ricerche annuali[modifica | modifica wikitesto]

  • Dailey, Jane, ed. The Age of Jim Crow (Norton Documents Reader, 2008). 434pp
  • Meier, August, Elliott M. Rudwick, and Francis L. Broderick, eds. Black protest thought in the twentieth century (Bobbs-Merrill, 1971).
  • Negro Year Book 1913
  • Negro Year Book 1916
  • Work, Monroe, Negro Year Book, Negro Year Book Publishing Company, 1922.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]