Aurelia Browder

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Aurelia Shines Browder Coleman (Montgomery, 29 gennaio 1919Montgomery, 4 febbraio 1971) è stata un'attivista statunitense.

Nell'aprile del 1955, quasi otto mesi prima dell'arresto di Rosa Parks e un mese dopo l'arresto di Claudette Colvin, è stata arrestata per essersi rifiutata di rinunciare al suo posto sull'autobus per far sedere un uomo bianco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Aurelia Browder è nata il 29 gennaio 1919 a Montgomery, dove ha vissuto per tutta la sua vita.[1] Era l'unico sostegno economico dei suoi sei figli dopo essere rimasta vedova. Ha svolto svariati lavori durante la sua vita, tra cui cucitrice, infermiera levatrice e insegnante.[2] Jo Ann Robinson la descrive nel suo memoriale come "colta, estremamente intelligente, senza paura".[2]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Browder ha completato la scuola superiore negli anni '30 e ha successivamente conseguito una laurea in scienza alla Alabama State University. Si è laureata con onore ed era nel National Alpha Kappa Mu Honor Society.[1] Mentre era alla Alabama State University, Browder incontrò Jo Ann Gibson Robinson, una professoressa del dipartimento di inglese, attivista per i diritti civili e membro del Women's Political Council. Robinson ha ispirato Browder per il suo coinvolgimento e per affrontare le ingiustizie del sistema di trasporto, incoraggiandola a partecipare alla causa proposta dalla Montgomery Improvement Association.[3]

Coinvolgimento nei diritti civili[modifica | modifica wikitesto]

Prima del suo coinvolgimento nel boicottaggio dei bus a Montgomery, Browder era attiva nelle campagne di registrazione degli elettori negli anni '50. Ha seguito gli afroamericani che volevano sostenere l'esame di registrazione degli elettori, ha lavorato per eliminare le imposte sugli elettori e ha trasportato al tribunale coloro che volevano registrarsi.[4] Aurelia Browder si è associata a diversi gruppi di diritti civili fra cui la National Association for the Advancement of Colored People (NAACP), il Montgomery Improvement Association (MIA) e la Southern Christian Leadership Conference(SCLC).[1]

Dopo la sentenza[modifica | modifica wikitesto]

Browder ha continuato a essere una attivista e a essere coinvolta con il NAACP, MIA e SCLC anche dopo la chiusura del suo caso. Ha trascorso un po' di tempo a insegnare ai veterani della Loveless School e ha avviato la propria attività più tardi. Il figlio di Browder, Butler Browder, vive ancora a Montgomery. Egli ritiene che l'eredità della madre è stata oscurata. In un articolo del 2005 del Montgomery Advertiser Butler scrive: "La verità è che è stato il caso Browder contro Gayle a cambiare le leggi che obbligavano la segregazione dei bus. Se non fosse per questo caso e gli sforzi costanti per porre fine alla segregazione in questo paese, potremmo ancora marciare".[4]

Browder contro Gayle[modifica | modifica wikitesto]

Arresto e deposizione del caso[modifica | modifica wikitesto]

Aurelia Browder fu arrestata il 19 aprile 1955, quasi otto mesi prima dell'arresto di Rosa Parks e un mese dopo l'arresto di Claudette Colvin per essersi seduta nella sezione bianca di un autobus pubblico a Montgomery. È stata condannata e ha ricevuto una multa per il suo presunto crimine.[5] Il 1º febbraio 1956, Fred Gray (avvocato per la Montgomery Improvement Association) e Robert Lee Carter della NAACP Legal Defense Fund hanno depositato una causa presso la Corte Distrettuale statunitense per conto di cinque donne nere che erano state vittime della discriminazione sugli autobus locali. William Armistead Gayle, sindaco di Montgomery, era l'imputato.[3] La Montgomery Improvement Association aveva come obiettivo la fine della segregazione ed è stata favorita dal boicottaggio dei bus a Montgomery, guidato principalmente da Jo Ann Robinson. Il boicottaggio è iniziato il 3 dicembre 1955, due giorni dopo l'arresto di Rosa Parks.[3] La Montgomery Improvement Association ha depositato il caso Browder perché sarebbe stato in grado di saltare l'udienza nei tribunali locali. Il caso di Rosa Park avrebbe dovuto passare per i tribunali locali in primo luogo, dove avrebbe potuto rimanere in sospeso per anni. Presentando il caso direttamente ai tribunali distrettuali, avrebbero potuto anche essere in grado di ottenere una ingiunzione contro la legge sulla segregazione contemporaneamente.[3]

Querelante[modifica | modifica wikitesto]

Browder contro Gayle è stato presentato da cinque querelanti: Aurelia Browder, Claudette Colvin, Susie McDonald, Jeanette Reese e Mary Louise Smith.[3] Browder è stata scelta come querelante principale a causa della sua età. Due di esse erano adolescenti e le altre due erano anziane. Browder aveva 37 anni, mettendola in mezzo alle altre querelanti con una buona rappresentazione di tutte.[4] Jeanette Reese si è ritirata dal caso subito dopo la deposizione per intimidazione dalla comunità bianca.[6]

Decisione e conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 giugno i giudici hanno pubblicato la loro sentenza: gli autobus segregati violavano la garanzia di uguaglianza dell'XIV emendamento e quindi erano incostituzionali. La città di Montgomery non poteva applicare alcuna legge "che potrebbe richiedere che i querelanti o qualsiasi altro negro si sottopongano alla segregazione nell'utilizzo degli impianti di trasporto di autobus nella città di Montgomery".[3] Sia la città che lo Stato hanno fatto ricorso. Il 17 dicembre 1956, la Corte Suprema ha accolto la sentenza, ordinando ad un tribunale nello Stato dell'Alabama di desegregare i suoi autobus. Il boicottaggio dei bus di Montgomery è terminato il 21 dicembre, dopo 381 giorni.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Jannell McGrew, Aurelia Shines Browder Coleman, su www.montgomeryboycott.com, The Montgomery Bus Boycott. URL consultato l'11 settembre 2017.
  2. ^ a b Jo Ann Gibson Robinson, The Montgomery Bus Boycott and the Women Who Started It: The Memoir of Jo Ann Gibson Robinson, University of Tennessee Press, 1987, pp. 136-138, ISBN 9780870495243, OCLC 14241617.
  3. ^ a b c d e f g David J. Garrow, The Walking City: The Montgomery Bus Boycott, 1955-1956, Carlson Pub, 1989, pp. 607-609, 261-278, ISBN 9780926019034, OCLC 19776904.
  4. ^ a b c Robert J. Walker, Let My People Go!: 'The Miracle of the Montgomery Bus Boycott', Hamilton Books, 2007, pp. 240–242, ISBN 9780761837060, OCLC 156822421.
  5. ^ (EN) Barry Schwartz, Collective Forgetting And The Symbolic Power Of Oneness: The Strange Apotheosis Of Rosa Parks, in Social Psychology Quarterly, vol. 72, nº 2, 1º giugno 2009, pp. 123–142, DOI:10.1177/019027250907200204. URL consultato l'11 settembre 2017.
  6. ^ Gwen Patton, "Biographical Sketch of Aurelia Eliseera Shine Browder (Coleman)". Montgomery Bus Boycott, su www.crmvet.org, Veterans of the Civil Rights Movement - Montgomery Bus Boycott - Biographic Sketches. URL consultato l'11 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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