Battaglia di Shiloh

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Battaglia di Shiloh (Pittsburg Landing)
Thure de Thulstrup - Battle of Shiloh.jpg
Raffigurazione a stampa della Battaglia di Shiloh
Data6 – 7 aprile 1862
LuogoContea di Hardin, Tennessee
EsitoVittoria dell'Unione[1]
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Perdite
13.047[5][6](1.754 morti; 8.408 feriti,; 2.885 prigionieri/dispersi)10.699[7][8](1.728 morti; 8.012 feriti; 959 prigionieri/dispersi)
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La battaglia di Shiloh, conosciuta anche con la denominazione di battaglia di Pittsburg Landing, fu uno dei maggiori fatti d'arme nell'ambito del Teatro Occidentale della guerra di secessione americana, avvenuto tra il 6 e il 7 aprile del 1862 nel Tennessee Sud-occidentale.

Un esercito dell'Unione conosciuto come Armata del Tennessee[9], composto da 44.894 effettivi[10][11] e sotto il comando del Maggior generale Ulysses S. Grant si era mosso dal fiume Tennessee verso meridione accampandosi principalmente presso "Pittsburg Landing" nella Contea di Hardin (Tennessee) sulla riva occidentale del corso d'acqua; sarà supportata dall'Armata dell'Ohio[12] composta da 17.918 effettivi[11][13].

L'Armata confederata del Mississippi[14][15] diretta dal Generale Albert Sidney Johnston e dal suo 2° in comando Pierre Gustave Toutant de Beauregard lanciò un attacco a sorpresa partendo dalla sua base posta a Corinth (Mississippi); il comandante Sudista rimarrà ferito mortalmente durante i cruenti scontri che ne seguiranno e il suo sostituto Beauregard deciderà alfine di interrompere la pressione a tarda sera; furono ad un passo dal vanificare la prevista invasione Nordista del Tennessee.

Le forze di Grant verranno invece rinforzate nel corso della nottata da una delle sue divisioni posizionate più a Nord, a cui se ne aggiungeranno velocemente altre 3 provenienti dall'esercito guidato da Don Carlos Buell; ciò permetterà loro di lanciare un inatteso contrattacco il mattino seguente il quale permetterà di far rovesciare completamente l'esito delle conquiste confederate del giorno precedente. La fiera resisenza dimostrata dagli unionisti sommata all'arrivo dei rinforzi fecero quindi mutare la sorte del combattimento e i Sudisti furono costretti a ritirarsi da uno dei più cruenti campi di battaglia fino a quel momento.

Il giorno 6 di aprile i confederati tentarono di attirare i difensori unionisti lontano dal fiume in direzione delle paludi di "Owl Creek" ad Ovest; Johnston sperò in tal modo di poter riuscire a sconfiggere gli avversari prima del previsto sopraggiungere dell'Armata dell'Ohio di Buell. Le linee di battaglia si fecero però presto assai confuse durante i feroci combattimenti e gli uomini di Grant si sposteranno a Nord-est verso "Pittsburg Landing", prendendo posizione su una strada leggermente affondata denominata "Hornet's Nest"

Le divisioni di Benjamin Prentiss e W.H.L. Wallace accorse forniranno il necessario tempo critico affinché la linea del fronte si stabilizzasse sotto la protezione di numerose postazioni d'artiglieria; lo stesso Wallace verrà ferito mortalmente quando la sua posizione crollerà sotto la spinta degli aggressori, mentre diversi reggimenti delle 2 divisioni saranno infine circondati e costretti alla resa. Johnston, colpito ad una gamba, morirà dissanguato mentre conduceva personalmente un attacco.

Beauregard, il suo 2° che gli succedette, giungerà a riconoscere quanto l'esercito fosse esausto per l'impegno profuso lungo l'intera giornata, decidendo pertanto di non portare per quella notte l'assalto conclusivo alla raggiunta linea unionista. Gli uomini stanchi ma ancora ben disposti e ben organizzati di Buell ed una divisione aggiuntiva dell'esercito di Grant arrivarono entro la tarda serata, contribuendo sostanzialmente a ribaltare la situazione la mattina seguente quando inizierà un contrattacco lungo l'intera linea.

Le forze confederate saranno costrette a retrocedere dall'intera area, ponendo definitivamente termine alle loro speranze di bloccare l'avanzata nel Nord del Mississippi seguendo il fiume Mississippi.

La battaglia di Shiloh si rivelerà essere la più sanguinaria dell'intera storia degli Stati Uniti d'America fino a quel momento, ma verrà superata già a settembre di quello stesso anno dalla Battaglia di Antietam, il giorno più sanguinoso della storia militare statunitense; poi l'anno seguente dalla Battaglia di Chancellorsville e, poco dopo, dai 3 gioni della Battaglia di Gettysburg, divenuta quest'ultima la più feroce di tutto il conflitto in corso.

Antefatti e piani unionisti[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro occidentale dal settembre/novembre 1861 (battaglia di Belmont) all'aprile 1862.

Dopo la perdita dei Forti nella Battaglia di Fort Henry prima e nella Battaglia di Fort Donelson poi nel mese di febbraio A. S. Johnston ritirò le sue truppe nel Tennessee occidentale, a Nord del Mississippi e nell'Alabama, per riorganizzarsi; stabilì la base del suo quartier generale a Corinth, sede di un importante snodo ferroviario (la "Memphis and Charleston Railroad") oltre che collegamento strategico tra le coste dell'Oceano Atlantico e il fiume Mississippi. Lasciò comunque alle forze dell'Unione il libero accesso nello Stato del Tennessee meridionale e nei punti più a Sud attraverso il fiume Tennessee[16].

Ai primi di marzo il maggiore generale Henry Halleck, allora comandante del "Dipartimento del Missouri", ordinò a Grant di rimanersene a Fort Henry occupato e il 4 del mese trasformò il comando di campo della spedizione affidandolo al subordinato Charles Ferguson Smith il quale era stato recentemente promosso[17]; diversi scrittori affermano che Halleck abbia intrapreso questo passo a causa dell'animosità professionale e finanche personale che aveva nei confronti di Grant. Dovette tuttavia ripristinarlo al pieno comando, influenzato in ciò da un'inchiesta fatta aprire in proposito dal presidente Abraham Lincoln[18].

Gli ordini dati da Smith erano quelli di portare avanti delle incursioni destinate a catturare almeno danneggiare le reti ferroviarie nel Tenneessee Sud-occidentale. Le truppe del Brigadier generale William Tecumseh Sherman arrivarono da Paducah (Kentucky) per condurre una missione simile e rendere inutilizzabili le ferrovie nei pressi del passaggio della rete la quale correva parallela al fiume ad Est fino al Mississippi[19].

Halleck ordinò quindi a Grant di far avanzare il proprio esercito nel Tenneessee occidentale per operare un'invasione al di là del fiume Tennessee; lasciato quindi Fort Henry si dirigerà a monte raggiungendo Savannah (Tennessee) il giorno 14 e stabilendo il suo quartier generale sulla riva orientale. Le truppe aprirono il campo un po' più lontano, a cira 4 miglia di distanza; 5 divisioni a Pittsburg Landing e una 6° a Crump's Landing, attendendo i rinforzi[20].

Nel frattempo il comando di Hlleck fu ampliato attraverso il consolidamento delle armate i Grant e Buell e ribattezzato "Dipartimento del Mississippi"; col l'esercito dell'Ohio di quest'ultimo sotto il suo comando gli ordinò di concentrarsi con Grant a Savannah[21]. Buell iniziò così una marcia con gran parte delle sue forze da Nashville dirigendosi a Sud-ovest. Halleck intendeva assumere la guida del campo di persona e dirigere entrambi gli eserciti a Sud per poter conquistare in un'offensiva congiunta Corinth, laddove la "Mobile and Ohio Railroad" che collegava Mobile (Alabama) al fiume Ohio s'intersecava con la "Memphis and Charleston Railroad"[22].

La ferrovia rappresentava una linea di rifornimento vitale che collegava la vallata del fiume Mississippi prima a Memphis e poi anche a Richmond (Virginia); impadronirsene diveniva perciò una questione di primaria importanza[23].

Grant era riuscito a guadagnarsi una certa reputazione per aver seguito i propri piani d'azione anziché subire quelli del nemico; il suo accampamento a Pittsburg Landing dimostrava in modo evidente la sua mancanza di preoccupazione. L'esercito era disseminato nei bivacchi, molti dei quali intorno alla Chiesetta di Shiloh, mentre aspettava l'arrivo di Buell compiendo esercitazioni, senza però essersi trincerato o aver adottato alcuna misura di difesa passiva.

Forze in campo e movimenti iniziali[modifica | modifica wikitesto]

Unione[modifica | modifica wikitesto]

Comando unionista
Forze unioniste presenti a Shiloh.
L'Artiglieria unionista in attesa a Shiloh.

Armata del Tennessee[modifica | modifica wikitesto]

L'Armata del Tennessee del Maggior generale Ulysses S. Grant, composta da 44.895 uomini[11][24], consisteva in 6 divisioni:

Comandanti di Divisione
(Army of the Tennessee)

Delle 6 divisioni accampate sul lato occidentale del fiume Tennessee all'inizio di aprile solo la 3° si trovava a "Crump's Landing"; il resto si trovava accquartierato più a Sud (a monte) a "Pittsburg Landing". Grant si guadagnò una discreta reputazione per essere maggirmente preoccupato di realizzare suoi piani che di sventare quelli del nemico[26]; il suo accampamento a Pittsburg mostrò la mancanza più consequenziale di tale preoccupazione.

La "Shiloh Church" nel 2006, facente parte dello "Shiloh National Military Park". Fu battezzata con questo nome in memoria di Silo, una città biblica che serviva come capitale dell'antico Regno di Israele. L'edificio originale non sopravvisse alla battaglia; l'attuale struttura è una ricostruzione eretta nel 2003 dall'organizzazione "Sons of Confederate Veterans" del Tennessee[27].

L'esercito era sparso in stile bivacco, con molti dei suoi uomini che circondavano un piccolo quartier generale provvisorio stabilitosi all'interno di una capanna di tronchi chiamata "Shiloh Church" (Silo era una città biblica che serviva come capitale dell'antico Regno di Israele), passando il tempo in attesa dell'esercito di Buell con esercitazioni per le numerose truppe di cadetti senza stabilire alcun trinceramento o altre significative misure difensive.

Nelle sue memorie il Generale reagirà alla critica mossagli a riguardo della sua mancanza di misure preventive: "le truppe, sia ufficiali che soldati, avevano bisogno di disciplina e esercitazioni più di quanto potessero sperimentare con il piccone, la pala e l'ascia... sottoposto a tutte queste circostanze ho concluso che esercitazioni e disciplina valevano di più per i nostri uomini che le stesse fortificazioni"[28].

La divisione di Lew Wallace stazionava 8 km a valle (a Nord) da Pittsburg - a "Crump's Landing" - una posizione destinata ad impedire il collocamento delle artiglierie fluviali confederate, per proteggere la strada che collegava l'approdo di Crump a "Bethel Station" oltre che per coprire il fianco destro dell'esercito dell'Unione. Inoltre le truppe di Wallace potevano anche tenere sotto controllo ed eventualmente colpire la linea ferroviaria che collegava la stazione di Bethel a Corinth (sede di partenza dell'imminente assalto confederato e del seguente assedio di Corinth), posta a circa 32 km a Sud[29].

Stato maggiore e quartiere generale

Fonti:[31][32]

Foto del Colonnello Marcellus Monroe Crocker.
Foto del Luogotenente colonnello Augustus Louis Chetlain.
Foto del Brigadier generale John McArthur.
Foto del Colonnello Morgan Lewis Smith.
Foto del Colonnello George Francis McGinnis.
Foto del Colonnello Alvin Peterson Hovey.
Foto del Luogotenente colonnello Manning Force.
Foto del Colonnello Mortimer Dormer Leggett.
Foto del Brigadier generale Jacob Gartner Lauman.
Foto del Capitano Madison Miner Walden.
Foto del Luogotenente colonnello Frans Oscar Malmborg.
Foto del Luogotenente colonnello Americus Vespucius Rice.
Foto del Colonnello David Moore.
Foto del Capitano Andrew Hickenlooper.
Divisioni Brigate Reggimento e Altri

1ª Divisione
     Maggior generale John A. McClernand

1ª Brigata
Morto in combattimento-104, Wounded in action-467, Missing in action-9 = 580


   Colonnello Abraham M. Hare (ferito)
   Colonnello Marcellus Monroe Crocker

  • 8th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Capitano James M. Ashmore (ferito),
    Capitano William H. Harvey (ucciso),
    Capitano Robert H. Sturgess Morti in combattimento-30, Wounded in action-91
  • 18th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Maggiore Samuel Eaton (ferito/morto),
    Capitano Daniel H. Brush (ferito),
    Capitano William J. Dillon (ferito)
    Capitano J. J. Anderson Morti in combattimento-17, Wounded in action-68
  • 11th Iowa Volunteer Infantry Regiment: Luogtenente colonnello William Hall (ferito) Morti in combattimento-33, Wounded in action-160, Prigionieri di guerra o dispersi in azione-1[33]
  • 13th Iowa Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Marcellus M. Crocker Morti in combattimento-20, Wounded in action-139, Prigionieri di guerra o dispersi in azione-3[34]
  • Battery "D", 2nd Regiment Illinois Volunteer Light Artillery (6 James R): Capitano James P. Timmony Morti in combattimento-4, Wounded in action-9
2ª Brigata
Morti in combattimento-80, Wounded in action-475, Missing in action-30 = 583


   Colonnello Charles Carroll Marsh

  • 11th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Thomas Edwin Greenfield Ransom (ferito),
    Maggiore Garrett Nevins (ferito),
    Capitano L. D. Waddell Morti in combattimento-17, Wounded in action-69
  • 20th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Evan Richards (ferito),
    Maggiore F. A. Bartleson (ferito),
    Capitano O. Frisbie Morti in combattimento-22, Wounded in action-107
  • 45th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello John Eugene Smith Morti in combattimento-23, Wounded in action-187
  • 48th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Isham Nicholas Haynie (ferito),
    Luogotenente colonnello William W. Sanford (ferito),
    Maggiore M. Mayfield Morti in combattimento-18, Wounded in action-112
3ª Brigata
Morti in combattimento-96, Wounded in action-393, Missing in action-46 = 535


   Colonnello Julius Raith (ferito/morto)
   Luogotenente colonnello Enos P. Wood

  • 17th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Enos P. Wood,
    Maggiore Francis M. Smith Morti in combattimento-15, Wounded in action-118
  • 29th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Charles M. Ferrell Morti in combattimento-12, Wounded in action-73
  • 43rd Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Adolph Englemann Morti in combattimento-50, Wounded in action-118
  • 49th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Phineas Pease (ferito) Morti in combattimento-19, Wounded in action-83
  • Independent Illinois Volunteer Cavalry Companies (Carmichael):
    Capitano Eagleton Carmichael
Non componenti di brigata
Morti in combattimento-5, Wounded in action-35, Missing in action-0 = 40
  • Stewart's Independent Cavalry Battalion: Luogotenente Ezra King Morti in combattimento-0, Wounded in action-3
  • Battery "D", 1st Regiment Illinois Volunteer Light Artillery (4 24 lb how): Capitano Edward McAllister (ferito) Morti in combattimento-1, Wounded in action-4
  • Battery "E", 2nd Regiment Illinois Volunteer Light Artillery (2 6lb SB, 2 12lb how): Luogotenente George L. Nispel
  • 14th Ohio Battery (4 6 lb Wiard R, 2 12 lb Wiard R): Capitano Jerome B. Burrows (ferito) Morti in combattimento-4, Wounded in action-25

2ª Divisione
     Brigadier generale W.H.L. Wallace (ferito/morto)
     Colonnello James Madison Tuttle

1ª Brigata
Morti in combattimento-39, Wounded in action-143, Missing in action-676 = 858


   Colonnello James M. Tuttle
   Luogotenente colonnello James Baker

  • 2nd Iowa Regiment: Luootenente colonnello James Baker Morti in combattimento-8, Wounded in action-60, Prigionieri di guerra o dispersi in azione-4[34]
  • 7th Iowa Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello James C. Parrott Morti in combattimento-10, Wounded in action-17, Prigionieri di guerra o dispersi in azione-6[34]
  • 12th Iowa Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Joseph J. Woods (ferito/catturato),
    Capitano S. R. Edgington (catturato) Morti in combattimento-12, Wounded in action-37, Prigionieri di guerra o dispersi in azione-320[34]
  • 14th Iowa Volunteer Infantry Regiment: Colonnello William T. Shaw Morti in combattimento-9, Wounded in action-28, Prigionieri di guerra o dispersi in azione-126[34]
2ª Brigata
Morti in combattimento-99, Wounded in action-470, Missing in action-11 = 580


   Brigadier generale John McArthur (ferito)
   Colonnello Thomas Morton

  • 9th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello August Mersy Morti in combattimento-61, Wounded in action-281
  • 12th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Augustus Louis Chetlain,
    Capitano James R. Hugunin Morti in combattimento-22, Wounded in action-71
  • 81st Ohio Infantry: Colonnello Thomas Morton Morti in combattimento-4, Wounded in action-17
  • 22nd Ohio Infantry (13th Missouri): Colonnello Crafts J. Wright Morti in combattimento-10, Wounded in action-67
  • 66th Illinois Volunteer Infantry Regiment-Birge's Western Sharpshooters (14th Missouri): Colonnello B. S. Compton (15th Missouri) Morti in combattimento-2, Wounded in action-6
3ª Brigata
Morti in combattimento-127, Wounded in action-501, Missing in action-619 = 1.247


   Colonnello Thomas William Sweeny (ferito)
   Colonnello Silas D. Baldwin

  • 8th Iowa Volunteer Infantry Regiment: Colonnello James L. Geddes Morti in combattimento-34, Wounded in action-112, Prigionieri di guerra o dispersi in azione-370[34]
  • 7th Illinois Volunteer Regiment|7th Illinois: Maggiore Richard Rowett Morti in combattimento-17, Wounded in action-79
  • 50th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Moses M. Bane (ferito), Capitano T. W. Gaines Morti in combattimento-12, Wounded in action-66
  • 52nd Illinois Volunteer Infantry Regiment: Maggiore Henry Stark,
    Capitano E. A. Bowen Morti in combattimento-23, Wounded in action-120
  • 57th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Silas D. Baldwin,
    Capitano G. A. Busse Morti in combattimento-25, Wounded in action-103
  • 58th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello William F. Lynch Morti in combattimento-20, Wounded in action-39
Non componenti di brigata
Morti n combattimento-1, Wounded in action-5, Missing in action-0 = 6
  • Company C, 2nd U.S. Cavalry: Luogotenente James Powell
  • Company I, 4th Cavalry Regiment: Luogotenente James Powell
  • 2nd Regiment Illinois Volunteer Cavalry (Compagnia A): Capitano John Ritter Hotaling
  • 2nd Illinois Cavalry (Compagnia B): Capitano Thomas J. Larison
  • Battery "A", 1st Regiment Illinois Volunteer Light Artillery (4 6 lb SB, 2 12 lb how): Luogotenente Peter P. Wood Morti in combattimento-4, Wounded in action-26
  • Battery D, 1st Missouri Light Artillery (4 20 lb Parrott R): Capitano Henry Richardson Morti in combattimento-0, Wounded in action-6
  • Battery H, 1st Missouri Light Artillery (2 20 lb, 2 10 lb Parrott R): Capitano Frederick Welker Morti in combattimento-0, Wounded in action-17
  • Battery K, 1st Missouri Light Artillery (4 10 lb Parrott R): Capitano George H. Stone Morti in combattimento-0, Wounded in action-4

3ª Divisione
     Maggior generale Lew Wallace

1ª Brigata
Morti in combattimento-18, Wounded in action-114, Missing in action-0 = 132


   Colonnello Morgan Lewis Smith

  • 8th Missouri Volunteer Infantry: Luogotenente colonnello James Peckham
  • 11th Indiana Volunteer Infantry Regiment: Colonnello George Francis McGinnis Morti in combattimento-11, Wounded in action-51
  • 24th Indiana Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Alvin Peterson Hovey Morti in combattimento-6, Wounded in action-45
2ª Brigata
Morti in combattimento-20, Wounded in action-99, Missing in action-3 = 122


   Colonnello John Milton Thayer

  • 1st Regiment Nebraska Volunteer Infantry: Luogotenente coloonello William D. McCord
  • 23rd Indiana Volunteer Infantry Regiment: Colonnello William L. Sanderson Morti in combattimento-7, Wounded in action-35
  • 58th Ohio Infantry: Colonnello Valentine Bausenwein Morti in combattimento-9, Wounded in action-42
  • 68th Ohio Infantry: Colonnello Samuel H. Steedman (not ingaggiato)
3ª Brigata
Morti in combattimento-2, Wounded in action-32, Missing in action-1 = 35


   Colonnello Charles Whittlesey

  • 20th Ohio Infantry: Luogotenente colonnello Manning Force
  • 56th Ohio Infantry: Colonnello Peter Kinney (non ingaggiato)
  • 76th Ohio Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Charles Robert Woods Morti in combattimento-0, Wounded in action-4
  • 78th Ohio Infantry: Colonnello Mortimer Dormer Leggett Morti in combattimento-1, Wounded in action-9
Non componenti di brigata
Morti in combattimento-1, Wounded in action-6, Missing in action-0 = 7
  • Battery L, 1st Missouri Light Artillery (4 6 lb SB, 2 12lb how)
  • 9th Independent Battery Indiana Light Artillery (4 6lb SB, 2 12lb how): Luogotenente George R. Brown Morti in combattimento-1, Wounded in action-5
  • 5th Ohio Cavalry, 3º Battaglione: Maggiore Charles S. Hayes
  • 11th Regiment Illinois Volunteer Cavalry, 3º battaglione: Maggiore James F. Johnson

4ª Divisione
     Brigadier generale Stephen A. Hurlbut

1ª Brigata
Morti in combattimento-112, Wounded in action-532, Missing in action-43 = 687


   Colonnello Nelson Grosvenor Williams (ferito)
   Colonnello Isaac Campbell Pugh

  • 3rd Iowa Volunteer Infantry Regiment: Maggiore William M. Stone (catturato),
    Luogotenente George W. Crosley Morti in combattimento-23, Wounded in action-134, Prigionieri di guerra o dispersi in azione-30[35]
  • 28th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Amory K. Johnson Morti in combattimento-29, Wounded in action-211
  • 32nd Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello John Logan (ferito) Morti in combattimento-39, Wounded in action-114
  • 41st Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Isaac C. Pugh,
    Luogotenente colonnello A. Tupper (ucciso),
    Maggiore John Warner,
    Capitano John N. Hale Morti in combattimento-21, Wounded in action-73
2ª Brigata
Morti in combattimento-130, Wounded in action-492, Missing in action-8 = 630


   Colonnello James Clifford Veatch

  • 25th Regiment Indiana Infantry: Luogotenente colonnello William H. Morgan (ferito),
    Maggiore John Watson Foster
  • 14th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Cyrus Hall Morti in combattimento-35, Wounded in action-126
  • 15th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Edward F. W. Ellis (ucciso),
    Maggiore William R. Goddard (ucciso),
    Capitano Louis D. Kelley Morti in combattimento-49, Wounded in action-117
  • 46th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello John A. Davis (ferito),
    Luogotenente John J. Jones Morti in combattimento-25, Wounded in action-134
3ª Brigata
Morti in combattimento-70, Wounded in action-384, Missing in action-4 = 458


   Brigadier generale Jacob Gartner Lauman

  • 31st Regiment Indiana Infantry: Colonnello Charles Cruft (ferito),
    Luogotenente colonnello John Osborn
  • 44th Regiment Indiana Infantry: Colonnello Hugh B. Reed Morti in combattimento-24, Wounded in action-174
  • 17th Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Colonnello John H. McHenry, Jr. Morti in combattimento-18, Wounded in action-69
  • 25th Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Luogotenente colonnello Benjamin Helm Bristow Morti in combattimento-7, Wounded in action-27
Non componenti di brigata
Morti in combattimento-5, Wounded in action-33, Missing in action-56 = 97
  • 5th Ohio Cavalry, 1° & 2º battaglione: Colonnello William H. Taylor
  • 13th Ohio Battery (una parte) Morti in combattimento-1, Wounded in action-8
  • Mann's battery, Missouri Light Artillery (2 6 lb SB, 2 12lb How) Morti in combattimento-3, Wounded in action-14
  • Battery "B" 1st Regiment Michigan Light Artillery (2 6 lb SB, 4 10 lb Parrot R) Morti in combattimento-0, Wounded in action-5

5ª Divisione
     Brigadier generale William T. Sherman (ferito)

1ª Brigata
Morti in combattimento-137, Wounded in action-444, Missing in action-70 = 651


   Colonnello John Adair McDowell

  • 6th Iowa Volunteer Infantry Regiment: Capitano John W. Williams (ferito),
    Capitano Madison Miner Walden Morti in combattimento-52, Wounded in action-94, Prigionieri di guerra o dispersi in azione-37[34]
  • 46th Ohio Infantry: Colonnello Thomas Worthington Morti in combattimento-37, Wounded in action-185
  • 40th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Stephen G. Hicks (ferito),
    Luogotenente colonnello J. M. Boothe Morti in combattimento-47, Wounded in action-160
  • 6th Independent Battery Indiana Light Artillery: Capitano Frederick Behr (ucciso) Morti in combattimento-1, Wounded in action-5
2ª Brigata
Morti in combattimento-80, Wounded in action-380, Missing in action-90 = 550


   Colonnello David Stuart (ferito)
   Luogotenente colonnello Frans Oscar Malmborg[36]
   Colonnello Thomas Kilby Smith

  • 55th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello F.O. Malmborg
  • 54th Ohio Infantry: Colonnello Thomas Kilby Smith,
    Luogotenente colonnello James A. Farden Morti in combattimento-15, Wounded in action-139
  • 71st Ohio Infantry: Colonnello Rodney Mason Morti in combattimento-14, Wounded in action-44
3ª Brigata
Morti in combattimento-70, Wounded in action-221, Missing in action-65 = 356


   Colonnello Jesse Hildebrand

  • 53rd Ohio Infantry: Colonnello Jesse J. Appler,
    Luogotenente colonnello Robert A. Fulton
  • 57th Ohio Infantry: Luogotenente colonnello Americus Vespucius Rice Morti in combattimento-10, Wounded in action-72
  • 77th Ohio Infantry: Luogotenente colonnello Wills De Hass,
    Maggiore Benjamin D. Fearing Morti in combattimento-51, Wounded in action-116
4ª Brigata
Morti in combattimento-36, Wounded in action-203, Missing in action-74 = 313


   Colonnello Ralph Pomeroy Buckland

  • 48th Ohio Infantry: Colonnello Peter John Sullivan (ferito),
    Luogotenente colonnello Job R. Parker
  • 70th Ohio Infantry: Colonnello Joseph Randolph Cockerill Morti in combattimento-9, Wounded in action-57
  • 72nd Ohio Infantry: Luogotenente colonnello Herman Canfield (ucciso) Morti in combattimento-15, Wounded in action-73
Non componenti di brigata
Morti in combattimento-2, Wounded in action-28, Missing in action-0 = 30
  • 4th Regiment Illinois Volunteer Cavalry (1° & 2º battaglione): Luogotenente colonnello William McCullough Morti in combattimento-0, Wounded in action-6
  • Battery "B", 1st Regiment Illinois Volunteer Light Artillery (4 6 lb SB, 2 12 lb How): Capitano Samuel E. Barrett Morti in combattimento-1, Wounded in action-5
  • Battery "E", 1st Regiment Illinois Volunteer Light Artillery (4 James R): Capitano A. C. Waterhouse (ferito),
    Luogotenente A. E. Abbott (ferito),
    Lugotenente John A. Fitch Morti in combattimento-1, Wounded in action-17

6ª Divisione
     Brigadier generale Benjamin M. Prentiss (catturato)

1ª Brigata
Morti in combattimento-113, Wounded in action-372, Missing in action-263 = 721


   Colonnello Everett Peabody (ucciso)
   Colonnello John L. Doran[37]

  • 21st Missouri Volunteer Infantry: Colonnello David Moore (ferito),
    Luogotenente colonnello Humphrey M. Woodyard
  • 25th Missouri Volunteer Infantry: Luogotenente colonnello Robert Thompson Van Horn Morti in combattimento-28, Wounded in action-84
  • 16th Wisconsin Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Benjamin Allen (ferito) Morti in combattimento-40, Wounded in action-188
  • 12th Michigan Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Francis Quinn Morti in combattimento-27, Wounded in action-54[38]
2ª Brigata
Morti in combattimento-44, Wounded in action-228, Missing in action-178 = 450


   Colonnello Madison Miller (catturato)

  • 18th Missouri Volunteer Infantry: Luogotenente colonnello Issac V. Pratt
  • 61st Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Jacob Fry Morti in combattimento-12, Wounded in action-42
  • 16th Iowa Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Alexander Chambers (ferito),
    Luogotenente colonnello Addison H. Sanders Morti in combattimento-17, Wounded in action-101, Prigionieri di guerra o dispersi in azione-13[34]
Non componenti di brigata
Morti in combattimento-78, Wounded in action-328, Missing in action-592 = 998
  • 11th Regiment Illinois Volunteer Cavalry: Colonnello Robert G. Ingersoll Morti in combattimento-3, Wounded in action-3
  • 15th Iowa Volunteer Infantry Regiment:Colonnello Hugh Thompson Reid (ferito) Morti in combattimento-21, Wounded in action-156, Prigioneri di guerra o dispersi in azione-8[34]
  • 3rd Ohio Battery: Capitano William S. Williams
  • 5th Ohio Battery: Capitano Andrew Hickenlooper Morti in combattimento-1, Wounded in action-19
  • 1st Minnesota Light Artillery Battery (2 12 lb How, 4 James R) Morti in combattimento-3, Wounded in action-8
  • 23rd Missouri Volunteer Infantry: Colonnello Jacob T. Tindall (ucciso),
    Luogotenente colonnello Quin Morton (catturato) Morti in combattimento-27, Wounded in action-59
  • 18th Wisconsin Volunteer Infantry Regiment: Colonnello James S. Alban (ucciso),
    Lugotenente colonnello Samuel Wootton Beall (ferito),
    Maggiore Josiah W. Crane (ucciso) Morti in combattimento-23, Wounded in action-83
Truppe non inquadrate
Morti in combattimento-39, Wounded in action-159, Missing in action-17 = 215
  • 15th Michigan Volunteer Infantry Regiment: Colonnello John M. Oliver (temporaneamente assegnato alla 4ª Brigata, Army of the Ohio)
  • 14th Wisconsin Volunteer Infantry Regiment: Colonnello David E. Wood Morti in combattimento-16, Wounded in action-74
  • 8th Ohio Battery (6 30 lb Parrott R): Capitano Louis Markgraf Morti in combattimento-0, Wounded in action-3
  • Battery "H", 1st Regiment Illinois Volunteer Light Artillery (4 20 lb Parrott R): Capitano Axel Silversparre
  • Battery I, 1st Illinois Light Artillery (4 6 lb James R): Capitano Edward Bouton
  • Battery L, 1st Illinois Light Artillery (6 James R)
  • Battery B, 2nd Illinois Light Artillery (5 24 lb SB): Capitano Relly Madison
  • Battery F, 2nd Illinois Light Artillery (6 6 lb SB): Capitano John Wesley Powell (ferito) Morti in combattimento-0, Wounded in action-6
Vessillo del XXIII Corps-Army of the Ohio.

Armata dell'Ohio[modifica | modifica wikitesto]

La parte dell'Armata dell'Ohio di Don C. Buell impegnata nella battaglia era composta da 4 divisioni:

Comandanti di Divisione
(Army of the Ohio)
Foto del Brigadier generale Lovell Harrison Rousseau.
Foto del Brigadier generale Jeremiah Tilford Boyle.
Foto del Colonnello William Sooy Smith.
Foto del Colonnello Edward Henry Hobson.
Foto del Colonnello Charles Garrison Harker.

Il 5 di aprile, alla vigilia della battaglia, la 1° delle divisioni di Buell sotto il comando di William "Bull" Nelson raggiunse Savannah; Grant gli ordinò di accamparsi lì invece di attraversare immediatamente il fiume. Il resto dell'esercito, ancora in marcia con solo 4 porzioni delle sue divisioni - per un totale di 17.918 uomini[39] - non raggiunse l'area in tempo per poter avere un ruolo significativo nello scontro fino al 2º giorno[40].

Le altre 3 divisioni erano guidate da Alexander M. McCook, Thomas L. Crittenden e Thomas J. Wood; quest'ultima è comparsa troppo tardi anche per essere di un qualche aiuto nel corso della 2ª giornata di combattimenti[41].

Stato maggiore e quartier generale

Divisioni Brigate Reggimenti e Altri

2ª Divisione
     Brigadier generale Alexander McDowell McCook

4ª Brigata
Morti in combattimento-28, Wounded in action-280, Missing in action-3 = 311


   Brigadier generale Lovell Harrison Rousseau

  • Regular Infantry Detachment: Maggiore John H. King
    • 15th Infantry Regiment, 1º Battaglione: Capitano Peter T. Swaine
    • 16th Infantry Regiment, 1º Battaglione: Capitano Edwin F. Townsend
    • 19th Infantry Regiment, 1º Battaglione: Maggiore Stephen D. Carpenter
  • 1st Ohio Infantry: Colonnello Benjamin F. Smith
  • 6th Regiment Indiana Infantry: Colonnello Thomas Turpin Crittenden
  • 5th Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Colonnello Harvey M. Buckley
  • 5th U.S. Light Artillery, Battery H (4 12 lb Nap, 2 10 lb Parrott R): Capitano William Rufus Terrill
5ª Brigata
Morti in combattimento-34, Wounded in action-310, Missing in action-2 = 346


   Colonnello Edward Needles Kirk (ferito)

  • 77th Pennsylvania Infantry: Colonnello Frederick S. Stumbaugh
  • 29th Regiment Indiana Infantry: Luogotenente colonnello David M. Dunn
  • 30th Regiment Indiana Infantry: Colonnello Sion S. Bass (ferito/disperso),
    Luogotenente colonnello Joseph B. Dodge,
    Maggiore Orin Hurd
  • 34th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Maggiore Charles N. Levanway (ucciso),
    Capitano H. W. Bristol
6ª Brigata
Morti in combattimento-25, Wounded in action-220, Missing in action-2 = 247


   Colonnello William H. Gibson

  • 15th Ohio Infantry: Maggiore William Wallace
  • 49th Ohio Infantry: Luogotenente colonnello Albert M. Blackman
  • 32nd Indiana Infantry Regiment: Colonnello August Willich
  • 39th Regiment Indiana Infantry: Colonnello Thomas J. Harrison

4ª Divisione
     Brigadier generale William "Bull" Nelson

10ª Brigata
Morti in cmbattimento-16, Wounded in action-106, Missing in action-8 = 130


   Colonnello Jacob Ammen

19ª Brigata
Morti in combattimento-48, Wounded in action-357, Missing in action-1 = 406


   Colonnello William B. Hazen

  • 6th Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Colonnello Walter Chiles Whitaker
  • 9th Indiana Infantry Regiment: Colonnello Gideon Curtis Moody
  • 41st Ohio Volunteer Infantry: Luogotenente colonnello George S. Mygatt
22ª Brigata
Morti in combattimento-29, Wounded in action-138, Missing in action-11 = 178


   Colonnello Sanders Dewees Bruce

  • 1st Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Colonnello David A. Enyart
  • 2nd Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Colonnello Thomas D. Sedgewick
  • 20th Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Luogotenente colonnello Charles S. Hanson
  • 2nd Regiment Indiana Cavalry: Luogotenente colonnello Edward M. McCook

5ª Divisione
     Brigadier generale Thomas L. Crittenden

11ª Brigata
Morti in combattimento-33, Wounded in action-212, Missing in action-18 = 263


   Brigadier generale Jeremiah Tilford Boyle

  • 19th Ohio Infantry: Colonnello Samuel Beatty
  • 59th Ohio Infantry: Colonnello James P. Fyffe
  • 9th Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Colonnello Benjamin C. Grider
  • 13th Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Colonnello Edward Henry Hobson
14ª Brigata
Morti in combattimento-25, Wounded in action-157, Missing in action-10 = 192


   Colonnello William Sooy Smith

  • 13th Ohio Infantry: Luogotenente colonnello Joseph G. Hawkins
  • 11th Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Colonnello Pierce B. Hawkins
  • 26th Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Luogotenente colonnello Cicero Maxwell
Non componenti di brigata
Morti in combattimento-2, Wounded in action-8, Missing in action-0 = 10
  • 3rd Regiment Kentucky Volunteer Cavalry: Colonnello James Streshly Jackson
  • Battery G, 1st Ohio Light Artillery (4 6 lb SB, 2 12 lb Wiard R): Capitano Joseph Bartlett
  • 4th U.S. Light Artillery, Battery H e 4th U.S. Light Artillery, Battery M (2 3" R, 2 12 lb How); Capitano John Mendenhall

6ª Divisione
     Brigadier generale Thomas J. Wood

20ª Brigata
Morti in combattimento-0, Wounded in action-0, Missing in action-0 = 0


   Brigadier generale James A. Garfield

  • 64th Ohio Infantry: Colonnello John Ferguson
  • 65th Ohio Infantry: Colonnello Charles Garrison Harker
  • 13th Michigan Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Michael Shoemaker
  • 51st Regiment Indiana Infantry: Colonnello Abel Delos Streight
21ª Brigata
Morti in combattimento-0, Wounded in action-4, Missing in action-0 = 4


   Colonnello George Day Wagner

  • 15th Regiment Indiana Infantry: Colonnello Gustavus A. Wood
  • 10th Regiment Indiana Infantry: Colonnello Mahlon Dickerson Manson
  • 57th Regiment Indiana Infantry: Colonnello Cyrus C. Hines
  • 24th Regiment Kentucky Volunteer Infantry: Colonnello Louis Grigsby

Confederati[modifica | modifica wikitesto]

Comando confederato
Stralcio del discorso rivolto alle truppe il giorno precedente la battaglia.

Nella lotta di domani combatteremo uomini del nostro stesso sangue, uomini occidentali, che comprendono l'uso delle armi da fuoco. La lotta sarà disperata.

P.G.T. Beauregard[42]

Dalla parte confederata Albert S. Johnston denominò la sua nuova forza "Armata del Mississippi"; durante lo scontro la corrispondenza si riferì all'esercito come all'"Armata del Mississippi", deviando dalla regola generale che solo gli eserciti dell'Unione avevano il nome di fiumi[15]. A volte verrà anche definito l'"Armata del West"; fu attivato il 5 marzo del 1862 e ribattezzato da Braxton Bragg come Armata del Tennessee a novembre.

Il 59enne Johnston era uno degli ufficiali più esperti di entrambe le parti fino a questo punto della guerra, avendo partecipato a 5 diversi conflitti per 3 differenti nazioni nel corso di una carriera militare che copriva oramai 34 anni; in un'occasione Jefferson Davis ebbe a dire che "se Johnston non è un generale, allora ciò significa che non abbiamo alcun generale"[43].

Egli concentrò quasi 55.000 uomini tutt'attorno alla città di Corinth (Mississippi), a circa 32 km a Sud-ovest delle truppe di Grant posizionate nel Landing di Pittsburg; di questi ben 40.335 partirono all'alba del 3 di aprile[3][4], sperando in tal maniera di riuscire a sorprendere l'avversario prima che Buell arrivasse per unire le sue forze. Erano organizzati in 4 grandi Corpi d'Armata, comandati da:

Comandanti di Corpo
Foto del Luogotenente colonnello Tyree Harris Bell.
Foto del Colonnello George Earl Maney.
Foto del Brigadier generale Bushrod Rust Johnson.

Fonti:[44]

Primo Corpo d'Armata[modifica | modifica wikitesto]

Maggior generale Leonidas Polk

Divisioni Brigate Reggimenti e Altri

1ª Divisione
     Brigadier generale Charles Clark (ferito)
     Brigadier generale Alexander P. Stewart

1ª Brigata


   Colonnello Robert M. Russell

  • 11th Louisiana: Colonnello Samuel F. Marks (ferito),
    Luogotenente colonnello Robert H. Barrow
  • 12th Tennessee Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Tyree Harris Bell,
    Maggiore Robert Porter Caldwell
  • 13th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Alfred Jefferson Vaughan
  • 22nd Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Thomas J. Freeman (ferito),
    Luogotenente colonnello Francis M. Stewart (ferito),
    Maggiore Lipscomb P. McMurry
  • Tennessee Battery: Capitano Smith P. Bankhead
2ª Brigata


   Brigadier generale Alexander Peter Stewart

  • 13th Arkansas Infantry Regiment: Colonnello James Camp Tappan, Luogotenente colonnello A. D. Grayson (ucciso), Maggiore James A. McNeely (ferito)
  • 4th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Rufus P. Neely, Luogotenente Otho French Strahl
  • 5th Tennessee Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Calvin Davenport Venable
  • 33rd Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Alexander William Campbell
  • Mississippi Battery: Capitano Thomas J. Stanford

2ª Divisione
    Brigadier generale Benjamin F. Cheatham (ferito)
    Brigadier generale Bushrod Rust Johnson (ferito)

1ª Brigata


    Brigadier generale Bushrod R. Johnson
    Colonnello Preston Smith (ferito)

  • Blythe's Mississippi: Colonnello A. K. Blythe (ucciso),
    Luogotenente colonnello David L. Herron (ucciso),
    Maggiore James Moore
  • 2nd (Walker's) Tennessee: Colonnello Joseph Knox Walker
  • 15th Tennessee Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Robert Charles Tyler (ferito),
    Maggiore John F. Hearn
  • 154th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Preston Smith,
    Luogotenente colonnello Marcus Joseph Wright
  • Tennessee battery: Capitano Marshall T. Polk (ferito)
2ª Brigata


   Colonnello William H. Stephens
   Colonnello George Maney[45]

  • 7th Kentucky Infantry: Colonnello Charles Wickliffe (ferito/morto),
    Luogotenente William D. Lannom
  • 1st Tennessee (battaglione): Colonnello George Earl Maney,
    Maggiore Hume R. Feild
  • 6th Tennessee Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Timothy P. Jones,
    Colonnello William H. Stephens
  • 9th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Henry L. Douglass
  • Mississippi Battery: Capitano Melancthon Smith
Cavalleria
  • 1st Mississippi: Colonnello Andrew J. Lindsay
  • Mississippi and Alabama Battalion: Luogotenente colonnello Richard H. Brewer
Non aggregato
  • 47th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Munson Rufus Hill[46]
Foto del Colonnello Randall Lee Gibson.
Foto del Brigadier generale James Patton Anderson.
Foto del Brigadier generale Jones Mitchell Withers.

Secondo Corpo d'Armata[modifica | modifica wikitesto]

Maggior generale Braxton Bragg

  • Scorta - Alabama Cavalry: Capitano Robert W. Smith
Divisioni Brigate Reggimenti e Altri

1ª Divisione
     Brigadier generale Daniel Ruggles

1ª Brigata


   Colonnello Randall Lee Gibson

  • 1st Arkansas Infantry: Colonnello James Fleming Fagan
  • 4th Louisiana: Colonnello Henry Watkins Allen (ferito),
    Luogotenente colonnello Samuel E. Hunter
  • 13th Louisiana: Maggiore Anatole P. Avegno (ferito/morto),
    Capitano Stephen O'Leary (ferito),
    Capitano Edgar M. Dubroca
  • 19th Louisiana: Colonnello Benjamin Lewis Hodge,
    Luogotenente colonnello James M. Hollingsworth
2ª Brigata


   Brigadier generale James Patton Anderson

  • 1st Florida Infantry (Battaglione): Maggiore Thaddens A. McDonell (ferito), Capitano W. G. Poole, Capitano W. Capers Bird
  • 17th Louisiana: Luogotenente colonnello Charles Jones (ferito)
  • 20th Louisiana: Colonnello August Reichard
  • 9th Texas: Colonnello Wright A. Stanley
  • Confederate Guards Response Battalion: Maggiore Franklin H. Clack
  • Washington Louisiana Artillery (Battaglione), 5ª Compagnia: Capitano W. Irwin Hodgson
3ª Brigata


   Colonnello Preston Pond

  • 16th Louisiana: Maggiore Daniel Gober
  • 18th Louisiana: Colonnello Alfred Mouton (ferito),
    Luogotenente colonnello Alfred Roman
  • Crescent (Louisiana) Regiment: Colonnello Marshall J. Smith
  • Orleans Guard Battalion: Maggiore Leon Querouze (ferito)
  • 38th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Robert F. Looney
  • Alabama Battery: Capitano William H. Ketchum
Cavalleria
  • Alabama Battalion: Capitano Thomas F. Jenkins

2ª Divisione
     Brigadier generale Jones Mitchell Withers

1ª Brigata


   Brigadier generale Adley Hogan Gladden (ferito/morto)
   Colonnello Daniel W. Adams (ferito)
   Colonnello Zach C. Deas (ferito)

  • 21st Alabama: Luogotenente colonnello Stewart W. Cayce,
    Maggiore Frederik Stewart
  • 22nd Regiment Alabama Infantry: Colonnello Zachariah Cantey Deas,
    Luogotenente colonnello John C. Marrast
  • 25th Alabama: Colonnello John Q. Loomis (ferito),
    Maggiore George D. Johnston
  • 50th Alabama Infantry Regiment (Coltart's):[47] Colonnello John G. Coltart (ferito),
    Luogotenente colonnello William D. Chadick
  • 1st Louisiana: Colonnello Daniel Weisiger Adams,
    Maggiore Frederick H. Farrar, Jr.
  • Alabama Battery: Capitano Felix Huston Robertson
2ª Brigata


   Brigadier generale James Ronald Chalmers

  • 5th Mississippi Infantry: Colonnello Albert E. Fant
  • 7th Mississippi: Luogotenente colonnello Hamilton Mayson
  • 9th Mississippi: Luogotenente colonnello William A. Rankin (ferito/morto),
    Maggiore F. Eugene Whitfield
  • 10th Mississippi Infantry: Colonnello Robert A. Smith
  • 52th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Benjamin J. Lea
  • Alabama Battery: Capitano Charles P. Gage
3ª Brigata


   Brigadier generale John King Jackson

  • 17th Regiment Alabama Infantry: Luogotenente colonnello Robert C. Fariss
  • 18th Alabama Infantry: Colonnello Eli Sims Shorter
  • 19th Regiment Alabama Infantry: Colonnello Joseph Wheeler
  • 2nd Texas Infantry Regiment: Colonnello John Creed Moore,
    Luogotenente colonnello William P. Rogers,
    Maggiore Hall G. Runnels
  • Georgia Battery: Capitano Isadore P. Girardey
Foto del Colonnello John Sappington Marmaduke.
Foto del Brigadier generale Patrick Ronayne Cleburne.

Terzo Corpo d'Armata[modifica | modifica wikitesto]

Maggio generale William J. Hardee (ferito)

Brigate Reggimenti e Artiglierie
1ª Brigata


   Brigadier generale Thomas C. Hindman[48]
   Colonnello Robert Glenn Shave

  • 2nd Arkansas Infantry: Colonnello Daniel Chevilette Govan,
    Maggiore Reuben F. Harvey
  • 6th Arkansas Infantry: Colonnello Alexander Travis Hawthorn
  • 7th Arkansas Infantry Regiment: Luogotenente colonnello John M. Dean (ucciso),
    Maggiore James T. Martin
  • 18th Arkansas Infantry Regiment (Marmaduke's): Colonnello John Sappington Marmaduke
  • Mississippi Battery: Capitano Charles Swett
2ª Brigata


   Brigadier generale Patrick Ronayne Cleburne

  • 15th Arkansas Infantry Regiment (Josey's): Luogotenente colonnello Archibald K. Patton (ucciso)
  • 6th Mississippi: Colonnello John J. Thornton (ferito),
    Maggiore Robert Lowry (ferito),
    Capitano W. A. Harper
  • 2nd (Bate's) Tennessee: Colonnello William Brimage Bate (ferito),
    Luogotenente colonnello David L. Goodall
  • 35th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Benjamin Jefferson Hill
  • 23rd Tennessee Infantry Regiment: Luogotenente colonnello James F. Neill (ferito)
  • 24th Tennessee Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Thomas H. Peebles
  • Trigg's Arkansas Battery: Capitano John T. Trigg
  • Helena (Arkansas) Artillery: Capitano John H. Calvert
3ª Brigata


   Brigadier generale Sterling Alexander Martin Wood (ferito)
   Colonnello William K. Patterson[49]

  • 16th Alabama: Luogotenente colonnello John W. Harris
  • 8th Arkansas Infantry Regiment: Colonnello William K. Patterson
  • 9th Arkansas Infantry Battalion: Maggiore John Herbert Kelly
  • 3rd Mississippi Battalion: Maggiore Aaron B. Hardcastle
  • 27th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Christopher H. Williams (ucciso),
    Luogotenente colonnello Blackburn H. Brown (ferito),
    Maggiore Samuel T. Love (ferito/morto)
  • 44th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Coleman A. McDaniel
  • 55th Tennessee Infantry Regiment (McKoin's):[50] Colonnello James L. McKoin
  • Mississippi Battery: Capitano William L. Harper (ferito),
    Luogotenente Putnam Darden
  • Georgia Dragoons (compagnia): Capitano Isaac W. Avery
Ritratto del Colonnello Joseph Horace Lewis.
Foto del Colonnello John Austin Wharton.

Corpo di Riserva[modifica | modifica wikitesto]

Brigadier generale John C. Breckinridge

Brigate Reggimenti e Artiglierie
1ª Brigata


   Colonnello Robert P. Trabue

  • 4th Alabama Battalion: Maggiore James M. Clifton
  • 31st Alabama: Luogotenente colonnello Montgomery Gilbreath
  • 3rd Kentucky Infantry: Luogotenente colonnello Benjamin M. Anderson (ferito)
  • 4th Kentucky Infantry: Luogotenente colonnello Andrew R. Hynes (ferito)
  • 5th Kentucky Infantry: Colonnello Thomas H. Hunt
  • 6th Kentucky Infantry: Colonnello Joseph Horace Lewis
  • Tennessee Battalion: Luogotenente colonnello James M. Crews
  • Byrne's battery (Kentucky Battery): Capitano Edward P. Byrne
  • 1st Kentucky Artillery: Capitano Robert Cobb
  • Kentucky Cavalry (squadrone): Capitano John Hunt Morgan
2ª Brigata


   Brigadier generale John Stevens Bowen (ferito)
   Colonnello John Donelson Martin

  • 9th Arkansas Infantry Regiment: Colonnello Isaac L. Dunlop
  • 10th Arkansas Infantry Regiment: Colonnello Thomas D. Merrick
  • 2nd Confederate: Colonnello John D. Martin,
    Maggiore Thomas H. Mangum
  • 1st Missouri Infantry: Colonnello Lucius L. Rich (ferito/morto)
  • Mississippi Battery: Capitano Alfred Hudson
3ª Brigata


   Colonnello Winfield S. Statham

  • 15th Mississippi: Maggiore William Felix Brantley (ferito),
    Capitano Lamkin S. Terry
  • 22nd Mississippi: Colonnello Frank Schaller (ferito),
    Luogotenente colonnello Charles S. Nelms (ferito/morto),
    Maggiore James S. Prestidge
  • 19th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello David H. Cummings
  • 20th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello Joel Allen Battle (ferito/catturato),
    Luogotenente colonnello Moscow B. Carter
  • 28th Tennessee Infantry Regiment: Colonnello John P. Murray
  • 45th Tennessee Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Ephraim F. Lytle
  • Tennessee Battery: Capitano Arthur M. Rutledge

Non aggregati[modifica | modifica wikitesto]

Brigate Reggimenti e Artiglierie
Cavalleria
Artiglieria
  • 3rd Arkansas Light Artillery (Jackson): Capitano George T. Hubbard
  • Tennessee Battery: Capitano Hugh L. W. McClung
Disposizione delle forze in campo.

Comparazione tra gli eserciti[modifica | modifica wikitesto]

Alla vigilia della battaglia le armate contrapposte erano di dimensioni comparabili, ma i confederati erano scarsamente armati e con vecchie dotazioni, compresi fucili a pompa, fucili da caccia, pistole di piccolo calibro, fucili ad avancarica a pietra focaia e persino qualche picca; tuttavia alcuni reggimenti come la 6a e la 7ª fanteria del Kentucky possedevano fucili Pattern 1853 Enfield[51]. Le truppe si approssimarono con pochissima esperienza diretta di combattimento; gli uomini di Braxton Bragg provenienti da Pensacola e Mobile risultavano invece i più allenati.

L'esercito di Grant comprendeva 32 dei 62 reggimenti di fanteria che avevano già avuto esperienza di combattimento a Fort Donelson; una buona metà delle sue batterie di artiglieria e la maggior parte della sua cavalleria erano anch'esse composte da veterani[52].

Primi movimenti militari.

Piano di Johnston[modifica | modifica wikitesto]

Johnston aveva chiamato le sue forze sparpagliate Armata confederata del Mississippi; egli concentrò quasi 55.000 uomini attorno a Corinth, circa 20 miglia a Sud-est delle posizioni di Grant.

Il 3 di aprile lasciò la cittadina con quasi 44.000 effettivi, sperando di cogliere di sorpresa Grant prima che l'arrivo di Buell creasse una forza combinata dei due eserciti. Il piano era quello di attaccare il fianco sinistro di Grant, di separare l'esercito unionista dalle cannoniere d'appoggio (che consentivano ai soldati una via di ritirata) attraccate sul fiume Tennessee e chiudergli quella via di ritirata, spingendolo quindi verso ponente nelle paludi dello Snake Creek e dell'Owl Creek, dove avrebbe potuto con estrema facilità venire distrutto.

L'attacco era stato originariamente programmato per il 4 di aprile, ma l'avanzata dovette essere procrastinata di 48 ore a causa di una forte tempesta di pioggia che trasformò le strade in una marea di fanghiglia, facendo sì che alcune unità si perdessero nei boschi circostanti e costringendone altre a fermarsi di fronte agli ostacoli sorti davanti al loro cammino. I Sudisti finiranno con l'impiegare 3 giorni interi per spostare l'esercito di sole 23 miglia[53].

Questo imprevisto rappresenterà una battuta d'arresto significativa per il prosieguo delle operazioni in quanto l'assalto avrebbe dovuto prendere il via quando l'esercito di Buell si trovava ancora troppo lontano per poter essere del minimo aiuto a Grant; il giorno 6 invece esso si trovava oramai a portata di mano e in grado di portare soccorso già nel corso della seconda giornata[54].

Il naviglio dei trasporti unionisti sulle sponde del fiume Tennessee.

Inoltre il ritardo lascerà i confederati disperatamente a corto di razioni di riserva; alle truppe ne erano state consegnate per 5 giorni poco prima di lasciare Corinth, ma l'incapacità di conservare adeguatamente il cibo ed il ritardo occorso lascerà la maggior parte dell'esercito completamente scoperto sul fronte alimentare nel momento in cui la battaglia ebbe luogo. Durante la marcia di avvicinamento inoltre si verificheranno diverse schermaglie minori con gli avamposti dei volontari dell'Unione ed entrambe le parti faranno dei prigionieri[55].

Infine la maggior parte dell'armata non riuscirà a mantenere la corretta disciplina del silenzio mentre si stava preparando all'attacco. Situati a poche miglia dagli avversari i soldati secessionisti faranno solitamente risuonare le loro trombe, battere i tamburi e persino scaricare i moschetti a caccia di selvaggina[53]; di conseguenza Beauregard temette seriamente che l'elemento sorpresa fosse andato oramai irrimediabilmente perduto e raccomandò un pronto dietrofront, credendo che quando lo scontro avesse avuto inizio avrebbero dovuto affrontare un nemico "trinceratosi fino al di sopra degli occhi"[56].

Era anche preoccupato per la mancanza di razioni, temendo che se l'esercito fosse entrato in un impegno prolungato le loro magre scorte alimentari rimanenti non sarebbero state in grado di sostenerlo. Ma Johnston si rifiuterà ancora una volta di prendere in considerazione l'idea della ritirata[57]; assumerà invece la decisione di attaccare, affermando: "li avrei combattuti anche se fossero stati un milione"[58].

Nonostante la ben fondata preoccupazione di Beauregard la maggior parte delle forze dell'Unione non sentì l'avvicinarsi dell'esercito in marcia e non era a conoscenza neppure dei campi nemici a meno di 4,8 km di distanza[59].

Battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Localizzazione della Contea di Hardin (Tennessee), dove si svolse la battaglia.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ulysses S. Grant § Battaglia di Shiloh e sue conseguenze.

Primo attacco mattutino confederato[modifica | modifica wikitesto]

Poco prima delle 6 del mattino di domenica 6 aprile l'Armata di Johnston fu disposta in campo, a cavallo della strada conducente a Corinth. Di fatto l'esercito aveva passato l'intera nottata a bivaccare in ordine di battaglia entro un raggio di 3,2 km dal campo unionista nei pressi del quartier generale di Sherman posto a "Shiloh Church"[60] e sfuggendo del tutto all'attenzione degli avversari.

Nonostante i numerosi contatti costituiti da scaramucce di ben poco conto e il fallimento nel mantenere la corretta disciplina del silenzio nei giorni precedenti l'accacco confederato scagliato alle prime luci dell'alba riuscirà a realizzare in pieno la propria intenzione: ottenere una completa sorpresa. La manovra di avvicinamento colse gli unionisti totalmente impreparati sia da un punto di vista tattico che strategico. Grant avrebbe desiderato evitare grandi scontri aperti almeno fino al completamento del collegamento con l'Armata di Buell.

Il corso del fiume Tennesse.

Non vennero pertanto mandati in avanscoperta né esploratori né tantomeno pattuglie regolari e non vi era alcuna postazione di vedetta installata per poter eventualmente allertare le unità, talmente preoccupati erano gli ufficiali che questi movimenti potessero scatenare una battaglia ad ampio raggio prima del sopraggiungere di Buell con i rinforzi che si trovavano ancora in fase di completamento nell'attraversamento del fiume Tennesse[61].

In concreto l'esercito nordista non si era preparato per un precoce avvistamento del nemico. Grant telegrafò un messaggio ad Henry Halleck nella notte del 5 affermando: "credo che vi siano assai scarse possibilità che un attacco generale possa essere scatenato contro di noi, ma sarò in ogni caso preparato nel caso qualcosa di simile dovesse avvenire"[62].

Sfortunatamente per lui la preparazione sul campo era stata ampiamente sovrastimata; Sherman, il comandante informale più anziano di Grant a "Pittsburg Landing", rifiutò di credere che i Confederati fossero dotati da qualche parte nelle vicinanze di una grossa forza d'assalto; egli non dette alcun credito alla possibilità di un attacco portato dal Sud, attendendosi invece che Johnston avrebbe semmai cercato di colpire dalla direzione di Purdy, ossia da Ovest.

Sherman avrebbe presto saputo che qualcosa stava avvenendo. Quando il colonnello Jesse Josiah Appler della "53rd Ohio Infantry" lo avvertì che un attacco era invero imminente il generale gli rispose rabbiosamente: "conduci pure il tuo dannato reggimento fino in Ohio, qui i confederati più vicini sono quelli che si trovano all'altezza di Corinth"[62].

Foto del Colonnello Everett Peabody, caduto sul campo.

Già verso le 3 di notte Everett Peabody, comandante della 1ª brigata di Prentiss manderà a pattugliare 2.500 fanti della "25th Missouri e della 12th Michigan in un'operazione di ricognizione ed esplorazione in avanti, del tutto convinto che i costanti rapporti sui contatti degli ultimi giorni avvenuti con i nemici significassero la forte possibilità di una grande forza nemica presente nell'area circostante; sotto la guida del Maggiore James Edwin Powell essa incontrò il fuoco dei confederati i quali si dileguarono subito dopo in mezzo alla fitta boscaglia circostante[58].

Nella primissima mattinata - non più tardi delle 5:15 - s'imbatteranno in avamposti avversari presidiati dal 3rd Mississippi Battalion e per circa un'ora continuò un vivace scambio di colpi; l'animato combattimento che ne seguì avrebbe potuto aiutare alquanto le meglio posizionate truppe unioniste ma il comando dell'esercito federale quella mattina sembrava ancora del tutto assopito[63].

Giunsero sia messaggeri che rimbombi di arma da fuoco i quali finiranno con l'allertare le truppe unioniste più vicine che verranno in tal modo a formare le posizioni della linea di battaglia appena poco prima che i Sudisti fossero in grado di raggiungerli. Il comando generale non si era tuttavia preparato nella maniera adeguata per un attacco ai loro campi[64].

Quando Prentiss venne a sapere che Peabody aveva mandato fuori una pattuglia senza aver avuto la sua preventiva autorizzazione ne rimase oltremodo oltraggiato ed accuso il colonnello di star provocando uno scontro di vaste proporzioni violando così palesemente gli espliciti ordini di Grant; presto però cominciò a rendersi conto che stava affrontando un assalto da parte di un'intera Armata e si affrettò quindi a predisporre i propri uomini alla difesa delle postazioni acquisite[65].

Movimenti dell'assalto drante la mattinata del 6 aprile.

Alle ore 9 le forze dell'Unione a "Pittsburg Landing" si trovavano o già impegnate direttamente o comunque in movimento verso la prima linea[66]; sia Peabody che Powell rimarranno uccisi nel corso degli scontri che ne seguirono.

Lo schieramento confuso e il non allineamento delle truppe confederate contribuì a ridurre l'efficacia dell'attacco, dal momento che né Johnston né Beauregard avevano un piano di battaglia preordinato e unificato. In precedenza il comandante Sudista aveva fatto telegrafare al Presidente degli Stati Confederati d'America Jefferson Davis la propria idea di battaglia: "Polk a sinistra, Bragg al centro, Hardee a destra, Breckinridge in riserva""[67].

La sua strategia sarebbe stata quella di enfatizzare l'attacco sul fianco destro per impedire che l'Union Army potesse raggiungere indenne il fiume, la sua linea di rifornimento e di conseguenza anche la via di ritirata; Johnston istruì Beauregard di trattenersi nella retroguardia e da lì dirigere uomini e rifornimenti a seconda delle necessità del caso; mentre egli si premuniva di cavalcare in direzione della prima linea per poter guidare direttamente gli uomini sul fronte di battaglia[68].

Questa decisione di fatto condusse alla cessione del controllo dei movimenti tattici allo stesso Beauregard il quale aveva un concetto fondamentalmente diverso di essi: molto semplicemente attaccare in 3 ondate ripetutamente fino a spingere gli unionisti verso Est e indietro fino al fiume; ma vi erano forze insufficienti proprio sul fianco destro per poter avvolgere l'Armata contrapposta dalla direzione che era stata pianificata. Si afferma che Johnston verrà aspramente criticato per questo accordo con Beauregard, ma vi fu qualche giustificazione per esso in quando egli aveva molte reclute inesperte nel suo esercito che necessitavano di un forte incoraggiamento personale sul fronte[69].

I "Corpi d'Armata" di W. J. Hardee e di B. Bragg iniziarono l'attacco con le loro Divisioni disposte in una fila lunga 4,8 km e larga circa 3,2 dalla sua parte anteriore alla sua colonna posteriore[70][71]; man mano che queste unità progredivano incominciarono a mescolarsi e pertanto risulterà alquanto difficoltoso tenerle sotto stretto controllo. I comandanti dei Corpi d'assalto attaccarono in formazione di linea senza alcuna riserva e l'artiglieria non poté venire concentrata preventivamente per effettuare una breccia.

Verso le 7:30 dalla sua posizione nella zona posteriore Beauregard ordinò ai Corpi d'assalto di Polk e Breckinridge di avanzare rispettivamente a sinistra e a destra della linea, diluendone così sostanzialmente la loro efficacia. L'attacco andò quindi avanti trasformandosi in un semplice - anche se massiccio - assalto frontale condotto da una singola formazione lineare, a cui mancavano sia la profondità che il peso d'urto necessari per avere un chiaro e veloce successo; ed inoltre con una massa insufficiente di uomini per riuscire a sfondare[72].

Le unità in marcia sui terreni sconnesi non erano in grado di mantenere l'integrità della formazione, finiranno quindi col mischiarsi uniformemente con i reggimenti degli altri comandi; i generali verranno così a trovarsi nella condizione di prendere il comando delle zone del campo di battaglia puttosto che delle divisioni a loro assegnate. Sia i comandi che il pieno controllo della situazione, nel senso moderno dei termini, furono persi fin dall'inizio del primo assalto[73].

L'artiglieria unionista in azione in mezzo alla boscaglia.

Grant raduna l'Armata[modifica | modifica wikitesto]

L'assalto, nonostante le sue carenze di fondo, non fu per questo motivo meno feroce e nel fronteggiarlo alcuni dei tanti soldati non ancora perfettamente addestrati del neo-costituito esercito federale di Grant scapparono per mettersi in salvo verso il fiume; altri si batterono bene ma furono obbligati ad arretrare sotto la forte pressione esercitata contro di loro e cercarono di formare nuove linee di difesa. Molti reggimenti unionisti si frammenteranno interamente, con le compagnie e le sezioni rimaste sul campo che si aggregarono ad altri comandi[74].

Sherman, che si era rivelato assai negligente nel prepararsi all'eventualità di un attacco, divenne però presto uno dei suoi elementi più importanti; apparve ovunque lungo le sue linee ispirando le reclute a resistere e ciò nonostante le sbalorditive perdite subite su entrambi i lati. Ricevette 2 ferite minori e perdette ben 3 cavalli; lo storico James M. McPherson cita questa battaglia a riprova della svolta nella vita militare di Sherman la quale lo aiuterà a diventare nel prossimo futuro uno dei principali generali Nordisti[75].

La sua Divisione sopportò gran parte del peso dell'attacco iniziale; nonostante il pesante fuoco scagliato contro di loro - soprattutto sul fianco sinistro, che si sbriciolò letteralmente - i suoi uomini combatterono ostinatamente. Ma le truppe dell'Unione nella loro generalità perdettero lentamente terreno e ricaddero in una nuova linea posta appena dietro la "Shiloh Church"[76].

La Divisione di McClernand riuscirà a fatica a stabilizzare temporaneamente la posizione; nel complesso tuttavia le forze di Johnston operarono una solida avanzata realizzando progressi costanti fino a mezzogiorno, travolgendo le posizioni federali una alla volta ed arroccandole su se stesse[77]. Mentre i confederati avanzavano molti di loro gettarono via i moschetti a pietra focaia di cui erano dotati per impadronirsi dei fucili di miglior calibro abbandonati sul terreno dalle truppe dell'Unione in fuga[78].

Alle ore 11 l'avanzata inizierà a rallentare innanzitutto a causa della dura resistenza incontrata, ma anche per problemi disciplinari sorti quando l'esercito Sudista superò i campi federali; la vista del cibo fresco che bruciava ancora tranquillamente sui falò allestiti all'interno degli accampamenti si dimostrerà troppo allettante per le truppe affamate, cosicché molti romperanno i ranghi per mettersi a saccheggiare e depredare con il risultato di bloccare l'esercito il quale dovette rimanersene in attesa almeno fino a quando i loro ufficiali non riuscirono a rimetterli in riga[79].

Lo stesso Johnston finirà con l'essere costretto ad intervenire personalmente per aiutare a prevenire il saccheggio e riportare la propria Armata in carreggiata; dirigendosi al campo appena occupato prese una tazza di latte e annunciò: "lasciate che questa sia la mia parte del bottino per oggi", prima di far muovere nuovamente la truppa in avanti[80].

Veduta del fiume Tennessee durante gli anni di guerra in una foto di Mathew B. Brady (National Archives and Records Administration).

Grant si trovava quella mattina a circa 16 km a valle, a bordo di una cannoniera a Savannah, quando udì per la prima volta il rombo del fuoco d'artiglieria; il giorno 4 si era ferito quando il suo cavallo cadendo lo aveva travolto[81]. Si trovava pertanto in convalescenza e del tutto incapace di muoversi senza l'uso delle stampelle; ordinerà però alla Divisione di William "Bull" Nelson di marciare lungo il lato Est del fiume fino ad un punto proprio di fronte a "Pittsburg Landing", da dove avrebbe potuto facilmente venire tragettata sul campo[82].

Prese quindi il suo battello a vapore Tigress a "Crump's Landing", da dove lavorò freneticamente per trasferire sul campo i rinforzi necessari che si trovavano nelle immediate vicinanze. Diede a L. Wallace i suoi primi ordini; egli avrebbe dovuto cioè aspettare in riserva rimanendo però pronto a muoversi in qualsiasi momento[83]. Tali riserve non giungeranno peraltro rapidamente, a causa (forse) delle autonome decisioni assunte dallo stesso Wallace.

Grant procedette quindi fino a "Pittsburg Landing", giungendovi verso le 8:30; la maggior parte della giornata trascorse prima che giungessero i primi rinforzi; la divisione di Nelson giungerà verso le 17:00, mentre Wallace apparve solo attorno alle 19[84]. La lentezza esasperante del movimento di Wallace verso il campo di battaglia sarebbe diventata una questione di discussione assai controverso e un argomento di dispute particolarmente dibattute[85].

Foto di Lew Wallace.

La Divisione di Lew Wallace[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo di Wallace era stato lasciato come riserva in un luogo chiamato "Stony Lonesome", nelle retrovie della linea unionista. Tra le ore 8 e le 8:30 della mattina del giorno 6 la nave ammiraglia di Grant si fermò accanto all'imbarcazione del proprio sottoposto ormeggiata a Crump e diede ordine che la 3ª Divisione fosse pronta a muoversi in qualsiasi direzione. Wallace concentrò quindi le sue truppe a "Stoney", sebbene la sua brigata più occidentale rimanesse stanziata ad Adamsville; quindi attese ulteriori ordini, che arrivarono puntualente tra le 11 e le 11.30[86].

Il sito di "Pittsburg Landing".

Quasi immediatamente dopo la comparsa dei confederati Grant ordinerà a Wallace di muoversi con le sue unità per farle rientrare a far parte dell'Armata già schierata, una mossa che sarebbe stata a sostegno della 5ª Divisione di Sherman la quale - sottoposta al costante martellamento del nemico - si trovava accampata tutt'attorno alla "Shiloh Church" quando la battaglia ebbe inizio. Gli ordini scritti, trascritti dagli ordini verbali che Grant diede ad un aiutante di campo, sono andati irrimediabilmente perduti durante la battaglia e le controversie rimangono ancora ancora nei riguardi della loro precisa formulazione[87].

La "River Road".

Wallace più tardi si giustificherà sostenendo che vi era stata ambiguità nell'ordine di Grant, di non averne anzi affatto ricevuti mentre si trovava a "Pittsburg Landing" - nell'Ala posteriore sinistra dell'Armata - e neppure di essergli stato riferito quale strada fosse stata più consigliabile prendere. Grant in seguito affermò che gli aveva invece ordinato chiaramente di recarsi a Pittsburg attraverso la "River Road" (chiamata anche Amburgo-Savannah Road)[88].

La "Sunken Road".

Verso mezzogiorno Wallace iniziò il viaggio lungo la "Sunken Road", una via ben nota ai suoi uomini[89]. Un membro dello Stato maggiore di Grant, William Ruben Rowley, scovò Wallace tra le 14 e le 14:30 proprio su quella strada, riportando le parole di Grant che si stava chiedendo dove fosse mai andato a cacciarsi e perché non era ancora arrivato sul campo di battaglia là dove l'Armata s'era attestata, mentre la forza principale dell'Unione veniva lentamente ma inesorabilmente ricacciata all'indietro. A questo punto Wallace rimase confuso[90].

Rowley gli riferì che l'esercito era stato costretto a retrocedere, che Sherman non stava più combattendo a "Shiloh Church" ed infine che la linea di battaglia si era spostata a Nord-est verso "Pittsburg". Se Wallace avesse continuato in quella direzione si sarebbe venuto a trovare nella zona posteriore delle truppe confederate in piena avanzata[91].

Wallace dovette a questo punto compiere una scelta. Si sentiva certo di poter lanciare un valido attacco da dove era e di colpire da dietro la retroguardia confederata per raggiungere subito dopo le forze alleate più vicine; avrebbe altresì potuto invertire la sua direzione e marciare verso Pittsburg attraverso un incrocio sulla "River Road": egli sceglierà quest'ultima opzione[91][92]. Al termine della guerra sosterrà che la sua Divisione avrebbe potuto attaccare e sconfiggere i confederati se solo la sua avanzata non fosse stata interrotta[93], ma in seguito ammetterà invece che la mossa non avrebbe potuto avere alcun successo[92].

Per qualche ragione, piuttosto che riallineare i propri uomini facendoli schierare come retroguardia la quale si sarebbe in tal modo trasformata in avanguardia operante nella zona anteriore del campo, Wallace prese la decisione controversa di mantenere l'ordine originale (solo che esso era orientato in posizione diversa da quella necessaria) dirigersi frontalmente nella direzione opposta ordinando di fare dietro-front e quindi di tornare alla volta di "Stoney" con una marcia in circolo e poi ancora a "Pittsburg"[91].

Lo "Shiloh Church Cemetery" con l'artiglieria posizionata sul lato Ovest della strada per Corinth.

La mossa ritarderà ulteriormente il suo arrivo; si diresse verso Nord lungo la strada Shunpike, per poi prendere un crossover per raggiungere la "River Road" verso Est: infine si lancerà finalmente a Sud sul campo di battaglia. Prese di fatto una via diversa da quella che Grant intendeva, presentandosi alla termine del giro vizioso solo per scoprire che Sherman era stato obbligato a retrocedere e che non si trovava più lì dove Wallace pensava che fosse. Inoltre la linea della battaglia s'era spostata tanto lontano che Wallace stesso si trovò oramai alle spalle delle truppe sudiste che continuavano ad avanzare[91].

La Divisione inizierà ad arrivare sulle posizioni di Grant verso le 18:30, dopo una marcia di circa 23 km durata per 7 ore su strade estremamente accidentate e fangose; potrà schierarsi sul campo soltanto attorno alle 19[94], in un momento in cui i combattimenti - almeno per quel giorno - erano praticamente terminati. Sebbene Grant non mostrasse in quel frangente la propria disapprovazione il suo successivo giudizio nei riguardi del rapporto di battaglia di Wallace fu abbastanza negativa da danneggiare seriamente la carriera militare del generale[95].

A posteriori il comandante non ne rimase quindi per nulla soddisfatto. L'esercito di Buell infine era ancora troppo lontano per incidere od interessare l'azione quella mattina. Ai giorni nostri Wallace viene meglio ricordato per essere stato l'autore di Ben Hur[96].

La battaglia nelle ore pomeridiane.

Resistenza unionista e morte di Johnston[modifica | modifica wikitesto]

Altrove, partire dalle 9 del mattino, sulla linea principale unionista le divisioni di Prentiss e di W.H.L. Wallace forti di 2500 effettivi stabilirono e detennero una posizione denominata "Hornet's Nest" (Nido di calabroni), in un campo lungo una strada trincerata e all'interno di essa ai giorni nostri chiamata popolarmente "Via incantata", anche vi è una ben poca evidenza fisica per giustificare quel titolo[97].

I confederati ne aggredirono le postazioni frontalmente per diverse ore, anziché cercare molto più semplicemente di aggirarla (la qual cosa avrebbe avuto un maggior senso tattico e strategico), con la conseguenza che vi patirono pesanti perdite. Le stime degli storici sul numero di cariche effettuate sepratamente vanno da 8 a 14[98]; le forze dell'Unione sull'Ala destra e sinistra del "Nido" furono forzate ad indietreggiare - dal peso della continua pressione - rendendo in tal maniera la posizione di Prentiss un saliente fondamentale della resistenza attiva.

Il coordinamento interno si rivelerà assai scarso e le diverse Unità si ritirarono basandosi esclusivamente sulle decisioni prese dai singoli comandanti. La pressione da parte Sudista crebbe ancora di più a partire dal momento in cui W.H.L Wallace, comandante della più alta concentrazione di truppe nella posizione, rimase ferito mortalmente mentre tentava di condurre una fuga dall'accerchiamento confederato[99].

Foto del Brigadier generale confederato Daniel Ruggles.

I reggimenti dell'Unione furono del tutto disorganizzati tanto che le varie compagnie si disintegrarono letteralmente quando gli avversari guidati da Daniel Ruggles ammassarono fino a 62 cannoni nella Ruggles's Battery"[100], la più alta concentrazione d'artiglieria mai assemblata fino a quel momento nell'America settentrionale[101]; il loro scopo precipuo sarebbe stato quello di far saltare la linea Nordista a distanza ravvicinata: completamente circondato "Hornet's Nest" cadde dopo aver resistito per più di 7 ore. Prentiss si arrese con quel che ancora rimaneva della sua divisione[102].

Una gran parte dei sopravvissuti dell'Unione, stimati tra i 2.200 e i 2.400 uomini, furono catturati, ma il loro sacrificio concederà il tempo necessario a Grant per ristabilire una linea di difesa finale nei pressi di "Pittsburg Landing", con alle spalle solo le rive del fiume Tennessee[103]. Sul fianco destro la resistenza fu ostinata e le forze di Johnston s'impantanarono in una zuffa selvaggia attorno alla "Shiloh Church"; lungo quella giornata i confederati ripetutamente assaltarono l'Ala nemica, che cedette terreno senza però schiantarsi.

La divisione di Stephen Augustus Hurlbut alla difesa di "Peach Orchard".

Mentre ci si occupava accanitamente di espugnare "Hornet's Nest" l'Armata Sudista subirà una grave battuta d'arresto dovuta alla morte del proprio comandante generale. Albert Sidney Johnston aveva appena ricevuto un rapporto da Breckenridge informandolo che una delle sue brigate stava rifiutando gli ordini di avanzare contro le forze dell'Unione in un frutteto di pesche (Peach Orchard) come aveva predisposto[104]. Recatosi rapidamente sulla scena Johnston fu in grado di radunare gli uomini per far eseguire la carica guidandola personalmente: mentre guidava l'attacco fu colpito alla gamba destra - appena dietro al ginocchio - attorno alle 14:30 su un campo di cotone (Widow Bell's)[105].

Ritenne in un primo momento la ferita del tutto insignificante, con molta probabilità a causa di una ferita ricevuta 25 anni prima che gli aveva inflitto danni permanenti ai nervi, impedendogli di percepire l'effettiva gravità della situazione: nel 1837, nel corso un duello, Johnston era stato infatti colpito all'anca destra da un colpo di pistola, che gli aveva reciso il nervo ischiatico.[106].

Johnston continuò come se niente fosse a guidare la battaglia. Alla fine i membri del suo staff lo notarono mentre si accasciava in sella; uno di loro, il governatore del Tennessee Isham Green Harris, gli chiese se fosse ferito, al che il generale rispose: "Sì, e temo seriamente"[107].

Il Memoriale eretto sul luogo della morte di Albert Sidney Johnston.

All'inizio dello scontro il comandante confederato aveva mandato il proprio chirurgo personale a curare le truppe rimaste ferite oltre che i prigionieri "yankee", non si trovava pertanto in quel momento alcun personale medico in loco[108]. Un aiutante lo fece scendere da cavallo adagiandolo sotto un albero, per correre subito dopo alla ricerca del medico; non si curò però di stringere un laccio emostatico attorno alla gamba ferita. Prima ancora che il chirurgo potesse essere rintracciato Johnston morì per dissanguamento a causa della lacerazione dell'arteria poplitea[109].

Il presidente degli Stati Confederati d'America Jefferson Davis lo considerava il generale più capace a sua disposizione (solo dopo poco più di due mesi Robert Edward Lee cominciò ad emergere come il miglior generale sudista). Johnston fu l'ufficiale di più alto grado da entrambe le parti a morire in combattimento durante l'intera guerra civile; a questo punto Beauregard assumerà il comando, ma la sua posizione nella retroguardia - ove si affidava ai rapporti stilati sul campo dai subordinati - poteva dargli solo una vaga idea della disposizione effettiva della forze sul fronte[110].

Una visione tradizionale della battaglia sostiene che la morte di Johnston causò una pausa nei combattimenti, che privò i confederati del loro slancio e alla fine portò alla loro sconfitta in battaglia[111]; tuttavia altri affermano invece che una simile pausa era un fattore della generale disorganizzazione confederata, non della mancanza di azione di Beauregard il quale manteneva un buon senso delle disposizioni sul campo[112].

Il nuovo comandante ordinerà che il corpo del generale venisse avvolto segretamente in un telo per evitare di abbassare il morale delle truppe e far riprendere gli attacchi contro "Hornet's Nest". Quest'ultimo si rivelerà probabilmente un errore tattico poiché i fianchi dell'Unione stavano lentamente tornando a formare una linea semicircolare tutt'attorno a "Pittsburg Landing"; se Beauregard avesse invece concentrato le sue forze d'urto sulle Ali avrebbe potuto sconfiggere l'esercito avversario proprio di fronte all'approdo del fiume, quindi ridurre in successione la posizione di "Hornet's Nest" a proprio piacimento[113].

La battaglia in un'illustrazione di Currier and Ives.

Difesa accanita a Pittsburg Landing[modifica | modifica wikitesto]

I fianchi dell'Unione fuono respinti, ma nnon in modo decisivo. Hardee e Polk costrinsero Sherman e McClernand a ritirarsi in direzione di "Pittsburg Landing", lasciando esposto il fianco destro del "Hornet's Nest". Subito dopo la morte di Johnston, Breckinridge, il cui Corpo era stato di riserva, attaccò all'estrema sinistra della linea unionista, scacciando la brigata di David Stuart e aprendo potenzialmente un sentiero verso il retro dell'Unione e il fiume Tennessee.

Tuttavia i confederati si fermarono per riorganizzarsi e riprendersi dall'esaurimento e dalla disorganizzazione, poi seguirono i rimbombi delle armi verso il "Nido" perdendo così un'occasione decisiva. Dopo che "Hornet's Nest" cadde i resti della linea Nordista si stabilizzarono in un solido fronte di 5 km attorno a Pittsburg, estendendosi ad Ovest dal fiume e poi anche a Nord, lungo la "River Road", mantenendo l'approccio aperto per l'atteso - sebbene in grave ritardo - arrivo della divisione di Lew Wallace.

Sherman comandò l'Aladestra, McClernand prese il centro e sulla sinistra i resti degli uomini di W.H.L. Wallace, Stephen Augustus Hurlbut e Stuart mischiati con migliaia di ritardatari che si stavano affollando sul promontorio oltre il pianoro[114]. L'avanzata di Buell, la brigata del gruppo di William "Bull" Nelson guidata da Jacob Ammen giunse appena in tempo per essere traghettata e raggiungere così l'estremità sinistra della linea[115].

Le due cannoniere unioniste coprirono e supportarono Grant dal fiume.
La USS Lexinton.
La USS Tyler.

I sopravvissuti Nordisti si stabilizzeranno quindi in un solido fronte attorno a "Pittsburg Landing"; la linea difensiva includeva inoltre un anello di oltre 50[116] cannoni di terra più quelli navali provenienti dal fiume (posizionati sulle cannoniere USS Lexington e USS Tyler)[117]. Un'ultima carica confederata di 2 brigate dirette da Jones Mitchell Withers cercherà inutilmente di sfondare. Beauregard reclamerà un altro tentativo dopo le ore 18, quando oramai il tramonto era sopraggiunto[118]: l'oscurità venne pertanto a concludere il 1º giorno di combattimenti.

L'artiglieria navale sostenne dalle rive del Tennessee la difesa approntata da Grant. Il piano Sudista era chiaramente fallito; avevano sospinto Grant ad Est su una posizione altamente difendibile, non costringendolo a ripiegare verso Occidente nel bel mezzo della palude[119] prospiciente.

Notte tragica[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 6 aprile mise fine in modo deprimente alla prima giornata di uno dei più sanguinosi combattimenti della storia americana. A quel tempo i medici non venivano inviati sul campo di combattimento per raccogliere e curare i soldati feriti. Qui numerosi furono quelli abbandonati alla morte per emorragia o, nel caso di Shiloh, ad essere divorati vivi dagli animali selvatici. Le urla disperate dei soldati morenti potevano essere sentite negli accampamenti sia unionisti che confederati per tutta la notte: un'immagine che si sarebbe ancora una volta ripetuta alla battaglia di Passchendaele nel corso della Prima guerra mondiale.

Esausti i soldati Sudisti si accamperanno nelle tende abbandonate degli avversari. Le truppe dell'Unione furono respinte fino all'incrocio tra il fiume ("Amburgo-Savannah Road") e il "Corinth-Pittsburg Landing Roads"[120]. Intorno alle 22 si scatenerà un temporale in tutta l'area; accoppiato con il bombardamento continuo proveniente dalle cannoniere USS Lexington e USS Tyler ciò renderà la nottata un'esperienza estremamente infelice per entrambe le parti[92] in causa.

Uno dei grandi alberi di Catalpa presenti nello Shiloh National Military Park.

La situazione doveva tuttavia migliorare per le forze federali in quanto l'esercito di D.C. Buell sarebbe finalmente giunto quella notte stessa, appena in tempo per modificare l'andamento della battaglia il giorno successivo. Nelle sue Memorie stilate nel 1885, Grant descrisse la propria esperienza personale di quella "notte tragica":

« Durante la notte la pioggia cadeva a torrenti e le nostre truppe sono state esposte alla tempesta senza alcun riparo, ho posto il mio quartier generale sotto ad un albero a poche centinaia di metri dalla sponda del fiume. La caviglia era talmente gonfia per la caduta del mio cavallo il venerdì della notte precedente, e il livido era così doloroso, che non riuscivo a riposarmi.
Ma la pioggia torrenziale avrebbe precluso la possibilità di dormire anche senza questa causa addizionale. Una volta poco dopo mezzanotte, crescendomi dentro l'irrequietezza dovuta alla tempesta e al dolore continuo, tornai indietro verso l'ospedale da campo allestito in fretta e furia al di sotto di un terrapieno; tutti i feriti vi venivano trasportati. La vista di una gamba o un braccio amputati a seconda delle necessità - ed ogni cosa veniva fatta per salvare la vita o alleviare la sofferenza - diventava sempre più insopportabile, ancor più dell'incontro con il fuoco del nemico.
Sono velocemente tornato al mio albero sotto la pioggia[121] »

Un famoso aneddoto riassume l'atteggiamento risoluto di Grant nei confronti delle battute d'arresto temporanee e della sua tendenza all'azione offensiva. Qualche tempo dopo la mezzanotte Sherman lo incontrò in piedi sotto un albero, mentre si riparava dalla pioggia battente e fumando uno dei suoi oramai celebri sigari, considerando le sue perdite e pianificando l'azione per il giorno successivo. Sherman osservò: "bene, Grant, oggi abbiamo avuto il diavolo contro, no?" Egli alzò lo sguardo: "" rispose, seguito subito dopo da uno sbuffo di fumo. "Sì. Domani però lo staneremo"[122].

Il generale Grant avrebbe potuto dormire su uno dei piroscafi; preferì passare la notte in mezzo ai suoi soldati. E poiché l'unica casa di campagna sul posto era colma di feriti, si accomodò in qualche modo a bivaccare sotto la pioggia presso un grande albero[123].

Beauregard invierà un telegramma al presidente secessionista Davis annunciando una vittoria completa. Più tardi ammetterà: "pensavo di avere Grant là solo dove volevo che fosse e che avrei potuto agevolmente finirlo al mattino"[124]. Molti dei suoi uomini erano esultanti, avendo oltrepassato i campi dell'Unione e prelevato migliaia di prigionieri e tonnellate di provviste.

Grant aveva però ancora ragione ad essere ottimista: i 5.800 uomini di Lew Wallace (meno i due reggimenti che sorvegliavano le scorte al "Crump's Landing") e i 15.000 di D.C. Buell cominciarono ad arrivare quella sera. La divisione di Wallace prese una posizione sull'Ala destra e si assestò intorno all'1 di notte[125]; mentre gli uomini di Buell furono completamente sulla scena alle 4 del mattino, in tempo per invertire la tendenza il giorno seguente[126].

Lo stesso Beauregard causerà notevoli controversie storiche con la sua decisione di fermare l'assalto al crepuscolo; sia Braxton Bragg che William Preston Johnston, il figlio del comandante caduto, saranno tra coloro che si lamentarono della cosiddetta "opportunità perduta a Shiloh". Beauregard non venne in prima linea per ispezionare la forza avversaria; se ne rimase invece a "Shiloh Church"[127].

Le truppe confederate espugnano il campo base di Benjamin Prentiss.

Scarterà anche i rapporti d'intelligence consegnatigli da Nathan Bedford Forrest i quali lo informavano di ciò che si era venuti a sapere da Benjamin Prentiss (catturato come prigioniero di guerra, egli si metterà a ridere in faccia ai suoi carcerieri: "voi gentiluomini avete fatto la vostra strada oggi, ma sarà molto diverso domani. Vedrete! Buell effettuerà il bivio unendosi con Grant entro stasera e vi ricacceremo indietro dommattina"[128]); gli uomini di Buell stavano attraversando il fiume per rafforzare Grant!

Un commento confederato.

Se il nemico si scaglierà su di noi al mattino, saremo frustati all'impazzata.

Nathan Bedford Forrest a Patrick Ronayne Cleburne[129].

In difesa della sua decisione si possono addurre i seguenti fatti: le truppe di Beauregard erano semplicemente stremate; mancava poco meno di un'ora all'alba e il vantaggio dell'artiglieria di Grant era formidabile. Inoltre aveva ricevuto un messaggio inesatto da parte di Benjamin Hardin Helm (marito di Emilie Todd, la sorella di Mary Todd Lincoln) presente nell'Alabama settentrionale il quale indicava che Buell stava marciando verso Decatur (Alabama) e non in direzione di "Pittsburg Landing"[130].

Il contrattacco del 7 aprile.

Contrattacco unionista[modifica | modifica wikitesto]

Il lunedì mattina, 7 di aprile, le forze combinate unioniste assommavano oramai a più di 45.000 uomini; i comandanti confederati, che subirono fino a 8.500 vittime nel corso della 1ª giornata - anche a causa dei numerosi dispersi e disertori - non poterono disporre di più di 20.000 effettivi: Buell contesterà questa cifra doo la guerra affermando ch ve n'erano almeno 28.000[131].

I Sudisti si erano ritirati a Sud negli ex campi base di Prentiss e Sherman, mentre il Corpo d'Armata di Polk si era rinchiuso nel bivacco stabilito già il giorno 5 a 6,4 km a Sud-ovest di "Pittsburg Landing"; non si formò alcun piano su un ordine di battaglia e pochi - se non nessuno - comandi vennero riforniti di munizioni. I soldati rimasero per lo più occupati dalle necessità di trovare cibo, acqua potabile e ripari per il riposo notturno tanto indispensabile[132].

Beauregard, del tutto ignaro di trovarsi oramai in una situazione di netta inferiorità numerica, progettò di continuare nell'attacco e sospingere Grant nel fiume. Con sua estrema sorpresa però le forze unioniste cominciarono ad avanzare già dalle prime luci dell'alba; prendeva così il via un massiccio contrattacco. Grant e Buell lanciarono i loro attacchi separatamente, con un coordinamento che si verificò solo a livello divisionale; la 1° a vedere l'azione alle 5:30 fu quella di Lew Wallace, all'estrema destra dell'Ala dell'Unione[133].

Foto del Colonnello James Madison Tuttle.

Wallace proseguì nell'avanzata attraversando interamente la prima linea avversaria attorno alle 7 ed incontrando una ben scarsa resistenza; modificando la direzione e spostandosi a Sud-ovest i suoi uomini respinsero la brigata di Preston Pond. Al fianco sinistro si trovavano i sopravvissuti delle della divisione di Sherman, poi quelli di McClernand e di W.H.L. Wallace (ora sotto il comando di James Madison Tuttle); l'Armata di Buell continuò a procedere a sinistra assieme alle divisioni di "Bull" Nelson, Crittenden e McCook[134].

I difensori confederati erano così malamente mescolati che la coesione unitaria esisteva solamente al di sopra del livello delle brigate; si richiesero più di 2 ore per localizzare Polk dal suo bivacco a Sud-ovest e portare così la sua divisione sulla prima linea. Verso le 10 del mattino Beauregard era finalmente riuscito a stabilizzare il fronte con i propri comandanti posizionati da sinistra a destra: rispettivamente Bragg, Polk, Breckinridge e Hardee[132].

L'attacco unionista lanciò un'offensiva di concerto lungo l'intero fronte il cui peso, che comprendeva 25.000 truppe fresche, fu troppo forte perché i nemici potessero in un qualche modo resistere. All'interno di un boschetto nelle immediate vicinanze di "Hamburg-Purdy Road" i combattimenti risultarono talmente intensi che Sherman scriverà nel suo rapporto finale: "il più fitto fuoco di moschetto che io abbia mai sentito"[135].

Un tratto della "Hamburg-Purdy Road".

La divisione di Nelson guidò l'avanzata, seguita da presso dagli uomini di Crittenden e McCook lungo le strade di Corinth (Mississippi) e "Hamburg-Savannah Roads". Dopo pesanti combattimenti la divisione di Crittenden riconquistò l'area di "Hornet's Nest" entro la tarda mattinata, ma le sue forze assieme a quelle di Nelson furono respinte dai risoluti contrattacchi portati avanti da Breckinridge. Gli uomini di Wallace e Sherman sulla destra fecero costanti progressi, riuscendo a spingere Bragg e Polk sempre più indietro[136].

Mentre Crittenden e McCook riprendevano i loro attacchi, Breckinridge venne costretto a retrocedere; entro mezzogiorno la linea di fuoco confederata si trovava ad essere parallela alla "Hamburg-Purdy Road"[137]. Ancora nel primo pomeriggio Beauregard lancerà una serie di contrattacchi partendo dall'area della "Shiloh Church", con l'obiettivo di riprendere il controllo della via per Corinth; grazie a questi assalti la destra unionista sarà temporaneamente respinta fino a "Water Oaks Pond"[138].

Crittenden, rafforzato da Tuttle, conquistò l'incrocio delle vie di comunicazione di "Hamburg-Purdy" e "East Corinth Roads", ricacciando i confederati nei vecchi campi di Prentiss; nel contempo anche Nelson riprese l'attacco riuscendo ad occupare nel tardo pomeriggio le alture che si affacciavano su "Locust Grove Branch". L'ultimo attacco Sudista risultò prima affiancato e subito dopo respinto quando Grant fece muovere la brigata di James Clifford Veatch[139].

Ritirata confederata[modifica | modifica wikitesto]

Comprendendo che aveva definitivamente perduto l'iniziativa e che sarebbe rimasto assai presto a corto di munizioni e di vettovaglie, con più di 10.000 dei suoi uomini caduti, feriti o sbandati, Beauregard capì che non avrebbe potuto fare molto di più né spingersi oltre. Arretrò quindi dietro la "Shiloh Church", lasciando sul campo 5.000 uomini sotto il comando di Breckenridge come forza di copertura e ammassò le batterie d'artiglieria nella capanna di tronchi e sul crinale a Sud della diramazione appena al di fuori di Shiloh. Nei campi in mezzo al nulla[140].

Le forze confederate mantennero le truppe rimanenti in posizione sulla "Corinth Road" fino alle ore 17:00, poi iniziarono un ritiro ordinato in direzione Sud-ovest alla volta di Corinth; gli esausti soldati dell'Unione non le inseguiranno molto più lontano dagli originali accampamenti di Sherman e Prentiss. La divisione di Lew Wallace attraversò la boscaglia di Shiloh e avanzò per circa 3,2 km, ma non ricevette supporto da altre unità e fu alfine richiamata indietro. Tornarono ai campi di Sherman che era già buio[141]. La battaglia era finita.

Per molto tempo in seguito Grant e Buell litigarono per la decisione assunta dal 1° di non procedere ad un immediato inseguimento forzato, pur disponendo di un'altra ora buona di luce rimanente; Grant citò l'esaurimento delle sue truppe, sebbene i confederati fossero certamente altrettanto esausti. Parte della riluttanza ad agire in tal senso avrebbe potuto essere l'insolito rapporto di comando che aveva con Buell. Sebbene Grant fosse l'ufficiale superiore e pertanto tecnicamente al comando di entrambi gli eserciti, Buell rese ben chiaro durante i 2 giorni di scontri che agiva in modo indipendente[142].

Scontro con Forrest[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno 8 Grant inviò Sherman in direzione Sud lungo la strada per Corinth col compito di effettuare una ricognizione onde accertarsi e confermare l'effettiva ritirata confederata, o se invece si stessero riorganizzando con l'intento di riprendere i loro attacchi. L'Armata del Tennessee mancava allora ancora delle grandi unità di cavalleria organizzate le quali sarebbero risultate essere molto più adatte alla perlustrazione e ricerca di un avversario in ritirata. Sherman marciò all'inseguimento con 2 brigate di fanti della propria divisione insieme a 2 battaglioni a cavallo, incontrandosi presto con gli uomini di Thomas John Wood dell'Armata dell'Ohio[143]

Foto del Colonnello Nathan Bedford Forrest.

A 10 km a Sud-ovest di "Pittsburg Landing" s'imbatterono infine in uno spiazzo libero in cui era stato eretto un vasto campo confederato, tra cui un reparto ospedaliero; esso veniva protetto da 300 soldati della cavalleria condotti dal colonnello Nathan Bedford Forrest (uno dei futuri fondatori del Ku Klux Klan). La strada che si avvicinava era ricoperta da alberi abbattuti per più di 180 m.[144]

Mentre i perlustratori della 77th Ohio Volunteer Infantry si approssimavano con difficoltà a causa del legname sparpagliato sul terreno Forrest ordinò una carica; l'inaspettata resistenza colse parzialmente impreparati gli unionisti; ma la mischia che se seguì, con le truppe Sudiste che sparavano con fucili a pompa, revolver e brandendo la sciabola, quasi sfociò con la cattura di Forrest in quanto si era venuto a trovare molto avanti rispetto ai suoi uomini e giungendo fino a pochi metri di distanza dalle truppe nemiche prima di potersi rendere ben conto che era rimasto isolato. Gli uomini di Sherman comiciarono allora a gridare: "uccidilo, uccidi lui e il suo cavallo!"[145]

Un moschetto gli venne spinto nel fianco e fece fuoco, colpendolo sopra l'anca e penetrando vicino alla colonna vertebrale. Nonostante fosse stato gravemente ferito riuscirà a rimanere in sella del suo destriero e a fuggire; sopravviverà sia alla ferita che al resto della guerra. L'Unione perdette all'incirca 100 uomini, la maggior parte dei quali catturati proprio nel corso della carica attuata da Forrest. L'incidente sarà ricordato con la denominazione di "Fallen Timbers"[146].

Una storia popolare su Forrest che afferra un soldato dell'Unione per il colletto e lo solleva sul cavallo per fargli da scudo umano probabilmente non è vero; nessuno dei riferimenti citati lo include. Dopo aver catturato l'ospedale da campo confederato Sherman s'imbatté nella retroguardia della forza di copertura di Breckinridge, ma decise che il nemico non stesse dando alcun segnale di voler rinnovare il proprio attacco e pertanto tornò indietro[147].

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Nelle sue Memorie Grant ha dichiarato che

« La battaglia di Shiloh, o Pittsburg landing, è stata forse la meno capita o, per affermare il caso in modo più preciso, più persistentemente fraintesa di ogni altro scontro tra truppe nazionali e confederate durante l'intera epoca della ribellione. Tutte le notize fatte pubblicare, in particolare da William Tecumseh Sherman, Adam Badeau e, in un discorso prima di un incontro di veterani, dal generale Benjamin Prentiss, sono apparse solo molto tempo dopo la fine della ribellione e dopo che l'opinione pubblica era già stata informata in maniera erronea »

(- Ulysses S. Grant[148])

Reazioni ed effetti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'immediato dopoguerra i quotidiani del Nord denigrarono Grant per la prestazione dimostrata durante la battaglia del 6 aprile, soprattutto per essere stato sorpreso ed impreparato; i giornalisti, rimasti sempre molti lontani dal campo, diffusero la diceria che egli fosse affetto da ubriachezza, affermando falsamente che questo aveva portato molti dei suoi uomini ad essere uccisi a colpi di baionetta quando si trovavano ancora nelle loro tende a causa di una mancanza di preparazione difensiva. Nonostante la vittoria dell'Unione la reputazione di Grant ne soffrirà tra l'opinione pubblica settentrionale.

I due vincitori.
Il presidente Abraham Lincoln.
Il generale Ulysses S. Grant.

Molti credettero alle dichiarazioni rilasciate da Don Carlos Buell che volevano avesse lui stesso preso il controllo delle forze in rotta per poi portarle alla vittoria il 7 di aprile; la sua richiesta di rimuovere Grant dal comando travolse inaspettatamente la presidenza di Abraham Lincoln. Il presidente Abraham Lincoln in persona risponderà con una delle sue più famose citazioni su Grant: "non posso fare a meno di quest'uomo, egli almeno sa combattere!"[149].

Sebbene tutti i comandanti dell'armata unionista combatterono bene, Sherman emerse immediatamente come un eroe di guerra subito dopo che Grant e Henry Halleck lo elogiarono in special modo per la fermezza dimostrata sotto il fuoco nemico e nel caos susseguente, espiando così il suo stato iniziale di sconforto e le gravi carenze in ambito difensivo che precedettero lo scontro[150].

Gli ufficiali dell'esercito che si trovavano assieme a Grant forniranno in seguito un resoconto nettamente diverso delle sue capacità e prestazioni, rispetto a quelli dei giornalisti più fantasiosi; uno di questi, il colonnello William Ruben Rowley, rispondendo ad una lettera d'inchiesta sulle accuse rivolte a Grant, sosterrà vigorosamente:

« Lo dichiaro con fermezza, è una calunnia assoluta, sono stato nel suo Staff sin dalla battaglia di Fort Donelson (e l'ho veduto spesso durante questo periodo) e sono rimasto necessariamente in stretto contatto con lui ogni giorno; non l'ho mai visto prendere nemmeno un bicchiere di liquore e non l'ho mai visto intossicato o nemmeno approssimativamente sobrio. Per quanto riguarda la storia che fosse ubriaco nel corso della Battaglia di Pittsburg Landing, devo solo dire che l'uomo che se l'è inventata è un infame bugiardo e tu sei libero di riferirgli quanto affermo... »

(- Cordiali saluti W.R. ROWLEY[151].)

In retrospettiva, tuttavia, Grant è riconosciuto positivamente per il chiaro giudizio che è stato in grado di mantenere nelle circostanze difficili e per la sua capacità di percepire il più ampio quadro tattico che alla fine ha condotto alla vittoria finale nel corso del 2º giorno; per il resto della sua vita insisterà sul fatto che ha sempre avuto la battaglia sotto controllo e ha respinto le dichiarazioni della critica sul fatto che solamente la sopravvenuta morte di Albert Sidney Johnston e il sopraggiungere dell'Armata di Buell abbiano in realtà impedito la sua sconfitta. Nelle sue Memorie del 1885 scriverà:

« Alcuni di questi critici affermano che Shiloh è stata vinta quando è caduto Johnston e che se non fosse caduto l'esercito sotto di me sarebbe stato annientato o catturato. Non vi è alcun dubbio a riguardo, saremmo stati vergognosamente sconfitti se tutti i proiettili e le cannonate sparati da noi fossero passati innocui sul nemico e se tutti i loro fossero invece andati a segno ... e il fatto che quando fu ucciso Johnston guidava una brigata per indurla compiere una carica che era stata ripetutamente ordinata e disattesa, ciò è la prova che non vi era né la demoralizzazione universale dalla nostra parte né la fiducia illimitata dalla loro com'è stato più volte rivendicato. Non c'era, infatti, un'ora durante il giorno in cui dubitassi dell'eventuale sconfitta del nemico, sebbene fossi deluso dal fatto che i rinforzi seppur così vicini non giungessero in un tempo accettabile[152]. »

Eventi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Tuttavia la carriera di Grant ne risenntì temporaneamente dopo Shiloh; Halleck combinò e riorganizzò i suoi eserciti, relegando Grant alla posizione impotente di 2° in comando.

Nel frattempo Beauregard rimase alla guida dell'Armata del Mississippi riportandola a Corinth. Nell'ultima parte del mese di aprile e all'inizio di maggio gli eserciti dell'Unione, sotto il comando personale di Halleck, avanzarono lentamente mettendo in atto l'assedio di Corinth, mentre una forza anfibia sul fiume Mississippi distrusse la "River Defense Fleet" confederata e vinse la battaglia di Memphis[153].

Halleck fu promosso in qualià di comandante generale dell'esercito statunitense; con la sua partenza di Halleck verso il Teatro Orientale della guerra di secessione americana Grant sarà velocemente rimesso al suo posto e spingerà l'Armata del Tennessee sempre più verso Sud per appoggiare la campagna di Vicksburg ed infine comandare vittoriosamente l'assedio di Vicksburg. Dopo la resa della città cardine del Mississippi e il successo ottenuto nell'assedio di Port Hudson nell'estate del 1863 l'intero corso fiume cadrà sotto il diretto controllo dell'Unione mentre gli Stati Confederati d'America risultarono tagliati in due[154].

Jefferson Davis rimase indignato contro Beauregard per essersi ritirato da Corinth senza combattere, anche se si trovava di fronte ad un esercito forte quasi il doppio delle sue dimensioni e con le scorte d'acqua del centro urbano contaminate; poco dopo la caduta di Corinth Beauregard prenderà un congedo per motivi di salute senza ricevere l'autorizzazione preventiva dal presidente secessionista[155].

Questa fu l'ultima goccia per Davis, che lo riassegnò rapidamente per sovrintendere alle difese costiere della Carolina del Sud. Il comando dell'esercito del Mississippi andrà quindi a Braxton Bragg, che era stato promosso ufficialmente generale il 6 di aprile; nella seconda metà del 1862 lo condusse in un'invasione fallita del Kentucky, culminata nel suo ritiro dalla battaglia di Perryville[156].

Il generale dell'Unione Lew Wallace fu pesantemente criticato per non aver messo a disposizione la sua divisione nella battaglia fino alle 18:30, quando oramai il 1º giorno dei combattimenti era giunto alla fine; sarà rimosso dall'Esercito del Tennessee e non avrebbe mai più ottenuto un comando in prima linea o preso parte a una grande operazione offensiva, anche se i suoi incarichi a terra lo avrebbero comunque fatto partecipare ad importanti battaglie. Poco dopo Shiloh fu inviato al Dipartimento della Guerra in Ohio ove guidò con successo la Difesa di Cincinnati.

Nel 1864 alla battaglia di Monocacy (parte della Campagna della Valle dello Shenandoah (1864), Wallace comanderà una forza da 5.800 uomini incaricata di opporsi all'invasione del Maryland da parte dei 14.000 uomini di Jubal Anderson Early. Di fronte ad un esercito nemico dalle dimensioni più che doppie rispetto alle sue Wallace verrà infine costretto a ritirarsi a Baltimora, ma i suoi uomini riusciranno a ritardare l'avanzata di Early per un giorno intero, permettendo infine ai rinforzi dell'Unione di raggrupparsi in massa a Washington assicurando la capitale da qualsiasi ulteriore incursione.

Nonostante questo successo, ed in seguito la fama conseguita per aver scritto il libro Ben Hur, le critiche alla sua condotta a Shiloh lo perseguiteranno per il resto della vita e lui avrebbe speso molto del proprio tempo cercando di difendere le sue azioni in quell'occasione.

Vittime[modifica | modifica wikitesto]

La battaglia di due giorni di Shiloh, la più costosa in termini di vite umane dell'intera storia degli Stati Uniti d'America fino a quel momento, si concluse con la disfatta della della forza armata confederata e con la vanificazione dei piani di Johnston atti a prevenire il congiungimento dei due eserciti unionisti (Armata del Tennessee e Armata dell'Ohio) nel Tennessee.

Il cimitero nazionale di Shiloh.

Un totale di 23.746 uomini fu ucciso, ferito, catturato o disperso, ossia più della somma delle perdite dell'intera Guerra d'indipendenza americana, della Guerra anglo-americana e della Guerra Messico-Stati Uniti[157]. Le vittime dell'Unione sono state 13.047 (1.754 uccisi, 8.408 feriti e 2.885 dispersi); l'esercito di Grant ha sopportato il maggior peso dei combattimenti, con perdite ammontanti a 1.513 uccisi, 6.601 feriti e 2.830 dispersi o catturati. Le perdite confederate furono 10.699 (1.728 morti, 8.012 feriti e 959 dispersi o catturati)[158]; i morti includevano il comandante dell'esercito confederato, A. S. Johnston e il generale di brigata Adley Hogan Gladden.

Monumento in memoria dei caduti confederati.

Il generale pià alto in grado caduto nelle fila dell'Unione fu W.H.L. Wallace; il colonnello Everett Peabody, la cui decisione di inviare una pattuglia la mattina della battaglia potrebbe aver salvato l'Unione dal disastro, sarà anch'egli tra i caduti. Entrambe le parti sono rimaste scioccate dalla carneficina finale, provocando oltre quattro volte più vittime della Prima battaglia di Bull Run che aveva terrorizzato l'intera nazione appena 10 mesi prima.

« Ho visto un campo aperto, in nostro possesso il secondo giorno, sul quale i confederati avevano fatto ripetute cariche il giorno prima, talmente ricoperto di cadaveri che sarebbe stato possibile attraversare la radura, in qualsiasi direzione, calpestando i corpi senza che un piede riuscisse a toccare il suolo. »

(- Ulysses S. Grant[148])

Ancora tre anni di spargimenti di sangue e otto grandi battaglie tra le più sanguinose dovevano ancora venire. Gli scontri maggiormente cruenti del conflitto risulteranno essere per l'appunto Shiloh, la Battaglia di Gettysburg, la Battaglia di Chickamauga, la Battaglia di Chancellorsville, la Battaglia di Spotsylvania Court House, la Battaglia di Antietam, la Battaglia del Wilderness, la Seconda battaglia di Bull Run ed infine la battaglia di Stones River.

Grant in seguito si rese conto che la sua previsione di una grande battaglia decisiva che avrebbe portato alla conclusione della guerra probabilmente non si sarebbe verificata; il conflitto sarebbe invece continuato, a caro prezzo in termini sia di perdite che di risorse, finché la Confederazione non soccombesse o l'Unione si dividesse. Grant ha anche appreso una preziosa lezione personale sulla preparazione che (soprattutto) gli è servita proficuamente per il resto della guerra[159].

La perdita di Albert Johnston fu un colpo particolarmente grave per la Confederazione. Il presidente Jefferson Davis lo aveva definito "il punto di svolta del nostro destino"[160]. Per il tempo rimanente gli eserciti confederati nel Teatro Occidentale della guerra di secessione americana passarono attraverso una lunga serie di comandanti, proprio come l'Unione nel Teatro Orientale dell guerra di secessione americana, fino a quando Davis non troverà un leader del calibro di Robert Edward Lee.

La parola Shiloh è un termine della lingua ebraica che significa "luogo di pace".

"What I Saw of Shiloh"
di Ambrose Bierce
Letto da Winston Tharp per Librivox
(info file)
Audio 00:46:49 (full text)
Il veterano di Shiloh Ambrose Bierce in una foto del 1866.

Veterani celebri[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a quelli già menzionati, molti altri personaggi famosi hanno partecipato alla battaglia di Shiloh:

Parco nazionale militare di Shiloh
Shiloh National Military Park
Ruggles' Battery at Shiloh National Military Park.jpg
Batteria di cannoni confederati "Ruggles"
Tipo di areaParco nazionale militare
StatiStati Uniti Stati Uniti
Stati federatiTennessee Tennessee · Mississippi Mississippi
ProvinceContea di Hardin (Tennessee)
ComuniSavannah (Tennessee) · Corinth (Mississippi)
Superficie a terra16,1738 km²
GestoreNational Park Service
Mappa di localizzazione
Shiloh National Military Park Sito istituzionale
Coordinate: 35°09′02.45″N 88°19′18.59″W / 35.15068°N 88.32183°W35.15068; -88.32183

Conservazione del campo di battaglia[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza di Shiloh in qualità di battaglia della Guerra Civile, unita alla mancanza di uno sviluppo agricolo o industriale diffuso nell'area dopo il conflitto, portò alla sua istituzione come uno dei primi 5 campi di battaglia restaurati dal governo federale nel 1890. Il coinvolgimento nazionale all'inizio si rivelerà però del tutto insufficiente per preservare il terreno su cui si svolse lo scontro; erano stati preservati poco più di 2000 acri nel 1897, ma se ne aggiunsero altri 1.700 entro il 1954[161].

La preservazione alla fine rallentò; dal 1954 in poi verrano aggregati solamente 300 ettari supplementari di terra. Organizzazioni private di conservazione dovranno intervenire per riempire il vuoto. L'organizzazione benefica Civil War Trust diventerà l'agente principale di questi sforzi, giungendo a salvare ben 1.158 ettari sin dal tempo della sua fondazione[162].

La terra preservata dal Trust includeva tratti sui quali passavano le divisioni confederate mentre combattevano gli uomini di Grant nel 1º giorno di battaglia e su quelli del loro ritiro durante la controffensiva dell'Unione il 2º giorno. Una campagna del 2012 si è concentrata in particolare su una parte di terra che faceva parte del fianco destro confederato della 1ª giornata e su diversi tratti che facevano parte della battaglia di Fallen Timbers[163].

Lo "Shiloh National Military Park" è gestito dal National Park Service.

L'emissione che commemora la battaglia.

Commemorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lo United States Postal Service ha emesso un francobollo commemorativo nel 100º anniversario della battaglia, uscito per la prima volta dall'ufficio postale locale il 7 aprile del 1962, durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy. Era il 2° di una serie di 5 francobolli che ricordavano rispettivamente la battaglia di Fort Sumter, Shiloh la battaglia di Gettysburg, la battaglia del Wilderness e la battaglia di Appomattox[164].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto lo scrittore Ambrose Bierce era a Shiloh come primo luogotenente dello staff del generale William B. Hazen e apparteneva al genio militare che fungeva da esperto di topografia; ha ricordato le sue esperienze nel racconto "What I Saw of Shiloh", scritto nel 1874 e rivisto 2 volte nei successivi 35 anni. Descrive il "Pittsburg Landing" come segue: "qui nel 1862 c'erano alcuni campi e una casa o due, ora ci sono un cimitero nazionale e vari altri miglioramenti". Alcuni critici letterari pensano che questo sia il miglior lavoro dell'autore[165][166][167].

La canzone "Shiloh's Hill" fu scritta poco dopo lo scontro e divenne presto una melodia popolare della guerra civile[168].

La battaglia è stata raffigurata nel film del 1962 La conquista del West diretto da John Ford.

Shel Silverstein ha scritto "In the Hills of Shiloh", una canzone struggente sulla sposa vedova in attesa del ritorno di un uomo ucciso nel corso della battaglia; la canzone è stata registrata da The New Christy Minstrels, Judy Collins e altri.

Il racconto di Bobbie Ann Mason "Shiloh", apparso su The New Yorker il 20 ottobre del 1980; descrive una visita al sito da parte di una coppia moderna il cui matrimonio sta per franare. Il contesto fornisce gli eventi banali rappresentati nella storia su uno strato di base di ampio significato.

Nel romanzo di Frederick Forsyth del 1999 intitolato Il fantasma di Manhattan una delle trame principali è quella del Fantasma dell'Opera (personaggio) che compone un dramma ambientato durante la battaglia denominato "L'angelo di Shiloh".

Nel 2011 la band Celtic punk americana Dropkick Murphys ha incluso nel loro album Going Out in Style una canzone - Broken Hymns - che lamenta le pesanti perdite subite dalle unità di irlandesi presenti a Shiloh[169][170].

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

La battaglia di Shiloh è stata raffigurata nel wargame Bloody April: The Battle of Shiloh, 1862, prodotto nel 1979 da "Simulation Publications Inc." (SPI).

Nel maggio del 2016 Bloody April, un gioco per computer basato sul titolo SPI è stato rilasciato da "HexWar Games, Ltd." (Scozia), per piattaforme iPhone/iPad/Mac; per giocatore singolo (con un avversario robotico) presenta diversi scenari che coprono le 2 giornate della battaglia.

La battaglia è anche rappresentata in Ultimate General: Civil War (messo in vendita nel novembre del 2016 da "Game Labs"); un gioco per computer che presenta varie battaglie della guerra civile in una maniera sia realistica che tattica.

Veduta panoramica del sito con le lapidi dei caduti.
Particolare del Memoriale confederato a Shiloh. National Register of Historic Places.
Le rive di "Pittsburg Landing".
Ricostruzione contemporanea dello scontro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ National Park Service.
  2. ^ 66.812 secondo Eicher, pp. 222–223 (Army of the Tennessee: 48.894; Army of the Ohio: 17.918); Stephens, pp. 80, 90–93.
  3. ^ a b Official Records, Series I, Volume X, Part 1, page 396
  4. ^ a b 44.699 secondo Eicher, p. 222
  5. ^ Official Records, Series I, Volume X, Part 1, page 108
  6. ^ Cunningham, pp. 422–24.
  7. ^ Official Records, Series I, Volume X, Part 1, page 395
  8. ^ Cunningham, p. 422.
  9. ^ Official Records, Series I, Volume X, Part 1, pages 100–105
  10. ^ Altre informazioni in Official Records, Series I, Volume X, Part 1, page 112.
  11. ^ a b c 48,894 secondo Eicher, p. 222.
  12. ^ Official Records, Series I, Volume X, Part 1, pages 105–108
  13. ^ 17.918 secondo Eicher, p. 223.
  14. ^ Official Records, Series I, Volume X, Part 1, pages 382–384
  15. ^ a b Vedi ad esempio il NPS website
  16. ^ Allen, "Shiloh!: The Campaign and First Day's Battle", pp. 7–8.
  17. ^ Stephens, p. 64.
  18. ^ Conger, p. 211; Nevin, p. 104; Woodworth, Nothing but Victory, pp. 128–31, 141–42; Smith, pp. 173–79; Cunningham, pp. 72–74.
  19. ^ Allen, "Shiloh!: The Campaign and First Day's Battle", p. 12.
  20. ^ Stephens, pp. 64, 68.
  21. ^ Allen, "Shiloh!: The Campaign and First Day's Battle", p. 13.
  22. ^ Smith, p. 179; Woodworth, Nothing but Victory, p. 136; Marszalek, pp. 119–120.
  23. ^ Marszalek, p. 121.
  24. ^ Official Records, Series I, Volume X, Part 1, page 112
  25. ^ Eicher, 2001, p. 222.
  26. ^ Smith, p. 185; Eicher, p. 223.
  27. ^ Civil War Landscapes Association, Civilwarlandscapes.org. URL consultato il 28 agosto 2012.
  28. ^ Grant, pp. 211–12.
  29. ^ Daniel, p. 139; Nevin, p. 105; Stephens, p. 65.
  30. ^ Accompagnò Grant sul campo (Official Records: Report of Maj. Gen. U. S. Grant)
  31. ^ Official Records, Series I, Volume X, Part 1, pages 100-108
  32. ^ Official Records, Series I, Volume X, Part 1, pages 93-98
  33. ^ Iowa In War Times, p. 146, S. H. M. Byers, W. D CONDIT & CO. Des Moines, Iowa
  34. ^ a b c d e f g h i Iowa In War Times, p. 146
  35. ^ Iowa In War Times, p. 137, figures for Sunday only
  36. ^ Cunningham, page 413
  37. ^ Doran's regiment, the 17th Wisconsin, was stationed at Benton Barracks until April 10 when it moved to Pittsburg Landing Civil War Archive: 17th Wisconsin. Colonel Doran was detached from his regiment to assume command of the 1st Brigade on the Shiloh battlefield on April 6 Dyer's Compendium page 482
  38. ^ Quinn commanded the remnants of the 6th Division following Prentiss' surrender (Official Records: Report of Col. Francis Quinn)
  39. ^ a b Eicher, p. 223.
  40. ^ Eicher, pp. 222; Grant, Memoirs, p. 245 (Lib. of Am. ed.)
  41. ^ Eicher, p. 230.
  42. ^ Cunningham, p. 125.
  43. ^ Tim Kent, Tim Kent's Civil War tales: Who killed Albert Sidney Johnston, su trrcobb.blogspot.com, 8 maggio 2011.
  44. ^ Official Records, Series I, Volume LII, Part 1, pages 26-29
  45. ^ Maney, who was senior to Stephens, arrived on the field later and took command. Stephens was injured when thrown from his horse, as he records in his report (see: Official Records, Series I, Volume X, Part 1, page 452)
  46. ^ Arrivato il 7 di aprile.
  47. ^ Not to be confused with the other 26th Alabama(O'Neill's) that served in the Army of Northern Virginia and later Army of Tennessee. Coltart's 26th Alabama was renamed 50th Alabama on 6 June 1863.
  48. ^ Commanded his own and the 3rd Brigade.
  49. ^ Solo temporaneamente
  50. ^ Sometimes mistaken for the 55th (Brown's) Tennessee Infantry.
  51. ^ Weapons of the Orphan Brigade, accessed August 9, 2010.
  52. ^ Cunningham, pp. 93, 98–101, 120.
  53. ^ a b The Road to Shiloh, April 1862 - The Civil War For Dummies, su erenow.com.
  54. ^ http://digitalcommons.apus.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1108&context=theses
  55. ^ Battle of Shiloh: Shattering Myths, su civilwar.org.
  56. ^ The Battle of Shiloh, su civilwar.org.
  57. ^ Daniel, pp. 119, 121–23; Cunningham, pp. 128–29, 137–40; Woodworth, Nothing but Victory, p. 108; Eicher, p. 223.
  58. ^ a b "Shiloh!: The Campaign and First Day's Battle", p. 19.
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  99. ^ Cunningham, p. 298.
  100. ^ Gli storici non sono d'accordo sul numero di pezzi di artiglieria che i confederati hanno ammassato contro il "Nido di calabroni". Cunningham, p. 290 ne presenta 51; Daniel, p. 229, argomenta per 53; mentre Sword, p. 326 ed Eicher, p. 228 riportano il conteggio tradizionale di 62, che fu originariamente stabilito dallo storico del campo di battaglia D. W. Reed.
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  114. ^ Cunningham, p. 321 stima il numero di dispersi, disertori e truppe non combattenti sul pianoro in 15.000 unità.
  115. ^ Cunningham, p. 317.
  116. ^ Come nel caso di "Hornets Nest" anche qui la stima del numero di armi varia ampiamente. Grant nelle sue memorie ne ricorda "20 o più". Daniel, p. 246 e Grimsley, p. 109 ne presentano 41; Sword, p. 356 afferma che c'erano "almeno 10 batterie"; mentre Cunningham, p. 307 cita i calcoli storici che variano da 42 a oltre 100.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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