Shel Silverstein

Sheldon Allan Silverstein, detto Shel (Chicago, 25 settembre 1930 – Key West, 10 maggio 1999), è stato un poeta, cantautore, disegnatore, drammaturgo, paroliere e scrittore statunitense.
In alcuni lavori ha usato il nome Uncle Shelby. I suoi libri sono stati tradotti in oltre trenta lingue e di essi sono stati vendute oltre venti milioni di copie.[1] Ha alternato l'attività di musicista e compositore a quella di scrittore e poeta, non disdegnando anche l'utilizzo delle vignette per illustrare le sue idee.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]
Nato in Illinois in una famiglia ebraica, studiò arte in vari istituti e servì l'esercito in Giappone e Corea.[2][3] Durante la leva lavorò come vignettista per Pacific Stars and Stripes, una pubblicazione militare.[4] Dopo aver completato il servizio militare, fu assunto come disegnatore dallo staff di Playboy durante la metà degli anni 1950.[2] Al contempo contribuì alla realizzazione della rivista con poesie e racconti.[2]
Nel 1963, su suggerimento del collega Tomi Ungerer, venne presentato a Ursula Nordstrom, che lo convinse a iniziare a scrivere racconti e storie per bambini.[2] Uno dei suoi libri più popolari è The Giving Tree (L'albero), datato 1964. Nel 1974 scrisse Where the Sidewalk Ends, che vinse un premio del New York Times,[5] cui fece seguito The Missing Piece. Nel 1981 pubblicò una raccolta di poesie e disegni intitolata A Light in the Attic, che si aggiudicò diversi premi.[6][7][8] Uno dei suoi ultimi lavori editoriali fu Falling Up: Poems and Drawings (1996).
Le sue storie e poesie sono state tradotte in oltre trenta paesi. Uno dei suoi testi più noti, L'albero, racconta la storia di amicizia e amore tra un albero e un bambino, a cui regala i suoi frutti. Nonostante i riscontri controversi della critica,[9] il racconto avrebbe venduto 8,5 milioni di copie al 2011.[10]
Dagli anni 1960, Silverstein fu attivo anche in campo musicale, pubblicando vari album a suo nome e componendo brani musicali per altri artisti. Tra questi ultimi si possono citare Sylvia's Mother, resa famosa dai Dr. Hook & The Medicine Show, e A Boy Named Sue, che valse al suo interprete Johnny Cash il Grammy Award nel 1970 per la miglior canzone country.[11]
Silverstein scrisse la colonna sonora del film Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me? (1971). Nel 1980 pubblicò un album di musica country intitolato The Great Conch Train Robbery, mentre nel 1990 fu coautore della colonna sonora del film Cartoline dall'inferno, grazie al quale ottenne la candidatura all'Oscar alla migliore canzone (I'm Checkin' Out)[12] e al Golden Globe nella stessa categoria.[13]
Sapeva suonare la chitarra, il pianoforte, il sassofono e il trombone.
Nel 1981 intraprese anche l'attività di drammaturgo, scrivendo sceneggiature per opere teatrali come The Lady or the Tiger Show, atto unico rappresentato a New York nello stesso anno.[14] Si tratta di un testo di satira rivolta ai game show: i concorrenti rischiano la vita scegliendo tra due porte, dietro le quali vi è una bella donna oppure una tigre. Con il regista David Mamet scrisse inoltre la sceneggiatura del film Le cose cambiano (1988). Scrisse il dramma The Devil and Billy Markham, che venne combinato alla commedia Bobby Gould in Hell con il titolo collettivo Oh, Hell! Two One-Act Plays, prodotto nel 1989.
Morì nel maggio 1999 in Florida, a causa di un attacco di cuore. Aveva 68 anni.[15]
Nel 2010, diversi musicisti gli dedicarono l'album tributo Twistable, Turnable Man: A Musical Tribute to the Songs of Shel Silverstein, edito dalla Sugar Hill Records.
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Sposatosi con Susan Taylor nel 1970, ebbe una figlia di nome Shoshanna. Susan morì nel 1975, mentre Shoshanna, cresciuta con gli zii dopo la scomparsa della madre, morì a causa di un aneurisma cerebrale nel 1982, ad appena undici anni.[16]
Shel Silverstein ebbe un altro figlio di nome Matthew da Sarah Spencer.[17]
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Take Ten (1955)
- Grab Your Socks! (1956)
- Now Here's My Plan (1960) - collezione di vignette e disegni
- Uncle Shelby's ABZ Book (1960)
- Playboy's Teevee Jeebies (1963)
- Uncle Shelby's Story of Lafcadio: The Lion Who Shot Back (1963) - primo libro per bambini, in Italia edito come Lafcadio, il leone che mirava in alto
- A Giraffe and a Half (1964)
- The Giving Tree (1964) - in Italia edito come L'albero
- Who Wants a Cheap Rhinoceros? (1964) - in Italia edito come Chi vuole un rinoceronte a un prezzo speciale?
- Uncle Shelby's Zoo: Don't Bump the Glump! and Other Fantasies (1964)
- More Playboy's Teevee Jeebies (1965)
- Where the Sidewalk Ends (1974) - collezione di poesie
- The Missing Piece (1976) - in Italia edito come Alla ricerca del pezzo perduto
- Different Dances (1979)
- A Light in the Attic (1981) - in Italia edito come Una luce in soffitta
- The Missing Piece Meets the Big O (1981)
- Falling Up (1996)
- Draw a Skinny Elephant (1998)
- Runny Babbit (2005) - postumo
- Every Thing On It (2011) - postumo
Discografia
[modifica | modifica wikitesto]Album in studio
[modifica | modifica wikitesto]- 1959 – Hairy Jazz (Elektra Records)
- 1962 – Inside Folk Songs (Atlantic Records)
- 1965 – I'm So Good That I Don't Have to Brag (Cadet Records)
- 1969 – Drain My Brain (Cadet Records)
- 1969 – Boy Named Sue and Other Country Songs (RCA Records)
- 1972 – Freakin' at the Freakers Ball (Columbia/CBS Records)
- 1978 – Songs and Stories (Parachute Records)
- 1980 – The Great Conch Train Robbery (Flying Fish Records)
- 1984 – Where the Sidewalk Ends (Columbia/CBS Records)
- 1985 – A Light In the Attic (Columbia/CBS Records)
- 2002 – Underwater Land (con Pat Dailey) (Olympia Records)
Raccolte
[modifica | modifica wikitesto]- 1973 – Crouchin' on the Outside (Janus Records)
- 2005 – The Best of Shel Silverstein: His Words His Songs His Friends (Legacy/Columbia/SBMG Records)
Colonne sonore
[modifica | modifica wikitesto]- Ned Kelly (United Artists) (1970)
- Who Is Harry Kellerman and Why Is He Saying Those Terrible Things About Me? (Columbia/CBS Records) (1971)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ [Rogak, Lisa A Boy Named Shel: The Life and Times of Shel Silverstein - Thomas Dunne Books, 2007]
- 1 2 3 4 (EN) Shel Silverstein, su britannica.com. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) National Poetry Month: Shel Silverstein, su english.colostate.edu. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) The Pacific stars of Stripes, su 80.stripes.com. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) Chris Bowman, Shel Silverstein, Bellwether Media, 2015, p. 21.
- ↑ (EN) M. I. West, A Boy Named Shel: The Life and Times of Shel Silverstein, in Children's Literature Association Quarterly #33 no. 2, 2008, p. 207.
- ↑ (EN) Behind the Best Sellers; Shel Silverstein, su nytimes.com. URL consultato il 27 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 9 agosto 2021).
- ↑ (EN) Robert Penn Warren=, su harpercollins.com. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) Classic children's book, su americanheritage.com. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) The Children's Authors Who Broke the Rules, su nytimes.com. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) Johnny Cash’s Unforgettable Rendition Of “A Boy Named Sue” In 1970, su grammy.com. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) The 63rd Academy Awards, su oscars.org. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) Postcards From The Edge, su goldenglobes.com. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) THEATER: MARATHON OF ONE-ACT PLAYS, su nytimes.com. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ (EN) Children\'s book author Shel Silverstein dead at 66, su eu.heraldtimesonline.com. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ wuz.it.
- ↑ (EN) Johannah Haney, Shel Silverstein, Cavendish Square, 2014, p. 17.
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikisource contiene una pagina in lingua inglese dedicata a Shel Silverstein
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Shel Silverstein
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su shelsilverstein.com.
- (EN) Shel Silverstein, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere di Shel Silverstein, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Bibliografia di Shel Silverstein, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- (EN) Shel Silverstein / Shel Silverstein (altra versione), su Goodreads.
- Shel Silverstein, su Last.fm, CBS Interactive.
- (EN) Shel Silverstein / Shel Silverstein (altra versione), su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Shel Silverstein, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Shel Silverstein, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Shel Silverstein, su WhoSampled.
- (EN) Shel Silverstein, su SecondHandSongs.
- (EN) Shel Silverstein, su Genius.com.
- (EN) Shel Silverstein, su Billboard.
- (EN) Shel Silverstein, su Grand Comics Database.
- Shel Silverstein, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Shel Silverstein, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Shel Silverstein, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
- (EN) Shel Silverstein, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 19880380 · ISNI (EN) 0000 0001 1873 6778 · SBN RAVV043845 · Europeana agent/base/60964 · ULAN (EN) 500043260 · LCCN (EN) n79045309 · GND (DE) 118765418 · BNE (ES) XX1065482 (data) · BNF (FR) cb14033694w (data) · J9U (EN, HE) 987007299820205171 · NSK (HR) 981005670895109366 · NDL (EN, JA) 00456601 · CONOR.SI (SL) 8276579 |
|---|