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Irlandesi

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Irlandesi
(GA) Na Gaeil
(GA) Na hÉireannaigh
(EN) Irish
Distribuzione degli irlandesi nel mondo
 
Luogo d'origineIrlanda
Linguainglese, irlandese
Religionecattolicesimo (maggioranza)
protestantesimo (minoranza)
Gruppi correlatianglo-irlandesi, mannesi, scozzesi, gallesi, cornici, bretoni
Distribuzione
Irlanda (bandiera) Irlanda[1]5.000.000[2][3]
Regno Unito (bandiera) Regno Unito[4]6.000.000 (stimati)[5]
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti30.700.000[6]
Canada (bandiera) Canada4.400.000[7]
Australia (bandiera) Australia2.410.000[8]
Argentina (bandiera) Argentina500.000 (stimati)[9]
Messico (bandiera) Messico450.000[10]

Gli irlandesi (in irlandese: na Gaeil, na hÉireannaigh o muintir na hÉireann; in inglese: Irish, Irish people) sono il gruppo etnico e nazionale che abita l'isola d'Irlanda. La maggior parte degli irlandesi parla la lingua inglese, mentre poco meno di un quarto della popolazione capisce e parla la lingua irlandese.

In lingua irlandese, la popolazione viene definita attraverso tre locuzioni principali: na Gaeil, na hÉireannaigh o muintir na hÉireann (letteralmente "il popolo d'Irlanda").[11][12] Sebbene in italiano e inglese vengano tutti resi comunemente come "gli irlandesi" (Irish people), i termini portano sfumature diverse:

  • na Gaeil: è il termine storico per il popolo irlandese, utilizzato per riferirsi alla popolazione come gruppo etnico nativo dell'isola, di ascendenza celtico-gaelica e generalmente di religione cattolica. La traduzione dell'endonimo Gael come "irlandese" riflette un voluto legame identitario indigeno.
  • na hÉireannaigh: assume l'accezione di "irlandese" in senso civico, riferendosi agli irlandesi come connazionali della Repubblica d'Irlanda. Il singolare Éireannach è il nome ufficiale in lingua irlandese per i cittadini dello Stato.[13] Siccome condivide la medesima radice di Éire ("Irlanda"), il termine comprende formalmente tutti coloro che si identificano con l'isola, indipendentemente dall'estrazione etnica o religiosa, riflettendo l'appartenenza a una comunità politica e sociale più ampia e condivisa.

Pertanto, la terminologia irlandese permette di navigare la complessità tra l'identità tradizionale indigena e un concetto nazionale moderno che integra diverse origini storiche in un'unica appartenenza civile.

Sotto il profilo genetico, la stragrande maggioranza della popolazione dell'Irlanda contemporanea rimane comunque di origine celtico-gaelica.[14]

Storia e identità nazionale

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Processione del Corpus Domini a Tipperary nel 1963

L'identità del popolo irlandese ha attraversato un complesso processo di ridefinizione, strettamente legato alle vicende politiche dell'isola. Fino all'alto Medioevo, le popolazioni di lingua gaelica d'Irlanda e di Scozia facevano parte di un medesimo continuum sociale e politico, oltre che etnico-linguistico, noto alla storiografia moderna con il nome di Gaeli. Secondo la tradizione medievale, l'endonimo di tale popolo era Goídel, antenato del termine irlandese moderno Gael.[15]

Un momento di rottura fondamentale in questo legame trans-insulare è tradizionalmente individuato nell'843 d.C., anno dell'ascesa di Kenneth MacAlpin al trono di Scozia. La fondazione del Regno di Scozia segnò l'inizio dell'integrazione tra i Gaeli stanziatisi in Caledonia e i Pitti, avviando un processo di etnogenesi, distinto dai Gaeli d'Irlanda, che avrebbe portato alla nascita della nazione scozzese.

La segregazione medievale e il termine Irish

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Con l'invasione anglo-normanna del XII secolo e la successiva istituzione della Signoria d'Irlanda, il termine Irish (o le sue varianti contemporanee) passava da essere un attributo prettamente geografico, a essere il demonimo dei Gaeil stanziati in Irlanda.[16][17]

La legislazione coloniale (come gli Statuti di Kilkenny del 1366) distingueva nettamente tra gli English of Ireland (i coloni) e gli Irish (na Gaeil), ovvero i nativi che seguivano le leggi brehon e parlavano la lingua irlandese.[18][19] Un'evidenza storica di questa separazione è rintracciabile nella topografia urbana delle città fortificate: il caso di An Baile Gaelach a Dublino, reso in inglese come Irishtown, ne è l'esempio più emblematico. Questi insediamenti, situati rigorosamente al di fuori delle mura cittadine, erano destinati alla popolazione autoctona espulsa dai centri di potere coloniale.[20][21] In questo contesto, la traduzione di Gael come Irish non era solo una scelta linguistica, ma rifletteva la condizione di un gruppo etnico percepito come autoctono e "altro" rispetto alle istituzioni di corona.[17][22]

In questo specifico contesto storico, la traduzione di na Gaeil come "gli irlandesi" (in luogo del più generico "i Gaeli") è dunque motivata da una duplice esigenza: da un lato, la coerenza con la terminologia delle fonti storiche; dall'altro, la volontà di riflettere quel processo di riappropriazione identitaria che riconosce nella popolazione di origine gaelica l'identità autoctona dell'isola, in distinzione rispetto alla presenza coloniale.

Le plantations e gli anglo-irlandesi

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Tra il XVI e il XVII secolo, il processo di colonizzazione dell'isola d'Irlanda subì una trasformazione radicale con l'istituzione delle plantations: massicce espropriazioni di terre a favore di coloni protestanti provenienti da Inghilterra e Scozia. Questo sistema non solo alterò definitivamente l'assetto fondiario dell'isola, ma introdusse una nuova e complessa stratificazione sociale.[23] L'antica minoranza dei coloni anglo-normanni (gli "Old English"), rimasta fedele al cattolicesimo, si trovò a essere spinta a una convergenza identitaria con i nativi irlandesi, assieme ai quali si trovò in uno stato di estrema marginalizzazione. La maggior parte dei discendenti degli anglo-normanni era comunque andata incontro a un processo di completa assimilazione da parte della popolazione irlandese nativa, aveva adottato usi e costumi irlandesi e parlava la lingua irlandese.[24][25] Lo Statuto di Kilkenny non ebbe quindi a lungo termine l'effetto desiderato.

In questo scenario emerse la nuova élite dei cosiddetti anglo-irlandesi (o Protestant Ascendancy), una classe dirigente di fede anglicana che, pur mantenendo saldi legami politici e culturali con Londra, iniziò a radicarsi sul territorio irlandese come una casta distinta. Inoltre, nell'Ulster si andava creando un ulteriore gruppo sociale, formato da presbiteriani di origine scozzese, noti come scozzesi dell'Ulster. È questo il primo passo verso un'identità irlandese che include diverse origini etniche.

Dal concetto etnico alla nazione moderna

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A partire dal XVIII secolo, sotto l'impulso del patriottismo costituzionale e dei movimenti repubblicani (come la Society of United Irishmen guidata da Wolfe Tone), la trasformazione dell'identità irlandese in senso inclusivo diventa più forte che mai. Il termine Irishman continua a rafforzarsi come demonimo politico inclusivo e non settario, anche se è in questo periodo che nasce la tendenza a collegarlo al repubblicanesimo. L'obiettivo era comunque molto ambizioso: unificare la "maggioranza cattolica autoctona", i "dissenters" (presbiteriani, protestanti dell'Ulster) e la "minoranza protestante" sotto il "comune nome di irlandese", eliminando le distinzioni religiose per ottenere l’indipendenza dalla corona britannica.[26]

La nascita del settarismo moderno, la ribellione del 1798 e il trauma dei massacri

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Tuttavia, questo progetto di unità politica repubblicana fu ostacolato dal settarismo religioso. Nel 1795, a seguito di scontri agrari tra fazioni cattoliche (Defenders) e protestanti (Peep o' Day Boys), fu fondato l'Orange Order (Ordine di Orange). Questa organizzazione nacque con lo scopo esplicito di difendere la supremazia protestante e la lealtà alla Corona, ponendosi in netto contrasto con l'ideale repubblicano e interconfessionale degli United Irishmen, egemonizzato comunque da irlandesi cattolici.

Il punto di rottura definitivo fu la Grande Ribellione Irlandese del 1798. Nonostante le intenzioni dei leader (molti dei quali erano protestanti radicali), il conflitto degenerò rapidamente in una spirale di violenza settaria che segnò la memoria collettiva per i secoli a venire: da un lato le atrocità governative, compiute da milizie lealiste e truppe britanniche che risposero all'insurrezione con estrema brutalità, utilizzando torture (come il pitchcapping) e giustificando la repressione come una difesa della civiltà protestante contro il "caos cattolico"; dall'altro lato i massacri dei ribelli, tra cui quello di Scullabogue Bar, dove oltre cento lealisti (uomini, donne e bambini, in gran parte protestanti) furono bruciati vivi dai ribelli, o le uccisioni sul ponte di Wexford.[27] La ribellione perse quindi la sua aura di unità civica.

L'attività dell'Ordine di Orange e le politiche del governo britannico ebbero come risultato il continuo del fenomeno della politicizzazione dell'appartenenza religiosa, contribuendo a fare della fede un confine identitario invalicabile.[28]

I massacri dei ribelli furono usati dalla propaganda britannica e lealista per convincere i protestanti dell'Ulster che un'Irlanda indipendente sarebbe stata un luogo di persecuzione per loro. Tra la classe media presbiteriana, un tempo inclusa, seppur come minoranza, nel movimento repubblicano, si rafforzò la percezione dell'identità britannica e dell'Unione (Act of Union, 1800) come l'unica garanzia di sicurezza.[29] Tuttavia, il termine "irlandese" continuava a essere utilizzato da entrambe le comunità, native irlandesi e coloniali, rafforzandosi sempre più come denominatore geografico piuttosto che nazionale. Nel diciannovesimo secolo, dopo l'Atto di Unione, l'Irlanda era infatti considerata una nazione costitutiva del Regno Unito: chiunque fosse soggetto britannico nato in Irlanda era sia britannico che irlandese, secondo una concezione delle due identità nazionali come non mutualmente esclusive.

L'identità nel XX Secolo

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Il demonimo "irlandese" era ormai comune denominatore delle diverse comunità dell'isola, superando la dimensione esclusivamente etnica o religiosa. È anche importante sottolineare che il cosiddetto Gaelic Revival pose comunque al centro della questione nazionale la cultura irlandese tradizionale, di origine gaelica, riconosciuta come cultura nazionale, mettendo inoltre l'accento sul recupero della lingua irlandese;[30][31][32] il primo Presidente della Repubblica d'Irlanda Douglas Hyde fu l'autore del trattato The Necessity for De-Anglicising Ireland (La Necessità di De-Anglicizzare l'Irlanda).[33] Sebbene originariamente anche diversi unionisti furono coinvolti nel rinascimento gaelico, la sua politicizzazione e connessione sempre più stretta con l'indipendentismo irlandese fece sì che molti di loro abbandonarono l'identità "irlandese", distaccandosi quindi anche dalla riscoperta delle tradizioni native. L'indipendenza dello Stato Libero d'Irlanda determinò definitamente l'identità nazionale della maggior parte degli unionisti, prima "irlandesi" in quanto cittadini nati nell'Irlanda britannica, ora quasi esclusivamente "britannici".

Persistenze linguistiche e culturali

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La lingua irlandese preserva tuttora una precisa stratificazione semantica. Na hÉireannaigh definisce gli "irlandesi" come cittadini del moderno Stato irlandese, includendo formalmente anche tutti coloro che si identificano con l'isola, indipendentemente dall'estrazione etnica o religiosa; è il termine standard moderno per il popolo irlandese. Na Gaeil continua a essere utilizzato in contesti storici (anche per riferirsi alla diaspora irlandese, diaspóra na nGael),[34][35][36] e in altri contesti in cui ci si riferisce agli irlandesi in quanto popolo indigeno d'Irlanda.[37]

L'autorevole dizionario di Niall Ó Dónaill conferma la sovrapposizione tra l'aggettivo irlandese Gaelach e l'inglese Irish, preservando quindi l'antica traduzione tradizionale di epoca normanna e coloniale, quando ancora l'identità irlandese nella lingua inglese era puramente etnica.[38] Le espressioni irlandesi cultúr Gaelach o cultúr na nGael sono infatti spesso rese in inglese come Irish culture, a testimonianza di una concezione della cultura irlandese che privilegia tuttora la continuità indigena come suo nucleo fondativo. Tuttavia, l'aggettivo Gaelach è talvolta tradotto come Gaelic anche in questo contesto,[39] per differenziare più precisamente ciò che è irlandese dal punto di vista moderno e ciò che è irlandese tradizionalmente. La resa storica della radice Gael- come Irish rimane comunque persistente nel nome della lingua irlandese (in inglese sempre Irish, quasi mai Gaelic) e in espressioni come damhsa Gaelach (Irish dance), ceol Gaelach (Irish music) o stobhach Gaelach (Irish stew).[40][41][42][43]

L'utilizzo moderno dell'etnonimo Gael non definisce più l'individuo irlandese in generale, se non nei contesti sopracitati, ma si riferisce più frequentemente a chi è attivamente coinvolto nella cultura indigena d'Irlanda e, soprattutto, nell'utilizzo della lingua irlandese. È per questo spesso reso in inglese come Gael ed è quindi utilizzabile anche per riferirsi ai Gaeli come gruppo etnolinguistico nella sua totalità (compresi i Gaeli di Scozia e mannesi), per descrivere i membri delle comunità in cui è diffusa una delle tre lingue gaeliche.

Gli irlandesi nella storia e nella letteratura

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Sono numerosi gli irlandesi entrati a far parte della Storia. Nel VI secolo San Colombano fu un monaco missionario considerato uno dei padri d'Europa,[44] seguito da Virgilio di Salisburgo e San Killian. Lo scienziato anglo-irlandese Robert Boyle è invece ritenuto uno dei padri della chimica. Famosi esploratori sono Brendano il Navigatore e gli anglo-irlandesi Ernest Shackleton e Tom Crean. Secondo alcune fonti, il primo bambino europeo nato in Nord America aveva discendenze irlandesi da parte sia di padre che di madre,[45] mentre secondo altri fu proprio un irlandese a mettere per primo piede sul suolo americano nella spedizione di Cristoforo Colombo nel 1492.[46]

Fino alla fine dell'Ottocento gli abitanti dell'Irlanda ricevevano un'educazione scolastica che comprendeva lo studio del latino e del greco.[46]

L'apporto dell'Irlanda alla letteratura di lingua inglese è notevole; fra i tanti, si annoverano James Joyce, Oscar Wilde, William Butler Yeats, Samuel Beckett, Jonathan Swift, Bram Stoker, Patrick Kavanagh e Seamus Heaney.

Ci sono inoltre numerosi autori in lingua irlandese, tra cui Peig Sayers, Máirtín Ó Direáin, Brian O'Nolan e Muiris Ó Súilleabháin.

Nei secoli sono state tante le ondate di emigrazione a causa soprattutto di ragioni politiche, oppressioni religiose e problemi di natura economica, tanto che si parla propriamente di diaspora irlandese. Ciò ha fatto sì che essi si stabilizzassero in diversi Paesi occidentali (soprattutto anglofoni): Regno Unito, Australia, Canada, Argentina, Cile, Uruguay, Nuova Zelanda, Messico, Francia, Germania e Brasile. Ma è negli Stati Uniti che si concentra la più alta percentuale: circa 6 volte in più dell'Irlanda stessa.

  1. Inclusa l'Irlanda del Nord
  2. (EN) Census of Population 2022 Profile 5 - Diversity, Migration, Ethnicity, Irish Travellers & Religion, su cso.ie.
  3. (EN) Census 2021 main statistics ethnicity tables, su nisra.gov.uk.
  4. Esclusa l'Irlanda del Nord
  5. Owen Bowcott, More Britons applying for Irish passports, su Theguardian.com, 13 settembre 2006.
  6. (EN) Irish American Heritage Month and St. Patrick’s Day: March 2024, su census.gov.
  7. https://www12.statcan.gc.ca/census-recensement/2021/as-sa/fogs-spg/page.cfm?lang=E&topic=10&dguid=2021A000011124
  8. https://www.abs.gov.au/census/find-census-data/quickstats/2021/2201_AUS
  9. https://www.ireland.ie/en/argentina/irelands-relationship-with-argentina/
  10. https://mexiconewsdaily.com/culture/the-irish-defectors-who-fought-for-freedom-and-for-mexico-los-patircios/
  11. (EN) Foclóir Gaeilge–Béarla (Ó Dónaill): Gael, su teanglann.ie. URL consultato il 27 dicembre 2025.
  12. (EN) Foclóir Gaeilge–Béarla (Ó Dónaill): Éireannach, su teanglann.ie. URL consultato il 27 dicembre 2025.
  13. (GA) Citizensinformation.ie, Ag éirí i do shaoránach Éireannach, su citizensinformation.ie. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  14. (EN) Edmund Gilbert, Seamus O’Reilly e Michael Merrigan, The Irish DNA Atlas: Revealing Fine-Scale Population Structure and History within Ireland, in Scientific Reports, vol. 7, n. 1, 8 dicembre 2017, pp. 17199, DOI:10.1038/s41598-017-17124-4. URL consultato il 27 dicembre 2025.
  15. Goídel in Old Irish, su kaikki.org. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  16. "State of Ireland & Plan for its Reformation" in State Papers Ireland, Henry VIII, ii, 8.
  17. 1 2 (EN) Andrew Boorde, The fyrst boke of the introduction of knowledge made by Andrew Borde, of physycke doctor. A compendyous regyment; or, A dyetary of helth made in Mountpyllier, a cura di Furnivall, Frederick James, Londra, Early English Text Society, 1870, pp. 131–134.
  18. Tony Crowley, Language, politics and identity in Ireland: a historical overview (PDF), in Ray Hickey (a cura di), Sociolinguistics in Ireland, Palgrave Macmillan, 2016, pp. 198–217, DOI:10.1057/9781137453471_9, ISBN 9781137453471. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  19. The Statute of Kilkenny, su historytoday.com, History Today Ltd.. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  20. (EN) ‘Pleasant comfortable and wholesome’ – Dublin in the late 16th century – The Irish Story, su theirishstory.com. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  21. (EN) Irishtown and Englishtown, su Reading the Signs. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  22. Tony Crowley, The Politics of Language in Ireland 1366–1922: A Sourcebook, London–New York, Routledge, 2002, pp. 37.
    «Cal. S.P. Ire., 1574–1585, doc. 1578, §2.15»
  23. BBC - History - Wars and Conflicts - Plantation of Ulster, su bbc.co.uk. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  24. (EN) Philip Mac a' Ghoill, English or Irish? Caught between Anglo rule and Gaelic tradition, 7 novembre 2025. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  25. 2.15 Cal.S.P. Ire., 1574-85, 1578, luaite in Crowley, Tony (2002), lch 37, The Politics of Language in Ireland 1366-1922: A Sourcebook, Routledge.
  26. (EN) Irish Rebellion of 1798 | National Army Museum, su nam.ac.uk. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  27. The Scullabogue Massacre 1798 – History Ireland, su historyireland.com. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  28. (EN) https://www.ulsterfolkmuseum.org/stories/history-orange-order, su ulsterfolkmuseum.org. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  29. (EN) Four Courts Press | Sir Richard Musgrave, 1746–1818, su fourcourtspress.ie. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  30. National Library of Ireland - 1916 Exhibition, su www.nli.ie. URL consultato il 7 gennaio 2026.
  31. (EN) Sophie Ingram, The Irish Language Revival: A Modern-Day Renaissance, su Medium, 19 ottobre 2024. URL consultato il 7 gennaio 2026.
  32. (EN) Brendan Walsh, The Politics of Language and National School Reform: The Gaelic League's Call for an Irish Ireland, 1893–1922, in Irish Educational Studies, vol. 31, n. 2, 2012, pp. 157-173, DOI:10.1080/03323315.2012.673891. URL consultato l'8 gennaio 2026.
  33. Hyde's "Necessity for De-Anglicising Ireland", su www.gaeilge.org. URL consultato il 7 gennaio 2026.
  34. (EN, GA) Sinn Féin, Towards a United Ireland – A Sinn Féin Discussion Document (PDF), 2025, pp. 42-43. URL consultato l'8 gennaio 2026.
    «We must engage with the Irish Diaspora and harness their political power.
    Is gá dul i dteagmháil le Diaspóra na nGael agus feidhm a bhaint as a gcumhacht pholaitiúil.»
  35. (EN, GA) Matt Keenan, Irish Genealogical Research: Diaspóra na nGael, su mattkeenan.ie. URL consultato l'8 gennaio 2026.
    «Diaspóra na nGael have spread far and wide across the world [...] in search of a better life.»
  36. (EN) Irish Diaspora – Diaspóra na nGael, su O'Liddy Clan of the Dalcassian Tribe, 25 gennaio 2013. URL consultato il 7 gennaio 2026.
  37. Shane Forde, Náisiúin Gaelach: Questions of Identity and Nationalism in the Irish Language, in TEANGA, the Journal of the Irish Association for Applied Linguistics, vol. 28, 9 dicembre 2021, pp. 306–330, DOI:10.35903/teanga.v28i.611. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  38. (EN) Foclóir Gaeilge–Béarla (Ó Dónaill): Gaelach, su teanglann.ie. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  39. (EN) English–Irish Dictionary (de Bhaldraithe): Gaelic, su www.teanglann.ie. URL consultato il 18 gennaio 2026.
  40. (EN) Office of the President of Ireland, Media Library | Speeches | President of Ireland, su president.ie. URL consultato il 18 gennaio 2026.
  41. (EN) Embodying identity - Dabka and Damhsa Gaelach/Irish Dance, su The Bethlehem Cultural Festival. URL consultato il 18 gennaio 2026.
  42. Traditional Irish music. - In Irish - Listen to pronunciation here, su inirish.bitesize.irish. URL consultato il 18 gennaio 2026.
  43. (EN) Devaki Das, Stobhach Gaelach | Traditional Irish Stew, su WeaveThousandFlavors, 25 febbraio 2021. URL consultato il 18 gennaio 2026.
  44. Pope calls Irish monk a father of Europe - Says He Nourished Continent's Christian Roots, su zenit.org (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2008).
  45. The Sagas of Icelanders, su us.penguingroup.com. URL consultato il 18 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 16 settembre 2009).
  46. 1 2 MacManus, Seamus (1921). The Story of the Irish Race: A Popular History of Ireland. Ireland: The Irish Publishing Co. ISBN 0-517-06408-1

Voci correlate

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