Guerra del maiale

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Guerra del maiale
PigWar-boundaries.png
I territori contesi: in rosso il confine rivendicato dal Regno Unito, in blu quello rivendicato dagli Stati Uniti, in verde la soluzione di compromesso
Datagiugno-ottobre 1859
LuogoSan Juan Islands
Esitostipula di un arbitrato
Schieramenti
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La guerra del maiale fu un confronto nel 1859 tra gli Stati Uniti d'America e il Regno Unito lungo il confine tra il Canada Britannico e gli Stati Uniti d'America nelle San Juan Islands, tra l'Isola di Vancouver e la terraferma. La guerra del maiale, chiamata così perché fu innescata dalla sparatoria contro un maiale, è anche chiamata episodio del maiale, guerra del maiale e delle patate, disputa di confine di San Juan o disputa di confine Nord-Occidentale. Senza colpi scambiati e senza vittime umane, questa disputa fu un conflitto senza spargimento di sangue.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Il Trattato dell'Oregon del 15 giugno 1846 risolse la disputa sul confine dell'Oregon dividendo l'Oregon Country/Distretto di Columbia tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna "lungo il 49º parallelo di latitudine Nord al centro del canale che separa il continente dall'Isola di Vancouver e da qui verso sud attraverso la parte intermedia di detto canale e dello Stretto di Juan de Fuca, fino all'Oceano Pacifico."[1]

Tuttavia, ci sono in realtà due stretti che potrebbero essere chiamati in causa al centro del canale: Haro Strait, lungo il lato Ovest delle San Juan Islands e Rosario Strait, lungo il lato Est.[2]

Nel 1846, c'era ancora qualche incertezza sulla geografia della regione. Le mappe più comunemente disponibili erano quelle di George Vancouver, pubblicata nel 1798 e di Charles Wilkes pubblicata nel 1845. In entrambi i casi le mappe non sono chiare nelle vicinanze della costa sud-orientale dell'Isola di Vancouver e delle Isole Gulf. Come risultato, Haro Strait non è ancora descritto in modo del tutto chiaro.[3]

Nel 1856, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna istituirono una commissione per i confini per risolvere una serie di problemi riguardanti il confine internazionale, includendo il confine acquatico dallo Stretto di Georgia allo Stretto di Juan de Fuca. I britannici nominarono James Charles Prevost Primo Commissario, George Henry Richards Secondo Commissario e William A. G. Young segretario. Gli statunitensi nominarono Archibald Campbell Primo Commissario,[4] John Parke Secondo Commissario e William J. Warren Segretario. Il 27 giugno 1857, i commissari statunitensi e britannici si incontrarono per la prima volta a bordo della nave britannica HMS Satellite,[4] ancorata in Esquimalt Harbour. Le due parti si incontrarono molte altre volte nel 1857 in Esquimalt Harbour e Nanaimo Harbour e si scambiarono lettere di corrispondenza prima di incontrarsi. Discussero del confine acquatico da ottobre a dicembre. Dall'inizio, Prevost sostenne che Rosario Strait fosse richiesto dal testo del trattato e che i redattori dello stesso si riferissero ad esso, mentre Campbell aveva la stessa opinione per Haro Strait.

Prevost sosteneva che il canale specificato nel trattato dovesse avere tre caratteristiche chiave:

  1. doveva separare il continente dall'Isola di Vancouver,
  2. doveva portare il confine in direzione Sud e
  3. doveva essere navigabile.

Egli scrisse che solo Rosario Strait soddisfaceva questi requisiti. Campbell ribatteva che l'espressione "southerly" (a Sud), contenuta nel trattato, dovesse essere intesa in senso generale, cioè intendendo che Rosario Strait non separava il continente dall'Isola di Vancouver, ma le San Juan Islands da Lummi Island, Cypress Island, Fidalgo Island e altre, e che la navigabilità non era pertinente al problema, ma anche se lo fosse stata, Haro Strait era il passaggio più ampio e diretto. Infine, sfidò Prevost a produrre prove che dimostrassero che i redattori del trattato si fossero riferiti a Rosario Strait. Prevost rispose alla sfida facendo riferimento alle mappe americane che mostravano il confine che attraversava Rosario Strait, inclusa una di John C. Frémont, prodotta per il e pubblicata dal governo statunitense, ed un'altra di John B. Preston, Ispettore Generale dell'Oregon nel 1852. Per gli altri punti, Prevost ripetette le sue dichiarazioni riguardanti la navigabilità di Rosario Strait—i canali tra le isole Lummi, Cypress, e Fidalgo non erano navigabili— e che una linea attraverso Rosario sarebbe stata a Sud, mentre una attraverso Haro avrebbe dovuto essere tracciata verso Ovest. I due continuarono a discutere il problema nel dicembre del 1857, finché non fu chiaro quale fosse l'argomento di ciascuna parte e che nessuno dei due sarebbe stato convinto dall'altro. Prevost fece un'offerta finale al sesto incontro, il 3 dicembre. Egli suggerì una linea di compromesso attraverso San Juan Channel, che avrebbe dato agli Stati Uniti tutte le isole principali tranne San Juan Island. Questa offerta fu rifiutata e la commissione fu aggiornata, accettando di riferire ai rispettivi governi. Così, l'ambiguità sul confine acquatico rimase.[5]

A causa di questa ambiguità, sia gli Stati Uniti che la Gran Bretagna sostennero la loro sovranità sulle San Juan Islands.[6] Durante questo periodo di disputa sulla sovranità, la britannica Compagnia della Baia di Hudson stabilì delle operazioni su San Juan e trasformò l'isola in un ranch di pecore. Nel frattempo, verso la metà del 1859, erano arrivati tra venticinque e ventinove coloni americani.[2][7]

San Juan Island aveva importanza significativa non per le sue dimensioni, ma come un punto strategico militare. Mentre i britannici mantenevano Fort Victoria sull'Isola di Vancouver a Ovest, con vista sullo Stretto di Juan de Fuca, il punto di ingresso a Haro Strait, che conduce allo Stretto di Georgia, la nazione che avesse mantenuto il possesso delle San Juan Islands sarebbe stata in grado di controllare tutti gli stretti connettendo lo Stretto di Juan de Fuca con lo Stretto di Georgia.

Il maiale ucciso[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 giugno 1859, esattamente tredici anni dopo l'adozione del Trattato dell'Oregon, l'ambiguità portò al conflitto diretto. Lyman Cutlar, un contadino americano che si era trasferito su San Juan Island rivendicando il diritto di vivere lì sotto il Donation Land Claim Act, trovò un maiale Large Black , una razza di suino domestico originario della Gran Bretagna, che rovistava nel suo giardino.[2][6][8] Egli aveva trovato il maiale che mangiava i suoi tuberi. Questa non era la prima volta che accadeva. Cutlar si arrabbiò a tal punto che prese la mira e sparò al maiale, uccidendolo. Si scoprì che il maiale era di proprietà di un irlandese, Charles Griffin, che era impiegato nella Compagnia della Baia di Hudson per gestire il ranch di pecore.[2][6][8] Possedeva anche diversi maiali a cui permetteva di vagare liberamente. I due avevano convissuto in pace fino a questo incidente. Cutlar offrì 10 dollari a Griffin per riparare alla perdita del maiale, ma Griffin non fu soddisfatto di questa offerta e chiese 100 dollari. In seguito a questa risposta, Cutlar ritenne di non dover pagare il maiale perché quest'ultimo aveva sconfinato nella sua terra. (Una storia probabilmente apocrifa racconta che Cutlar disse a Griffin: "Stava mangiando le mie patate". Griffin rispose: "Spettava a te mantenere le tue patate fuori dalla portata del mio maiale".[8]) Quando le autorità britanniche minacciarono di arrestare Cutlar, i coloni americani invocarono la protezione militare.

Escalation militare[modifica | modifica wikitesto]

Il Generale di Brigata William S. Harney, che comandava il Dipartimento dell'Oregon, inizialmente inviò 66 soldati americani del 9º Reggimento di Fanteria sotto il comando del Capitano George Pickett a San Juan Island con l'ordine di impedire ai britannici di sbarcare.[2][6] Preoccupati che una popolazione abusiva di americani avrebbe cominciato a occupare San Juan Island se gli americani non fossero stati tenuti sotto controllo, i britannici inviarono tre navi da guerra sotto il comando del Capitano Geoffrey Hornby per contrastare gli americani.[2][6][8] Pickett divenne famoso per aver detto con aria di sfida, "Noi faremo di loro come nella battaglia di Bunker Hill" e ciò lo pose nelle luci della ribalta nazionale.[9] La situazione continuò a peggiorare con un proseguimento dell'escalation. Entro il 10 agosto 1859, 461 americani con 14 cannoni sotto il colonnello Silas Casey vennero contrapposti a cinque navi da guerra britanniche che montavano 70 cannoni e trasportavano 2140 uomini.[2][6][8] In questo periodo non vennero sparati colpi.

Il governatore della Colonia dell'Isola di Vancouver, James Douglas, ordinò al Contrammiraglio britannico Robert L. Baynes di far sbarcare i marines su San Juan Island e di attaccare i soldati americani sotto il comando del Generale di Brigata Harney. (Le forze di Harney avevano occupato l'isola dal 27 luglio 1859.) Baynes rifiutò, decidendo che "due grandi nazioni in guerra per un litigio su un maiale" fosse una cosa sciocca.[6][8] Ai comandanti locali di entrambe le parti erano stati dati essenzialmente gli stessi ordini: difendersi, ma assolutamente non sparare il primo colpo. Per diversi giorni, i soldati britannici e statunitensi si scambiarono insulti e ciascuna delle due parti cercò di incitare l'altra a sparare il primo colpo, ma la disciplina venne mantenuta su entrambi i fronti, e quindi non furono sparati colpi.

Risoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Quando le notizie sulla crisi raggiunsero Washington e Londra, ufficiali di entrambe le nazioni rimasero scioccati e intrapresero iniziative per calmare l'incidente internazionale potenzialmente esplosivo.[10]

A Settembre, il Presidente degli Stati Uniti d'America James Buchanan inviò il Generale Winfield Scott per negoziare con il Governatore Douglas e risolvere la crescente crisi.[6][8] Questo era nel miglior interesse degli Stati Uniti, poiché le tensioni all'interno del paese stavano aumentando e presto sarebbero culminate nella guerra di secessione americana.[8] Scott aveva calmato altre due crisi di confine tra le due nazioni alla fine degli anni 1830. Arrivò a San Juans a ottobre e iniziò le trattative con Douglas.[10]

Come risultato delle trattative, entrambe le parti concordarono di mantenere l'occupazione militare congiunta dell'Isola fino a raggiungere un accordo finale, riducendo la loro presenza a una forza simbolica di non più di 100 uomini.[6] Il "campo inglese" si stabilì sull'estremità Nord di San Juan Island lungo la costa, per facilità di fornitura e accesso; invece il "campo americano" venne realizzato sull'estremità Sud su un prato alto e battuto dal vento, adatto a sbarramenti di artiglieria contro la navigazione.[8] Oggi lo Union Jack, la bandiera nazionale del Regno Unito, sventola ancora sopra il "campo inglese", venendo issata e ammainata quotidianamente dai ranger del parco, rendendolo uno dei pochi luoghi senza status diplomatico dove i dipendenti del governo degli Stati Uniti issano regolarmente la bandiera di un altro paese.

Lo Union Jack presso il "campo inglese" nel San Juan Island National Historical Park

Durante gli anni dell'occupazione militare congiunta, i piccoli contingenti britannico e americano su San Juan Island ebbero rapporti reciproci di amicizia, ciascuno visitando il campi dell'altro per celebrare le rispettive festività nazionali e tenere varie competizioni atletiche. I ranger del parco dicono ai visitatori che la maggiore minaccia alla pace sull'isola durante questi anni è stata "la grande quantità di alcol disponibile".

Questo stato di cose continuò per i successivi 12 anni. La disputa si risolse pacificamente dopo più di un decennio di confronto e tensioni militari, durante questo periodo le autorità britanniche locali hanno costantemente esercitato pressioni su Londra per riprendersi interamente la regione dello Stretto di Puget,[senza fonte] visto che gli americani erano impegnati altrove con la guerra di secessione. Nel 1866, la Colonia dell'Isola di Vancouver venne fusa con la Colonia della Columbia Britannica formando una Colonia della Columbia Britannica allargata. Nel 1871, la colonia allargata si unì alla neoformata Confederazione Canadese. Nello stesso anno, il Regno Unito e gli Stati Uniti firmarono il Trattato di Washington che affrontò varie questioni tra le due nazioni, comprese le questioni di confine che coinvolgevamo la Confederazione appena formata. Tra i risultati del trattato c'era la decisione di risolvere la disputa di San Juan mediante arbitrato internazionale, con l'imperatore Guglielmo I di Germania scelto per fungere da arbitro. Guglielmo rimandò la questione a una commissione arbitrale di tre uomini che si riunì a Ginevra per quasi un anno.[10] Il 21 ottobre 1872, la commissione decise in favore degli Stati Uniti.[2][6][8] L'arbitro scelse il confine marittimo preferito dagli americani attraverso Haro Strait, a Ovest delle isole, in contrapposizione alla preferenza britannica per Rosario Strait che si trova a Est.

Truppe britanniche lasciano San Juan Island

Il 25 novembre 1872, i britannici ritirarono i loro Royal Marines dal campo inglese.[2] Gli americani fecero altrettanto nel luglio del 1874.[2][6]

Politici e cittadini canadesi, già arrabbiati per il Trattato dell'Oregon, furono di nuovo indignati dal fatto che la Gran Bretagna non aveva curato i loro interessi e il Canada inizò a cercare una maggiore autonomia negli affari internazionali.

La guerra del maiale viene commemorata nel San Juan Island National Historical Park.[8]

Figure chiave[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo originale del Trattato dell'Oregon su en.wikisource, su en.wikisource.org.. Consultato il 16 ottobre 2006.
  2. ^ a b c d e f g h i j Todd Matthews, The Pig War of San Juan Island, in The Tablet, www.wahmee.com. URL consultato il 7 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2008).
  3. ^ Derek Hayes, Historical Atlas of the Pacific Northwest: Maps of exploration and Discovery, Sasquatch Books, 1999, pp. 171–174, ISBN 1-57061-215-3.
  4. ^ a b Phil Dougherty, The International Boundary Commission first meets on June 27, 1857, in HistoryLink.org, Online Encyclopedia of Washington State History, 28 febbraio 2010, p. 9328. URL consultato il 19 luglio 2013.
  5. ^ Ethelbert Olaf Stuart Scholefield e Frederic William Howay, British Columbia from the earliest times to the present. Vol. 2, The S.J. Clarke publishing company, 1914, pp. 303–306, OCLC 697901687. URL consultato il 22 giugno 2011.
  6. ^ a b c d e f g h i j k The Pig War, National Park Service, U.S. Department of the Interior. URL consultato il 7 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2007).
  7. ^ British Columbia: From the earliest times to the present, Vol II Archiviato il 27 maggio 2011 in Internet Archive. by E.O.S. Scholefield and F.W. Howay
  8. ^ a b c d e f g h i j k Chuck Woodbury, How One Pig Could Have Changed American History, in Out West #15, Out West Newspaper, 2000. URL consultato il 16 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2013).
  9. ^ Tagg, Larry, The Generals of Gettysburg, Savas Publishing, 1998. URL consultato il 14 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2014).
  10. ^ a b c The Pig War, in San Juan Island National Historical Park, National Park Service. URL consultato il 19 giugno 2009.
  11. ^ a b Michael Vouri, The Pig War: Standoff at Griffin Bay, Griffin Bay, 1999, pp. 273, ISBN 978-0-9634562-5-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Ulteriore bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Betty Baker, The Pig War, HarperCollins Canada, 1969, ISBN 0-06-020333-1.
  • E.C. Coleman, The Pig War: The Most Perfect War in History, The History Press, 2009, ISBN 978-0-7524-5227-2.
  • Mark Holtzen, The Pig War, CreateSpace, 2012, ISBN 1-4750-5136-0.
  • Scott Kaufman, The Pig War, Lexington Books, 2003, ISBN 0-7391-0729-1.
  • Rosemary Neering, The Pig War: The Last Canada–US Border Conflict, Heritage House Publishing Co. Ltd., 2011, ISBN 1-926936-01-9.
  • Michael Vouri, The Pig War: Standoff at Griffin Bay, Griffin Bay Book Store, 1999, ISBN 0-9634562-5-3.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 48°27′41.91″N 123°00′23.81″W / 48.461642°N 123.006614°W48.461642; -123.006614

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