Dissenteria

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Dissenteria
Shigella stool.jpg
Shigella dysenteriae, un agente eziologico della dissenteria
Specialità infettivologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-10 A09.0, A03.9, A06.0 e A07.9
MeSH D004403

La dissenteria è una malattia infettiva a carico dell'apparato digerente e causata dall'ingestione di alimenti infetti o di acqua contenente microrganismi.[1][2] I sintomi possono includere febbre, dolori addominali,[3] e tenesmo rettale (una sensazione di incompleta defecazione).

È causata da un certo numero di agenti infettivi, come batteri, virus, vermi parassiti o protozoi.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che vi siano 80 milioni di casi e 700.000 morti per Shigellosi ogni anno in tutto il mondo.[4] L'Amebiasis infetta oltre 50 milioni di persone, dei quali 50.000 vanno incontro al decesso.[5]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

I due principali tipi di dissenteria sono causati da batteri del genere Shigella (dissenteria bacillare) e dal protozoo Entamoeba histolytica (dissenteria amebica).

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Nei paesi sviluppati, la forma più comune della dissenteria è la "dissenteria bacillare" che è tipicamente una malattia non grave, che normalmente causa dolori di stomaco mite e frequente evacuazione delle feci o di diarrea. I sintomi di solito si presentano dopo da uno a tre giorni e di solito svaniscono dopo una settimana. La frequenza dello stimolo a defecare, il volume di feci liquide evacuate e la presenza di muco, pus e sangue dipende dal patogeno che causa la malattia. Può verificarsi una temporanea intolleranza al lattosio. In alcune occasioni può causare forti dolori addominali, febbre, shock e deliri.[1][6][7][8]

Nei casi estremi, i pazienti con la dissenteria possono perdere un litro di liquidi ogni ora. Più spesso, le persone lamentano di nausea, dolore addominale e frequente diarrea acquosa e maleodorante, accompagnata da muco e sangue, dolore rettale e febbre. A volte possono riscontrarsi anche vomito, rapida perdita di peso e dolori muscolari generalizzati. In rare occasioni, il parassita amebico potrà invadere l'organismo attraverso il flusso sanguigno e diffondersi oltre l'intestino. In questi casi, può seriamente infettare altri organi come il cervello, polmoni e il fegato.[9]

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente la dissenteria viene gestita cercando di mantenere un sufficiente livello di fluidi utilizzando la terapia di reidratazione orale. Se ciò non può essere ottenuto a causa del vomito o della profusione di diarrea, un ricovero in ospedale può essere richiesto per la somministrazione di liquidni per via endovenosa. In situazioni ideali, nessuna terapia antibiotica deve essere somministrata fino a quando gli studi al microscopio e la coltura microbiologica non hanno stabilito gli agenti infettivi effettivamente coinvolti. Quando gli esami di laboratorio non sono disponibili, può essere necessario somministrare una combinazione di farmaci.

Se si sospetta che vi sian un'infezione da Shigella non troppo grave, si può lasciare ceh proceda il suo decorso, che dura solitamente meno di una settimana. Se l'infezione appare grave, antibiotici, come la ciprofloxacina possono essere utili. Tuttavia, molti ceppi di Shigella diventano resistenti agli antibiotici comuni e i farmaci efficaci sono spesso scarseggiano nei paesi in via di sviluppo. Se necessario, un medico può riservare antibiotici per coloro che appartengono alle classi di pazienti a più alto rischio di morte, compresi i bambini piccoli, le persone sopra i 50 anni e chi soffre di disidratazione o malnutrizione.

La dissenteria amebica è spesso trattata con due farmaci antimicrobici, come il metronidazolo e la paromomicina o l'iodochinolo.[10]

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Una diagnosi clinica può essere fatta considerando la storia del paziente e una breve visita medica. Il trattamento viene di solito iniziato senza o prima della conferma delle analisi di laboratorio.

L'esame fisico comprende l'osservazione della bocca, della pelle e delle labbra per cercare segni di disidratazione. Una bassa sensibilità addominale può anche essere presente.[9]

Una coltura di campioni di feci può essere esaminata per identificare l'organismo che ha causato la dissenteria. Solitamente, diversi campioni devono essere ottenuti per via del numero variabile di amebe, che cambia giornalmente.[9]

Gli esami del sangue possono essere utilizzati per misurare anomalie nei livelli di minerali essenziali e sali.[9]

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

Se trattati correttamente, la maggior parte dei casi di dissenteria amebica e batterica regrediscono entro dieci giorni e quasi tutti i pazienti raggiungeranno un pieno recupero entro due a quattro settimane dopo l'inizio della terapia adeguata. Se la condizione non viene curata, la prognosi varia a seconda dello stato immunitario del singolo paziente e dalla gravità della malattia. Una disidratazione estrema può prolungare il recupero e aumentare significativamente il rischio di complicanze gravi.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Dysentery, Dorland's Medical. URL consultato il 5 maggio 2016.
  2. ^ Dysentery, su who.int. URL consultato il 28 novembre 2014.
  3. ^ Traveller's Diarrhea: Dysentery ISBN 0-86318-864-8 p. 214
  4. ^ Guidelines for the control of shigellosis. WHO, 2005
  5. ^ Joseph Patrick Byrne, Encyclopedia of Pestilence, Pandemics, and Plagues: A-M, ABC-CLIO, 2008, pp. 175–176, ISBN 0-313-34102-8.
  6. ^ DuPont HL, Interventions in diarrheas of infants and young children, in J. Am. Vet. Med. Assoc., vol. 173, 5 Pt 2, 1978, pp. 649–53, PMID 359524.
  7. ^ DeWitt TG, Acute diarrhoea in children, in Pediatr Rev, vol. 11, nº 1, 1989, pp. 6–13, DOI:10.1542/pir.11-1-6, PMID 2664748.
  8. ^ Dysentery symptoms, National Health Service. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  9. ^ a b c d mdguidelines.com, Dysentery-Diagnosis, mdguidelines.com. URL consultato il 17 novembre 2010.
  10. ^ Chapter 3 Infectious Diseases Related To Travel, su CDC, 1º agosto 2013. URL consultato il 9 giugno 2014.
  11. ^ mdguidelines.com, Dysentery-Prognosis, mdguidelines.com. URL consultato il 17 novembre 2010.

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