Presidenza di James Buchanan

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Presidenza James Buchanan
Hon. James Buchanan - NARA - 528318.jpg
Il presidente Buchanan in una foto di Mathew B. Brady).
StatoStati Uniti Stati Uniti
Capo del governoJames Buchanan
(Partito Democratico)
Giuramento4 marzo 1857
Governo successivo4 marzo 1861
Left arrow.svg Presidenza Pierce Presidenza Lincoln Right arrow.svg

La presidenza di James Buchanan ebbe inizio il 4 marzo del 1857 con il discorso d'inaugurazione e relativo insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America e si concluse il 4 marzo del 1861. Buchanan, esponente di rilievo del Partito Democratico per la Pennsylvania assunse la carica di 15º presidente degli Stati Uniti d'America dopo aver sconfitto l'ex presidente Millard Fillmore dei Know Nothing e John Charles Frémont del neonato Partito Repubblicano nelle elezioni presidenziali del 1856.

Ottenne la Nomination democratica alla Convention del Partito, dove riuscì a battere sia l'ex presidente Franklin Pierce che il senatore dell'Illinois Stephen A. Douglas. Durante la maggior parte della presidenza di Franklin Pierce rimase residente a Londra nella sua qualità di ministro della Corte di San Giacomo, ebbe quindi la ventura di non essere coinvolto nella polemica che precedette e immediatamente seguì la promulgazione della Kansas-Nebraska Act la quale aveva profondamente diviso il paese e gli stessi leader democratici.

Prima ancora di assumere l'alto ufficio innalzò ampie lodi nei confronti della Corte Suprema per aver sentenziato in Dred Scott contro Sandford la legittimità della schiavitù e fece un'operazione di gruppo di pressione volta ad influenzarne le scelte. Si alleò con il Sud nel tentativo di ottenere l'ammissione del Kansas all'Unione come Stato schiavista sotto la "Costituzione di Lecompton". Sempre conciliatorio, almeno in apparenza, cercò comunque costantemente di non alienarsi nessuno (né i secessionisti né gli unionisti) ed in tal maniera finì col non piacere mai veramente a nessuno[1].

Venne spesso chiamato "doppia faccia", un nordista con forti simpatie sudiste, combattendo contro Douglas (leader della corrente politica propugnatrice del "principio di sovranità popolare" nella questione dello schiavismo) per avere il controllo totale del Partito; nel bel mezzo del crescente abisso che stava separando gli Stati schiavisti da quelli liberi il cosiddetto "Panico del 1857" colpì il paese, causando diffusi fallimenti di imprese ed un elevato tasso di disoccupazione. Nel corso di questi anni si verificò anche il confronto armato prolungato che vide contrapposti i pionieri mormoni nel territorio dello Utah e le forze federali: la guerra dello Utah durerà dal maggio del 1857 al luglio del 1858.

Nel suo discorso inaugurale promise di servire solo per un quadriennio e, col montare della crisi nazionale sulla questione della schiavitù, nessuno gli chiese di revocare questo proposito, accettato da tutti come un impegno preso[1]. Tuttavia nonostante la sua radicata esperienza nelle questioni diplomatiche e inerenti alla politica estera non fu capace di calmare la crescente crisi settaria che avrebbe tragicamente diviso la nazione verso la fine del suo mandato; la successiva presidenza di Abraham Lincoln dovrà infatti misurarsi con la secessione del Sud riunito negli Stati Confederati d'America e la conseguente guerra di secessione americana.

Il candidato repubblicano del 1860, Abraham Lincoln, si propose di mettere in esecuzione una piattaforma dedicata sì a mantenere la schiavitù laddove essa fosse già presente, ma di non farla estendere anche ai territori occidentali; batté lo stesso democratico Douglas, il Sudista Vicepresidente in carica John C. Breckinridge e John Bell, vincendo così le elezioni presidenziali del 1860.

La firma autografa del presidente Buchanan.

In risposta alla vittoria di Lincoln 7 Stati del Sud dichiararono la loro separazione dall'Unione. Nei 4 mesi che seguirono ed in cui continuò a rimanere al suo posto Buchanan si rifiutò con decisione di affrontare gli Stati ribelli con la forza militare, ma riuscì a mantenere il controllo di Fort Sumter; la crisi culminerà con la guerra civile subito dopo che Buchanan avrà lasciato l'ufficio.

Fu l'unico presidente della storia degli Stati Uniti d'America ad essere e rimanere scapolo.

Elezioni presidenziali del 1856[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1856.

Il servizio svolto da Buchanan all'estero nella sua qualità di ambasciatore presso il Regno Unito lo collocò molto convenientemente al di fuori del paese mentre era in corso un aspro e quantomai vivace dibattito nei riguardi della Kansas-Nebraska Act la quale fece discutere l'intera nazione[2]. Sebbene non cercò apertamente la presidenza scelse con intento deliberato di non scoraggiare il movimento che si formò attorno al suo nome; esso rimarrà ben al di sopra del suo personale potere in molte occasioni[3].

Bandiera per la campagna elettorale Democratica.

La Convenzione nazionale democratica si riunì a giugno e adottò una piattaforme politica che rifletteva in gran parte le idee e opinioni dello stesso Buchanan, incluso il sostegno alle Fugitive slave laws (leggi sugli schiavi fuggitivi), il porre termine alle agitazioni sollevate dai fautori dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America e l'aumento d'influenza da attuare nella regione del Golfo del Messico[4].

Il presidente incumbent Franklin Pierce sperò in un primo momento di potersi ricandidare, sebbene il senatore Stephen A. Douglas si fosse rivelato fin da subito come un candidato forte. Buchanan guidò già il 1° ballottaggio grazie al sostegno e all'incoraggiamento dei potenti senatori John Slidell, Jesse David Bright e Thomas Francis Bayard i quali presentarono Buchanan come un leader esperto che avrebbe potuto appellarsi tanto al Nord quanto al Sud. Riuscì alfine ad ottenere la candidatura ufficiale dopo 17 votazioni e gli venne affiancato John C. Breckinridge del Kentucky.

Entro quell'anno il Partito Whig, che da tempo rappresentava la principale forza d'opposizione ai democratici, visse una forte crisi; crollò e si dissolse. Buchanan si trovò ad affrontare due concorrenti, l'ex presidente Whig Millard Fillmore il quale corse per gli Know Nothing e l'abolizionista radicale John Charles Frémont associatosi ai Repubblicani.

Mappa dei risultati alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1856; Buchanan conquistò tutto il Sud e il Centro del paese, i repubblicani (in rosso) si dovettero accontentare dell'estremo Nord.

Essendo i tempi rimasti assai stretti egli non ebbe quasi modo di condurre una campagna elettorale, ma scrisse bensì lettere promettendo di sostenere in tutti i suoi punti la piattaforma democratica. Alle elezioni riuscì a trarre a sé tutti gli Stati schiavisti tranne il Maryland, così come 5 Stati liberi compreso il proprio; ottenne il 45% del voto popolare e, soprattutto, ebbe modo di acquisire 174 Grandi elettori rispetto ai 114 di Frémont e agli 8 di Fillmore. Questa elezione lo ha reso il primo - e fino ad oggi l'unico - presidente della Pennsylvania.

Nel suo discorso di vittoria non mancò di denunciare i Repubblicani, definendoli un'organizzazione pericolosa e geograficamente ristretta la quale aveva aggredito in una maniera del tutto sleale il Sud[5]: anche nel corso della cerimnia d'inaugurazione affermerà che "l'oggetto della mia amministrazione sarà quello di distruggere il partitismo settario che mette in antitesi il Nord al Sud e di ripristinare l'armonia nell'Unione sotto un governo nazionale e mirante al conservatorismo"[6].

Con una capacità equilibratice di non poco conto e attraverso nomine assai ben selezionate riuscirà a convincere la popolazione ad accettare la Costituzione degli Stati Uniti d'America così come la Corte Suprema la stava interpretando; si stava difatti considerando la legittimità di limitare la pratica della schiavitù nei territori degli Stati Uniti d'America medio-occidentali: 2 giudici accennarono a Buchanan nei riguardi delle conclusioni adottate[7]. Sentenze e verdetti appoggiarono fino a questo momento l'istituto della schiavitù negli Stati Uniti d'America.

L'inaugurazione di Buchanan.

Inaugurazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America.

Buchanan divenne il 15º presidente degli Stati Uniti d'America il 4 marzo del 1857, la cerimonia d'inaugurazione e insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America si tenne nel "Portico Est" del Campidoglio. Il presidente della Corte suprema Roger Brooke Taney gestì e presenziò al giuramento dell'eletto. Questa fu la prima cerimonia di inaugurazione nota per essere stata fotografata.

Nel suo discorso inaugurale si impegnò a servire per un solo mandato; in questo manterrà la parola data e sosterrà il suo Vicepresidente degli Stati Uniti d'America John C. Breckinridge nelle elezioni presidenziali del 1860 contro Abraham Lincoln. Parlò anche assai criticamente delle crescenti divisioni sulla questione schiavitù e sul suo status nei territori; affermò esplicitamente che l'Assemblea congressuale non avrebbe dovuto svolgere alcun ruolo nella determinazione dello status di schiavitù o meno negli Stati o nei territori. Il nuovo presidente disse che

« "è l'imperativo e indispensabile dovere del governo degli Stati Uniti di assicurare a ogni abitante residente l'espressione libera e indipendente del proprio parere con il suo voto. Questo sacro diritto di ogni individuo deve essere preservato. Su ciò che è compiuto nulla può essere più giusto che lasciare il popolo di un territorio libero da ogni interferenza straniera per decidere il suo proprio destino da se stesso, soggetto solo alla Costituzione degli Stati Uniti d'America"[1]. »

Sostenne inoltre che un codice schiavista federale avrebbe dovuto proteggere i diritti dei proprietari di schiavi in qualsiasi territorio; alluse ad un caso pendente della Corte suprema, Dred Scott contro Sandford, che - proclamò - avrebbe stabilito in modo permanente la questione della schiavitù. Buchanan difatti conosceva già l'esito del caso e aveva anche giocato una parte importante nella disposizione della sentenza finale[8].

Partiti politici:
      Democratico       Repubblicano

Dipartimento/
Funzione
Foto Nome Data
Presidente  
James Buchanan.jpg
James Buchanan 1857 - 1861
Vicepresidente  
John C Breckinridge-04775-restored.jpg
John C. Breckinridge 1857 - 1861
Segretario di Stato  
Lewis Cass circa 1855.jpg
Lewis Cass 1857 – 1860
 
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Jeremiah Sullivan Black 1860 – 1861
Segretario al Tesoro  
Howell Cobb-crop.jpg
Howell Cobb 1857 – 1860
 
Philip Francis Thomas, sitting.jpg
Philip Francis Thomas 1860 – 1861
 
JADix-Sarony.jpg
John Adams Dix 1861
Segretario alla Guerra  
John Buchanan Floyd.jpg
John Buchanan Floyd 1857 – 1860
 
Joseph Holt.jpg
Joseph Holt 1860 - 1861
Procuratore generale  
JSBlack-AG.jpg
Jeremiah Sullivan Black 1857 - 1860
 
Edwin McMasters Stanton Secretary of War.jpg
Edwin McMasters Stanton 1860 - 1861
Direttore generale delle poste  
Aaron V. Brown cph.3a00312.jpg
Aaron Venable Brown 1857 – 1859
 
Joseph Holt.jpg
Joseph Holt 1859 - 1860
 
Horatio King 03856a restored.jpg
Horatio King 1861
Segretario alla Marina  
Isaac Toucey - Brady-Handy.jpg
Isaac Toucey 1857 - 1861
Segretario degli Interni  
Jacob Thompson (ca. 1857).jpg
Jacob Thompson 1857 - 1861

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli avvenimenti salienti della presidenza Buchanan saranno:

1857
1858
1859
1860
1861

Gabinetto ministeriale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gabinetto degli Stati Uniti d'America e Governo federale degli Stati Uniti d'America.

All'approssimarsi del 4 di marzo Buchanan cercò di stabilire un gabinetto armonioso, sperando di evitare le lotte intestine che avevano afflitto i migliori funzionari della presidenza di Andrew Jackson; tentò di essere il capo chiaro e indiscusso e pertanto scelse solamente degli uomini che si sarebbero trovati sempre d'accordo con le sue opinioni[9].

Anticipando che la sua amministrazione si sarebbe concentrata sulla politica estera e che Buchanan stesso l'avrebbe in gran parte diretta nominò l'oramai invecchiato e svanito Lewis Cass al posto di Segretario di StatoBaker, 2004, pp. 77-80</ref>.

Cass sarebbe diventato un emarginato in seno all'amministrazione, con Buchanan e l'assistente del Segretariato John Appleton che invece diressero tutti gli affari che sarebbero invece dovuti essere di sua esclusiva competenza[10]. Nel compilare la propria lista il presidente scelse quattro Sudisti e tre Nordisti, uno dei quali - Isac Toucey - ampiamente considerato un "doppiogiochista" (o "doppiafaccia"-doughface).

Oltre al Cass quasi affetto da senilità solo Jeremiah Sullivan Black mantenne una certa imparzialità nei confronti del Sud, ma altresì anch'egli disprezzò largamente i fautori dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America e i liberatori dei "negri" affiliati al Free Soil Party[11].

La nomina dei meridionali e dei loro simpatizzanti alieno il neopresidente a molti del Nord e la sua mancata assunzione dei seguaci di Stephen A. Douglas divise gravemente il Partito Democratico[9]. Anche se Buchanan dovette la sua nomina in larga parte alla decisione di Douglas di ritirarsi alla Convention nazionale Democratica egli non lo amò mai personalmente, favorendogli Jesse David Bright, che sperava di prendere il suo posto in qualità di leader dei Democratiti del "West"[12].

Al di fuori dell'ambito più strettamente governativo lasciò ai loro posti molti degli amministratori della presidenza di Franklin Pierce, ma tolse un numero sproporzionato di Nordisti che mantenevano legami con lo stesso Pierce o con Douglas. Il presidente mise subito in un angolo anche il proprio Vicepresidente John C. Breckinridge; quest'ultimo svolgerà difatti sempre un ruolo del tutto minore e di ben poco conto all'interno dell'amministrazione[13].

Nomine giuridiche[modifica | modifica wikitesto]

Buchanan nominò un solo giudice per la "Corte Suprema", Nathan Clifford. Il posto vacante sorse dopo le dimissioni di Benjamin Robbins Curtis, che aveva fortemente disapprovato la sentenza "Dred Scott". Clifford servirà fino al 1881, diventando uno dei giudici associati "senior" nel 1872.

Nome Seggio Stato 'Inizio servizio
attivo
Termine servizio
attivo
Nathan Clifford Massachusetts Massachusetts 18580112 12 gennaio 1858 18810725 25 luglio 1881

Il presidente inoltre scelse altri sette giudici federali, tutti nei tribunali distrettuali.

Nome Corte Inizio servizio
attivo
Termine servizio
attivo
Asa Biggs Carolina del Nord Carolina del Nord 13 maggio 1858 3 aprile 1861
John Cadwalader Pennsylvania Pennsylvania Orientale 24 aprile 1858 26 gennaio 1879
Matthew Paul Deady Oregon Oregon 9 marzo 1859 24 marzo 1893
William Giles Jones Alabama Alabama Settentrionale
Alabama Meridionale
29 settembre 1859[14] 12 gennaio 1861
Wilson McCandless Pennsylvania Pennsylvania Occidentale 8 febbraio 1859 07
Rensselaer Russell Nelson Minnesota Minnesota 20 maggio 1858 16 maggio 1896
William Davis Shipman Connecticut Connecticut 12 marzo 1860 16 aprile 1873

Nominò infine due nuovi membri presso la Corte di Cassazione.

Nome Inizio servizio
attivo
Termine servizio
attivo
John James Gilchrist 3 marzo 1855 1858[15]
George Parker Scarburgh 8 maggio 1855 11 aprile 1861[16]
La bandiera degli Stati Uniti d'America a 34 stelle inaugurata nel 1861.

Nuovi Stati ammessi nell'Unione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Evoluzione territoriale degli Stati Uniti d'America, Regioni degli Stati Uniti d'America e Stati per data di entrata negli Stati Uniti d'America.

Furono 3 i nuovi Stati ammessi nell'Unione mentre Buchanan si trovava in carica:

Caso Dred Scott[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cronologia degli eventi principali che hanno portato alla guerra di secessione americana e Dred Scott contro Sandford.

All'indomani della guerra Messico-Stati Uniti si ripresentò nuovamente il dibattito sull'istituzione della schiavitù nei territori dell'Ovest. Fintanto che l'abolizionismo negli Stati Uniti d'America non emerse come una forza potentemente organizzata anche politicamente molti Nordisti continuarono a vedere l'istituto schiavista per lo più come una piaga morale e pertanto si opposero fermamente alla sua estensione a occidente. I Sudisti si sentirono profondamente offesi dall'accusa d'immoralità e temettero che la proibizione dello schiavismo nei territori potesse condurre come sua naturale conseguenza ad una sua messa in discussione anche nel Sud[20].

La situazione esistente nel 1858 tra Stati liberi (in celeste) e schiavisti (in rosso) a seguito dell'ammissione del Minnesota nell'Unione.

Il Compromesso del 1850 aveva contribuito a disinnescare - anche se solo temporaneamente - la situazione, ma ogni sfida intrapresa dal Nord contro la Fugitive Slave Law (fatta promulgare come parte del compromesso) dava la stura ad infiammare le tensioni latenti in tutto il profondo Sud. La pubblicazione nel 1852 de La capanna dello zio Tom divise e creò un ulteriore solco tra le due opinioni contrapposte[21].

Due anni dopo la Kansas-Nebraska Act aveva abrogato il Compromesso del Missouri del 1820 il quale limitava la pratica schiavista solo a Sud del 36°30′ parallelo Nord, sostituendolo dalla libera scelta di ogni nuovo Stato, che avrebbe dovuto decidere da sé seguendo la concezione di "principio di sovranità popolare"[22].

Il disegno di legge si rilevò essere assai impopolare nel Nord in quanto potenzialmente avrebbe consentito la schiavitù in tutti i territori del West], prevedendo la possibile creazione di Stati schiaviti anche a Nord del 36°30′ parallelo. Nel frattempo il Partito Whig crollò su se stesso come neve al sole nei primi anni 1850 ed al suo posto si ide crescere sempre più l'influenza del neonato Partito Repubblicano[23].

Esso consistette in gran parte di Nordisti contrari all'ipotesi di espandere della schiavitù nei territori. Sebbene alcuni dei suoi primi membri cercassero di farla abolire anche al Sud i Sudisti interpretarono l'esistenza stessa di questo nuovo Partito come un affronto personale e d'altro canto gli stessi Repubblicani fecero davvero molti pochi sforzi nel tentativo di apellarsi al meridione attraverso una qualsiasi delle loro altre politiche le quali includevano il sostegno al mantenimento di alte tariffe doganali volte direttamente al protezionismo e ai progressi sociali interni utilizzando per lo più i fondi federali[24].

Al momento del suo insediamento Buchanan sperò non solo di porre un temine definitivo alle tensioni inerenti alla questione schiavista, ma anche di sconfiggere quello che vedeva come un Partito pericolosamente settario. La questione più urgente da affrontare in materia di schiavitù riguardò il suo status nell'Ovest (cioè se adottarla o meno) e se la sovranità popolare significasse che le legislature territoriali potessero bloccare qualsiasi ingresso alla forma schiavistica[25].

Vedendo in ciò una possibile apertura in un caso pendente alla Corte suprema atto a risolvere una volta per tutte la questione il presidente eletto s'impegnò attivamente nel procedimento decisionale della Corte nei mesi immediatamente precedenti alla sua stessa inaugurazione[26].

Appena 2 giorni dopo l'insediamento di Buchanan il presidente della Corte suprema Roger Brooke Taney pronunziò la sentenza sul caso Dred Scott contro Sandford la quale affermò che il Congresso non aveva alcun potere assegnatogli dalla Carta costituzionale per escludere la schiavitù dai territori[27]. Prima della sua cerimonia d'inaugurazione il neoeletto presidente aveva scritto al giudice John Catron (gennaio 1857) informandosi sul risultato del caso e suggerendo che una decisione "a più ampio spettro" si sarebbe rivelata col tempo la scelta migliore e più prudente[28].

Dred Scott, protagonista del caso Dred Scott contro Sandford.

Catron, che era originario del Tennessee, rispose a giro di posta il 10 di febbraio assicurando che la maggiorana Sudista della Corte si sarebbe espressa contro Dred Scott, ma che con ogni probabilità avrebbe dovuto emettere la sentenza su basi assai ridotte se non vi fosse stato alcun sostegno da parte dei giudici settentrionali... a meno che Buchanan non avesse potuto convincere il suo conterraneo della Pennsylvania Robert Cooper Grier ad unirsi alla maggioranza[29].

Il presidente sperò che una decisione di ampia maggioranza che tutelasse la schiavitù anche nei territori avrebbe avuto la capacità di porre fine una volta per tutte al dibattito, permettendo in tal maniera al paese di concentrarsi su ben altri problemi, tra cui l'eventuale annessione della Capitaneria generale di Cuba (con l'intento di farne uno Stato schiavista) e l'acquisizione di una più ampia porzione di territorio messicano[30].

Buchanan scrisse a Grier riuscendo a far prevalere il proprio punto di vista, permettendo così ad una maggioranza qualificata di emettere una decisione di più ampio respiro la quale trascese le circostanze specifiche del caso dichiarando l'incostituzionalità del Compromesso del Missouri[31].

La corrispondenza tra i due non venne al momento resa pubblica, tuttavia nel corso della sua cerimonia d'inaugurazione Buchanan fu visto impegnato in una conversazione fatta di sussurri con il presidente della Corte Taney. Quando la sentenza venne emessa 2 giorni dopo i Repubblicani iniziarono a far diffondere la notizia che Taney avesse rivelato al presidente il risultato imminente[32].

Buchanan sperò ardentemente che la decisione avrebbe distrutto la piattaforma politica Repubblicana, ma scandalizzati i Nordisti denunciarono la validità della sentenza (prospettando interferenze indebite). Il forte sostegno pubblico dato dal presidente alla scelta fatta dalla Corte fece sì che lui e il suo Partito si guadagnassero l'acerrima inimicizia di molti Nordisti fin dall'inizio della sua presidenza[33].

Il Bank run alla "Seamen's Savings' Bank" durante il Panico del 1857.

Panico del 1857 e misure economiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia degli Stati Uniti d'America.

Il cosiddetto panico del 1857 ebbe inizio in piena estate, inaugurato dal crollo sequenziale di 14 banche statali e più di 5.000 imprese. Mentre il Sud riuscì in gran parte a sfuggire al crollo e rimase pertanto incolumi, le città del Nord videro numerosi uomini e donne improvvisamente disoccupati scendere nelle strade a chiedere l'elemosina.

Un assegno firmato dal presidente.

Riflettendo sul proprio retaggio nella presidenza di Andrew Jackson la papale risposta di Buchanan fu "riforme, non sgravi fiscali". Mentre il governo rimase "senza alcun potere di estendere i soccorsi" avrebbe continuato a pagare i suoi debiti in natura e - sebbene non ridusse la quantità dei lavori pubblici - nessuno ne sarebbe stato più aggiunto[34].

Si esortarono gli Stati a limitare le banche a un livello di credito da 3 a 1 dollaro di moneta metallica e venne di fatto scoraggiato l'uso di titoli federali o statali come garanzia per le questioni relative alle banconote[35]. Anche se l'economia nazionale comincerà a riprendersi 2 anni dopo l'evento contribuì ad infiammare le tensioni preesistenti tra diverse fazioni, dato che molti Nordisti incolparono per il "panico" la "tariffa del 1857" sostenuta dal Sud (passata durante l'ultimo giorno di mandato della presidenza di Franklin Pierce)[36].

I meridionali, oltre a Buchanan, dal canto loro accusarono invece l'eccessiva regolamentazione dei banchieri del Nord.[37]. In parte a causa del peggioramento economico generale quando Buchanan lasciò l'ufficio il deficit federale ammontava a 17 milioni di dollari, ben più alto di quando era stato assunto alla presidenza[34].

Per tutto il 1858 e il 1859 l'assemblea congressuale continuò a discutere di questioni perennemente dibattute come la spesa per le tariffe e le infrastrutture; i membri del Sud e dell'Ovest riusciranno a far mantenere i bassi tassi della "tariffa del 1857" fino al 1861. Molti altri spinsero per la costruzione di una ferrovia transcontinentale, ma la proposta di una sua costruzione risultò sconfitta per colpa di una combinazione di Sudisti e uomini della Nuova Inghilterra[38].

Tra i disegni di legge a cui Buchanan pose il veto vi fu anche l'Homestead Act - che avrebbe dato 160 acri di terra pubblica ai coloni che vi fossero rimasti per almeno 5 anni - e le Morrill Land-Grant Acts le quali invece avrebbero concesso terre pubbliche per fondare "Land-grant university" grazie a sovvenzioni territoriali: saranno tutte promulgate nel corso della presidenza di Abraham Lincoln[39].

Utilizzò infine il proprio diritto di veto contro un provvedimento volto ad eliminare i banchi di sabbia dal lago St. Clair. Il presidente sostenne che questi atti andavano oltre il potere del governo federale come stabilito dalla Costituzione degli Stati Uniti d'America[38]. Dopo la secessione del Sud riunitosi negli Stati Confederati d'America l'assemblea congressuale poté finalmente dare il proprio assenso e via libera alla tariffa Morrill nel marzo del 1861, aumentando così notevolmente i tassi.

Guerra dello Utah[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerra dello Utah e Storia della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni.
Il territorio dello Utah (in blu con contorno nero) e la proposta di Brigham Young sull'istituzione dello Stato di Deseret (linea tratteggiata). Mappa moderna sottostante per riferimento.

L'attuale Utah (in precedenza stato di Deseret e territorio dello Utah) era stato occupato dagli affiliati della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni nel corso dei decenni precedenti e sotto la guida di Brigham Young avevano finito col diventare sempre più ostili nei riguardi dell'intervento federale. Young fece assassinare diversi ufficiali e scoraggiò pesantemente gli estranei dallo stabilirsi nell'area di Salt Lake City[34].

Nel settembre del 1857 la milizia mormone (ex legione di Nauvoo) commise il massacro di Mountain Meadows contro i coloni provenienti dall'Arkansas e diretti verso la California. Buchanan fu anche offeso personalmente dal comportamento di Young il quale propagandava apertamente la poligamia[40].

Accettando le voci più cruente non ancora corroborate pienamente dai fatti e credendo che i mormoni si trovassero in uno stato di aperta ribellione, Buchanan non esitò a mandare l'esercito nel novembre del 1857 per far sostituire con la forza Young come governatore territoriale con il non-mormone Alfred Cumming[27].

Anche se i Mormoni avevano spesso sfidato l'autorità federale alcuni non mancarono di chiedersi se l'azione presidenziale volta ad un intervento militare fosse una risposta giustificabile o abbastanza prudente guardando ai rapporti reciproci tra le differenti comunità[27].

Complicò ulteriormente la questione la diffusione della notizia secondo cui Young non venne sostituito per colpa della mancata consegna del dispaccio; l'amministrazione Pierce aveva difatti annullato il contratto di posta fino allo Utah. Dopo che Young reagì all'azione militare compiendo una spedizione di due settimane distruggendo treni, buoi e altre proprietà dell'esercito, Buchanan inviò Thomas Leiper Kane come agente privato per negoziare la pace[27].

La missione ebbe un esito positivo tanto che il nuovo governatore poté felicemente entrare in carica; la guerra dello Utah poté così terminare con un esito favorevole e soddisfacente per entrambe le parti. Il presidente concesse un'amnistia generale a tutti gli abitanti che avessero rispettato l'autorità governativa e spostò le truppe federali ad una distanza sufficiente tale che non turbasse l'equilibrio precario appena instaurato così faticosamente[41].

Benché continuasse a praticare la poligamia Young accettò di buon grado l'autorità federale subito dopo la conclusione della guerra[42].

Poster del Libero-Stato nel territorio del Kansas che chiede un'azione decisa contro i sostenitori della schiavitù negli Stati Uniti d'America e le leggi che la sostengono (1855).

Bleeding Kansas[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bleeding Kansas, Presidenza di Franklin Pierce § Dibattito sulla schiavitù e Bleeding Kansas e John Brown (attivista) § Azioni in Kansas.

A seguito del passaggio della legislazione denominata Kansas-Nebraska Act nel 1854 si giunse a due governi concorrenti formati entrambi nel territorio del Kansas. I coloni fautori dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America si organizzarono a Topeka, mentre coloro che erano pro-schiavitù (i "Border Ruffian") costituirono la propria sede governativa a Lecompton[43].

Perché il Kansas potesse venire ammesso all'Unione come Stato doveva obbligatoriamente stilare una carta costituzionale scritta da presentare all'attenzione dell'Assemblea congressuale dopo la sua approvazione da parte della maggioranza dei residenti[44].

Il territorio del Kansas interessato dalla guerriglia civile nota come "Bleeding Kansas" e l'ubicazione geografica della città di Lecompton.

Già sotto la presidenza di Franklin Pierce si verificò a partire dalla fine del 1854 quello che diventerà ben presto una lunga serie di scontri violenti conosciuti come "Bleeding Kansas"; i sostenitori esaltati di entrambe le fazioni scatenarono una vera e propria guerriglia urbana e aggressioni di massa mirate; verso la fine del 1855 era stata approvata una Costituzione di Topeka[45].

L'evolvere della situazione venne osservata da vicino in tutto il paese e alcuni in Georgia e nel Mississippi sostennero l'immediata secessione se il Kansas fosse stato ammesso in qualità di Stato libero[46].

Buchanan non si preoccupò particolarmente del fatto che il Kansas sarebbe stato libero o meno e invece cercò di ammetterlo quanto prima, dato che avrebbe con molte buone probabilità diretto le proprie propensioni politiche verso il Partito Democratico. Invece di riavviare il processo elettorale e di istituire un governo territoriale legitimato il presidente scelse di propria iniziativa di riconoscere unilateralmente il governo di Lecompton[47].

Buchanan nominò quindi Robert John Walker per sostituire John White Geary in qualità di governatore territoriale, affidandogli una missione riconciliatrice tra le fazioni dei coloni schierate in battaglia e per promuovere l'approvazione di una Carta costituzionale statale il più presto possibile. Walker, originario dello Stato schiavista del Mississippi, avrebbe dovuto assistere la fazione pro-schiavitù per ottenerne l'appoggio alla Costituzione[48].

Il Democratico Sudista Preston Smith Brooks aggredisce il senatore abolizionista Charles Sumner nel 1856 all'interno dell'aula parlamentare. La bastonatura di Charles Sumner attizzerà ancor più gli animi nel Bleeding Kansas.

Il presidente riuscì a superare la riluttanza iniziale di Walker nell'accettare la carica convincendolo che una soluzione riuscita in una tale spinosissima questione avrebbe con molte buone probabilità di successo potuto catapultarlo direttamente alla presidenza degli Stati Uniti d'America nelle prossime elezioni presidenziali del 1860[49].

Buchanan gli promise anche che nel Kansas si sarebbe comunque dovuto tenere un libero referendum su qualsiasi questione costituzionale inerente al nuovo Stato. Poco dopo il suo arrivo Walker osservò che una "linea isotermica" (cioè l'atmosfera ambientale) aveva reso il territorio inadatto alla schiavitù, facendo in tal modo infuriare i leader schiavisti dell'intera nazione[50].

Nell'ottobre del 1857 il governo di Lecompton organizzò elezioni territoriali che portarono ad una legislatura pro-schiavitù, nonostante la scoperta di Walker di numerosi casi di brogli elettorali compiuti in varie contee. Il Congresso statale approntò pertanto subito dopo una Costituzione filo-schiavista (nota anche come Costituzione di Lecompton[51]) e, invece di arrischiarsi ad indire un referendum popolare, la inviò direttamente a Buchanan.

La Costituzione di Lecompton fu redatta e firmata nella "Constitution Hall" di Lecompton([1]). Oggi è un museo gestito dalla "Kansas Historical Society".

Sebbene assai desideroso di far accelerare il più possibile l'ammissione anche il presidente stesso si ritrovò costretto a respingere l'ingresso del Kansas senza un referendum costituzionale statale e mandò agenti federali sul posto nel tentativo di realizzare un compromesso[47].

Il governo di Lecompton accettò quindi un referendum limitato in cui non si sarebbe dovuto votare sulla Costituzione in generale, ma piuttosto sul fatto se il Kansas consentisse o meno l'introduzione della schiavitù dopo essere diventato uno Stato dell'Unione. Il governo di Topeka attuò il boicottaggio attivo del referendum del 1857 in cui l'approvazione della schiavitù vinse in larga misura tra coloro che votarono[52].

Un mese dopo Topeka tenne un proprio referendum alternativo in cui gli elettori rigettarono in toto la Costituzione di Lecompton. Nonostante le vibrate proteste di Walker e di due ex governatori del Kansas il presidente deciderà di accettare la nuova Costituzione[53].

In un incontro avvenuto nel dicembre del 1857 con Stephen A. Douglas, presidente del "Comitato per i territori" del Senato ed importante Democratico del Nord, Buchanan richiede che tutti i maggiori esponenti del Partito sostenessero la posizione assunta dall'amministrazione: l'ammissione del Kansas sotto la Costituzione di Lecompton[54].

Con davanti a sé la campagna per la rielezione e indignato dalla frode così com'era percepita nella regione del nuovo Kansas Douglas ruppe con Buchanan e cominciò ad attaccare veementemente la sua modalità d'azione politica altamente discutibile[55].

Il 2 febbraio del 1858 il presidente trasmise la Costituzione alla valutazione dell'assemblea congressuale; non mancò neppure di emettere un messaggio ufficiale in cui attaccò il "governo rivoluzionario" insediatosi a Topeka e paragonandolo ai "fanatici" mormoni dello Utah[56].

Buchanan compirà ogni sforzo possibile per ottenere l'approvazione del Congresso, offrendo favori e incarichi alimentando così in maniera esponenziale il clientelismo; arriverà al punto di offrire denaro ai parlamentari per ottenerne in cambio i voti, operando una vasta operazione di corruzione generalizzata. La Costituzione di Lecompton ottenne il via libera del Senato a marzo, ma una combinazione di Know Nothing, Repubblicani e Democratici Nordisti alleatisi per l'occasione rigettò il progetto alla Camera. [57].

L'Ala Nord della Casa Bianca nel 1856.

Piuttosto che accettare con serenità la sconfitta il presidente appoggiò l'"English Bill" (dal nome del deputato William Hayden English che l'aveva proposta) la quale offriva al Kansas l'immediata sovranità e vaste terre pubbliche in cambio dell'accettazione della Costituzione. Nonostante la continua opposizione da parte di Douglas il disegno di legge riuscì ad essere promulgato in via definitiva da entrambe le camere congressuali[58].

Ad agosto un referendum appositamente indetto respinse a gran maggioranza la Costituzione di Lecompton[59]. I Sudisti rimarranno indignati del fatto, accusando che la sconfitta fosse dovuta innanzitutto ad una presunta cospirazione attuata dal Nord in combutta e con la guida di Douglas; dall'altra parte della barricata molti Nordisti iniziarono sempre più a vedere Buchanan niente più che come un docile strumento nelle mani del "potere negriero" meridionale[60].

La battaglia sul Kansas s'intensificò presto in una lotta per riuscire ad ottenere il pieno controllo del Partito Democratico; da un lato vi furono il presidente, la stragrande maggioranza dei Democratici Sudisti e i doppiogiochisti o "doppie facce" (doughface) del Nord affiliati a Buchanan stesso; dall'altro si trovarono Douglas assieme alla gran parte dei Nordisti più qualche sparuto meridionale[61].

Ques'ultima fazione continuerà a sostenere la dottrina nota come principio di sovranità popolare, laddove l'altra insistette perché tutti i Democratici rispettassero la decisione seguita al caso Dred Scott contro Sandford e il suo ripudio dell'interferenza federale con la schiavitù nei territori[62].

La disfida continuerà per tutto il resto del tempo in cui rimase in carica l'amministrazione; Buchanan utilizzerà le proprie prerogative clientelari nell'intento dichiarato di rimuoovere i simpatizzanti di Douglas sia in Illinois che nella stessa Washington ed installerà al loro posto forti sostenitori presidenziali, inclusi i Mastro di posta[63].

Abraham Lincoln e Stephen A. Douglas all'epoca dei loro accesi dibattiti nel 1858.

Elezioni di medio termine del 1858[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Abraham Lincoln § Politico repubblicano: 1854-60.

Il mandato senatoriale di S. A. Douglas giunse a scadenza nel 1859, quindi la Camera legislativa dell'Illinois eletta nel 1858 ebbe il compito di determinare se egli avrebbe ottenuto o meno la rielezione. Queste nomine costituirono la questione principale affrontata nelle elezioni legislative e sarebbero state segnate dai celebri dibattiti Lincoln-Douglas.

Buchanan, che lavorò attivamente per il successo dei propri protetti metterà in piedi delle candidature in diretta concorrenza sia con i repubblicani che con i democratici di Douglas. Ciò avrebbe potuto facilmente gettare la vittoria nelle mani dei repubblicani i quali non esitarono a dimostrare la profondità dell'animosità del presidente nei confronti di Douglas[64].

Nonostante la divisione tra i Democratici e i discorsi in maggioranza anti-schiavitù (ma non abolizionisti) pronunciati dal nominato repubblicano Abraham Lincoln Douglas riuscì ad ottenere la rielezione. Nell'ambito della sua campagna egli presentò la sua "Dottrina Freeport" la quale affermò che le legislature territoriali dovessero mantenere il diritto effettivo di escludere la schiavitù nonostante la sentenza Dred Scott contro Sandford poiché dette legislature avrebbero sempre potuto rifiutare di riconoscere la schiavitù come un "diritto di proprietà"[65].

Risultati elettorali per Stato al 36º Congresso; in blu i Democratici, in rosso i Repubblicani.

Le forze di Douglas presero il sopravvento ed arrivarono a controllare tutto il Nord, ad eccezione della Pennsylvania di Buchanan e i sostenitori del presidente stesso rimasero ampiamente ridotti ad uno zoccolo duro di filo-Sudisti[66]. Tuttavia la "Dottrina Freeport" contribuì a far diminuire ulteriormente il sostegno a Douglas nel profondo Sud, che si trovava già in netto declino dopo il suo rifiuto di appoggiare la "Costituzione di Lecompton"[67].

La frattura tra democratici settentrionali e meridionali aiutò i repubblicani a realizzare una maggioranza significativa (tramite il voto separato) nella Camera a queste elezioni di medio termine. Mentre stava facendo propaganda per un proprio candidato nello Stato di New York il senatore repubblicano William Seward descrisse la lotta tra i due schieramenti come parte di un più grande "conflitto irredimibile" tra i sistemi di lavoro libero e schiavista[68].

Jefferson Davis in tenuta militare nel 1860 circa.

Sebbene Seward ritornasse costantemente alle sue osservazioni relativamente pochi nordisti avevano effettivamente cercato fino ad allora l'immediata abolizione della schiavitù nel Sud; le dichiarazioni di Seward e le successive vittorie repubblicane nelle elezioni del 1858 indurranno molti nel Sud a credere che l'elezione di un loro presidente avrebbe condotto come logica conseguenza all'abolizione certa e immediata[69].

Le perdite elettorali ebbero l'effetto di un implicito rimprovero del Nord rivolto all'amministrazione presidenziale e il controllo della Camera permetterà agli stessi repubblicani di bloccare gran parte dell'agenda di Buchanan nella seconda metà del suo mandato[70].

Aggravamento delle tensioni sulla questione della schiavitù[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Schiavitù negli Stati Uniti d'America, Abolizionismo negli Stati Uniti d'America e Cronologia degli eventi principali che hanno portato alla guerra di secessione americana.

A seguito delle elezioni a medio termine del 1858 il senatore Jefferson Davis del Mississippi e i suoi radicali meridionali cercarono di far passare dei codici degli schiavi a livello federale che proteggessero l'introduzione della pratica dello schiavismo nei territori del West, eliminando così la scappatoia prevista dalla "dottrina Freeport" di Douglas.

L'armeria federale di Harper's Ferry nel 1862.

Nel febbraio del 1859, nel corso del dibattito su questa proposta, Davis e altri sudisti annunciarono che avrebbero lasciato il Partito se la piattaforma per le elezioni presidenziali del 1860 avesse incluso il proposito di "sovranità popolare", mentre Douglas e i suoi sostenitori dichiararono di contro che avrebbero abbandonato il Partito se la piattaforma avesse sostenuto il progetto di codice schiavista federale[71].

Il Congresso Democratico interruppe i lavori il 4 di marzo senza aver superato le divergenze. Nonostante i continui dibattiti sulla schiavitù nei territori, con il problema sempre presente nei riguardi del Kansas, gli unionisti del Sud rimasero una forza potente, mentre i Repubblicani si preoccuparono di una eventuale rivoluzione reazionaria del Democratica nel Nord[72].

John Brown nel 1859.

Nell'ottobre del 1859 l'estremista fautore dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America John Brown guidò un assalto all'armeria federale di Harper's Ferry, nella futura Virginia Occidentale, sperando così di dare il via ad una rivolta generale degli schiavi[73]. Era il raid di John Brown contro Harpers Ferry.

Il piano di Brown fallì miseramente e la maggior parte del suo gruppo rimase ucciso o venne catturato. Dopo l'attacco praticamente tutti i maggiori leader Repubblicani negarono qualsiasi connessione con Brown, che subirà la condanna all'impiccagione a dicembre[74].

Sebbene alcuni leader del Nord abbiano approvato le azioni di Brown i meridionali ne rimasero oltraggiati e molti giunsero ad accusare i maggiori leader repubblicani come Seward di aver guidato il raid. Nel suo messaggio annuale (Discorso sullo stato dell'Unione) del 18 dicembre all'Assemblea congressuale riunita Buchanan presentò l'azione come parte di una "guerra aperta del Nord per abolire la schiavitù nel Sud" e chiese la creazione di un codice federale schiavista[75].

Le udienze del Senato condotte da James Murray Mason dopo una lunga indagine eliminarono ogni ombra di dubbio circa la presunta responsabilità dei Repubblicani, ma i congressisti Sudisti continuarono a rimanere altamente sospettosi nei confronti dei loro colleghi, considerati "pericolosi"[76].

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della politica estera statunitense.

Buchanan entrò in carica con un ambizioso progetto di politica estera il quale si concentrò sulla creazione di un'egemonia statunitense sull'America Centrale del tutto a scapito del Regno Unito[77].

Sperò di poter riuscire a ri-negoziare il trattato Clayton-Bulwer, che egli considerava un errore in quanto limitava l'influenza nella regione. Cercò anche di stabilire dei protettorati americani negli Stati messicani di Chihuahua e Sonora e, forse soprattutto, di raggiungere finalmente il suo obiettivo a lungo termine di acquisizione della Capitaneria generale di Cuba[78].

Dopo lunghi negoziati con gli inglesi li convinse ad accettare di cedere il Dipartimento di Islas de la Bahía all'Honduras e la Costa dei Mosquito al Nicaragua. Tuttavia le ambizioni di Buchanan sull'isola cubana e il territorio messicano vennero per la gran parte bloccate dalla Camera dei rappresentanti[79].

Il presidente considerò altresì l'ipotesi di acquisto dell'America russa (l'odierna Alaska) direttamente dall'impero russo con l'intenzione di farne una colonia in cui i mormoni avrebbero potuto installarsi e vivere liberamente, ma Buchanan e i russi non furono in grado di concordare un prezzo adeguato; ciò invece si verificherà nel 1867 durante la presidenza di Andrew Johnson.

Nell'impero cinese, pur non avendo partecipato direttamente alla seconda delle guerre dell'oppio, l'amministrazione seppe approfittarne conquistandosi delle concessioni commerciali attraverso i Trattati di Tientsin[80].

La USS Water Witch.

Nel 1858 infine ordinò ad una spedizione navale appositamente costituita di "castigare" il Paraguay per aver sparato mirando contro la USS Water Witch che si trovava all'interno delle sue acque territoriali; la missione punitiva provocò gli effetti sperati, le scuse uffiaciali da parte del governo paraguayano e il pagamento di un cospicuo indennizzo[81].

Commissione Codove[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 1860 la Camera creò il Comitato Codove per indgare le prove di reati commessi dall'amministrazione - alcuni dei quali passibili di Impeachment - cone la corruzione e l'estorsione di deputati in cambio dei loro voti.

Foto di John Codove.

Esso, composto da 3 Repubblicani e 2 Democratici, fu accusato dai sostenitori di Buchanan di essere nettamente partigiano e colpevolizzarono anche il suo presidente - l'esponente Repubblicano abolizionista John Covode - di agire seguendo il proprio rancore personale (dal momento che il governo aveva posto il veto su una proposta di legge che era stata concepita come una concessione di terreni per i nuovi istituti collegiali agricoli, ma che era stato in realtà progettato per favorire la compagnia ferroviaria dello stesso Covode)[82].

Sebbene i suoi membri Democratici, cosi come i testimoni, furono egualmente entusiasti nella loro ricerca della verità - come indicato nelle loro richieste di condanna - tanto quanto i Repubblicani, il Comitato non sarà in grado di stabilire motivi certi per poter mettere in stato d'accusa il presidente[83].

Tuttavia il rapporto della maggioranza emesso il 17 di giugno denuncerà la corruzione e gli abusi di potere perpetrati con continuità tra i membri del suo gabinetto nonché metterà in campo accuse circostanziate, sebbene senza alcuna prova palpabile da parte dei membri Repubblicani sul fatto che Buchanan avesse tentato di corrompere i parlamentari in relazione alla Costituzione di Lecompton[84].

Il rapporto Democratico, fatto pubblicare separatamente quello stesso giorno sottolineò che le prove risultassero assai scarse, ma non riuscirono a confutare le accuse; uno dei suoi membri, James Carroll Robinson, dichiarerà pubblicamente di trovarsi in perfetta sintonia con il rapporto redatto dai Repubblicani, anche se poi non lo controfirrmò[85].

Buchanan sosterrà quindi di essere "passato trionfalmente attraverso questa prova" oltre che di venirne completamente giustificato. Nondimeno gli attivisti Repubblicani faranno distribuire migliaia di copie del rapporto Codove in tutta la nazione come materiale della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 1860[86][87].

Elezioni presidenziali del 1860[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1860.

La Convention nazionale Democratica si riunirà in aprile a Charleston (Carolina del Sud). Il presidente incumbent aveva deciso di attenersi al suo impegno di servire per un solo mandato e quindi di non ricandidarsi, ma la sua amministrazione cercherà attivamente un successore che avrebbe continuato a sostenere lasua politica filo-Sudista e favorevole alla schiavitù[88].

Stephen A. Douglas era riuscito ad emergere come uno dei leader maggiormente popolari del Nord a seguito delle elezioni di medio termine del 1858, ma si era alienato il presidente e gran parte del Sud con la sua posizione sulla schiavitù nei territori[89].

Dopo una lunga ed acerrima lotta la Convention adotterà una piattaforma programmatica che favoriva la concezione di Douglas sul "principio di sovranità popolare" ed il rifiuto di un codice federale schiavista. Sette presidenti delle delegazioni statali Sudiste parteciperanno reagendo in una maniera fortemente negativa alla piattaforma[90].

Caleb Cushing, uno stretto alleato di Buchanan che aveva ottenuto la carica di presidente della Convention, stabilirà che il ballottaggio per la nomina presidenziale avrebbe richiesto la maggioranza dei 2/3 di tutti i delegati (includendovi i rappresentanti delle correnti politiche di minoranza), il che significò che il candidato prescelto avrebbe dovuto ottenere almeno i 5/6 di tutti i delegati presenti[91].

Il candidato Vicepresidente Democratico Benjamin Fitzpatrick il quale però declinerà l'invito.

Dopo 57 scrutini, tutti guidati da Douglas, la riunione verrà aggiornata con l'intenzione di riconvocarla a giugno a Baltimora. A questo punto la maggior parte dei delegati Sudisti, compresi alcuni del Nord rimasti fedeli al presidente, abbandoneranno definitivamente la Convention; i restanti nomineranno Douglas in qualità di candidato ufficiale del Partito[92].

Egli avrebbe preferito come proprio compagno di corsa Alexander Hamilton Stephens, ma lascerà la decisione finale ai Sudisti i quali gli preferiranno il senatore dell'Alabama Benjamin Fitzpatrick. Dopo che questi ebbe declinato la nomina, l'ex governatore della Georgia Herschel Vespasian Johnson accetterà di servire come Vice di Douglas[93].

Nel frattempo i delegati che si erano allontanati di incontrarono in un'altra parte di Baltimora. Dopo aver dichiarato di non credere all'ipotesi di una separazione del Sud se i Repubblicani avessero vinto il Vicepresidente uscente John C. Breckinridge sarà nominato già al 1º scrutinio; gli verrà affiancato il senatore Joseph Lane dell'Oregon[94].

Sia Buchanan che l'ex presidente Franklin Pierce appoggeranno entrambi Breckinridge e la sua piattaforma, che richiedeva una protezione federale all'istituto schiavista nei territori. Un gruppo di ex appartenenti al Partito Whig si opporrà sia a Breckinridge che ai Repubblicani e, non riuscendo a raggiungere un accordo soddisfacente con Douglas, fonderanno per l'occasione il Constitutional Union Party scegliendo John Bell[95].

Il suo nome rifletté direttamente il proprio programma, una semplice risoluzione "per non riconoscere alcun principio politico oltre alla Costituzione del paese, l'Unione degli Stati e l'applicazione delle leggi". Sperarono in tal modo che non riuscendo a prendere una posizione ferma pro o contro la schiavitù e la sua espansione il problema avrebbe potuto essere messo da parte[96].

La Convention Repubblicana nominerà Abraham Lincoln al 3º scrutinio, nonostante il ruolo principale assunto da William H. Seward nel corso dei primi due; il candidato ufficiale del Partito sosterrà il contenimento della schiavitù negli Stati del Sud, anche se prometterà che i Repubblicani non avrebbero cercato di abolirla con la forza negli Stati Uniti meridionali[97].

"The National Game, Three Outs and One Run". Disegno raffigurante i quattro candidati (da sinistra a destra): John Bell, Stephen A. Douglas, John C. Breckinridge e Abraham Lincoln. L'artista sta paragonando l'elezione ad una partita di baseball.

Con 4 concorrenti principali in campo Buchanan sperò che nessuno potesse raggiungere il quorum dei grandi elettori richiesti; in tal caso le elezioni si sarebbero dovute decidere a tavolino nell'Assemblea congressuale. Proprio come i suoi predecessori Whig di successo anche Lincoln si asterrà in gran parte dal fare campagna attiva, lasciando invece l'incombenza ai suoi più vicini sostenitori.[98].

Con il suo voluto silenzio non riuscirà a confutare l'accusa mossa dai Sudisti ai Radicali della propria formazione; che volessero cioè imporre l'abolizionismo negli Stati Uniti d'America. Durante tutta l'estate e fino all'autunno i governatori degli Stati del profondo Sud appoggeranno più o meno apertamente la possibilità di una separazione dall'Unione; Buchanan farà in tal senso ben poco per denunciarli[99].

Douglas d'altra parte concentrerà gran parte della sua campagna proprio sull'attacco ai secessionisti e si preoccupò del fatto che avrebbero potuto tentare di prendere con un colpo di mano il controllo del governo federale all'indomani di un'eventuale vittoria di Lincoln. Poiché sia Breckinridge che Bell mancavano quasi interamente di supporto nel Nord la sconfitta di Lincoln avrebbe per forza di cose richiesto il trionfo di Douglas nella maggior parte degli Stati Nordisti; Buchanan però si concentrerà invece a sconfiggere Douglas[100].

Anche se Lincoln non otterrà praticamente alcun sostegno nel Sud, l'appoggio nei suoi confronti da parte del Nord risulterà massiccio e determinante, tanto che sarà sufficiente a consentirgli di conquistare la maggioranza nel Collegio elettorale ed in almeno una delle Camere; Buchann sarebbe stato l'ultimo presidente Democratico fino alla vittoria di Grover Cleveland alle elezioni presidenziali del 1884[101].

Nonostante la conquista della Presidenza i Repubblicani non riusciranno ad ottenere la maggioranza congressuale necessaria e l'appartenenza dei giudici associati della Corte suprema rimarrà sostanzialmente invariata, gli stessi di quando era stata emessa la sentenza concernente Dred Scott. L'istituto schiavista non avrebbe quindi potuto subire alcun pericolo immediato[102].

All'inizio di ottobre il Comandante generale dell'esercito statunitense Winfield Scott avvertirà Buchanan che l'elezione di Lincoln avrebbe con molta probabilità causato la separazione di almeno 7 Stati; raccomanderà pertanto al presidente uscente che enormi quantità di truppe federali e artiglieria venissero al più presto fatte schierare in quegli stesi Stati a protezione delle proprietà governative[103].

Non mancherà neppure di avvertire che erano disponibili assai pochi rnforzi poiché (secondo lo storico Philip S. Klein) a partire dal 1857 il Congresso non aveva prestato alcuna attenzione a reclutare i cittadini abili per poter creare una milizia più forte ed aveva invero permesso all'esercito di cadere in condizioni deplorevoli[104]. Tuttavia Buchanan diffiderà di Scott (i due erano stati a lungo avversari politici) ed ignorerà pertanto del tutto le sue raccomandazioni[105].

Dopo che A. Lincoln divenne il presidente eletto Buchanan dirigerà il Segretario alla Guerra John Buchanan Floyd a rafforzare i fortini situati nel meridione del paese con la disposizione di raccogliere armi e uomini; Floy tuttavia, che rimarrà in carica fino al 29 di dicembre, lo convincerà a desistere facendogli revocare l'ordine[106].

Columbia come "Little Bo Peep"; le sue pecore smarrite sono gli Stati meridionali. Buchanan come "cane da caccia" cerca invano di far ritornare i fuggitivi all'interno del gregge nell'Unione.

Venti di secessione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Abraham Lincoln § Periodo di transizione.

Con la vittoria di Lincoln i discorsi sulla secessione e la disunione raggiunsero un punto di ebollizione e molti attesero con impazienza l'ultimo messaggio annuale di Buchanan rivolto al Congresso. Nel suo discorso, consegnato il 3 dicembre del 1860 il presidente uscente incolpò della crisi sopraggiunta interamente i Nordisti e la loro "agitazione settaria" contro la schiavitù e a favore dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America[107].

Sostenne inoltre che la Costituzione statunitense non prevedeva alcuna disposizione per la secessione e che tale atto sarebbe stato del tutto incostituzionale. Affermò che una "rivoluzione" è giustificabile in alcuni casi, ma sostenne anche che il Sud avrebbe dovuto attendere un atto "palese o pericoloso" prima di ricorrere a un'azione così drastica[108].

Nonostante la sua opposizione alla separazione unilaterale Buchanan sostenne però che il presidente non aveva il potere di costringere gli Stati a rimanere nell'Unione, sebbene mantenesse il diritto di difendere la proprietà federale. Infine chiese al Congresso di convocare una "convenzione degli Stati" per proporre un emendamento costituzionale che riconoscesse gli schiavi come un diritto di proprietà in tutti gli Stati federati degli Stati Uniti d'America[109].

Il suo discorso verrà aspramente criticato sia dal Nord, per il suo rifiuto di fermare la secessione, sia dal Sud, per aver negato il suo diritto alla secessione[110].

Durante gli ultimi mesi del 36º Congresso saranno presentate oltre 200 risoluzioni relative alla schiavitù[111], tra le quali 57 proposte di modifiche costituzionali[112]; compresi vari "compromessi" i più rappresentativi possibile ed espressamente progettati per evitare degli ipotetici conflitti militari intrastatali. Jefferson Davis ne proporrà uno che avrebbe dovuto proteggere esplicitamente i diritti del "potere negriero"[112].

Un gruppo di membri della Camera propose una convenzione nazionale per realizzare la secessione come una "separazione dignitosa, pacifica ed equa" che potesse risolvere questioni come l'equa distribuzione delle risorse e delle concessioni al governo federale per poter continuare a navigare nel fiume Mississippi[113].

Il Senato istituì il "Comitato dei Tredici" nel tentativo di disinnescare la crisi; era composto da un misto di Democratici del Nord, Democratici del Sud e Repubblicani. Il 18 di dicembre il senatore John Jordan Crittenden del Kentucky, presidente della commissione, propose un pacchetto di sei emendamenti noto come compromesso Crittenden[114].

Esso intendeva proteggere la schiavitù nei territori federali sotto il 36° 30' parallelo Nord mentre l'avrebbe vietata al di sopra di questo, con gli Stati di nuova ammissione che avrebbero deciso autonomamente sullo status da scegliere all'interno dei loro confini. Al Congresso sarebbe stato vietato abolire la schiavitù in qualsiasi Stato (e neppure a Washington) o interferire con il commercio schiavista interno[115].

La proposta ottenne il sostegno di Buchanan, ma i radicali del Sud come J. Davis del Mississippi pretendevano una protezione federale in tutta la nazione e Lincoln si rifiutò categoricamente di piegarsi alla minaccia meridionale. Su precisa indicazione del Presidente eletto, la maggioranza dei Repubblicani all'interno della commissione si oppose al Compromesso, il quale risulterà in tal modo sconfitto[116].

Mentre il Congresso si sforzava di escogitare un compromesso accettabile per entrambe le parti, il primo Stato meridionale si era separato; per molti Sudisti la vittoria di Lincoln dimostrò che il Nord credeva che la schiavitù fosse, come diceva il Broadsheet The New Orleans Bee, "un crimine agli occhi di Dio, da riprovare per tutti i cittadini onesti e da combattere contro la combinazione dell'influenza e del potere politico del governo"[117].

La Carolina del Sud, a lungo lo Stato meridionale più radicale, dichiarò la sua secessione (Declaration of the Immediate Causes Which Induce and Justify the Secession of South Carolina from the Federal Union) il 20 dicembre del 1860. L'ordigno così innescato accusò il Nord di avere "assunto il diritto di decidere sulla proprietà delle nostre istituzioni domestiche" e dichiarò anche che il Partito Repubblicano credeva che "una guerra deve essere condotta contro la schiavitù fino a quando essa non cesserà in tutti gli Stati Uniti"[118].

Dopo aver dichiarato la propria secessione la Carolina del Sud inviò i propri commissari agli altri stati del profoondo Sud. Entro il 1° di febbraio seguente altri 6 Stati si erano separati. Le convenzioni in Mississippi, Louisiana e Florida votarono in modo schiacciante a favore del distacco, mentre gli unionisti in Alabama e nella Georgia dovettero subire le deliberazioni della maggioranza[119].

In un referendum indetto appositamente i due terzi dei texani scelsero anch'essi la secessione, nonostante l'opposizione del leader di lungo corso ed ex 2º governatore del Texas Sam Houston. Gli altri 8 Stati schiavisti invece la rifiuteranno, anche se la Carolina del Nord, la Virginia, il Tennessee e l'Arkansas si sarebbero successivamente separati durante la presidenza di Abraham Lincoln.

Dopo aver tentato invano di convincere Lincoln a sostenere pubblicamente una convenzione costituzionale o un referendum nazionale sul Compromesso Crittenden Buchanan invierà un messaggio speciale al Congresso chiedendogli di autorizzare un referendum o di trovare qualche altro metodo di compromesso che dissipasse i timori Sudisti.

Sostenne fortemente la Conferenza di pace del 1861, l'ultimo sforzo da parte dei singoli Stati per risolvere la crisi, convocata il 4 di febbraio al "Willard InterContinental Washington"; essa rimarrà in seduta permanente per 3 settimane e il suo risultato finale sarà la proposta di un emendamento costituzionale in 7 punti, che differiva ben poco dal Compromesso Crittenden[120].

Il problema chiave, la schiavitù nei territori, venne affrontato semplicemente estendendo la linea del precedente Compromesso del Missouri fino alla costa dell'Oceano Pacifico senza alcuna disposizione per i territori di nuova acquisizione[121].

Il deputato Thomas Corwin, autore della proposta di emendamento che porta il suo nome.

I suoi lavori termineranno solo pochi giorni prima della chiusura stagionale del Congresso. La proposta verrà però respinta al Senato con un voto di 28 contro 7 e non giungerà mai alla discussione in in Aula. L'Assemblea ne prenderà atto e il 28 di febbraio approvò un emendamento con un ambito decisamente più ristretto.

Introdotto da T. Corwin, avrebbe grantito la protezione delle "istituzioni nazionali" degli Stati - inclusa la servitù involontaria - dal processo di revisione costituzionale e dall'abolizione o dall'indebita interferenza del Congresso[122][123].

Il Senato approverà l'emendamento il 2 di marzo dopo di che sarà sottoposto alle legislature statali per la ratifica; l'"emendamento Corwin" non verrà mai ratificato dal numero richiesto di Stati. Sebbene accolto solamente da alcuni, l'Assemblea congressuale non fisserà un limite di tempo per la sua ratifica, pertanto esso è ancora ai giorni nostri tecnicamente pendente[124][125].

Con tutti gli sforzi di compromesso falliti e con la separazione di diversi Stati gli ultimi giorni di Buchanan in carica sarebbero rimasti dominati dalla questione dei forti federali presenti nel meridione, incluso Fort Sumter. Entrambe le parti riconosceranno che questo ed altre 2 postazioni militari situate nei pressi di Charleston potevano decidere se il Sud si sarebbe ritirato o meno in pace[126].

Fintantoché rimanevano sotto il controllo federale sarebbero stati un odiato simbolo del potere Nordista, ma un attacco del Sud contro di esse avrebbe incitato l'opinione pubblica settentrionale e probabilmente innescato una guerra civile[127].

Inoltre quando una delle 2 parti in causa avesse sparato il primo colpo ciò sarebbe sembrato un palese atto di aggressione e avrebbe pagato un prezzo negli Stati cruciali posti al confine tra Nord e Sud: molti sudisti sperarono quindi di poter riuscire a convincere Buchanan a consegnare pacificamente i forti[128].

Fort Moultrie ai giorni nostri.

Poco dopo l'elezione di Lincoln il presidente uscente e il Segretario della Guerra John Buchanan Floyd incaricheranno il maggiore Robert Anderson di andare ad assumere il comando di Fort Sumter e delle altre 2 installazioni federali vicine; Buchanan gli ordinerà di mantenere il controllo dei forti, evitando qualsiasi atto che potesse provocare un'esplosione di aggressività[129].

Il 27 di dicembre Anderson evacuerà il più vulnerabile Fort Moultrie per rafforzare Sumter. Incontrandosi con diversi leader Sudisti Buchanan riconobbe che le azioni di Anderson erano andate contro i suoi ordini, ma si rifiutò di rimuoverlo o di cedere i fortini[130].

Sentitosi oltraggiato Floyd, che era originario della Virginia, si dimise. Buchanan considerò l'ordine di tornare a Fort Moultrie, ma i suoi membri Nordisti del governo, che ora costituivano la maggioranza del gabinetto, minacciarono di dimettersi. Il presidente uscente invece compose un messaggio pubblico in cui affermerà che avrebbe fatto tutto il possibile per difendere Fort Sumter[131].

Il 5 di gennaio decise di far giungere dei rinforzi inviando la Star of the West con 250 uomini a bordo e rifornimenti. Tuttavia non riuscì a chiedere al maggiore Anderson di fornire il fuoco di copertura per la nave tanto che questa verrà costretta a tornare indietro senza aver potuto consegnare gli aiuti[132].

Subito dopo il fallimento della spedizione l'ultimo dei membri Sudisti rimasto nel gabinetto si dimetterà. L'amministrazione discusse i modi per rafforzare Fort Sumter, ma Anderson non chiese rifornimenti e Buchanan si accontentò di consegnare la questione al nuovo presidente[133].

A febbraio la Carolina del Sud divenne parte degli Stati Confederati d'America e il Congresso confederato autorizzò il presidente provvisorio Davis a prendere possesso del forte utilizzando ogni mezzo ritenuto necessario: non avrebbero attaccato fino alla fine della presidenza di Buchanan[134].

Il 3 di marzo, un messaggio di Anderson raggiunse Buchanan affermando che le scorte di Fort Sumter stavano per esaurirsi. Il giorno seguente a Buchanan successe Lincoln, a cui fu lasciato il compito di occuparsi della crisi che alla fine divenne la guerra di secessione americana[135].

Un francobollo dedicatorio emesso nel 1938 durante la presidenza di Franklin Delano Roosevelt.

Valutazione storica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America.
Tomba del presidente al "Woodward Hill Cemetery" di Lancaster (Pennsylvania).

Il giorno precedente alla sua morte Buchanan profetizzò che "la storia vendicherà la mia memoria"[136].

Gli storici hanno però sfidato questa previsione e continuano a criticarlo per la passività dimostrata, poiché il dibattito intorno alla questione della schiavitù negli Stati Uniti d'America infiammò e divise il paese per tutta la metà degli anni 1850[137]; quando viene chiesta al pubblico una classifica storica presidenziale egli viene costantemente posizionato tra gli ultimi in graduatoria[138].

Molti lo considerano addirittura il peggior presidente in assoluto dell'intera storia degli Stati Uniti d'America in quanto proprio durante la sua amministrazione l'Unione si spezzò mostrando profonde crepe; quando se ne andò incombeva la minaccia spettrale di una guerra civile[139][140].

Un sondaggio condotto da C-SPAN e risalente al 2017 lo ha classificato come il presidente meno efficace di tutti i tempi; l'indagine chiese a 91 storici presidenziali di classificare i 43 ex presidenti (tra cui quello allora incumbent, Barack Obama) in varie categorie per ottenere un punteggio composito, con un risultato complessivo. Buchanan si è piazzato buon ultimo.

Le sue classifiche nelle varie categorie di questo sondaggio più recente sono state: persuasione pubblica (43°), leadership (43°), gestione economica (43°), autorità morale (43°), relazioni internazionali (43°), competenze amministrative (41°), relazioni con il Congresso (42°), visione/impostazione di un'agenda organizzativa (43°), perseguimento di una giustizia uguale per tutti (43°), rendimento secondo il contesto dei tempi (43°)[141].

Il biografo Philip Klein cerca di spiegare le sfide che dovette affrontare:

« "ha assunto la leadership... quando un'ondata senza precedenti di passione esacerbata stava attraversando la nazione. Che egli tenesse sotto controllo le parti più ostili durante questi tempi rivoluzionari era già di per sé un risultato straordinario. Le sue debolezze negli anni tempestosi della sua presidenza sono stati ingranditi da partigiani infuriati sia del Nord che del Sud.

I suoi molti talenti, che in un'epoca più tranquilla avrebbero potuto fargli guadagnare un posto tra i grandi presidenti, furono rapidamente messi in ombra dagli eventi cataclismatici della guerra civile e dall'aurora rappresentata da Abraham Lincoln"[142]. »

Jean Baker è invece assai meno caritatevole:

« "gli americani hanno convenientemente bocciato la presidenza di Buchanan preferendo classificarla come indecisa e inattiva... Il suo fallimento durante la crisi incombente che spirava sopra l'Unione non era inattività, ma piuttosto una parzialità per il Sud, un favoritismo che si è limitato alla slealtà di un pubblico ufficiale impegnato a difendere tutti gli Stati Uniti nel loro complesso.

Era il più pericoloso dei dirigenti principali, un ideologo ostinato e in costante errore i cui principi non trovavano spazio per il compromesso. La sua esperienza governativa lo aveva reso troppo fiducioso e pieno di sé per considerare altre possibili soluzioni oltre alle proprie.

Nell'arbitrarietà dimostrata si avvicinò a commettere alto tradimento nei confronti della fiducia popolare più di qualsiasi altro presidente della storia americana"[143]. »

Busto del presidente alla "National Portrait Gallery" di Washington.
Il "James Buchanan Memorial" sotto la neve.
Ritratto ufficiale del presidente di George Peter Alexander Healy.
Mappa della tratta coperta dalla Pony Express attraverso l'intero West.
La piramide commemorativa nel "Buchanan's Birthplace State Park" della Contea di Franklin (Pennsylvania).
La casa natale degli antenati del presidente a Tyrone nell'Irlanda del Nord commemorata dalla Targa blu.
Un murale raffigurante il presidente a Belfast.
Il Dollaro presidenziale con l'effigie di Buchanan.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti pimarie[modifica | modifica wikitesto]

Altre letture[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Prime fonti[modifica | modifica wikitesto]