Banco di sabbia

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Banco di sabbia tra Nosy Iranja Be e Nosy Iranja Kely
(Nosy Iranja, Madagascar)
Banco di sabbia che collega le isole di Waya e Wayasewa
(Isole Yasawa, Figi)

Un banco di sabbia è una distesa di sabbia, ma a volte anche di ghiaia o materiale melmoso, formatasi per effetto dell'erosione e della rideposizione su un fondale marino o sul letto di un corso d'acqua e situato appena al di sotto della superficie o a poca profondità.[1]

I banchi di sabbia possono formarsi anche per l'azione combinata dei venti, delle correnti e delle onde [2] o a causa dell'eterogeneità dei substrati di fondo.

Data la sua costituzione a base di materiale non consolidato o accumulato, la posizione di un banco di sabbia può variare nel corso del tempo[3] a causa delle variabili meteorologiche e delle correnti marine.[4] Per questo motivo essi possono rappresentare un pericolo per la navigazione, ma con la loro presenza contribuiscono anche ad attenuare la forza delle onde[5] e all'eterogeneità dell'ambiente, in particolare a causa delle turbolenze, dei vortici e delle correnti indotte dalla loro formazione.[6].

Possono diventare un habitat naturale utilizzato come luogo di sosta da foche, trichechi o numerose specie di uccelli che trovano qui anche una fonte di nutrimento.[7].

Due o più banchi di sabbia possono anche essere, o essere stati, tra loro interconnessi attraverso i depositi sedimentari causati dai processi idrografici.[8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Berthot A., Pattiaeatchi C.B. (2006). Mechanisms for the formation of headland-associated linear sandbanks. Continental Shelf Research, 26, pp 987-1004. doi:10.1016/j.csr.2006.03.004.
  2. ^ Grant W.D., Madsen O.S. (1979). Combined wave and current interaction with a rough bottom. Journal of Geophysical Research, C4, pp 1797-1808. doi:10.1029/JC084iC04p01797..
  3. ^ Soulsby R.L. (1997). Dynamics of marine sand. Thomas Telford. H.R. Wallingford, 249 p.
  4. ^ Pingree R.D. (1978). The formation of the Shambles and other banks by tidal stirring of the seas. Journal of the marine biological association, 58, pp 211-226.
  5. ^ Madsen O.S., Poon Y.K., Graber H.C. (1988). Spectral wave attenuation by bottom friction. Theory. Proc. 21th Int. Conf. Coastal Engineering, ASCE, pp. 492-504.
  6. ^ Signelle R.P., Geyer C.K. (1991). Transient eddy formation around headlands. Journal of Geophysical Research, vol. 96, C2, pp 2561-2575. doi:10.1029/90JC02029.
  7. ^ Luyten P.J., Jones J.E., Proctor R., Tabor A., Tett P., Wild-Aden K. (1999). COHERENS: A Coupled Hydrodynamics-Ecological model for RegioNals and Shelf seas. Management Unit of the Mathematical Models of the North Sea, Belgium.
  8. ^ D Rutecki, E Nestler, T Dellapenna, and A Pembroke, 2014. Understanding the Habitat Value and Function of Shoal/Ridge/Trough Complexes to Fish and Fisheries on the Atlantic and Gulf of Mexico Outer Continental Shelf. Draft Literature Synthesis for the U.S. Dept. of the Interior, Bureau of Ocean Energy Management. Contract # M12PS00031. Bureau of Ocean Energy Management, U.S. Department of the Interior. 116 pp.
  9. ^ Neuendorf, K.K.E., J.P. Mehl, Jr., and J.A. Jackson, eds. (2005) Glossary of Geology (5th ed.). Alexandria, Virginia, American Geological Institute. 779 pp. ISBN 0-922152-76-4

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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