John Tyler

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John Tyler
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10º Presidente degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 4 aprile 1841 – 4 marzo 1845
Predecessore William Henry Harrison
Successore James Knox Polk

23º Governatore della Virginia
Durata mandato 10 dicembre 1825 – 4 marzo 1827
Predecessore James Pleasants
Successore William Branch Giles

Dati generali
Partito politico Whig
Firma Firma di John Tyler

John Tyler (Greenway, 29 marzo 1790Richmond, 18 gennaio 1862) è stato un politico statunitense.

È stato il 10º Presidente degli Stati Uniti d'America, ma concluse la sua vita nel Congresso Provvisorio Confederato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi passi in politica[modifica | modifica wikitesto]

John Tyler era il sesto di otto figli di John Tyler Senior, governatore della Virginia dal 1808 al 1811, e di sua moglie Mary Armistead. Fin da giovane studiò legge al William and Mary College di Williamsburg, in Virginia, dove si laureò nel 1807, abilitandosi alla professione d'avvocato due anni dopo. Durante il periodo universitario conobbe Letitia Tyler, figlia del colonnello Robert Christian, che sposò il 29 marzo 1813, giorno del suo ventitreesimo compleanno. La coppia avrebbe avuto sette figli, due maschi e cinque femmine.

Ben presto il giovane avvocato si diede alla carriera politica, candidandosi nel 1811 per i Repubblicani-Democratici (partito nel quale militava anche il padre) per la Camera dei delegati della Virginia, rimanendovi fino al 1816, quando Tyler venne eletto rappresentante della Virginia alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d'America, divenendo un fervido sostenitore delle teorie politiche di Thomas Jefferson. Dopo la fine del suo mandato nel 1821, si ricandidò per la Camera dei delegati della Virginia (1823-1825), per poi essere eletto, il 10 dicembre 1825, governatore dello Stato, carica che aveva ricoperto il padre anni prima. Rimase in carica per un biennio, finché nel 1827 successe al senatore Randolph sul suo seggio al Senato federale. In questo periodo il senatore Tyler, sebbene fedele alle idee di Jefferson, non accettò mai la disciplina di partito e mostrò una grande indipendenza, come quando il 2 aprile 1833 fu l'unico in Senato a votare contro il provvedimento doganale voluto dal presidente Andrew Jackson (noto come "force bill"). Poco tempo dopo, Tyler abbandonò i democratici e aderì al partito Whig, divenendo stretto collaboratore del candidato ufficiale del partito alla presidenza, William Henry Harrison, il quale lo scelse come suo candidato alla vicepresidenza durante la campagna elettorale del 1840, vinta dai Whig.

La presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Eletto vice presidente solo da un mese, salì al potere il 4 aprile 1841, in seguito alla prematura scomparsa del presidente William Henry Harrison, ammalatosi di polmonite.

Era la prima volta nella storia americana che veniva applicata questa norma costituzionale, cioè che il vicepresidente deve succedere al presidente nel caso questi sia impossibilitato a svolgere le sue funzioni, o muoia prima della scadenza del suo mandato. Molti ritenevano che questa successione dovesse essere provvisoria, e bisognasse indire nuove elezioni al più presto, però Tyler resistette, anche se fu una successione piuttosto travagliata. Tyler infatti era stato candidato alla vicepresidenza senza tenere conto delle sue idee, che erano diverse da quelle di Harrison e dei Whigs, il partito che lo aveva eletto. Si può dire che fu in pratica un presidente senza partito.

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Lo dimostrò quando pose il veto ad un progetto di corporazione fiscale, fatto che causò le dimissioni di massa di tutti i suoi ministri, eccetto del Segretario di Stato Daniel Webster. Pur essendo osteggiato per la sua indipendenza dall' establishment politico (infatti né i democratici né i Whigs lo consideravano dei loro), il presidente Tyler concluse importanti iniziative durante la sua amministrazione. Infatti, nel 1842 concluse con la Gran Bretagna il trattato Webster-Ashburton, concluso dal suo segretario di Stato con l'inviato inglese Alexander Baring, I barone Ashburton, che definiva i confini meridionali tra Canada e Stati Uniti. Inoltre fu durante la sua presidenza che venne inaugurata, il 24 maggio 1844, la prima linea telegrafica telegrafica che collegava Washington a Baltimora e venne inviato il primo messaggio in codice Morse: What hath God wrougth. Tuttavia l'evento più importante della sua amministrazione avvenne un giorno prima della scadenza della stessa, e fu l'ammissione ufficiale dello stato del Texas nell'Unione. Poiché era uno stato schiavista, tale ratifica provocò un terremoto politico, che portò ad estenuanti dibattiti che si sarebbero protratti a lungo.

Frattanto, nella vita privata, Tyler rimase vedovo di Letitia, morta il 10 settembre 1842 dopo una paralisi; pochi mesi dopo, durante un ricevimento alla Casa Bianca, il presidente incontrò la ventiquattrenne Julia Gardiner, figlia di un senatore dello Stato di New York, sposata il 26 giugno 1844 in una cerimonia strettamente privata, la quale divenne molto popolare e fu riconosciuta come la prima vera "first lady" della storia americana. Da lei Tyler ebbe sette figli, cinque maschi e due femmine.

Sul versante politico, nel frattempo le cose non andavano bene: snobbato sia dai democratici che dai Whigs a causa dell'annessione del Texas, non ottenne il consenso di nessuno schieramento politico per la rielezione, sebbene nel maggio del 1844 una convention democratica a Baltimora lo avesse scelto come candidato, ma alla fine il candidato ufficiale del partito fu James Knox Polk. Fu così che Tyler, non avendo ricevuto neanche l'appoggio di Martin Van Buren, nell'agosto dello stesso anno si ritirò dalla competizione politica. Alla fine fu Polk a succedergli alla presidenza grazie alle elezioni presidenziali del novembre del 1844, succedendo a Tyler il 4 marzo 1845. L'ex-presidente, scaduto il mandato, avrebbe tuttavia proseguito il suo impegno politico.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Fu infatti lui che alla vigilia della guerra di secessione americana presentò le richieste del suo stato, la Virginia, al governo. La missione fallì, ma egli si dichiarò favorevole alla secessione, e fu eletto deputato al Congresso confederato. Morì però prima dell'inaugurazione dello stesso, il 18 gennaio 1862, a Richmond in Virginia. Venne sepolto nella medesima cittadina presso l'Hollywood Cemetery.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Presidente degli Stati Uniti d'America Successore
William Henry Harrison 1841-1845 James Polk
Predecessore Vicepresidente degli Stati Uniti Successore
Richard Mentor Johnson 1841 George Mifflin Dallas
Predecessore: Governatore della Virginia Successore: Simbolo dello stato della Virginia
James Pleasants 10 dicembre 1825 – 4 marzo 1827 William Branch Giles
Governatori della Virginia
Henry · Jefferson · Fleming · Nelson · Harrison · Henry · E. Randolph · B. Randolph · H. Lee · Brooke · Wood · Monroe · Page · Cabell · Tyler Sr. · Monroe · G. Smith · Barbour · Nicholas · Preston · T. Randolph · Pleasants · Tyler Jr. · Giles · J. Floyd · Tazewell · Campbell · Gilmer · McDowell · W. "EB" Smith · J.B. Floyd · Johnson · Wise · Letcher · W. "EB" Smith · Walker · Kemper · Holliday · Cameron · F. Lee · McKinney · O'Ferrall · J.H. Tyler · Montague · Swanson · Mann · Stuart · Davis · Trinkle · Byrd · Pollard · Peery · Price · Darden · Tuck · Battle · Stanley · Almond · A. Harrison · Godwin · Holton · Godwin · Dalton · Robb · Baliles · Wilder · Allen · Gilmore · Warner · Kaine · McDonnell · McAuliffe
Controllo di autorità VIAF: (EN19722306 · LCCN: (ENn50081085 · ISNI: (EN0000 0000 8098 4900 · GND: (DE118803034 · BNF: (FRcb121844877 (data) · CERL: cnp00400761