Principio del danno

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Il principio del danno (in inglese harm principle) è un principio che stabilisce la relazione tra autorità e libertà. John Stuart Mill esporrà questo principio nel Saggio sulla libertà[1]:

«Lo scopo di questo saggio è formulare un principio molto semplice, che determini in assoluto i rapporti di coartazione e controllo tra società e individuo, sia che li si eserciti mediante la forza fisica, sotto forma di pene legali, sia mediante la coazione morale dell'opinione pubblica. Il principio è che l'umanità è giustificata, individualmente o collettivamente, a interferire sulla libertà d'azione di chiunque soltanto al fine di proteggersi: il solo scopo per cui si può legittimamente esercitare un potere su qualunque membro di una comunità civilizzata, contro la sua volontà, è per evitare danno agli altri. Il bene dell'individuo, sia esso fisico o morale, non è una giustificazione sufficiente. Non lo si può costringere a fare o non fare qualcosa perché è meglio per lui, perché lo renderà più felice, perché, nell'opinione altrui, è opportuno o perfino giusto: questi sono buoni motivi per discutere, protestare, persuaderlo o supplicarlo, ma non per costringerlo o per punirlo in alcun modo nel caso si comporti diversamente. Perché la costrizione o la punizione siano giustificate, l'azione da cui si desidera distoglierlo deve essere intesa a causare danno a qualcun altro. Il solo aspetto della propria condotta di cui ciascuno deve rendere conto alla società è quello riguardante gli altri: per l'aspetto che riguarda soltanto lui, la sua indipendenza è, di diritto, assoluta. Su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l'individuo è sovrano»

(John Stuart Mill, Saggio sulla Libertà)

Formulazioni simili[modifica | modifica wikitesto]

Nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino è formulato un principio simile[2]:

«La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri: così l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati solo dalla Legge.»

(Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, Art. 4)

John Stuart Mill si ispirò al principio della «sovranità dell'individuo» di Josiah Warren, di cui scriverà:"...pur essendoci una superficiale somiglianza con alcuni dei progetti dei socialisti, [Josiah Warren] si è diametralmente opposto a loro in linea di principio, poiché non riconosce alcuna autorità nella società, sull'individuo, se non quella di imporre uguale libertà di sviluppo a tutti gli individui."[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giulio Giorello, Marco Mondadori e Stefano Magistretti, I. Introduzione (ePub), in Saggio sulla liberta, Il Saggiatore, 2009, ISBN 978-88-565-0111-7, OCLC 928867380. URL consultato il 24 settembre 2021.
  2. ^ Damiano Nocilla, La dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, Giuffrè, 2002, ISBN 88-14-09400-4, OCLC 797479000. URL consultato il 24 settembre 2021.
  3. ^ (EN) Mill, John Stuart (1806–1873), su Oxford Dictionary of National Biography. URL consultato il 24 settembre 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]