Individualismo metodologico

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«Solo l'individuo pensa. Solo l'individuo ragiona. Solo l'individuo agisce.»

(Ludwig von Mises)

Per Individualismo metodologico si intende una corrente di pensiero secondo la quale ogni azione è riconducibile ad un'azione individuale. I fenomeni della società e le istituzioni vanno pertanto analizzati come insieme di azioni individuali. È importante far notare che l'individualismo metodologico non comporta il supporto dell'individualismo politico, sebbene sostenitori dell'individualismo metodologico si opposero con forza al collettivismo.

Scienze sociali[modifica | modifica wikitesto]

L'individualismo metodologico si oppone alla visione secondo la quale la collettività sarebbe un ente autonomo in grado di prendere decisioni, e sostiene che le scienze sociali debbano basare le loro teorie sull'azione individuale. Per via di tali posizioni i sostenitori dell'individualismo metodologico si sono sempre trovati in contrapposizione alle scuole strutturalistiche e storicistiche, ed hanno sempre criticato concetti come classe sociale, ruolo di genere, etnia, nel ruolo di determinanti del comportamento individuale.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'individualismo metodologico gioca un ruolo essenziale nella moderna economia neoclassica, che generalmente analizza le azioni collettive in termini di razionalità (massimizzazione del proprio benessere). Questa concezione è alla base del cosiddetto Homo economicus.

Possiamo trovare numerosi storici sostenitori dell'individualismo metodologico in campo economico:

Sociologia[modifica | modifica wikitesto]

In sociologia Jon Elster è famoso per sostenere la seguente posizione: “L'unità elementare della vita sociale è l'azione umana (individuale). Per spiegare le istituzioni e i cambiamenti sociali è necessario mostrare come si presentano in seguito alle interazioni e le azioni degli individui. Questa visione, spesso denominata individualismo metodologico, secondo il mio parere è banalmente vera” L'individualismo metodologico non è un argomento a favore dell'individualismo politico. Questa era la posizione di Max Weber, che all'inizio del ventesimo secolo sostenne che se un regime comunista fosse dovuto emergere stabilmente avrebbe dovuto essere analizzato secondo i principi dell'individualismo metodologico. Tuttavia, il connubio tra l'individualismo metodologico e politico (i.e., liberalismo classico) è diventato comune, sia da sostenitori che oppositori dell'individualismo.

Tra i sostenitori delle posizioni dell'individualismo metodologico vi sono celebri sociologi:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • James M. Buchanan - Gordon Tullock, Il calcolo del consenso. Fondamenti logici della democrazia costituzionale, Il Mulino, 1998.
  • Ludwig von Mises, L'azione umana, UTET, Torino, 1956.
  • Friedrich von Hayek, Individualism and Economic Order, University of Chicago Press, 1948.
  • Friedrich von Hayek, The Sensory Order, University of Chicago Press, 1952.
  • Friedrich von Hayek, The Counter-revolution of Science, The Free Press, 1995.
  • Leone Venticinque, L'individualismo metodologico e Raymond Boudon. Con intervista a A.M. Petroni [1], Tesi di Laurea, Roma, 1999.
  • Dario Antiseri, Karl Popper, Rubbettino Editore, 2002.
  • Dario Antiseri (a cura di), Karl Popper e il mestiere dello Scienziato Sociale, Rubbettino editore, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]