Sergio Ricossa

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Sergio Ricossa

Sergio Ricossa (Torino, 6 giugno 1927Torino, 2 marzo 2016) è stato un economista italiano, conosciuto soprattutto per la sua attività di divulgazione delle idee liberali e liberiste. Secondo Giorgio Galli "Ricossa è uno studioso tipicamente conservatore. Va oltre essere "liberal". Si colloca tra i libertari, ma con un linguaggio pre-liberale, anche se ha la dignità di risalire a Tocqueville"[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Torino nel 1927, laureatosi in Economia nel 1949 nell'ateneo cittadino, diventa professore di Politica economica nel 1961, dopo un periodo di collaborazione con l'Unione Industriale, dove assieme ad Antonio Longo cura uno studio sulle prima applicazioni in Italia della programmazione lineare. Ferdinando di Fenizio lo fa pubblicare sulla rivista L'Industria e lo mette in contatto con l'ufficio studi della Montecatini che allora dirigeva. Dopo alcuni tentativi senza successo, le prime applicazioni concrete della programmazione lineare sono effettivamente messe in pratica alla Rumianca, una industria chimica di Torino. Successivamente dalla cattedra di Politica economica all'Università di Torino comincia a far conoscere le idee di Jan Tinbergen[2].

Nel 1981 Ricossa pubblica il libro Teoria unificata del valore con cui cerca di dimostrare che la teoria esposta da Piero Sraffa in Produzione di merci a mezzo di merci è in realtà una riproposizione della matematica della teoria economica del marginalismo sotto mentite spoglie. Ricossa pubblica il suo ultimo libro di economia per gli economisti nel 1991 (Aspetti attuali della teoria economica neoclassica) e perde progressivamente fiducia nella capacità esplicativa dei modelli della teoria economica. Si dedica così sempre più a tematiche di filosofia sociale e alla divulgazione.[3].

Membro della Mont Pelerin Society, Accademico dei Lincei, socio dell'Accademia di Agricoltura di Torino e presidente onorario dell'Istituto Bruno Leoni, è considerato uno dei massimi esponenti del liberalismo italiano. La sua attività di ricerca, largamente incentrata sulle problematiche della politica economica, è legata agli studi intorno alla figura del filosofo torinese Bruno Leoni e alla Scuola austriaca nonché al Dizionario di Economia edito dalla UTET.

Attività di polemista[modifica | modifica wikitesto]

Polemista e saggista, ha collaborato con i quotidiani La Stampa e Il Giornale, pubblicando articoli dai titoli taglienti e provocatori (si ricordino I pericoli della solidarietà, Maledetti economisti. Le idiozie dì una scienza inutile, Elogio della cattiveria) che, negli anni, gli hanno attirato feroci critiche (in particolar modo dopo che, nel 1986, prese parte, insieme con Antonio Martino e Gianni Marongiu, alla celebre «marcia contro il fisco»)[4]. La sua verve, cui è sotteso un liberalismo senza compromessi, aiuta pure a comprendere il motivo per il quale nel 1999 abbia dato alle stampe un testo intitolato Da liberale a libertario (edito dalla Leonardo Facco Editore) nel quale dichiarava che il liberalismo del suo maestro, Luigi Einaudi, non gli bastava e che voleva «andare oltre», verso una libertà più compiuta.

È stato uno scienziato sociale "nella tradizione di David Hume e Adam Smith, (...) autore di importanti studi e di vari testi destinati al grande pubblico (...) incontrò gli studiosi austriaci (Ludwig von Mises e Friedrich von Hayek, in particolare) e la loro critica ai paradigmi dell'economia neoclassica"[5]. A questo proposito Ricossa ha dichiarato "avevo capito che la scienza economica, ammesso che esista una scienza economica, non serviva quasi a nulla nella pratica politica. A sua volta la pratica politica si poteva meglio esemplificare con la storia economica anziché insegnare con la teoria economica. A conclusioni quasi egualmente pessimistiche ero già giunto con la microeconomia dell’impresa. La programmazione lineare, per esempio, era un gioiello dell’intelligenza, ma serviva soltanto a risolvere il problema banale di rendere ottimo l’uso di date risorse in dati processi produttivi."[6] Questo giudizio assai peculiare sulla scienza economica si trova in alcuni autori della scuola austriaca (come Ludwig von Mises e Murray Rothbard) che hanno ispirato il pensiero di Ricossa.

È morto nella città natale, a ottantotto anni, nel 2016.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia della fatica, Armando, Roma 1974
  • I fuochisti della vaporiera. Gli economisti del consenso, Editoriale Nuova, Milano 1978
  • Straborghese, Editoriale Nuova, Milano 1980
  • Teoria unificata del valore economico, Giappichelli, Torino 1981
  • L'economia in 100 grafici, Mondadori, Milano 1984
  • La fine dell'economia, SugarCo, Milano 1986
  • Impariamo l'economia. Idee, princìpi, teorie, Rizzoli, Milano 1988
  • (a cura di) Aspetti attuali della teoria economica neoclassica, Utet, Torino 1991
  • Cento trame di classici dell'economia, Rizzoli, Milano 1991
  • I pericoli della solidarietà, Rizzoli, Milano 1993. ISBN 88-17-84269-9
  • Come si manda in rovina un Paese. Cinquant'anni di malaeconomia, Rizzoli, Milano 1995
  • Maledetti economisti. Le idiozie di una scienza inesistente, Rizzoli, Milano 1996
  • Dov'è la scienza nell'economia?, Di Renzo Editore, Roma, 1997
  • Dizionario di Economia, Utet, Torino 1998 (terza edizione riveduta; prima edizione: 1982)
  • Scrivi che ti passa, Fogola, Torino 1999
  • "Vivere è scegliere". Scritti di libertà, Fondazione Achille e Giulia Boroli, Milano 2005 (raccolta di scritti tratti dalle altre opere, a cura di Paolo Del Debbio)
  • La fine dell'economia. Saggio sulla perfezione", Rubbettino, Soveria Mannelli 2006
  • Maledetti economisti. Le idiozie di una scienza inesistente, Rubbettino, Soveria Mannelli 2010
  • Manuale di sopravvivenza ad uso degli italiani onesti, Rubbettino, Soveria Mannelli 2011
  • Impariamo l'economia, Rubbettino, Soveria Mannelli 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Galli, Il pensiero politico occidentale: storia e prospettive, Dalai Editore, 2010
  2. ^ Enrico Colombatto, Economia: scienza inesistente? Conversazione autobiografica con Sergio Ricossa, www.brunoleoni.it. URL consultato il 20 febbraio 2018.
  3. ^ Enrico Colombatto, Economia: scienza inesistente? Conversazione autobiografica con Sergio Ricossa, www.brunoleoni.it. URL consultato il 20 febbraio 2018.
  4. ^ Pier Paolo Benedetto, Fisco, oggi la marcia, La Stampa, Archivio storico, 23 novembre 1986, p. 21. URL consultato il 3 agosto 2017.
  5. ^ Sergio Ricossa e la riscossa del pensiero (davvero) libero, Il Giornale, 4 marzo 2016, ove si legge anche che fu membro della Mont Pélerin Society e che "nel 1986 organizzò a Saint-Vincent un meeting di questa associazione promossa da von Hayek".
  6. ^ Enrico Colombatto, Economia: scienza inesistente? Conversazione autobiografica con Sergio Ricossa, www.brunoleoni.it. URL consultato il 20 febbraio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E.Colombatto e A.Mingardi (a cura di), Il coraggio della libertà. Saggi in onore di Sergio Ricossa, Rubbettino, Soveria Mannelli 2002.
  • R. Giorni, Riabilitare Marx? No, grazie. Omaggio a Sergio Ricossa, in 'Studi cattolici', Luglio-Agosto 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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