Istituto Bruno Leoni

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Istituto Bruno Leoni
Istituto Bruno Leoni - idee per il libero mercato
Tipo ONG
Fondazione 2003
Altre sedi Torino
Sito web 

L'Istituto Bruno Leoni (IBL) è un centro studi[1][2] italiano, che prende il nome dal filosofo Bruno Leoni, e promuove le idee liberali in Italia e in Europa, aiutando anche gli studenti nella loro formazione culturale.
Fondato nel 2003 da Carlo Lottieri, Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro, l'IBL ha sede a Torino e Milano, organizza convegni e seminari in varie città italiane ed europee, pubblica volumi e studi.[3] Il Presidente è dal 2011 l'economista e senatore Nicola Rossi.[4]

Idee[modifica | modifica wikitesto]

« Ogni impresa che si rispetti è guidata da una visione del mondo, da una filosofia. La nostra filosofia è conosciuta sotto molte etichette: “liberale”, “liberista”, “individualista”, “libertaria”. I nomi non sono importanti. Ciò che è più importante è che a orientare la nostra azione è la fedeltà a quello che Lord Acton ha definito “il fine politico supremo”: la libertà individuale. »
(Dal sito dell'IBL[5])

L'istituto promuove idee economiche e filosofiche estremamente liberali, ispirandosi agli economisti della scuola austriaca, tra i quali troviamo Friedrich von Hayek, Murray Rothbard, Ludwig von Mises. Vengono inoltre sponsorizzati economisti di differenti scuole come Milton Friedman dell'Università di Chicago, James M. Buchanan della Public Choice e Wilhelm Röpke dell'Ordoliberalismo. L'italiano Sergio Ricossa, economista e maestro di liberalismo, è Presidente onorario.

Tra i principali impegni dell'IBL bisogna ricordare quelle a difesa della proprietà privata e contro l'imposizione fiscale, a favore della libera iniziativa e contro la programmazione economica, a favore della globalizzazione e contro il protezionismo. Una sua classica battaglia è anche il superamento dell'attuale sistema degli albi professionali, dato che, fin dal 2004 l’Istituto, “per bocca del presidente Alberto Mingardi è arrivato a reclamare l'abolizione degli ordini”.[6]

Convegni e seminari[modifica | modifica wikitesto]

Durante tutto l'anno l'IBL organizza svariati meetings e convegni[7]. Gli eventi annuali più importanti sono il Seminario Mises, la Lectio Minghetti, il Discorso Bruno Leoni.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2009 l'IBL ha dato vita ad una propria casa editrice: IBL Libri. L'Istituto inoltre sponsorizza una collana presso l'editore Liberilibri, chiamata "Hic sunt leones". Gli autori tradotti e promossi dall'IBL rappresentano una sorta di galleria del liberalismo: Milton Friedman, Vernon L. Smith, Chandran Kukathas, Friedrich von Hayek, Hunter Lewis oltre agli italiani Bruno Leoni, Sergio Ricossa, Luigi Einaudi. L'Istituto ha anche pubblicato un saggio del Principe del Liechtenstein, Hans-Adam II.

L'Istituto ha un blog, http://www.chicago-blog.it, curato dal giornalista Oscar Giannino.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Ecco le principali collane consultabili online:

  • Collana "Policy"[8];
  • Collana "Diritto, Mercato, Libertà"[9];
  • Fuori collana[10].

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto Bruno Leoni segue un'intensa attività di scrittura di articoli e studi, definiti - nella tradizione dei think-tank anglosassoni - "papers":

La ricerca più citata dell'Istituto è denominata Indice delle Liberalizzazioni, e viene condotta su base annuale dal 2007. Secondo l'ultima edizione, pubblicata nel 2012, il grado di libertà economica italiana si assisterebbe al 52%.[15]

Amministrazione e staff[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Personalità legate all'IBL[modifica | modifica wikitesto]

Finanziamenti[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Culturale Istituto Bruno Leoni (denominata Associazione Culturale Amici dell'Istituto Bruno Leoni fino al 2008) ha ricevuto contributi a sostegno dell'attività da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino (10.000 euro nel 2006, 10.000 euro nel 2007, e 30.000 nel 2008)[16]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2004 è stato insignito del Templeton Freedom Award for Institute Excellence dall'Atlas Foundation (Stati Uniti) per le iniziative condotte in ambito divulgativo ed educativo.
  • Il "Discorso Bruno Leoni" è stato tenuto negli anni da economisti quali Vernon L. Smith, Premio Nobel 2002, e John B. Taylor, economista monetario dell'università di Stanford, ma anche da un intellettuale non accademico come Nassim N. Taleb (autore del celebre volume Il cigno nero), dall'economista africana Dambisa Moyo e dall'ex premier boemo Vaclav Klaus.[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli esponenti dell'Istituto Bruno Leoni preferiscono definirlo "think tank", anche se il termine non è diffuso in Italia
  2. ^ Formalmente si tratta di associazione, denominata Istituto Bruno Leoni
  3. ^ Nel 2009, in una ricerca sviluppata da The Think Tanks and Civil Societies Program del Foreign Policy Research Institute, l'Istituto Bruno Leoni è stato considerato la trentaseiesima fondazione più influente d'Europa e l’unica italiana presente in quella graduatoria. Cfr. “The Think Tanks and Civil Societies Program”, Foreign Policy Research Institute, edizione del 2009, p. 39.
  4. ^ "Nicola Rossi all'IBL
  5. ^ La nostra filosofia, brunoleoni.it
  6. ^ Roberto Bagnoli, "L'effetto Monti incrina il monolito degli ordini", Corriere della Sera, 24 maggio 2004, p. 3.
  7. ^ Lista eventi, brunoleoni.it
  8. ^ Collana "Policy", brunoleoni.it
  9. ^ Collana "Diritto, Mercato, Libertà", brunoleoni.it
  10. ^ Fuori collana, brunoleoni.it
  11. ^ Briefing Papers, brunoleoni.it
  12. ^ Occasional Papers, brunoleoni.it
  13. ^ Focus, brunoleoni.it
  14. ^ Altri Papers, brunoleoni.it
  15. ^ Alessandra Puato, "Liberalizzazioni e decreti: le porte del mercato si aprono", Corriere della Sera, 24 settembre 2012, pp. 02.03.
  16. ^ Bilancio consuntivo per l’esercizio 1º gennaio - 31 dicembre 2006 (PDF), Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, p. 142. URL consultato il 18-3-2011. Bilancio consuntivo per l'esercizio 1º gennaio - 31 dicembre 2007 (PDF), Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, p. 151. URL consultato il 18-3-2011. Bilancio consuntivo per l'esercizio 1º gennaio - 31 dicembre 2008 (PDF), Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, p. 150. URL consultato il 18-3-2011.
  17. ^ La lista dei partecipanti è tratta da sito dell'IBL http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=0000002175&level1=2167

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]