Oliver Wendell Holmes (giurista)

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Oliver Wendell Jr. Holmes

Oliver Wendell Jr. Holmes (Boston, 1841Washington, 1935) è stato un giurista statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del poeta Oliver Wendell Holmes, insegnò per lungo tempo diritto ad Harvard e fu uno dei più longevi giudici della Corte suprema degli Stati Uniti d'America, dal 1902 al 1935.

Fu commentatore di James Kent e autore di The common law (1881) e Collected legal papers (1920).

Pensiero giuridico[modifica | modifica wikitesto]

La sua opera di maggior rilievo è il saggio Opinioni dissenzienti, una collezione dei suoi pareri su vari casi sottoposti Corte suprema che non furono condivisi dagli altri giudici. Nell'ordinamento giuridico statunitense di common law, dopo vari processi di overruling, ovvero di cambiamento di ratio legis, le queste sue opinioni cosiddette dissenzienti divennero unanimemente condivise.

Fu il primo ad elaborare la teoria secondo cui il diritto non è banalmente un insieme di norme, ma un corpus che si forma nel tempo dalla giurisprudenza, cioè dalle sentenze e dalle decisioni adottate dai giudici nei tribunali ordinari.

Nel giugno 2012 il presidente della Corte suprema John G. Roberts, nella sua opinione che ha dichiarato la costituzionalità dell'Obamacare ha citato - a sostegno dell'applicazione del principio secondo cui, tra due interpretazioni della norma impugnata, il giudice deve privilegiare quella che salva la costituzionalità della norma - ha rielaborato[1] una delle massime[2] tratte dalla corrispondenza di Holmes: "se i miei concittadini vogliono andare all'Inferno, io li aiuterei: è il mio lavoro".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Non è il nostro compito quello di premunire il popolo contro le conseguenze delle loro scelte politiche" (NFIB v. Sebelius).
  2. ^ Sono così citate che spesso, oltre a rielaborarle, talune gli vengono attribuite senza fondamento: la massima “la libertà di dar pugni finisce al confine del mio naso” - che nel giugno 1919 comparve sulla Harvard Law Review (“Freedom of Speech in War Time”) ascritta dal filosofo legale Zechariah Chafee ad un giudice anonimo - gli è stata prevalentemente attribuita.

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