Sic semper tyrannis

Sic semper tyrannis (lett. "Così sempre ai tiranni"), spesso abbreviate come SST, sono le parole attribuite, secondo una tradizione storiografica apocrifa anglosassone, a Marco Giunio Bruto nell'atto di assassinare Giulio Cesare, anche se, secondo Plutarco, Bruto non avrebbe avuto il tempo di pronunciare alcuna frase, ed infatti tale formulazione, come la variante Sic semper evello mortem tyrannis, non risultano essere presenti nelle biografie di Bruto e Cesare (in Plutarco, Svetonio o Tacito).[1][2][3] Altri la attribuirono a Lucio Giunio Bruto nell'atto di rovesciare Tarquinio il Superbo e instaurare la Repubblica Romana. La locuzione sta a significare che la fine dei tiranni deve essere, naturalmente o giustamente, quella di essere deposti violentemente e/o uccisi. La frase risulta in realtà ideata da George Wythe e formulata da George Mason; Wythe, traducendo un passo di Plutarco sulla vita di Tiberio Gracco, rese una simile formula; quando Gracco fu assassinato dai senatori con l'accusa di adfectatio regni, suo cognato Scipione Emiliano avrebbe difatti commentato con un verso tratto dall'Odissea di Omero, in cui la dea Atena approva l'uccisione di Egisto (definito τύραννος, tyrannos), l'assassino di Agamennone, da parte di Oreste: ὡς ἀπόλοιτο καὶ ἄλλος, ὅτις τοιαῦτά γε ῥέζοι, cioè "così accada sempre a quelli come lui" (pressappoco sic semper similibus accidit).[4] La frase sic semper tyrannis come motto della Virginia fu proposta da George Mason, che probabilmente la coniò nella sua forma moderna nel 1776 e la attribuì forse a Bruto.[5]
Tale locuzione, invenzione quindi posteriore e apocrifa[6], divenne il motto di molti anti-tirannici, liberali e anti-monarchici dal XVIII secolo in poi, e ha conosciuto particolare fortuna in alcune fasi della storia degli Stati Uniti come motto libertario o incitante al tirannicidio.[3]
Essa è tuttora il motto dello stato della Virginia e dell'omonimo sottomarino (USS Virginia).[5] Fu probabilmente nel XIX secolo che la citazione fu attribuita a Marco Giunio Bruto.[7] Esso è inoltre il motto della città di Allentown (Pennsylvania) ed è citato nell'inno del Maryland.
John Wilkes Booth avrebbe pronunciato la medesima frase subito dopo aver sparato ad Abraham Lincoln, che lui e il suo gruppo sudista ritenevano un tiranno per aver impedito la secessione. Alcuni testimoni affermarono che non disse Sic Semper Tyrannis, ma Sic Semper oppure Il Sud deve essere libero, o altre affermazioni come Libertà, Vendetta per il Sud, Il Sud è vendicato!, ecc. Nel diario, Booth affermò nei suoi scritti di aver gridato Sic Semper. Egli, proveniente da una famiglia di attori, aveva recitato col fratello, chiamato appunto Junius Brutus Booth (come suo padre), nel Giulio Cesare di William Shakespeare sei mesi prima, e provava molta ammirazione per Bruto, nell'occasione interpretato dall'altro fratello, Edwin.[2][3] Booth e i resoconti giornalistici su Lincoln sono da ritenersi all'origine della popolarità della frase latina presso il pubblico e la cultura popolare di massa.[7]
Timothy McVeigh, il militare e terrorista autore dell'attentato di Oklahoma City del 1995, è stato visto indossare una maglietta raffigurante proprio l'immagine di Lincoln e sopra impressa tale frase, rivolta all'indirizzo di Bill Clinton e del governo federale degli Stati Uniti d'America.[8]

In tempi recenti la frase è stata ripresa anche dal gruppo di attivisti-hacker Anonymous[9] e utilizzata in diverse manifestazioni e contesti.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Plutarco, Vite parallele, "Alessandro Magno e Cesare", 67
- 1 2 Diary Entry of John Wilkes Booth, su law.umkc.edu (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2010).
- 1 2 3 TimesMachine April 15, 1865 - New York Times, in The New York Times.
- ↑ The Real Source Behind “Sic Semper Tyrannis”, su medium.com.
- 1 2 Kate Mason Rowland, The Life of George Mason, 1725-1792, G.P. Putnam's Sons, 1892, pp. 264-265.
- ↑ La primavera dei nuovi tiranni, la Repubblica, 22 febbraio 2009
- 1 2 Robert G. Eisenhauer, After Romanticism, pag. 119
- ↑ Lou Kilzer e Flynn, Kevin, Did McVeigh Plan to get Caught, or was he Sloppy?, in Denver Rocky Mountain News, 19 dicembre 1997.
- ↑ FBI busts Anonymous, LulzSec ring, su politico.com.
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