Insufficienza aortica

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Insufficienza aortica
Specialità genetica clinica
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 395.1 e 746.4
ICD-10 I06, I35 e Q23.1
MedlinePlus 000179
eMedicine 150490 e 893646

Per Insufficienza aortica o rigurgito aortico in campo medico, si intende il manifestarsi del reflusso di sangue dall'aorta nel ventricolo sinistro in diastole, dovuto ad un'anomalia che determina un'imperfetta chiusura della valvola aortica, totale o parziale. Ciò comporta che il ventricolo sinistro si trovi in sovraccarico di volume per l'ingresso al suo interno di sangue proveniente dall'aorta e dall'atrio sinistro. Per mantenere un'adeguata frazione di eiezione, il ventricolo sinistro va incontro ad ipertrofia eccentrica e, con l'aggravarsi della patologia negli anni, subisce ischemia e scompenso.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi clinici sono dispnea, dapprima da sforzo, poi a risposo, con ortopnea e poi dispnea parossistca notturna come segno di ipertensione polmonare, angina pectoris, palpitazioni, come segno di aritmie, sincope ed astenia a causa della ridotta portata cardiaca.

Si reperta un soffio diastolico in decrescendo con massima intensità a livello del focolaio aortico accessorio (punto Erb). Il soffio è ad alta frequenza ed è determinato dal rigurgito di sangue che dall'aorta giunge in ventricolo. Il decrescendo è dovuto all'equipararsi delle pressioni in aorta e ventricolo in diastole. Si reperta anche un soffio sistolico eiettivo alla base.[1]

A causa del rigurgito aumenta la pressione pulsatoria o differenziale. Come conseguenza di questo, l'onda sfigmica è accentuata a livello dei polsi e dà origine a molti segni clinici. Tipico è il pulsus bisferiens, caratterizzato da un'onda con due picchi, il primo dovuto alla sistole, il secondo all'onda di rigurgito. Viene avvertito come ampio e collassante, a causa della sua velocità a scomparire.

Pulsazioni sono evidenti a livello del capo con movimenti ritmici (segno di Musset), a livello dell'ugola (segno di Mueller), a livello del letto ungueale a seguito di una piccola pressione (segno di Quincke), a livello degli arti inferiosi, se accavallati, a livello di fegato e milza.

All'auscultazione dei polsi femorali è udibile un soffio a colpo di fucile (segno di Traube) e un soffio detto 'va e vieni'. Quest'ultimo (segno di Duroziez) è auscultabile tramite una lieve pressione dello stetoscopio.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Fra le diverse patologie correlate all'insorgenza della forma cronica di insufficienza aortica, ricordiamo:

Inoltre anche la bicuspidia valvolare congenita e la disfunzione di una protesi valvolare possono comportare la nascita dell'insufficienza, infine è stato dimostrato che anche alcuni medicinali possono causare l'insufficienza,[2][3] come gli antagonisti della dopamina.[4][5]

Esami[modifica | modifica wikitesto]

Molti esami si utilizzano per valutare al meglio la valvulopatia:

  • Radiografia del torace, dove si riscontra un ingrossamento del ventricolo sinistro, se oltre a ciò si osserva anche dilatazione simultanea dell'atrio destro e della vena cava superiore, si deve supporre anche un coinvolgimento di un'altra insufficienza;
  • Cateterismo cardiaco, la sua utilità oltre alla misurazione delle pressioni sia quella intracranica che quella intravascolare e quella di escludere altre valvulopatie
  • Angiografia coronarica
  • ECG
  • Ecocardiografia
  • Doppler
  • Esami di laboratorio

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento farmaceutico consiste nella somministrazione di calcio-antagonisti, come la nifedipina o ace-inibitori

Il trattamento chirurgico avviene tramite sostituzione valvolare, ma ancora oggi è discusso quando sia il periodo migliore per intervenire.

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

Quando compaiono i sintomi l'aspettativa di vita si abbassa notevolmente, raramente si superano i cinque anni, senza un'adeguata terapia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudio Rugarli, Medicina interna sistematica, 5ª ed., Milano, Masson, 2005, ISBN 978-88-214-2792-3.
  2. ^ Connolly HM, Crary JL, McGoon MD, et al, Valvular heart disease associated with fenfluramine-phentermine, in N. Engl. J. Med., vol. 337, nº 9, 1997, pp. 581–8, PMID 9271479.
  3. ^ Weissman NJ, Appetite suppressants and valvular heart disease, in Am. J. Med. Sci., vol. 321, nº 4, 2001, pp. 285–91, PMID 11307869.
  4. ^ Schade R, Andersohn F, Suissa S, Haverkamp W, Garbe E, Dopamine agonists and the risk of cardiac-valve regurgitation, in N. Engl. J. Med., vol. 356, nº 1, 2007, pp. 29–38, DOI:10.1056/NEJMoa062222, PMID 17202453.
  5. ^ Zanettini R, Antonini A, Gatto G, Gentile R, Tesei S, Pezzoli G, Valvular heart disease and the use of dopamine agonists for Parkinson's disease, in N. Engl. J. Med., vol. 356, nº 1, 2007, pp. 39–46, DOI:10.1056/NEJMoa054830, PMID 17202454.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby's medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.
  • Hurst, Il Cuore (il manuale - 11ª edizione), Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-2388-2.
  • Eugene Braunwald, Malattie del cuore (7ª edizione), Milano, Elsevier Masson, 2007, ISBN 978-88-214-2987-3.
  • Aldo Zangara, Terapia medica ragionata delle malattie del cuore e dei vasi, Padova, Piccin, 2000, ISBN 88-299-1501-7.
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