Carlo IX di Francia

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Carlo IX di Valois
CharlesIX.jpg
Carlo IX di Francia
Ritratto da François Clouet (1572 circa)
Re di Francia
Duca d'Orléans
Stemma
In carica 5 dicembre 1560 – 30 maggio 1574
Incoronazione 15 maggio 1561, Reims
Predecessore Francesco II di Francia
Successore Enrico III di Francia
Nome completo Carlo Massimiliano di Francia
Nascita Saint-Germain-en-Laye, 27 giugno 1550
Morte Parigi, 30 maggio 1574
Luogo di sepoltura Basilica di Saint-Denis, Francia.
Casa reale Valois-Angoulême
Dinastia Capetingi
Padre Enrico II di Francia
Madre Caterina de' Medici
Consorte Elisabetta d'Asburgo
Figli Maria Elisabetta
Religione Cattolicesimo
Firma 1565 signature of King Charles IX of France.jpg

Carlo IX di Valois (Castello di Saint-Germain-en-Laye, 27 giugno 1550Castello di Vincennes, 30 maggio 1574) fu re di Francia (1560-1574), figlio di Enrico II e di Caterina de' Medici.

Ereditò la corona di Francia a soli dieci anni, alla morte del fratello Francesco II, in una situazione di grave crisi del potere monarchico. Sotto la reggenza della madre Caterina de' Medici, che ebbe molta influenza su di lui, fu costretto a confrontarsi con le guerre civili di religione che scoppiarono durante i suoi primi anni di regno. Nonostante tutti gli sforzi di mediazione della regina madre e dei suoi ministri, che cercarono di restaurare l'autorità della monarchia, i conflitti civili imperversarono per tutta la durata del suo regno, destabilizzando la politica interna del paese, già esposto a una grande crisi economica.

Dopo diversi tentativi di riconciliazione, si giunse alla pace di Saint-Germain, stipulata tra la Corona con l'ammiraglio Coligny, uno dei capi del partito ugonotto. Per celebrare la conquista dell'armonia civile, fu celebrato il matrimonio di sua sorella Margherita con il principe del sangue ugonotto Enrico di Navarra, ma pochi giorni avvenne il massacro di san Bartolomeo. L'entità della strage si ripercosse sull'immagine pubblica del re, dipinto dalla propaganda ugonotta come un tiranno sanguinario, e dell'intera famiglia reale.

In risposta al massacro vi fu la nascita di una serie di movimenti, come i Malcontent e i Monarcomachi, che si opponevano alla deriva assolutista che la politica della Corona aveva incominciato ad assumere dal regno di Francesco I. Gli ultimi anni di regno, furono segnati dall'aspra divisione familiare, che portò suo fratello minore Francesco duca d'Alençon a tentare di attuare un colpo di stato per farsi eleggere re, con il supporto dei Malcontent, del re di Navarra e del principe di Condé, prigionieri a corte.

Carlo IX morì di tubercolosi nel 1574. Non avendo generato eredi maschi legittimi, gli succedette il fratello Enrico III.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza (1550-1560)[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia ed educazione[modifica | modifica wikitesto]

Nacque il 27 giugno 1550 nel castello di Saint-Germain-en-Laye, figlio di Enrico II di Francia e Caterina de' Medici. Fu battezzato con il nome di «Carlo Massimiliano»: il primo nome in onore del defunto zio Carlo di Valois, il secondo in onore del padrino, il futuro imperatore Massimiliano II d'Asburgo.[1] Consultati al momento della sua nascita, gli astrologhi profetizzarono che il piccolo principe sarebbe un giorno divenuto un grande re come Carlo Magno.[2]

Designato fin dalla nascita con il titolo di duca d'Angoulême, divenne poi duca d'Orléans alla morte del fratello maggiore Luigi, il secondogenito della famiglia reale, morto a pochi anni di vita il 24 ottobre 1550. Passò l'infanzia assieme ai fratelli minori Alessandro Edoardo, Margherita ed Ercole, nei castelli di Amboise e Blois, sotto la cura dei loro governanti, Claude d'Urfé e Françoise d'Humières[3] e la costante supervisione dei genitori e di Diana di Poitiers, potente amante del padre.[4]

Tra l'inverno 1553 e la primavera 1554, per rimpiazzare il precedente precettore del delfino Francesco, i sovrani scelsero Jacques Amyot, celebre traduttore di Plutarco, quando Carlo Massimiliano e Alessandro Edoardo avevano rispettivamente quattro e tre anni.[1] Nonostante gli insegnamenti di questo luminare, Carlo non fu mai un esperto di latino. Ricevette una variegata istruzione umanistica e sembrò apprezzare particolarmente la musica e avrebbe trovato piacere nel comporre versi, come il padre. Nell'adolescenza avrebbe composto e inviato al suo amato Ronsard delle épîtres, che il poeta avrebbe poi fatto pubblicare in una sua raccolta.[5]

La precoce ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

L'esecuzione dei colpevoli della congiura di Amboise. Questaopresa d'armi dei calvinisti contro la Corona fu una delle prime manifestazioni dei violenti dissidi politico-religiosi che avrebbero portato allo scoppio delle sanguinose guerre civili di religione.

Nel 1559, l'improvvisa morte di re Enrico II portò a un'enorme destabilizzazione politica. Il breve regno di Francesco II fu caratterizzato dalla presa di potere dei cattolici Guisa, zii della nuova regina di Francia, Maria Stuart, della quale il piccolo duca d'Orléans si era invaghito.[6] La politica dei Guisa provocò numerosi malumori a causa del taglio di prebende e concessioni per far fronte all'enorme debito pubblico contratto durante le guerre d'Italia concluse con la pace di Cateau-Cambrésis.[7]

Cattolici intransigenti, i Guisa continuarono ad applicare la linea dura contro i calvinisti, che in rivalsa a ciò, ordirono la congiura di Amboise, atta a scalzare i Guisa dal potere, per sostituirli con i principi del sangue filo-calvinisti Antonio di Borbone, re di Navarra e Luigi di Condé. Questo tentato colpo di stato venne scoperto e represso nel sangue: essendo l'erede al trono, il piccolo Carlo Massimiliano assistette assieme alla madre e al re suo fratello alla messa a morte dei traditori.[8]

Pochi mesi dopo ascese al trono di Francia con il nome di Carlo IX, dopo la precoce morte del fratello maggiore. Avendo solo dieci anni, il re necessitava di un reggente per guidare il regno. La carica fu ottenuta da Caterina de' Medici tramite ricatto. La regina madre obbligò il re di Navarra, che come primo principe del sangue poteva richiedere la nomina per sé, a cederle l'onere in cambio della grazia per il fratello Luigi, in precedenza arrestato e in attesa di essere giustiziato per alto tradimento.[9] In seguito a una dichiarazione di fedeltà alla Corona, Antonio di Borbone fu nominato luogotente generale dell'esercito e il principe di Condé venne liberato.

La monarchia in difficoltà (1560-1566)[modifica | modifica wikitesto]

La reggenza e l'inizio delle guerre civili[modifica | modifica wikitesto]

Il giovanissimo Carlo IX. Dipinto di François Clouet. (1561).

L'ascesa al trono di Carlo IX creò involontariamente una latitanza del potere sovrano, che peggiorò la situazione politica francese. Pur essendo di bell'aspetto, soprattutto per i «bellissimi occhi» ereditati dal padre, aveva una salute precaria: soprattutto soffriva di una «respirazione assai difficile», che si manifestava dopo i giochi e gli esercizi corporali ai quali si sottoponeva.[10]

Fu la regina madre, confermata al potere dagli stati generali di Orléans del 1560 con il titolo di «governante di Francia», che cercò con risolutezza di restaurare l'autorità della monarchia. Prese sotto la sua ferrea tutela il figlio, che iniziò a dormire nelle camere materne come ulteriore protezione, e organizzò al più presto la sua incoronazione nella cattedrale di Reims. La cerimonia si svolse il 15 maggio 1561, ma Carlo scoppiò a piangere proprio quando gli fu posta la corona sulla testa. Questo fu preso come un presagio di sventura.[11]

Con l'aiuto del cancelliere Michel de l'Hôspital, Caterina condusse una politica di pacificazione verso i protestanti: Antonio di Navarra divenne luogotenente generale del regno e Luigi di Condé fu riammesso al Consiglio reale. Questa politica di tolleranza provocò uno sdoganamento del calvinismo, grazie ad una potente azione di proselitismo. In risposta il duca di Guisa, il connestabile di Montmorency e il maresciallo di Saint-André crearono un «Triumvirato» in difesa del cattolicesimo, sostenuti dal papa e da Filippo II di Spagna.[12]

Seguendo questa politica di conciliazione, nel settembre 1561, Caterina de' Medici organizzò un incontro tra gli esponenti del clero cattolico e calvinista, sperando che si arrivasse ad una pace religiosa: il colloquio di Poissy. Carlo IX vi presenziò assieme al resto della famiglia reale, ma tutto si risolse con un nulla di fatto.[13] In questo periodo, la corte francese ospitò Giovanna d'Albret, regina regnante di Navarra e i suoi figli. Fu in questa occasione che Carlo IX strinse una forte amicizia con Enrico di Navarra, che divenne suo compagno di giochi preferito.[14]

La strage di Wassy. Litografia di Franz Hogenberg.

Nel gennaio 1562, fu emanato l'«editto di gennaio», che permetteva l'esercizio del culto protestante fuori dalle mura cittadine o privatamente nelle case.[15] La strage di Wassy tuttavia, attuata dal duca di Guisa e i suoi uomini contro dei riformati che stavano assistendo ad una predica in un granaio dentro la città, accese la miccia delle guerre di religione che insanguinarono la Francia per 36 anni.

La prima fu segnata da alcuni episodi militari, dall'alleanza dei protestanti con l'Inghilterra nel 1562 e dall'assassinio del duca di Guisa Francesco (1563): essa terminò con la pace di Amboise.

Il «grande viaggio»[modifica | modifica wikitesto]

Percorso seguito dalla corte dei Valois per il «grand voyage». In verde da Parigi verso Bayonne; in rosso il ritorno verso la capitale.

Conclusa la pace, la regina madre intraprese un viaggio della durata di ben due anni con Carlo IX attraverso il paese con lo scopo di unire la Francia alla persona del re. In questo periodo venne attuata la riforma giudiziaria (Grande ordonnance des moulins) ed esteso il potere regale.

I tumulti civili (1566-1570)[modifica | modifica wikitesto]

La «sorpresa di Meaux»[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1567, a seguito di un tentativo da parte dei protestanti di rapire Carlo IX, riprese la guerra fra le due fedi.

La terza guerra civile[modifica | modifica wikitesto]

La vittoria dei cattolici a Saint-Denis determinò la pace di Longjumeau (marzo 1568) ma due mesi dopo le ostilità ripresero ed i cattolici ebbero la meglio a Jarnac e a Moncontour.

La ricerca della concordia (1570-1572)[modifica | modifica wikitesto]

Vita privata del re[modifica | modifica wikitesto]

Dopo di che fu siglata un'altra pace a Saint-Germain-en-Laye (5 agosto 1570), grazie a un tentativo di conciliazione da parte del re che previde anche il matrimonio di sua sorella Margherita con Enrico di Navarra. Il 22 ottobre 1570 Carlo IX sposò Elisabetta d'Asburgo, dalla quale ebbe una figlia, Maria-Elisabetta (27 ottobre 1572 - 9 aprile 1578). Carlo IX ebbe anche un figlio illegittimo da Maria Touchet: Carlo, prima conte d'Alvernia e poi duca d'Angoulême.

La politica autonoma del re[modifica | modifica wikitesto]

Gli ultimi anni (1572-1574)[modifica | modifica wikitesto]

La «notte di san Bartolomeo»[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1572 si verificò in Parigi la strage degli ugonotti conosciuta come la notte di San Bartolomeo (morirono in Parigi più di 2.000 ugonotti e nella provincia circa 15.000), pare ispirata dalla madre di Carlo IX alla quale il re non avrebbe saputo opporsi. Il dibattito storiografico non è mai riuscito a stabilire le responsabilità: un'interpretazione è che Caterina, preoccupata dell'influenza che l'ammiraglio ugonotto Gaspard II de Coligny aveva sul figlio e temendo che questo mettesse a repentaglio la sua politica filo-spagnola, con l'aiuto dei Guisa abbia provocato la strage per costringere il figlio a schierarsi contro gli ugonotti e quindi contro il suo consigliere, mentre un'altra interpretazione è che sia stato proprio Carlo IX a volere la strage per affermare la propria indipendenza decisionale nei confronti della madre. Ripresa la guerra di religione, durante la quale i cattolici tentarono invano di impadronirsi della roccaforte protestante di La Rochelle, essa si concluse nel luglio 1573 con la pace di Boulogne.

Le cospirazioni dei Malcontent[modifica | modifica wikitesto]

Agonia e morte di Carlo IX[modifica | modifica wikitesto]

Funerale di re Carlo IX.

Meno di un anno dopo Carlo IX morì senza lasciare eredi maschi e gli succedette sul trono di Francia il fratello minore, Enrico III.

Personalità del regno di Carlo IX[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia

I principi del sangue

I Grandi di Francia

Consulenti e servitori dello stato

Comandanti dell'esercito

I letterati e gli artisti

Gli scienziati

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico di tre generazioni di Carlo IX di Valois
Carlo IX di Valois Padre:
Enrico II di Francia
Nonno paterno:
Francesco I di Francia
Bisnonno paterno:
Carlo di Valois-Angoulême
Bisnonna paterna:
Luisa di Savoia
Nonna paterna:
Claudia di Francia
Bisnonno paterno:
Luigi XII di Francia
Bisnonna paterna:
Anna di Bretagna
Madre:
Caterina de' Medici
Nonno materno:
Lorenzo de' Medici duca di Urbino
Bisnonno materno:
Piero il Fatuo
Bisnonna materna:
Alfonsina Orsini
Nonna materna:
Madeleine de La Tour d'Auvergne
Bisnonno materno:
Giovanni III de La Tour d'Auvergne
Bisnonna materna:
Giovanna di Borbone

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Michele
Rosa d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'Oro
— 1572
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Jean-Pierre Babelon, Henri IV, Fayard, 2017, Paris, ISBN 978-2-213-64402-8. (ed. or. 1982)
  • (FR) Simone Bertière, Les reines de France au temps des Valois. Les années sanglantes, 1996, Paris, ISBN 978-2-253-13874-7.
  • (FR) Georges Bordonove, Charles IX: Hamlet couronné, Pygmalion, 2002, Paris, ISBN 978-2-85704-771-1.
  • (FR) Jacqueline Boucher, Deux épouses et reines à la fin du XVIe siècle: Louise de Lorraine et Marguerite de France, 1998, Saint-Étienne, Presses universitaires de Saint-Étienne, ISBN 978-2-86272-080-7.
  • (FR) Jean-Louis Bourgeon, Charles IX devant la Saint-Barthélemy, Librairie Droz, 1995, Paris, ISBN 978-2-600-00090-1.
  • (EN) Stuart Carroll, Martyrs and murderers. The Guise Family and the Making of Europe, Oxford Press, 2009, Oxford, ISBN 978-0-19-959679-9.
  • (FR) Pierre Chevallier, Henri III: roi shakespearien, Paris, Fayard, 1985, ISBN 978-2-213-01583-5.
  • Ivan Cloulas, Caterina de' Medici, Firenze, Sansoni editore, 1980.
  • Benedetta Craveri, Amanti e regine. Il potere delle donne, Milano, Adelphi, 2008, ISBN 978-88-459-2302-9.
  • (FR) Francis De Crue, Le Parti des Politiques au lendemain de la Saint-Barthélemy. La Môle et Coconas, Paris, Librairie Plon, Nourrit et Cie, 1892.
  • (FR) Hector de la Ferrière, «Les dernières conspirations du règne de Charles IX », Revue des questions historiques, juillet 1890.
  • Antonia Fraser, Maria Stuart. La tragedia di una regina, Milano, Mondadori, 1996, ISBN 88-04-41332-8.
  • Janine Garrisson, Enrico IV e la nascita della Francia moderna, Milano, Mursia, 1987.
  • (FR) Janine Garrisson, Marguerite de Valois, Paris, Fayard, 1994, ISBN 978-2-213-59193-3.
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  • (FR) Arlette Jouanna, Le Devoir de révolte. La noblesse française et la gestation de l'État moderne, 1559-1661, Paris, Fayard, 1989, ISBN 2-213-02275-5.
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  • Éliane Viennot, Margherita di Valois. La vera storia della regina Margot, Milano, Mondadori, 1994.
  • (EN) Hugh Noel Williams, Henry II and his court, New York, Charles Scriben's sons, 1910.

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