Roberto II di Francia

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Roberto II di Francia
Robert II of France (coloured).jpg
Roberto II di Francia
Re di Francia
Duca di Borgogna
Stemma
In carica 996-1031
Predecessore Ugo Capeto
Successore Enrico I
Nascita Orléans, 27 marzo 972
Morte Melun, 20 luglio 1031
Sepoltura Basilica di Saint-Denis, Francia.
Casa reale Capetingi
Padre Ugo Capeto
Madre Adelaide d'Aquitania
Coniugi Rozala d'Ivrea
Berta di Borgogna
Costanza d'Arles
Figli Alice o Edvige o Adele
Ugo
Enrico
Adele o Adelaide
Roberto
Oddone o Eudes e
Costanza, di terzo letto

Roberto II, detto il Pio, in francese Robert II le Pieux (Orléans, 27 marzo 972Melun, 20 luglio 1031), fu re di Francia dal 996 al 1031 e duca di Borgogna dal 1004 al 1016.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Come ci conferma la Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, era l'unico figlio maschio del duca dei Franchi e conte di Parigi poi incoronato re di Francia, Ugo Capeto[1] e, come conferma la Vita Roberti Regis, di Adelaide d'Aquitania[2], di nobile stirpe aquitana[2], che, secondo la Acta Sanctorum, era figlia del conte di Poitiers, conte d'Alvernia e duca d'Aquitania (Adelaide…filia Pictavorum comitis, de progenie Caroli Magni moglie di Hugone, Francorum duce[3]), Guglielmo III e di Gerloc (917-962, ribattezzata Adele) di Normandia, figlia del duca di Normandia, Rollone (870-927) e della seconda moglie, Poppa di Bayeux.
Ugo Capeto, secondo la Hugonis Floriacensis, Historia Francorum Senonensis, era il figlio maschio primogenito del Marchese di Neustria demarcus, conte d'Orleans e conte di Parigi, detto duca dei Franchi) e poi conte di Auxerre e anche duca di Borgogna, Ugo il Grande detto anche il Bianco, per il suo pallore e/o l'Abate (895-956), e della sua terza moglie, Edvige di Sassonia[4] (922-965), figlia quartogenita del duca di Sassonia e re dei Franchi orientali, Enrico I l'Uccellatore (876936) e della sua seconda moglie Matilde (890-968), che come ci riporta, nelle sue cronache, il monaco cluniacense e cronista, Rodolfo il Glabro, era sorella del Re di Germania, Ottone I[5], che, a sua volta, secondo il Widukindi Res Gestæ Saxonicæ era figlio di Enrico I e Matilde[6].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre, interessato al futuro del figlio, diede a Roberto un'istruzione brillante attraverso i più grandi maestri di quel tempo, alla scuola episcopale di Reims[7]. Molto diligente il giovane principe assorbì in un modo splendido le loro lezioni e divenne un uomo molto istruito di una cultura essenzialmente teologica[7]. Le sue passioni furono i libri, la musica e le canzoni sacre; il suo biografo, Helgaud, monaco a Saint-Benoît-sur-Loire, ce lo descrive come molto caritatevole, modello di tutte le virtù cristiane, tanto da aver dato la vista a un cieco[7]; per questo gli venne dato il soprannome di Pio[7].

Alla morte del re dei Franchi occidentali Lotario (986), i notabili del regno elessero suo figlio Luigi V e alla morte di questi (987), secondo la Hugonis Floriacensis, Historia Francorum Senonensis, il carolingio Carlo, Duca della Bassa Lorena (Lotaringia), era designato a succedere al nipote Luigi V, ma il padre di Roberto, il duca dei Franchi e conte di Parigi, Ugo Capeto, si ribellò[8] e in un'assemblea convocata a Senlis per eleggere il nuovo re, l'arcivescovo di Reims Adalberone attaccò Carlo, perché al servizio di un re straniero e perché aveva sposato una donna di rango inferiore, che non poteva quindi diventare regina, mentre il duca dei franchi Ugo era senz'altro più adatto a ricoprire la carica di re[9]. Ugo venne proclamato e incoronato re a Noyon il 3 luglio 987[10].
Il 30 dicembre del 987 il padre Ugo Capeto lo associò al trono mediante incoronazione a Orleans[11], per evitare che alla sua morte la successione di Roberto potesse subire contestazioni.

Carlo, che non aveva rinunciato ma era rimasto pretendente al trono[12], diede battaglia ad Ugo[13], affiancato da Roberto[11], prendendo possesso di Reims e Laon[11].
Ancora secondo la Hugonis Floriacensis, Historia Francorum Senonensis, Ugo aveva dovuto abbandonare l'assedio di Laon e non avendo possibilità di vincere contro Carlo, si accordò col vescovo di Laon, Adalberone, detto Ascelino[14], che, il Lunedì dell'Angelo del 991, fingendosi suo sostenitore, a tradimento, catturò Carlo[15] e lo consegnò a Ugo Capeto[15].
Ugo e Roberto si assicurarono il trono mediante questo tradimento ai danni di Carlo, che poco dopo, nel 992 mori[15] (secondo il Sigeberti Auctarium Affligemense, in quello stesso 991[16]

Nel 988, sotto la pressione del padre, Roberto, come conferma la Vita Sancti Bertulfi Abbatis Renticensis, aveva sposato Rozala d'Ivrea[17] (952 - 1003), di vent'anni più vecchia di lui, figlia del re d'Italia, Berengario II[17] e vedova del conte di Fiandra Arnolfo II[17], che dopo la morte del marito aveva la tutela del figlio minorenne Baldovino[17], che Ugo Capeto aveva confermato conte di Fiandra[17]; Rozala, dopo essere divenuta regina di Francia, mutò il suo nome in Susanna[17].
Anche se gli piaceva la teologia e leggere i testi sacri, la sua pietà non gli impedì, tra il 991 ed il 992, di ripudiare la moglie solo perché vecchia e sterile e lo portò a commettere eresia.

Roberto si era innamorato di Berta di Borgogna, e quando quest'ultima, nel marzo del 996, rimase vedova del conte Oddone I di Blois, avrebbe voluto sposarla (che Berta fosse la moglie diOddone I di Blois, ci viene confermato dal Modernorum Regum Francorum Actus[18]); ma dato che erano cugini di terzo grado il loro matrimonio venne ostacolato dal re suo padre e dal Papa[19].
Nel 996, dopo la morte di suo padre, divenuto re di Francia, pur con l'opposizione di Papa Gregorio V, sposò, in seconde nozze, la cugina Berta, figlia secondogenita del re di Arles Corrado III di Borgogna, come ci conferma Rodolfo il Glabro[20] (Corrado III di Borgogna era figlio del Re di Borgogna Transgiurana e poi primo Re di Arles o delle due Borgogne, Rodolfo II, come ci conferma l'Herimanni Augiensis Chronicon[21] e della moglie, Berta di Svevia[22], detta la Filandina, unica figlia femmina, secondo il cronista Liutprando, del duca di Svevia, Burcardo II[23]) e della sua seconda moglie, Matilde di Francia (943-980), come conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, Matilde di Francia (943-980), figlia del re Luigi IV di Francia, detto d'Oltremare[24], figlia, secondo la Genealogiæ Comitum Flandriæ, Witgeri Genealogica Arnulfi Comitis, del re dei Franchi occidentali, Luigi IV d'Oltremare[25] (920954) e, secondo il continuatore del cronista Flodoardo, di Gerberga di Sassonia[26](913 circa-984), figlia del re di Germania, Enrico I l'Uccellatore e di Matilde di Ringelheim.
Roberto cercò di trattare col papa Gregorio V, che non volle venire a compromessi[19]; e dato che Roberto e Berta non volevano separarsi, nel 997 il Papa gli inflisse sette anni di penitenza, minacciando la scomunica, che poi fu comminata ai due coniugi e l'interdetto al regno di Francia, dato che non si erano separati[19].

Nel 999 venne eletto Papa, col nome di Silvestro II, Gerberto di Aurillac (Alvernia, ca. 938 – Roma, 12 maggio 1003), che era stato insegnante di Roberto a Reims[7], i rapporti tra Roberto ed il papa migliorarono[19]; infatti tolse la scomunica e l'interdetto, mantenendo però i sette anni di penitenza.
Il matrimonio con Berta però non aveva dato frutti (solo un figlio nato morto), per cui Roberto il Pio fu costretto a separarsi da Berta nell'anno 1001.

Nel 1002, alla morte del duca di Borgogna, lo zio (il fratello di suo padre, Ugo Capeto), Enrico Ottone il Grande (Enrico (dux Heinricus) morì nel 1002, preso Pouilly-sur-Saône, sul fiume Saona (Castrum Pulliacum super Ararim) e fu sepolto ad Auxerre, come ci vienne confermato dal Rodulfus Glaber Cluniacensis, Historiarum Sui Temporis Libri Quinque[27]; anche la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium ci conferma la morte di Enrico, nel 1002, che aveva lasciato come erede, il figliastro, Ottone Guglielmo[28]), Roberto non riconobbe la successione e pretese che il ducato tornasse alla corona di Francia[29]; Ottone Guglielmo si oppose e occupò il ducato, avvantaggiato dai suoi rapporti col paese[30]. Nel 1003, Roberto II radunò un forte esercito e, invaso il ducato, mise l'assedio ad Auxerre, incontrando però una disperata resistenza, che lo portò a devastare e saccheggiare il ducato per circa due anni[30]. Ottone Guglielmo finì per sottomettersi e, nel 1004, il ducato di Borgogna venne annesso al regno di Francia dal re Roberto II[30] (il ducato, nel 1016, fu concesso ad uno dei figli di Roberto, Enrico che a sua volta trasmise, nel 1032 al fratello Roberto); questi avvenimenti sono narrati da Rodolfo il Glabro nel capitolo VIII del libro secondo del suo Rodulfus Glaber Cluniacensis, Historiarum Sui Temporis Libri Quinque[31]. Ma molti feudatari continuarono a resistere al re (Avallon cadde nell'ottobre del 1005 e Auxerre nel novembre dello stesso anno[30]), sicché per sottomettere tutti i ribelli impiegò circa dodici anni. Sens e Digione caddero solo tra il 1015 ed il 1016[30].

La scomunica di Roberto il Pio, Jean-Paul Laurens (1875). Museo d'Orsay.

Sempre nel 1102, il neo eletto re d'Italia, Arduino, chiese l'intervento armato di Roberto II, per combattere i suoi oppositori[32].

La sua prima moglie, Rosala era morta nel 1003, come confermano gli Annales Elnonenses Minores[33], e Roberto II, in quello stesso anno circa, in terze nozze, si sposò con Costanza d'Arles (986-† luglio 1032); il matrimonio ci viene confermato sia dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium che dal Chronicon Hugonis, monachi Virdunensis et divionensis abbatis Flaviniacensis I[34][35]; Costanza era figlia, secondo Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus 9, del conte d'Avignone, conte di Provenza e marchese di Provenza, Guglielmo I (ca.950-†993) e di Adelaide d'Angiò (ca. 947- †1026)[36] (947 - 1026), figlia del Conte d'Angiò e poi, conte di Nantes e duca di Bretagna, Folco II (secondo Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus 9, Adelaide era la sorella del conte d'Angiò, Goffredo detto Grisegonelle[36], figlio di Folco II secondo la Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, Chroniques d'Anjou[37]) e di Gerberga (secondo lo storico Maurice Chaume era figlia del Visconte Goffredo d'Orleans).

Con questo matrimonio una regina del sud della Francia arrivò alla corte di Parigi, dove non fu molto amata sia per la condotta ed i costumi più liberi[38], sia per il suo carattere intrigante e crudele. Ancora secondo Rodolfo il Glabro, Costanza era stata calunniata da un certo Ugo di Beauvais[39], che conquistata la fiducia del re era stato nominato conte palatino ed era riuscito a farla allontanare da corte[40].
Non molto tempo dopo, nel 1008[39], sempre secondo Rodolfo il Glabro, il conte d'Angiò, Folco III Nerra, parente della regina[41] inviò venti cavalieri ad assassinare Ugo di Beauvais, mentre era a caccia con re Roberto[42]. Il conte d'Angiò poi dette rifugio e protezione ai cavalieri, ma alla fine dovette consegnarli a re Roberto[11].

Anche Roberto, in quel periodo si era stancato della moglie, aveva ripreso a frequentare Berta e si era recato a Roma, dal Papa Sergio IV, cercando inutilmente di ottenere l'annullamento[43].
Dopo questi avvenimenti, Patrick van Kerrebrouck, nel suo Les Capétiens, 987-1328 (Villeneuve d'Asq), a pag. 57 sostiene che, nel 1009, Costanza era rientrata a corte e nelle grazie del re[44].

Nel 1006, assieme all'imperatore, Enrico II, aveva effettuato una spedizione per ridurre all'obbedienza, il conte delle Fiandre, Baldovino il Barbuto, vassallo di Roberto II, affinché restituisse all'impero la città di Valenciennes, indebitamente occupata[45].

Nel 1016 cedette il ducato di Borgogna al secondogenito Enrico. Nel 1017 associò al trono il figlio maggiore Ugo, detto Ugo il Grande[46], di dieci anni d'età, e lo fece incoronare nel palazzo reale di Compiègne[47]; però Ugo, spinto dalla madre, Costanza, tra il 1024 ed il 1025, si ribellò[47]; infine si sottomise ed ottenne di avere un reale potere, che esercitò molto bene tanto che fu chiamato Ugo il Grande[47]. Ma, dopo pochi mesi, morì e fu inumato nella chiesa del beato martire Cornelio, dove era stato incoronato a Compiègne[47].

Roberto II affiancò la chiesa nel combattere le eresie, comminando in alcuni casi anche la pena di morte: ad Orleans, nel 1022, alla presenza di Roberto, vennero bruciati 13 catari[48].

Nel 1023, Roberto incontrò nuovamente l'imperatore, Enrico II, in un solenne incontro a Ivois, sulle rive della Mosa, dove si promisero eterna amicizia e fecero un programma per riformare il clero[46]: concordarono di convocare a Pavia un'assemblea di vescovi, in rappresentanza del vecchio regno carolingio[49].
Dopo la morte di Enrico II (13 luglio 1024), progettò di combattere il nuovo imperatore, Corrado II di Franconia, per poter riappropriarsi della Lorena:
il re di Francia, Roberto II il Pio, con il duca d'Aquitania, Guglielmo V, e con il conte di Champagne e conte di Blois Oddone II di Blois (983-1037), nel 1025, orchestrò un piano per sottrarre all'imperatore:

  • la Lombardia, che sarebbe toccata a Guglielmo V,
  • il regno di Arles, che sarebbe toccato ad Oddone II, e
  • la Lorena che sarebbe stata incorporata dalla corona di Francia[46].

La cosa non andò a buon fine perché Oddone II era troppo impegnato a combattere il conte d'Angiò, Folco Nerra[50], Guglielmo V, dopo essere arrivato in Lombardia, constatò che la situazione era meno favorevole del previsto e rinunciò[50], infine ambedue i duchi di Lorena, Federico III, Duca dell'Alta Lorena (Lotaringia) e Gothelo I, Duca della Bassa Lorena (Lotaringia), che si erano opposti al nuovo re di Germania, Corrado II il Salico[51], ad Aquisgrana, fecero atto di sottomissione a Corrado il giorno di Natale del 1025[50].

Dopo la morte, di Ugo, Roberto II il Pio, avrebbe voluto associare al trono il maschio secondogenito, Enrico mentre Costanza d'Arles avrebbe preferito incoronare il fratello minore, Roberto, in quanto Enrico era già duca di Borgogna[52]. Alla fine prevalse la volontà del padre ed Enrico venne incoronato re di Francia nella cattedrale di Reims il 14 maggio 1027[52].

Nel 1030, Roberto ed il fratello Enrico, sempre spinti da Costanza, si ribellarono al loro padre, il re Roberto II, conquistando alcuni castelli[52]; Roberto II reagì, raccolse un esercito e andò in Borgogna, dove ne seguì una guerra civile, che arrecò grandi devastazioni[53]; dopo aver consultato Guglielmo da Volpiano, che gli ricordò le sue ribellioni contro il padre, re Roberto ammise le sue colpe e i tre fecero la pace[53].

Roberto morì nel 1031, come ci viene confermato dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, che ce lo ricorda come uomo dedito alle opere di carità[54]. Roberto II fu sepolto nella Basilica di Saint-Denis, dove fu raggiunto da Costanza nel 1032[53].
Dopo la morte di Roberto II, la regina madre Costanza, spalleggiata dal conte Oddone II di Blois, capeggiò una rivolta per poter mettere sul trono Roberto al posto dell'altro figlio, Enrico[46], già incoronato quattro anni prima; Enrico mantenne il trono, cedendo però al fratello, Roberto, il ducato di Borgogna, che ormai, da quasi trent'anni, era legato alla corona di Francia[46]; così, nel 1032, Roberto divenne il Duca di Borgogna Roberto I[46].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Roberto ebbe da Costanza sette figli[55][56]:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Roberto II di Francia Padre:
Ugo Capeto
Nonno paterno:
Ugo il Grande
Bisnonno paterno:
Roberto I di Francia
Trisnonno paterno:
Roberto il Forte
Trisnonna paterna:
Adelaide d'Alsazia
Bisnonna paterna:
Beatrice di Vermandois
Trisnonno paterno:
Erberto I di Vermandois
Trisnonna paterna:
Bertha de Morvois
Nonna paterna:
Edvige di Sassonia
Bisnonno paterno:
Enrico I di Sassonia
Trisnonno paterno:
Ottone I, duca di Sassonia
Trisnonna paterna:
Hedwiga di Sassonia
Bisnonna paterna:
Matilde di Ringelheim
Trisnonno paterno:
Dietrich di Westfalia
Trisnonna paterna:
Reinhild von Friesland
Madre:
Adelaide d'Aquitania
Nonno materno:
Guglielmo III di Aquitania
Bisnonno materno:
Ebalus di Aquitania
Trisnonno materno:
Ranulfo II di Poitiers
Trisnonna materna:
madre ignota
Bisnonna materna:
Emilienne
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Nonna materna:
Gerloc
Bisnonno materno:
Rollone
Trisnonno materno:
Rognvald Eysteinsson
Trisnonna materna:
Ragnhild Hrólfsdóttir
Bisnonna materna:
Poppa di Bayeux
Trisnonno materno:
Berengario II di Neustria
Trisnonna materna:
?

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XIII, Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, par. 2, Pag 252
  2. ^ a b (LA) Recueil des historiens des Gaules et de la France. Tome 10, Vita Roberti Regis, Pag 99
  3. ^ (LA) Acta Sanctorum, October, Tome X, Translatio S. Maglorii et aliorum, 4 and 5, p. 792
  4. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Hugonis Floriacensis, Historia Francorum Senonensis, Pag 366
  5. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus VII, Rodulfus Glaber Cluniacensis: Historiarum Sui Temporis Libri Quinque : liber I, 4 Qui postmodum Rome imperatores extiterint, Pag 54
  6. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus III: Widukindi I, par. 31, pag. 430
  7. ^ a b c d e Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", pag. 776
  8. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus IX: Hugonis Floriacensis, Historia Francorum Senonensis, pagg. 367 e 368
  9. ^ Louis Halphen, Francia: gli ultimi Carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987), pag. 647 e nota 1
  10. ^ Louis Halphen, Francia: gli ultimi Carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987), pag. 648
  11. ^ a b c d Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", pag. 770
  12. ^ Louis Halphen, Francia: gli ultimi Carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987), pag. 645
  13. ^ Austin Lane Poole, 'L'imperatore Corrado II, pag. 120
  14. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus IX: Hugonis Floriacensis, Historia Francorum Senonensis, pag. 368
  15. ^ a b c Louis Halphen, La Francia nell'XI secolo, pag. 771
  16. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus VI: Sigeberti Auctarium Affligemense, anno 1091, pag. 353
  17. ^ a b c d e f (LA) Recueil des historiens des Gaules et de la France. Tome 10, Vita Sancti Bertulfi Abbatis Renticensis, Pag 365
  18. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus IX: Modernorum Regum Francorum Actus, pag. 387, righe 8 e 9
  19. ^ a b c d Louis Halphen, La Francia nell'XI secolo, pag. 774
  20. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus VII: Rodulfi Glabri, Historiarum III.9, pag. 64
  21. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus V, Herimanni Augiensis Chronicon, Pag 113
  22. ^ (LA) Recueil des Chartes de l'Abbaye de Cluny, tome II, documento 1127, Pag 217 e 218
  23. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis II. par. 60, pag. 299
  24. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 986, Pag 773
  25. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus IX, Genealogiæ Comitum Flandriæ, Witgeri Genealogica Arnulfi Comitis, Pag 303
  26. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus III, Flodoardi Annales, anno 966, addit 1, Pag. 407
  27. ^ (EN) Rodulfus Glaber Cluniacensis, Historiarum Sui Temporis Libri Quinque liber II, caput VIII, col. 638
  28. ^ (EN) Monumenta Germaniae Historica, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1002, pag. 778
  29. ^ Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", pagg. 776 e 777
  30. ^ a b c d e Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", pag. 777
  31. ^ (EN) Rodulfus Glaber Cluniacensis, Historiarum Sui Temporis Libri Quinque liber II, caput VIII, col. 638 -640
  32. ^ Edwin H. Holthouse, "L'imperatore Enrico II", pag. 133
  33. ^ (EN) Monumenta Germaniae Historica, tomus V: Annales Elnonenses Minores, anno 1003, pag. 19
  34. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1013 pagina 780
  35. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus VIII, Chronicon Hugonis, monachi Virdunensis et divionensis abbatis Flaviniacensis I, anno 996 pagina 308
  36. ^ a b c d e (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus IX, Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus 9, anno 996 pagina 385 e note
  37. ^ (LA) Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, pagina 75
  38. ^ Louis Halphen, "Francia: gli ultimi carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987)", pag. 655
  39. ^ a b Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", pag. 805
  40. ^ (LA) Rodulfi Glabri Historiarum Libri Quinque, liber III, caput II, pagina 648
  41. ^ Folco III Nerra era il cugino, figlio di Goffredo I d'Angiò, fratello di Adelaide d'Angiò, madre di Costanza
  42. ^ a b (LA) Rodulfi Glabri Historiarum Libri Quinque, liber III, caput II, pagina 649
  43. ^ (LA) Rodulfi Glabri Historiarum Libri Quinque, liber III, caput IX, pagina 668
  44. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Capetingi - CONSTANCE - ROBERT de France
  45. ^ Edwin H. Holthouse, "L'imperatore Enrico II", pag. 141
  46. ^ a b c d e f Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", pag. 778
  47. ^ a b c d (LA) Rodulfi Glabri Historiarum Libri Quinque, liber III, caput II, pagina 664
  48. ^ A.S. Turberville, "Le eresie e l'inqisizione nel medioevo: 1000-1305 circa", pag. 586
  49. ^ Edwin H. Holthouse, "L'imperatore Enrico II", pag. 168
  50. ^ a b c Austin Lane Poole, L'imperatore Corrado II, pag. 174
  51. ^ Austin Lane Poole, L'imperatore Corrado II, pag. 171
  52. ^ a b c (LA) Rodulfi Glabri Historiarum Libri Quinque, liber III, caput II, pagina 665
  53. ^ a b c (LA) Rodulfi Glabri Historiarum Libri Quinque, liber III, caput II, pagina 666
  54. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1031, Pag 783
  55. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Re di Francia - ROBERT de France
  56. ^ (EN) #ES Genealogy : Capet 4 - ROBERT II "le Pieux"
  57. ^ [1] MedLands 2: Renaud de Nevers
  58. ^ (LA) Recueil des historiens des Gaules et de la France, Tomus 10, Ex Fragm. Chronici Fr. Hugonis Floriacensis, pagina 222
  59. ^ (LA) Rodulfi Glabri Historiarum Libri Quinque, liber III, caput II, pagine 664 e 665
  60. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, pagina 792
  61. ^ (EN) #ES Genealogy : Capet 4 - Eudes
  62. ^ Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", pag. 779
  63. ^ (LA) Saeculum XII. Orderici Vitalis,... Historia ecclesiastica, liber I, pagina 97

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Louis Halphen, Francia: gli ultimi Carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 636–661
  • Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", cap. XXIV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 770–806.
  • Louis Halphen, "Il regno di Borgogna", cap. XXV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 807–821.
  • Edwin H. Holthouse, "L'imperatore Enrico II", cap. VI, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 126–169.
  • Austin Lane Poole, "L'imperatore Corrado II", cap. VII, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 170–192.
  • A.S. Turberville, "Le eresie e l'inqisizione nel medioevo: 1000-1305 circa", cap. XIII, vol. V (Il trionfo del papato e lo sviluppo comunale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 568–598.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Ottone Guglielmo 10041016 Enrico I
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