Guglielmo I d'Inghilterra

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Guglielmo I
Ritratto immaginario del re risalente al 1620.
Ritratto immaginario del re risalente al 1620.
Re d'Inghilterra
Stemma
In carica 25 dicembre 1066 -
9 settembre 1087
Incoronazione 25 dicembre 1066
Predecessore Edgardo Atheling (de iure), Aroldo II (de facto)
Successore Guglielmo II
Duca di Normandia
In carica 3 luglio 1035 - 9 settembre 1087
Predecessore Roberto I
Successore Roberto II
Nascita Falaise, 8 novembre 1028
Morte Rouen, 9 settembre 1087
Luogo di sepoltura Abbaziale di Santo Stefano, Caen
Casa reale Duchi di Normandia
Padre Roberto I di Normandia
Madre Herleva
Consorte Matilde delle Fiandre
Figli Roberto
Adeliza o Alice
Riccardo
Cecilia
Guglielmo
Costanza
Adele
Agata o Matilda e
Enrico

Guglielmo I, conosciuto anche come Guglielmo il Conquistatore (Falaise, 8 novembre 1028Rouen, 9 settembre 1087), fu il sesto signore della Normandia con il nome di Guglielmo II, il quarto ad ottenere formalmente il titolo di Duca di Normandia dal 1035 e fu anche re d'Inghilterra dal 1066 alla propria morte. Fu il primo re d'Inghilterra della dinastia dei Normanni e regnò dal 25 dicembre 1066 al 9 settembre 1087. Prima della conquista dell'Inghilterra era chiamato anche Guglielmo il Bastardo (in francese Guillaume le Bâtard) perché illegittimo. Era conosciuto come "il Conquistatore" (in inglese "the Conqueror", in francese "le Conquérant") già prima del 1066 per le sue vittorie sui Bretoni e per la conquista del Maine.

Nato a Falaise in Normandia, Guglielmo ascese al trono d'Inghilterra nel 1066 dopo la vittoria nella battaglia di Hastings, con la quale cominciò la conquista normanna, strappando l'Inghilterra al re sassone Harold Godwinson, che regnava in quei luoghi. L'epopea della conquista e le ragioni per cui la guerra venne dichiarata sono rappresentate nel famoso Arazzo di Bayeux.

Diede vita al primo censimento delle proprietà inglesi (il Domesday Book), che permetteva al re di avere conoscenza diretta di tutti i proprietari terrieri, senza passare attraverso i loro feudatari, anzi convocandoli tutti, nel 1086, a Salisbury, li fece giurare che sarebbero stati fedeli al loro re contro ogni altro uomo. Guglielmo è considerato il fondatore del governo centrale in Inghilterra e uno dei primi costruttori della monarchia costituzionale[1].

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo, secondo il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges, autore della sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, era l'unico figlio del sesto signore della Normandia, il quarto ad ottenere formalmente il titolo di Duca di Normandia, Roberto I il Magnifico e di Herleva di Falaise detta anche Arletta[2] (1010 circa –1050 circa), di umili origini, che, sempre secondo Guglielmo di Jumièges, era la figlia di Fulberto o Herberto, un cameriere del duca (Herleva Fulberti cubicularii ducis filia)[2] e della moglie Duda o Duwa, come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[3]; secondo lo storico britannico, William John Corbett, professore a Cambridge era la figlia del conciatore Fulberto di Falaise[4], che secondo la professoressa britannica, Elisabeth M. C. van Houts pare fosse preparatore di salme[5] o come lo chiameremmo al giorno d'oggi, «impresario di pompe funebri».
Roberto I il Magnifico, sempre secondo Guglielmo di Jumièges, era il figlio secondogenito del quarto signore della Normandia e il secondo a ottenere il titolo formale di Duca di Normandia, Riccardo II e di Giuditta di Bretagna[6] che, secondo ancora Guglielmo di Jumièges era la sorella di Goffredo I di Bretagna[6], quindi era figlia del conte di Rennes e duca di Bretagna, Conan I il Torto e della moglie, Ermengarda d'Angiò (come ci viene confermato dal monaco Rodolfo il Glabro, uno dei maggiori cronisti d'età medievale[7]), figlia del terzo Conte di Angiò, Goffredo I Grisengonelle e di Adele di Vermandois (ca. 950 - † 974), figlia di Roberto di Vermandois, conte di Meaux e di Troyes.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Falaise in Normandia, da un'unione considerata illegittima, nell'anno in cui suo padre, Roberto, conte di Hiesmois, sempre secondo Guglielmo di Jumièges, si era ribellato al proprio fratello il duca di Normandia Riccardo III e aveva posto il campo a Falaise[8] (la città capoluogo della sua contea[4]); Roberto, sconfitto si sottomise e fu concordata la pace[8].
Riccardo III, poco dopo essere rientrato a Rouen, morì, avvelenato[8]. Anche il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale, ritiene che Riccardo fu avvelenato (Richardus III veneno, non plene biennio peracto, periit)[9]. Infine, secondo il Wace, XII secolo, nel suo Roman de Rou, l'avvelenamento di Riccardo III fu opera di suo fratello, Roberto, la persona che più aveva da guadagnare dalla sua morte. Infatti Roberto divenne duca di Normandia, diseredando e spodestando del titolo ducale il nipote, Nicola, come confermano Guglielmo di Jumièges[8], Orderico Vitale[9][10] ed il cronista, priore dell'abbazia di Bec e sedicesimo abate di Mont-Saint-Michel, Robert di Torigny[11].

Suo padre Roberto, preso da fervore religioso, nel 1034, decise di fare un pellegrinaggio a Gerusalemme; ma, prima di partire, in mancanza di eredi legittimi, avrebbe dovuto risolvere il problema della sua successione[4]; preoccupandosi per la sua concubina, Herleva ed il figlio da lei avuto, Guglielmo, che era il proprio erede, convocò un consiglio generale dove tutti i nobili accettarono (ad alcuni risultò sgradita) la successione[4]. Allora, in quell'occasione, furono scelti, nel caso in cui Roberto non fosse tornato dalla Terra Santa (anche era considerato molto improbabile, in quanto Roberto godeva ottima salute e aveva solo 25 anni[12]), i quattro tutori del ducato[12]:

Il re di Francia, Enrico I, concesse il suo assenso[12], per cui, nel febbraio 1035, Roberto partì e, secondo Guglielmo di Jumièges, raggiunse Gerusalemme senza problemi. Sulla via del ritorno, a Nicea, si ammalò improvvisamente ed il 2 luglio (VI nonas iulij) morì[13]; la morte a Nicea di Roberto viene confermata anche da Orderico Vitale[14].
Gli succedette il figlio Guglielmo[15].

Regno d'Inghilterra
Normanni
Blason duche fr Normandie.svg

Guglielmo I
Guglielmo II
Enrico I
Stefano I
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Duca di Normandia[modifica | modifica wikitesto]

All'età di circa 8 anni[14], Guglielmo venne proclamato duca, malgrado, poco tempo dopo, due dei suoi tutori vennero assassinati: il precettore Turoldo e il Siniscalco Osberno di Crepòn. Iniziarono le ribellioni e molto probabilmente Guglielmo fu affidato alla tutela del prozio, Roberto il Danese (?-1037), arcivescovo di Rouen e conte d'Évreux[12], e, dopo la sua morte, alla tutela del nuovo arcivescovo di Rouen, Mauger[4], fratellastro di suo padre (figlio di Riccardo II di Normandia e di Papie (o Papia), come ci conferma Guglielmo di Jumièges[16]), che, nel 1042, proclamò, per la prima volta in Normandia, la Tregua di Dio[4].

Però, nel 1040, morirono anche gli ultimi due tutori di Guglielmo: Alano III, mentre assediava un castello ribelle nei pressi di Vimoutiers morì improvvisamente e, se si presta fede ad Orderico Vitale, fu avvelenato dagli stessi normanni[17]. La morte di Alano III, nel 1040, è documentata anche dallo Ex Chronico Britannico[18]; Gilberto di Brionne, rimasto unico tutore, fu ucciso in quello stesso anno, mentre stava cavalcando[19]; ma Guglielmo di Jumièges, dice che gli assassini avevano agito su mandato del cugino di Gilberto, Rodolfo, signore di Gacé (Rodulfus de Waceio filii Roberti archiepiscopi), figlio secondogenito dell'Arcivescovo di Rouen e Conte di Évreux, Roberto[20]; infine Robert di Torigny si limita a dire che Gilberto fu ucciso da Rodolfo (Radulfo de Waceio filio Roberti archiepiscopi Rothomagensis)[11], che era suo cugino (i loro padri, Goffredo e Roberto, erano fratelli o fratellastri).

Questo duplice delitto aveva gettato la regione nell'anarchia, di conseguenza Guglielmo, nominato proprio Rodolfo di Gacé o Wacy alla guida dell'esercito[4], fu costretto a combattere per recuperare il suo castello di Falaise[4], per ridurre all'obbedienza ampie fasce di sedizione[4], per controllare le continue contrapposizioni fra Normanni e Angioini, per arginare le ambizioni del Duca di Bretagna e del sovrano francese, ed infine per amministrare le frequenti lotte fra baroni e vassalli minori.

La rivolta esplose nel 1047, con una congiura ordita da parte dei feudatari del Bessin e del Cotentin, per catturare Guglielmo il Bastardo a Valognes e sostituirlo (proprio per il fatto che era figlio illegittimo del duca Roberto I) nel governo del ducato con un suo cugino borgognone[21], Guido conte di Vernon e di Brionne[4]. Sfuggito alla cattura Guglielmo chiese l'aiuto del re di Francia, Enrico I, che intervenne di persona, avendo così modo di sdebitarsi dell'aiuto ricevuto a suo tempo dal padre di Guglielmo il Bastardo, Roberto I il Magnifico, nel 1031[4]; l'esercito franco-normanno guidato da re Enrico e da Guglielmo sconfisse i ribelli nella piana di Val-ès-Dunes (vicino a Chicheboville), situata a 12 km a sud-est di Caen, permettendo a Guglielmo di mantenere il titolo[22], occupò Brionne, scacciando dalla Normandia Guido di Borgogna, e di prendere le redini del potere[4].

L'anno dopo (1048) Enrico I ricevette l'aiuto di Guglielmo (come ci conferma il religioso e cronista normanno, Guglielmo di Poitiers, nel suo The Gesta Guillelmi[23]) che compì una spedizione in Angiò, dove si distinse per valore e abilità strategica[4], in sostegno di Enrico che combatteva contro il conte d'Angiò, Goffredo II Martello[24]. Guglielmo proseguì la guerra contro il conte d'Angiò anche l'anno dopo, il 1049. Fermò Goffredo d'Angiò, che aspirava di togliere il Maine al conte Eriberto II, recuperò le città normanne di Alençon e di Domfront, annesse il Passais; e impose la sua autorità anche a Mont Saint-Michel. Una volta restaurato l'ordine graziò i suoi nemici e li reinvestì dei loro feudi in cambio della sottomissione[25]; sancì un accordo di pace con la costruzione a Caen di un castello e della chiesa di Sainte Paix, fra il 1049 e il 1051.
Non tutti i suoi nemici furono graziati, secondo Guglielmo di Jumièges, il conte di Mortain, Guglielmo Guerlenc, nipote di Riccardo I di Normandia, sospettato di tradimento[26] durante il complotto del 1047, privato della contea e bandito dal ducato, ebbe il permesso di recarsi in Puglia, accompagnato da un solo scudiero[27] e il duca Guglielmo il Bastardo elevò a conte di Mortain, al posto di Guglielmo Guerlenc, il fratellastro, Roberto, che, oltre alla contea di Mortain, aveva ricevuto diversi feudi[28]; anche Guglielmo Busac, conte di Eu, e Guglielmo d'Arques, conte d'Arques, che avevano sfidato l'autorità del duca, furono privati dei loro feudi e dovettero rifugiarsi, rispettivamente il Busac a Boulogne ed il conte d'Arques, alla corte di Francia[25]; Guglielmo d'Arques, asserragliato su un'altura, si era arreso solo per fame dopo alcuni mesi.

In quegli stessi anni, nominò vescovo di Bayeux, come successore di Ugo II di Bayeux, l'altro fratellastro, Oddone[28].

Guglielmo, nel 1051, si era recato in Inghilterra, con ampio seguito come testimoniano la The Anglo-Saxon Chronicle a trovare il cugino (entrambi discendevano da Riccardo I di Normandia), il re d'Inghilterra, Edoardo il Confessore[29] facendo menzione che, in caso di morte di Edoardo senza eredi, si considerava un pretendente al trono d'Inghilterra[30] e Guglielmo il Bastardo, al ritorno dall'Inghilterra, era sicuro di aver ricevuto una sorta di promessa di successione al trono dal cugino, il re Edoardo il Confessore[4].

Guglielmo, nel 1052, decise di sposarsi, e la sua scelta ricadde sulla cugina, Matilde delle Fiandre[4] (1032 - 1083), che, secondo la Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, era figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, e della sorella del re di Francia, Enrico I[31], Adele di Francia[32], che secondo la Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis era figlia del re di Francia, Roberto II, detto il Pio[33]. Il matrimonio venne celebrato[31], nel 1053 a Eu, nell'alta Normandia, a dispetto del divieto, per consanguineità, al loro matrimonio, che era stata deciso da papa Leone IX durante il concilio di Reims, nel 1049[4] e Mauger lo zio arcivescovo scomunicò Guglielmo, anche perché suo fratello, Guglielmo d'Arques, era stato esiliato[4]. Nel 1055, l'Arcivescovo di Rouen, Mauger fu deposto, con l'accusa di essere un prelato troppo mondano, da un concilio convocato da Guglielmo[4]. Si dovette attendere il pontificato di Nicola II, nel 1059, perché la coppia fosse assolta, a prezzo tuttavia d'una penitenza: quella di fondare due monasteri benedettini a Caen. Furono così costruite l'abbazia detta degli uomini, dedicata a Santo Stefano et l'abbazia detta delle donne, dedicata alla Santa Trinità.

Il matrimonio saldò così un'alleanza fra i due più potenti principati del nord della Francia. E il re di Francia, Enrico I, temendo questa alleanza tra Normandia e Fiandre mutò la sua politica amichevole nei confronti di Guglielmo; infatti, fatta la pace col conte d'Angiò, Goffredo II Martello, insieme invasero la Normandia due volte, nel 1054 e ancora nel 1058, ma in entrambe le occasioni Enrico subì delle cocenti sconfitte[34]: la prima volta a Mortemer non lontano da Aumale; la seconda a Varaville, presso la foce del Dives[34]. La guerra proseguì ancora per poco e poi fu intavolata una trattativa di pace, nel corso della quale Enrico I morì (4 agosto 1060)[34]. Nel frattempo, nel corso del 1056, Guglielmo riuscì a riportare nel Maine il conte del Maine, Eriberto II, che si era rifugiato in Normandia, perché scacciato dalla sua contea da Goffredo II Martello d'Angiò[34]; e, siccome Erberto II non aveva eredi, stipulò un contratto di fidanzamento tra suo figlio (di pochi anni) Roberto e Margherita, la sorella di Eriberto, con la clausola che, alla morte di Eriberto II, sempre senza eredi, il futuro genero, Roberto avrebbe ereditato la contea[34].
Nel 1062, alla morte di Erberto II[35], ancora senza eredi, Guglielmo, contro la volontà popolare[36], occupò il Maine a nome di Margherita e Roberto[34], e, dopo aver fatto imprigionare i successori di Eriberto, Biota del Maine († ca. 1064), figlia di Eriberto I detto Evigilans canis (Cane Sveglio), e suo marito, Gualtiero I († ca. 1064), conte del Vexin e di Amiens (secondo Orderico Vitale Biota e Gualtiero morirono avvelenati[37]), continuò ad occupare la contea anche dopo la morte di Margherita[34], avvenuta nel 1063[38], senza essersi ancora sposata (Orderico Vitale ricorda che Margherita quando morì, non era ancora in età da marito[39]).

Sia Guglielmo di Jumièges che il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury, confermano che Guglielmo, verso il 1063, ottenne un giuramento di fedeltà da Harold Godwin(e)son o Aroldo, Conte di Wessex (per poter ritornare in Inghilterra, Aroldo fu costretto a giurare a Guglielmo che lo avrebbe aiutato, per la successione sul trono inglese, dopo la morte di Edoardo il Confessore[40]); Guglielmo di Jumièges nel capitolo XXXI del libro VII delle Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, racconta che Aroldo, dopo aver attraversato La Manica, approdò sulle coste del Ponthieu (pare che Aroldo, navigando nella Manica, per raggiungere Dover, fu colto da una tempesta che spinse la nave verso le sponde del continente[41]) e fu catturato da Guidone, conte di Abbeville; dopo che Aroldo era stato liberato da Guglielmo il padre di Adeliza, Aroldo visse in Normandia, partecipando anche ad una spedizione contro i Bretoni, e dopo che aveva fatto atto di sottomissione a Guglielmo, gli fu promessa in sposa una delle figlie di Guglielmo, Adeliza[42]; Guglielmo di Malmesbury, nel suo Chronicle of the Kings of England, ricorda che Adeliza (pur non nominandola), ancora bambina, era stata promessa ad Aroldo, dopo che quest'ultimo era stato liberato da Guglielmo a cui aveva giurato fedeltà[43].

Rappresentazione medioevale di una carica della cavalleria Normanna (arazzo di Bayeux)

Successione al trono d'Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

lI 5 gennaio 1066, moriva il re d'Inghilterra, Edoardo il Confessore, seppellito nella cattedrale di Westminster, consacrata da appena nove giorni, il 28 dicembre 1065[44]. Il giorno del funerale, Harold Godwinson conte di Wessex, cognato del defunto, in sprezzo delle profezie annunciate dall'apparizione della cometa di Halley, si fece incoronare re, scavalcando Edgardo Atheling[44], il legittimo successore[45] di Edoardo in quanto nipote del fratellastro di Edoardo il Confessore, il re Edmondo II d'Inghilterra, detto Ironside. Aroldo II (Harold Godwinson) sapeva delle pretese di Guglielmo il Bastardo che, nel 1051, aveva ricevuto la promessa di essere nominato erede di Edoardo il Confessore e, secondo le fonti normanne, quando Aroldo era stato in Normandia aveva prestato giuramento di fedeltà a Guglielmo[42], rinunciando ad ogni pretesa di successione al trono d'Inghilterra[43]. Questo giuramento è documentato dall'arazzo di Bayeux.

Guglielmo, appena apprese la notizia dell'incoronazione di Aroldo, inviò messaggeri in Inghilterra per ricordare allo stesso Aroldo la promessa fattagli e poi in tutta Europa per denunciarne lo spergiuro e quindi, con l'approvazione del Papa Alessandro II, progettò l'invasione dell'Inghilterra[46]. Chiamò alle armi tutti i feudatari del ducato e inviò richiesta di aiuto a volontari da tutto il nord Europa e dalle Puglie[46]: Guglielmo riuscì a raccogliere circa 2000 cavalieri (di cui 1200 normanni), con circa 2500 cavalli, e circa 3000 altri uomini tra arcieri, armigeri a piedi e addetti alle barche da trasporto[46]; ed inoltre ordinò che in tutto il ducato si predisponessero natanti per il trasporto delle truppe ed equipaggiamenti e viveri necessari per l'impresa (gli Scriptores rerum gestarum Willelmi Conquestoris elencano i principali fornitori di navi utili alla spedizione, tra cui il fratellastro, Oddone di Bayeux, il cugino Nicola, a cui suo padre Roberto aveva sottratto il ducato di Normandia e l'altro cugino Guglielmo, Conte di Évreux[47]).
Una parte della flotta si raccolse alla foce del Dives e solo dopo un mese ebbe il vento favorevole per unirsi al resto della flotta alla foce della Somme[46].

Ora le circa 700 imbarcazioni erano pronte alla traversata, ma il vento per tutto il mese di settembre non fu favorevole, e, mentre Guglielmo organizzava processioni di reliquie per avere condizioni atmosferiche favorevoli, un altro pretendente al trono d'Inghilterra, il Re di Norvegia Harald III detto Harald Hardrada (Aroldo lo Spietato)[48] era giunto, nel mese di settembre, sulla costa orientale inglese e aveva risalito il corso del fiume Humber, sbarcando nei pressi di York dove, in uno scontro campale, il 20 settembre, aveva riportato una vittoria contro l'esercito dei conti del Nord Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria nella battaglia di Fulford. Aroldo II, che aveva ammassato le sue truppe sulle coste meridionali in attesa di Guglielmo il Bastardo, dovette spostarle in tutta fretta verso York sul fiume Derwent: qui l'esercito di Harald Hardrada venne colto di sorpresa e sconfitto nella Battaglia di Stamford Bridge, vicino a York, il 25 settembre 1066 dalle forze di Aroldo II d'Inghilterra[46]. Harald III morì nel corso della battaglia, colpito da una freccia alla gola[46]. La vittoria di Aroldo II fu completa, però indebolì le sue truppe che, poi, furono sconfitte nella battaglia di Hastings.

Disegno raffigurante un arciere normanno durante la battaglia di Hastings.

La battaglia di Hastings[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo salpò da Saint-Valery-sur-Somme il 28 settembre 1066 alla testa di un esercito di circa 5000 uomini; una volta sbarcato nella baia di Pevensey, nel Sussex, si diresse sul borgo di Hastings e il 29 settembre iniziò a fortificarlo. Aroldo, che si trovava a York, appena ricevette la notizia dello sbarco fu costretto a ritornare a sud, costringendo il suo sparuto esercito ad una marcia forzata, mentre l'esercito del Nord dei conti Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria, con la cavalleria, l'avrebbe seguito in un secondo tempo. Il 6 ottobre Aroldo arrivò a Londra, dove raccolse altre truppe e il 13 ottobre, senza attendere Edwin e Morcar (molto probabilmente Aroldo II d'Inghilterra aveva fretta di difendere il Sussex, sua contea di origine, non volendo che fosse conquistata da Guglielmo), si accampò sul colle di Senlac, bloccando in questo modo Guglielmo ed obbligandolo ad attaccare in salita nella pianura di Telham Hill[49].

Il mattino del 14 ottobre, sotto il drago del Wessex, i guerrieri sassoni erano schierati sul colle in una formazione stretta e compatta: i loro scudi formavano un muro per la fanteria normanna, che fino a metà mattina caricò lo schieramento sassone senza mai riuscire ad avere la meglio; una finta ritirata della cavalleria normanna portò però una parte dei sassoni all'inseguimento del nemico, rompendo la compattezza della formazione sassone e lasciando un varco in cui si gettò la cavalleria normanna, che era tornata indietro e che in poco tempo accerchiò i sassoni[49]. Questi combatterono a lungo, resistendo per ore, anche dopo la morte del loro re Aroldo, colpito in un occhio da una freccia, ma verso la fine della giornata vennero sopraffatti dai normanni, condotti alla vittoria dall'uso dell'arco e dall'impiego della cavalleria.

La battaglia si concluse con la vittoria di Guglielmo[49], che venne creduto morto, a differenza del sovrano sassone, che morì veramente[50]. Orderico Vitale riporta un resoconto della battaglia ed elenca i principali cavalieri normanni e franchi, tra cui Eustachio II di Boulogne, William FitzOsbern, I conte di Hereford, Guglielmo d'Évreux, che furono presenti alla battaglia[51].
La campagna di Guglielmo è testimoniata dall'Arazzo di Bayeux, commissionato per la cattedrale di Bayeux dal vescovo Oddone e fatto eseguire dalla Regina Matilde.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Hastings.

Re d'Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Trattamenti di
Guglielmo I
Stemma
Re d'Inghilterra
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
I trattamenti d'onore
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conquista normanna dell'Inghilterra.

La via per Londra, dopo la vittoria di Hastings, era spianata. Guglielmo, cinque giorni dopo la battaglia occupò Canterbury, poi Romney e quindi Dover. Nel frattempo il clero e la nobiltà sassone propendevano per eleggere re Edgardo Atheling, ma non ebbero l'appoggio dei conti Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria, che si ritirarono nei loro possedimenti mentre la regina Edith (vedova di Edoardo il Confessore e sorella di Aroldo) e il conte di Winchester appoggiavano l'elezione di Guglielmo che, guadato il Tamigi a Wallingford, passò per Berkhampstead e, arrivato nei pressi della capitale inglese, non trovò resistenza[52], anzi i londinesi gli andarono incontro e gli si sottomisero e, tra loro Edgardo Aetheling, che era già stato eletto re, gli offriva la corona. Nella cattedrale di Westminster, Guglielmo venne incoronato re d'Inghilterra, il giorno di Natale del 1066[49].

Guglielmo si adoperò per una politica di conciliazione e confiscò solo i beni di coloro che gli si erano opposti con le armi, mentre coloro che erano rimasti neutrali o si erano schierati con lui, mantennero titolo e proprietà[53]. Lasciato il governo degli affari inglesi a suo fratellastro, Oddone, vescovo di Bayeux, nel marzo del 1067 tornò in Normandia accompagnato da Edgardo Aetheling, Edwin, Morcar e altri nobili e il tesoro depredato in Inghilterra (da distribuire tra le chiese normanne), per celebrare il suo trionfo. Giunto nuovamente in Inghilterra, a dicembre, Guglielmo si rese conto che le contee più lontane non si sarebbero sottomesse di propria volontà, per cui conquistata Exeter, feudo della madre di Aroldo II, Gytha Thorkelsdaettir, nel 1068, abbatté i ribelli a York, che appoggiavano Edgardo Aetheling (che si era dichiarato nuovamente re d'Inghilterra); poi dovette affrontare un'imponente armata navale danese, che sbarcò nell'Humber e si unì ai ribelli di Edgardo che aveva l'appoggio del Re di Scozia Malcolm Canmore, riuscendo a sconfiggerli a sud dell'Humber e metterli in fuga; infine stroncò l'insurrezione del Conte Morcar, che fu imprigionato[53]. Allora devastò lo Yorkshire, bruciando razziando e uccidendo (tanto che vent'anni dopo era ancora una landa desolata[53]e da quel momento venne chiamato the Bastard anche dagli inglesi).

In questa fase delle operazioni di consolidamento Guglielmo fu affiancato dal fratellastro, Roberto di Mortain, che nel 1069 fu elevato a conte di Cornovaglia e ricevette in dono molti altri territori (nel 1086, nella compilazione del Domesday Book, a Roberto risultarono assegnate 797 manors (signorie)[54]: 248 in Cornovaglia, 54 nel Sussex, 75 nel Devon, 49 nel Dorset, 29 nel Buckinghamshire, 13 nell'Hertfordshire, 10 nel Suffolk, 99 nel Northamptonshire, 196 nello Yorkshire, e 24 nelle altre contee. Praticamente Roberto governava buona parte del sud ovest dell'Inghilterra e lo rendeva molto ricco[55]); infatti dopo la vittoria e l'incoronazione di Guglielmo, Roberto era stato tra i principali collaboratori del fratellastro nella sottomissione del regno d'Inghilterra (periodo 1066-1069)[56], mentre il fratello di Roberto, Oddone, era impegnato nel governo del nuovo regno. Nel 1067, tra marzo e dicembre, Oddone, come ci confermano Orderico Vitale ed il Florentii Wigorniensis monachi Chronicon, Tomus II, fu reggente del regno d'Inghilterra, assieme a Guglielmo FitzOsborn, primo conte di Hereford[57][58], in quanto Guglielmo tornò in Normandia accompagnato da Edgardo Aetheling e da altri nobili inglesi[57][58], e, con il tesoro depredato in Inghilterra (da distribuire tra le chiese normanne), celebrò il suo trionfo[59].

Guglielmo però non era ancora riuscito a domare l’intera Inghilterra. Secondo la Cronaca Anglosassone, infatti, intorno al 1070 vaste circoscrizioni dell’isola eran lungi dal poter essere ritenute soggiogate e uno dei fulcri della sedizione era rappresentato dall’isola di Ely nei Fens, dove si era addensata la resistenza di un eterogeneo gruppo di ribelli, guidati da un noto bandito della zona che rispondeva all’appellativo di Ervardo (Hereward the Wake)[60]. Comunque in quell'anno, secondo Orderico Vitale, Guglielmo, a Winchester, fu incoronato re d'Inghilterra, per la seconda volta dall'inviato di papa Alessandro II[61]. In quello stesso anno il priore dell'abbazia di Bec Lanfranco di Pavia, che era consigliere di Guglielmo[28], divenne arcivescovo di Canterbury.

Nel 1071, portata a termine l'occupazione di tutto il territorio, ristabilita la pace nel Regno, Guglielmo cominciò a riorganizzare lo Stato, congedando l'esercito e premiandolo con cessioni di ampi terreni, sostituendo l'aristocrazia autoctona con i suoi fiduciari e dando inizio ad un processo di normanizzazione che poté considerarsi terminato nel 1071, con Morcar in prigione, Edwin morto e Edgardo Aetheling alla corte di Scozia[53].
Questi fatti provocarono subito delle agitazioni alle quali aderirono anche gli scozzesi e, al fiume Tess Guglielmo fermò l'avanzata del Re di Scozia Malcolm Canmore, che fu costretto a negoziare la pace, a fare atto di sottomissione e ad espellere Edgardo dalla Scozia[62]. Nei confronti dei ribelli venne attuata una nuova campagna di repressione che durò fino al 1072, quando i rivoltosi desistettero e, giuratagli fedeltà, accettarono di fornire alla Corona dei cavalieri in grado di combattere per almeno quaranta giorni l'anno, di presentarsi alle convocazioni e di versare denaro alla Corona quando fosse stato necessario.

Per quel che riguarda il suo rapporto con la chiesa, Guglielmo continuò ad inviare a Roma l'Obolo di San Pietro, una donazione annuale di 300 marchi[63], ed emise un'ordinanza, secondo la quale gli ecclesiastici dovevano amministrare la giustizia separatamente dai laici[64].

Il Domesday Book[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Domesday Book.
Statua del periodo Vittoriano di Guglielmo I, con il Domesday Book sul fronte ovest della cattedrale di Lichfield.

L'elemento innovativo che Guglielmo portò in Inghilterra fu il censimento delle proprietà fondiarie[65], beni immobiliari, del bestiame, del numero dei vassalli e dei contadini, da cui scaturì la riscossione di tasse utilizzabili in imprese militari, il rafforzamento del legame fra centro e periferia e la frammentazione e la ripartizione dei possedimenti, con lo scopo di ridurre la forza e l'autonomia dei Baroni. I dati furono raccolti nel Domesday Book, una specie di registro catastale, scritto in latino sulla base di dichiarazioni giurate nei tribunali delle Contee, previa divisione dello Stato in otto circondari, il cui esame reddituale venne svolto da aristocratici, provenienti da zone diverse, ed i cui risultati venivano elaborati a Winchester e conservati nel Tesoro[66].

Vennero fatte modifiche anche in ambito religioso: Guglielmo restò indifferente ai tradizionali rapporti d'investitura, respinse ogni soggezione del papa Gregorio VII, rifiutando di prestare atto di fedeltà come vassallo papale; rimpiazzò l'episcopato anglosassone con clero normanno fedele alla Corona; favorì la riforma cluniacense, e regolò le proprietà ecclesiali in base al diritto canonico; incoraggiò lo studio e costruì molte cattedrali, per cui Gregorio VII non ritenne mai di sfidare Guglielmo apertamente[67].

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Pacificata l'Inghilterra, nel 1073, Guglielmo fece ritorno in Normandia e si spinse nel Maine dove, nel 1069, i nobili del Maine, sostenuti dal conte d'Angiò, Folco IV il Rissoso, avevano cacciato i Normanni dalla contea del Maine[62] e offrirono la contea a Gersenda, che, dopo la morte della sorella Biota, era la legittima erede della contea, che, col marito Alberto Azzo divennero conte e contessa del Maine[62]. Invase il Maine anche con truppe inglesi e arrivò con facilità a Le Mans[62]. L'occupazione normanna della contea non fu mai completa, perché il conte d'Angiò continuò a supportare ogni rivolta e ribellione, intervenendo anche in prima persona, sino a che, nel 1081, fu raggiunto un accordo secondo cui la contea del Maine veniva tolta a Ugo V del Maine e concessa a Roberto, che a sua volta prestava omaggio feudale come suo signore a Folco IV d'Angiò[68].
L'accordo durò poco e molti visconti si ribellarono e praticamente la maggior parte della contea ritornò nelle mani di Ugo V che godeva della protezione angioina[68].

Malgrado la pace, nel suo regno i nemici di Guglielmo I, erano sempre in agguato: Filippo I di Francia vide di malocchio la crescita di potere del Sovrano inglese e a detta del cronista e monaco benedettino inglese, Matteo di Parigi, fu Filippo I ad eccitare Roberto, il figlio primogenito di Guglielmo, contro il padre, che non esaudiva le richieste di Roberto[69], mentre Guglielmo di Malmesbury ricorda Roberto come colui che eccitò il re di Francia, Filippo I contro suo padre Guglielmo (he exited Philip king of France against his father)[70].
Quando, nel 1076, Roberto, rivendicando l'eredità, si ribellò, Filippo I lo accolse e, tra il 1077 ed il 1078, gli affidò la fortezza di Gerberoy, sulla frontiera tra la contea francese di Beauvais e la Normandia[71].

Comunque, nel 1079, il disubbidiente venne assediato dal padre, ora alleato di Filippo I[24] e, in una battaglia nel gennaio 1079, Roberto disarcionò Re Guglielmo in combattimento e riuscì a ferirlo[72], fermando il suo attacco solo quando riconobbe la voce del padre. Secondo Louis Halphen, durante una sortita condotta da Roberto, il padre fu disarcionato, mentre il fratello, Guglielmo il Rosso venne ferito e l'esercito anglo-normanno, messo in fuga[24]. Umiliato, Re Guglielmo, dietro la promessa di sottomissione di Roberto tolse l'assedio e tornò a Rouen, con l'impegno di lasciargli la Normandia, alla sua morte[24]. Questo avvenimento fece molto scalpore, e, alla fine, Roberto dovette sottomettersi e l'autorità di Guglielmo venne confermata al Concilio di Lillebonne del 1080, quando al Papa venne sottratto tutto il controllo sulla gerarchia ecclesiale. E dopo la riconciliazione della Pasqua del 1080 Roberto tornò a vivere alla corte del padre[73].

I possedimenti di Guglielmo, nel 1087.
Guglielmo il Conquistatore, con i suoi fratellastri, alla destra, Oddone di Bayeux e alla sinistra, Roberto di Mortain, arazzo di Bayeux.

Ma, nel 1082, sorse una disputa tra Guglielmo e il suo fratellastro, Oddone, ora anche conte del Kent, la più ricca delle contee inglesi, che si risolse con l'arresto di Oddone, che rimase in carcere, a Rouen[72], sino alla morte di Guglielmo (Oddone, che per i suoi servizi, era stato ripagato con una notevole quantità di feudi in diverse contee inglesi[57] e, nella compilazione del Domesday Book, a Oddone risultarono assegnate 439 manors (signorie), in diverse contee[74]. Praticamente Oddone governava buona parte del sud est dell'Inghilterra). Le ragioni della disputa non sono note, qualcuno disse per l'ambizione di Oddone che pur godeva della piena fiducia del fratellastro (secondo Orderico Vitale, Oddone faceva ingenti donazioni a Roma, con l'ambizione di essere eletto papa[75]); altri dissero che all'origine della disputa vi fosse l'ostilità che Oddone provava per l'Arcivescovo di Canterbury, Lanfranco[72]; ma altri ancora dissero per la cupidigia di Guglielmo che da quel momento pose sotto sequestro[76] le grosse rendite inglesi di Oddone, che da quando era conte del Kent, la più ricca delle contee inglesi, era diventato molto ricco e potente, secondo solo al fratellastro Guglielmo (sempre Orderico Vitale, in un altro passo sostiene che era geloso della ricchezza del fratellastro[77]) e, dapprima, lo fece relegare sull'isola di Wight[75][77].

Che Guglielmo con l'avanzare dell'età fosse diventato avido lo sostennero anche i cronisti suoi contemporanei ed è dimostrato dal fatto che non volle mai riconoscere al figlio Roberto (un poco spendaccione) una posizione ed un reddito adeguati alle sue aspettative, poi, nel 1083, triplicò le tasse senza un motivo plausibile, ed infine, nel 1086, ordinò la compilazione del Domesday Book.Ciò lo portò ad avere a disposizione un enorme ricchezza che, quantificata in 179 miliardi di euro attuali, lo pone come uno degli uomini più ricchi della storia.[78].

Durante il regno di Guglielmo il conquistatore fu favorita l'immigrazione degli Ebrei[79], che continuarono a trovare rifugio in Inghilterra anche con suo figlio, Guglielmo il Rosso[79].

Nel 1083 morì Matilde[80], e Roberto il Corto lasciò per sempre la corte del padre[72]. Sostenuto da Filippo I di Francia, Roberto stimolò l'opposizione baronale normanna, che durò fino a tutto il 1084, costringendo il padre a durissime ritorsioni contro la Francia[71], tra cui, nel 1087, poco prima di morire, la conquista e l'incendio della città di Mantes. Guglielmo aveva attraversato La Manica per attaccare il Vexin francese e dopo l'impresa di Mantes contemplava il rogo seduto in sella al suo cavallo, quando all'improvviso fu disarcionato e, nella caduta, si infortunò gravemente. Fu subito trasportato a Rouen dove morì di peritonite, il 9 settembre del 1087, nel Convento di San Gervasio, vicino a Rouen, in seguito alle ferite riportate; secondo il Florentii Wigorniensis Monachi Chronicon, Tomus II Guglielmo, prima del 15 agosto, entrò con l'esercito in territorio francese, occupò ed incendiò la città di Mantes, quindi rientrò in Normandia[81]; durante il ritorno accusò dolori al ventre che di giorno in giorno si aggravavano sempre più[81] e quando sentì la morte imminente, diede disposizioni affinché tutti coloro che erano stati imprigionati sia in Inghilterra che in Normandia (incluso il fratellastro Oddone) fossero rilasciati e che il regno d'Inghilterra andasse a suo figlio, Guglielmo, mentre il ducato di Normandia, andasse al figlio primogenito Roberto che era esule in Francia[81]; anche Orderico Vitale ricorda che Guglielmo il Conquistatore, in punto di morte, riconobbe che il Ducato di Normandia doveva essere affidato a Roberto il Corto, nonostante il suo comportamento irriguardoso e lasciò inoltre scritto a Lanfranco, Arcivescovo di Canterbury, che il Regno d'Inghilterra andasse al suo figlio maschio terzogenito, Guglielmo il Rosso[82]; infine il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, conferma che Oddone, vescovo di Bayeux, fratellastro di Guglielmo, con tanti altri che erano stati incarcerati, fu liberato, per ordine di Gugliemo il Conquistatore, che dispose che il figlio primogenito, Roberto, ottenesse il titolo di duca di Normandia, mentre il regno d'Inghilterra andasse al secondogenito, Guglielmo II il Rosso[83]. Questa disposizione paterna di lasciare il regno d'Inghilterra al figlio più giovane, in una nota a margine, fa dire a Matteo di Parigi, che Roberto perse la primogenitura, paragonandolo ad Esaù[84]. Pare che quando Guglielmo era sul letto di morte, il fratellastro, Roberto di Mortain, conte di Cornovaglia, ottenesse la liberazione del proprio fratello e fratellastro di Guglielmo, Oddone, vescovo di Bayeux e nella stessa occasione perorò la causa del nipote, Roberto II il Corto, che era in esilio, per fargli avere la contea di Normandia.

Le spoglie di Guglielmo vennero seppellite nella Chiesa di Santo Stefano a Caen, che lo stesso Guglielmo aveva fatto erigere[81]. Il luogo di sepoltura viene confermato anche dalla Brevis Relatio de Origine Willelmi Conquestoris[47]. Pare che durante la funzione un incendio divampato all'interno della chiesa fece esplodere la salma piena di pus dovuto appunto alla peritonite.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico (in inglese). I duchi di Normandia che precedettero Guglielmo il Conquistatore furono: * Rollo 846-931 = Rollone "il Camminatore", *William I Longsword d. 942 = Guglielmo Lungaspada, *Richard I "the Fearless" d. 996 = Riccardo Senza Paura, *Richard II "the Good" d. 1026 = Riccardo il Buono, *Richard III, d.1027 = Riccardo III di Normandia, * Robert I "the Magnificent" d. 1035 = Roberto il Magnifico. Mentre i figli di Guglielmo il Conquistatore furono: * Robert II "Curthose" d. 1134 = Roberto il Corto o Cortacoscia, duca di Normandia, *William II "Rufus" d.1100 = Guglielmo II Rufus (il Rosso), re d'Inghilterra, *Henry I "Beauclerc" d. 1135 = Enrico Beauclerc (il chierico), re d'Inghilterra e poi anche duca di Normandia.

Guglielmo sposò Matilde delle Fiandre (1032 - 1083) dalla quale ebbe nove figli:

Altre due figlie furono attribuite a Guglielmo e Matilde:

  • Gundrada (1053 - 27 maggio 1085), sposò Guglielmo di Varennes, signore del Surrey;
  • Matilde (ca.1064), elencata tra le suore con madre Matilde e le sorelle Adeliza e Costanza, secondo gli Obituaires de Sens Tome II, senza indicare l'anno, Matilde (Mathildis filia Willelmi regis Anglorum) morì il 26 aprile (VI Kal. Maii.)[93].

ma mentre Gundrada non sarebbe loro figlia, Matilde sarebbe da identificare con Agata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C.H. Mc Ilwain, "Le classi sociali nel medioevo", cap. XXIII, vol. VI, pag. 933
  2. ^ a b (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. III, pag 268
  3. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1032, Pag 784
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 17
  5. ^ Elisabeth M. C. van Houts, in «The Origins of Herleva, Mother of William the Conqueror», dal The English Historical Review, vol. 101, nº399 (aprile 1986), p. 399-404.
  6. ^ a b (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber V, cap. XIII, pag 255
  7. ^ (LA) Rodulfi Glabri Cluniacensis, Historiarum Sui Temporis, Libri Quinque, liber secundus, caput III, colonna 631
  8. ^ a b c d (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VI, cap. II, pag 258
  9. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars II, iber V, par. X, colonna 403
  10. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. I, pagine 10 e 11
  11. ^ a b (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, anno 1026, pagina 33
  12. ^ a b c d William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 18
  13. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VI, cap. XIII, pag 267
  14. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. I, pag 11
  15. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. I, pag 267
  16. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. VII, pag 270
  17. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber IV, cap. XII, pag 252, nota 2
  18. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XII, Ex Chronico Britannico, anno MXL pagina 412
  19. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, tomus II, liber III, pagg 25 e 26
  20. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. II, pag 268
  21. ^ Guido di Brionne era conosciuto anche come Guido di Borgogna, essendo figlio del conte Rinaldo I di Borgogna e di Alice di Normandia, zia di Guglielmo.
  22. ^ Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", cap. XXIV, vol. II, pag. 780.
  23. ^ (LA) Scriptores rerum gestarum Willelmi Conquestoris, Gesta Willelmi, pagine 82 e 83
  24. ^ a b c d Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", cap. XXIV, vol. II, pag. 792.
  25. ^ a b William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 21
  26. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. XIX, pag 276
  27. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. XIX, pag 277
  28. ^ a b c William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 23
  29. ^ (LA) The Anglo-Saxon Chronicle, anno 1051
  30. ^ William John Corbett, L'Inghilterra dal 954 alla morte di Edoardo il Confessore, cap. X, vol. IV, pag. 282
  31. ^ a b c d e f (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. VI, pagg. 92 e 93
  32. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus IX, Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, pagina 306
  33. ^ (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus XIII, Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, par. 2, pag 252
  34. ^ a b c d e f g William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 22
  35. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XII, Ex Chronico Ruyensis Cœnobii, anno 1062, Pag 563
  36. ^ I nobili della contea del Maine, elessero conti del Maine, Biota del Maine († ca. 1064), figlia di Eriberto I detto Evigilans canis (Cane Sveglio), e suo marito, Gualtiero I († ca. 1064), conte del Vexin e di Amiens.
  37. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. VIII, pag. 103
  38. ^ (FR) #ES Les Seigneurs du Maine: La deuxième Maison du Maine
  39. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. VIII, pag. 104
  40. ^ William John Corbett, L'Inghilterra dal 954 alla morte di Edoardo il Confessore, cap. X, vol. IV, pag. 286
  41. ^ William John Corbett, L'Inghilterra dal 954 alla morte di Edoardo il Confessore, cap. X, vol. IV, pag. 285
  42. ^ a b (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. XXXI, pag 285
  43. ^ a b c d e f (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 255
  44. ^ a b William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 5.
  45. ^ Harold Godwinson convinse la nobiltà inglese che Edgardo Atheling, di circa 16 anni, era troppo giovane per divenire re d'Inghilterra e contrastare le pretese di Guglielmo il Bastardo.
  46. ^ a b c d e f William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pagg. 25 - 28
  47. ^ a b (LA) Scriptores rerum gestarum Willelmi Conquestoris, pag 22
  48. ^ Harald Hardrada era pretendente al trono d'Inghilterra in forza di un supposto patto stretto tra il Re di Norvegia, Magnus, e re d'Inghilterra e di Danimarca, Hartacanuto, secondo il quale se uno dei due fosse morto senza eredi l'altro sarebbe diventato sovrano di Norvegia e d'Inghilterra.
  49. ^ a b c d William John Corbett, L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra, cap. I, vol. VI, pagg. 29 - 32
  50. ^ Secondo alcune cronache (leggende) sassoni Aroldo non morì affatto, ma si rifugiò in Cornovaglia.
  51. ^ (LA) Orderic Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars II, liber III, colonne 296 e 297
  52. ^ I magnati londinesi senza l'appoggio dei conti Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria, decisero che ogni resistenza sarebbe stata inutile.
  53. ^ a b c d William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pagg. 33 - 36
  54. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 38
  55. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 40
  56. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pagg. 33 e 34
  57. ^ a b c (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber IV, pag 167
  58. ^ a b (LA) Florentii Wigorniensis monachi Chronicon, Tomus II, pag 1
  59. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 33
  60. ^ De Gestis Herwardi - Le gesta di Ervardo, a cura di Alberto Meneghetti, (ETS) Pisa, 2013.
  61. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. I, pagina 199
  62. ^ a b c d William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 52
  63. ^ E.W. Watson, "Lo sviluppo dell'organizzazione ecclesiastica e le sue basi economiche", cap. X, vol. V, pag. 454
  64. ^ E.W. Watson, "Lo sviluppo dell'organizzazione ecclesiastica e le sue basi economiche", cap. X, vol. V, pag. 445
  65. ^ Nel Domesday Book mancano alcune contee periferiche ed alcune città tra cui Londra e Winchester.
  66. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pagg. 37 - 44
  67. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 51.
  68. ^ a b William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 53.
  69. ^ (LA) Matthæi Parisiensis, monachi Sancti Albani, Historia Anglorum, vol. I, anno 1086, pagina 30
  70. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 306
  71. ^ a b Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", cap. XXIV, vol. II, pag. 783
  72. ^ a b c d William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 54.
  73. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber V, cap. X, pagg. 389 e 390
  74. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 38
  75. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. III, liber VII, pag 189
  76. ^ Da quel momento il re Guglielmo il conquistatore assunse il controllo diretto della contea del Kent estromettendo Oddone, lasciandolo però alla guida della diocesi di Bayeux.
  77. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. III, liber VII, pag 246
  78. ^ Sebastian Cap, L’uomo più ricco della storia in Altervista.com, 19 ottobre 2012. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  79. ^ a b Cecil Roth, "Gli ebrei nel Medioevo", cap. XXII, vol. VI, pag. 857
  80. ^ (LA) Obituaires de Sens Tome I.1, Abbaye de Saint-Denis, pag. 330
  81. ^ a b c d (EN) Florentii Wigorniensis Monachi Chronicon, Tomus II, pag. 20
  82. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. III, liber VIII, cap. I, pag. 256
  83. ^ (EN) The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, anno 1087, pag. 185
  84. ^ (LA) Matthæi Parisiensis, monachi Sancti Albani, Historia Anglorum, vol. I, anno 1086, pagina 30, nota 3
  85. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. XXI, pag 277 e 278
  86. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. IX, pag 296
  87. ^ (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Continuatio, pagine 20 e 21
  88. ^ a b c d (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 307
  89. ^ (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars II, liber V, colonna 414
  90. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber V, cap. XI, pag. 393
  91. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XV, pars II, Vita Simonis Comitis Crespeienses, par. 7, Pag 905
  92. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: re d'Inghilterra - AGATHE de Normandie
  93. ^ (LA) Obituaires de Sens Tome II, Prieuré de Saint-Nicaise de Meulan, pag. 239

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Louis Halphen, La Francia dell'XI secolo, cap. XXIV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 770–806.
  • Caroline M. Riley, L'imperatore Enrico III, cap. VIII, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 193–236.
  • William John Corbett, L'Inghilterra dal 954 alla morte di Edoardo il Confessore, cap. X, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 255–298.
  • E.W. Watson, Lo sviluppo dell'organizzazione ecclesiastica e le sue basi economiche, cap. X, vol. V (Il trionfo del papato e lo sviluppo comunale) della Storia del mondo medievale, 1999, pp. 425-460.
  • William John Corbett, L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra, cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5-55.
  • Cecil Roth, Gli ebrei nel Medioevo, cap. XXII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 848-883.
  • C.H. Mc Ilwain, Le classi sociali nel medioevo, cap. XXIII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 884-938.
  • Michel De Boüard, Guglielmo il Conquistatore, Salerno Editrice, Roma 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Re d'Inghilterra Successore
Aroldo II 1066-1087 Guglielmo II
Predecessore Duca di Normandia Successore
Roberto il Magnifico 1047-1087 Roberto il Corto
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