Corrado il Rosso

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Corrado
Sarg Konrad der Rote 3.JPG
Sarcofago di Corradio il Rosso (a sinistra) nella cattedlale di Worms
Duca di Lotaringia
In carica 943 - 953
Predecessore Ottone
Successore Brunone
duca di Franconia
In carica 942 –
945
Predecessore Eberardo
Successore annesso al regno di Germania
Nome completo Corrado di Franconia
Nascita prima del 920
Morte piana del Lech a sud di Augsburg, 10 agosto 955
Sepoltura a Worms
Luogo di sepoltura cattedlale
Dinastia salica
Padre Werner
Consorte Liutgarda
Figli Ottone
Religione cattolico

Corrado di Franconia o di Lotaringia, detto il Rosso (prima del 92010 agosto 955), fu Duca di Franconia, dal 942 al 945 e Duca di Lotaringia dal 943 al 953.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Reginonis Chronicon, Continuator Reginonis Trevirensis, era figlio del Conte di Speyergau e di Nahegau, Werner[1] e della moglie, di cui non si conosce il nome, ma che secondo alcuni storici era figlia del conte Corrado il vecchio, capostipite dei Corradinidi, quindi sorella del duca di Franconia e re dei Franchi orientali, Corrado I.
Di Werner di Speyergau non si conoscono gli ascendenti, si sa che era un nobile alla corte del Re dei Franchi orientali e Re di Lotaringia, Ludovico il fanciullo, come ci conferma il documento n° 51 del Ludwik das kind diplomata, datato 4 novembre 906, in cui Ludovico cita la contea di Werner (comitatu Uuerenherii)[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 942 circa, Corrado, oltre alle Contee di Speyergau e di Nahegau, ricevute dal padre, ottenne anche territori addizionali come il Niddagau, assumendo il titolo di duca di Franconia, che era stato degli zii, Corrado I ed Eberardo.

Nel 943, egli fu investito anche del Ducato di Lotaringia, dall'Imperatore Ottone I, come viene riportato dal Reginonis Chronicon, Continuator Reginonis Trevirensis[1] e come conferma anche il Widukindi liber II[3], precisando che poi sposò la figlia di Ottone I[3].
Infatti, nel 947, come ci conferma il Reginonis Chronicon, Continuator Reginonis Trevirensis[4] egli sposò Liutgarda, figlia di Ottone I e di Edith (figlia di Edoardo il Vecchio, Re d'Inghilterra), che era morta all'inizio di quell'anno[4].

Ingresso alla tomba nella cattedlale di Worms

Nel frattempo, sia prima che dopo il matrimonio, Corrado venne citato, col titolo di duca, in diversi documenti, soprattutto degli Ottonis I diplomata:

  • il 13 luglio 945, nel documento n° 70 (Cuonradi Lodariensis ducis)[5],
  • il 17 dicembre 945, nel documento n° 71 (ducis nostri Cuonradi)[6],
  • il 13 marzo 946, nel suo documento n° 13 del Urkundenbuch zur Geschichte des Bischöfe zu Speyer 13, p. 11 (Chuonradus dux Wernharii comitis filius)[7],
  • il 14 febbraio 947, nel documento n° 87 (in comitatu Cuonradi ducis)[8],
  • il 30 aprile 948, nel documento n° 100 (Cuonradi ducis)[9],
  • il 1 giugno 949, nel documento n° 111 (Cuonradus dux)[10],
  • il 22 novembre 949, nel documento n° 115, assieme alla moglie (ducis nostri Cuonradi eius coniugis filiæ nostræ Liutgartæ)[11].

Secondo il Thietmari Merseburgensis episcopi chronicon, nel 953 Corrado si ribellò allo suocero, Ottone I ed assieme al cognato, Liudolfo, duca di Svevia si scontrarono con Ottone[12] . La ribellione venne repressa e Corrado venne privato del titolo e dei suoi domini in Lorena, che vennero invece ceduti al fratello di Ottone, l'Arcivescovo Brunone[12].

Corrado e Ottone si riconciliarono quando, nel 955, Ottone dovette affrontare gli Ungari. Corrado, che era andato in soccorso a Ottone, venne ucciso nella Battaglia di Lechfeld, il 10 agosto di quello stesso anno (955 Id Aug" of "Cuonrat dux), come confermano gli Annales Necrologici Fuldenses[13].

Teorie sulla morte di Corrado[modifica | modifica wikitesto]

Il Corno di Lehel, esposto nel museo di Jászberény, Ungheria.
Lehel sta colpendo col suo corno de battaglia Corrado; immagine tratta da un codice Ungherese del XIV secolo.

Secondo gli storici dell'epoca, Il Duca Corrado, venne ucciso in questa battaglia perché, a causa della grande calura, era stato costretto a togliersi parte dell'armatura e venne colpito per questo al collo da una freccia che lo uccise all'istante. Il corpo di Corrado venne portato a Worms, dove gli vennero tributati grandi onori e, dopo il funerale, venne sepolto nella cattedrale di San Pietro da suo figlio Ottone di Worms.
La cronaca ungherese invece rammenta che a seguito della Battaglia di Lechfeld, Lehel ed altri condottieri ungari furono portati al cospetto di Corrado il Rosso. Di fronte a Corrado, Lehel chiese, come ultimo desiderio di poter soffiare nel suo corno da battaglia e fu accontentato; ma avvicinatosi a Corrado, lo colpì col corno con grande vilenza causandone la morte.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dal suo matrimonio con Liutgarda ebbe un figlio, Ottone di Worms, successivamente Duca di Svevia e Carinzia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus I: Reginonis Chronicon, Continuator Reginonis Trevirensis, anno 943, pag. 619
  2. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomata regum Germaniae ex stirpe karolinorum, tomus IV, Sventiboldi et Ludovici Infanti diplomata: Ludwik das kind diplomata 51, pagg. 175 - 177
  3. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus III: Widukindi liber II, par. 33, pag. 447
  4. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus I: Reginonis Chronicon, Continuator Reginonis Trevirensis, anno 947, pag. 629
  5. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomata regum et imperatorumi Germaniae, tomus I, Conradi I. Heinrici I. et Ottonis I. diplomata: Heinrici I diplomata 70, pagg. 149 - 151
  6. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomata regum et imperatorumi Germaniae, tomus I, Conradi I. Heinrici I. et Ottonis I. diplomata: Heinrici I diplomata 71, pag. 151
  7. ^ (LA) Urkundenbuch zur Geschichte des Bischöfe zu Speyer, doc. 13, pagg. 11 - 13
  8. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomata regum et imperatorumi Germaniae, tomus I, Conradi I. Heinrici I. et Ottonis I. diplomata: Heinrici I diplomata 87, pagg. 169 e 170
  9. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomata regum et imperatorumi Germaniae, tomus I, Conradi I. Heinrici I. et Ottonis I. diplomata: Heinrici I diplomata 100, pagg. 182 e 183
  10. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomata regum et imperatorumi Germaniae, tomus I, Conradi I. Heinrici I. et Ottonis I. diplomata: Heinrici I diplomata 111, pagg. 194 e 195
  11. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomata regum et imperatorumi Germaniae, tomus I, Conradi I. Heinrici I. et Ottonis I. diplomata: Heinrici I diplomata 115, pagg. 197 e 198
  12. ^ a b (LA) Thietmari Merseburgensis episcopi chronicon, par. 6 - 10
  13. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XIII: Annales Necrologici Fuldenses, anno 955, pag. 198

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duca di Lotaringia Successore
Ottone 943-953
Brunone
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