Archivio di Stato di Palermo

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L'Archivio di Stato di Palermo è l'Archivio di Stato competente per la Provincia di Palermo. La consistenza del materiale archivistico conservato presso l'istituto è la seguente: circa 370.000 unità archivistiche tra volumi, registri e buste, e 6.167 pergamene.
L'archivio vanta anche una biblioteca con 12.376 volumi e opuscoli, nonché una scuola d'archivistica, diplomatica e paleografia latina ed un laboratorio di fotoriproduzione, legatoria e restauro[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Archivio di Stato di Palermo fu fondato l'11 febbraio 1814 come Archivio Generale del Regno di Sicilia. Dal 1843 è diviso in tre sezioni: diplomatica, amministrativa, giudiziaria.

L'Archivio conserva gli atti ufficiali dei vari organi del Regno di Sicilia dall'età normanna in poi. Conserva inoltre gli atti notarili della Provincia di Palermo, nonché quelli delle corporazioni religiose soppresse e di alcune famiglie nobili.

L'Archivio comprende ben 6.167 pergamene, ma ancor più rilevante è che l'Archivio di Palermo custodisca il più antico documento di carta d'Europa[2]: si tratta di una lettera scritta in greco ed in arabo dalla regina Adelasia del Vasto, moglie di Ruggero I di Sicilia, ai visconti di Castrogiovanni nel 1109.

Sede[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio di Palermo si articola in due sedi: quella della "Catena", già convento dei Teatini costruito nel 1601, e quella della "Gancia", già convento francescano di Santa Maria degli Angeli d'epoca rinascimentale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Capitolo dedicato all'archivio di stato di Palermo sulla Guida generale degli archivi di stato (versione on line)
  2. ^ sito de Il campanile

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN159424485 · GND: (DE802935-0
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