Ernesto Pontieri

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Ernesto Pontieri (Nocera Terinese, 4 settembre 1896Roma, 1980) è stato uno storico, accademico e rettore italiano, ricordato per le qualità di storico e didatta, e per le capacità organizzative che incisero profondamente sul rinnovamento delle strutture, attrezzature e laboratori dell'università di Napoli[1], nel decennio del suo rettorato (1950-1959).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Allievo prediletto[2] di Michelangelo Schipa, Pontieri fu professore di storia medievale e moderna presso l'Università Federico II di Napoli. Oltre che come fine storico[3], è ricordato anche per l'impegno profuso nei nove anni in cui fu Rettore dell'ateneo federiciano: dal 1950 al 1959 «realizzò uno dei più importanti e incisivi programmi nella storia moderna dell'ateneo napoletano»[1] incidendo sull'adeguamento edilizio e strutturale e rendendosi protagonista della rivitalizzazione anche morale dell'università federiciana[4], attraverso investimenti che incisero profondamente sull'edilizia e sulle dotazioni strumentali, facendo leva sulla rivitalizzazione morale della struttura[4]. Egli ricercò e promosse la collaborazione della popolazione studentesca, a cui egli riconosceva una acuita sensibilità nei confronti del «travaglio economico-sociale» derivante dalla mutata estrazione sociale, non più esclusivamente «medio e alto borghese», e dalla provenienza geografica fattasi più dispersa, tanto da toccare ormai, ampiamente, tutte le province del meridione d'Italia.[5]

Attività accademica[modifica | modifica wikitesto]

Attività didattica[modifica | modifica wikitesto]

La sua immissione in ruolo, negli anni trenta, avvenne in parallelo all'ingresso di altre figure prestigiose tra le quali Ettore Majorana, Renato Caccioppoli, Corrado Barbagallo, Giulio Andreoli, in una stagione che vide consolidarsi, nell'ateneo napoletano, un'élite intellettuale di stampo liberale, che trovava in Benedetto Croce la figura di riferimento più prestigiosa e riconoscibile.[6]

Tra i suoi allievi vi fu Giuseppe Galasso, che gli succedette nella cattedra all'Università di Napoli.[7]

Gli anni del rettorato a Napoli (1950-1959) e L'Aquila (1967-1972)[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che per le doti di studioso, viene ricordato per le capacità organizzative messe in campo nel periodo del rettorato, quando, nei tre mandati succedutisi consecutivamente dal 1950 al 1959, «realizzò uno dei più importanti e incisivi programmi nella storia moderna dell'ateneo napoletano»[1] promuovendo la costruzione di nuove strutture edilizie e la ristrutturazione delle preesistenti, con ammodernamento di attrezzature, laboratori e biblioteche, perseguendo la «rivitalizzazione delle condizioni morali ed economiche»[5] ricercando la «attiva e fattiva collaborazione degli studenti»[5].

Successivamente Pontieri fu anche rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila succedendo nel 1967 al deceduto Vincenzo Rivera.

Ricerca storica[modifica | modifica wikitesto]

Come storico, il suo campo di elezione fu la storia medievale e moderna, con particolare attenzione al sorgere e al susseguirsi delle potenze normanne e sveve, alla dominazione aragonese, alla congiura dei baroni, ai conflitti e ai movimenti di religione, all'epoca della Riforma protestante e della Controriforma, con significative attenzioni al Settecento e all'Ottocento borbonico pre-risorgimentale, alle gesta rivoluzionarie del 1799, fino ai significativi contributi spazianti dalle vicende risorgimentali e post-risorgimentali, all'età contemporanea.[2]

Il volume del 1948, Tra i Normanni nell'Italia meridionale, riedito nel 1964 dopo che la prima edizione andò subito esaurita[8], stimolò l'interesse per la storia del meridione d'Italia prima e durante la dominazione normanna, un filone trascurato su cui iniziò a convergere l'interesse della storiografia europea[8].

Un esempio della sua vocazione di storico e della grande padronanza delle fonti è il saggio aggiunto alla seconda edizione del 1964 La madre di re Ruggero: Adelaide del Vasto contessa di Sicilia, regina di Gerusalemme (?-1118)[9] in cui la «finezza d'interpretazione psicologica»[10] dello storico, rafforzata da «scrupolosa erudizione e grande sagacia ermeneutica»[10], fa emergere, in maniera «eccellentemente provata»[10], la statura di donna di stato della reggente Adelaide.[10]

In Ernesto Pontieri, anche gli elementi storici più disparati, e perfino i dati più aridi e settoriali, si compongono sempre attorno a «grossi nessi problematici»[11], in una «sintesi vigorosa e illuminante»[11] com'è il caso, ad esempio, del volume La Calabria a metà del secolo XV e le rivolte di Antonio Centelles, definito dal Saitta un «vero gioiello unitario»[11].

Affiliazioni e cariche[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalla fondazione, per tutti gli anni della presidenza di Benedetto Croce, e fino alla morte nel 1980,[12] fu tra i membri del consiglio direttivo dell'Istituto italiano per gli studi storici, insieme agli atri uomini del «sodalizio» crociano[13]: Alessandro Casati, Luigi Einaudi, Luigi Russo, Alda Croce, Arnaldo Momigliano, Dante Petaccia, Raffaele Mattioli e Donato Menichella.[12][13][14]

Fu presidente della Società napoletana di storia patria[13][14], e, a più riprese, presidente dell'Accademia Pontaniana[15]. Fu socio nazionale dell'Accademia dei Lincei[16].

Ha presieduto il comitato direttivo della Storia Universale, edita per Vallardi e quello della Storia di Napoli, di cui fecero parte Salvatore Battaglia, Giovanni Cassandro, Epicarmo Corbino, Roberto Pane.

Fondo Pontieri[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni settanta, Pontieri fece dono personale del suo patrimonio librario alla Biblioteca nazionale di Napoli: si tratta di un fondo bibliografico composto da «più di diecimila volumi, un considerevole quantitativo di opuscoli, decine di annate delle più importanti riviste storiche italiane, monografie italiane e straniere, numerosi estratti di saggi, codici diplomatici, carteggi, testi antichi, studi di storia locale e un consistente numero di lavori che costituiscono una vera e propria antologia di fonti d'archivio, molte delle quali straniere»[2][17].

Opere e risorse online[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Opere disponibili online[modifica | modifica wikitesto]

Alcune sue opere sono disponibili in edizione integrale online, liberamente scaricabili, con il consenso degli aventi diritto, sulla pagina Scaffale della rivista Mediterranea. Ricerche storiche, ISSN 1824-3010 (stampa) ISSN 1828-230X (online).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Maurizio Martirano, Il senso del concreto: contributo ad una storia della cultura napoletana tra Ottocento e Novecento, Rubbettino editore p. 53 ISBN 978-88-498-0650-2
  2. ^ a b c Fulvio Tuccillo, La biblioteca di uno storico: Ernesto Pontieri e i suoi libri, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli.
  3. ^ Armando Saitta, Momenti e figure della civiltà europea, Edizioni di Storia e Letteratura, 1997 ISBN 978-88-87114-07-2, pp. 357-361
  4. ^ a b Maurizio Martirano, Il senso del concreto: contributo ad una storia della cultura napoletana tra Ottocento e Novecento, Rubbettino editore p. 54 ISBN 978-88-498-0650-2
  5. ^ a b c Maurizio Martirano, Il senso del concreto: contributo ad una storia della cultura napoletana tra Ottocento e Novecento, Rubbettino editore p. 51 ISBN 978-88-498-0650-2
  6. ^ Maurizio Martirano, Il senso del concreto: contributo ad una storia della cultura napoletana tra Ottocento e Novecento, Rubbettino editore p. 44 ISBN 978-88-498-0650-2
  7. ^ «Giuseppe Galasso» dalla Repubblica, sez. Napoli, 27 maggio 2007
  8. ^ a b Armando Saitta, Momenti e figure della civiltà europea, Edizioni di Storia e Letteratura, 1997 ISBN 978-88-87114-07-2, p. 357
  9. ^ Inizialmente pubblicato in Atti del Convegno Internazionale di Studi Ruggeriani. VIII centenario della morte di Ruggero (Palermo, 21-25 aprile 1954), vol. II, Società Siciliana di Storia Patria, Boccone del Povero, Palermo, 1955, pp. 327-432.
  10. ^ a b c d Armando Saitta, Momenti e figure della civiltà europea, Edizioni di Storia e Letteratura, 1997 ISBN 978-88-87114-07-2, p. 360
  11. ^ a b c Armando Saitta, Momenti e figure della civiltà europea, Edizioni di Storia e Letteratura, 1997 ISBN 978-88-87114-07-2, p. 358
  12. ^ a b Marta Herling, "L'Istituto dal 1946 al 1995", nota 55, in Marta Herling (a cura di), L'istituto Italiano per gli Studi Storici nei suoi primi cinquant'anni. 1946-1996.
  13. ^ a b c Giovanni Pugliese Carratelli, "I primi vent'anni", in Marta Herling (a cura di), L'istituto Italiano per gli Studi Storici nei suoi primi cinquant'anni. 1946-1996.
  14. ^ a b Profilo storico dell'Istituto italiano per gli studi storici.
  15. ^ Presidenti dell'Accademia Pontaniana, dal sito ufficiale.
  16. ^ PONTIERI, Ernesto, in Enciclopedia Italiana, III appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961. URL consultato il 03-05-2014.
  17. ^ Giovanna Senatore, Ernesto Pontieri. Il rigore metodologico di uno storico, «InStoria», n. 51 - marzo 2012 (LXXXII)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Del Treppo, Ricordo di Ernesto Pontieri, in "Rassegna Storica Salernitana", XXII (2004), pp. 215–231
  • Mario Del Treppo, Ernesto Pontieri (1896-1980), in "Clio", XVIII (1982), pp. 437–67
    • anche in Atti del Convegno della Società degli Storici Italiani. Treviso, 10-12 novembre 1980, Messina, 1984, pp. 109–129
Predecessore Rettori dell'Università degli Studi dell'Aquila Successore Logo Università degli Studi dell'Aquila.gif
Vincenzo Rivera 1967-1972 Giuliano Soriani
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