Giovanni Pugliese Carratelli

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Giovanni Pugliese Carratelli

Giovanni Pugliese Carratelli (Napoli, 16 aprile 1911Roma, 12 febbraio 2010) è stato uno storico dell'antichità italiano.

Panoramica generale[modifica | modifica wikitesto]

Contribuì a formare due generazioni di docenti universitari italiani di Storia Greca e di Storia del Vicino Oriente Antico, di funzionari in istituzioni pubbliche a vari livelli, come il C.N.R. e le sovraintendenze archeologiche.  
Fondò nel 1946 la rivista internazionale bimensili di studi classici «La Parola del Passato», titolo ispirato a Così parlò Zarathustra del filosofo nichilista Nietzsche[1].

Pugliese Carratelli (il primo da destra) a Elea nel 1966, con (da destra a sinistra) Mario Attilio Levi, Pietro Ebner e Venturino Panebianco

Scrisse libri sulle teorie orfico-pitagoriche, in risposta alle domande sull'oltretomba. Fu Maestro (nell'università e nella ricerca), ed ebbe un profondo legame con l’allora giovane Mario Segre, autodidatta dell'epigrafia greca, del quale, dopo la deportazione ebraica, pubblicò postume le opere, con particolare giudizio critico dell'ellenismo[1].
Fu ammiratore del re indiano Asoka (III sec. a.C.), precursore del pacifismo e della tolleranza religiosa, e del pensiero di Vico. Quale amico di Benedetto Croce ne condivise la visione della storia come luogo elettivo della libertà e dell'azione umana, rispetto all'inconoscibilità della natura creata da Dio.

Molto legato alla città natale, di cui diresse l’Istituto Italiano per gli Studi Storici dal 1960 al 1986, attualizzò le proprie conoscenze di storia antica in un ciclo di pubblicazioni saggistiche intorno alla cultura napoletana fra Otto e Novecento, dense di ricordi biografici[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un medico di sentimenti socialisti e umanitari e di una insegnante, ebbe fin dalla scuola primaria, di impronta montessoriana, una precoce formazione intellettuale che gli aprì interessi per la storia e per il mondo antico, anche del Vicino Oriente. Allievo all'Università di Napoli di Emanuele Ciaceri e di Biagio Pace, si orientò fin da giovane sullo studio della civiltà greca in Italia meridionale e nell'Egeo, grazie anche a un soggiorno nell'isola di Rodi e ai contatti con archeologi come Federico Halbherr. Di sentimenti antifascisti, che gli causarono anche un breve periodo al confino, fu poi discepolo a Napoli di Adolfo Omodeo e di Benedetto Croce, dei quali divenne attivo collaboratore. Iniziò l'insegnamento con un breve incarico all'Università di Catania per poi trasferirsi all'Università di Pisa (dal 1950), poi a Firenze (dal 1959) e Roma (dal 1965), per concludere la carriera alla Scuola normale superiore di Pisa, della quale fu anche direttore (1977-78). Dal 1960 al 1986 diresse l'Istituto italiano per gli studi storici, fondato da Croce, e poi presiedette l'Istituto italiano per gli studi filosofici, fondato da Gerardo Marotta. Fu iniziatore e presidente degli annuali Convegni internazionali di studi sulla Magna Grecia (Taranto), membro di numerose società scientifiche italiane e straniere, membro della direzione scientifica dell'Enciclopedia italiana e dell'Accademia dei Lincei.

Nel 1946, assieme a Gaetano Macchiaroli fonda La parola del passato, bimestrale scientifico di studi antichi.

I suoi studi si mossero a larghissimo raggio, dal mondo greco (fu tra gli studiosi che collaborarono alla decifrazione dei testi minoici in Lineare A e di quelli micenei in Lineare B, dei quali divenne importante esegeta, si interessò alla storiografia e al pensiero filosofico e religioso, indagò i contatti con le civiltà anelleniche dell'Italia antica; ecc.), alla civiltà romana arcaica e di epoca imperiale; dalle civiltà del Vicino Oriente al tardo Antico e al mondo umanistico italiano. Ben consapevole che la ricerca storica non può avere confini, ha affrontato anche tematiche di storia napoletana recente e di prospettive culturali di attualità. Alla sua scuola si sono formate generazioni di studiosi, molti dei quali hanno insegnato o insegnano nelle Università o sono membri autorevoli di importanti istituzioni di ricerca. Fino all'ultimo ha portato avanti gli studi e sollecitato i più giovani. È deceduto a Roma all'età di 98 anni, il 12 febbraio 2010.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Auctoritas Augusti, Napoli, Gaetano Macchiaroli editore, 1949
  • Note su testi micenei, Firenze, Leo S. Olschki, 1957
  • Dal regno miceneo alla polis, Roma, Accademia nazionale dei Lincei, 1962
  •  Scritti sul mondo antico: Europa e Asia, espansione coloniale ideologie e istituzioni politiche e religiose, Napoli, 1976 (reperibile fuori dall'Italia)
  • Chi guardi la terra dall'alto...: tre saggi, Milano, Libri Scheiwiller, 1992
  • Le lamine d'oro orfiche. Istruzioni per il viaggio oltremondano degli iniziati greci, Milano, Adelphi, 2001

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Biografia del prof. Carratelli, su liberalsocialisti.org. (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2018).
  2. ^ Francesco Paolo Casavola, G. Galasso, M. Tortorelli, Umanesimo napoletano, su iiss.it, 2015. (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2018).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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