Vincenzo Rivera

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Vincenzo Rivera
Vincenzo Rivera.jpg

Deputato dell'Assemblea Costituente

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I, II, III
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Laurea in Scienze Naturali
Professione naturalista, docente universitario

Vincenzo Rivera (Aquila degli Abruzzi, 6 aprile 1890Roma, 19 febbraio 1967) è stato un naturalista, botanico, politico e accademico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Membro della nobile famiglia aquilana dei duchi Rivera, figlio di Francesco e di Margherita Del Bufalo Della Valle, dopo essersi laureato in Scienze Naturali nel 1913 presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", nel 1927 diviene docente ordinario di Patologia Vegetale all'Università degli Studi di Perugia.

Nel 1925 è firmatario del Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Benedetto Croce e, dopo la liberazione di Roma avvenuta il 4 giugno 1944, è nominato presidente della commissione di epurazione dell'Accademia Nazionale dei Lincei di Roma che avrà il compito di ricostituire l'accademia stessa dopo la fine del fascismo.

Nel 1945 diviene docente ordinario di Botanica all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e, fino al 1960, è direttore dell'Istituto di Botanica presso lo stesso ateneo.

Tra il 1946 ed il 1948 è membro dell'Assemblea Costituente con il gruppo della Democrazia Cristiana e, successivamente, deputato della prima (1948-1953) e della terza (1958-1963) legislatura della Repubblica Italiana sempre all'interno del gruppo democratico cristiano.

Nel 1949 contribuisce all'istituzione, da parte dell'Università degli studi di Roma, di corsi universitari estivi da tenere all'Aquila; visto il successo ottenuto, i corsi vennero poi replicati nel 1950 e nel 1951 fino a portare alla costituzione dell'Istituto Universitario di Magisterio, avvenuta nel 1952. Nel 1950, si fa promotore della realizzazione del Giardino botanico alpino di Campo Imperatore, a pochi chilometri dal capoluogo abruzzese, e poi dell'attuale stazione osservativa astronomica di Campo Imperatore, oggi confluita nell'Osservatorio astronomico d'Abruzzo, dell'Osservatorio geodinamico e del Museo di paleontologia. Per tali iniziative è considerato il fondatore della Università degli studi dell'Aquila, sorta ufficialmente il 18 agosto 1964, ed è nominato primo rettore della stessa.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Rivera, Il problema agronomico nel Mezzogiorno d'Italia, Roma, Libreria di Scienze e Lettere, 1924, pp. 148 p..
  • Vincenzo Rivera, Battaglie per il grano, Aquila degli Abruzzi, Vecchioni, 1925, pp. 184 p..
  • Vincenzo Rivera, Oro di Puglia, Firenze, Vallecchi, 1928, pp. 286 p..
  • Vincenzo Rivera, Radiobiologia vegetale: azione delle radiazioni cosmica, da metalli, gamma ed X sull'accrescimento, Roma, G. Bardi, 1935, pp. 448 p..
  • Vincenzo Rivera, Prospettive agricole dell'Impero etiopico, Roma, Bardi, 1936, pp. 217 p..
  • Vincenzo Rivera, Prospettive di colonizzazione dell'Africa Orientale Italiana, Roma, Libreria di Scienze e Lettere, 1939, pp. 126 p..
  • Vincenzo Rivera, Luigi Palma, Fitoterapia moderna : ricettario completo di erbe medicinali, Torino, Società Editrice Internazionale, 1958, pp. 729 p..
  • Vincenzo Rivera, Come mai? - Interrogativi di politica economico-sociale, Roma, Failli, 1964, pp. 108 p..

Riconoscimenti postumi[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono i riconoscimenti per l'operato di Rivera, soprattutto per quanto riguarda la nascita delle varie istituzioni universitarie all'Aquila e in Abruzzo. Alla figura del rettore è stata dedicata la piazza ove sorge la sede storica dell'Università degli studi dell'Aquila (Palazzo Carli) oltre che il Giardino botanico alpino di Campo Imperatore e il Museo di Speleologia di Stiffe, da lui patrocinati. Nel 2005 l'ateneo aquilano ha istituito il premio Vincenzo Rivera rivolto ai docenti che con il loro lavoro hanno contribuito allo sviluppo dell'ente stesso.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN89396137 · ISNI (EN0000 0000 7820 803X · SBN IT\ICCU\RAVV\064720 · LCCN (ENno98073335 · GND (DE155252399
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