Emilio Isgrò

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Emilio Isgrò

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 ottobre 1937) è un artista e scrittore italiano, noto per il linguaggio artistico della "cancellatura".

Attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956 esordisce con la raccolta di poesie Fiere del Sud (Arturo Schwarz Editore). Nel 1964 realizza le prime cancellature su enciclopedie e libri contribuendo alla nascita e agli sviluppi della poesia visiva e dell'arte concettuale. Nel 1966, in occasione della personale alla Galleria Il Traghetto di Venezia, pubblica Dichiarazione 1, nella quale precisa la sua concezione di poesia come "arte generale del segno". Pubblica il libro di poesie L'età della ginnastica (Mondadori).

Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia, dove è presente ancora nel 1978, 1986 e 1993. Espone con altri artisti alla mostra Contemporanea (1973), curata da Achille Bonito Oliva e allestita nel parcheggio sotterraneo di Villa Borghese a Roma. L'anno seguente esce L'avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, scrittori, artisti, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (Il Formichiere), candidato al Premio Strega. Nel 1976 tiene la prima mostra antologica delle sue opere al Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Nel 1977 è insignito del primo premio alla XIV Biennale d'Arte di San Paolo del Brasile. Nello stesso anno pubblica con Feltrinelli il romanzo Marta de Rogatiis Johnson. Nel 1979 presenta alla Rotonda della Besana di Milano Chopin, installazione-partitura per 15 pianoforti. Nel 1982, rappresenta Gibella del Martirio e San Rocco legge la lista dei miracoli e degli orrori a Gibellina.

Dall'anno seguente e per tre stagioni consecutive rappresenta l'Orestea di Gibellina, trilogia siciliana, al Festival Internazionale delle Orestiadi. Nel 1985 il Teatro alla Scala gli commissiona l'installazione multimediale La veglia di Bach, realizzata nella chiesa milanese di San Carpoforo. Nel 1986 presenta al Museo civico archeologico di Bologna l'installazione L'ora italiana, in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria di Bologna del 2 agosto del 1980. Nel 1989 pubblica il romanzo Polifemo (Mondadori), elaborando nello stesso tempo una nuova Teoria della cancellatura (Galleria Fonte d'Abisso).

Partecipa nel 1992 alla mostra The Artist and the Book in XX Century Italy, organizzata dal Museum of Modern Art (MoMA) di New York. Nel 1994 è presente alla rassegna I libri d'artista italiani del Novecento alla collezione Guggenheim di Venezia. Pubblica il romanzo L'asta delle ceneri (Camunia) e torna alla poesia con la raccolta Oratorio dei ladri (Mondadori). Nel 1998 dona al paese natale la scultura Seme d'arancia.

Nel 2001, nel complesso di Santa Maria dello Spasimo a Palermo tiene l'antologica Emilio Isgrò 1964-2000. Con Le api della Torah inizia il "ciclo degli insetti". Nel 2002 pubblica il libro di poesie Brindisi all'amico infame (Aragno), finalista al Premio Strega e vincitore del Premio San Pellegrino. Nel 2004 crea un'installazione dal titolo Il Padre Nostro delle formiche nell'ambito della manifestazione "Le Opere e i Giorni", tenutasi nella Certosa di San Lorenzo di Padula dal 18 al 20 Giugno 2004 a cura di Achille Bonito Oliva.

Con il titolo La cancellatura e altre soluzioni (Skira) raccoglie nel 2007 in volume gli scritti pubblicati su quotidiani e riviste come corredo critico-teorico dell'attività creativa. L'anno successivo il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato realizza l'antologica Dichiaro di essere Emilio Isgrò. Nel 2008 e nel 2013 ha partecipato con un lavoro a BAU Contenitore di Cultura Contemporanea[1][2]. Nel 2009 espone alle Stelline di Milano. L'anno seguente si tiene a Marsala la mostra Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie. In contemporanea si apre Var ve yok presso la Taksim Sanat Galerisi di Istanbul mentre i quattordici Codici ottomani vengono esposti alla Boghossian Foundation di Bruxelles.

Emilio Isgrò, Il Seme dell'Altissimo

Nel maggio 2011 propone l'installazione L'Italia che dorme alla Galleria d'arte moderna di Roma, per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia. Si inaugura all'Università Bocconi di Milano l'opera Cancellazione del debito pubblico. Nel 2012 vengono riallestite a Milano, a Palazzo Reale, le opere Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (1971) e L'avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, artisti, scrittori, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (1972); nonché L'ora italiana (1985-1986) alle Gallerie d'Italia. Nel giugno 2013 si tiene la mostra antologia dal titolo Modello Italia alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma. Nel 2014 nella Galleria degli Uffizi entra il suo autoritratto Dichiaro di non essere Emilio Isgrò. A Milano la sua Grande cancellatura per Giovanni Testori viene collocata in Piazza Gino Valle, nel nuovo quartiere Portello.

Nel 2015 crea il Seme dell'Altissimo, una scultura in marmo di 7 metri d'altezza, collocata all'interno dell'Expo di Milano.

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte di scritti critico teorici[modifica | modifica wikitesto]

  • La cancellatura e altre soluzioni (a cura di Alberto Fiz), Skira, 2007.
  • Come difendersi dall'arte e dalla pioggia (a cura di Beatrice Benedetti), Maretti Editore, 2013.
  • Emilio Isgrò. L'Oro della Mirandola: Cancellature per Giovanni Pico (a cura di Giulio Busi e Silvana Greco), Fondazione Palazzo Bondoni Pastorio, 2014.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Orestea di Gibellina e gli altri testi per il teatro (a cura di Martina Treu), Le Lettere, 2011.

Poesia [modifica | modifica wikitesto]

  • Fiere del Sud, Schwarz, Milano, 1956.
  • L'anteguerra, Einaudi, Torino, 1963.
  • Uomini & Donne, Sampietro, Bologna, 1965.
  • L'età della ginnastica, Mondadori, Milano, 1966.
  • Preghiera ecumenica per la salvezza dell'arte e della cultura, Archivio di Nuova Scrittura, 1993.
  • Oratorio dei ladri, Mondadori, Milano, 1996.
  • Brindisi all'amico infame, Nino Aragno Editore, Torino, 2003.

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • L'avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, scrittori, artisti, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini, Il Formichiere, Milano, 1974.
  • Marta de Rogatiis Johnson, Feltrinelli, Milano, 1977.
  • Polifemo, Mondadori, Milano, 1989.
  • L'asta delle ceneri, Camunia, Milano, 1994.

Cinema [modifica | modifica wikitesto]

  • La jena più ne ha e più ne vuole, progetto, sceneggiatura e provini per un film cancellato, 1970.

Musei e collezioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Novecento, Firenze[5]
  • Museo Civico d'Arte Contemporanea, Gibellina (Trapani)
  • Casa Museo Brindisi, Lido di Spina (Ferrara)[13]
  • Imago Mundi. Collezione Luciano Benetton[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BAU Contenitore di Cultura Contemporanea numero 4 + 5.
  2. ^ BAU Contenitore di Cultura Contemporanea numero dieci.
  3. ^ Isgrò alla GNAM, 151.12.58.208.
  4. ^ Isgrò al Pecci, centropecci.wordpress.com.
  5. ^ Dopo il bomb | Museo Novecento, su www.museonovecento.it. URL consultato il 28 luglio 2015.
  6. ^ BAG Gallery, unibocconi.it.
  7. ^ L’ora italiana di Emilio Isgrò | Gallerie d'Italia - Progetto Cultura - Intesa Sanpaolo, su www.gallerieditalia.com. URL consultato il 06 maggio 2015.
  8. ^ Emilio Isgrò Madre, madrenapoli.it.
  9. ^ D-sign.it, Senza titolo - Mambo, su www.mambo-bologna.org. URL consultato il 06 maggio 2015.
  10. ^ Super User, Arte Contemporanea, su www.fondazioneorestiadi.it. URL consultato il 28 luglio 2015.
  11. ^ Isgrò al Maga, museomaga.it.
  12. ^ Isgrò al Musma, musma.it.
  13. ^ Isgrò nella Casa Museo Remo Brindisi, centri-contemporaneo-er.it.
  14. ^ Œuvre « Apostoli e profeti (Libro cancellato) » – Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, su www.fine-arts-museum.be. URL consultato il 28 luglio 2015.
  15. ^ Imago Mundi, su www.imagomundiart.com. URL consultato il 28 luglio 2015.

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