Franca Florio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Donna Franca Florio ed il Kaiser Guglielmo II
Donna Franca Florio, nata Franca Jacona, baronessa di San Giuliano, nel celebre ritratto di Boldini

Franca Florio, all'anagrafe Donna Franca Jacona della Motta dei baroni di San Giuliano (Palermo, 27 dicembre 1873Migliarino Pisano, 10 novembre 1950), era discendente di una famiglia dell'aristocrazia siciliana.

Fu la moglie dell'industriale Ignazio Florio e uno dei personaggi più noti della belle époque.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dai siciliani era chiamata Donna Franca, la regina di Sicilia, il Kaiser Guglielmo II la soprannominò Stella d'Italia, mentre Gabriele D'Annunzio la definì l'Unica.

Statua di Franca Florio custodita a Villa Borghese

Fu una donna apprezzata da molti, il suo fascino andava oltre la già nota bellezza fisica, si dice avesse una particolare naturalezza nelle conversazioni, molto acculturata, generosa d'animo. Ospitava spesso famiglie illustri dell'epoca per pranzi e cene. Ebbe un grandissimo ruolo nei tanti affari del marito[senza fonte], armatore, industriale, albergatore, banchiere che fu uno dei maggiori capitalisti dell'inizio del XX secolo. Grazie ai Florio, la Sicilia ad inizio secolo era un punto di convergenza internazionale di una élite che trascorreva fra Palermo e Taormina lunghi periodi dell'anno. L'indebitamento cronico e l'incapacità di rinnovare le antiquate strategie imprenditoriali, unitamente al concentramento dei fulcri economico-finanziari italiani nel nord del Paese,[senza fonte] causarono il tracollo economico di Casa Florio, ponendo fine a un impero economico che aveva rappresentato un unicum, nel panorama imprenditoriale meridionale[1].

Morì a Migliarino Pisano (Vecchiano), il 10 novembre 1950. È sepolta nella cappella di famiglia, nel Cimitero di Santa Maria di Gesù.

Franca Florio nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salvatore Falzone, Ignazio Florio, Tramonto di un impero, La Repubblica, 19 settembre 2007. URL consultato il 19 agosto 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN5857400 · ISNI (EN0000 0000 3470 7523 · SBN IT\ICCU\MUSV\026684 · LCCN (ENn86026598 · GND (DE124111149