Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro

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Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro
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Logo del CNEL
Villa Lubin 4547.JPG
Villa Lubin
Stato Italia Italia
Tipo Organo di rilievo costituzionale
Sigla CNEL
Istituito 1957
Presidente facente funzioni Salvatore Bosco
Vicepresidenti Salvatore Bosco, Delio Napoleone
Bilancio 29,7 milioni di euro (2014)[1]
Impiegati 70 (2013)[2]
Sede Roma
Indirizzo Viale Davide Lubin, 2 00196 Roma
Sito web http://www.cnel.it

Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) è un organo di rilievo costituzionale, previsto dall'articolo 99 della Costituzione, istituito con legge n. 33 del 5 gennaio 1957.

Le materie di sua competenza sono la legislazione economica e sociale.

È un organo consultivo del Governo, delle Camere e delle Regioni, e ha diritto all'iniziativa legislativa, limitatamente alle materie di propria competenza.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

L'art. 99, c. 1, Cost. prevede che esso sia composto, «di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa». La sua composizione è disciplinata dall'art. 2 della l. n. 936 del 30 dicembre 1986 e successive modificazioni.[3]

Sulla base della l. 214/2011, esso consta di 65 membri così suddivisi:[4]

  • il Presidente, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, al di fuori degli altri componenti;
  • 10 «esperti, qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica» di cui:
  • 48 «rappresentanti delle categorie produttive di beni e servizi nei settori pubblico e privato», di cui:
    • 22 rappresentanti dei lavoratori dipendenti, tra i quali 3 «rappresentano i dirigenti e i quadri pubblici e privati»;
    • 9 rappresentanti dei lavoratori autonomi e delle professioni;
    • 17 rappresentanti delle imprese.
  • 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato.

I membri del Consiglio restano in carica per cinque anni e possono essere riconfermati.

A supporto dell'attività dell'organo è istituito un Segretariato generale, composti da uffici che fanno capo al Segretario generale, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Presidente del CNEL.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Le funzioni del CNEL sono quelle di:

I pareri sono forniti solo su richiesta del Governo, delle Camere o delle Regioni (quindi non sono obbligatori), e anche se forniti non risultano vincolanti.
Inoltre ha il potere di promuovere iniziative legislative nel campo della legislazione economica e sociale, con alcune eccezioni, come per le leggi tributarie, di bilancio o di natura costituzionale. L'iniziativa è parimenti esclusa per quelle leggi per le quali sia stato presentato un disegno di legge da parte del governo, o per le quali il governo, il parlamento o una regione abbia già chiesto il parere del CNEL.

Tale disciplina è contenuta nella legge 936 del 1986. La Costituzione si limita a definire due specifiche competenze: la titolarità dell'iniziativa legislativa e la competenza ad elaborare "la legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i principi stabiliti dalla legge" che sono assai restrittivi.[5]

I Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Presidente Mandato
1 Meuccio Ruini 1958 - 1959
2 Pietro Campilli 1959 - 1974
3 Bruno Storti 1977 - 1989
4 Giuseppe De Rita 1989 - 2000
5 Pietro Larizza 2000 - 2005
6 Antonio Marzano 2005 - 2015
7 Salvatore Bosco (facente funzioni) 2015 - in carica

In luglio 2015 Antonio Marzano si dimette dalla presidenza ed il vicepresidente Bosco diviene presidente facente funzioni ai sensi dello statuto.

Sede[modifica | modifica wikitesto]

Villa Lubin (a destra) su una moneta italiana commemorativa da 200 lire coniata in occasione della prima Giornata mondiale dell'alimentazione nel 1981

La sede è nell'edificio costruito su impulso di David Lubin nel parco di villa Borghese e che, inizialmente chiamato Villa Italia, ha assunto oggi il nome di villa Lubin[6].

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.cnel.it/application/xmanager/projects/cnel/attachments/cnel_testo/files/000/000/210/Bilancio_previsione_2014_ok.pdf
  2. ^ http://www.cnel.it/application/xmanager/projects/cnel/file/Bilancio_previsione_personale_2013.pdf
  3. ^ Leggi e Regolamenti - CNEL - Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro
  4. ^ Composizione - Il Consiglio - CNEL - Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro
  5. ^ Giancarlo Rolla, Manuale di Diritto Pubblico, Torino, Giapichelli, 1998, ISBN 88-348-8162-1.
  6. ^ David Lubin e la storia della Villa (PDF), Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. URL consultato il 14 aprile 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Caretti e Ugo De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, Giappichelli Editore, 1996. ISBN 88-348-6210-4.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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