Confederazione italiana della piccola e media industria

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Confederazione italiana della piccola e media industria privata
Logo CONFAPI.jpg
AbbreviazioneCONFAPI
Tipoassociazione di categoria
Fondazione1947
Sede centraleItalia Roma
IndirizzoVia della Colonna Antonina, 52
PresidenteItalia Maurizio Casasco
DirettoreAviano Savelli
Membri94.000 imprese
Sito web

La Confederazione italiana della piccola e media industria privata, nota anche con l'acronimo CONFAPI, è un'associazione di categoria creata nel 1947 per rappresentare le esigenze e gli interessi della piccola e media impresa italiana. Il presidente, dal luglio 2012, è Maurizio Casasco.

La scelta di dare vita ad una confederazione della piccola impresa trova la propria origine nella struttura produttiva italiana.

Organizzata a livello regionale in federazioni regionali e a livello provinciale da sedi territoriali conosciute come Api, Confapi, Api Industria o Confapi Industria. Conta circa 83.000 imprese aderenti per un totale di addetti di circa 800.000 sul territorio nazionale[1].

Nel 2009 aderisce alla Confapi l'organizzazione sindacale datoriale Confimpreseitalia che rappresenta circa 60.000 soggetti imprenditoriali per oltre 1.000.000 di addetti, assumendo la rappresentanza delle Micro Imprese e dell'artigianato all'interno di Confapi e portandola ad essere un'organizzazione rappresentante circa 154.000 aziende con 1.900.000 addetti.[2]

A livello europeo è socio fondatore dell'UEAPME (Unione Europea dell'Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese) ma dal marzo del 2013 ha aderito a CEA-PME,[3] di cui Maurizio Casasco ha assunto la presidenza il 23 marzo 2021[4]

È una delle associazioni che designano i membri del CNEL.

Giunta[modifica | modifica wikitesto]

  • Presidente: Maurizio Casasco
  • Vicepresidenti: Fabrizio Cellino, Francesco Napoli, Cristian Camisa
  • Membri: Corrado Alberto, Amedeo Bonomi, Gian Piero Cozzo, Delio Dalola, Vincenzo Gattagrisi, Lorenzo Giotti, Gianmario Mandrini, Marco Mariotti, Filiberto Martinetto, Ivan Palasgo, Luigi Sabadini, Carlo Salvati, Vincenzo Elifani, Giorgio Binda, Jonathan Morello Ritter e Carlo Valerio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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