Condizione della donna in Polonia

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Una giovane donna polacca.

Il ruolo di genere, la condizione femminile e i diritti delle donne in Polonia si sono modificati ed evoluti nel corso della storia della Polonia, della cultura polacca e della politica della Polonia[1].

Il Gender Inequality Index per il 2013 è fissato a 0.139 (26ª posizione su 152), le donne presenti nell'Assemblea nazionale (Polonia) assommano all 21,8% del totale[2]; il tasso di occupazione per l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico nel 2015 è fissato al 56,6%[3]; il Global Gender Gap Report per il 2013 è fissato a 0.7031 (alla 54ª posizione su 144)[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il divario retributivo tra i generi in termini di reddito orario lordo medio negli Stati membri dell'UE, secondo Eurostat 2014.[5] La Polonia ha uno dei più bassi divari nei tassi di retribuzione tra i sessi nell'UE.

La storia delle donne sul territorio dell'attuale Polonia è variata ed è stata influenzata con forza dalla presenza della chiesa cattolica in Polonia. Il femminismo in Polonia ha una lunga storia e si è tradizionalmente suddiviso in sette distinti periodi, gli ultimi tre dei quali a partire dalla prima ondata femminista del XIX secolo[6]. I primi quattro più precoci periodi coincisero con le spartizioni della Polonia che hanno portato all'eliminazione dello stato polacco sovrano per 123 anni[7].

La Polonia fu precoce anche nel dare i dovuti diritti legali alle donne: il diritto di voto o suffragio femminile venne concesso nel 1918[8], dopo che il paese riconquistò l'indipendenza proprio in quell'anno, dopo un luno periodi di divisioni e governi stranieri.

Durante l'era comunista le donne ricevettero l'uguaglianza di genere e la retorica ufficiale del governo fu quella di sostenere le pari opportunità ma, coe avvenne anche in altri stati comunisti, i diritti civili sia degli uomini sia delle donne furono puramente simbolici, in quanto il sistema era autoritario. Malgrado la subordinazione de facto alla competenza maschile, le donne videro anche alcuni vantaggi sotto il regime comunista, come un miglior accesso all'istruzione e un coinvolgimento più equo nella forza lavoro.

La caduta del regime comunista avvenuta a seguito delle rivoluzioni del 1989 significò un'improvvisa incertezza nell'economia del paese e un'iniziale destabilizzazione sociale. Il periodo di necessaria transizione fu particolarment difficile per le donne, anche se pure gli uomini vennero negativamente colpiti.

A partire dal 2015 il tasso di occupazione per le donne tra i 15 e i 64 anni è stato del 56,6%, rispetto al tasso maschile pari al 69,3%[9]. Anche se la Polonia ha un'imagine di paese conservatore (spesso rappresentato come tale nei mezzi di comunicazione di massa) la Polonia ha un elevato numero di donne inserite nelle attività professionali (business)[10] ed ha anche uno dei più bassi tassi di retribuzione di genere nell'Unione europea[11].

Donne di rilievo nella storia polacca[modifica | modifica wikitesto]

Le donne importanti della storia antica della Polonia includono Świętosława (talvolta confusa con Sigrid la Superba o con Gunnhild di Norvegia e nota anche come "Storrada"), la prima figlia di Miecislao I di Polonia e di Dubrawka; Caterina Jagellona; Dubrawka stessa; Edvige di Polonia, figlia di un re ungherese[12].

Manifestazione a favore delle donne a Varsavia, 2009.
Giovani polacche.
Due ragazze polacche.
Soldatesse.

Personalità artistiche di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Polish women, polishmarriage.org. URL consultato il 2 novembre 2013.
  2. ^ Table 4: Gender Inequality Index, United Nations Development Programme. URL consultato il 7 novembre 2014.
  3. ^ http://stats.oecd.org/Index.aspx?DatasetCode=LFS_SEXAGE_I_R#
  4. ^ The Global Gender Gap Report 2013 (PDF), World Economic Forum, pp. 12-13.
  5. ^ European Commission. The situation in the EU. Retrieved on July 12, 2011.
  6. ^ Łoch, Eugenia (ed.) 2001. Modernizm i feminizm. Postacie kobiece w literaturze polskiej i obcej. Lublin: Wydawnictwo Uniwersytetu M.Curie-Skłodowskiej, p.44
  7. ^ Davies, Norman. God's Playground: a history of Poland. Revised Edition. Oxford: Clarendon Press, 2005.
  8. ^ https://www.britannica.com/topic/woman-suffrage
  9. ^ http://stats.oecd.org/Index.aspx?DatasetCode=LFS_SEXAGE_I_R#
  10. ^ http://www.grantthornton.global/en/press/press-releases-2015/women-in-business-2015/
  11. ^ http://ec.europa.eu/justice/gender-equality/gender-pay-gap/situation-europe/index_en.htm
  12. ^ Women in Poland's Early History, su culture.polishsite.us. URL consultato il 2 novembre 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]