Condizione della donna in Algeria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Donne algerine nei costumi tradizionali.

Nel corso della guerra d'Algeria per ottenere l'indipendenza dai francesi le donne algerine combatterono a fianco degli uomini; raggiunsero in tal modo un nuovo senso della propria identità e un certo grado di accettazione da parte degli uomini. Dopo la guerra le donne mantennero la loro nuova emancipazione e s'impegnarono più attivamente nello sviluppo del nuovo stato.

L'Algeria viene considerata una nazione relativamente liberale e lo status complessivo delle donne lo riflette[1] . A differenza di altri paesi della regione la parità femminile è sancita nelle leggi algerine e nella sua costituzione; esse possono votare e concorrere per posizioni politiche[2]. Il Global Gender Gap Report per il 2013 era a 0.5963[3].

Matrimonio e vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Foto di due ragazze di Bou Saada nel 1906.

L'età legale per il matrimonio è di 18 anni per le donne, 21 per gli uomini[4]. Molte donne algerine si sposano e costituiscono una famiglia ad un'età molto più avanzata rispetto a quella che era la regola durante l'Algeria francese. L'educazione, l'impegno nel lavoro e l'evolversi degli atteggiamenti sociali sono tra le ragioni principali del cambiamento verificatosi.

Nel 2010 il tasso di fertilità totale era di 1,76 figli nati per donna; si tratta di un calo rispetto al 2,41 del 2009 e al 7,12 negli anni '70, subito dopo la guerra d'indipendenza.

l'impero coloniale francese si oppose attivamente alla tradizione del velo perché la considerava un simbolo di valori e credenze nazionali e religiose che si cercava sistematicamente di sradicare. In risposta alla pressione francese gli algerini si ostinarono nella pratica e dopo l'indipendenza ne aumentarono effettivamente l'uso. Paradossalmente però questo sviluppo fu dovuto anche alla maggiore libertà delle dnne di scegliere.

Istruzione e occupazione[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'indipendnza del paese pochissime donne algerine native sapevano leggere e scrivere. Questo fu il risultato di un divieto imposto dalla Francia all'istruzione per l'intera popolazione lgerina nativa. I residui di questa politica si manifestano ancor oggi nel tasso di alfabetizzazione significativamente basso riscontrato nelle donne di età superiore a 40 anni.

Il tasso di alfabetizzazione femminile è ancora relativamente più baso di quello maschile; il 73,1% delle donne contro l'87,2% degli uomini dal 2015 oltre i 15 anni di età[5].

Le donne algerine, tra le donne del Nordafrica, posseggono molti più diritti umani delle loro controparti nei paesi confinanti e in altri paesi africani; le donne algerine possono difatti ereditare proprietà, ottenere il divorzio, mantenere la custodia dei figli, ottenere una formazione e lavorare in molti settori della società[2].

Le donne costituiscono il 70% degli avvocati d'Algeria e il 60% dei membri della magistratura[2]; dominano anche i campi della medicina, della sanità e della scienza[2]. Sempre più le donne contribuiscono in maniera maggiore al reddito familiare rispetto agli uomini[2]. A partire dal 2007 il 65% degli studenti universitari sono donne, con oltre l'80% di adesione alla forza lavoro dopo la laurea[2].

Vengono spesso incoraggiate dai membri della famiglia a diventare educate e a contribuire nell'impegno sociale. Le donne algerine sono inoltre state tra le prime in Nordafrica a diventare autiste di taxi e di autobus[2]; i loro numeri aumentano costantemente anche nelle forze di polizia e nelle posizioni di sicurezza civile[1].

Donne partecipanti alla guerra d'Algeria.

Ruoli delle donne nella guerra algerina[modifica | modifica wikitesto]

Le donne hanno svolto diverse funzioni durante la guerra algerina. La maggior parte delle donne musulmane che hanno partecipato attivamente lo hanno fatto dalla parte del Fronte di Liberazione Nazionale (Algeria) (FLN). I francesi hanno incluso anche alcune donne, sia musulmane che francesi, nel loro sforzo di guerra, ma non erano così pienamente integrate e non erano ammesse alla stessa ampiezza dei compiti delle loro sorelle algerine. Il numero totale di donne coinvolte nel conflitto è calcolato in 11.000, ma è possibile che questo numero sia in realtà significativamente più alto a causa della sottorappresentazione[6].

Esiste una distinzione che coinvolge due diversi tipi di donne, quelle urbane e quelle rurali. Le donne urbane, che costituivano circa il 20% della forza complessiva, avevano ricevuto una qualche forma di istruzione e di solito scelsero di entrare a fianco del FLN di propria iniziativa[7]. Soprattutto le donne rurali analfabete stavano dall'altro lato, il restante 80%, a causa della loro posizione geografica rispetto alle operazioni del FLN spesso si sono fatte coinvolgere nel conflitto a causa della prossimità con la rispettiva forza militare[7].

Le donne operavano in diverse aree durante il periodo della ribellione. "Le donne hanno partecipato attivamente come combattenti, spie, attiviste per la raccolta di fondi, infermiere, lavandaie e cuoche"[8], "le donne hanno aiutato le forze di combattimento maschile in aree come il trasporto, la comunicazione e l'amministrazione"[9].

Una donna poteva includere in sé sia ruoli combattenti che non combattenti. Mentre la maggior parte delle mansioni che le donne si sono assunte si concentravano su ruoli non combattenti, quel numero limitato che hanno partecipato ad atti di violenza sono state notate più spesso. La realtà era che "le donne delle aree rurali alla macchia sostenevano le reti di resistenza"[10] ed esse rappresentavano la stragrande maggioranza di coloro che hanno partecipato alla guerra.

Una giovane donna al voto per le Elezioni presidenziali in Algeria del 2014.

Figure importanti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Christian Lowe, Algeria's women police defy danger and stereotypes, in Reuters, 6 agosto 2009. URL consultato il 29 gennaio 2012.
  2. ^ a b c d e f g Michael Slackman, Algeria's quiet revolution: Gains by women, in The New York Times, 26 maggio 2007. URL consultato il 29 gennaio 2012.
  3. ^ The Global Gender Gap Report 2013, World Economic Forum, pp. 12-13.
  4. ^ https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/fields/2103.html
  5. ^ De Groot, Gerard, Peniston-Bird, Corinna. A Soldier and a Woman: Sexual integration in the Military. New York: Longman, 2000 p. 247
  6. ^ a b Lazreg, Marnia. The Eloquence of Silence. London: Routledge, 1994 p. 120
  7. ^ Turshen, Meredith. "Algerian Women in the Liberation Struggle and the Civil War: From Active Participants to Passive Victims". Social Research Vol. 69 No. 3 (Fall 2002) p. 889-911, p.890
  8. ^ De Groot, Gerard, Peniston-Bird, Corinna. A Soldier and a Woman: Sexual integration in the Military. New York: Longman, 2000 p. 223
  9. ^ Vince, Natalya "Transgressing Boundaries: Gender, Race, Religion and ‘Fracaises Musulmannes during Algerian War of Independence." French Historical Studies. Vol. 33 No. 3 (Summer 2010) p. 445-474, p.445

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Algeria Portale Algeria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Algeria