Matrimonio forzato

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Per matrimonio forzato, matrimonio riparatore o matrimonio coatto si intende un matrimonio in cui una o entrambe le persone coinvolte, bambini o adulti, vengono fatte sposare contro la propria volontà.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono diversi esempi nella mitologia greca e romana: in Grecia, il rapimento di Persefone da parte di Ade, di Dafne e Leucotoe da parte di Apollo, di Cassandra da parte di Aiace di Locride, di Auge da parte di Eracle, di Andromaca da parte di Ettore e Neottolemo, e di Polissena sempre da parte di Neottolemo, di Climene da parte di Acamante. A Roma, il ratto delle sabine.

La pratica - che colpisce più le donne che gli uomini - era frequente in passato anche nei paesi di religione cristiana. Svolgeva ad esempio un certo ruolo tra gli aristocratici. Si ricorda a tal proposito che una commedia di Molière, Il matrimonio forzato, (1664) era ancora ispirata a questo tema. È utile anche ricordare che perfino in un passato relativamente recente, in diverse zone dell'Europa mediterranea era abbastanza normale che il matrimonio riparatore potesse essere imposto con l'ausilio dell'intimidazione o della violenza in senso stretto.

Matrimonio combinato e forzato[modifica | modifica wikitesto]

Innumerevoli paesi conoscono – o hanno conosciuto – la tradizione del matrimonio combinato, che dal punto di vista giuridico è da distinguere da quello forzato. Infatti, nel caso del matrimonio combinato, i genitori degli sposi o comunque dei terzi si limitano ad un ruolo guida: la volontà di chi va incontro al matrimonio ha comunque il ruolo decisivo. Il libero e pieno consenso degli interessati viene invece a mancare nel caso del matrimonio forzato; siccome questo criterio funge da confine tra violazione dei diritti umani e non, si tratta di una distinzione citata di frequente.[1][2] La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo sancisce infatti che:

« il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi »
(Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, Art. 16 §2)

All'atto pratico, la distinzione tra un matrimonio combinato ed uno forzato può essere assai difficile. I casi più chiari sono la minaccia e l’uso di violenza contro la persona renitente, il che può sfociare anche nel delitto d'onore, istituzione ancora piuttosto diffusa nel continente africano ed in quello asiatico.[3]

La distinzione tra matrimonio forzato e combinato suscita ad ogni modo delle riserve che vanno dalle semplici perplessità al rifiuto più totale di chi sostiene invece che tra i due concetti la differenza sia inesistente.[4]

Il dibattito[modifica | modifica wikitesto]

Al giorno d'oggi matrimonio forzato è in ogni caso un argomento di sempre maggiore interesse nei paesi industrializzati, dove viene spesso considerato come fenomeno di nuovo schiavismo. In quanto segue, si presentano alcuni esempi:

  • Il matrimonio combinato e per rapimento è tuttora pratica corrente in paesi dove sono molto forti le tradizioni epiche e rurali, come in Kirghizistan. In questo Paese, pare che prima del periodo sovietico fosse corrente la pratica del matrimonio combinato, mentre in seguito si sarebbero diffusi i matrimoni per rapimento. Il fenomeno è stato illustrato nel film "Boz Salkyn" (2007) di Ernest Abdyjaparov.[5] Il numero di rapimenti a scopo matrimonio è salito in maniera esponenziale toccando anche le città, laddove in origine era caratteristico delle zone rurali[6]. Il dibattito ha conosciuto nuovi sviluppi a partire dal 2011 in seguito al suicidio di alcune vittime.[7]

Data la gravità del problema, la discussione nell'opinione pubblica è particolarmente complessa. Alcuni punti di discussione sono:

  • Il ruolo delle rispettive religioni nei paesi colpiti dalla piaga. Ad esempio, vengono date diverse interpretazioni in materia di giurisprudenza islamica.
  • La dimensione etica: il fenomeno viene analizzato sia sotto la prospettiva globalizzata dei diritti umani, sia dal punto di vista del relativismo culturale, il quale tende a rifiutare l'universalità di alcuni valori.
  • La questione delle ragioni del fenomeno: secondo un rapporto dell'OSCE, le cause maggiori di matrimoni forzati sarebbero le tradizioni, la povertà e l’ignoranza della legge[8]. Anche l'analfabetismo gioca un ruolo di primo piano, dato che a volte la donna, dopo aver contratto un matrimonio, è ancora all'oscuro del fatto di essere sposata.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Franca Viola.

Famosa fu la vicenda di Franca Viola, dopo 16 anni dall'accaduto, l'articolo 544 del codice penale italiano sarà abrogato dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 442 che abolisce la facoltà di cancellare una violenza sessuale tramite un successivo matrimonio, si dovrà aspettare il 1996 perché lo stupro sia legalmente riconosciuto in Italia non più come un reato "contro la morale", bensì come un reato "contro la persona".

Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

In Svizzera, nel 2012 il Parlamento si è visto nella necessità di rivedere la propria legislazione per adattarla all'espansione del fenomeno.

Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Secondo fonti di polizia nel Regno Unito si avrebbe notizia in quel paese di circa 200 matrimoni forzati all’anno, in cui sono coinvolte per lo più persone originarie dalle aree sudasiatiche. Questo fenomeno va comunque considerato tenendo conto che le etnie in questione costituiscono una considerevole percentuale della popolazione.[9]

Germania[modifica | modifica wikitesto]

In Germania, il dibattito è particolarmente acceso anche grazie al contributo di scrittrici come Serap Cieli, Seyran Ates e Necla Kelek. I loro lavori descrivono la nascita di un traffico di esseri umani, in entrambe le direzioni, tra la Germania e l'Anatolia, e lo svilupparsi di una società islamica parallela nei quartieri di Berlino.[10] È particolarmente diffuso il caso di ragazze musulmane cresciute in Germania le quali, in occasione delle vacanze, visitano il loro paese di origine per essere poi costrette a sposarsi sul posto.[11]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Non sono rari i casi in cui donne nate in Francia da genitori immigrati vengono costrette all’emigrazione nei paesi d’origine dei genitori, generalmente nel Maghreb. Il Gruppo per l’abolizione delle mutilazioni sessuali stima a 70.000 il numero delle ragazze che nel 2006 erano minacciate di matrimonio forzato, da celebrarsi tanto in Francia, quanto nel paese d’origine.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Consiglio federale svizzero
  2. ^ Linee guida per polizia britannica.
  3. ^ Dichiarazione OSCE, pagina 4.
  4. ^ D. Danna, I confini dell'azione pubblica: matrimoni forzati e combinati, Athenea Digital, vol. 13, n. 2, 2013, pp. 65-81, Universitat Autònoma de Barcelona
  5. ^ Boz Salkyn, scheda IMDB
  6. ^ Thomas Morton, "Bride Kidnapping in Kyrgyzstan", Vice News
  7. ^ Kirghizistan: rapimento della sposa: tradizione o reato?, La Stampa 27/5/2011
  8. ^ Dichiarazione OSCE, pagina 3
  9. ^ Linee guida per polizia britannica.
  10. ^ Step, il nuovo muro di Berlino.
  11. ^ città di Berlino
  12. ^ « Les mariages forcés toujours aussi nombreux », Le Figaro, 16 novembre 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]