Andromaca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Andromaca (disambigua).
Andromaca
Madrid - Andromaca estatua.jpg
Statua di Andromaca a Madrid
SagaCiclo troiano
Nome orig.Ἀνδρομάχη
SessoFemmina
Luogo di nascitaCilicia
ProfessionePrincipessa di Tebe Ipoplacia

Andromaca (in greco antico: Ἀνδρομάχη, Andromáchē, "colei che combatte gli uomini") è un personaggio della mitologia greca. Fu principessa di Tebe Ipoplacia.

I miti e la tradizione hanno delineato un ritratto sconsolato, rammaricato ed eternamente perseguitato di Andromaca, una figura toccante per essere destinata a perdere tutti i suoi cari.

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Eezione[1], sposò Ettore[2] e fu madre di Astianatte[2], Laodamante[3][4] ed Ossinio[5] ed in seguito come concubina di Neottolemo[6] divenne madre di Molosso[6] Pielo[6] e Pergamo[6].

Da Eleno[7] infine, ebbe un figlio, chiamato Cestrino[7].

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Andromaca fu mandata dal padre a Troia per dare un erede ad Ettore in un matrimonio combinato come era costume ai tempi, ma subito se ne innamorò. In altre fonti fu Ettore stesso ad andare a Tebe, portandole numerosi doni e chiedendole la mano.
In contrasto con la relazione tra Elena e Paride, quella tra Andromaca ed Ettore coincide con l'ideale greco di un matrimonio d'amore felice e fedele l'uno con l'altro e che intensifica la tragedia che condivideranno.

La figura di Andromaca compare per la prima volta nell'Iliade (libro VI), mentre scongiura il marito Ettore di combattere rimanendo sulla difensiva contro Achille e di fermarsi all'albero di caprifico (fico selvatico), nel punto in cui le mura di Troia sono più deboli, ma egli riesce a farla desistere dai suoi intenti, ricordandole il suo ruolo di sposa e di madre, e di non abbattersi e lasciare le faccende riguardanti la guerra a lui, poiché Ettore, in qualità di principe ereditario, è costretto a combattere[8].

Jacques Louis David, Andromaca piange la perdita di Ettore

Circa un anno dopo il suo arrivo a Troia, un'incursione achea contro gli alleati d'Ilio le sterminò il padre Eezìone e tutti i fratelli maschi a eccezione di Pode. La casata di Priamo divenne quindi il suo unico supporto e la sua unica famiglia a cui far riferimento.
Andromaca perse nel giro di pochi giorni sia Pode che Ettore, uccisi nel decimo anno della guerra di Troia rispettivamente da Menelao ed Achille, ma le sue tragedie continuarono anfhe dopo che gli Achei conquistarono la città ed il figlio Astianatte le fu strappato da Neottolemo, che (seguendo il consiglio di Odisseo) lo gettò dalle mura della città per evitare che la stirpe di Priamo avesse una discendenza.

Una volta che la città fu rasa al suolo, gli Achei si spartirono le donne della casa reale ed Andromaca fu fatta schiava di Neottolemo che fece di lei la sua concubina[6]. Però, non dimenticò mai l'amore che provava per Ettore, e questo generò in Neottolemo una grande rabbia.
Dopo che fu abbandonata da Neottolemo sposò Eleno e divenne madre di Cestrino[7].

La figura di Andromaca, una delle più commoventi della mitologia greca, rappresenta la donna nei suoi aspetti più tragici. Moglie ideale, vedova fedele e madre affranta, racchiude con sé l'impotenza e la sofferenza di una donna che deve affrontare una vita senza il marito amato, ucciso dal senso del dovere e divenendo poi schiava degli Achei che le sopprimono anche il figlio di lui.

Nell'Eneide virgiliana Andromaca soffre l'ira di Ermione, finché troverà pace sposando in terze nozze Eleno, fratello di Ettore, ritornando così in quella famiglia dalla quale le vicende di una rovinosa guerra l'avevano allontanata con violenza.

Nella tragedia di Jean Racine Andromaca, il mito di Andromaca ritrova la sua etica e il suo lirismo.

Tragedie[modifica | modifica wikitesto]

Opere musicali[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Igino, Fabulae, 123
  2. ^ a b (EN) Omero, Iliade VI, 369 e 390, su theoi.com. URL consultato il 16 giugno 2019.
  3. ^ Ditti Cretese, Ephemeris Belli Troiani, 3. 20
  4. ^ Giovanni Tzetzes, Allegorie di Omero, 319
  5. ^ Conone, Narrationes, 46
  6. ^ a b c d e (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia I, 11.1, su theoi.com. URL consultato il 16 giugno 2019.
  7. ^ a b c (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia I, 11.2, su theoi.com. URL consultato il 16 giugno 2019.
  8. ^ Omero, Iliade libro VI

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN10639417 · LCCN (ENno2014083399 · GND (DE118649280 · CERL cnp00578184