Oresbio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Nella mitologia greca, Oresbio fu uno dei guerrieri achei che parteciparono alla guerra di Troia, unendosi alle immense forze schierate da Agamennone e Menelao contro la città di re Priamo.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Oresbio viveva ad Ile, città della Beozia, sulle rive del lago Copaide, ad ovest di Tebe (Omero lo cita come lago Cefíside o Cefiso, confondendolo col fiume suo affluente), prosperando in ricchezza e benessere e curando attentamente suoi beni. Era soggetto alla giurisdizione di Peneleo, sovrano della Beozia, che, come riferito, vantava il pieno controllo sulla città di Ile.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Si unì all'esercito comandato dal suo sovrano, giunto a Troia con una flotta di quaranta navi, ciascuna contenente centoventi guerrieri a bordo. Tra i suoi beni, Oresbio vantava una lucente armatura dorata che molto risaltava in battaglia ma che, purtroppo, non riuscì a proteggerlo dalla morte, descritta nel libro V dell'Iliade. Cadde ucciso per metà da un dio e per metà da un mortale: fu infatti Ettore, sostenuto da Ares in persona, a massacrarlo insieme ad altri suoi compagni che, terrorizzati alla vista del dio della guerra sul campo di battaglia, si lasciarono cogliere da un umano timore.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Omero, Iliade, libro V, versi 707-710.

Moderna[modifica | modifica wikitesto]

  • Omero, Iliade, seconda edizione, Torino, Einaudi, 1990, ISBN 978-88-06-17694-5. Traduzione di Rosa Calzecchi Onesti
  • Vincenzo Monti, Iliade di Omero, nona edizione, Aroldo Mondadori, 2007, ISBN 978-88-04-53902-5. Traduzione di Manara Valgimigli e Carlo Muscetta
Mitologia greca Portale Mitologia greca: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mitologia greca