Imbrio

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Nella mitologia greca, Imbrio era il nome di un guerriero che prese parte alla guerra di Troia, scoppiata per colpa del rapimento di Elena, moglie di Menelao un re acheo, effettuato da Paride figlio di Priamo il re di Troia. Tale guerra viene raccontata da Omero nell'Iliade.

Imbrio
SagaCiclo troiano
1ª app. inIliade

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Imbrio viveva tranquillamente a Pedeo con sua moglie Medesicasta, una delle tante figlie che Priamo ebbe al di fuori del matrimonio con Ecuba. Quando scoppiò la guerra si stabilì presso il re troiano vivendo nella sua casa e venendo trattato alla stregua di un figlio.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Abile guerriero in tutte le arti belliche, Imbrio combatté con valore per la difesa della città. In una delle tante battaglie affrontò Teucro, infallibile arciere, che lo uccise con la lancia. Ettore, per rappresaglia, uccise Anfimaco; Aiace d'Oileo, per vendicare a sua volta quell'uccisione, recise il capo al cadavere di Imbrio e in segno di disprezzo gli diede un calcio, facendolo volare tra i combattenti greci e troiani che si affrontavano; la testa, una volta ricaduta al suolo, si fermò ai piedi di Ettore, mentre l'eroe era intento a contrastare altri nemici.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Omero, Iliade XIII versi 171-197.

Traduzione delle fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Omero, Iliade, quinta edizione, Bergamo, BUR, 2005, ISBN 88-17-17273-1. Traduzione di Giovanni Cerri

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]