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Erimante

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Nella mitologia greca, Erimante era il nome di vari personaggi presenti nella guerra di Troia, scoppiata per colpa del rapimento di Elena, moglie di Menelao un re acheo, effettuato da Paride figlio di Priamo il re di Troia. Tale guerra scoppiata fra i due regni viene raccontata da Omero nell'Iliade.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Sotto tale nome ritroviamo due guerrieri entrambi schierati nell'esercito troiano ed uccisi a poca distanza l'uno dall'altro:

Erimante o Erìmante, feroce combattente di parte troiana, che in battaglia affrontò l'eroe di Creta, partecipante alla famosa guerra, Idomeneo, che lo uccise conficcandogli la sua lancia nella cavità orale. Quando Patroclo vide che gli achei stavano morendo accanto alle navi ad opera dei Troiani e di Ettore, egli andò alla tenda dell'intimo amico Achille per chiedergli le sue armi e combattere in vece sua. Dopo lunga riflessione Achille acconsentì a prestargliele, e si limitò a guardare il campo di battaglia ed a seguire con lo sguardo il compagno adorato, sperando di vederlo ritornare sano e salvo dalla battaglia. Patroclo cominciò allora a seminare sulla Terra avversari presso le navi dei suoi compagni, e per primi uccise Piraicme, comandante dei Peoni della Macedonia, e subito dopo il guerriero troiano Areilico, spezzandogli l'osso del femore con un potente colpo della sua lancia. Idomeneo allora fu affrontato dal giovane e feroce Erimante, altro combattente di parte troiana. Questi non riuscì a colpirlo, dopo avergli scagliato contro la sua lancia, ma fu invece lo stesso Idomeneo ad ucciderlo in maniera puramente cruenta: lo colpì nella bocca con la sua lancia e la punta lo trafisse all'interno del membro vocale raggiungendo infine il cervello, da dentro. Le conseguenze furono devastanti: l'intera dentatura saltò, e tutto dentro il viso divenne del colore del fuoco: vomitò quindi il sangue dalle narici e dalla bocca spalancata, mentre anche entrambi gli occhi si riempivano di sangue: questa fu la causa immediata della sua fine, per mano del nemico.

(GRC)

« τὸ δ' ἀντικρὺ δόρυ χάλκεον ἐξεπέρησε
νέρθεν ὑπ' ἐγκεφάλοιο, κέασσε δ' ἄρ' ὀστέα λευκά·
ἐκ δ' ἐτίναχθεν ὀδόντες, ἐνέπλησθεν δέ οἱ ἄμφω
αἵματος ὀφθαλμοί· τὸ δ' ἀνὰ στόμα καὶ κατὰ ῥῖνας
πρῆσε χανών· θανάτου δὲ μέλαν νέφος ἀμφεκάλυψεν.
 »

(IT)

« Dritta corse la lancia attraverso la bocca,
fin dentro, sotto il cervello, sfondò le ossa bianche:
i denti schizzarono fuori, gli si riempirono entrambi
gli occhi di sangue e dalla bocca e per le narici
lo soffiò a bocca aperta: nera nube di morte lo avvolse. »

(Omero, Iliade, libro XVI, versi 346-350. Traduzione di Rosa Calzecchi Onesti.)
  • Erimante, ucciso da Patroclo quando egli indossava le armi di Achille e si fingeva il suo amico.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Omero, Iliade XVI 345 e 415.

Traduzione delle fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Omero, Iliade, quinta edizione, Bergamo, BUR, 2005, ISBN 88-17-17273-1. Traduzione di Giovanni Cerri

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]