Fidippo

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Nella mitologia greca, Fidippo fu re di Coo, figlio di Tessalo e Calciope,[1] e, attraverso il padre, nipote di Eracle.

Igino lo ricorda nelle schiere di pretendenti di Elena.[2] Si legò al giuramento di Tindaro, padre della giovane, con cui tutti i pretendenti promisero di accorrere in aiuto dell'uomo che il sorteggio avrebbe scelto come sposo della fanciulla. Elena fu presto rapita da Paride e il suo consorte Menelao s'appellò alla promessa che avrebbe chiamato in causa i moltissimi prodi anni prima. Fidippo raccolse trenta navi e veleggiò verso Troia assieme al fratello Antifo.

I Greci imboccarono però la strada sbagliata e approdarono in Misia, regione asiatica alleata di Priamo e dominata da Telefo, figlio d'Eracle. Prima di ricorrere alla violenza, si tentò dapprima una soluzione pacifica, e Fidippo fu mandato insieme al fratello e allo zio Tlepolemo presso la corte di Telefo per rammentargli il legame parentale che li univa.[3]

Fidippo s'introdusse assieme al fratello nel Cavallo di Troia, ma forse Antifo non visse abbastanza a lungo per salirvi. All'indomani della caduta di Troia, l'eroe sbarcò sull'isola di Andro e infine a Cipro, dove s'insediò coi suoi compagni.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

A Fidippo è intitolato l'asteroide troiano 17351 Pheidippos.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Omero, Iliade, libro II, versi 678-679.
  2. ^ Gaio Giulio Igino, Fabula, 81.
  3. ^ Ditti Cretese, libro II, 5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Traduzione delle fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Rosa Calzecchi Onesti, Omero. Iliade, seconda edizione, Torino, Einaudi, 1990, ISBN 978-88-06-17694-5. Traduzione di Rosa Calzecchi Onesti.
  • Apollodoro, Biblioteca, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-55637-4. Traduzione di Marina Cavalli

Moderna[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Ferrari, Dizionario di mitologia, Litopres, UTET, 2006, ISBN 88-02-07481-X.
  • Angela Cerinotti, Miti dell'antica Grecia e di Roma Antica, Verona, Demetra, 1998, ISBN 978-88-440-0721-8.