Relazione interpersonale

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In sociologia e psicologia le relazioni interpersonali sono le relazioni che intercorrono tra individuo e individuo nella società e sono parte integrante della vita quotidiana. Possono essere di diverso tipo, più o meno profonde, in base al contesto.

Si trovano esempi di relazioni interpersonali in ambito familiare nel rapporto genitori – figli o moglie – marito e in quello lavorativo. Per relazione si intende quel legame che si crea tra due o più persone i cui pensieri, sentimenti e azioni si influenzano vicendevolmente. In una relazione interpersonale si crea quindi un vincolo di interdipendenza.

L'evoluzione storica[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei secoli i rapporti interpersonali hanno subito una profonda trasformazione; sino a tutta la prima metà del XX secolo, la sfera delle relazioni era dominata da regole e schemi rigidi entro i quali conformarsi. Non era pensabile modificarli senza subire il giudizio negativo e sanzionatorio della comunità di appartenenza. L'autorità prevaleva sempre sulla libertà e sulla creatività, così come il ruolo e la posizione sociale sulla personalità e l’identità personale: era quindi molto più importante cosa eri rispetto a chi eri. Anche il mondo interiore e la comunicazione erano caratterizzati dalla stessa rigidità. Esisteva una netta differenza tra i tratti di personalità maschili (potere, forza, intraprendenza, scarsa emotività) e femminili (obbedienza, passività, emotività accentuata), e la comunicazione con se stessi e gli altri era ridotta al minimo.

Una prima svolta avvenne alla fine del XVIII secolo con la rivoluzione americana e rivoluzione francese. Esse videro affermarsi le prime forme di democrazia moderna che tuttavia non si diffusero subito nelle altre nazioni. Si dovrà infatti attendere il XX secolo per questo e per trovare forme di democrazia anche all’interno della famiglia e delle relazioni interpersonali in genere.

A partire dall'800 la sfera delle relazioni interpersonali assunse una dimensione lavorativa nei paesi industrializzati dove il rapporto datore - lavoratore rispecchiava la stessa rigidità delle relazioni all' interno della società, rigidità tuttavia modificata nel corso degli anni anche grazie alle lotte operaie. La svolta fondamentale si ebbe negli anni 1960 in cui il processo di democratizzazione istituzionale si diffuse anche in tutti gli altri settori della società civile quali la famiglia, la scuola e la vita quotidiana attraverso contestazioni anche violente. In pochi anni le caratteristiche delle relazioni interpersonali, che erano rimaste pressoché immutate fino ad allora, subirono una vera e propria rivoluzione. Si iniziò a lottare per i propri diritti individuali e non più' solo in quanto membri di un gruppo, di una famiglia, di una chiesa e di un'organizzazione [1]

Nell'età contemporanea - in una fase della nostra società chiamata dai sociologi Post-Modernità[2] si affronta una generale "Crisi dei legami" dovuta all'influenza della nostra epoca sulle dinamiche umane e relazionali. I mutamenti storici-economici e la rivoluzione tecnologica hanno portato gli individui a cambiare il loro assetto mentale, le loro mappe cognitive e il loro sistema di valori per poter adeguarsi al massiccio cambiamento in atto.[3]

La società moderna infatti, negli ultimi decenni, ha subito una rivoluzione interpersonale che ha cambiato molti aspetti nelle relazioni tra individui: si è passati da una società chiusa, patriarcale, con regole e schemi comuni ai quali dovevano conformarsi tutti, con una morale rigida ed autoritaria, ad una società dove l'umanità è libera di vivere a proprio modo le relazioni con gli altri, di scegliere le persone con le quali relazionarsi e di esplorare nuovi e diversi modi per poterlo fare.

Tuttavia, con il crescere delle libertà, è cresciuto anche il disagio esistenziale: i ruoli sociali e sessuali, il senso d'identità sono entrati in crisi; sono aumentati i conflitti e le controversie e il rapporto tra istituzioni e cittadini è sempre più improntato sulla sfiducia; la famiglia è in disfacimento, come pure la solidarietà e la coesione sociale. Anche il concetto di legame è cambiato. Gli individui sono diventati intolleranti verso qualsiasi tipo di legame perché questi sono visti come un impegno faticoso o un vincolo. Nella nostra epoca l'uomo è spinto dalla cultura economica ad essere manager anche dei suoi rapporti personali e quindi a continuare nella ricerca di migliori possibilità. Essere ancorati ad un legame fisso, nell'ottica del business così come in quella delle relazioni affettive, è controproducente perché se scelgo di fermarmi mi precludo nuove possibilità che potrebbero essere migliori.

Il matrimonio dunque, come forma istituzionalizzata dei rapporti, è in crisi perché le persone scelgono l'ambivalenza, scelgono di non scegliere e di lasciare tutte le strade aperte. Quando le relazioni diventano difficili si interrompono, seguendo la regola del consumo: una cosa rotta, anche una relazione, non vale la pena di essere riparata, visto quanto impegno costerebbe e così si fa prima a cercare qualcosa di nuovo in un mondo che offre moltissime possibilità.[4] Le persone hanno paura di soffrire e di sacrificarsi, di perdere la loro libertà e dunque creano nuove forme di legami meno impegnative dove si mischiano codici diversi generando un tipo di rapporto non definito, come le amicizie con una componente sessuale, o creano delle "non relazioni" nella rete e nei social network. Qui le relazioni possono rimanere virtuali e non toccare la vita quotidiana, permettendo agli individui di entrare ed uscire dalle relazioni con la massima facilità, senza creare legami profondi.

Nei vari contesti[modifica | modifica wikitesto]

Ambienti di lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Le relazioni interpersonali in ambito lavorativo sono oggetto di studi relativamente recenti. Nel passato prevalevano teorie economiche classiche che considerano l’ambiente di lavoro quale sede di rapporti interpersonali intesi come semplice scambio tra dare e ricevere un valore. In questo approccio prevale una visione utilitaristica delle relazioni interpersonali che vengono quindi sfruttate in senso strumentale dall’organizzazione stessa. Recentemente tale approccio è cambiato a favore di una considerazione dell’importanza delle relazioni interpersonali in sé come elemento fondante dell’organizzazione.

Efficienza e produttività non sono più legate soltanto a fattori di tipo tecnico, ma anche a fattori collegati alla comunicazione e alle relazioni interpersonali. Diventa quindi fondamentale per l’azienda creare relazioni interpersonali di qualità e gestire efficacemente i conflitti.

Nella famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Famiglia.

Aspetti dibattuti[modifica | modifica wikitesto]

La rivoluzione nelle relazioni interpersonali ha rappresentato un cambiamento positivo necessario per costruire una società più libera e più creativa, ampi rapporti umani gratificanti e costruttivi e una vita sociale che incarni principi democratici di pari diritti e reciprocità. Tuttavia essa ha portato alla nascita di nuovi problemi. Ad esempio sono entrati in crisi i ruoli sociali e sessuali tradizionali; la famiglia vive un momento di disgregazione; aumentano solitudine, individualismo e sfiducia nei confronti delle istituzioni. [5]

Il contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Nelle relazioni interpersonali, l’elemento che prevale è la fiducia, che è stata analizzata in vari approcci, quali economico, psicologico, sociologico ed etico relazionale. Per fiducia si intende l’affidamento che si fa su qualcun’ altro. Dovrebbe portare le persone a sviluppare dei rapporti sociali di cooperazione creando così un legame di reciprocità, riducendo lo stato di incertezza. Un rapporto di fiducia dovrebbe essere caratterizzato da lealtà, affidabilità ed apertura. Tuttavia, nella realtà la fiducia può assumere varie forme, ovvero può concentrarsi su comportamenti opportunistici, economici, o essere semplicemente frutto di emozioni che portano ad avvicinarsi all’altro. Essa dovrebbe sempre includere un dono, cioè non uno scambio, ma una semplice forma di affidamento nei confronti altrui.

La gestione dei conflitti[modifica | modifica wikitesto]

Nelle relazioni interpersonali, essendo l’uomo un animale sociale, c’è la necessità di andare verso gli altri. Ciò non esclude però che egli possa svolgere anche l’azione contraria cioè quella di andare contro gli altri, sviluppando contrasto e aggressività. Quindi possono manifestarsi conflitti, ovvero situazioni di contrasto e opposizione. I conflitti sono un tema ampiamente presente all’interno di vari contesti e soprattutto nelle organizzazioni. La loro risoluzione è spesso difficile ed è causa di stress e intralcio al raggiungimento dei risultati prefissati. Tuttavia, non sempre i conflitti devono essere considerati negativi. Anzi, essi permettono spesso un confronto diretto che può portare all’attuazione di cambiamenti e miglioramenti nell’organizzazione stessa.

Saper gestire i conflitti in modo idoneo è una competenza essenziale dell’area manageriale. Ciò risulta comunque difficile a causa delle varie personalità che possono essere interessate dal conflitto. La gestione dei conflitti è uno dei compiti principali delle Risorse Umane nelle grandi organizzazioni, svolgendo un ruolo di mediatore tra le parti. Si può affermare che per gestire i conflitti nelle relazioni interpersonali ovunque essi si manifestino è utile saper controllare le relazioni emotive, possedere capacità di autovalutazione personale ed essere in grado di strutturare al meglio il conflitto stesso, cercando soluzioni adeguate, dando importanza alle opinioni altrui.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Melucci, 1994 citato da Enrico Cheli in “l’epoca delle relazioni i crisi (e come uscirne). Coppia, famiglia, sanità, lavoro
  2. ^ P.Cianconi 2011
  3. ^ Zamagni,2009
  4. ^ Z.Bauman,2003
  5. ^ Enrico Cheli in “l’epoca delle relazioni i crisi (e come uscirne). Coppia, famiglia, sanità, lavoro
  6. ^ Conflitti nelle relazioni interpersonali di Rachele Neferteri Gabellini www.mondoadr.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

- Bauman Z., Amore liquido:sulla debolezza dei legami umani. Laterza, Roma 2003 - Cheli E., L’epoca delle relazioni in crisi (e come uscirne). Coppia, famiglia ,scuola, sanità, lavoro. Franco Angeli Edizioni 2013 - Cheli E., Le relazioni interpersonali. Nella coppia, in famiglia, a scuola, sul lavoro. Xenia 2009 - Chieli E.,Relazioni in armonia. Franco Angeli, Milano 2004 - Chieli E.,Teorie e tecniche delle relazioni interpersonali. Franco Angeli,Milano 2004 - Cianconi P., Addio ai confini del mondo.Per orientarsi nel caos Post-moderno. Franco Angeli , Milano 2011 - Faldetta G., Introduzione allo studio dell’azienda come rete di relazioni interpersonali. Giuffrè 2005 - Tosi H.L , Pilati M. Comportamento organizzativo. Attori, relazioni, organizzazione, management. 2008 - Farnè M., Sacco F., La psicologia nella vita quotidiana. Elementi di psicologia, sociologia e statistica. Zanichelli 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]