Frank Miller

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Frank Miller al South by Southwest 2018

Frank Miller (Olney, 27 gennaio 1957) è un fumettista, sceneggiatore e regista statunitense, considerato uno dei fumettisti americani più importanti e influenti dell'epoca contemporanea[1][2][3]. È dotato di uno stile molto vicino a quello dei film di genere noir.

Creatore della serie Sin City, è noto anche per aver portato unitamente ad Alan Moore le atmosfere cupe e adulte nello sfavillante mondo dei supereroi tipiche delle origini. In questo senso sono fondamentali le sue storie su Devil, la creazione di Elektra per la Marvel Comics, e le storie Batmanː Anno uno, Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro e Batman: Il cavaliere oscuro colpisce ancora, realizzate per la DC Comics.

Note biografiche e carriera[modifica | modifica wikitesto]

«Sono stato un ragazzo abbastanza felice. Ho avuto un'infanzia idilliaca nella campagna...non ho mai legato molto con gli altri ed ero un ragazzo insolito. Avevo bisogno di passare molto tempo con me stesso. Ho avuto le classiche difficoltà con l'autorità e sul sentirsi dire cosa fare. Odiavo dover essere da qualche parte in ogni momento, per questo trovavo la scuola orribile. I miei voti erano abbastanza buoni finchè non ho iniziato il liceo (High School in originale) dove ho scoperto le ragazze, la marijuana e la birra.»

(Frank Miller in un'intervista rilasciata a [[Playboy (periodico)|]] nell'agosto 2014[4].)

Gli esordi nel fumetto (1978-1979)[modifica | modifica wikitesto]

«Di tanto in tanto un nuovo vero grande artista esplode come una granata nel panorama dei fumetti Marvel! (Citiamo) il travolgente Roger McKenzie, lo stravagante Klaus Janson, Joe Rosen, George roussos. Il magrolino Frank Miller è un'artista di questa categoria.»

(Al Milgrom e Jim Shooter quando presentano il nuovo disegnatore regolare per la serie Daredevil sul n.158 (maggio, 1979), il primo albo del personaggio disegnato da un giovane Frank Miller[5].)

Frank Miller è nato a Olney (Maryland) in una famiglia di origini irlandesi e di religione cattolica, ma è cresciuto a Montpelier, nel Vermont, è il più piccolo di un famiglia di cinque figli[6]. Qui vive un'adolescenza relativamente isolata rispetto ai suoi coetanei e sviluppa precocemente una passione per il disegno, lo storytelling e il fumetto[6]. Durante la High School già si diletta a scrivere e disegnare strisce a fumetti pubblicate su fanzines con poche copie di tiratura, il suo destino come fumettista è presto deciso e per il giovane Frank non vi è un "piano b"[6]. Già prima dei vent'anni vuole diventare un disegnatore di comic book o lavorare (come creativo) nel campo cinematografico, altra sua grande passione[6]. Nella seconda metà degli anni settanta manda a vari editor e autori il suo portfolio, il primo che gli presta attenzione è il compianto Neal Adams che gli manda dei feedback su come deve migliorare le sue tavole, allora piene di errori e con segni evidenti della sua inesperienza[6]. Il contatto tra i due rimane continuo per diverso tempo e Neal continua a dare suggerimenti al giovane di Onley, questo finché non sembra pronto per una storia d'esordio[6]. Grazie al celebre artista ottiene la commissione per realizzare una short-story su Twilight Zone (serie ispirata all'omonima serie televisiva), pubblicata dalla Golden Key nel 1978 a cui segue un'altra storia breve per l'antologico Weird War Tales per la DC Comics[6]. La decisione è presa, Frank vuole imporsi come grande fumettista al pari di quanto ha fatto il giovanissimo Bob Dylan nel campo musicale[7]. Tra i principali fumettisti a cui si ispira vi sono Neal Adams (suo primo mentore), Jack Kirby (il King of Comics), Frank Frazetta (rivoluzionario illustratore, creatore di Vampirella, celebri cover su Conan the Barbarian e di genere fantasy), Will Eisner (la cui opera Contratto con Dio è spesso accreditata come prima graphic novel della storia dei comic). A 21 anni Frank si è già trasferito a New York, all'epoca capitale e centro creativo del fumetto statunitense (sede delle major del settore quali la Marvel e la DC)[7]. L'esordio nel mondo dei comic statunitensi avviene quindi durante l'epoca denominata Bronze Age (1970-1985), un periodo turbolento che vede l'imporsi di nuovi formati, di un nuovo tipo di distribuzione dei fumetti (il Marcato Diretto delle fumetterie e librerie) alternativo alle edicole e drugstore, l'esordio del primo vero blockbuster cinematografico nel genere dei cinecomic e che vede la Marvel superare la DC nelle vendite. Gli autori più acclamati dalla critica sono: Neal Adams, Steve Gerber, Roy Thomas, Barry Smith, R. Crumb, Art Spiegelman, Don McGregor, Jim Starlin, Will Eisner. A questi si aggiunge Jack Kirby che però vede il suo declino avendo iniziato la decade degli anni settanta come il più grande artista di comic vivente e alla fine di quest'epoca si ritrova di fatto fuori dal settore avendo perso il richiamo e il plauso dei lettori (anche della critica specializzata).

Marvel e DC[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi fatto notare con una storia in due parti su un annual di The Amazing Spider-Man, scritto da Chris Claremont, cominciò a realizzare regolarmente le matite per Daredevil, di cui successivamente scriverà anche le sceneggiature, realizzando le storie più apprezzate sul personaggio, su tutte Devil: Rinascita (quest'ultima disegnata da David Mazzucchelli). In collaborazione con l'inchiostratore Klaus Janson, Miller si assicurò un numero crescente di fan e ottimi giudizi da parte dei critici. Lavorando sul personaggio di Devil, poi, Miller creò il personaggio della ninja assassina Elektra, uno dei suoi personaggi più famosi. L'adattamento cinematografico di Daredevil del 2003 ha poi ripreso molti elementi delle storie di Miller.

Frank Miller a Lucca Comics & Games 2016

Chiamato dalla DC Comics per ricreare il mito di Batman subito dopo i catastrofici eventi di Crisi sulle Terre infinite, Miller realizza Batman: Anno uno insieme al disegnatore David Mazzucchelli, quindi, sempre con Janson alle chine, Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro (il suo lavoro più famoso), colorato dalla moglie Lynn Varley. Entrambe le opere furono fondamentali non solo nella ridefinizione del personaggio, tornato alle atmosfere oscure delle storie di Finger e Kane, ma anche nel più ampio panorama del fumetto di genere supereroico e popolare. Infatti Miller non solo introduce un nuovo modo di concepire le didascalie, ma l'uso sapiente di una rigorosa suddivisione della tavola, alternata con spettacolari splash-page, rendono la sua opera su Batman uno dei capolavori assoluti del fumetto mondiale. Nelle pagine del fumetto descrive anche un Superman ormai alla mercé del governo federale che preferisce rimanere nascosto per evitare problemi internazionali. La sua visione di Batman è stata quella dominante per vent'anni, ripresa dalla versione cinematografica di Tim Burton e da quelle più recenti di Christopher Nolan, oltre che da romanzi grafici come Batman: The Killing Joke di Alan Moore e Brian Bolland e Arkham Asylum: Una folle dimora in un folle mondo di Grant Morrison e Dave McKean.

Nel 2001, dopo molte insistenze da parte dei fan, ma soprattutto grazie a un fortuito incontro con il supervisore delle Bat-testate Bob Shreck, Miller realizza un seguito della miniserie Il ritorno del Cavaliere Oscuro. La nuova opera è una miniserie in tre parti dal titolo Batman: Il cavaliere oscuro colpisce ancora. L'opera, graficamente agli antipodi rispetto al capitolo precedente, risulta questa volta una visione corale dell'intero cosmo DC Comics. Oltre a ripresentare i personaggi del primo episodio, Miller ripropone Lanterna Verde, Flash, Atomo e Wonder Woman, realizzando un'opera molto meno oscura e molto più supereroica nelle atmosfere rispetto a Il ritorno, seguendo un percorso analogo a quello di Alan Moore, che dapprima iniziò una collaborazione con la Image Comics e Rob Liefeld, e successivamente provò a riportare le atmosfere più genuine delle origini con la sua linea di fumetti, la America's Best Comics.

Nel 2005 Miller ritorna a lavorare su un progetto seriale per la DC Comics e per Batman: nel luglio dello stesso anno, infatti, esce il primo numero di All-Star: Batman & Robin The Boy Wonder (All Star Batman e Robin nella versione italiana), per i disegni di Jim Lee.

Nel 2015 Miller tornerà ancora a collaborare con la DC Comics. Infatti Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro del 1986, opera considerata tra le più influenti e innovative dell'era moderna del genere supereroistico[8], origina, grazie al suo successo, ulteriori sequel e prequel, che si collocano all'interno di un universo parallelo in cui Frank Miller sviluppa la sua versione di Batman e di altri supereroi DC in maniera autonoma rispetto alle storie canoniche[8]. Tra il 2015 e il 2017 Miller realizza quindi Cavaliere Oscuro III - Razza suprema, una miniserie di 9 numeri[9]. Ognuno di questi è composto da due albi; un albo principale di 32 pagine con misure standard (contenente la storia principale) e un mini-albo (o mini-comic in originale) che ha misure ridotte ed è composto da 16 pagine[9]. Quest'ultimo rappresenta un'appendice che andrà a sviluppare l'universo narrativo del Batman di Frank Miller così come si è dipanato a partire dall'opera seminale Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro per poi proseguire in Batman: Il cavaliere oscuro colpisce ancora e in Dark Knight III: The Master Race (presentato come il capitolo che vuole chiudere una trilogia)[9].

Nel giugno 2016 Miller realizza Il ritorno del Cavaliere Oscuro - L'ultima crociata sempre per la DC Comics. Frank Miller e Brian Azzarello sono autori dei testi e John Romita Jr. e Peter Steigerwald ne realizzano i disegni. L'opera è in questo caso un prequel de Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro[8]. Mentre nell'opera originale si vede un Bruce Wayne sulla cinquantina e ritiratosi dalla sua attività di vigilante (per poi tornare), in The Last Crusade, Miller e Azzarello ci svelano i retroscena che lo hanno portato a rinunciare a essere Batman. La vicenda si svolge una decina d'anni prima degli avvenimenti de Il ritorno del Cavaliere Oscuro (o The Dark Knight Returns)[8].

Lavori indipendenti[modifica | modifica wikitesto]

Frank Miller nel 1982

Oltre ai lavori per le principali case editrici statunitensi, Miller ha anche realizzato opere di cui detiene i diritti, come Give Me Liberty con Dave Gibbons e Hard Boiled con Geof Darrow. In questo campo si devono anche contare opere importanti come Ronin (che presenta degli stilemi derivati dai manga, ma anche dal fumetto europeo, soprattutto quello francese), storia di un samurai fantascientifico, che è stata la sua prima collaborazione con la Varley. A questa si aggiunge la famosissima Sin City, una serie di storie poliziesche in bianco e nero pubblicate originariamente dalla Dark Horse Comics e tradotte in italiano da Comic Art, Play Press, Lexy Produzioni e da Magic Press.

Nel 1998 realizza per la Dark Horse anche il romanzo a fumetti 300, ispirato alla famosa battaglia delle Termopili dove combatterono 300 guerrieri spartani. L'opera, diventata una delle più famose di Miller, è stata pubblicata prima in volumetti, poi raccolta in un volume di formato orizzontale, pubblicato in Italia dalla Magic Press. A questo si aggiungono un paio di episodi sul personaggio di Spawn: uno per la sua serie regolare, l'altro per un team-up con Batman, che segna il suo ritorno sul personaggio del Cavaliere Oscuro. Entrambe le storie sono disegnate da Todd McFarlane, creatore del personaggio e, come Miller, disegnatore sia per l'Uomo Ragno sia per Batman. Bad Boy è uscito a puntate per l'edizione inglese di GQ. Raccolto poi dalla Dynamite Entertainment nel giugno del 2009 in un volume con la copertina inedita di Frank Miller e bozzetti aggiuntivi di Simon Bisley.

Nel 2011, pubblicato dalla Legendary Entertainment, esce il graphic novel Holy Terror. La storia parla del terrorismo e della sua connessione con l'integralismo religioso; la posizione assunta da Miller ha suscitato forti reazioni nella critica statunitense sul web.[10][11][12][13][14][15][16][17] Il protagonista è un personaggio chiamato "Fixer", lontano dagli stereotipi dell'eroe buono e giusto sebbene la sua figura richiami quella di Batman (inizialmente questa doveva essere una sua storia[11][18]), che usa metodi violentissimi per affermare le sue ragioni. Holy Terror verrà tradotto in italiano da BAO Publishing nel marzo 2012.[19][20]

Miller e i film[modifica | modifica wikitesto]

Miller è stato anche autore di sceneggiature per il cinema, tra le più importanti quelle di RoboCop 2 e RoboCop 3. Dopo RoboCop 3, Miller dichiarò che non avrebbe più permesso a Hollywood di creare adattamenti dei suoi fumetti, perché disgustato dal fatto che nonostante quasi nessuna delle sue idee fosse finita nella versione definitiva del film, il suo nome apparisse comunque nei titoli. Nonostante questa dichiarazione, Miller ha poi collaborato all'adattamento cinematografico della serie Sin City per opera di Robert Rodriguez, che con alcune scene di prova ha ottenuto il placet dell'autore. L'omonimo film è uscito nel 2005, con un ottimo riscontro di pubblico e recensioni abbastanza positive, tanto che è stato prodotto un secondo capitolo nel 2014.

Nel 2007 è uscito nelle sale 300, il film ispirato al suo omonimo romanzo a fumetti. Questa produzione è resa particolare dalla fotografia digitale "noir" e dalla caratteristica e fondamentale post-produzione di notevole entità, dagli effetti speciali e dalle ricostruzioni immaginarie di luoghi e personaggi pseudo-storico/leggendari, ripresi quasi totalmente dal fumetto di Miller. Sempre nel 2007 Gianni Nunnari, produttore di 300, annunciò la sua intenzione di produrre l'adattamento cinematografico di Ronin, affidando la regia a Sylvain White.[21]

Nel 2008 esordisce nella regia cinematografica con The Spirit, lungometraggio ispirato all'omonimo personaggio dei fumetti nato da Will Eisner nel 1940.[22] Nel 2012 è uscito il lungometraggio animato Batman: The Dark Knight Returns. Part 1, basato su Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Miller.

La rinascita di Frank Miller (dal 2015)[modifica | modifica wikitesto]

I primi tre lustri degli anni duemila sono stati anni difficili per l'autore sia a livello personale, sia per le forti critiche delle sue opere da parte della critica, da molti lettori e anche dalla stampa generalista[7]. Già con la pubblicazione di "The Dark Knight Strikes Back", All-Star-Batman & Robin, the Wonder Boy per arrivare a Holy Terror (nel 2011) si assiste a un continuo accanimento sull'autore, alimentato ulteriormente per le sue posizione islamofobiche, l'avvicinamento (presunto) a ideali che sposano le cause della destra radicale e a una condanna dei nuovi movimenti giovanili (contrari a un capitalismo-finanzario neo-liberista) come Occupy Wall Street[7]. Il flop cinematografico del lungometraggio The Spirit (del 2008), dove è in triplice veste di sceneggiatore, regista e attore, a cui si aggiunge quello del secondo capitolo di Sin City (ovvero Sin City, A Dame to kill for, del 2014) lo hanno completamente allontano dalle sue ambizioni hollywoodiane[7]. Le sua stessa produzione fumettistica si è diradata ed stata sempre categorizzata come una fase dell'autore in cui sembra crea parodie di quanto fatto in passato, dominate da un velo di decadentismo tematico e visivo[7]. Agli inizi del secondo decennio degli anni duemila, grazie ai co-publisher della DC Comics Jim Lee e (soprattutto) Dan DiDio viene ricontattato dall'iconica casa editrice per promuove un sequel al suo The Dark Knight[23]. Da qui nasce Dark Knight III: The Master Race, un'opera che risolleva le vendite della DC riportandola più volte in cima alle classifiche (tra il 2015 e il 2017) dominate dallo strapotere della Marvel Comics[7]. Ancora una volta riesce poi a rivalutare una figura come Batman, spesso surclassata dai super eroi della casa delle idee, sempre più popolari grazie anche al successo delle pellicole cinematografiche dei Marvel Studios e della Sony Pictures. Il successo è tale che viene prodotto un prequel a Il Ritorno del Cavaliere Oscuro e un sequel a The Dark Knight III[7]. Miller sembra tornato a essere acclamato dei lettori (il cui consenso non è mai completamente mancato) e anche da una parte della critica. Questa nuova ribalta sul mercato gli permette di affrontare il secondo decennio degli anni duemila con un rinnovato vigore e nuovi progetti che lo vedono tornare principalmente al mercato indipendente, quello a lui più congeniale[23]. Non mancano però le contestazioni e nel 2021 la partecipazione di Miller alla fiera del fumetto britannica Thought Bubble è stata annullata a seguito di una polemica sollevata dalla casa editrice indipendente ShortBox, che attraverso la sua direttrice Zainab Akhtar ha pubblicamente accusato il disegnatore di islamofobia, soprattutto dopo la pubblicazione di Sacro Terrore, opera realizzata come reazione agli attentati del 11 settembre 2001. Dopo tale dichiarazione, gli organizzatori di Thought Bubble hanno annullato l'invito per Miller, dichiarando che il disegnatore non avrebbe più potuto partecipare alla fiera.[24]

L'ostracismo nei confronti dell'autore per le sue posizioni politiche tende però a essere ormai particolarmente sentito solo in alcune zone degli Stati Uniti e da alcuni ambienti intellettuali dei paesi anglofoni. A livello internazionale e nella maggior parte degli Stati dell'Unione torna a riscuotere di una rinnovata fama e supporto per le sue possibili nuove produzioni[23]. L'occasione della svolta e rinascita dell'autore arriva quando, in seguito alla fusione tra Time Warner e AT&T (nel 2018), la DC entertainment allontana dalla carica di presidente Diane Nelson, sostituita da Pam Lifford, presidente della Warner Bros. Global Brands Experiences. Le conseguenze è un radicale cambiamento dei vertici operativi, creativi e manageriali che curano la produzione della DC Comics. Ne consegue un biennio caratterizzato da licenziamenti, revisione dei contratti in esclusiva con gli autori e un ristruttura degli imprint della casa editrice. Tra coloro che vengono allontanati vi è lo stesso co-publisher Dan DiDio (ruolo ricoperto tra il 2010 e il 2020), l'editore che aveva patrocinato e sollecitato il ritorno di Miller alla DC[23]. Tra i due esiste un rapporto di fiducia e amicizia e su iniziativa dello stesso Frank decidono di fondare una nuova casa editrice indipendente, annunciata nell'aprile del 2022[23]. Viene battezzata Frank Miller Presents (nel cui logo vi è l'anagramma FMC). Il presidente è Frank Miller, l'editore Dan DiDio (che porta la sua lunga esperienza maturata alla DC) e la direttrice operativa è Silenn Thomas, che ha ricoperto finora la carica di amministratrice delegata per la Frank Miller Ink, ovvero l'azienda che gestisce il lavoro, i diritti e i franchise dell'autore[23]. Il fine della FMP non è solo quello di proporre nuove opere del suo fondatore ma soprattutto quello di dare la possibilità ad altri autori/artisti di sviluppare nuove idee che possano risultare innovative per una forma d'arte così importante e influente per la nostra epoca, come più volte ribadito dall'autore. Tra gli annunci riguardanti le opere a cui si dedica lui stesso le prime a essere citate sono Sin City 1858, fumetto prequel della saga omonima con ambientazioni western, e il seguito di Ronin, celebre fumetto pubblicato nei primi anni ottanta per la DC Comics[23].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Eisner Awards

  • Best Short Story – 1995 "The Babe Wore Red", in Sin City: The Babe Wore Red and Other Stories (Dark Horse/Legend)
  • Best Finite Series/Limited Series – 1991 Give Me Liberty (Dark Horse), 1995 Sin City: A Dame to Kill For (Dark Horse/Legend), 1996 Sin City: The Big Fat Kill (Dark Horse/Legend), 1999 300 (Dark Horse)
  • Best Graphic Album: New – 1991 Elektra Lives Again (Marvel)
  • Best Graphic Album: Reprint – 1993 Sin City (Dark Horse), 1998 Sin City: That Yellow Bastard (Dark Horse)
  • Best Writer/Artist – 1991 for Elektra Lives Again (Marvel), 1993 for Sin City (Dark Horse), 1999 for 300 (Dark Horse)
  • Best Artist/Penciller/Inker or Penciller/Inker Team – 1993 for Sin City (Dark Horse)

Kirby Awards

  • Best Single Issue – 1986 Daredevil #227 "Apocalypse" (Marvel), 1987 Batman: The Dark Knight Returns #1 "The Dark Knight Returns" (DC)
  • Best Graphic Album, 1987 Batman: The Dark Knight Returns (DC)
  • Best Writer/Artist (single or team) – 1986 Frank Miller and David Mazzucchelli, for Daredevil: Born Again (Marvel)
  • Best Art Team – 1987 Frank Miller, Klaus Janson and Lynn Varley, for Batman: The Dark Knight Returns (DC)

Harvey Awards

  • Best Continuing or Limited Series – 1996 Sin City (Dark Horse), 1999 300 (Dark Horse)
  • Best Graphic Album of Original Work – 1998 Sin City: Family Values (Dark Horse)
  • Best Domestic Reprint Project – 1997 Batman: The Dark Knight Returns, 10th Anniversary Edition (DC)

Festival di Cannes

  • Palma d'oro – 2005 (nominated) Sin City (Dimension Films)

Scream Awards

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Copertina di Batman: Il cavaliere oscuro colpisce ancora realizzata da Frank Miller

Raccolte:

  • Universo DC (Antologia delle storie brevi uscite per la DC Comics tra il 1978 e il 2000), RW Lion 2016.

Contiene:

  • Weird War Tales 64, Deliver Me from D-Day (con Wyatt Gwyon, 1978)
  • Unknow Soldier 219, The Edge of History (con Elliot S. Maggin, 1978)
  • Weird War Tales 68, The Day After Doomsday (con Roger McKenzie, 1978)
  • Weird War Tales 68, The Greatest Story Never Told (con Paul Kupperberg, 1978)
  • Dc Special Series 21, Wanted: Santa Claus - Dead or Alive! (con Dennis O'Neil, 1979)
  • Superman 400, The Living Legends of Superman (con Elliot S. Maggin, 1984)
  • Orion 3, Tales of the New Gods: Nativity (con Walt Simonson, 2000)
  • Fanboy 5, Batman (con Mark Evanier, 1999)
  • Superman and Batman: World's Funnest 1, Last Imp Standing! (con Evan Dorkin, 2000)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 Frank Miller ha diretto lo spot pubblicitario Gucci Guilty Intense[25], nel cui cast figuravano anche Evan Rachel Wood e Chris Evans.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frank Miller : The Complete Works:
  2. ^ Amazon.com: Frank Miller: Books, Biography, Blog, Audiobooks, Kindle
  3. ^ Biografia di Frank Miller in "Sin City: Una donna per cui uccidere", Magic Press Edizioni
  4. ^ Valentino Sergi, in "Nota biografica e premessa politica", in Frank Miller - Il Cavaliere Oscuro di Hollywood,  pp.23-27
  5. ^ Jason Sacks, in "Chapter Ten: 1979 - Post-Implosion Malaise" in The 1970s,  pp.254-277
  6. ^ a b c d e f g Keith Dallas, in "Chapter Nine: 1978 - DC's Implosion", in The 1970s,  pp.230-253
  7. ^ a b c d e f g h (IT) Andrea Fiamma, Frank Miller, l'innovatore luminoso e oscuro. URL consultato il 7 maggio 2020.
  8. ^ a b c d (EN) Batman returns to Form in The Dark Knight Retrurns: The Last Crusade(review)[collegamento interrotto]. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  9. ^ a b c Previews n.324, Diamond Comic Distributors, Hunt Valley MD, settembre 2015, pp.70-71
  10. ^ Holy Terror - Frank Miller criticato duramente, su comicsblog.it, 30 settembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
  11. ^ a b (EN) Borys Kit, Holy Terrible: Reviews of Frank Miller's 'Holy Terror' Are In, su hollywoodreporter.com, Hollywood Reporter, 23 settembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
  12. ^ (EN) Holy Terror by Frank Miller Review, su comicbookmovie.com, 31 ottobre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
  13. ^ (EN) Frank Miller's 'Holy Terror': A Propaganda Comic That Fights Faith Instead of Evil, su comicsalliance.com, Comics Alliance, 26 settembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
  14. ^ (EN) Holy Terror, su comicbookresources.com, Comic Book resources, 24 settembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
  15. ^ Holy Terror di Frank Miller, su mangaforever.net, 5 novembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
  16. ^ Settemila battute su Holy Terror di Frank Miller, su lospaziobianco.it, Lo Spazio Bianco, 6 dicembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
  17. ^ Daniele Barbieri, Di Frank Miller, e del perché ci fanno così male le sue opinabili opinioni, su guardareleggere.net, Guardare e leggere, il blog di un Daniele Barbieri, 21 novembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
  18. ^ (EN) Frank Miller's ‘Holy Terror’ leaves Gotham: ‘I've taken Batman as far as he can go', su herocomplex.latimes.com, Los Angeles Time, 29 luglio 2010. URL consultato il 23 dicembre 2011.
  19. ^ Frank Miller Holy Terror: l'ultima fatica dell'autore in Italia per Bao, su nuvoleparlanti.blogosfere.it, 5 dicembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2012).
  20. ^ Bao pubblica Holy Terror [collegamento interrotto], su comicus.it, 5 dicembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
  21. ^ Articolo su comingsoon.net
  22. ^ Scheda su mymovies.com
  23. ^ a b c d e f g Redazione di Fumettologica, Frank Miller fonda una propria casa editrice di fumetti. URL consultato l'8 maggio 2022.
  24. ^ Redazione, La polemica tra i fumettisti per la presenza di Frank Miller a un festival inglese, su Fumettologica, 29 luglio 2021. URL consultato il 3 agosto 2021.
  25. ^ Gucci Guilty: The Original Episode - Intense.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Dallas Keith, Dykema Dave, Sacks Jason, American Comic Book Chronicles: The 1970s, Raleigh (North Carolina), TwoMorrows Publishing, 2014. ISBN 9781605490564
  • (IT) Sergi Valentino, Frank Miller - Il Cavaliere Oscuro di Hollywood, Eboli (Salerno), Nicola Pesce Editore, 2014. ISBN 9788897141358

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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